Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Cronaca e News

  • Prete cattolico inglese accusato di pedofilia, forse latitante in Italia

    Prete cattolico inglese accusato di pedofilia, forse latitante in Italia

    Laurence Soper, ex abate dell’abbazia benedettina di Ealing, è ricercato dalle autorità inglesi e si sospetta sia nascosto in un monastero italiano. È quanto riporta The Guardian. Il prete, secondo una relazione di Lord Carlile pubblicata mercoledì scorso, è accusato con altri cinque religiosi di abusi sessuale nei confronti di alcuni allievi della St. Benedict’s, scuola annessa al monastero. L’indagine nei suoi confronti è iniziata circa un anno fa dopo la condanna a otto anni di reclusione, avvenuta nel 2009, di padre David Pearce per gli stessi reati compiuti nell’arco di 36 anni. A seguito della pubblicazione del report è stata indetta una conferenza stampa a cui ha partecipato il preside della scuola Christopher Cluegh. “Vorrei iniziare esprimendo il mio rammarico per il grave trauma e la sofferenza che tante persone hanno sperimentato. Tutto quello che posso fare è chiedere scusa. Se possiamo aiutarle per porre fine alla vicenda lo faremo”, ha detto. Non erano presenti rappresentanti dell’abbazia.

    Daniele Stefanini

  • Pedofilia. Le direttive farsa del Parlamento Europeo. Il Vaticano ringrazia, Pene più severe ma niente sul problema maggiore: la prescrizione

    Pedofilia. Le direttive farsa del Parlamento Europeo. Il Vaticano ringrazia, Pene più severe ma niente sul problema maggiore: la prescrizione

    Credono di combattere la pedofilia inasprendo le pene, dimenticando che i problemi maggiore sono, in Italia come altrove, la prescrizione e l’assenza di obbligo di denuncia dei crimini pedofili. Un bambino non andrà mai a denunciare le violenze subite, se non quando, diventato adulto, avrà elaborato la violenza subita. nel frattempo la prescrizione avrà salvato il criminale.

    Nel frattempo i privati cittadini che sapevano e non hanno denunciato invocheranno che non avevano l’obbligo di denunciare. E i vescovi e preti conniventi ringrazieranno.

    E questo in Vaticano lo sanno molto bene.

    www.europarl.europa.eu/it/headlines…evere-per-abusi

    Sessione plenaria dal 24 al 27 ottobre 2011

    Pedofilia: il Parlamento dispone sanzioni più severe per abusi

    La direttiva richiede di rimuovere i siti web a carattere pedopornografico.
    Gli Stati membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione nazionale a questa direttiva.

    Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche. ©Belga/ANP

    Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche. ©Belga/ANP

    Gli abusi sui minori e la visione d’immagini a carattere pedopornografico sul web saranno puniti in maniera più severa nell’UE grazie alle nuove regole approvate dal Parlamento giovedì. La direttiva richiede anche agli Stati dell’UE di rimuovere i siti a carattere pedopornografico o, quando questo non sia possibile, di bloccare l’accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale. Alcuni studi affermano che il 10-20% dei minori europei è a rischio di abuso sessuale.

    La direttiva che combatte gli abusi, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introdurrà disposizioni valide in tutta Europa per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime. Gli Stati membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione nazionale a questa direttiva.

    Nel corso del dibattito in Aula, la relatrice, Roberta Angelilli (PPE, IT) ha dichiarato che “la nuova direttiva per combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

    Tempi duri per i pedofili

    Il testo stabilisce sanzioni penali minime per circa venti tipologie di crimini – molte di più di quelli finora incluse nella legislazione UE. Il Parlamento si è battuto per avere sanzioni più dure nei vari Paesi europei, specialmente nei casi in cui a compiere gli abusi siano persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d´influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (ad esempio quelli con disabilità fisiche o mentali o dipendenza da droga o alcool).

    Per esempio, costringere un bambino a compiere atti sessuali o obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno almeno tre anni e chi usufruirà di materiale pornografico sul web ne rischierà almeno uno.

    Adescamento on-line e turismo sessuale

    Nell’UE l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale, sia che il crimine sia compiuto sul territorio di uno Stato membro sia che venga commesso al di fuori dell’UE, ma da un cittadino europeo.

    La pedopornografia deve sparire dal web…

    Gli Stati membri saranno obbligati ad assicurare una tempestiva eliminazione delle pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio. Dovranno inoltre fare del loro meglio per cooperare con paesi terzi (Stati Uniti o altri) per ottenere la rimozione di questi siti anche se ospitati su server al di fuori dell’UE.

    … o almeno l’accesso a quelle pagine deve essere bloccato

    La rimozione da Internet di pagine a contenuto pedopornografico tuttavia risulta talvolta impossibile (ad esempio perché gli Stati in cui sono ospitati i server non sono disposti a cooperare o perché la rimozione richiederebbe troppo tempo). In questi casi il testo, in accordo con il Consiglio, afferma che gli Stati membri dovranno bloccare l’accesso a queste pagine per tutti gli utenti Internet del proprio territorio nazionale. Le misure per bloccare questi siti web dovranno seguire procedure trasparenti e assicurare le necessarie tutele.

    Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini pornografiche con dei bambini come protagonisti e che queste immagini stanno diventando sempre più vivide e violente.

    Impedire ai pedofili di lavorare con i bambini

    Poiché il 20% dei molestatori continua a commettere violenze anche dopo la condanna, la direttiva dispone che ai condannati per questi tipi di crimini sessuali “sia interdetto, in via temporanea o permanente, almeno l’esercizio di attività professionali che comportano contatti diretti e regolari con minori”.

    I datori di lavoro avranno perciò diritto a richiedere informazioni alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui minori. Agli Stati membri verrà richiesto inoltre di prendere ulteriori misure come ad esempio inscrivere i nomi dei condannati per pedofilia in un apposito registro.

    Prossime tappe

    Si prevede che la direttiva, frutto di un accordo informale con i governi nazionali, sarà formalmente adottata dal Consiglio dei ministri prima della fine dell’anno. Gli Stati membri avranno poi due anni per adeguare la loro legislazione nazionale.

    Il testo è stato approvato con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.

  • Vittime di abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano al Tribunale dell’Aja

    Vittime di abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano al Tribunale dell’Aja

    Un gruppo di associazioni delle vittime di preti pedofili ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale dell’Aja un ricorso in cui accusa Benedetto XVI, il cardinale Tarcisio Bertone e altri alti esponenti della gerarchia vaticana di crimini contro l’umanità per la presunta copertura dei reati commessi da ecclesiastici contro i minori.

    L’organizzazione statunitense Snap, che riunisce vittime di abusi sessuali ad opera di religiosi cattolici, ha chiesto ufficialmente al Tribunale penale internazionale dell’Aja di investigare nei confronti delle massime gerarchie vaticane per l’accusa di stupro, violenza sessuale e tortura. Snap, insieme all’organizzazione per i diritti umani Center for Constitutional Rights, ha presentato un dettagliato e voluminoso fascicolo (circa 20mila pagine) al tribunale dell’Aja per dimostrare che il Vaticano «tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» di chi commette abusi e molestie su minori in tutto il mondo. I rappresentanti statunitensi ed europei dell’associazione hanno lanciato per i prossimi giorni un tour europeo che li porterà a toccare le principali capitali europee.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…l?uuid=AaQIu33D

  • Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano

    Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano

    Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano
    L’accusa: «Il Vaticano tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» di chi commette molestie sui minori

    MILANO – Le vittime di abusi sessuali nella Chiesa della organizzazione statunitense Snap hanno chiesto al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia di investigare contro papa Benedetto XVI e altri tre esponenti della gerarchia della Chiesa. L’accusa è di avere coperto gli abusi sessuali commessi da membri della Chiesa ai danni di minori. Il ricorso, fanno sapere le organizzazioni che lo hanno presentata, riguarderebbe anche il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano, e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede, cardinale William Levada.

    SENZA PRECEDENTI – A promuovere l’iniziativa – che non ha precedenti – davanti alla Cpi sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest). I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell’Aja un dossier di 80 pagine e hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario «poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero».

    LA VICENDA – Il ricorso, a quanto si è appreso, riguarda in particolare cinque casi di abusi sessuali avvenuti in Congo e negli Stati Uniti e commessi da prelati provenienti dal Belgio, dall’India e dagli Usa. Sarà ora il procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, a dover decidere se accogliere o meno il ricorso andando incontro al rischio di sollevare un acceso quanto delicato dibattito sul ruolo e le competenze della Cpi.

    INDAGINE – La speranza dei ricorrenti è che la Corte dell’Aja decida quanto meno di aprire un’indagine preliminare per verificare se il caso rientra sotto la sua giurisdizione. La Corte penale internazionale, organismo indipendente dall’Onu, è diventata operativa il primo luglio de 2002 e, in base al trattato costitutivo sottoscritto a Roma, viene chiamata a giudicare i presunti responsabili di crimini contro l’umanità e i genocidi. L’ultima iniziativa partita della Corte è stato il mandato d’arresto emesso nei confronti di Muammar Gheddafi.

    LA VICENDA- Nella denuncia si chiede alla Corte penale internazionale di «incriminare il Papa» per la sua «diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l’umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo».

    http://www.corriere.it/esteri/11_settembre…1be7b57bb.shtml

  • ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    (ANSA) – ROMA, 9 SET – Una lettera al Papa per chiedere aiuto per le vittime dei sacerdoti pedofili e annunciare una ‘marcia’ da Savona alla Santa Sede per ottenere un’udienza in Vaticano. L’autore è Francesco Zanardi, presidente dell’associazione L’Abuso, che nel giugno scorso, quando scoppiò a Genova il caso di Don Seppia, incontrò il cardinale Angelo Bagnasco, guida dei vescovi italiani. Zanardi, che vive a Savona, ha denunciato di essere stato vittime delle molestie sessuali di un sacerdote da ragazzino e le sue accuse hanno portato all’apertura di un’inchiesta di cui parla anche nella lettera al Papa. Cosa spiega Zanardi a Benedetto XVI? Innanzitutto porta alcune cifre, frutto di una sua analisi.

    “Recentemente – scrive – ho fatto una ricerca nelle regioni ecclesiastiche italiane, tenendo conto dei casi di abuso da parte di preti pedofili condannati dalla legge laica dal 2000 a oggi”: “superiamo i 130 casi”. Poi espone la sua vicenda personale, fa nomi e cognomi e da qui passa all’inchiesta in corso a Savona. Parla di “mostruosa perversione”, di “orchi”, di comportamenti “poco cattolici e totalmente contrari alle attuali direttive della Santa Sede”. Afferma che ci sono state coperture, perché, scrive, “un’innata perversione come quella di abusare di minori, non può essere controllata, Santità, ma può essere ‘contenuta’ in modo criminale”. E sostiene che alcuni sacerdoti autori di abusi anziché essere puniti, avrebbero aperto comunità per minori in difficoltà. Così, “gli abusi accadevano lontano da occhi indiscreti, ma le vittime tolte alle famiglie per diverse problematiche non avevano alcun riferimento al quale chiedere aiuto, tranne il loro carnefice.

    Oggi quelle vittime hanno tra i 25 e i 45 anni, molte di loro purtroppo sono in condizioni disperate e senza alcun aiuto, Santità, proprio come quando furono mandate nelle comunità cattoliche per minori, ma con molti più problemi di quando sono entrati”. Zanardi va oltre e afferma che alcune di loro, anziché essere aiutate “sono state punite in vari modi” per aver denunciato. Il nodo è proprio quello dell’aiuto alle vittime, che “non chiedono nulla che già non esista come direttiva ufficiale, solo l’applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede”, dice Zanardi, e nella lettera annuncia: “Il 22 settembre comincerò una contestazione non violenta”, “un pellegrinaggio a piedi da Savona a Roma percorrendo la statale Aurelia, nella speranza di ottenere udienza da Sua Santità che porti a ottenere una concreta applicazione delle linee guida”. (ANSA).

  • Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Se un sacerdote che presiede una struttura d’accoglienza viene a conoscenza del fatto che nella sua comunità si stanno verificando episodi di abusi sessuali, deve immediatamente adottare «i provvedimenti più opportuni». È con questa sentenza che la Corte di Cassazione annulla l’assoluzione di monsignor Renzo Cavallini, ex direttore della struttura d’accoglienza “Casa del giovane la Madonnina”, accusato di concorso in violenza sessuale e condannato in primo grado a 4 anni.

    Cavallini infatti, ai tempi in cui dirigeva la comunità, non avrebbe impedito a un operatore laico, Massimiliano Azzolini, di abusare di due giovani di 17 e 18 anni, ospiti della struttura milanese. Per i giudici della Suprema Corte, che hanno accolto il ricorso del sostituto pg di Milano Laura Barbaini, ciò che conta infatti è il «ruolo di autorità e di responsabilità» che Cavallini aveva nella struttura.

    «Già di fronte alla prima e anche più modesta segnalazione di abusi», scrivono i giudici, «deve scattare la responsabilità del preposto che deve intervenire, chiarire e adottare i provvedimenti più opportuni del caso per prevenire il rischio di ripetersi di episodi del genere (e ciò ancor prima che si valichi la soglia del penalmente rilevante)».

    Per Cavallini era arrivata poi l’assoluzione in appello, poiché i giudici avevano ritenuto che il sacerdote non era consapevole degli effetti causati dalla sua inerzia, nonostante le molte segnalazioni ricevute. La Cassazione, invece, sottolinea proprio «la totale inerzia dell’imputato Cavallini a qualsiasi livello (anche il più modesto intervento verbale censorio)».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/06/AM8Lsg1D-denunciare_sessuale_cassazione.shtml

  • Catalogna, due ospedali legati alla Chiesa cattolica praticano aborti

    Catalogna, due ospedali legati alla Chiesa cattolica praticano aborti

    Due centri ospedalieri catalani, i cui dirigenti sono nominati da un consiglio di cui fanno parte rappresentanti nominati dall’arcivescovo di Barcellona, praticano l’aborto, senza che ciò abbia generato frizioni interne negli organi di governo di tali istituzioni. L’informazione, riporta ABC, è contenuta nell’ultimo rapporto ufficiale del ministero della sanità e delle politiche sociali sull’interruzione volontaria della gravidanza, a cui il quotidiano ha potuto accedere e nel quale compare un allegato con la lista degli ospedali che praticano questi interventi in Catalogna. I due nosocomi sono l’Hospital di Sant Pau di Barcelona e il General di Granollers.
    Raffaele Carcano

    FONTE: http://www.uaar.it/news/2011/08/27/catalog…aticano-aborti/

  • Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio

    Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio

    Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio? Non serve a nulla ridurre allo stato laicale chi si è macchiato di un crimine così mostruoso come la pedofilia, non è le giustizia che si deve alle vittime.

    Malta: Curia chiede perdono per preti pedofili

    La Curia maltese ha chiesto “perdono” per i reati di abusi su minori commessi da sacerdoti, dopo che ieri due religiosi sono stati incarcerati alla fine di un processo durato otto anni.

    In un comunicato, la Curia maltese ha chiesto perdono per i fatti sostenuti dall’accusa nei confronti di Charles Pulis e Godwin Scerri – entrambi sacerdoti della società missionaria di San Paolo (Mssp) – e per la lunga durata del processo sia ecclesiastico, sia nei tribunal maltesi. Ha inoltre fatto appello al pubblico di trasmettere subito ogni notizia di abusi alla task-force costituita nella stessa Curia per indagare su casi simili.

    Il comunicato è stato emesso 24 ore dopo la sentenza del tribunale della Valletta, e dopo che tutta la stampa locale ha pubblicato appelli delle 14 vittime che si sono costituite parte civile nel processo contro i sacerdoti, esortando i vescovi a “reagire” e a “chiedere scusa” dopo anni di silenzio.

    La sentenza emessa dal magistrato Saviour Demicoli, ha condannato Charles Pulis a sei anni a Godwin Scerri a cinque anni di reclusione. I due sono subito ricorsi in appello.

    I preti sono stati condannati per abusi commessi 20 anni fa su ragazzi orfani nell’Istituto St. Joseph ad Hamrun, alle porte della Valletta.

    La vicenda era centrale nella polemica sollevata un anno fa in vista della visita di papa Benedetto XVI a Malta, quando le vittime avevano ottenuto un incontro emozionante con il Pontefice. In quell’incontro il Papa aveva parlato della vergogna della Chiesa per l’accaduto, mentre la Curia maltese aveva avviato un processo di avvicinamento con le vittime.

    Ma mentre la Chiesa di Malta ha chiesto perdono per i reati commessi dai due sacerdoti, è toccato anche alla società missionaria di San Paolo ammettere che solo due settimane fa il Papa ha emesso un decreto che ordina la “dispensa” immediata di Pulis dagli uffici sacerdotali. L’ammissione e arrivata solo dopo che il giornale MaltaToday ha pubblicato oggi in prima pagina la notizia del decreto papale, citando fonti vaticane che non capivano il perchè l’Ordine dei missionari di San Paolo non avesse già annunciato la decisione.

    Intanto, gli organismi vaticani decideranno verso fine estate una sentenza anche nei confronti di Scerri.

    ATS

    www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=234596&rubrica=15

  • “Sei un prete pedofilo, meriti di essere pestato”

    “Sei un prete pedofilo, meriti di essere pestato”

    21 luglio 2011
    Il sacerdote cattolico è stato subito picchiato dopo esser stato incarcerato per le molestie su tre minorenni

    Il sacerdote cattolico Andreas L., appena arrestato per aver molestato ripetutamente tre minorenni, è stato immediatamente picchiato appena è arrivato in prigione. Il prete è stato preso a calci e pugni nella stazione di polizia di Braunschweig. L’incidente è stato confermato dal procuratore Birgit Seel. Il sacerdote è in carcerazione preventiva da sabato, e ha già ammesso alcuni fatti nel nuovo caso di violenze su minori che riguardano religiosi della Chiesa cattolica.

    BOTTE AL PEDOFILO – Lunedì sera un carcerato ha allertato le guardie di sicurezza perchè aveva sentito i colpi di un’aggressione. Quando le guardie sono arrivate, il prete Andreas L. era seduto con evidenti segni sul viso nella sua cella. Il sacerdote ha raccontato di essere stato aggredito dal suo compagno di detenzione, che l’ha ripetutamente picchiato urlandogli contro uno degli insulti più pesanti nel mondo del carcere. “Sittich”, un sostantivo che appartiene al gergo dei detenuti, e significa pervertito che molesta i bambini. Dopo l’aggressione il sacerdote è stato spostato di cella, ed è ora sorvegliato in maniera più attenta dalle guardie di sicurezza.

    NUOVE RIVELAZIONI – Nel frattempo la diocesi di Hildesheim ha ammesso di aver avuto un colloquio recente con Andreas L, nel quale era di nuovo emerso il suo torbido passato. Il sacerdote avrebbe tentato di contattare per lettera un ragazzino che aveva costretto ad andare a letto con lui. La diocesi l’aveva minacciato con sanzioni disciplinari, prima dell”intervento della magistratura che ha portato all’arresto del prete pedofilo. Il vescovo ausiliare ha inoltre evidenziato come in questo caso la diocesi abbia agito male, e per questo terrà domenica prossima un incontro con i fedeli della ex parrocchia di Andreas L.

    http://www.giornalettismo.com/archives/134…essere-pestato/

  • PEDOFILIA: DURE ACCUSE DEL PREMIER IRLANDESE AL VATICANO

    PEDOFILIA: DURE ACCUSE DEL PREMIER IRLANDESE AL VATICANO

    (ASCA-AFP) – Dublino, 20 lug – Il pimo ministro irlandese Enda Kenny ha accusato il Vaticano di ”disfunzione, disconnessione e elitarismo” per non aver affrontato a dovere lo scandalo degli abusi sessuali commessi dai preti pedofili. Le critiche sono state formulate nel corso di un dibattito parlamentare sul rapporto uscito la scorsa settimana che ha accusato la Chiesa Cattolica romana di aver reagito in modo inappropriato davanti alle accuse di abusi nei confronti di 19 esponenti religiosi nella diocesi di Cloyne, nel sud dell’Irlanda.

    Davanti al Dail, camera bassa del Parlamento irlandese, Kenny ha detto che il rapporto ”ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un’inchiesta in uno Stato sovrano, democratico e repubblica non piu’ di tre anni fa,non trent’anni fa”.

    Secondo il premier, ”il Cloyne fa emergere la disfunzione, la disconnessione e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione”.

    http://it.notizie.yahoo.com/pedofilia-dure…-155500865.html