Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Cronaca e News

  • Quell’incontro con Bertone «Non dà segni di pentimento»

    Quell’incontro con Bertone «Non dà segni di pentimento»

    http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_2…44f02aabe.shtml

    Quell’incontro con Bertone «Non dà segni di pentimento»

    WASHINGTON—C’è anche un documento redatto nella versione originale in italiano, nel dossier tutto in inglese pubblicato ieri sul sito del New York Times, che ha costituito la base delle rivelazioni del quotidiano sul silenzio dell’allora cardinale Joseph Ratzinger nel caso del reverendo pedofilo Lawrence Murphy. È il riassunto dell’incontro del 30 maggio 1998 in Vaticano dei tre vescovi dell’arcidiocesi di Milwaukee con i prelati della Congregazione per la Dottrina della Fede, guidati dal cardinal Bertone. È un incontro importante, perché è l’ultimo tentativo degli americani di convincere la curia romana della necessità di una soluzione forte contro Murphy. È l’arcivescovo Weakland a spiegare che il reverendo non «ha alcun segno di rimorso e sembra non rendersi conto della gravità di ciò che ha fatto». E a ricordare che «la comunità dei non-udenti mantiene grande indignazione e rifiuta ogni soluzione pastorale». Ma Tarcisio Bertone oppone un ragionamento squisitamente tecnico-giuridico: invoca i 35 anni trascorsi dai fatti e spiega i problemi comportati dall’eventuale processo canonico, che lui ha già ordinato di bloccare. In particolare, cita «la difficoltà che hanno i sordomuti a fornire prove e testimonianze senza aggravare i fatti, tenuto conto dei limiti inerenti alla loro menomazione e alla distanza dei fatti nel tempo». La linea da seguire, per l’attuale segretario di Stato, è «1) la restrizione territoriale della celebrazione eucaristica e 2)l’ammonimento per indurlo a mostrarsi pentito». Altrimenti «si esporrebbe a misure più rigorose, non esclusa la dimissione dallo stato clericale». La delusione americana è tutta nelle due righe finali: «Prima della conclusione, Monsignor Weakland tiene a riaffermare che sarà difficile far comprendere alla comunità dei sordomuti la lieve entità di questi provvedimenti».

    P. Val.
    26 marzo 2010©

  • La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”

    La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”

    www.repubblica.it/esteri/2010/03/25…no_nyt-2883760/

    La rivelazione del New York Times: “La priorità era proteggere la Chiesa”
    Usa, sacerdote abusò di 200 bambini
    “Ratzinger e Bertone occultarono il caso”

    Usa, sacerdote abusò di 200 bambini “Ratzinger e Bertone occultarono il caso”

    Un’immagine d’archivio
    scattata in Vaticano
    ROMA – I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Lo scrive il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la chiesa dallo scandalo.

    La vicenda in questione riguarda un prete del Wisconsin, il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1977. Nel 1996, riferisce il quotidiano americano, l’allora cardinale Joseph Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, mentre solo otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni, ai vescovi del Wisconsin, di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy.

    Ma Bertone, precisa il New York Times, fermò questo processo dopo che lo stesso padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione. “Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”, chiese il sacerdote.

    Nei documenti, ottenuti dal quotidiano dai legali di cinque uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee, non c’è traccia della risposta di Ratzinger a questa lettera. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche

  • Dopo i Gesuiti e i Salesiani è la volta dei Cappuccini

    Dopo i Gesuiti e i Salesiani è la volta dei Cappuccini

    Nuovo caso di abusi in collegio cappuccini in Baviera
    di Apcom
    Tre vittime nel 1984-’85, un prete fu allontanato
    Monaco, 4 mar. (Ap) – Ennesimo caso di abusi in un collegio cattolico in Germania. Al seminario dei cappuccini a Burghausen, in Baviera, sono stati compiuti degli abusi nei confronti di giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermato oggi a Monaco da padre Josef Mittermaier, responsabile provinciale dei cappuccini della Baviera. Allora ci furono almeno tre vittime, ha aggiunto. I casi sono stati resi pubblici oggi, per dare la possibilità ad eventuali altre vittime di uscire allo scoperto e raccontare le loro terribili esperienze. Tra le accuse si parla di evidenti abusi sessuali, ha confermato Mittermaier. Al tempo furono trattati internamente, con le persone interessate, i genitori e il coordinamento provinciale. Dopo che le accuse si fecero più pesanti, il sacerdote sospettato fu trasferito in un ospedale a Monaco e successivamente a Wuerzburg. Nel frattempo è stato sospeso da ogni compito, ma rimane membro dell’ordine. Di fatto non può più avere incarichi con bambini o giovani. Al tempo dei fatti non ci fu nessuna denuncia, ha spiegato Mittermaier. Oggi sarebbe la norma, ha garantito il responsabile. “Chiediamo perdono a queste persone con tutto il cuore per tutto quello di cattivo che fu fatto loro”, ha concluso Mittermaier.

    www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=880979

  • Legionari di Cristo: figli del fondatore denunciano abusi sessuali

    Legionari di Cristo: figli del fondatore denunciano abusi sessuali

    marzo 4th, 2010 at 10:17
    Legionari di Cristo: figli del fondatore denunciano abusi sessuali
    » by Lucignolo in: Senza categoria
    Un giovane messicano, che sostiene di essere figlio del defunto fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel, ha denunciato oggi che il sacerdote ha abusato di lui e del suo fratellastro quando erano bambini.
    Il giovane ha denunciato gli abusi nel corso di un lunga intervista con una radio messicana, in cui sua madre, Blanca Estela Lara, ha raccontato di aver conosciuto Maciel, quando lei aveva 19 anni e lui 56. Il fondatore dei Legionari di Cristo, poi morto nel 2008 all’età di 87 anni, si era fatto passare per un dipendente della Shell e perfino per agente della Cia. Sul fondatore dei Legionari di Cristo, per il quale si è già parlato di figli ed abusi sessuali, è in corso da tempo un’inchiesta avviata dal Vaticano.
    La donna ha sostenuto che, durante la loro lunga vita in comune, era nato il figlio, che aveva fatto registrare all’anagrafe con il doppio cognome, come usa in America Latina, di Gonzalez Lara.La Lara ha precisato di aver vissuto per almeno trent’anni con Marcial Maciel ma ha sostenuto di aver appreso ci veramente fosse solo dopo un ventennio, nel 1997, quando la rivista Contenido pubblicò un articolo sul suo conto.
    Blanca Estela Lara ha anche raccontato che il sacerdote aveva accettato di adottare un figlio che lei aveva avuto da un altro uomo. Appunto Omar che, insieme al fratellastro Josè Raul, havrebbe subito gli abusi sessuali da parte del sacerdote e che ha partecipato all’intervista insieme alla madre. Josè Raul, parlando alla Mvs Radio, ha sostenuto che suo padre ha cominciato ad abusare di lui durante un viaggio in Colombia quando aveva sette anni. Omar ha invece raccontato che ciò gli accadde durante un viaggio a Madrid.
    Entrambi hanno precisato che quando non avevano ancora 10 anni Maciel, che loro conoscevano come Josè Rivas, costringeva entrambi a masturbarlo e a scattare foto per registrare l’atto.
    I Legionari di Cristo sono una delle congregazioni più conservatrici della Chiesa: oggi conta alcune centinaia di sacerdoti, oltre 3.000 seminaristi ed è presente in una trentina di Paesi. Le prime versioni sulla seconda vita del fondatore cominciarono a circolare nel 2006: Maciel venne allontanato e gli venne imposta «una vita di orazioni e penitenza».
    Nel maggio del 2009, papa Benedetto XVI ha incaricato cinque vescovi di indagare sul caso e lo scorso 22 febbraio la Congregazione ha chiesto perdono ammettendo che Maciel aveva avuto una figlia (sebbene alcune fonti parlassero di almeno sei figli con due donne).
    La stampa messicana, a suo tempo, sostenne che Macile abusava dei seminaristi e che era dipendente dalla morfina. Con l’intervista di Blanca Estela Lara e dei due figli, è la prima volta che qualcuno conferma pubblicamente tali versioni. In proposito, mentre la donna si è chiesta se Benedetto XVI «continuerà a permettere che la Congregazione» volti le spalle a lei ed ai suoi figli, praticamente senza soldi.
    Nel dirlo, la donna ha rivelato che sta cercando di recuperare fondi che Maciel ha presumibilmente lasciato loro su un conto in Svizzera. Dal canto suo Josè Raul, nel riferirsi alla recente ammissione dei Legionari di Cristo, ha sostenuto che anche il Vaticano «alla fine dovrà ammettere quando accadeva all’interno della congregazione». Secondo i media messicani, il rapporto chiesto dal pontefice starebbe per essere consegnato alla Segreteria di Stato.

  • Dopo i Gesuiti è il turno dei Salesiani

    Dopo i Gesuiti è il turno dei Salesiani

    Pedofilia/ Salesiani tedeschi: Verificheremo accuse di Berlino

    Sospetti su residenza per giovani:”Rammarico”. Subito commissione

    Roma, 22 feb. (Apcom) – Dopo i gesuiti, anche i salesiani tedeschi vengono accusati di violenze sessuali su bambini dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Il provinciale dell’ordine fondato da don Bosco, padre Josef Gruenner, promette che i sospetti verranno chiariti. Negli ultimi giorni sono emerse sulla stampa tedesca accuse contro alcuni salesiani che hanno lavorato, in particolare, in una residenza per giovani a Berlino-Wannsee. “Alcuni sono morti, alcuni non fanno più parte della nostra comunità religiosa. Ci sono anche le accuse contro confratelli ancora in vita”, scrive il provinciale dei salesiani tedeschi in una nota. “Stiamo attualmente esaminando tutte le accuse, per quanto è possibile. Se le accuse si dimostrassero vere, offriremo assistenza alle vittime per l’elaborazione delle loro esperienze traumatiche e chiederemo conto ai responsabili”. Il provinciale dei salesiani tedeschi comunica di avere immediatamente costituito una commissione per la verifica delle accuse. “La comunità – afferma – esprime rammarico per questi comportamenti che hanno ferito profondamente i giovani a noi affidati. Siamo particolarmente preoccupati se tali comportamenti sono stati compiuti da qualcuno del nostro ordine. Tale situazione è in netto contrasto con la nostra missione. Come provinciale – conclude padre Gruenner – mi scuso per tutte le umiliazioni e le sofferenze se ciò è stato fatto in una delle nostre strutture per giovani”.

    www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=873092

  • Le bugie di don Di Noto. Pedofilia: “Coinvolti 80 preti e alcune suore”, In realtà sono molti di più

    Le bugie di don Di Noto. Pedofilia: “Coinvolti 80 preti e alcune suore”, In realtà sono molti di più

    In internet sono reperibili quasi 130 casi di preti accusati/processati/condannati per pedofilia negli ultimi anni.

    E sono solo i casi noti tramite internet, non le indagini e e i processi coperti dall’omertà della stampa, non i casi che non vengono alla luce perché nessuno denuncia.

    Don Di Noto mente spudoratamente per proteggere la sua casta.

    www.agi.it/cronaca/notizie/20100218…_e_alcune_suore

    PEDOFILIA: DI NOTO, COINVOLTI 80 PRETI ITALIANI E ALCUNE SUORE

    (AGI) – CdV, 18 feb. – “L’Italia non e’ immune dal triste fenomeno dei preti pedofili”. Lo afferma il sacerdote Fortunato Di Noto chiamato da Radio Vaticana a commentare la linea della “tolleranza zero” imposta dal Papa ai vescovi dell’Irlanda.
    “Attualmente – spiega il fondatore dell’associazione antipedofili Meter – in questi ultimi 10 anni, circa 80 sacerdoti sono stati coinvolti. O perche’ denunciati, gia’ processati e condannati riguardo al fenomeno. E’ un fenomeno che esiste, e’ un fenomeno che c’e’, nessuno puo’ dire che non e’ cosi’”. In Italia, concede don DI Noto, “forse e’ piu’ gestito e controllato, anche se ci sono stati dei casi affrontati con imprudenza”. A una domanda su eventuali casi di suore che abbiano compiuto abusi, Di Noto risponde che “questi fenomeni negli istituti religiosi femminili accadono in maniera molto piu’ blanda anche se non c’e’ stato un monitoraggio molto serio riguardo a questi fenomeni. Pero’ esistono, ci sono stati e credo che dobbiamo saperli affrontare”. Credo – spiega don Di Noto alla Radio Vaticana – che anche da noi bisogna fare un lavoro sui seminari, molto, molto lavoro di formazione, di discernimento nei Seminari. Bisogna fare un attento monitoraggio ma anche affrontare le situazioni delicatissime che si vengono a creare con molta oculatezza, prudenza e soprattutto efficacia”. “E credo – scandisce – che noi non dobbiamo mai piu’ permettere che qualcuno ci dica : Tu sei rimasto in silenzio. Tu non vuoi fare niente. Tu non vuoi affrontare il problema. Io credo che ognuno di noi deve assumersi le responsabilita’”. “Umilmente – aggiunge il sacerdote – mi appello ai vescovi: credo sia necessaria una azione pastorale molto piu’ decisi”. Alcuni vescovi, spiega, “hanno aperto Sportelli Meter, dove divengono un luogo pastorale per implantare l’azione per l’infanzia, l’impegno quotidiano nella promozione dei diritti dell’infanzia e nella capacita’ di coordinare con l’azione della pastorale familiare”. Secondo don Di Noto, insomma, gli strumenti ci sono. Non siamo piu’ all’anno zero”. Vogliamo, sintetizza, “una Chiesa che serve l’uomo che sta dalla parte dei poveri, che sta dalla parte dei piccoli, che evita lo scandalo. Perche’ lo scandalo e’ qualcosa di molto serio. del resto lo scandalo, la parola scandalo non e’ altro che un cappio e chi fa il cappio e’ colui che ha la volonta’ di accalappiare qualcuno e quindi di farlo cadere, di farlo incianpare per appropiarsene. Ecco – rileva Di Noto – la Chiesa non puo’ permettersi piu’ di fare questa azione o di coprire questa azione”. All’indomani delle decisioni del Papa e dei vescovi irlandesi, il sacerdote siciliano, dunque, si dice “molto commosso soprattutto per le vittime, per il dolore del Papa e anche per il silenzioso e quotidiano servizio dei mie volontari che ormai da 20 anni si occupano di questo fenomeno e di tanti altri sparsi nel mondo e nel silenzio si adoperano affinche’ questi fatti non accadano e soprattutto nel senso dell’accoglienza delle vittime, che sono ferite profondamente nel cuore, nell’animo che coinvolgono le famiglie e dunque le comunita’ parrocchiali”. “Quando accadono fatti perpetrati da sacerdoti – conclude – e’ un danno enorme a tutta la comunita’ ecclesiale, a tutte le parrocchie e anche alla Chiesa universale: credo che il Santo Padre abbia lanciato un appello, anche un impegno perche’ come e’ vero che dall’alta autorita’ che riveste fara’ una Lettera agli irlandesi, ma credo che da questa lettera pastorale dovremmo attingere un po’ tutti affinche’ questi piu’ in silenzio e soprattutto ancora far si’ che questa sia una azione pastorale quotidiana, dove i bambini devono essere accompagnati, dove i bambini devono essere educati ma dove gli adulti devono imparare a non offendere mai l’infanzia”. (AGI) .

  • Preti pedofili: così la Chiesa Tedesca copriva i criminali

    Preti pedofili: così la Chiesa Tedesca copriva i criminali

    I capi della Chiesa tedesca avrebbero minimizzato quando non occultato numerosi gravi casi di abusi sessuali su minori: un’inchiesta di Die Spiegel

    Il settimanale Die Spiegel esce questa settimana in Germania con un reportage dai contenuti accesi. Nel mirino di un inchiesta destinata a far parlare a lungo sono le responsabilità della Chiesa tedesca nei confronti di ripetuti casi di abusi sessuali da parte del clero.

    Da qualche tempo, negli alti palazzi dei vescovi e dei cardinali della Germania si respira un’aria pesante. Recenti rivelazioni rischiano di far saltare in aria un coperchio che per anni ha nascosto la tragica sofferenza di centinaia di vittime. Fino ad oggi la Curia Vaticana era riuscita a mettere il silenziatore alla potenziale polveriera.

    Oggi il muro del silenzio sta per crollare in Germania. Tutto è iniziato quando il Canisius College di Berlino, istituzione gesuita delle élite tedesche, ha recentemente svelato un sordido passato. Investigazioni interne rese pubbliche dagli amministratori dell’istituto hanno messo in luce una tragica verità sepolta: negli anni 70 e 80 numerosi membri della scuola furono oggetto di abusi sessuali. Da allora, dal giorno della rivelazione pubblica si fanno avanti su base quotidiana vittime di preti molestatori. Al 12 febbraio già 40 ex studenti avevano pubblicamente accusato tre preti gesuiti di molestie. Questi avrebbero agito indisturbati per anni prima a Berlino, poi alla St. Ansgar School ad Amburgo, al St. Blasien College e in diverse parrocchie della Bassa Sassonia.

    Eppure investigazioni interne in quegli anni furono fatte. Ma nessuna fu mai resa pubblica. E soprattutto la Curia romana e i capi della Chiesa tedesca, in dispregio delle coraggiose e sofferte testimonianze delle vittime, preferirono sempre mettere la sordina allo scandalo, piuttosto che pensare ai perseguitati e a prevenire nuovi crimini. Per lunghi decenni di fronti a casi conclamati di abusi i vescovi si limitarono a ripetere lo scaduto e tradizionale ritornello dei « casi isolati », dei « mariuoli ». Mai una vera condanna. Tutt’al più un prete trasferito di Diocesi, senza nemmeno che la nuova parrocchia fosse messa a conoscenza del profilo del soggetto per mettere al riparo i giovani da nuovi eventuali abusi.

    Uno di questi, Padre R., un professore di religione corpulento, dal look giovanile e dai modi gioviali. Padre R. oggi è, a differenza di altri, ancora in vita e nega tutti i capi d’accusa. Negli anni in cui insegnava al Canisius College coltivava di sé l’immagine di un prete moderno, che capiva le giovane generazioni. Ma già allora circolavano voci sulle sue malefatte. Il pullmino Volkswagen che guidava per portare i ragazzi portava sulla targa le lettere SJ, «Societas Jesu», ma per gli studenti le lettere stavano sarcasticamente per «Seine Jungs» («i suoi ragazzi»).

    I ragazzi di Padre R. erano frequentemente soggetti a «chiacchierate personali». Le sessioni, obbligatorie, dei colloqui avevano luogo in una cantina, che assunse poi il nomignolo di «cantina della masturbazione». «Dovevo togliermi i pantaloni e distendermi sul letto – dice un ex studente – Voleva guardarmi mentre mi masturbavo e toccarmi mentre lo facevo. »

    La storia di Padre R., nella sua tragica crudeltà, è solo la punta di un iceberg, un esempio meno truce e violento di tanti altri che raccontano l’infanzia rubata in Germania da preti pedofili, violenti, sadici. Di simile, nel caso del prete gioviale e degli altri simili a lui, c’è sempre la fine. Una fine di impunità.

    Il Padre R. fu allontanato dalla scuola quando una delle vittime ebbe il coraggio di denunciare gli abusi. Allontanarlo significò in sostanza dargli una sistemazione lontana, una diversa città, nuovi fedeli. Per la gente curiosa che si chiedeva a cosa fosse dovuto il trasferimento del prete giovane la risposta era immediata: « illeciti finanziari». Al prete veniva allora interdetta la gestione della finanza. Ma a nessuno veniva in mente di impedirgli la frequentazione dei bambini. Il tragico emblema di una Chiesa più attenta alla propria immagine e ai propri soldi che alla riparazione dei torti perpetrati dai suoi pastori.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/preti-pedofili-cosi-la-chiesa-tedesca-copriva-i-criminali-245402/

  • Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Italia%2…si_in_germania/

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.

  • Papa condanna (a chiacchiere) i preti pedofili, Quando cominceranno a denunciarli?

    Papa condanna (a chiacchiere) i preti pedofili, Quando cominceranno a denunciarli?

    8/2/2010 (13:7)
    Il Papa condanna i preti pedofili
    Benedetto XVI

    «L’infanzia violata anche in Chiesa.
    Ma infanzia ferita anche dai divorzi»
    CITTA’ DEL VATICANO
    Alla vigilia della pubblicazione della sua Lettera alla Chiesa dell’Irlanda sul tema degli abusi commessi da sacerdoti e religiosi – prevista in occasione di un incontro con i vescovi del Paese che si terrà il 15 e 16 febbraio – Benedetto XVI torna a parlare dei diritti dei minori troppo spesso violati e calpestati («anche – ammette – da uomini di Chiesa»). E condanna sia chi compie abusi sessuali su di loro, li abbandona o li sfrutta facendone piccoli schiavi, sia genitori e educatori inadeguati che non vigiliano per impedire tali scempi. O peggio sono essi stessi a commetterli.

    Condanna che riguarda anche le leggi permissive che non tengono conto del diritto dei bambini ad avere una famiglia unita e armonica. Un diritto insito per il Papa nella legge naturale che la Chiesa non si stanca di richiamare. «La Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare i suoi membri che purtroppo, in diversi casi, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato i diritti dei minori», assicura dunque nel discorso rivolto al Pontificio Consiglio per la Famiglia. «La tenerezza e l’insegnamento di Gesù, che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio – sottolinea in proposito il Pontefice – hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura». In proposito Ratzinger ricorda a cardinali, vescovi e prelati «le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli, che impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore».

    «La Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989 – spiega – è stata accolta con favore dalla Santa Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa l’adozione, le cure sanitarie, l’educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l’abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo». Il Papa della «tolleranza zero» verso i preti pedofili chiede però altrettanta coerenza alle autorità civili e a tutti i genitori e educatori, perchè le raccomandazioni del documento siano davvero seguite. «La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna è l’aiuto più grande – ricorda – che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perchè le figure materna e paterna sono complementari nell’educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità». Ed «è importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per far crescere i bambini in una famiglia unita e stabile». Inoltre, scandisce, «un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini».

    Per questo, occorre «sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori». A tal fine, il Papa invita vescovi e sacerdoti ad «esortare i coniugi a non perdere mai di vista le ragioni profonde e la sacramentalità del loro patto coniugale e a rinsaldarlo con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il dialogo costante, l’accoglienza reciproca ed il perdono vicendevole». In occasione della Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Benedetto XVI ricorda poi la memoria del card. Alfonso Lopez Trujillo, che«per ben 18 anni ha guidato il dicastero con appassionata dedizione alla causa della famiglia e della vita nel mondo di oggi». Al successore, card. Ennio Antonelli, il Papa esprime «viva gratitudine» e un incoraggiamento per le iniziative intraprese dal dicastero a tutela dell’infanzia e per la preparazione del matrimonio con la imminente pubblicazione di un «vademecum», nel quale è rilanciata la proposta ratzingeriana di un itinerario per la formazione e la risposta alla vocazione coniugale che comprende, come prima tappa, una «preparazione remota» rivolta ai bambini, agli adolescenti e ai giovani e «coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all’amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli».

    «In questa tappa – chiede il Papa – dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell’amore autentico». Ovviamente c’è poi una «preparazione prossima» al matrimonio, che «riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana», e una «preparazione immediata» che ha luogo in prossimità del matrimonio: «oltre all’esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico», per il Papa teologo «essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato, il ritiro spirituale e la cura affinchè la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale». In questo settore cruciale per la Chiesa, conclude Ratzinger, «i vescovi promuovano lo scambio delle esperienze più significative, offrano stimoli per un serio impegno pastorale in questo importante settore e mostrino particolare attenzione perchè la vocazione dei coniugi diventi una ricchezza per l’intera comunità cristiana e, specialmente nel contesto attuale, una testimonianza missionaria e profetica».

  • Austria. Prete paga 45.000 € per 3 marchette, Aveva ingaggiato perpetua “tuttofare”

    Austria. Prete paga 45.000 € per 3 marchette, Aveva ingaggiato perpetua “tuttofare”

    18 gennaio 2011

    Processato un magnaccia per aver portato una meretrice ad un sacerdote austriaco

    Traffico della prostituzione internazionale e truffa. Un ungherese di poco più di 50 anni è sotto processo per questi reati a Ried im Innkreis, media città dell’Alta Austria. L’accusato avrebbe un cliente molto particolare, un sacerdote cattolico della zona, presso il quale si è recata una donna ungherese procacciata dal magnaccia per servizi domestici, inclusivi di rapporti sessuali dietro lauto pagamento. Ulteriori versamenti di denaro sarebbero stati effettuati per pagare false spese mediche ai parenti della prostituta. Ennesimo raggiro subito dal prete austriaco, che però si professa innocente per quanto riguarda l’accusa di aver fatto sesso con la donna. Il coinvolgimento di un prelato ha portato alla chiusura al pubblico del processo, ma i particolari sono comunque trapelati alla stampa austriaca e al giornale più diffuso del Paese alpino, il Krone Zeitung.

    PERPETUA EROTICA – Il prete dell’Alta Austria era alla ricerca di una perpetua con buoni dote da casalinga, e aveva messo alcuni annunci sui giornali locali per trovarla. L’uomo ungherese si è presentato con un falso nome al sacerdote, presentandogli una sua connazionale. La donna si è rivelata un disastro nelle faccende domestiche, non pulendo mai casa e lavando solo i suoi panni, mai quelli del prete. La signora ungherese ha però confessato di aver svolto altri servizi al sacerdote, ovvero di essere andata a letto tre volte con lui durante le poche settimane nelle quali ha soggiornato presso la canonica. Il magnaccia ungherese ha preteso dei soldi in cambio di queste prestazioni, e gli inquirenti stanno valutando se la transazione di 45mila euro effettuata sul conto dell’uomo da parte del prete sia la ricompensa per le prestazioni erotiche svolte dalla connazionale. Il sacerdote austriaco contesta la ricostruzione fornita dal magnaccia, e ha spiegato come quei soldi sarebbero serviti come anticipo per spese mediche della donna, tra le quali la cura del tumore delle madre, rivelatesi poi fittizi.

    FEDELI IN DIFESA DEL PARROCCO – Accortosi della truffa e dopo aver constatato l’incapacità della sua nuova perpetua, il prete dell’Alta Austria avrebbe allontanato la sua perpetua. La donna ha però smentito quanto affermato dal suo ex datore di lavoro, e ha confermato i rapporti sessuali avuti col sacerdote in cambio di denaro Il processo è stato aggiornato a data da destinarsi, e il coinvolgimento di un religioso ha portato alla decisione della Corte di svolgere il dibattimento a porte chiuse. La Chiesa austriaca è da tempo nell’occhio del ciclone per i ripetuti casi di abusi sessuali coinvolti da sacerdoti sui minori. Il prete accusato ha comunque chiamato a testimoniare in sua difesa 3 fedeli della sua parrocchia, che hanno descritto l’uomo come estremamente timido e riservato. Tutti e tre i testimoni hanno rimarcato come sia improbabile che il loro sacerdote possa essere un cliente di prostitute, ma non hanno fornito elementi fattuali per scagionarlo da questa accusa.

    http://www.giornalettismo.com/archives/110…porti-sessuali/


    L’articolo in tedesco e sotto la sua traduzione da google

    Pfarrer soll 45.000 Euro für Ungarin gezahlt haben
    Zuhälter angeklagt
    17.01.2011, 16:34
    Pfarrer soll 45.000 Euro für Ungarin gezahlt haben (Bild: APA/RUPPRECHT@KATHBILD.AT)
    Ein 53-jähriger gebürtiger Ungar hat sich am Montag vor dem Gericht in Ried in Oberösterreich wegen grenzüberschreitenden Prostitutionshandels und schweren Betrugs verantworten müssen. Pikantes Detail: Der Freier soll ein Priester gewesen sein. Er wurde auf Antrag des Verteidigers unter Ausschluss der Öffentlichkeit befragt.
    Infobox
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    Der Angeklagte soll im September 2010 eine Landsfrau an einen oberösterreichischen Pfarrer zur Prostitution vermittelt haben, so die Anklage. In der Folge habe er dem Geistlichen insgesamt 45.000 Euro herausgelockt – zweimal 1.500 Euro “Vermittlungsgebühr”, 22.000 Euro für die Tumor- Behandlung der Mutter der Ungarin und 20.000 Euro für ihre mit Schulden belastete Wohnung in ihrem Heimatland.
    “Du kannst Sex mit ihr haben”

    Beides sei kein Geschenk, sondern nur vorgestreckt gewesen, sagte der Geistliche vor Gericht. Er habe mittels Anzeige beim Arbeitsmarktservice eine Pfarrhaushälterin und Mesnerin gesucht. Der Ungar habe sich mit einem falschen Namen vorgestellt und gesagt, er sei Stellenvermittler. Als er mit der Dame kam, habe er den Pfarrer wissen lassen: “Du kannst auch Sex mit ihr haben, aber du musst zahlen.” Er habe entgegnet, dass er damit nichts zu tun haben wolle, so der Priester. 3.000 Euro habe der 53- Jährige für die Vermittlung der Arbeitskraft verlangt.

    Als die aus Ungarn stammende Frau bei ihm war, habe er bemerkt, “dass sie nix kann”. Sie habe in Summe zwei Wochen bei ihm verbracht, ihm jedoch kein Frühstück gemacht und das Mittagessen sei ein Graus gewesen, gab er an. Gewaschen habe sie nur die eigene Wäsche und die ihrer kleinen Tochter, seine nicht. Also habe er sie wieder weggeschickt.
    Zeuginnen verteidigen Pfarrer

    Die Frau hatte bei ihrer Einvernahme in Ungarn angegeben, dass sie dreimal mit dem Pfarrer Sex gehabt habe. Das sei alles erlogen, konterte dieser. Drei Zeuginnen sagten aus, sie könnten sich nicht vorstellen, dass der Pfarrer mit der Frau geschlafen habe. Eine der Zeuginnen beschrieb den Geistlichen als eher zurückhaltend und schüchtern. Der Prozess wurde vertagt.

    …………………………….

    Pastore ha detto di aver pagato € 45.000 per ungherese
    Pimp accusato
    2011/01/17, 16:34
    Pastore ha detto di aver pagato 45.000 € a Ungherese (Foto: APA / RUPPRECHT@KATHBILD.AT)
    Un nativo di 53 anni di Ungheria, egli deve rispondere il Lunedi dinanzi al giudice a Ried in Austria per la prostituzione transfrontaliera, il traffico e la frode grave. dettaglio piccante: Il pretendente è detto di essere un sacerdote. E ‘stato interrogato su richiesta del difensore a porte chiuse.
    Infobox
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    L’imputato si dice abbia insegnato nel settembre 2010, una donna in un paese ministro dell’Austria Superiore per prostituzione, secondo l’accusa. Come risultato, aveva attirato il prete per un totale di 45.000 € – due volte nel 1500 € “spese di agenzia”, 22.000 € per il trattamento del tumore della madre della ungherese e 20.000 € per la loro casa carichi di debiti nel paese di origine.
    “Hai sesso con lei può”

    Entrambi non erano un regalo, ma era stato soltanto allungato, il sacerdote ha detto in tribunale. Stava guardando il Servizio per l’occupazione mediante la visualizzazione di una governante parrocchia e Mesnerin. L’ungherese ha presentato con un nome falso e ha detto di essere reclutatori aziendali. Quando arrivò alla donna, aveva informato il ministro: “Si può fare sesso con lei, ma si deve pagare”. Mi risponde che lui non avrebbe nulla a che fare con essa, il sacerdote. Anni, per la mediazione delle esigenze del lavoro – 3.000 € dei 53 ha fatto.

    Quando è nato in Ungheria, la moglie di lui, aveva notato “che possono nix”. Hai speso un totale di due settimane per lui, ma non fece colazione e il pranzo è stato un orrore, ha affermato. Hanno appena lavato le loro vesti, e la sua piccola figlia, la sua non ha fatto. Così li aveva mandati via.
    Testimoni di difendere Pastor

    La donna aveva dichiarato nei loro interrogatori in Ungheria, che era stata tre volte con il sesso sacerdote. Che era tutta una bugia, ha replicato questo. Tre testimoni hanno detto che non potevano immaginare che il sacerdote ha fatto sesso con la donna. Uno dei testimoni ha descritto il chierico come piuttosto timido e reticente. Il processo è stato aggiornato.