Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione Media Web

  • Vittima di abusi da un prete protesta in Vaticano: denunciato per ‘procurato allarme’

    Vittima di abusi da un prete protesta in Vaticano: denunciato per ‘procurato allarme’

    Arturo Borrelli è salito agli onori delle cronache per aver denunciato di aver subito abusi sessuali da un prete quando era adolescente.

    Si è ammanettato nei pressi del Vaticano come protesta contro la reticenza con cui, secondo lui, la Santa Sede segue il suo caso.

    È stato scortato in commissariato e denunciato per ‘procurato allarme’: “Mi hanno denunciato perché non potevo fare la manifestazione, ho fatto le foto segnaletiche. Non è giusto che noi vittime veniamo trattate così”.

  • Condanna Pell, i sacerdoti: “La pedofilia? Una montatura”

    Condanna Pell, i sacerdoti: “La pedofilia? Una montatura”

    Condanna Pell, quando i sacerdoti spiegavano: “La pedofilia? Una montatura”. Oggi, 26 febbraio, arriva la notizia che il cardinale George Pell, tesoriere del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti dei bambini. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia. È il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Nel 2017 Servizio Pubblico ha intervistato il Cardinale, proprio su queste accuse.

  • ONU 80 sessione, Comitato per i diritti dell’infanzia, esamina Italia preti pedofili

    ONU 80 sessione, Comitato per i diritti dell’infanzia, esamina Italia preti pedofili

    Osservazioni conclusive sulla quinta e sesta relazione combinata periodica dell’Italia – CRC oss. conclusive ITA

    1. Introduzione
    2. 1. Il Comitato ha esaminato la quinta e la sesta relazione periodica dell’Italia (CRC/C/ITA/5-6) nelle sue riunioni 2354 e 2355 (CRC/C/SR. 2354 e 2355), tenutesi il 22 e 23 gennaio 2019 e ha adottato le presenti osservazioni conclusive nella sua 2370a riunione, svoltasi il 1° febbraio 2019.
    3. 2. Il Comitato accoglie con favore la presentazione della quinta e sesta relazione combinata dello Stato Membro2 e le risposte scritte all’elenco di preoccupazioni (CRC/C/ITA/Q/5-6/Add.1), che hanno permesso una migliore comprensione della situazione dei diritti dei bambini nello Stato Membro. Il Comitato esprime apprezzamento per il dialogo costruttivo svolto con una delegazione di alto livello e multisettoriale dello Stato Membro.
    4. Misure di follow-up adottate e progressi realizzati dallo Stato Membro
    5. 3. Il Comitato si compiace dei progressi compiuti dallo Stato Membro in vari settori, tra cui la ratifica o l’adesione agli strumenti internazionali, in particolare la ratifica del Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’infanzia in una procedura di comunicazione (3), nel 2016; la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate (4), nel 2015; il Protocollo Opzionale al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (5), nel 2015; il Protocollo Opzionale alla Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (6), nel 2013; e la Convenzione del Consiglio d’Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote) (7), nel 2013. Il Comitato prende atto con apprezzamento anche delle misure legislative, istituzionali e politiche adottate per attuare la Convenzione, in particolare l’adozione della Legge 71 del 29 maggio 2017 sulla protezione dei bambini nella prevenzione e lotta contro il cyberbullismo; la Legge n. 47 del 7 aprile 2017 sulle misure di protezione dei minori….. Continua a leggere il testo integrale
  • Pedofilia, il cardinale Barbarin: “Ho fatto come mi ha detto Roma”

    Pedofilia, il cardinale Barbarin: “Ho fatto come mi ha detto Roma”

    Si è aperto questo lunedì mattina a Lione il processo contro l’arcivescovo della città, il cardinale Philippe Barbarin, accusato di aver coperto, lasciandolo al suo posto per parecchio tempo, padre Bernard Preynat reo confesso di abusi sessuali su oltre 70 minori durante il periodo in cui era responsabile del gruppo scout, tra il 1970 e il 1980.

    Questo processo è importante, speriamo che sia utile anche per altri casi, e che la gente cambi percezione del problema della pedofilia, dentro e fuori dalla chiesa

    PIERRE-EMMANUEL GERMAIN-THILLvittima di pedofilia

    VALERIE GAURIAT, corrispondente di EURONEWS:“La sala alle mie spalle è colma. Il cardinale Barbarin è una delle figure principali della Chiesa cattolica francese ed è stato, tra l’altro citato come uno dei possibili candidati al soglio papale. Per le presunte vittime, più che un processo ai singoli è un processo all’intero sistema. Quello della Chiesa cattolica e della sua tradizione di omertà”.

    Il processo al cardinale di Lione durerà fino mercoledi. Euronews ha chiesto un’opinione a una delle vittime, PIERRE-EMMANUEL GERMAIN-THILL: “Il processo è un modo per far rispondere di fronte alla giustizia le persone incriminate per fatti come questi. E’ molto importante e speriamo che sia utile anche per altri casi, e che la gente cambi percezione del problema della pedofilia, dentro e fuori dalla chiesa”.

    Il vescovo è stato chiamato a comparire in un giudizio diretto per volere di dieci delle vittime che non si sono arrese di fronte all’archiviazione del caso da parte della procura che nel 2016 ha giudicato prescritto il reato di mancata denuncia.

    Nel febbraio del 2016 il cardinale Barbarin aveva fatto pubblicamente mea culpa chiedendo perdono per non aver preso l’iniziativa di indagini approfondite e per non aver sanzionato il sacerdote immediatamente dopo aver ricevuto la prima testimonianza di abusi, atti che lui stesso definisce indegni del ministero ecclesiale.

    “Mi sono fidato delle sue parole”
    Si dichiara innocente il cardinale Barbarin. Ma i dettagli che sono venuti fuori dalla prima giornata sono inquientati. Il cardinale ha saputo delle molestie degli anni 80-90 nel 2010 e a quel punto ha incontrato il prete e si è fidato della sua parola che non c’era stato un seguito. Nel 2014 poi ha inoltrato al Vaticano la testimonianza di una vittima e di fronte alla richiesta di rimozione ha esitato per qualche mese “per non creare uno scandalo, come mi aveva chiesto Roma”, dice Barbarin

    “La questione è questa: il cardinale Barbarin ne sapeva abbastanza per poterlo andare a denunciare in procura – dice il suo avvocato – Ne sapeva abbastanza da poter chiamare il suo autista e farsi portare al palazzo di giustizia, questa è la domanda, non ce ne sono altre”.

    “Finora il dibattito è rimasto sul piano morale – dice François Devaux il confondatore dell’associazione delle vittime La Parole libérée – Finora era rimasto tutto sul piano dei media, dell’opinione pubblica. Ora ci rivolgiamo alla giustizia e vediamo se morale e giustizia stanno dalla stessa parte. Vediamo la giustizia da che parte sta”

    Quest’anno si apre anche il processo a Bernard Preynat, il prete che il cardinale avrebbe coperto.

    https://it.euronews.com/2019/01/07/pedofilia-al-via-a-lione-il-processo-contro-l-arcivescovo-barbarin

  • Left, Giustizia divina, una denuncia e Rete L’Abuso

    Left, Giustizia divina, una denuncia e Rete L’Abuso

    La Rete L’Abuso ha denunciato presso la procura di Savona i cosiddetti quattro “casi Viganò” italiani. Quattro significative storie di pedofilia nella Chiesa insabbiate dalle gerarchie ecclesiastiche. Left è l’unico giornale che a livello nazionale se ne è occupato costantemente.

    Queste inchieste sono state approfondite dal redattore di Left Federico Tulli e da Emanuela Provera nel loro libro Giustizia divina (Casa Editrice Chiarelettere, 2018) Con il nostro giornalista, ne parlano in studio Francesco Zanardi, presidente di Rete L’Abuso, e Mario Caligiuri, avvocato del foro di Roma * Per la legge vaticana sono prima di tutto dei peccatori, come tali devono espiare secondo i canoni della giustizia divina. Il libro Giustizia divina rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere.

    C’è una giustizia parallela che con il benestare dello Stato italiano – che a volte sfocia nella complicità come denuncia Rete L’Abuso in questo video -, opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo. Una giustizia parallela che è la parte più occulta dei numerosi privilegi riconosciuti al mondo ecclesiastico in virtù del Concordato. Benefici che rendono migliaia di cittadini italiani – vescovi, cardinali, parroci, preti suore sacerdoti etc – più cittadini degli altri.

    L’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera e il giornalista Federico Tulli – che da anni sul settimanale Left segue con inchieste e approfondimenti queste tematiche molto scomode per il Vaticano, la Chiesa e l’Italia – hanno attraversato il Belpaese visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà” e parlando con chi li gestisce e chi vi è assistito. Come funzionano? Chi li finanzia? Da nord a sud, operano nella più assoluta discrezione e riservatezza. Ospitano sacerdoti e suore con le storie più diverse, alcuni dei quali sottratti alla giustizia. Di loro si occupa la Chiesa, come una “madre amorevole”. La violenza sui minori non è l’unico reato commesso da ecclesiastici.

    C’è la suora stalker, il sacerdote omicida, quello che scappa dopo aver provocato un incidente, il ladro che ruba i soldi delle offerte, storie di truffe, bancarotte, appropriazioni indebite. C’è l’omosessualità, che per la Chiesa resta un peccato da espiare lontano da occhi indiscreti. C’è il prete affetto da ludopatia e quello ossessionato dai siti porno. Una minoranza, certo. Ma molto numerosa. Tutta colpa del diavolo, dice la Chiesa, come documenta l’ultima parte di questa inchiesta, dedicata alle scuole di esorcismo in Italia e alle cerimonie di liberazione dal “maligno” a cui gli autori hanno partecipato di persona. «La “posseduta” è una donna e madre di famiglia. È seduta alla sinistra dell’altare, indossa una felpa, un paio di jeans, scarpe da ginnastica; ha i capelli corti e un viso serio e cupo. La pelle olivastra, gli occhi marrone scuro.

    Due uomini e una donna le stanno vicino, le pongono un plaid sulle gambe perché la chiesa è piuttosto fredda e umida; la testa della “posseduta” è appoggiata al muro, dietro le mettono un cuscino nero. L’esorcista è inginocchiato, rivolto verso i fedeli, con gli occhi chiusi». Ci siamo anche noi, abbiamo avuto il permesso di assistere. E nel libro in presa diretta viene raccontato cosa (non) accade durante un esorcismo. E anche come e dove si formano i nuovi “cacciatori del demonio”. Lo sapevate che ogni anno a Roma presso l’università dei Legionari di Cristo si svolge un master per esorcisti? I due autori sono stati anche lì. Attraverso gli esorcisti da tempo la Chiesa cattolica ha lanciato la sua personale battaglia contro le sette, le pratiche esoteriche, magiche o sataniche. Non che in Italia siano particolarmente diffuse ma un esorcista in ogni diocesi era un progetto di Benedetto XVI e in Italia è stato ormai quasi del tutto realizzato.

    A Milano, per dire, nel 2012 il cardinale Angelo Scola ha nominato dodici nuovi sacerdoti, e c’è anche un call center per consentire alle persone di mettersi in contatto con loro. La «guerra contro il demonio», che nell’ultimo mezzo secolo ha avuto Paolo VI e Giovanni Paolo II come esponenti di spicco, ha trovato nuovo vigore con papa Francesco. Monsignor Larry Hogan, vicepresidente dell’Aie, ha fatto notare come il pontefice argentino abbia «citato il diavolo quattro volte nei primi dieci giorni del suo pontificato». E da allora non si è più fermato, fino ad arrivare a una netta presa di posizione quando il 20 settembre 2016 ad Assisi, davanti a oltre cinquecento leader religiosi e politici di tutto il mondo, ha affermato: «Non esiste un dio della guerra: è il diavolo che vuole uccidere tutti». Oltre ad essere, sempre secondo la Chiesa, il responsabile della pedofilia, degli scandali finanziari, etc etc etc Seguici anche su Facebook! https://www.facebook.com/LeftAvvenime…

  • “Giustizia divina” Presentazione del libro. Libreria UBIK Savona

    “Giustizia divina” Presentazione del libro. Libreria UBIK Savona

    Sabato 1 dicembre ore 18, nella Libreria Ubik di corso Italia 116r a Savona, incontro con il giornalista e scrittore FEDERICO TULLI e presentazione del libro “Giustizia divina. Così la Chiesa protegge i peccati dei suoi pastori” (Edizioni Chiarelettere). Partecipano FRANCESCO ZANARDI Portavoce della Rete L’abuso, e MARIO CALIGIURI avvocato del Foro di Roma.

    Gli organizzatori descrivono così il dibattito: “Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo.

    L’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera e il giornalista Federico Tulli hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Da nord a sud, operano nella più assoluta discrezione e riservatezza. Ospitano sacerdoti e suore con le storie più diverse, alcuni dei quali sottratti alla giustizia. Di loro si occupa la Chiesa, come una “madre amorevole”.

    La violenza sui minori non è l’unico reato commesso da ecclesiastici. C’è la suora stalker, il sacerdote omicida, quello che scappa dopo aver provocato un incidente, il ladro che ruba i soldi delle offerte, storie di truffe, bancarotte, appropriazioni indebite. C’è l’omosessualità, che per la Chiesa resta un peccato da espiare lontano da occhi indiscreti. C’è il prete affetto da ludopatia e quello ossessionato dai siti porno. Una minoranza, certo. Ma molto numerosa.

    Tutta colpa del diavolo, dice la Chiesa, come documenta l’ultima parte di questa inchiesta, dedicata alle scuole di esorcismo in Italia e alle cerimonie di liberazione dal “maligno” a cui gli autori hanno partecipato di persona. Se questa è la realtà dietro agli appelli e alle battaglie di papa Francesco, se questo è il Vaticano, difficile che qualcosa possa davvero cambiare”.

  • Peccati e diavoli, quando la giustizia è ‘divina’

    Peccati e diavoli, quando la giustizia è ‘divina’

    E’ la prima inchiesta sui luoghi protetti per i sacerdoti e le suore che imbarazzano la Chiesa. Il libro inchiesta ‘Giustizia Divina’, scritto da Federico Tulli assieme a Emenuela Provera rompe un altro muro di silenzio sul Vaticano.

    Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi sessuali, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. “Pochi sacerdoti vengono denunciati alla magistratura in quanto i vescovi italiani – dice Federico Tulli, ospite di AdnKronos TV – in base alle loro linee guida sulla pedofilia si sono imposti di non denunciare quello che sanno, le denunce che ricevono, alla magistratura laica italiana. Il vescovo, una volta ricevuta la denuncia, la passa ai tribunali ecclesiastici”.

    Per la legge vaticana sono prima di tutto dei peccatori e come tali devono espiare secondo i canoni della giustizia divina. Ma quali sono questi canoni?. “Preghiera, espiazione e perfino l’esorcismo nei cosidetti centri di cura per sacerdoti e suore in difficoltà diffusi in tutta Italia”.

    Ma perché l’esorcismo? “Perché – dice Tulli – molti sacerdoti si difendono attribuendo tutto al maligno, nel caso di un bambino per esempio è lo stesso sacerdote che afferma di essere stato istigato da un bambino posseduto”. “Durante le cerimonie di liberazione dal maligno che sono molto inquietanti, la sensazione – osserva Tulli che ha potuto assistere di persona assieme alla Provera a queste cerimonie – è di estrema violenza.

    Violenza che subisce la persona esorcizzata. I segni che manifestano queste persone sono agitazione e sofferenza, una sofferenza – osserva – palpabile. Dall’altra parte c’è l’esorcista riconosciuto dalla Santa Sede. Gli esorcisti – conclude – in Italia sono molto pochi, vengono quasi tutti dall’Africa, dal Sub continente asiatico o dal sud America.

  • #AllSurvivorsDay Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    #AllSurvivorsDay Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali. di Vera Mantengoli VENEZIA.

    Hanno scelto piazza San Marco perché il loro richiamo potesse diffondersi in tutto il mondo.

    Oggi, Giornata Mondiale dei Sopravvissuti, alle 15 in Italia e in 37 Paesi al mondo,le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali.

    Per sopravvissuti si intendono infatti le persone che, dopo aver subìto una violenza sessuale da parte di un prete, hanno continuato a vivere.

    L’associazione www.retelabuso.org ha invitato tutti gli abusati nel mondo del clero a uscire allo scoperto e ha ribadito il sostegno agli abusati e alle famiglie.

  • Processo Giada Vitale: abusata dal prete pedofilo Don Marino Genova, chiede giustizia

    Processo Giada Vitale: abusata dal prete pedofilo Don Marino Genova, chiede giustizia

    Don Marino Genova è stato condannato a 6 anni di reclusione in primo appello per gli abusi sessuali a Giada Vitale.

    Gli abusi sono cominciati quando Giada aveva solo 13 anni, e si recava nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Portocannone per suonare l’organo.

    Per quasi 3 anni il prete ha abusato della ragazza, ma i giudici hanno ritenuto don Marino responsabile per i soli fatti accaduti quando Giada non aveva ancora compiuto 14 anni: da quel momento e per i due anni successivi il pubblico ministero ha considerato Giada consenziente. Giada non ci sta, e chiede giustizia.

    Il verdetto definitivo per il processo cominciato con la denuncia nel 2012, è atteso ora per il prossimo febbraio 2019.

  • Incontro Rete L’ABUSO & ECA Global alla Stampa Estera in Italia

    Incontro Rete L’ABUSO & ECA Global alla Stampa Estera in Italia

    Ospiti Francesco Zanardi | Matthias Katsch | Mario Caligiuri | Marek Lisinski | LIEVE HALSBERGHE

    Descrizione Incontro con Francesco Zanardi presidente di Rete L’ABUSO e ECA Global (Ending Clergy Abuse) che parla dello sviluppo dei casi internazionale di pedofilia e le mancate indagini sul caso dei chierichetti che hanno subito abusi dentro il Vaticano.

    Sarà anche presente chi ne è stato vittima.