Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Cronaca e News

  • La confessione di Rocco Siffredi: “Sono stato vittima di un giovane prete”

    La confessione di Rocco Siffredi: “Sono stato vittima di un giovane prete”

    Martedí 21.06.2011 20:00

    Scioccante rivelazione di uno dei pornoattori più famosi del mondo, Rocco Siffredi, che racconta al mensile Flair di quando, da ragazzino, è stato oggetto delle morbose attenzioni di un prete. “Sono stato vittima della fantasia repressa di un giovane prete. Io avevo 11 anni, lui ne avrà avuti 25. Abitava vicino a casa nostra e appena mia madre usciva mi faceva salire nel suo appartamento per mostrarmi i giornaletti porno. Quando stavo per eccitarmi faceva finta di uscire dalla stanza. Ma poi restava sulla porta a guardare. Le mani addosso, però, mai”.

    LE RIVELAZIONI- Così parla il 47enne Siffredi, che vanta più di 5000 donne e 1500 film all’attivo. E continua: “L’idea che mi facesse vedere cose proibite non mi spiaceva. Quando si parla di sesso non conosco ipocrisia. Al contrario della gran parte degli italiani”. Sempre nell’intervista che sarà in edicola mercoledì 22 giugno, il pornodivo si dice pronto a tenere lezioni di educazione sessuale a scuola, nel caso in cui gli venisse proposto. “Mi sentirei all’altezza. In maniera giusta però, e già dai 12 anni. Non dico che mostrerei tutto dei miei film, ma alcune immagini sì, per far capire come funziona il corpo, quanto sono diversi cervello maschile e femminile. Ultimamente vedo in giro teenager che sono delle bombe di inibizione e di libertà sfrenata al tempo stesso”.

    Rocco Siffredi sarà nel prossimo cine-panettone di Massimo Boldi dove interpreterà “uno stilista francese innamorato di un uomo: non proprio un gay, ma un bisex con una marcata inclinazione per il proprio sesso”.

  • Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, durante la presentazione del simposio ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, è stato interpellato dai giornalisti sul tema della pedofilia clericale.
    “Negli ultimi tempi”, ha affermato, “ho notato una grande consapevolezza” tra i vescovi e la “volontà di dare una risposta adeguata”. Alla domanda se vescovi siano tenuti a denunciare gli abusi di cui vengono a conoscenza, mons. Scicluna ha detto non hanno un “obbligo normativo”. C’é però, ha aggiunto, una “responsabilità morale” perché seguano “pratiche migliori” per proteggere i minori. Mentre i giudici italiani propendono per l’obbligatorietà della denuncia da parte dei vescovi, i giuristi consultati dalla Cei ritengono sufficiente che il vescovo raccomandi le vittime a denunciare gli abusi, senza sostituirsi a loro nella denuncia.
    Comunque, “vale anche per l’Italia la nostra raccomandazione agli episcopati di recepire con spirito di collaborazione la legislazione civile attuale”, comprese “le sentenze più recenti”, ha chiarito Scicluna. La “comunità cristiana” e il clero, ha aggiunto, devono essere educati a riconoscere i segni di ogni “abuso di potere a sfondo erotico”, perché ogni abuso provoca un “trauma” che può portare ad “uccidere nell’anima del cristiano la fede”.
    Valentino Salvatore

    http://www.uaar.it/news/2011/06/19/mons-sc…-gestire-abusi/

  • Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    11 giugno 2011
    La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti non adotterà nuove linee guida per contrastare con più efficacia le molestie sessuali dei sacerdoti

    Nei prossimi giorni si riunirà a Seattle la Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Il vertice della Chiesa cattolica americana dovrà discutere di come superare lo scandalo più grave della sua storia, decine di migliaia di abusi sessuali compiuti da sacerdoti su minori e altri fedeli. Da Seattle però sembra che nessuna nuova notizia arriverà, perchè secondo i vescovi statunitensi la lotta alla pedofilia nella Chiesa si combatte già con discreti risultati.

    TUTTO FERMO DOPO LO SCANDALO – Finora la Chiesa americana ha speso 2 miliardi di dollari in spese legali e risarcimenti danni per le vittime dei preti pedofili. Dal 1950 ad oggi sono emerse più di 15 mila vittime che sono state violentate da personale della Chiesa oppure sacerdoti, reati di natura sessuale che hanno sconvolto migliaia di esistenze e provocato la più grande perdita di autorevolezze e credibilità mai subita dal cattolicesimo statunitense. Le nuove linee guida su come arginare questo fenomeno domineranno il dibattito della conferenza episcopale a stelle e strisce che si svolgerà a Seattle a metà giugno, la prima guidata dal nuovo presidente, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan.

    LA LOTTA ALLA PEDOFILIA VA BENE COSI’ – Il problema più grave da discutere è come rimuovere i preti che abusano di minori ma che poi continuano a rimanere nelle parrocchie dove esercitano il loro ministero. Nel sistema attuale i vescovi di varie diocesi possono sfruttare dei buchi per evitare di prendere misure che sanzionino i colpevoli. Recentemente in un processo a Philadelphia è emerso come il vescovo avesse coperto 37 sacerdoti accusati di molestie sessuali. La nuova bozza che sarà discussa alla conferenza episcopale però non aggiunge alcuna novità, un elemento che è criticato da movimenti religiosi e laici vicini alla Chiesa, che però auspicano una maggiore consapevolezza delle autorità ecclesiastiche nel combattere un fenomeno così grave e disgustoso. Secondo i dati forniti dagli ecclesiasti statunitensi però il contrasto agli abusi sessuali compiuti dai religiosi sta dando frutti anche con le vecchie regole, tanto che nel 2010 non si sarebbe verificato alcun caso, o quantomeno non c’è stata, ancora, alcuna denuncia.

    Publy

    http://www.giornalettismo.com/archives/129…on-se-ne-parla/

  • PEDOFILIA: SALESIANI, PRENDEREMO PROVVEDIMENTI CONTRO PADRE B.

    PEDOFILIA: SALESIANI, PRENDEREMO PROVVEDIMENTI CONTRO PADRE B.

    23-05-11
    (ASCA) – Roma, 23 mag – La Curia generalizia dei salesiani e’ ”costernata” per il caso di padre B., il prete salesiano dell’associazione pro-pedofilia ”Martijn”, e si ”dissociano” dalle dichiarazioni alla stampa di p. Herman Spronck, delegato per l’Olanda del provinciale dei salesiani, che ”sembrano relativizzare la gravita’ del fatto”.

    Il procuratore generale dell’ordine fondato da Don Bosco, p. Francesco Maraccani, annuncia che la sua Congregazione ”prendera’ i dovuti provvedimenti disciplinari, conformemente ad un protocollo in atto gia’ dall’anno 2002 e alle normative date dalla Chiesa su questa materia” nei confronti di padre B. L’essere membro di un’associazione come ”Martijn”, ”e’ assolutamente incompatibile con i principi e i valori della tradizione salesiana. Quindi disapproviamo in maniera ferma tale fatto e prendiamo le distanze da un simile comportamento personale di un singolo confratello.

    Comprendiamo che questa notizia ha indubbiamente ferito ancora una volta la giusta sensibilita’ di tante persone.

    Comprendiamo il loro dolore e presentiamo le nostre scuse in nome dei Salesiani di don Bosco”.

  • E’ sempre molto comodo dare la “colpa” esclusivamente agli altri….

    E’ sempre molto comodo dare la “colpa” esclusivamente agli altri….

    Chi ha accolto don Seppia non sapeva delle sue inclinazioni sessuali? (Mi sembra poco probabile, visto che 6 anni di seminario fanno saltare fuori anche le cose più nascoste!) Chi lo ha ordinato sacerdote non era a corrente della sua personalità? (succede che i vescovi sappiano ma preferiscano tacere o illudersi che tutto vada per il meglio)…
    In quest’ottica non è CASUALE che la Curia non abbia accolto le critiche esposte da un religioso contro don Seppia!! Niente è a caso! Le critiche saranno senz’altro passate di bocca in bocca ma poi qualche persona influente avrà arrestato tutto: “Quieta non movere!”, Non smuovete le cose che paiono tranquille per non sollevare problemi! La solita politica dello struzzo…

    E’ vero che, in alcuni, l’educazione cattolica può sortire risultati apprezzabili ma, nel caso d’un terreno predisposto alla manìa sessuale, un’impostazione moralistica può generare INEVITABILMENTE contraccolpi poco gradevoli. Non sono io a dirlo, potrebbe dirlo qualsiasi psicologo serio: il risultato di un comportamento è sempre dato dalla predisposizione del soggetto e dalle influenze dell’ambiente che lo circonda. In altre parole, è stupido slegare – per scelte di convenienza o di partito preso – un soggetto dal suo ambiente.

    Le argomentazioni di Avvenire, dettate da paura e dal riprovevole fine di non mettersi in questione, possono solo far leva su menti acritiche e deboli. Inoltre sono una testimonianza d’INCIVILTA’ nel modo astioso e polemico in cui rivolgono le critiche. Contribuiscono colpevolmente ad avvelenare un’atmosfera italiana già fin troppo tesa. Non è questo il modo con il quale ci si difende!!

    No! Una volta di più la Chiesa istituzionale si dimostra incapace d’affrontare queste problematiche. Lo abbiamo visto infinite volte: davanti a quest’ordine di problemi se può nasconde e insabbia, se non può scaglia sul solo reietto tutte le colpe pur di uscirne pura e immacolata…. Ma chi ci crede oramai???

  • Pedofilia, Amnesty International critica duramente la Santa Sede

    Pedofilia, Amnesty International critica duramente la Santa Sede

    Anche il Rapporto 2011 (1) di Amnesty International non ha lesinato critiche alla Santa Sede. Nel documento (2) la si accusa di non aver “adempiuto in modo sufficiente ai propri obblighi internazionali in materia di protezione dei minori”, e di non aver ancora presentato “il suo secondo rapporto periodico sulla Convenzione per l’infanzia, che doveva presentare nel 1997, né il rapporto iniziale sulla Convenzione contro la tortura, che doveva presentare nel 2003″. Il rapporto denuncia “il costante fallimento della Chiesa cattolica nell’affrontare correttamente il problema dei diffusi abusi sessuali su minori commessi da membri del clero negli ultimi decenni”, in particolare “la mancata rimozione dei presunti responsabili dai loro incarichi in attesa di indagini adeguate, la mancata cooperazione con le autorità giudiziarie per portarli dinanzi alla giustizia e il non aver garantito un’adeguata riparazione alle vittime”. Il documento, che raccoglie anche le intenzioni manifestate da Benedetto XVI di sanare il problema, ricorda infine che le modifiche al diritto canonico promulgate a maggio, che pure “hanno introdotto i “delitti” di pedopornografia e di abuso di persone con disabilità mentali”, non includono però “l’obbligo per le autorità ecclesiastiche di denunciare i casi alle autorità civili per le indagini penali”.
    (1) http://50.amnesty.it/rapportoannuale2011
    (2) http://50.amnesty.it/sites/default/files/Santa%20Sede.pdf
    Raffaele Carcano

    http://www.uaar.it/news/2011/05/15/pedofil…-la-santa-sede/

  • Certificato antipedofilia per preti

    Certificato antipedofilia per preti

    VATICANISTA DE LA STAMPA

    Un certificato antipedofilia per i sacerdoti. Lo chiede Alberto Senatore, portavoce dell’associazione contro la pedofilia ’Il piccolo Davidè. Senatore ha inviato una lettera in questo senso all’Arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco. «Quando in una parrocchia s’insedia un sacerdote – si legge nella lettera inviata a Bagnasco, pubblicata su internet -, insieme al mandato conferitogli dal vescovo, potrebbe ricevere anche il documento nel quale lo stesso vescovo, firmando personalmente, garantisce l’integrità morale del sacerdote e si assume tutte le responsabilità giuridiche, antecedenti alla data del certificato. Praticamente un certificato di ’verificata buona condottà che annualmente viene rinnovato. Il Cardinale responsabilmente lo richiede, il vescovo serenamente lo rilascia, il sacerdote con orgoglio lo espone nella sua parrocchia, i genitori lo leggono e si tranquillizzano».

  • La malattia dei Salesiani

    La malattia dei Salesiani

    Il caso di Riccardo Seppia e la divulgazione delle sue intercettazioni telefoniche ha aperto un quadro allucinante. Il salesiano è stato descritto come satanista, omosessuale dedito a droghe e festini, malato di sesso e pedofilo. Di fronte al pubblico ministero l’uomo ha confessato di essere un assassino, e di aver continuato a vivere una vita dissoluta stante la sua sieropositività e il rischio di contagio per tutti i partner sessuali.

    Cosa accade ai Salesiani? Seppia non è il solo caso. Il 14 maggio scorso il Corsera pubblicava la condanna di primo grado a Nicolangelo Rossi, salesiano di 79 anni, originario del beneventano. Il Rossi è stato dichiarato colpevole di reati pedofilia ai danni di alcune bambine presso una parrocchia di Foggia.

    In queste ore si indaga l’ordine dei Salesiani anche in Chile dove Audìn Araya, l’ex rettore del collegio salesiano di Conceptiòn, è denunciato per aver offerto copertura ad un suo prete,che ha fatto vittime tra i minori di una parrocchia in età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un caso gravissimo. Il salesiano Rimsky Rojas, suicidatosi nel marzo scorso, era accusato di circa 80 violenze. (articolo da La Nacion.cl). Anche il caso del prete Karadima continua a far discutere.

    Sono inoltre famosissimi i casi di pedofilia negli states, che hanno vista coinvolta la Società Salesiana. Nel 2008, infatti, l’arcidiocesi di Los Angeles spese 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 cause per molestie sessuali e “padre Jim” lo ricorderà per un pezzo. In Italia invece risalgono al 2007 le indagini che hanno coinvolto la comunità del liceo salesiano di Valsalice (Torino), seguite dalle più recenti indagini per abusi sulla Diocesi di Milano.

    Come sapete questo sito si interessa principalmente dei casi riguardanti i pedofili laici, perché i casi concernenti i religiosi sono alimentati da un mangiapretismo che sbuffa nuvole di fumo a copertura dell’intera legione dei pedofili planetari. La politica è inaffidabile, da Giovannardi a Vendola, passando per i trascorsi del radicale Pannella e l’ex deputato Grillini. Tutto ciò nonostante ho voluto questo articolo oggi per chiedere, da cattolica, che la Chiesa di Roma prenda una posizione sulle dichiarazioni inquietanti del salesiano capo per l’Olanda Herman Spronck.

    L’Olanda è il paese liberticida della permissività quindi, anche se i reati di pedofilia sono puniti, sono invece permesse tutte le attività connesse con la “cultura della pedofilia”. Il caso è quello del prete salesiano “padre Van B.”, già condannato per ben due volte per atti osceni e membro di una organizzazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia. Il superiore Spronck si è dichiarato di tutto informato e di non aver ritenuto necessario espellere il pedofilo militante dall’Ordine Salesiano. Nelle sue dichiarazioni Spronck è andato molto oltre.

    Copio e incollo le sue dichiarazioni dal blog “Messa in Latino”, che intitola “Pedofili salesiani, fieri di esserlo”:

    • Che cosa pensa delle relazioni sessuali tra adulti e bambini [sic: “kinderen”], andrebbero consentite?
      P. Spronck: Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente [sic: “formeel”] dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose.
    • Lei pensa che relazioni tra adulti e bambini non sono necessariamente dannose?
      P. Spronck: Le faccio un esempio di ciò. Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?
    • Dunque, queste relazioni tra adulti e bambini dovrebbero essere consentite?
      Personalmente, non condanno a priori [“per definitie”] le relazioni tra adulti e bambini. Conosce Foucault? E’ un filosofo. Conosce i suoi scritti? No? Forse dovrebbe leggerli, specialmente l’introduzione alla Parte Quarta. Dipende dal bambino. Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile.

    Sembra di leggere un testo del pedofilo ideologo Richard Gardner. Invece si tratta di un prete.

    Il salesiano Spronck è delegato per l’Olanda con incarico diretto dal superiore dal Belgio, luogo ameno in cui la magistratura chiese e ottenne l’arresto per un giorno dell’intera conferenza episcopale, profanando tombe e sequestrando pc e telefonini. Sulla questione belga, sempre dal blog Messa in Latino, si può leggere questo articolo.

    Nelle dichiarazioni di Spronck in Olanda, come nei suoi superiori in Belgio e tra gli autori dell’osceno “catechismo” del 1997, la Chiesa non è più la stessa. Nelle parole del superiore salesiano non c’è soltanto eresia, ma anche tutti i segni della corruzione dati con un falso pietismo verso le vittime. Il ragazzo del racconto è evidentemente oggetto di una coercizione psicologica, e la sola cosa da dirgli senza peli sulla lingua è: “Ora tu sei libero”.

    Spero sinceramente che queste ultime vicende convincano i timorosi nella Chiesa, della necessità di far vera pulizia in seno agli ordini del clero e dentro le parrocchie. Ad iniziare con i Salesiani in Italia e Olanda, ad esempio. Sono convinta che anche Don Bosco ne sarebbe soddisfatto…

    Loredana Morandi
    fonte articolo originale (completo di link) andare sul blog “giustiziaquotidiana”


    www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=4686
    il link va messo sempre, e va messo a cura di chi inserisce il post.

  • OLANDA, PRETE CHOC: “NON UN MALE SESSO CON MINORI”

    OLANDA, PRETE CHOC: “NON UN MALE SESSO CON MINORI”

    CITTÀ DEL VATICANO – «Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini». A parlare in modo così disinvolto, addirittura spregiudicato, delle vicende di pedofilia è nientemeno che il capo dei Salesiani per l’Olanda, padre Herman Spronck, in una vicenda che sicuramente aprirà nuove discussioni nel lungo capitolo degli abusi sessuali su minori commessi da uomini di Chiesa. In un’intervista rilasciata a rtl.nl, e rilanciata dal sito «Messa in latino», padre Spronck commenta la vicenda del salesiano padre Van B., che è membro attivo e militante di un’associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni. Dice di esserne da tempo a conoscenza e anche di sapere che il confratello aveva subito due condanne per atti osceni: ma aggiunge che, come Superiore, non ha ritenuto affatto che ciò dovesse portare all’espulsione di padre Van B. dall’Ordine. Nell’intervista, alla domanda se le relazioni sessuali tra adulti e bambini andrebbero consentite, padre Spronck risponde testualmente: «Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose».

    www.leggonline.it/articolo.php?id=122994

    Pedofilia, il capo dei salesiani d’Olanda: Relazioni coi bimbi? Non un male”

    CITTA’ DEL VATICANO – ”Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini”. A parlare in modo così disinvolto, addirittura spregiudicato, delle vicende di pedofilia è nientemeno che il capo dei Salesiani per l’Olanda, padre Herman Spronck, in una vicenda che sicuramente aprirà nuove discussioni nel lungo capitolo degli abusi sessuali su minori commessi da uomini di Chiesa.

    In un’intervista rilasciata a Rtl.nl, e rilanciata dal sito ”Messa in latino”, padre Spronck commenta la vicenda del salesiano padre Van B., che è membro attivo e militante di un’associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni.

    Dice di esserne da tempo a conoscenza e anche di sapere che il confratello aveva subito due condanne per atti osceni: ma aggiunge che, come Superiore, non ha ritenuto affatto che ciò dovesse portare all’espulsione di padre Van B. dall’Ordine. Nell’intervista, alla domanda se le relazioni sessuali tra adulti e bambini andrebbero consentite, padre Spronck risponde testualmente: ”Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente diro’ sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose”.

    Il capo dei Salesiani olandesi (per la precisione delegato per l’Olanda dal Provinciale che sta in Belgio) dice di non aver ritenuto che padre Van B. dovesse essere espulso dall’Ordine perche’ non riteneva quelli da lui commessi atti gravi come, ad esempio, uno stupro. Fino al 2007, inoltre, il sacerdote non era stato neanche escluso dall’apostolato a contatto con i piu’ giovani. Per spiegare il fatto di non considerare i rapporti tra adulti e bambini ”necessariamente dannosi”, padre Spronck fa un esempio: ”Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso piu’ anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: ‘Padre Herman, ma perche’ volete proibirlo?’. Bene, che cosa diresti a un ragazzo cosi’?”.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mond…i-bimbi-865016/

  • Preti pedofili. La loro arma si chiama prescrizione, L’Italia non ratifica la convenzione di Lanzarote

    Preti pedofili. La loro arma si chiama prescrizione, L’Italia non ratifica la convenzione di Lanzarote

    L’arma in più dei pedofili si chiama prescrizione  Mer, 04/05/2011 – 09:30

    Federico Tulli

    IL CASO. In Italia i termini temporali entro cui è possibile denunciare un abuso sono troppo brevi. La vicenda delle vittime di don Cantini e la mancata ratifica della Convenzione di Lanzarote.

    Violentare decine di bambine per oltre 20 anni, essere denunciato e considerato colpevole in base a prove e testimonianze inoppugnabili. E farla franca. In Italia è possibile, grazie alla brevità dei termini di prescrizione previsti per gli abusi “sessuali” (10 anni) e all’inerzia del Parlamento. Il caso dell’ex parroco fiorentino Lelio Cantini, autore di violenze su alcune minorenni di età compresa fra i 10 e i 17 anni, per il quale lunedì scorso il gip ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Paolo Canessa, riaccende i riflettori su di un nodo irrisolto nella difficile battaglia contro la pedofilia.

    Gli ultimi abusi denunciati dalle vittime risalgono al 1993 e questo mette al riparo da un’azione penale Cantini. Il quale nel frattempo è stato spretato dalla curia fiorentina. Della necessità di rivedere i termini di prescrizione si è molto parlato sulla scia degli scandali che hanno colpito la Chiesa cattolica di mezza Europa tra il 2009 e il 2010, quando il governo italiano rappresentato dalla ministra per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha ospitato la cerimonia di presentazione della campagna anti-pedofilia lanciata dal Consiglio d’Europa.

    In quella occasione, era il 29 novembre 2010, Carfagna assicurò che anche il nostro parlamento «nelle prossime settimane» avrebbe ratificato la Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso “sessuale”. Il testo di legge contiene tra le altre misure, il raddoppio dei termini di prescrizione entro cui è possibile denunciare l’abuso, l’introduzione del reato di apologia della pedofilia, e l’inasprimento delle pene.

    Da quel giorno più che settimane sono passati mesi (per la precisione, sei), ma la norma è arenata alla Camera senza che nessuno sappia dire quando riprenderà l’iter di approvazione. Considerando la particolare ferocia del reato e, sopratutto, le conseguenze a livello psichico che subisce la vittima di un ’abuso, da tempo è in atto in Europa una campagna per l’eliminazione di qualsiasi termine di prescrizione per questo crimine. Non sono affatto rari i casi in cui chi ha subito una violenza in tenera età impieghi anni, se non decenni (come nel caso delle donne abusate da don Cantini), a vincere vergogna, sensi di colpa, diffidenza dei familiari e dell’ambiente in cui vive prima di rivolgersi a uno specialista o all’autorità giudiziaria per raccontare quanto subito.

    In Italia, grazie alla cosiddetta ex Cirielli la prescrizione per il reato di “pedofilia” (termine tuttora assente dal nostro codice penale) fu abbassata da 15 a 10 anni. Altrove l’approccio istituzionale è ben diverso. Ad esempio, in Germania, la pressione dell’opinione pubblica e la notevole sensibilità del governo di Angela Merkel ha fatto sì che dopo gli scandali scoppiati in numerosi istituti scolastici del Paese retti da gesuiti venisse approvata il 23 marzo scorso un disegno di legge che prevede un allungamento dei tempi di prescrizione delle responsabilità civili per questi reati da tre a 30 anni. Una misura inevitabilmente destinata a rafforzare la posizione delle vittime nelle procedure penali relative a questi casi.

    Di notevole importanza sono, almeno sulla carta, anche le Nuove norme approvate a maggio 2010 in Vaticano da Benedetto XVI, che fanno scattare la prescrizione dopo 20 anni dal compimento della maggiore età del minore «con» cui il «chierico» ha compiuto l’atto “sessuale”. Infine, il 27 aprile scorso, la Conferenza episcopale cilena a fronte del clamoroso “caso Karadima” (sacerdote ottuagenario molto noto nel Paese e tra i più influenti religiosi nella Chiesa del Cile), ha emanato un Protocollo che consente alle gerarchie locali d’indagare anche nelle vicende in cui sia già subentrata la prescrizione.