Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione Media Web

  • L’incubo di Giada: Don Marino mi violentava e mi rivestiva. Oggi celebra ancora messa

    L’incubo di Giada: Don Marino mi violentava e mi rivestiva. Oggi celebra ancora messa

    Il 3 aprile 2013 don Marino Genova, parroco della Chiesa SS. Pietro e Paolo di Portoncannone, in Molise, viene denunciato con l’accusa di abusi sessuali su una ragazzina della sua parrocchia. Lei si chiama Giada Vitale e ha 17 anni: quattro in più di quanti ne aveva quando il prete la portò per la prima volta nella sagrestia della Chiesa.

    Comincia lì una drammatica storia giudiziaria che vede scontrarsi, da un lato, il sacerdote, dall’altro la vittima riconosciuta tale sono fino alla soglia dei 14 anni.

    Don Marino, infatti, è stato condannato il primo grado a sei anni di carcere solo per gli episodi avvenuti quando Giada era 13 enne. Da quell’età allora e per i successivi 3 anni, Giada viene ritenuta dai giudici ‘consenziente’ e il fascicolo relativo a quel periodo, archiviato.

    “Ho realizzato che tutto che stava succedendo era sbagliato quando Don Marino (55 anni) mi ha baciato sulla bocca, è una cosa che fanno le persone innamorate, le persona della stessa età”, ha detto Giada a Fanpage.it. “Oggi soffro di disturbo da stress post traumatico – continua – ma la cosa peggiore è che c’è chi pensa che io abbia voluto tutto questo”.

  • NON LO DIRE A NESSUNO | Film documentario completo di Tomasz Sekielski Sub-ITA

    NON LO DIRE A NESSUNO | Film documentario completo di Tomasz Sekielski Sub-ITA

    Il documentario indipendente dei fratelli Tomasz e Marek Sekielski.

    Questa è la verità sulla Chiesa cattolica in Polonia.

    Il film è stato interamente finanziato dagli spettatori via Patronite.pl.

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    SUB: http://youtube.com/channel/UCmuaurR3F…

    FB: https://www.facebook.com/Sekielski TT: @sekielski

  • Zanardi: ‘ho avuto un cancro al colon somatizzando l’abuso sessuale infantile’

    Zanardi: ‘ho avuto un cancro al colon somatizzando l’abuso sessuale infantile’

    Francesco Zanardi, vittima di abusi e presidente della rete Abuso de Italia, rivela di essere venuto a soffrire di cancro al colon quando ha somatizzato gli abusi commessi nella sua infanzia da un prete.

  • “Perchè i preti abusatori sfuggono alla giustizia italiana?”

    “Perchè i preti abusatori sfuggono alla giustizia italiana?”

    A cura di UAAR Brescia, contributi di Alessandro Cirelli – laicità nel diritto penale – Francesco Zanardi – Presidente di Rete L’Abuso (associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero) , Rete L’ABUSO Human Rights Connect (avvocatura specializzata in diritti umani) , membro fondatore di ECA Global, presente in 18 paesi e 4 continenti

  • Francia: il documentario sulle suore abusate scatena dibattito e iniziative

    Francia: il documentario sulle suore abusate scatena dibattito e iniziative

    PARIGI-ADISTA. Ha avuto molta risonanza in Francia il documentario prodotto dalla piattaforma franco-tedesca Arte.tv dal titolo “Religiose abusate: l’altro scandalo della Chiesa”, diffuso all’inizio dello scorso marzo (e visibile ancora per qualche giorno anche sul sito di Adista; v. Adista n. 10/19). Un documentario frutto di un lungo e meticoloso lavoro di indagine, nel quale le voci e i volti delle vittime hanno aggiunto drammaticità al racconto di casi di agghiacciante gravità, avvenuti in un contesto di indifferenza e omertà. Al contrario di quanto accaduto in Italia, dove il documentario non ha avuto risonanza – colpa, anche, della mancata sottotitolazione in italiano – in Francia numerose realtà cattoliche hanno alzato la voce, chiedendo trasparenza e misure preventive. Ne ha parlato sul sito Global Sisters Report la giornalista Elisabeth Auvillain (16/4), raccontando delle numerose iniziative di protesta spontanee avviate dopo la diffusione dell’inchiesta, ma anche in seguito agli sviluppi del caso che ha avuto come protagonista il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, condannato a sei mesi di reclusione per insabbiamenti, le cui dimissioni sono state per ora congelate da papa Francesco (v. Adista Notizie nn. 13 e 15/19).

    A Parigi, tante sono state le parrocchie che hanno organizzato serate di dibattito e preghiera; in tutto il Paese, soprattutto nel periodo quaresimale, hanno avuto luogo ritiri, meditazioni, conferenze, imperniati sul tema degli abusi e sulla manipolazione di persone vulnerabili operata in nome di Dio. il quotidiano cattolico La Croix e la rivista Pélerin hanno lanciato una ampia consultazione che durerà fino al 7 giugno, sul tema «Ripariamo la Chiesa»: un invito «a fare una diagnosi sulla situazione attuale della Chiesa, ma anche a proporre una maggiore fedeltà al Vangelo», per rispondere al quale è stato attivato un indirizzo mail (reparons-l-eglise@bayard-presse.com).

    La Conférence des Baptisé-e-s Francophones, associazione che fa capo alla filosofa e teologa Anne Soupa, fondatrice del Comité de la Jupe (che di recente ha provocatoriamente chiesto la scanonizzazione di papa Wojtyla, sotto il cui pontificato il clima di omertà e gli insabbiamenti dei casi di abusi raggiunsero l’apice, v. Adista Notizie n. 11/19), ha organizzato incontri con esperti sul tema degli abusi, per mettere a nudo «la cultura che mescola autorità, obbedienza e silenzio», «comprenderne le radici profonde per finirla con questa cultura dell’abuso, contraria al messaggio di liberazione del Vangelo». La Conférence ha anche lanciato una petizione per «far sentire la parola delle donne nella Chiesa» (www.change.org/p/pape-françois-église-catholique- ça-suffit) che ha raccolto quasi 7mila firme in poche settimane.

    Anche le religiose si stanno mobilitando. In testa al loro fronte, c’è la presidente della Conferenza dei Religiosi e delle Religiose di Francia (Corref) suor Véronique Margron, che ha appena pubblicato un libro sul tema degli abusi sessuali nella Chiesa, Un moment de vérité (edizioni Albin Michel). Nel libro, la religiosa traccia un percorso di verità per la Chiesa in 12 punti: mettere le vittime al centro, desacralizzare la figura del prete, decostruire il sistema clericale, promuovere il ruolo della donna, trasformare la crisi in mutamento, cambiare lo stile della Chiesa, rafforzare il dialogo con la società, fare verità per ritrovare fiducia, formare i preti sulle questioni affettive, combattere i fenomeni di potere sulle persone, rivedere l’esercizio del potere nella Chiesa; tutto questo consentirà, alla fine, di mettere in atto politiche di tolleranza zero. «Sapevamo di abusi di potere da parte di alcuni preti e di superiore, ma non conoscevamo la portata di questi crimini», tuttora difficile da cogliere nella sua totalità per il rifiuto di molte vittime di denunciare, ha affermato suor Margron in ad un incontro molto affollato nella chiesa di Sainte Clotilde a Parigi, il 10 aprile scorso; «Non crediate che preti e vescovi da soli possano cambiare la Chiesa. I laici come voi devono prendere parte a questo rinnovamento».

    Quale obbedienza?

    Oggetto di molte riflessioni e critiche è il voto di obbedienza delle religiose, un’obbedienza malintesa: «Significa che le religiose vogliono che la loro vita sia un dono di sé per servire gli altri, secondo il Vangelo, in una comunità riconosciuta dalla Chiesa cattolica», ha spiegato Christiane Hourticq, ex superiora delle Soeurs Auxiliatrices des âmes du Purgatoire, intervistata da Global Sisters Report. «Accettare l’obbedienza significa non decidere mai da sola dove vivere e in cosa consiste la propria missione». Ma c’è sempre un dialogo: «Quando una suora esprime speranze o desideri o timori, non sta rifiutando l’obbedienza. La superiora prende la decisione ma solo dopo una vera discussione, che fa bene a entrambe le parti». C’è un’enorme differenza, insomma, tra obbedienza e costrizione. «In un contesto di manipolazione, l’obbedienza, o piuttosto la sottomissione, è presentata in modo assoluto come una virtù fondamentale», ha spiegato suor Chantal- Marie Sorlin, ex canonista del Tribunale ecclesiastico di Digione, illustrando come molti abusi siano avvenuti in comunità nate dopo il Concilio, le cosiddette “communautés nouvelles”, che includevano laici, famiglie e religiosi, apparentemente prive di una gerarchia e di confini netti nei comportamenti, ma soprattutto guidate da personaggi magnetici che prendevano il posto di Cristo e che diventavano oggetto di venerazione. Tali comunità si trasformavano in una sorta di Chiesa parallela, autosufficiente e autoreferenziale, in cui la formazione «era basata sulla parola del fondatore, non sulla Scrittura». Tra queste vi era la Comunità di San Giovanni, fondata nel 1975, con le sue branche dei Fratelli di S. Giovanni, delle Suore apostoliche e delle suore contemplative, nate negli anni ’80. Nel 2009 emersero gli abusi che avvenivano nella comunità contemplativa, che ricadeva sotto l’autorità di Barbarin; venne sciolta nel 2013, quando la maggior parte delle suore rifiutò la nuova superiora, nominata dall’arcivescovo stesso. Ne faceva parte Marie-Laure Janssens, autrice del libro Le Silence de la Vierge, in cui descrive l’isolamento, la mancanza di comunicazione e l’abuso spirituale subito. Se ne allontanò nel 2009, chiedendo l’autorizzazione a denunciare la situazione al suo vescovo, mons. Henri Bricard (morto nel 2014), che la spinse al silenzio, spacciato per «atto di misericordia verso le persone» e «segno del dono di sé, linguaggio di servizio, come ci ha insegnato la Vergine Maria».

    https://www.adista.it/articolo/61189

  • Incontro al Centro studi e ricerche CTA102

    Incontro al Centro studi e ricerche CTA102

    Chiesa e pedofilia, se ne è parlato all’incontro con Francesco Zanardi presso il Centro studi e ricerche CTA102 https://www.facebook.com/groups/cta102/

  • “Mamma mi diede in sposa a un orco, in grembo il frutto dello stupro”: la storia di Ilde Terracciano

    “Mamma mi diede in sposa a un orco, in grembo il frutto dello stupro”: la storia di Ilde Terracciano

    È il 5 gennaio del 1969 quando la tredicenne Ilde viene data in sposa a un uomo che ha il triplo dei suoi anni. In grembo, la piccola, porta il frutto di uno stupro: è solo l’inizio dell’incredibile storia di Ilde Terracciano, sposa bambina, con la benedizione del prete, a soli 13 anni nella provincia di Napoli degli anni Settanta.

    “Mia madre voleva liberarsi di me perché era rimasta vedova e  frequentava altri uomini – racconta una Ilde ormai matura alle telecamere di Fanpage.it – così quando si è presentato quest’uomo di 30 anni per chiedere di fidanzarsi con me, lei ha acconsentito.

    Gli ha dato 50mila lire e mi ha fatto portare via. Per tutta la vita mi sono chiesta come fa una madre a dare via una figlia e rovinarle la vita”.    “Abbiamo scoperto poi che gestiva una casa di prostituzione – continua- io ero vergine, così pretese che assistessi mentre era al letto con delle sue ‘donne’, perché dovevo ‘imparare a fare l’amore’.  Finalmente riuscì a violentarmi nel letto di mia madre, restai incinta e mia madre, per tutta risposta, iniziò a preparare le nozze come se fosse un matrimonio normale.”

    “Quando lo arrestarono la implorai di prendere il bimbo e scappare, ma lei non volle e per paura che la denunciassi, mi fece internare in manicomio”. “Fu allora che scappai via cominciando, per sopravvivere, un percorso criminale di cui non vado fiera”. “Quando mi arrestarono tirai un sospiro di sollievo: non era la mia vita”.”In carcere – ricorda Ilde – ritrovai la prostituta che avrebbe dovuto insegnarmi a ‘fare l’amore’. ‘Ti ricordi di me? – le dissi – Sono quella bambina famosa…’ e la riempii di botte”.

    “Oggi è tutto finito. Ho un’attività mia, ho avuto altri figli e ho ottenuto l’annullamento di quel matrimonio maledetto”. “Mia madre? È morta e io non l’ho perdonata. Sono una madre e non posso neanche immaginare come si possa fare quello che lei ha fatto a me. I figli vanno protetti”.

  • Assolto Don Mura, prete accusato di pedofilia. Il primo accusatore: “Aspetto la sua messa in chiesa”

    Assolto Don Mura, prete accusato di pedofilia. Il primo accusatore: “Aspetto la sua messa in chiesa”

    Il tribunale ecclesiastico di Milano ha assolto pienamente dalle accuse di abusi su due ragazzi Don Silverio Mura.

    Il primo a denunciare i presunti abusi subiti è stato Arturo Borrelli, che dieci anni fa ha deciso di rendere pubblico quanto sostiene gli sia accaduto durante l’adolescenza.

    Quest’estate Arturo ha incontrato anche Papa Francesco, come testimoniato da un audio pubblicato in esclusiva da Fanpage.it.

    Ora che è arrivata la piena assoluzione per Don Silverio Mura, Arturo spiega che continuerà a chiedere giustizia anche in altre sedi.

    “Facciamo così Don Silverio Mura, visto che lei è uscito pulito in questa sentenza l’aspettiamo qui, a Ponticelli, a dire una messa visto che sono cattolico l’aspettiamo qui al più presto”, ha spiegato Arturo a Fanpage.it

  • Vittime e carnefici. Incontro con Francesco Zanardi

    Vittime e carnefici. Incontro con Francesco Zanardi

    L’omertà delle gerarchie ecclesiastiche negli scandali di pedofilia”. incontro con il Portavoce della Rete L’Abuso FRANCESCO ZANARDI Introducono FRANCESCA MARZADORI e ROSANNA LAVAGNA A cura di UAAR, Rete L’Abuso e Ubik Lo scandalo della pedofilia nel clero, all’interno della Chiesa cattolica, partito dagli USA nel gennaio del 2002 con l’inchiesta avviata dal quotidiano The Boston Globe, (descritto nel film premio Oscar “Il caso Spotlight”) si è poi diffuso in Europa coinvolgendo in molti Paesi tra cui l’Italia.

    Nel frattempo sul soglio pontificio sono saliti tre pontefici senza che il gravissimo problema abbia trovato la benché minima soluzione. Infatti la Chiesa troppo spesso protegge i colpevoli e, al di là delle parole di condanna, tende a nascondere i loro crimini e, soprattutto, a non denunciarli all’autorità giudiziaria.

    Solo alcuni sacerdoti vengono sottoposti a procedimenti disciplinari miti o spesso sono semplicemente spostati in altre parrocchie. Recentemente si è tenuto in Vaticano un Summit sulla pedofilia, dove il fenomeno è stato stigmatizzato con parole forti dal Papa che lo ha definito una “piaga grave e mostruosa”, ma le vittime constatano l’assenza di risultati concreti.

    Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso e da anni attivista sull’argomento, ha partecipato al Summit e ha chiaramente espresso il suo dissenso sui risultati. Chiediamo a lui di testimoniare la sua recente esperienza.

  • Il cardinale George Pell condannato a 6 anni. Il giudice: “Abusi umilianti su ragazzini 13enni”

    Il cardinale George Pell condannato a 6 anni. Il giudice: “Abusi umilianti su ragazzini 13enni”

    Il cardinale australiano George Pell è il più alto funzionario della Chiesa Cattolica ad essere stato condannato per violenza sessuale sui minori: i fatti risalgono a quando era arcivescovo di Melbourne.

    Pell è ancora di fatto il Capo della Segreteria per l’Economia del Vaticano. Il 77enne, ex consigliere stretto di Papa Francesco, è il sacerdote di più alto grado nella gerarchia ecclesiastica ad avere mai ricevuto una condanna per abusi sessuali: è stato giudicato colpevole di aver violentato due ragazzi del coro alla cattedrale di St. Patrick’s Cathedral, a Melbourne, perpetrati negli anni Novanta.

    La colpevolezza dell’uomo di chiesa era già stata riconosciuta in primo grado, ora è arrivata anche l’entità della condanna. Pell ha sempre professato la sua innocenza e i suoi legali hanno presentato appello, che sarà udito il 5 e 6 giugno. Il giudice Peter Kidd della County Court del Victoria, che ha letto per un’ora la sentenza in diretta tv, ha descritto gli abusi di Pell come: “Un attacco sessuale alle vittime sfrontato e forzato”