Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Archivi

  • Romanzo Cardinale. “Il gioco delle tre carte”

    Romanzo Cardinale. “Il gioco delle tre carte”

    L’avviso di garanzia inviato Cardinale Domenico Calcagno, gli investimenti spericolati e le speculazioni edilizie della Diocesi savonese. E quei collegamenti con personaggi così tanto chiacchierati con i quali per anni l’istituto sostentamento clero ha fatto i suoi affari.

    Una situazione che non arriva così inaspettata perché a Savona, in più occasioni, molti avevano da tempo sollevato perplessità.

    Dall’archivio dell’ex economo don Carlo Rebagliati i documenti consegnati prima di morire a Francesco Zanardi con il preciso compito di farli avere all’autorità giudiziaria, i documenti che forse potranno fare chiarezza su quella che è stata la spericolata gestione di una diocesi, dedita a un Dio che col vangelo ha poco a che fare.

    Giovedì 9 giugno 2016, Cristian Abbondanza (Casa della legalità) e Francesco Zanardi (Rete L’ABUSO) presentano “Romanzo Cardinale”, il docu-film sugli affari e gli intrecci di una chiesa decisamente poco francescana.

  • Presunti abusi su minore. Intervista a don Francesco Rutigliano. Di Francesca Lagatta

    Presunti abusi su minore. Intervista a don Francesco Rutigliano. Di Francesca Lagatta

    «Non ho mai avuto rapporti sessuali con minori, né abusandone, né in modo consenziente».

    Solo tre giorni fa, respingeva ogni accusa don Francesco Rutigliano, 42enne di origine pugliese, incardinato presso al diocesi di Locri ma trasferito presso la chiesetta di San Gordiano di Civitavecchia nel settembre scorso per affiancare don Ivan.

    Ma ieri mattina ha manifestato la ferma volontà di lasciare la parrocchia.

  • ESCLUSIVA; parla Luis Mario, la presunta vittima don Francesco Zappella.

    ESCLUSIVA; parla Luis Mario, la presunta vittima don Francesco Zappella.

    La storia integrale di Luis Mario raccolta da Mimmo Lombezzi in un documento di 30 minuti. Nel settembre 2015 l’associazione italiana delle vittime di preti pedofili, Rete L’ABUSO, a seguito di una segnalazione di un missionario decide di organizzare il viaggio di Luis Mario, un giovane brasiliano che accusa di molestie un sacerdote missionario italiano, appartenente alla diocesi di Albenga, l’unica al mondo commissariata da papa Francesco ed ora sotto la guida di monsignor Guglielmo Borghetti, inviato dal Vaticano.

    Per poter avviare un’indagine la magistratura ha bisogno di una denuncia diretta dell’interessato, è quindi fondamentale che Lius Mario venga in Italia. Arrivato deporrà davanti al sostituto Procuratore di Savona Giovanni Battista Ferro. Poco dopo il magistrato scoprirà che il sacerdote aveva un precedente per molestie che risale al 1991.

    Era stato condannato per reati analoghi a 1 anno e due mesi dal Tribunale di Pinerolo. Luis Mario ci racconta di persona la sua storia che vi proponiamo integralmente e in lingua originale con sottotitoli in italiano. AVVERTIAMO che alcune parti del documento potrebbero risultare non adatte ad un pubblico particolarmente sensibile.

  • Ombre sulla morte. Il caso Bonello nella Savona dalle trame oscure. Versione integrale con dibattito

    Ombre sulla morte. Il caso Bonello nella Savona dalle trame oscure. Versione integrale con dibattito

    L’incontro integrale completo di interventi e censurato dai mezzi di informazione savonesi
  • Il “j’accuse” delle vittime italiane in un video messaggio a Papa Francesco.

    Il “j’accuse” delle vittime italiane in un video messaggio a Papa Francesco.

    Un video nel quale diverse vittime italiane di preti pedofili, fanno il loro appello a papa Francesco, molte gli rimproverano il silenzio.

  • Omertà anche in VATICANO La testimonianza di Luisa Bonello, la sua delusione da cattolica

    Omertà anche in VATICANO La testimonianza di Luisa Bonello, la sua delusione da cattolica

    Un racconto triste quello di Luisa Bonello, il medico di Savona che da cattolica praticante, ha chiesto giustizia, ha chiesto una chiesa pulita. Prima il suo vescovo, poi il cardinale Bagnasco e infine anche il Vaticano la hanno “usata”. Qui la sua testimonianza.

  • FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni

    FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni

    Il drammatico racconto di Daniel, il papà che sorprende il vicino di casa, il parroco, mentre tocca nelle parti intime il figlio di 3 anni. La denuncia e subito dopo i soprusi per mano del parroco.

    Oltre alla tragedia, l’uomo si trova tutti contro, viene perseguitato nel vero senso della parola. Ma non molla, per amore del figlio e per amore del prossimo e grida “quell’uomo deve pagare”.

    Il 5 febbraio 2014 arriva dal tribunale di Ferrara la richiesta di rinvio a giudizio per don Andrea Margutti, uno spiraglio di luce per l’uomo, come tanti, troppi che vengono messi alla gogna per avere avuto il coraggio di denunciare di aver subito un crimine. Il suo racconto.

  • E’ morto Don Rebagliati, il prete che denunciò i preti pedofili a Savona

    E’ morto Don Rebagliati, il prete che denunciò i preti pedofili a Savona

    Savona e i preti pedofili: l’inchiesta sulla diocesi “omertosa” Savona. E’ impietoso il ritratto della diocesi savonese che esce dall’inchiesta del quotidiano “La Repubblica” (così come dalle due puntate de “Le Iene” dedicate al tema) sui casi di pedofilia che sarebbero stati coperti dalla chiesa all’ombra della Torretta.

    Tutto nasce dalle accuse di Francesco Zanardi, oggi 43enne, anch’egli vittima delle “attenzioni” deviate di don Nello Giraudo, accuse che trovano poi supporto in quelle di don Carlo Rebagliati, ex economo della diocesi, mancato qualche tempo fa, ridotto allo stato laicale dopo aver avuto il coraggio di “parlare”, anche e soprattutto situazioni poco chiare riguardanti la gestione finanziaria della diocesi (sulle quali c’è un altro filone d’inchiesta ancora aperto). “Vogliono farmi fuori” sono le parole di don Rebagliati, sulla cui omosessualità e sieropositività, da quanto si legge nell’inchiesta di Repubblica, la Curia ha chiuso un occhio, ma solo fino a quando non è diventato un testimone scomodo.

    “Don Rebagliati ha avuto trattamento esemplare — racconta Zanardi nel video di Repubblica tv — Denunciato dopo aver denunciato gli abusi dei sacerdoti savonesi è stato indagato lui stesso e prosciolto dall’accusa di istigazione alla prostituzione. Denuncia che lo ha screditato: don Carlo aveva 65 anni ee era malato, togliendogli la parrocchia e riducendolo allo stato laicale, cosa gli rimaneva? Solo lo stipendio dato dall’istituto di sostentamento al clero, un’ottima arma di ricatto”. In ballo ci sono 32 anni di una vicenda sconvolgente per una città di provincia come Savona, vicenda che vede alcuni sacerdoti pedofili approfittare del loro ruolo all’interno di gruppi scout, ma anche di case di accoglienza e centri in cui i minori avrebbero dovuto essere ancor più tutelati, per abusare ripetutamente dei bambini.

    “Emergono le coperture date a don Barbacini, insegnante al liceo classico Chiabrera, già condannato una decina di anni fa per episodi analoghi, ma arrivano anche nuove testimonianze — si legge nell’inchiesta di Repubblica — E alla fine anche don Nello Giraudo, nel frattempo ridotto allo stato laicale ma accolto in un convento in qualità di cuoco e factotum, verrà condannato. Lui che abusò di Zanardi quando era poco più che bambino, patteggia un anno per l’unico episodio che la Procura riesce a salvare dalla prescrizione. Tre vescovi finiscono nel mirino, i monsignori Sanguineti, Lafranconi e Calcagno che si sono succeduti a cavallo tra la fine degli anni 90 e il decennio successivo”.

    Quel don Calcagno che, con una lettera del settembre 2003 all’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede cardinal Joseph Ratzinger, lo informava del caso di don Giraudo, chiedendo di spostarlo altrove evitando “per quanto possibile, che abbia comunque responsabilità che lo mettano a contatto di bambini o adolescenti”. Don Giraudo sarà affidato alle cure “di un religioso psicologo” e la diocesi si salva così dallo scandalo. Oggi, Zanardi chiede che don Calcagno non partecipi al Conclave e chi ha coperto i preti pedofili paghi.

  • Diocesi di Nola (NA); don Silverio Mura malgrado le denunce insegna ancora in una scuola.

    Diocesi di Nola (NA); don Silverio Mura malgrado le denunce insegna ancora in una scuola.

    NOLA NAPOLI, DUE AVEMARIA, UN PADRE NOSTRO E SI RICOMINCIA DA CAPO. ECCOLA QUA’, LA GIOSTRA DELLA PEDOFILIA. Malgrado le denunce alle autorità civili, al Vescovo di Nola e al Card. Crescienzio Sepe, don S. M. non solo resta in servizio, ma cosa più grave continua tranquillamente ad insegnare nelle scuole, a contatto con minori.

    Un’altra storia di “ordinaria pedofilia” Che giunge a Rete L’ABUSO dalla provincia di Napoli, scegliamo di raccontarla perché particolarmente documentata (con tanto di video tra vittima e abusatore) e in grado di far comprendere quale è il dramma delle vittime di preti pedofili.

    E’ in grado anche, di lanciare un messaggio chiaro di civiltà e sensibilizzazione per chi lo vuole cogliere, a contrasto di questa inciviltà. Tutto comincia nel 1987 in una scuola del napoletano, la vittima un bambino di 11 anni che viene adescato a scuola da don S. M. il quale lo invita a casa, fuori dall’orario scolastico. Preso il ragazzino si rende conto di non essere il solo al quale don S. M. dedica le sue morbose attenzioni, sono almeno in 7. Passano anni prima che l’incubo finisca, finalmente il ragazzino riesce a tagliare il cordone ombelicale creatosi col carnefice, come da cliché passano ancora anni prima che maturi il dramma e comprenda che le sue crisi per le quali è in cura derivano da quello che ha subito da bambino.

    Quando realizza è già sposato e padre di famiglia. Ha tre figli e inorridisce all’idea che quel prete pedocriminale, amico di famiglia che non solo lo ha sposato, ma che ha anche battezzato i suoi tre figli, sia ancora in circolazione e a contatto con minori. L’uomo è credente, di istinto si rivolge alle autorità ecclesiastiche scrive al Cardinale Crescenzio Sepe, riceve la notifica di lettura della mail, ma nessuna risposta.

    Un altro dramma dell’uomo è che non ha mai trovato la forza di raccontare alla moglie quello che aveva subito da quel prete, non può nemmeno spiegare a cosa sono dovute le sue frequenti crisi. Matura la situazione e sotto il consiglio dello psicologo racconta tutto alla moglie e ai genitori, i quali trovano fortunatamente la forza e l’amore per aiutarlo. Scrive nuovamente alla Diocesi, lo fa anche la moglie, ma nessuna risposta.

    Di sua iniziativa lo psicologo dell’uomo, comprendendo che buona parte del dramma è dovuta anche al fatto che il sacerdote sia un pericolo per i bambini, scrive al Vescovo Lucio Lemmo, in un passaggio della sua lettera scrive ” Non mi pongo come il perito legale di XXXXX, ma il suo curante.

    Ho segnalato questo drammatico caso alla Chiesa perché ho ritenuto soprattutto utile per le strategie terapeutiche, oltre che un mio obbligo di cittadino morale e cattolico”. La Diocesi non risponde direttamente ma invia a casa dell’uomo due giovani che si presentano con una busta contenente 300€, a nome della Caritas, sottolineando, che non vi saranno altri aiuti. L’uomo non ha mai chiesto soldi, la sua unica preoccupazione sono i minori a rischio.

    Deluso dalla chiesa e impotente si reca alla Stazione dei Carabinieri di Napoli Ponticelli il 22/06/2010 e sporge regolare denuncia, ma i fatti sono prescritti, non ci sarà un’indagine nulla, quella denuncia finirà su uno scaffale. Il pedofilo, malgrado le denunce e le segnalazioni è tutt’ora a piede libero e insegna in una scuola nella Diocesi di Nola. Non si chiede di riparare un danno irreparabile, si chiede solo che questo non continui, che venga fermato, che il prete non stia più a contatto con minori, perché “non impedire un fatto che si ha il dovere di impedire,equivale a cagionarlo” . (Sentenza del Giudice del Tribunale di Savona Fiorenza Giorgi maggio 2012 contro Mons. Dante Lafranconi) .

    Per questo ci appelliamo al dovere civico di chi fa informazione e successivamente a quello dei genitori perche si chieda conto alla Diocesi, alla Chiesa e al Cardinale Sepe, della sicurezza dei propri figli.

  • DON REBAGLIATI: Ho denunciato e adesso vogliono uccidermi.

    DON REBAGLIATI: Ho denunciato e adesso vogliono uccidermi.

    Don Carlo Rebagliati, ex Economo della Diocesi di Savona, racconta che per aver denunciato gli intrecci ed affari tra Chiesa, Ior, massoneria e ‘ndrangheta è a rischio della vita.

    Che da Roma è arrivato l’ordine di eliminarlo, racconta… è fine 2011. Dall’estate 2012 ha “incidenti” con la macchina per la dialisi ed a gennaio 2013 muore.

    Nell’audio di questo video alcuni frammenti di cosa raccontava nel finire del 2011, epurato dagli interventi degli interlocutori per non “esporli”.