Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Città del Vaticano

  • Cardinale coprì la rete pedofila. E Bergoglio partecipa al funerale

    Cardinale coprì la rete pedofila. E Bergoglio partecipa al funerale

    Il Papa starebbe per celebrare il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio per il cardinale Law, l’arcivescovo accusato di aver coperto abusi

    “Ho appresso della scomparsa del card. Bernard Francis Law, arciprete emerito della basilica papale di Santa Maria Maggiore, e voglio esprimere le mie condoglianze al Collegio dei cardinali”, esordisce così il telegramma inviato da Papa Francesco per la scomparsa dell’ex arcivescovo di Boston, quello che fu costretto alle dimissioni – in seguito alle accuse mosse Spotlight – per non aver pubblicamente denunciato i sacerdoti responsabili degli abusi.

    Sostanzialmente, a Law è stato imputato di aver coperto dei casi di pedofilia. “Aveva riconosciuto le sue manchevolezze e i suoi errori nella gestione della tragica vicenda, venuta alla luce nel 2002 grazie alle inchieste del ‘Boston Globè, dei sacerdoti di Boston accusati di abusi sessuali su minori. E si era dimesso dal governo pastorale dell’arcidiocesi Usa nel dicembre di quell’anno, chiedendo pubblicamente scusa e perdono a tutti coloro che avevano sofferto”. Questo è quanto scritto da l’Osservatore Romano, nell’articolo che ricorda la figura del cardinale scomparso nella mattinata di oggi. “Presentate le dimissioni, aveva scritto una dichiarazione personale, diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede – specifica il quotidiano del Vaticano – con la ‘fervente preghiera che potessero aiutare l’arcidiocesi di Boston a fare esperienza di guarigione, riconciliazione e unità, di cui ha così disperatamente bisognò”. Bernard Francis Law – dopo le dimissioni – si era ritirato in un convento delle suore della Misericordia di Alma, nel Maryland. Nel 2004 – infine – la discussa scelta di trasferirlo a Roma, dove è stato arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore.

    Nel messaggio, il papa eleva “preghiere per il riposo della sua anima” e si augura “che il Signore, ricco di misericordia, possa accoglierlo nella sua pace eterna”. Nessuna parola – dunque – sulla questione della lista composta da 132 preti e due diaconi accusati di abusi ai danni di minori, che la diocesi di Boston ha pubblicato solo dieci anni dopo l’emersione del caso scoperchiato da quello che poi sarebbe diventato il team di inchiestisti più famoso al mondo, quello del Boston Globe. Il pontefice argentino – secondo quanto riporta la Sir – presiederà – come tradizionalmente avviene nel caso dei cardinali – al rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio. La messa funebre – invece – sarà celebrata dal card. Angelo Sodano, il decano del Collegio Cardinalizio, alle ore 15.30 presso la Basilica di Santa Maria Maggiore.

    Qualche parola in più sul “caso Spotlight” – invece – l’ha pronunciata il successore di Bernard Francis Law, quel cardinale Sean O’Malley che proprio a Boston ha preso il posto dell’arcivescovo dimissionario, con il mandato di fare chiarezza su quanto accaduto e – soprattutto – prendere provvedimenti all’interno della diocesi: “Riconosco che il decesso del cardinale Law suscita un ampio spettro di emozioni da parte di molte persone. Sono in particolare consapevole di tutti coloro che hanno fatto esperienza del trauma dell’abuso sessuale del clero, le cui vite sono state colpite seriamente da questi crimini, così come delle loro famiglie e dei loro cari – si legge nel virgolettato riportato da La Stampa – A questi uomini e a queste donne offro le mie sincere scuse per il male che hanno sofferto, le mie preghiere continue e la mia promessa che l’arcidiocesi li sosterrà nel loro sforzo di raggiungere la guarigione”, ha chiosato il presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e membro del C9, cioè del minidirettorio cardinalizio formato da Papa Francesco ai fini della riforma della Curia romana. Bergoglio – insomma – starebbe per partecipare ai funerali di un cardinale accusato di aver coperto dei casi di pedofilia. E la notizia della presenza del Papa non è sfuggita a chi non ha evitato di sottolineare l’assenza del pontefice ad altre esequie: “Bergoglio non è andato ai funerali di Meisner e Caffarra , però non è poi tanto strano…” – esordisce a IlGiornale.it Francesco Agnoli, ex firma de Il Foglio – che incalza: “Forse avrebbe potuto farlo a causa di quello che era successo (la sollevazione dei “dubia” sull’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” n.d.r.), ma l’uomo non è uno che dimentica”. Al funerale di Law sì – quindi – ma a quello dei cardinali dissidenti no, sembra asserire l’intervistato. Francesco è un pontefice riformatore che ha il merito di aver messo in discussione tanti costumi della Chiesa. Ecco, la presenza del pontefice alle esequie funerarie di un uomo di Chiesa così discusso – forse – era una “tradizione” che il papa avrebbe potuto rompere.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/papa-ai-funerali-law-scandalo-vaticano-1476315.html

  • Vaticano, morto il cardinale americano Law, coprì i preti pedofili. Lo salvò Wojtyla

    Vaticano, morto il cardinale americano Law, coprì i preti pedofili. Lo salvò Wojtyla

    di Franca Giansoldati
    Città del Vaticano E’ morto stanotte in una clinica di Roma, dopo una lunga malattia Bernard Law, il cardinale americano che per 18 anni, nella diocesi di Boston, coprì terrificanti casi di pedofilia dando protezione a preti seriali che abusarono di decine di minori. Una storia, quella di Law, portata al cinema dal film Spotlight.

    Law, quando scoppiò a Boston il caso e fu aperta una inchiesta giudiziaria rischiando di essere trascinato in tribunale, fu salvato da San Giovanni Paolo II e dall’allora segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano (attualmente decano del collegio cardinalizio). Entrambi decisero di fare quadrato dalle accuse sempre più evidenti di complicità e omissioni, trasferendolo nel 2002 nello Stato della Città del Vaticano e assegnandogli un prestigioso incarico come Arciprete alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Ruolo che ha mantenuto sino a qualche anno fa. Un caso imbarazzante quanto evidente della mentalità imperante che, nonostante le prese di posizione e i mea culpa, ha sempre portato più a tutelare i membri del clero, evitando possibilmente gli scandali pubblici, piuttosto che a difendere le vittime e la giustizia.

    A dare la notizia della morte di Bernard Law, 86 anni, è stato il Vaticano con un breve comunicato diramato alle prime luci dell’alba.

    I mea culpa che sono stati pronunciati a più riprese dai pontefici sulla piaga della pedofilia, a cominciare dall’inizio degli anni Duemila quando timidamente la Chiesa iniziò ad inasprire le pene canoniche, non riusciranno mai a sanare i traumi e le ferite inferte a decine di migliaia di vittime nel mondo. Bernard Law è stato riconosciuto responsabile (ma mai giudicato in un tribunale) di avere insabbiato casi di pedofilia conclamata. Fra i sacerdoti della diocesi di Boston che protesse per almeno 18 anni ci sono padre John Geoghan e Paul Shanley, autori di numerose violenze sessuali su decine di ragazzi e finiti in carcere.

    La posizione omertosa del cardinale Bernard Law non faceva parte di un caso isolato visto che in Vaticano la corrente maggioritaria tendeva (e tende?) ad affrontare i casi di pedofilia con un occhio di riguardo verso i sacerdoti. Il documento più clamoroso relativo a quel periodo è firmato dal cardinale Castrillon Hoyos, già prefetto della congregazione del Clero. Verso la fine degli anni Novanta scrisse un encomio a un vescovo francese che lo informava di non avere rivelato alle autorità giudiziarie né alla polizia il nome di un prete pedofilo (l’abate Renè Bissey), successivamente condannato a 18 anni di carcere. Il vescovo si era trincerato dietro il segreto della confessione pur di non divulgare niente alla polizia e il cardinale Castrillon Hoyos gli inviò una lettera di elogi per il coraggio dimostrato. Non solo, la lettera fu inviata successivamente a diversi vescovi nel mondo come esempio da seguire davanti a casi del genere. Il cardinale Castrillon Hoyos non ha mai sconfessato quella lettera, anzi, alcuni anni fa ne ha rivendicato persino la positività.

    I funerali del cardinale Law si svolgeranno domani, giovedì, nella basilica di San Pietro come avviene per tutti i cardinali defunti. Il Papa non ha voluto fare nessuna eccezione al protocollo. A presiedere la messa solenne sarà lui stesso. IN un telegramma inviato al cardinale Sodano (in quanto decano del collegio cardinalizio) ha invocato la misericordia porgendo le condoglianze ai familiari della famiglia Law e a tutti coloro che lo conoscevano. Delle vittime degli abusi stavolta nemmeno una parola. Silenzio.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vaticano_papa_pedofilia_law_boston_wojtyla_morte-3439603.html
  • 15 grammi di cocaina e 5 pen drive con film hard. L’usciere del vaticano resta in carcere muto. Gli inquirenti: “Non erano per lui”

    15 grammi di cocaina e 5 pen drive con film hard. L’usciere del vaticano resta in carcere muto. Gli inquirenti: “Non erano per lui”

    Ora è caccia aperta ai reali destinatari del materiale illecito

    Scandalo nella Santa Sede. Un usciere è stato fermato a pochi passi da piazza San Pietro. Portava droga e video hard. Secondo gli inquirenti non erano per lui. Ora è caccia aperta ai reali destinatari del materiale illecito.

    Si legge sulla nuova web-app di Repubblica:

    Quando lo hanno arrestato, carico di cocaina e con cinque pennette usb piene zeppe di filmati e foto pedopornografiche, Ostilio Del Balzo, dipendente del Vaticano, ha fatto scena muta. Usciere di lungo corso per il prestigioso Pontificio consiglio della cultura, i carabinieri lo hanno fermato mentre saliva in auto a Borgo Santo Spirito. A due passi da piazza San Pietro. Ora gli investigatori si chiedono: « A chi erano destinati droga e filmini in cui sono vittime i minori?» I militari hanno scandagliato il suo passato e la sua vita privata. Del Balzo è un incensurato di 47 anni.

    Nessuna macchia sulla fedina penale. Ma gli inquirenti sono convinti che il materiale non era il suo:

    Il primo settembre era stato arrestato proprio al termine del suo orario di lavoro. Uscito dal palazzo, considerato territorio Vaticano, quindi inaccessibile alle forze dell’ordine italiane, si è diretto verso la sua Ford Focus. Qui i carabinieri lo hanno bloccato. Gli hanno messo sottosopra l’automobile e hanno trovato droga e filmini. « Una pochette viola con strisce bianche nel cui interno rinvenivano una busta con trenta involucri termosaldati di cocaina per un peso complessivo di quindici grammi e cinque mini pen drive aventi tutte lo stesso contenuto » , si legge nel verbale dei carabinieri della stazione San Pietro.

    Dopodiché Del Balzo si è chiuso nel mutismo più assoluto. Da tre mesi è al carcere a Regina Coeli e non dice nulla.

    Leggi l’intero articolo sulla nuova webapp di Repubblica

  • Vaticano, usciere arrestato con droga e materiale pedopornografico. Gli inquirenti: “Non erano per lui”

    Vaticano, usciere arrestato con droga e materiale pedopornografico. Gli inquirenti: “Non erano per lui”

    A riportare la notizia è La Repubblica. L’uomo non ha rivelato a chi fossero destinati droga e video. Secondo il gip: “Potrebbe godere anche di appoggi che lo spingono a trovare ospitalità in ambienti protetti”

    Un usciere del Vaticano è stato arrestato mentre aveva con sécocaina e cinque chiavette usb piene di video e foto pedopornografici. Ma, come ha scritto il giudice pe rle indagini preliminari, “il materiale è chiaramente detenuto a fini di cessione a terzi“. Allora, si sono chiesti gli investigatori, “a chi erano destinati droga e filmini in cui sono vittime minori?” Ostilio Del Balzo, così si chiama l’uomo arrestato, non ha voluto rivelarlo. Neanche dopo tre mesi di carcere a Regina Coeli. Ora Del Balzo si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, per evitare rischi di fuga, ma rischia una condanna superiore ai cinque anni di detenzione.

    A riportare la notizia è La Repubblica, che spiega che l’uomo è un 47enne incensurato, impiegato presso il Pontificio consiglio della cultura. Lavorando in territorio Vaticano, inaccessibile per le forze dell’ordine italiane, Del Balzo è stato arrestato il primo settembre scorso dai carabinieri mentre saliva in auto, a Borgo Santo Spirito. I militari hanno controllato la vettura e lì hanno trovato “una pochette viola con strisce bianche nel cui interno rinvenivano una busta con trenta involucri termosaldati di cocainaper un peso complessivo di quindici grammi e conque mini pen drive aventi tutte lo stesso contenuto” scrive il quotidiano riportando le parole del verbale dei carabinieri.

    L’uomo ora attende il processo, probabilmente con il rito immediato, in cui dovrà rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacienti e detenzione di materiale pedopornografico aggravata dall’ingente quantità. Dato il suo incarico, gli inquirenti sospettano che droga e video fossero destinati a qualcuno del Vaticano, che potrebbe coprire l’uomo. Per questo il gip Daniela Caramico D’Auria gli ha negato la libertà: “Si tratta di una persona che lavora in ambito extraterritoriale sotto la giurisdizione dello stato Vaticano – sottolinea – e che potrebbe godere anche di appoggi che lo spingono a trovare ospitalità in ambienti protetti”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/17/vaticano-usciere-arrestato-con-droga-e-materiale-pedopornografico-gli-inquirenti-non-erano-per-lui/4044550/

  • Pedofilia. Peter Saunders lascia definitivamente la Commissione vaticana

    Pedofilia. Peter Saunders lascia definitivamente la Commissione vaticana

    Peter Saunders, l’attivista inglese impegnato nella difesa dei bambini dagli abusi sessuali (dei quali lui stesso é stato vittima) ha lasciato definitivamente la Pontificia Commissione per la difesa dei minori dalla quale si era “autosospeso” su richiesta del Vaticano in seguito a una dura polemica con il cardinale George Pell, attualmente anche lui “autosospeso” dai suoi incarichi in Vaticano a seguito delle gravi accuse mossegli dalle autorità giudiziarie dell’Australia.

  • Abusi in Vaticano, ex chierichetto: “Nella stanza del prete pedofilo guardavamo film porno”

    Abusi in Vaticano, ex chierichetto: “Nella stanza del prete pedofilo guardavamo film porno”

    Nuovi presunti casi di abusi in Vaticano durante l’ultima puntata de “Le Iene”. L’inviato Gaetano Pecoraro ha raccolto la testimonianza di un altro ex chierichetto che a undici anni veniva abusato da un prete di 40 anni all’interno del pre-seminario San Pio X.

     

    Carlo ha raccontato che il sacerdote pedofilo preferiva lui e un altro ad altri quaranta ragazzi. Le Iene hanno provato a parlare con il prete ma l’uomo ha negato ogni possibile responsabilità pur ricordando Carlo come studente. Tutto è avvenuto all’interno del Preseminario San Pio X, lo stesso che è finito al centro delle polemiche nelle scorse settimane per un altro servizio del programma di Italia 1. L’uomo si faceva aiutare da Carlo, gli assegnava incarichi che lo facevano sentire importante: con la camera posizionata vicino a quella del sacerdote, era facilmente raggiungibile senza farsi vedere dagli altri ragazzini. Carlo è stato molestato pesantemente, abusato: tra pedofilo e vittima si era creato un rapporto stretto, di dipendenza.
    I rapporti sono andati avanti per tre anni: in terza media Carlo ha iniziato a ribellarsi. “Ricordo la porta che si apriva nel buio e lui che mi svegliava… – le parole dell’ex chierichetto -. Entrare in questa stanza dove fumava dei sigari, le bottiglie di whiskey, la musica e il televisore… Era uno dei primi che aveva il videoregistratore a cassette… Un giorno mi portò a vedere delle cassette, ma non erano film di cowboy, erano film porno”.

    L’inchiesta de Le Iene Show sui presunti abusi sessuali nel Preseminario San Pio X in Vaticano ha fatto il giro del mondo. Sembra che le violenze sui chierichetti all’interno del Vaticano siano davvero avvenute. Ci sarebbe un nuovo e recente filone di indagini condotto dalle autorità vaticane nell’ambito del preseminario, il collegio situato a palazzo San Carlo, dentro le mura leonine, dove alloggiano i cosiddetti “chierichetti” del Papa. Tutti ragazzi minorenni.

    https://www.leggo.it/spettacoli/le_iene/abusi_vaticano_le_iene_pedofilia_film_porno_29_novembre_2017-3396928.html

  • Vaticano, il cardinale Comastri si difende: «Non ci furono abusi nel pre-seminario, le indagini partirono subito dopo le lettere anonime»

    Vaticano, il cardinale Comastri si difende: «Non ci furono abusi nel pre-seminario, le indagini partirono subito dopo le lettere anonime»

    CITTA’ DEL VATICANO – «A me non risulta che ci siano stati abusi». Pausa. «Feci fare due indagini immediatamente dopo aver ricevuto le lettere anonime». Pausa. «Non ho mai saputo di ragazzi molestati». Il cardinale Angelo Comastri si difende. In questi giorni ha tranquillizzato diversi genitori che hanno mandato i figli a studiare al pre-seminario in Vaticano, una specie di collegio prestigioso nato negli anni Cinquanta grazie ad un lascito della diocesi di Como per coltivare future vocazioni. Sulla sua scrivania c’è un corposo fascicolo. «Si prenda il tempo necessario e guardi le carte per favore». La vicenda dei chierichetti del Papa è al centro di un caso scabroso, dai contorni sfilacciati. Si trascina sulla base delle rivelazioni di un ex allievo polacco, Kamil Jarzembowski, che ha raccontato in tv e nel libro di Gianluigi Nuzzi di essere stato testimone di giochi erotici tra due compagni all’interno del convitto. Quando la sera le porte delle stanze si chiudevano, avrebbe visto in azione per 140 volte il molestatore, un ragazzo di qualche anno più grande, in seguito ordinato prete. Le rivelazioni di Kamil hanno portato il Vaticano ad aprire a gennaio scorso un supplemento di indagine. Comastri ha trasmesso agli inquirenti il fascicolo contenente tutti i documenti dell’epoca.

    LETTERE ANONIME La prima lettera anonima venne imbucata a Torino il 22 agosto 2012. La firma è illeggibile, uno scarabocchio. Chi scrive dice di essere la mamma di un bambino di 11 anni che ha frequentato per 20 giorni la colonia estiva. Non fornisce nomi, né recapiti per potersi mettere in contatto con chi accusa. «Mio figlio mi ha raccontato che don Enrico ha compiuto gesti nei suoi confronti poco morali ed etici». Don Enrico Radice è il superiore del convitto incaricato di fare da tutor ai bambini. La signora chiede che venga spostato ad un altro incarico, altrimenti, scrive, sarò «costretta ad andare in tv e a rivolgermi alle autorità giudiziarie competenti; ho moltissimi amici che mi intervisterebbero subito su un argomento come questo». Ricevuta la lettera,  Comastri ordinò all’allora vescovo di Como, Diego Coletti – giuridicamente responsabile dello staff del pre seminario – di attivarsi immediatamente per verificare le accuse. Il 27 agosto Coletti informò di avere convocato don Enrico Radice e il suo superiore don Angelo Magistrelli. Entrambi sotto giuramento riferirono di non avere mai sentito di disagi o situazioni morbose.  Coletti fa notare che «la calligrafia della firma è diversa da quella dell’indirizzo sulla busta e sorprendentemente uguale a quella usata da un ex alunno del pre seminario che si esercitò due anni or sono in una abbondante e devastante esercizio di lettere anonime con firme false anche di cardinali per accusare molti ecclesiastici». Per Coletti sembra sufficiente per archiviare il caso. Comastri però insiste e richiede altre misure di precauzione, tra cui il ricambio dello staff al pre seminario. In quel periodo,  di lettere anonime ne circolavano parecchie, per screditare, gettare fango, insinuare dubbi. Venne anche individuato come autore un sacerdote abruzzese che puntava ad entrare nella struttura del pre-seminario. Il Vaticano provvede ad allontanarlo, ma le lettere anonime continuano.

    ACCUSE Un altro ex seminarista nel luglio di quell’anno fece al vescovo di Como il nome di un allievo più grande, divenuto in seguito sacerdote. Lo stesso seminarista accusato anche da Kamil. Coletti ritorna a Roma per raccogliere altre deposizioni sotto giuramento, incontra gli insegnanti, gli inservienti del convitto, i sacerdoti. Il rapporto finale porta la data del 17 gennaio 2014. Coletti scrive: «In merito ai fatti, ho costatato personalmente la loro infondatezza. Le informazioni raccolte depongono in quella linea. Ci sono più di 50 persone disponibili a difendere Gabriele Martinelli mostrando la pretestuosità delle accuse, come pure la macchinazione ordita da XX (il sacerdote abruzzese ndr). Ritengo dunque non sussistere fumus alcuno della gravità dei fatti di cui accusano le persone nelle lettere, ritengo dunque in coscienza non sia necessario procedere ad ulteriora». I genitori sono sconcertati. Le voci all’interno del collegio varcano i confini. Stavolta è una mamma polacca a farsi viva per difendere il collegio. «Noi tutti sappiamo da mio figlio che non sono mai successi in pro seminario casi di pedofilia (…) Voglio dire questa verità perché ci sono persone che vogliono calunniare don Enrico solo per vendicarsi, visto che e’ stato costretto per motivi importanti a mandare via Kamil». I motivi importanti li spiega il cardinale Comastri:  «Kamil scappò per qualche giorno dal collegio per inseguire un ragazzo in una città del Nord Italia».  Il figlio della signora, Michal Brywczinski, descrive i suoi otto anni nel convitto «positivamente. Mai sentito di storie di abusi o molestie quando c’ero io. Mai ascoltato voci nemmeno dopo. Siamo tutti perplessi per quello che sta accadendo. E’ sconcertante». E Kamil? «Quando lui è arrivato per frequentare la prima media io ero già all’ultimo anno di liceo. Ho parlato tanto con lui. Non mi ha mai riferito nulla. Il clima era buono».  Cosa c’è di vero? Cosa è accaduto in quelle stanze? E’ forse venuta a mancare una vigilanza appropriata da parte dello staff interno alla struttura? Dal quadro che emerge sembra che la struttura sia finita nella trama di inconfessabili vendette trasversali interne. Macigni, insinuazioni  terrificanti, ormai difficili da togliere di mezzo anche se ogni passaggio in questi ultimi anni, nel pre seminario, è stato passato sotto la lente d’ingrandimento attraverso due differenti fasi di indagini e una terza aperta da otto mesi. Il cardinale Comastri, sgomento, pensa anche a  Kamil. «Quando venne allontanato, sapevo che aveva difficoltà per poter continuare gli studi, e lo ho aiutato. Lo ho fatto più volte e lo rifarei ancora».

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vaticano_pre_seminario_chierichetti_papa_abusi_molestie_comastri_lettere_anonime-3383213.html

  • Vaticano: rapporti omosessuali tra chierichetti e abusi dai seminaristi.

    Vaticano: rapporti omosessuali tra chierichetti e abusi dai seminaristi.

    Accertati i fatti di pedofilia e rapporti omosessuali tra chierichetti nel preseminario San Pio X in Vaticano.

    Solo qualche anno fa, Kamil Tadeusz Jarzembowski ex chierichetto della scuola del preseminario del Vaticano San Pio X, denunciava tramite una lettera consegnata al suo padre spirituale, atti di pedofilia su chierichetti minorenni e rapporti omosessualisempre tra chierichetti minorenni.

    Jarzebowski era conscio del fatto che il suo padre spirituale don Marco, nonostante fosse stato messo al corrente di tali episodi, fosse comunque tenuto al segreto. Ma a distanza di qualche anno, Kamil Tadeusz non se la sente più di tenere nascoste simili nefandezze e pertanto affida la pubblicazione della sua lettera al giornalista Gianluigi Nuzzi. [VIDEO]

    Il contenuto della lettera

    La missiva è contenuta nell’ultimo libro di Nuzzi ‘Peccato Originale’ che il giornalista ha pubblicato di recente e che è stata consegnata proprio per mano di Jarzebowski anche a papa Bergoglio.

    Nel documento l’ex chierichetto ed ex alunno del preseminario della Santa Sede, racconta macabri episodi di pedofilia ed abusi sui suoi compagni di preseminario.

    Tra i tanti episodi narrati da Kamil, vi sono quelli in cui un seminarista di nome Antonio avrebbe sottoposto ad abusi sessuali il suo compagno di dormitorio Paolo, anch’egli minorenne come lui. Il seminarista secondo il racconto di Kamil, commetteva tranquillamente tali abusi in sua presenza.

    Il seminarista Antonio era solito attendere il ritiro di tutti gli ospiti della scuola e ad ora tarda si introduceva nell’ala del dormitorio assegnata a Kamil e Paolo. Kamil racconta come in sua presenza Antonio pretendesse da Paolo rapporti orali e di quelle volte nelle quali, volendo proseguire i rapporti, Antonio portava forzatamente Paolo in un’altra stanza.

    La denuncia ai vertici della Santa Sede di Kamil Tadeusz

    Durante recenti interviste rilasciate a ‘Le Iene’ ed a ‘Quarto Grado’ l’ex chierichetto rivela di come allora, stanco di tali nefandezze, decise di rivolgersi ai vertici della Santa Sede nel 2014, senza ottenere però alcun responso. L’unica risposta fu che il padre spirituale di Kamil fu trasferito in altra sede e che poco dopo, Jarzembowski, fu espulso dal preseminario.

    Ma ora Paolo e Kamil sono decisi ad affrontare diversamente ciò che sono stati costretti a subire. [VIDEO] Paolo davanti alle telecamere de ‘Le Iene’ raccontadi come Antonio lo sottoponesse forzatamente agli abusi dall’età di tredici annie di come lo intimorisse per indurlo al silenzio.

    Nuove indagini incastrano la Santa Sede

    Dopo la pubblicazione del libro scandalo di Nuzzi, la Santa Sede decide di avviare nuove indagini sugli episodi narrati da Kamil. Lo scandalo è rimbalzato di nuovo alle cronache: la lettera dell’ex preseminarista è stata pubblicata su un libro ed è stata addirittura consegnata a papa Francesco e Kamil e Paolo hanno deciso di rilasciare interviste sull’accaduto.

    Per la Santa Sede diventa difficile a questo punto negare gli avvenimenti. I vertici vaticani nella giornata del 18 novembre, si sono affrettati a diramare un comunicato stampa, nel quale viene dichiarato che le indagini effettuate finora avrebbero fatto emergere solo i rapporti omosessuali tra studenti della stessa età.

    Per questo motivo, al fine di accertare gli altri abusi dichiarati da Kamil e Paolo, bisognerà attendere l’esito di ulteriori percorsi investigativi da parte delle Autorità Vaticane. Intanto l’allora rettore del San Pio X, monsignor Radice, avrebbe già pubblicamente dichiarato che gli episodi narrati, altro non sarebbero che falsità ed invenzioni. #Vaticano e abusi sessuali#Accertati abusi in Vaticano #Vaticano pedofilia

    http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/11/vaticano-rapporti-omosessuali-tra-chierichetti-e-abusi-dai-seminaristi-002175179.html

  • Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Molestie in Vaticano, arrivano nuove testimonianze. Secondo quanto mostrato da Le Iene potrebbero esserci stati degli insabbiamenti

    Arrivano ulteriori sconcertanti rivelazioni sul caso riguardante le molestie sessuali che sarebbero avvenute in Vaticano, nel preseminario San Pio X.

    La vicenda pubblicata nel libro di Gianlugi Nuzzi è stata approfondita in queste settimane da Le Iene. Il programma di Italia Uno – durante i servizi mandati in onda nelle recenti puntate – ha fatto emergere una serie di testimonianze che confermerebbero la veridicità delle accuse mosse nei confronti di un ex seminarista, lo stesso che ora presterebbe servizio come sacerdote presso la diocesi di Como. Una storia potenzialmente sconcertante, che coinvolgerebbe persone all’epoca minorenni. Il primo ad essere stato intercettato da Gaetano Pecoraro de Le Iene è stato Kamil, un possibile testimone chiave che aveva segnalato le presunte molestie sessuali mediante un esposto caduto nel vuoto. Pecorario ha poi intervistato la prima presunta vittima, che ha confermato pienamente quanto raccontato dal giovane testimone polacco.

    Nelle puntate successive, la Iena ha intervistato una seconda presunta presunta vittima e un sacerdote. Entrambi hanno aggiunto particolari utili a chiarire una storia che appare sempre più sconvolgente. Tuttavia, il vescovo di Como Diego Coletti sembra non essere dello stesso parere: “…Mi è parso di capire che molte delle cose avevano un nucleo di verità ma erano arricchite da fantasie. Io ho fatto un paio di visite specifiche su questo punto al seminario cercando di mettermi a disposizione di chi aveva qualcosa da denunciare o da lamentarsi o da dire – ha dichiarato Coletti a Le Iene – Venivano a parlare con me a quattrocchi, ho cercato di ascoltare gli altri e non è venuto fuori nessun riscontro…”. Secondo Marco – la prima presunta vittima ascoltata da Le Iene – Coletti non avrebbe mai ascoltato ufficialmente i chierichetti del preseminario San Pio X, almeno durante gli anni nei quali lo stesso Marco è stato presente in Vaticano. Sarebbe stata la vittima, in realtà, a recarsi da Monsignor Coletti per segnalare le presunte molestie.

    Ma è un’altra la testimonianza che rischia di scuotere le mura vaticane: Gaetano Pecoraro ha raggiunto don Andrea Stabellini, vicario giudiziale. Il giudice del tribunale ecclesiastico – secondo quanto raccontato da una fonte a Le Iene – si sarebbe recato a Roma, in passato, per rimuovere Mons. Radice, proprio per via delle lettere sui presunti casi di abusi avvenuti nel preseminario. Radice – ai tempi – era superiore del San Pio X. Ma Strabellini – dice il sacerdote intervistato sul caso degli abusi – sarebbe rimasto al suo posto grazie al Cardinale Comastri, vicario generale del Papa, che avrebbe detto al giudice ecclesiastico di “cestinare tutto”.

    Strabellini, intervistato da Pecoraro, ha dichiarato di non avere la competenza di rimuovere nessuno, di aver avuto però l’intenzione di sostituire Monsignor Radice e di aver portato il suo parere al vescovo riguardo la vicenda delle presunte molestie sessuali. Le frasi che Le Iene carpiscono a Strabellini abbassando la telecamera, però, sembrano svelare l’esistenza di alcune possibili coperture: “Bisognava procedere con i gradi giusti di giudizio. Ho provato a risolvere il caso diversamente, il mio giudizio era che c’era sostanza sufficiente per procedere”. E ancora: “Io le assicuro che non sono un disonesto. Io avevo il ragionevole dubbio che si dovesse procedere…Diego Coletti chiese di non dar luogo a procedere. Dice di aver fatto ulteriori indagini e che il caso è risolto così…Mi disse di aver sentito due persone… hanno parlato Comastri e Coletti”. Pecoraro, che incalza con le domande, a quel punto chiede a Strabellini: “Chi ha insabbiato tra Coletti e Comastri?” Il vicario giudiziale risponde: “Entrambi”.

    Nel frattempo è partita la caccia via web alla persona che sarebbe al centro di tutta questa storia, quella accusata di molestie sessuali. Secondo alcuni, il sacerdote in questione sarebbe don Gabriele Martinelli.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-molestie-vaticano-ecco-chi-ha-coperto-1464969.html

  • Il Vaticano sul Collegio dei chierichetti: «Ci furono rapporti omosessuali»

    Il Vaticano sul Collegio dei chierichetti: «Ci furono rapporti omosessuali»

    La nuova indagine ribalta le conclusioni precedenti. Ancora non si parla di abusi

    Un ragazzo italiano, ormai maggiorenne, ha già annunciato via sms la sua volontà di presentare formale denuncia per gli abusi sessuali subìti tra il 2013 e il 2014 nel Preseminario «San Pio X», il collegio di palazzo San Carlo, dentro le mura leonine, dove alloggiano i cosiddetti «chierichetti» del Papa.

    Un altro ex alunno, a distanza di anni, non riesce ancora a superare lo choc, si sente sporco e «continua a farsi fino a 15 docce al giorno», racconta il giornalista Gianluigi Nuzzi che nel suo ultimo libro, Peccato originale, ha sollevato per primo il caso. Poi c’è stata l’intervista de Le Iene, il programma di Italia 1, una decina di giorni fa, a un’altra presunta vittima di abusi compiuti in quegli anni dentro il preseminario. Abusi a opera di un ragazzo poco più grande di lui che è appena stato ordinato sacerdote a Como. Ma tra i presunti «orchi», secondo Nuzzi, ci sarebbe pure un monsignore. Così, ecco che il Vaticano adesso ha avviato un’indagine interna, da cui sono emersi «nuovi elementi»: lo ha ammesso ieri la Santa Sede.

    I primi risultati di questa nuova inchiesta ribalterebbero le conclusioni di precedenti accertamenti svolti. Gli inquirenti della Santa Sede, dopo aver esaminato un centinaio di casi, avrebbero verificato la consumazione di rapporti omosessuali, avvenuti in quegli anni all’interno del Preseminario, «che avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro». Non si parla, ancora, ufficialmente di abusi né di pedofilia. Ma il Papa ha già chiesto di poter vedere il dossier quando l’indagine sarà terminata.

    «È un primo passo», commenta Nuzzi, che venerdì sera ha portato ospite nella sua trasmissione Quarto grado su Rete 4 il supertestimone di quest’inchiesta, il giovane polacco Kamil Tadeusz Jarzembowski, oggi maggiorenne, che ha già messo per iscritto le sue accuse in una lettera consegnata a Bergoglio.

    Il Preseminario è una scuola media di prestigio, un collegio per giovanissimi avviati sulla strada ecclesiastica. E Kamil, ex allievo anche lui, oggi studente d’arte all’università, ha raccontato a Francesco di essere «stato testimone nella mia stanza di atti sessuali che G. esigeva da P., atti che si compivano nonostante la mia presenza e che si svolgevano sempre di sera, intorno alle 23». I casi di abuso, secondo il ragazzo polacco, sarebbero almeno tre. Ma lo stesso Nuzzi sta lavorando su altre due testimonianze. «Per ora — conclude il giornalista di Rete 4 — è stata aperta un’inchiesta canonica. Ma l’auspicio è che se ne apra un’altra penale per far luce, non con un semplice fiammifero ma con un grosso faro, su una vicenda tristissima e grave».