Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Campania

  • Parroco condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per il tentativo di approcci sessuali su di una donna non consenziente

    Parroco condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per il tentativo di approcci sessuali su di una donna non consenziente

    Benevento, 12-01-2011 08:45

    La pena è stata ridotta avendo optato per il rito abbreviato

    Don Costantino Mubanda
    , parroco 48enne di origine africana che svolge la sua attività pastorale a Chianche, è stato condannato dal Giudice per l’Udienza Preliminare, Sergio Pezza, a due anni e quattro mesi di reclusione, con il rito del patteggiamento e perciò ottenendo una pena ridotta, poi sospesa, per aver tentato degli approcci sessuali nei confronti di una donna non consenziente e che per questo lo aveva denunciato.
    Il parroco è stato difeso dall’avvocato Giovanni Montefusco.

    http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/d…to.php?Id=25383

  • Attenzioni morbose, condannato parroco

    Attenzioni morbose, condannato parroco

    Da Il Mattino, edizione di Avellino del 12/01/2011, pag. 35

    Clamore L’episodio destò notevole sconcerto fra i fedeli

    Chianche. Un sacerdote impegnato nella località prossima al capoluogo, appartenente alla diocesi di Benevento, è stato condannato a due anni e quattro mesi, col rito del patteggiamento, per aver tentato approcci sessuali nei confronti di una donna che non solo non aveva accettato le proposte del sacerdote, ma lo aveva denunciato. Il parroco, proveniente da una comunità religiosa estera, secondo l’accusa si era recato nell’abitazione di una donna ammalata gravemente, quindi non in condizioni di recarsi in chiesa, per somministragli la comunione. In quell’occasione aveva incalzato una parente della donna malata con una serie di approcci valutati dal giudice di natura sessuale. La donna aveva respinto le attenzioni morbose del religioso, inducendolo ad allontanarsi precipitosamente dall’abitazione. L’episodio, che ha destato notevole sconcerto nell’opinione pubblica, non è passato in silenzio. La donna vittima delle attenzioni oscene aveva presentato infatti denuncia. Da qui l’avvio dell’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria sannita, approdata alla acquisizione di riscontri concreti. È seguito il rinvio a giudizio. Ieri mattina l’udienza davanti al Gup del Tribunale di Benevento Pezza. Il parroco, difeso dall’avvocato Montefusco, ha rappresentato la propria posizione. La vittima delle attenzioni si è costituita parte civile. La pena è stata ridotta considerando la scelta dell’avvocato difensore, definita con l’imputato, di fare ricorso al patteggiamento. La vicenda potrebbe ora avere un seguito in sede civile, con la definizione del risarcimento a favore della vittima dell’episodio.

    Attenzioni morbose nei confronti di una donna, condannato prete
    Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:58

    Attenzioni morbose, avances esplicite: condannato parroco. Si tratta di un sacerdote appartenente alla diocesi di Benevento. L’episodio avvenne a Chianche, ma il religioso proveniva da una comunità esterna a quella del piccolo centro irpino. Il gup del tribunale di Benevento lo ha condannato a due anni e otto mesi. Sentenza che è arrivata dopo la richiesta di patteggiamento da parte del parroco. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, il prete si recò presso l’abitazione di una donna gravemente ammalata per somministrare la comunione. Qui rivolse una serie di attenzioni nei confronti di una parente che respinse le avances del parroco in maniera veemente a tal punto da indurlo ad allontanarsi frettolosamente dalla casa. La signora presentò denuncia. Dopo le indagini del caso, il religioso è stato anche rinviato a giudizio. La donna vittima delle oscene proposte si è costituita parte civile nel processo.

    www.irpiniaoggi.it/index.php/cronac…nato-prete.html

     

  • Accusato di abusi su minori: ieri udienza del processo a un sacerdote

    Accusato di abusi su minori: ieri udienza del processo a un sacerdote

    E’ stata occupata dalle deposizioni di una delle presunte vittime, del papà e del genitore di un altro ragazzo che sarà ascoltato il 2 dicembre, l’udienza di ieri del processo a carico di don Jesus Vasquez, ex parroco di San Nicola Manfredi accusato di abusi che avrebbe commesso su due minori.
    La vicenda, al centro di un’indagine della squadra mobile, fa riferimento a due distinti episodi che si sarebbero verificati a settembre 2008 e ad aprile 2009.
    Il prete sostiene la sua estraneità a ogni contestazione. E’ difeso dall’avvocato Umberto Del Basso De Caro.
    Fonte: Il Sannio Quotidiano
    http://www.ilquaderno.it/accusato-abusi-minori-ieri-udienza-processo-sacerdote-51996.html%20(url%20breve%20http://tinyurl.com/oa9gc4d)
  • Il parroco che fece sesso con la 15enne dice messa nella chiesa di Santa Lucia

    Il parroco che fece sesso con la 15enne dice messa nella chiesa di Santa Lucia

    di Alessio Fanuzzi

    NAPOLI (9 ottobre) – Tre mesi fa don Michele era un sacerdote qualunque, uno come tanti, parroco nella chiesa della Maria Santissima Addolorata a San Giorgio Cremano. Quarant’anni, uomo mite e paziente, molto apprezzato nella sua comunità, era diventato un punto di riferimento per i giovani. Vestiva come loro, chattava on line con loro, era uno di loro. Anche troppo. Il 5 luglio la sua vita è cambiata, travolta dallo scandalo. Don Michele fu sorpreso dalla polizia stradale in un’auto parcheggiata in una piazzola di sosta della Tangenziale. Con una ragazza, minorenne. L’abito talare nascosto nel bagagliaio. E i pantaloni calati.

    Agli agenti diretti da Fulvio Papa, disse quasi in lacrime, con il viso rosso per la vergogna: «Vi prego, non mi rovinate». Anche la liceale quindicenne – adescata in chat, su Messenger – provò a difenderlo: «Nessuna violenza, ci conosciamo da mesi, ci siamo già incontrati in passato». Non sapeva, però, che Michele fosse sacerdote. A lei, il parroco dei giovani aveva detto di essere un insegnante. E lei gli aveva creduto. «Previa informazione e intesa con il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Napoli», gli agenti denunciarono don Michele. E la notizia divenne di dominio pubblico.
    Da quel maledetto primo lunedì di luglio, del parroco della Maria Santissima Addolorata a San Giorgio Cremano si erano perse le tracce. Da un paio di giorni è ricomparso, avvistato nella chiesa monumentale di Santa Lucia a mare, a due passi da piazza del Plebiscito. Parlare con lui, però, è impossibile. Inutile scrivergli una mail, inutile telefonargli.

    Come sempre accade in questi casi, don Michele è stato inviato dalla Curia in un posto riservato, lontano da occhi indiscreti. Si chiama percorso di approfondimento, è un itinerario canonico e serve per ritrovare la spiritualità. In attesa della sentenza. «Aspettiamo le decisioni della magistratura, a cui abbiamo già garantito la massima disponibilità», spiega don Gennaro Matino, vicario delle comunicazioni della Chiesa di Napoli.

    Aspettando comunicazioni ufficiali – le indagini sono affidate al procuratore aggiunto Luciana Izzo – don Michele è ricomparso. Frequenta la parrocchia di Santa Lucia a mare, nel cuore della città. «Certo che l’ho visto, ascolta la messa vespertina seduto al penultimo banco», dice una fedele. Di più, «celebra la messa alle 10 del mattino», assicura un’altra parrocchiana. C’è anche una denuncia, firmata dal presidente dell’associazione antipedofilia «Un patto per la Vita» Vincenza Calvi e dal commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. «Attualmente – scrivono i due – don Michele opera in una chiesa di Napoli dove celebra messa e addirittura matrimoni. Se la notizia fosse confermata la vicenda sarebbe di una gravità incredibile, per questo abbiamo chiesto chiarimenti alla Curia anche perché il nome del sacerdote risulta ancora inserito nel sito internet ufficiale della Chiesa di Napoli». Dal canto suo, la Curia smentisce tutto. «Durante il percorso di approfondimento sono categoricamente vietate le celebrazioni», sottolinea don Matino. Il dubbio, però, resta. Nonostante le rassicurazioni del parroco di Santa Lucia a mare, don Giuseppe Carmelo: «Escludo che don Michele possa avere celebrato messa qui». Inutile incalzare. «Sono il parroco, lo saprei». Eppure c’è chi giura di averlo visto sull’altare alle 10 del mattino. «Assolutamente. La messa delle 10 la celebro io e quando non posso c’è don Renato. O don Nicola, il viceparroco. C’è chi dice di aver visto don Michele? Qui a Santa Lucia passeggia tanta gente…», s’affretta a chiarire. Ma al termine della messa vespertina, una signora sulla cinquantina, capelli ben fatti e vestito lilla, rilancia: «Sì, don Michele celebra messa alle 10» prima che il diacono la fulmini con lo sguardo. «Ma perché, che è successo?», chiede un’altra signora, un po’ più giovane, anche lei subito redarguita dal diacono. Compatta, decisa, la Chiesa di Napoli smentisce tutto. «Ribadisco, durante il percorso di approfondimento sono vietati contatti con i fedeli», insiste don Matino. Resta da capire perché a don Michele sia stato concesso di celebrare messa. «Forse hanno visto uno e pensato di vedere qualcun altro», dice il vicario delle comunicazioni. E la difesa vacilla un po’. «Ma cosa possiamo dire se qualcuno ha visto cose che non sappiamo e non sosteniamo?». Ma allora don Michele dov’è? «In un posto riservato», si trincera don Matino. Lontano da Napoli? «In un posto riservato», ripete. Che sia Santa Lucia a mare, questo posto riservato? «Io non l’ho mai detto». Lo hanno già fatto altri.

    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=122101&sez=NAPOLI

  • ABUSÒ DI 15ENNE IN AUTO: PRETE DICE MESSA A NAPOLI

    ABUSÒ DI 15ENNE IN AUTO: PRETE DICE MESSA A NAPOLI

    di Matilde Andolfo

    Abusò di una quindicenne ma continua ad esercitare la funzione di parroco, in altra sede. Per M.D.M. la Curia non ha adottato alcun provvedimento sanzionatorio, anzi. Per certi versi la misura di trasferimento può essere interpretata come una promozione. Il parroco sarebbe stato trasferito dalla parrocchia di San Giorgio a Cremano (paese del vesuviano) ad un’altra situata nel salotto della Napoli bene. Il prete pedofilo, di recente, avrebbe anche celebrato un matrimonio. Ed è proprio in quella occasione che qualcuno degli invitati l’ha riconosciuto, essendo abitante a San Giorgio a Cremano. «L’ho visto e mi sono sentito mancare. Possibile che un prete che ha abusato di una ragazzina continui a dire messa?».
    Indignazione e incredulità da parte dei Verdi e delle associazioni antipedofilia. Indignazione ad indignazione. Da un parroco pedofilo trasferito ad un altro, don Aniello Manganiello prete anticamorra che la Chiesa ha allontanato da Napoli senza nessuna motivazione e che proprio domenica celebrerà l’ultima messa.
    Il caso del parroco di San Giorgio destò molto scalpore. Leggo, in esclusiva, raccontò che M.d.M. fu sorpreso dalla polizia stradale con una quindicenne, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre consumava un rapporto orale. L’abito talare fu dietro i sedili posteriori, i poliziotti capirono subito che si trattava di un prete, non la ragazzina che raccontò di averlo conosciuto in chat, spacciandosi per professore. Don M.D.M. non fu arrestato soltanto perché i genitori della ragazzina non vollero sporgere denuncia.
    Intanto il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Presidente dell’ associazione antipedofilia Vincenza Calvi hanno chiesto spiegazioni alla Curia: «Il parroco di San Giorgio a Cremano che nel luglio scorso era stato scoperto dalla polizia con una 15enne nel pieno di un rapporto sessuale risulterebbe ancora in servizio come sacerdote. Diversi fedeli, infatti, ci hanno segnalato che attualmente opera in una chiesa di Napoli. Se la notizia fosse confermata la vicenda sarebbe di una gravità incredibile, per questo abbiamo chiesto chiarimenti alla Curia anche perché il nome del Sacerdote risulta ancora inserito nel sito internet ufficiale della Chiesa di Napoli».
    Effettivamente sui siti della Curia M.D.M. risulta ancora parroco a tutti gli effetti: «Già il suo mancato arresto all’ epoca dei fatti – continuano Borrelli e Calvi – ci indignò. Adesso se questo parroco non è stato giudicato da nessun tribunale e addirittura ha ripreso la sua attività sarebbe uno scandalo. A questo punto ci domandiamo anche se don M. sia ancora un prete. Ci auguriamo soltanto che le segnalazioni che ci sono arrivate sono sbagliate e che la Chiesa si sia dimenticata di cancellare il suo nome dal sito internet ufficiale e sopratutto che questo prete sia stato spogliato del suo abito talare e che sarà giudicato e condannato, come tutti i cittadini, per l’ orrendo reato che ha commesso».

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=83926&sez=ITALIA

  • L’appello dell’avvocato del ragazzo nel giorno del convegno sull’educazione nella diocesi di Aversa con il cardinale Ruini

    L’appello dell’avvocato del ragazzo nel giorno del convegno sull’educazione nella diocesi di Aversa con il cardinale Ruini

    Deve risarcire la vittima: “Ma non ha pagato un solo euro”

    CASAL DI PRINCIPE (an. cas.) “Chiediamo se davanti ad un prete pedofilo condannato in Cassazione che non risarcisce nemmeno un euro della somma a cui è stato condannato, la diocesi di Aversa vuole manifestare un segno di attenzione o se la vittima merita soltanto indifferenza”.

    Sergio Cavaliere , avvocato difensore della famiglia della giovanissima vittima delle violenze sessuali di don Marco Cerullo, proprio mentre nella Diocesi di Aversa si sta svolgendo, da ieri e fino ad oggi, il convegno sull’educazione “Gravissimums Educationis: la sfida educativa”, focalizza l’attenzione sui comportamenti che la Chiesa adotta nei confronti dei prelati colpevoli di pedofilia e delle vittime di tali inaudite violenze.

    Al convegno prende parti il Cardinale Ruini , presidente del Comitato per il progetto culturale della Chiesa italiana e vicario generale di Sua Santità, Papa Benedetto XVI. “Chiediamo se può ancora fare il prete un prete pedofilo condannato in cassazione. Perché don Cerullo è tuttora un prete” aggiunge il legale ch si costituì parte civile nel processo contro l’allora viceparroco a Casal di Principe e insegnante di religione presso la scuola media di Vill Literno.

    “Chiediamo al Cardinale Ruini e al vescovo di Aversa Mario Milano se il problema dei preti pedofili è solo nello scandalo che causa per il clero o se anche invece nella soferenza per le vitttime. Chiediamo se queste vittime hanno diritto a un concreto risarcimento dei torti subiti” scive ancora l’avvocato Cavaliere. “Dopo la condanna in Cassazione a sei anni e otto mesi per don cerullo, è sceso il silenzio sulla sorte della vittima. Silenzio sul risarcimento per la giovane vittima, silenzio sulla figura di don marco Cerullo, educatore già allievo del seminario vescovile e assistente spirituale dei giovani seminaristi dello stesso seminario minore di Aversa” conclude il legale.

  • Pedofilia, don Marco Cerullo in cella

    Pedofilia, don Marco Cerullo in cella

    di Tina Palomba – Pedofilia, è stato arrestato il giovane sacerdote condannato in via definitiva per aver commesso violenza sessuale ai danni di un suo alunno di 11 anni. Marco Cerullo, 33 anni, originario di Villa Literno, ma con incarico pastorale a Casal di principe, condannato a 6 anni e otto mesi in cassazione, è attualmente detenuto nel carcere di Frosinone.

    Il prelato è stato arrestato dai carabinieri di Casal di Principe tre anni fa. Si trovava in machina con il minore mentre stava compiendo un atto sessuale. Alla vista dei carabinieri, e questo è stato il fatto ancora più grave, scappò con la vettura. Ne scaturiva un vero e proprio inseguimento che terminava dopo un chilometro, quando il prete sbandava con la vettura mettendo in pericolo anche la vita del ragazzino. Il ragazzino fu ascoltato con due assistenti sociali e confermò tutta la vicenda.

    La notizia dell’arresto è trapelata solo ieri e arriva in un momento particolare. Il papa in visita pastorale in Inghilterra ha detto sul tema pedofilia che ” le vittime hanno sofferto come martiri. La chiesa spesso non ha vigilato. La storia di don Marco ancora oggi sconvolge due comunità, quella di Villa Literno, dove il prete è cresciuto, e quella di Casal di principe, dove esercitava il mandato di sacerdote. Pare che i carabinieri intervennero su una segnalazione anonima. molto probabilmente da parte di qualcuno, che già da diverso tempo aveva sospettato il prelato. La notizia dell’arresto del sacerdote ha fatto il giro della città di Casal di Principe e di Villa Literno, dove è molto conosciuto. Ha sconvolto gli animi di tutti i residenti, in particolare di tanti fedeli che per anni hanno assistito alle sue celebrazioni religiose.

    A creare scalpore non è stata solamente la notizia dell’arresto, quanto anche del motivo0 dello stesso: pedofilia e violenza sessuale nei confronti di minore. Quale reato può essere considerato peggiore? Nell’immaginario collettivo, nella morale cattolica se di tale reato viene considerato responsabile un parroco, esso è ancora più grave, ancora più spregevole. Ma soprattutto ancora più inspiegabile. Sembra che il parroco dopo la condanna di primo grado fu esiliato agli arresti domiciliari e poi quando la condanna è passata definitiva dovrà scontare altri 4 anni e 8 mesi perché 2 anni li ha già scontati ai domiciliari.

    http://www.corrieredicaserta.net/edizioni.asp?data=19/09/2010

  • SAN GIORGIO A CREMANO. DON MICHELE DE MASI FERMATO MENTRE FA SESSO CON 15ENNE ADESCATA IN CHAT

    SAN GIORGIO A CREMANO. DON MICHELE DE MASI FERMATO MENTRE FA SESSO CON 15ENNE ADESCATA IN CHAT

    (ANSA) – NAPOLI, 6 LUG – Un sacerdote e’ stato sorpreso in Tangenziale a Napoli, mentre in auto consumava un rapporto sessuale con una liceale di 15 anni, adescata via chat.

    La ragazza non sapeva di trovarsi con un sacerdote: si tratta di M.D.M., che da religioso opera a San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, e che per ora e’ stato denunciato a piede libero per violenza sessuale in danno di minori. Nell’auto dell’uomo e’ stato trovato anche l’abito talare.

    Il prete, sotto la quarantina, aveva corteggiato la ragazzina per mesi, sostenendo di essere un professore – questo e’ quello che ha raccontato la quindicenne – e diventando un punto di riferimento per lei, figlia di genitori separati, con qualche problema nel relazionarsi ai coetanei.(ANSA).

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2010/07/06/visualizza_new.html_1850221049.html

  • Don Michele De Masi, parroco di San Giorgio a Cremano

    Don Michele De Masi, parroco di San Giorgio a Cremano

    La polizia stradale di Napoli, il 6 luglio del 2010, ha sorpreso don Michele De Masi, parroco di San Giorgio a Cremano, mentre consumava in macchina un rapporto sessuale completo con una quindicenne, incredibilmente lo ha lasciato andare senza spiegazioni.

    Don Michele aveva adescato la ragazzina via chat, dicendole di essere un professore. In seguito, il sacerdote sarà trasferito dalla Curia in un luogo non precisato per affrontare un percorso di recupero spirituale.

    Ricomparirà qualche mese dopo, nell’ottobre 2010, intento a dire messa nella parrocchia napoletana di Santa Lucia a Mare.

  • Parroco pedofilo, c’é stupore e incredulità tra i fedeli

    Parroco pedofilo, c’é stupore e incredulità tra i fedeli

    C’é stupore e incredulità tra i fedeli e i cittadini a San Giorgio a Cremano (Napoli) dopo la denuncia di un sacerdote sorpreso in una piazzola della tangenziale dalla polizia stradale mentre consumava un rapporto sessuale con una 15enne conosciuta in chat.

    L’episodio è accaduto nella serata di ieri a Napoli. La ragazzina non sapeva di trovarsi in compagnia di un prete; lui l’aveva corteggiata per mesi, sostenendo di essere un professore, secondo quanto ha raccontato la quindicenne, e diventando un punto di riferimento per lei, figlia di genitori separati.

    Nell’auto dell’uomo gli agenti hanno trovato anche l’abito talare. “Credevo fosse mio amico – avrebbe detto la minorenne all’assistente sociale con cui si è confrontata dopo la denuncia prima di essere riaffidata alla madre – non immaginavo fosse un prete”. Per il sacerdote è scattata una denuncia a piede libero per violenza sessuale in danno di minore. Intanto la notizia nel centro vesuviano viene commentata per tutto il giorno, quasi ad un’unica voce: “Siamo sorpresi”. Basta fare un giro nei pressi della parrocchia in cui opera il sacerdote per capire l’umore che tira. “Siete sicuri che è lui? Non posso crederci” dice un fedele.

    “Sono sorpreso ed è difficile commentare quando lo conosci… mi risulta che abbia organizzato di recente una festa parrocchiale – dice un conoscente – . Siamo però in una epoca di caccia al prete”. “Lo conosco come impegnato con i giovani, nelle parrocchie cittadine e non voglio se ne faccia una caccia all’untore” aggiunge un altro conoscente, anchéegli cittadino di San Giorgio. Un sacerdote del Vesuviano raggiunto al telefono commenta con amarezza quanto sta avvenendo.

    “Ho appreso solo in serata la notizia – dice – e non so cosa rispondere… Non so ancora come si sono svolti i fatti”. Poi però aggiunge: “Prima di condannare, bisogna capire”. Voci divergenti tra i responsabili delle associazioni impegnate a difesa dei minori. C’é chi chiede misure drastiche come il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia.

    “Per conferire credibilità allo sforzo che la Chiesa sta producendo per arginare il fenomeno della pedofilia tra i sacerdoti, sarebbe necessario spretare l’uomo”. Intanto, la presidente dell’Associazione antipedofilia ‘Un patto per la vita’, Vincenza Calvi, ha presentato una denuncia contro i poliziotti “che non hanno arrestato il sacerdote, come prevede la legge, colto in flagranza mentre consumava un rapporto sessuale”.

    http://www.metropolisweb.it/Notizie/Campania/Cronaca/parroco_pedofilo_c_e_stupore_e_incredulita_fedeli.aspx