Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • PEDOFILIA: DUE VITTIME USA DIFFONDONO VOLANTINI A S. PIETRO

    PEDOFILIA: DUE VITTIME USA DIFFONDONO VOLANTINI A S. PIETRO

    www.agi.it/news/notizie/20100325114…tini_a_s_pietro

    PEDOFILIA: DUE VITTIME USA DIFFONDONO VOLANTINI A S. PIETRO

    (AGI) – CdV, 25 mar. – Due americani vittime di preti pedofili e due altri attivisti dell’associazione statunitense Snap, che organizza quanti denunciano abusi sessuali commessi da sacardoti, hanno distribuito questa mattina volantini contro Papa Ratzinger proprio al confine tra l’Italia e la Citta’ del Vaticano, cioe’ al limite tra piazza Pio XII e piazza San Pietro. Uno di loro indossa un cartello con una foto di Ratzinger. I testi si riferiscono alla vicenda di Lawrence Murphy, un prete del Wisconsin, accusato di abusi su almeno 100 bambini sordi e che non fu processato dalla Congregazione della Dottrina della Fede la richiesta dell’arcivescovo di Milwakee, mons. Rembert Weakland (poi costretto alle dimissioni perche’ reo confesso di una relazione omosessuale con uno studente di teologia). Proprio oggi, il portavoce vaticano Fdeerico Lombardi ha risposto in merito al New York Times che il presule averebbe potuto e dovuto denunciare a suo tempo Murphy alle autorita’ civili, in quanto le norme del diritto canonico non lo hanno mai impedito. E invece ha messo a conoscenza del caso il Vaticano “solo nel 1996, cioe’ molti anni dopo la fine delle indagini”. In quel momento “la precaria salute di padre Murphy” impediva che potesse difendersi e si ritenne di non procedere con un giudizio. Il sacerdote, vecchio e malato, e’ morto subito dopo.z .

    www.asca.it/news-PEDOFILIA__POLIZIA…04561-ORA-.html

    25-03-10

    PEDOFILIA: POLIZIA FERMA SIT-IN VITTIME DAVANTI SAN PIETRO. 5 FERMATI

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 25 mar – La polizia italiana ha interrotto un sit-in di vittime dei preti pedofili che stavano parlando con decine di giornalisti in piazza Pio XII, di fronte piazza San Pietro. Quattro membri dell’associazione statunitense di vittime di abusi sessuali da parte di preti Snap – piu’ una loro assistente – stavano raccontando la loro storia davanti alle telecamere, tenendo in mano cartelli con le loro foto all’eta’ degli abusi, quando alcune auto della polizia sono arrivate e hanno interrotto il sit-in improvvisato, portandoli in questura.

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/crona…716722179.shtml

    IL BLITz

    Pedofilia, due vittime distribuiscono volantini davanti a san Pietro
    I due americani sono stati fermati dalla Polizia

    ROMA – Alcuni americani vittime di preti pedofili e due altri attivisti dell’associazione statunitense Snap, che organizza quanti denunciano abusi sessuali commessi da sacardoti, hanno distribuito questa mattina volantini contro Papa Ratzinger proprio al confine tra l’Italia e la Città del Vaticano, cioè al limite tra piazza Pio XII e piazza San Pietro. Sono stati subito fermati dalla Polizia.

    I CARTELLI E FOTO DI RATZINGER – Gli attivisti della Snap (Survivors network of those abused by priests) hanno protestato contro Benedetto XVI ricordando il ruolo che ebbe in qualità di Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede nella copertura degli abusi compiuti dal sacerdote Lawrence Murphy. «Benedetto XVI, quando era Capo della congregazione per la dottrina della fede – si leggeva su uno dei cartelli esposti – ha ignorato ripetute richieste provenienti da parte di tre vescovi di rimuovere dal sacerdozio il molestatore seriale Lawrence Murphy». Uno dei manifestanti di loro indossa un cartello con una foto di Ratzinger. I testi si riferiscono alla vicenda di Lawrence Murphy, un prete del Wisconsin, accusato di abusi su almeno 100 bambini sordi e che non fu processato dalla Congregazione della Dottrina della Fede la richiesta dell’arcivescovo di Milwakee, mons. Rembert Weakland (poi costretto alle dimissioni perchè reo confesso di una relazione omosessuale con uno studente di teologia).

    NEW YORK TIMES – Proprio oggi, il portavoce vaticano Federico Lombardi ha risposto in merito al New York Times che il presule averebbe potuto e dovuto denunciare a suo tempo Murphy alle autorità civili, in quanto le norme del diritto canonico non lo hanno mai impedito. E invece ha messo a conoscenza del caso il Vaticano «solo nel 1996, cioè molti anni dopo la fine delle indagini». In quel momento «la precaria salute di padre Murphy» impediva che potesse difendersi e si ritenne di non procedere con un giudizio. Il sacerdote, vecchio e malato, è morto subito dopo. Agenti della Polizia di Stato hanno poi identificato i quattro esponenti dello Snap chiedendo loro di seguirli al Commissariato Borgo.

    Redazione online
    25 marzo 2010

  • Nella ricostruzione del New York Times le esitazioni del Vaticano

    Nella ricostruzione del New York Times le esitazioni del Vaticano

    Pedofilia/ Il caso di padre Murphy – scheda

    Nella ricostruzione del New York Times le esitazioni del Vaticano

    1950: il reverendo Murphy arriva lalla St. John’School for the Deaf. Qui, dopo essere stato ordinato sacerdote, assume l’incarico di cappellano. 1955 Emergono le prime prove di abuso. In una lettera invita nel 1997 all’arcidiocesi di Milwaukee, David Walsh, cappellano nell’istituto dei sordi di Chicago dal 1955 al 1963 riporta di alcune rivelazioni di alcuni ex alunni della scuola St John. Molti raccontano di aver subito abusi da parte di Murphy. Murphy in un primo momento nega, poi ammette le accuse. 1963: Murphy è nominato direttore della scuola st. John e la dirigerà per 11 anni consecutivi anche se i suoi superiori ricevono denunce dei suoi abusi nei confronti di alcuni allievi. 1974: un gruppo di ex studenti cerca di lanciare l’allarme. La forma scelta è quella di un poster “wanted” con l’immagine di padre Murphy che viene affisso davanti alla cattederale di Milwaukee. Gli ex studenti chiedono alla chiesa che impedisca al sacerdote di lavorare a contatto con i ragazzi. 1974, 12 settembre. Padre Murphy è trasferito in una residenza di campagna nel nord del Wisconsin. Ufficialmente è un trasferimento temporaneo per motivi di salute, di fatto non tornerà mai più alla st John’s School. 1993, 12 dicembre: un esperto in disturbi sessuali assunto dalla diocesi di Milwaukee esamina padre Murphy. Dopo quattro giorni di colloqui scrive che il sacerdote ammette di aver abusato di 19 bambini ma probabilmente, aggiunge , le vittime sono state almeno 200. Conclude che il prete non si rende conto del male fatto e che non è pentito mentre sembra insensibile alle cure. 1996, 17 luglio: l’arcivescovo di Milwaukee scrive al cardinale Ratzinger allora capo della congretazione della fede notificandogli delle accuse nei confronti di due preti della sua diciocesi. Aggiunge che a suo avviso dovrebbero essere sottoposti a processo canonico. 1997 10 marzo: l’arcivescovo Weakland scrive al Tribunale supremo Vaticano della Signatura apostolica. Il cardinale dice di non aver ricevuto alcuna risposta dal cardinale Ratzinger e ricorda che la questione è urgente perché “uno scandalo nel prossimo futuro è altamente probabile”: 1997, 24 marzo: l’arcivescovo Tarcisio Bertone scrive alla diocesi di Milwaukee. Il Vaticano suggerisce un processo di diritto canonico contro Murphy. Bertone raccomanda di attenersi alle norme di diritto canonico del 1962 che prescrivono la segretezza del procedimento penale. 9 aprile 1997 Il cardinale Augustoni risponde all’arcivescovo Weakland dicendo che il caso resta sotto la giurisidizione della congregazione per la Dottrina della fede diretta dal cardinale Tatzinger. 1998, 12 gennaio: Murphy scrive una lettera persononale al cardinale Ratzinger chiedendogli di annullare il decreto del suo vescovo Seperiore del Wisconsin. Murphy ricorda di essere malato e precisa di non aver ricevuto nessuna nuova accusa dal 1974 1998, 6 aprile, Il cardinale Tarcisio Bertone, ora segretario della dottirna della fede, scrive alla’arcivescovo Fliss dicendo di non aprire un processo canonico contro Murphy e di non privarlo della dignità sacerdotale. Piuttosto Bertone raccomanda il ricorso a “misure pastorali”. Bertone spiega la sua scelta citando la lettera di Murphy e il suo stato di salute. 13 maggio 1998 – il vescovo Fliss risponde a Bertone dicendogli che “tutti i ragionevoli metodi pastorali” sono già stati tentati e che non si potrà evitare lo scandalo senza un processo. 39 maggio 1998 – I vescovi dell’arcidiocesi di Milwaukee e del Wisconsin hanno un incontro in Vaticano con Bertone e altri cardinali. Dopo l’incontro uno dei vescovi americani sottolinea che il Vaticano “non incoraggia” gli americani ad aprire un procedimento legale nei confronti di Murphy. L’arcivescovo Weakland “riafferma che avrà delle difficoltà a spiegare tale scelta alla sua comunità di sordi”. 1998, 19 agosto: l’arcivescovo Weakland informa il vaticano che il processo contro Murphy intentato dalla diocesi di Milawaukee è stato formalmente fermato. L’arcivescovo aggiunge che è stata invece decisa l’apertura di un processo amministrativo per dichirare “Inadatto al ministero” padre Muprhy. 21 agosto 1998: padre Murphy muore. Nella messa funebre il vescovo ausiliario Richard Sklba ricorda il suo buon lavoro ma accenna anche “ad alcune ombre sul suo sacerdozio”.

  • Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta

    Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta

    Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta
    LONDRA (28 marzo) – La protesta contro Benedetto XVI e la chiesa cattolica, accusata di aver coperto gli abusi dei preti pedofili arriva a Londra davanti alla più importante chiesa cattolica del Regno Unito.

    Circa cento manifestanti si sono dati appuntamento oggi dinanzi alla cattedrale cattolica di Westminster dove hanno inscenato la loro protesta mentre dalla chiesa i fedeli uscivano brandendo i ramoscelli d’ulivo della domenica delle Palme. Alcuni di questi hanno contestato i manifestanti; il primate della Chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles, l’arcivescovo Vincent Nichols, è tornato intanto a difendere il pontefice, affermando che nessuno, come lui, si è battuto contro la pedofilia.

    Armati di striscioni su cui si leggeva: «Il Papa protegge i preti pedofili, si dimetta!», gli attivisti – provenienti da diverse associazioni per i diritti civili, e riunitisi in una coalizione chiamata Protest the Pope – contestavano anche la visita del pontefice in Gran Bretagna, in programma per settembre. Peter Tatchell, uno degli attivisti che hanno organizzato la manifestazione, ha affermato: «Il Papa ha avuto un ruolo diretto nella copertura degli abusi sessuali, si dovrebbe dimettere». E, riguardo al suo viaggio nel Regno ha aggiunto: «Non è benvenuto in Gran Bretagna e non vogliamo che venga onorato con una visita di stato a settembre, in particolare con una visita di stato finanziata dai contribuenti».

    La protesta dinanzi alla cattedrale non è andata giù ad alcuni dei fedeli, che hanno protestato contro il “comizio” di Tatchell, accusando l’attivista di «credersi lui il Papa». Ellen Carhill, un’irlandese cattolica di 66 anni, ha dichiarato di non aspettarsi le dimissioni del Santo Padre. «Non si dimetterà mai, non è possibile. Può solo scusarsi per quello che altri hanno fatto», ha detto la donna.

    A pronunciarsi a favore del Pontefice è sceso oggi di nuovo in campo l’l’arcivescovo Vincent Nichols, che in un’intervista alla Bbc ha ammesso che la «rabbia e lo choc» nei confronti della copertura dello scandalo da parte di alcuni ecclesiastici è «giusta», ma che le accuse verso il Pontefice sono infondate. «Il Papa non si dimetterà, francamente non c’è alcuna ragione che lui lo faccia. Se mai, infatti, è il contrario. È lui quello che più di tutti a Roma ha affrontato questo problema in maniera diretta», ha detto l’arcivescovo.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.ph…&npl=&desc_sez=

  • Usa, in corso due azioni legali contro il Vaticano E la Svizzera vuole la “lista nera” dei preti pedifili

    Usa, in corso due azioni legali contro il Vaticano E la Svizzera vuole la “lista nera” dei preti pedifili

    WASHINGTON – Nel pieno dell’offensiva statunitense sul tema della pedofilia nella Chiesa e dei vertici vaticani che l’avrebbero coperta, il Washington Post scrive che – proprio per accertare le responsabilità dei vertici cattolici – nei mesi scorsi due Corti di appello federali, in Oregon e Kentucky, hanno autorizzato azioni legali per abusi sessuali contro la Santa Sede.

    I legali del Vaticano hanno chiesto alla Corte suprema di esaminare l’appello per il caso dell’Oregon; entrambe erano a Washington due settimane, fa per esporre le rispettive argomentazioni. Per decidere se quello che è anche uno stato straniero, che gode quindi di immunità, possa essere processato in una causa statunitense.

    Se la Corte suprema si rifiutasse di portare avanti il caso questa estate e lasciasse in vigore il verdetto delle Corti di appello federali, gli avvocati potrebbero iniziare a richiedere documenti arretrati e a convocare responsabili del vaticano. Nella vicenda dell’Oregon, i legali delle vittime hanno sostenuto che i preti nel mondo sono “dipendenti” del Papa, dei quali lo stesso Santo Padre è responsabile.

    E sempre oggi un giornale svizzero, Le Matin Dimanche, scrive che la presidente della Confederazione elvetica, Doris Leuthard, vuole l’istituzione di una lista nera dei preti pedofili. “La Chiesa deve assumersi la sua parte di responsabilità – ha detto la presidente – che gli autori (degli abusi) siano laici o religiosi non fa alcuna differenza. Tutti sono sottoposti al Codice penale svizzero, senza eccezione”. E ancora: “E’ importante che i pedofili, che siano preti, insegnanti o che abbiano in un modo o nell’altro a che fare con i bambini, non possano più avere contatti con questi ultimi. La possibilità di tenere un registro centralizzato, come ne esiste già uno per gli insegnanti, deve essere discussa anche per i preti pedofili”.

    Intanto a Londra, questa mattina, un gruppo di manifestanti si è dato appuntamento alla chiesa cattolica di Westminster a Londra per chiedere le dimissioni del Pontefice, accusaandolo di aver coperto gli abusi sessualimbini.

  • Usa, da corti si’ cause contro Vaticano Avvocati al Washigton post:Papa responsbile dei suoi ‘impiegati’

    Usa, da corti si’ cause contro Vaticano Avvocati al Washigton post:Papa responsbile dei suoi ‘impiegati’

    Usa, da corti si’ cause contro Vaticano (ANSA) – ROMA, 28 MAR – Due corti americane hanno ammesso la possibilita’ di azioni legali contro il Vaticano per casi di pedofilia. Lo scrive il Washington Post. Secondo gli avvocati, i due tribunali in Oregon e Kentucky hanno deciso in base alla considerazione che i preti nel mondo sono ‘impiegati’ del Papa e per questo lui ne e’ responsabile. Il Vaticano – si legge sull’edizione online del WP – ha fatto ricorso alla Corte Suprema Usa per fermare il procedimento in Oregon.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/to…1737670683.html

    Il Washington Post rivela che due corti federali americane, in Oregon e Kentucky, hanno ammesso nei mesi scorsi la possibilità di azioni legali contro il Vaticano per dei casi di abusi sessuali. La tesi degli avvocati, accolta dalla corte, è che i preti sono “impiegati” del papa e dunque lui ne è responsabile. Il giornale americano prosegue spiegando che il Vaticano ha fatto ricorso alla Corte Suprema Usa per fermare il procedimento in Oregon. Intanto gli avvocati di entrambe le parti hanno incontrato due settimane fa a Washington dei funzionari governativi che potrebbero avere un ruolo determinante se il Vaticano – considerato un Paese straniero immune dalle azione legali – dovesse risultare parte in causa in un procedimento americano.

    Ieri intanto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha affermato ammettiamo colpe sugli abusi per fare giustizia. L’argomento è di natura tale – ha aggiunto – da attirare l’attenzione dei media e il modo in cui la chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità morale.” Ha poi aggiunto che riconoscere e fare ammenda di episodi avvenuti anche decenni fa “è il prezzo del ristabilimento della giustizia e di quella ‘purificazione della memoria’ che permette di guardare con rinnovato impegno e fiducia al futuro”.

    http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2010/03/28/p…a_vaticano.html

  • PEDOFILIA: SACERDOTE A PROCESSO, ‘MAI FATTO NULLA DI MALE’

    PEDOFILIA: SACERDOTE A PROCESSO, ‘MAI FATTO NULLA DI MALE’

    www.agi.it/milano/notizie/201003311…o_nulla_di_male

    PEDOFILIA: SACERDOTE A PROCESSO, ‘MAI FATTO NULLA DI MALE’

    (AGI) – Milano, 31 mar. – “Non ho mai fatto nulla di male”. Un sacerdote di 75 anni, M.R., a processo a Milano con l’accusa di violenza sessuale aggravata per aver molestato nel 2007 una bambina di 7 anni nel suo ufficio vicino alla parrocchia di Arese (Milano), si e’ difeso cosi’ davanti ai giudici. Secondo il pm, Giancarla Serafini, il sacerdote il 24 febbraio 2007 avrebbe attirato la bambina nel suo ufficio col pretesto di darle delle caramelle e poi l’avrebbe toccata nelle parti intime. L’inchiesta nasce dalla denuncia del padre della piccola, al quale la bimba racconto’ l’accaduto, dopo averne parlato anche alla nonna. La bambina ha confermato il suo racconto davanti agli inquirenti per due volte, anche durante l’ incidente probatorio. Interrogato dai giudici della V Sezione Penale di Milano, il prete, un padre salesiano che si e’ dedicato per anni a una onlus in Sudamerica, ha spiegato in lacrime nelle scorse udienze di non avere mai molestato la bambina, ma di averle solo dato dei dolciumi. Il legale del religioso, Mario Zanchetti, che si e’ occupato di una quindicina di casi di religiosi accusati di pedofilia, ha detto di aver scelto la strada del processo e non quella dei riti alternativi proprio per dimostrare l’innocenza del sacerdote, aggiungendo che l’uomo in passato non e’ mai stato denunciato per casi analoghi. Sospeso dal suo incarico pastorale dalla curia, e’ andato a vivere in un’altra citta’ e solo da poco e’ tornato ad Arese, perche’ la bambina e suo padre si sono trasferiti altrove. Nell’udienza di oggi e’ stata chiamata a testimoniare una maestra che aveva in classe la bambina e il processo proseguira’ il prossimo 21 aprile con un altro teste.
    (AGI) Cli/Car

  • “Pedofilia: tolleranza zero del governo”

    “Pedofilia: tolleranza zero del governo”

    Pedofilia: tolleranza zero del governo
    BERLINO Tolleranza zero per i sospetti casi di pedofilia nelle scuole e nei collegi tedeschi. L’ondata di episodi di abusi sessuali sui bambini che si è abbattuta, da Nord a Sud, su alcune scuole, soprattutto cattoliche, della Germania, ha fatto letteralmente infuriare il ministro dell’Istruzione Annette Schavan, che intervistata dalla Bild, si dice «in collera» e annuncia battaglia.
    «Gli abusi commessi sugli studenti costituiscono la più grave violazione immaginabile del rapporto di fiducia», ha detto la Schavan, evidenziando che «non ci deve essere alcuna tolleranza in caso di sospetto di abusi sessuali o violenze verso bambini e adolescenti nelle scuole o nei collegi. Si dovrà fare luce su tutto». La linea dura del ministro si aggiunge a quella della Santa Sede, che, in una nota pubblicata sull’Osservatore Romano, ha annunciato di voler fare «chiarezza» con l’obiettivo principale «di rendere giustizia alle eventuali vittime». Il Vaticano nella stessa nota ha auspicato «che altrettanta chiarezza venga fatta anche all’interno di altre istituzioni pubbliche e private, se veramente sta a cuore di tutti il bene dell’infanzia».

  • Pedofilia, “La Caramella Buona” chiede di indagare su due monsignori a Roma e Milano

    Pedofilia, “La Caramella Buona” chiede di indagare su due monsignori a Roma e Milano

    http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/…a_e_Milano.html

    12/03/2010 –
    Italia-Mondo

    Pedofilia, “La Caramella Buona” chiede di indagare su due monsignori a Roma e Milano

    «Il Papa fa bene a prendere posizione contro i preti pedofili nel mondo, ma ora dovrebbe andare oltre e chiedere ai vescovi italiani di fare chiarezza su troppi episodi oscuri a casa nostra». Lo scrive in una nota Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia La Caramella Buona, dopo la condanna da parte di Benedetto XVI degli ultimi episodi di abusi sessuali su minori compiuti da sacerdoti in Irlanda e Germania.
    «Lungi da me condannare a priori la Chiesa cattolica – sostiene Mirabile – ma chiedo formalmente al Papa di indagare sulle eventuali gravissime responsabilità di alcuni prelati in Italia, in particolare un vescovo di Roma e un monsignore decano nel Milanese, insistentemente chiamati in causa in questi mesi nel processo che si svolge nella capitale a carico di un ex parroco accusato di pedofilia».
    Nel processo citato dall’associazione, La Caramella Buona è parte civile e difensiva di diverse vittime. «Mi rivolgo umilmente al Papa – continua Mirabile – affinché verifichi se il vescovo e il decano abbiano taciuto sulle segnalazioni ricevute negli anni dai ragazzi che denunciavano abusi compiuti dal sacerdote ora agli arresti. Personalmente posso dire di avere forti sospetti che questi alti prelati fossero a conoscenza di notizie di atti punibili senza far nulla di concreto. Come associazione offriamo la massima collaborazione alla Santa Sede per debellare questo problema, certo non esclusivo dell’istituzione cattolica, basti pensare a come l’Islam accetti i matrimoni combinati fra bambine e adulti».

  • PEDOFILIA: NYT, ‘RATIZINGER COPRI’ MOLESTATORE’. VATICANO RISPONDE

    PEDOFILIA: NYT, ‘RATIZINGER COPRI’ MOLESTATORE’. VATICANO RISPONDE

    PEDOFILIA: NYT, ‘RATIZINGER COPRI’ MOLESTATORE’. VATICANO RISPONDE

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 25 mar – Nuove accuse contro papa Benedetto XVI che nel 1996, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, chiuse – senza prendere provvedimenti – il processo canonico contro un prete pedofilo sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi in una scuola del Wisconsin tra il 1950 e il 1974. Lo scrive il New York Times, che riferisce oggi del caso di Lawrence C.

    Murphy: il giornale statunitense e’ entrato in possesso della corrispondenza tra alcuni vescovi e l’allora card. Ratzinger.

    In particolare, nel 1996, Ratzinger ricevette due lettere dall’allora arcivescovo della principale citta’ del Wisconsin, Milwaukee, mons. Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi, l’allora segretario dell’ex-Sant’Uffizio, il card.

    Tarcisio Bertone, oggi Segretario di Stato, avvio’ un processo canonico coperto da segreto pontificio, come da prassi vaticana. Ma dopo un appello dello stesso Murphy al card. Ratzinger, in cui dichiarava il suo pentimento, il processo venne cancellato. Murphy non e’ mai stato ridotto allo stato laicale, venne trasferito in varie parrocchie di diverse diocesi e infine e’ morto nel 1998, celebrato con un sontuoso funerale.

    In una risposta inviata al quotidiano statunitense e diffusa questa mattina ai giornalisti, il portavoce vaticano, p.

    Federico Lombardi, ha spiegato che la Congregazione per la dottrina della fede non venne a conoscenza della vicenda se non venti anni dopo i fatti. Quanto alla ‘segretezza’ dell’inchiesta vaticana sul caso, ”contrariamente ad alcune affermazioni circolate sulla stampa, ne’ Crimen (Sollicitationis, il documento vaticano che regola i processi a preti accusati di abusi, ndr) ne’ il Codice di diritto canonico hanno mai proibito di riferire i casi di abusi su minori alle autorita’ giudiziarie”, precisa Lombardi.

    Tuttavia, nota il New York Times, la dichiarazione vaticana non spiega perche’ in quel caso p. Murphy non venne laicizzato, ne’ perche’ il suo caso non venne presentato alle polizia.

    Secondo il quotidiano Usa, dalla corrispondenza di anni tra i vescovi Usa e il card. Ratzinger emerge che ”mentre le autorita’ ecclesiastiche discutevano se allontanare o meno il prete, la loro priorita’ assoluta era quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo”.

    asp/cam/rob

  • La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”

    La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”

    www.repubblica.it/esteri/2010/03/25…no_nyt-2883760/

    La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”
    Usa, sacerdote abusò di 200 bambini
    “Ratzinger e Bertone occultarono il caso”

    Usa, sacerdote abusò di 200 bambini “Ratzinger e Bertone occultarono il caso”

    Un’immagine d’archivio
    scattata in Vaticano
    ROMA – I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Lo scrive il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la chiesa dallo scandalo.

    La vicenda in questione riguarda un prete del Wisconsin, il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1977. Nel 1996, riferisce il quotidiano americano, l’allora cardinale Joseph Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, mentre solo otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni, ai vescovi del Wisconsin, di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy.

    Ma Bertone, precisa il New York Times, fermò questo processo dopo che lo stesso padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione. “Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”, chiese il sacerdote.

    Nei documenti, ottenuti dal quotidiano dai legali di cinque uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee, non c’è traccia della risposta di Ratzinger a questa lettera. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche