Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lazio

  • Abusi sessuali su minorenni, parroco arrestato ai Parioli

    Abusi sessuali su minorenni, parroco arrestato ai Parioli

    Un sacerdote di 46 anni, ora parroco della chiesa San Luigi Gonzaga nel quartiere romano dei Parioli, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina. Il religioso, Alessandro De Rossi, era ricercato in ambito internazionale perché colpito dallo scorso dicembre da un ordine di carcerazione emesso dalle autorità argentine. L’arresto è scattato nel pomeriggio dello scorso 31 dicembre.

    Secondo quanto si è appreso, è ritenuto responsabile di aver corrotto dei minorenni ed averne abusato sessualmente all’interno dei locali parrocchiali quando esercitava le sue funzioni in una chiesa argentina della provincia di Salta, inducendoli anche a praticare sesso di gruppo. Gli abusi sarebbero avvenuti alcuni anni fa. Mentre il 1 dicembre del 2013 il sacerdote era stato nominato parroco nella chiesa romana in via di Villa Emiliani.

    “Io non ne so nulla. Sono fuori Roma per esercizi spirituali. E’ una cosa che non parte dal Vaticano” ha commentato Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede e portavoce del Papa.

    Intanto, a ottobre 2013, al settimanale della diocesi di Roma, RomaSette, don Alessandro Rossi raccontò così la sua esprienza da missionario in Argentina: “Ho trovato tanta fame e sete di Dio e ho puntato a dare valore alle persone, soprattutto ai ragazzi: far conoscere loro un Dio che ti ama così come sei e aiutarli ad avere delle opportunità future”. Sempre al settimanale don Alessandro disse: “Stavo a duemila km dal cardinale Bergoglio, ma non l’ho conosciuto purtroppo – riporta il sito RomaSette – un centro piccolo e ricco e la periferia grandissima e di una povertà estrema”.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/01/02/news/abusi_sessuali_su_minorenni_arrestato_un_sacerdote-104175062/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

  • Sesso di gruppo in sacrestia. Arrestato il parroco dei Parioli

    Sesso di gruppo in sacrestia. Arrestato il parroco dei Parioli

    Aveva lavorato come parroco in Argentina, nella provincia di Salta nell’estremo nord occidentale del Paese. E qui che il sacerdote, all’epoca dei fatti, parroco in uno dei 23 dipartimenti amministrativi della regione, ha compiuto abusi sessuali su una serie di ragazzi, arrivando addirittura ad organizzare orge di gruppo.

    Ora il parroco, da alcuni anni riparato in Italia, è stato arrestato in una chiesa romana, lo scorso 31 dicembre, ma la notizia è trapelata solo nella tardissima mattinata del 2 gennaio. L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile, perché era pendente su di lui un ordine di carcerazione emesso dalle autorità argentine.

    Sui documenti trasmessi a Roma dal governi argentino, si fa riferimento chiaramente a una condanna per abusi sessuali nella parrocchia e corruzione di minorenne. Sono già in corso le pratiche per l’estradizione immediata.

    IL SUO NOME è Alessandro De Rossi, 46 anni.

    http://www.affaritaliani.it/roma/sesso-di-gruppo-in-sacrestia-il-prete-nascosto-a-roma-02012015.html

  • Concorso in calunnia Interrogati tre preti

    Concorso in calunnia Interrogati tre preti

    Andrea Ossino Tra i corridoi della procura di Roma sembrava di assistere ad una processione. Ieri infatti, diversi prelati sono stati ascoltati dai pubblici ministeri romani. Monsignor Luca Lorusso,…

    Tra i corridoi della procura di Roma sembrava di assistere ad una processione. Ieri infatti, diversi prelati sono stati ascoltati dai pubblici ministeri romani. Monsignor Luca Lorusso, don Marco Valentini e don Orazio Caputo, i sacerdoti indagati di concorso in calunnia, hanno trascorso la giornata rispondendo alle domande del sostituto procuratore Eugenio Albamonte e dell’aggiunto Maria Monteleone. I preti, secondo gli inquirenti, erano vicini a Patrizio Poggi, l’ex parroco che dopo aver accusato di pedofilia diversi sacerdoti è stato arrestato e costretto successivamente ad affrontare un processo. Il prelato, dopo essere stato condannato e ridotto allo stato laicale, minacciò di rivelare i nomi di altri nove religiosi romani che, a suo dire, si erano macchiati del reato di prostituzione minorile.

    Nel giugno 2013 Poggi è stato poi arrestato per calunnia. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe agito così in quanto animato da motivi di risentimento personale nei confronti di quei preti che lo avrebbero scaricato dopo la sua condanna. Invece i tre preti indagati, tra i quali vi è anche Lorusso, l’avvocato canonico dell’ex sacerdote della parrocchia di San Filippo Neri, secondo la procura avrebbero confermato le parole di Patrizio Poggi, concorrendo quindi alla calunnia. Adesso dovranno cercare di spiegare ai procuratori romani le ragioni del loro gesto ma nel frattempo, don Gianfranco Ferrigno, uno dei sacerdoti accusati, si è costituito come parte civile, chiedendo un risarcimento di 100mila euro da devolvere al Movimento per la Vita.

    Anche Papa Francesco era intervenuto sull’argomento. Nel marzo scorso infatti, durante un incontro in Vaticano con i preti di Roma, il Pontefice aveva biasimato il comportamento degli indagati: «Vi chiedo scusa per le false accuse che un gruppo di sacerdoti ha fatto, tempo fa, contro tutti voi, cari sacerdoti romani – aveva affermato il Papa – Accuse che vi hanno procurato dolore immenso perché ingiuste ed infamanti».

    Andrea Ossino

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/10/23/concorso-in-calunnia-interrogati-tre-preti-1.1332851

  • «Il parroco non è sparito ha scelto le dimissioni, era stanco»

    «Il parroco non è sparito ha scelto le dimissioni, era stanco»

    Don Fernando Altieri, anche Rettore del Santuario, non era rientrato dopo le ferie.

    ROMA – «Si è dimesso, ha comunicato la sua decisione di dimettersi al card. Vicario Agostino Vallini, come previsto dallo statuto, per la gravosità degli impegni dovuti al triplice incarico. Ora sta trascorrendo alcuni giorni di riposo ma è in costante contatto telefonico con il vicario».

    Il «giallo»

    Nel «giallo» della scomparsa di Don Fernando Altieri, Rettore e parroco del santuario della Madonna del Divino Amore,oltre che presidente dell’Associazione clericale di fedeli (Oblati Figli della Madonna del Divino Amore e postulatore della causa di beatificazione di don Umberto Terenzi, primo parroco del Divino Amore, interviene il Vicariato. I fedeli infatti, che non hanno visto rientrare il parroco dalle ferie, neanche per i tre giorni della festa della Madonna, in corso fino a domenica, erano un po’ perplessi e si chiedevano che fine avesse fatto. Anche perchè sembra che neanche i 25 sacerdoti della comunità del Santuario fossero riusciti a contattarlo.

    Voci e pettegolezzi

    E erano partite voci di tensioni tra il rettore e i confratelli, tanto che anche l’annullamento, nel maggio scorso, della visita del Papa, era stata vista in questa chiave. Si era parlato addirittura di un legame sentimentale del Rettore, che avrebbe confidato, in tempi recenti, di «non sentirsi più all’altezza del suo compito». Ora arriva la precisazione del Vicariato. E i fedeli aspettano di conoscere il nome del nuovo parroco. E qualche spiegazione in più sulla vicenda.

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_settembre_06/parroco-non-sparito-2049626e-35f0-11e4-bdcf-fc2cde10119c.shtml

  • L’avvocato Carlo Taormina assiste la vittima di padre Vito Beatrice

    L’avvocato Carlo Taormina assiste la vittima di padre Vito Beatrice

    Don Vito Beatrice è accusato di aver approfittato sessualmente di un bimbo dall’età di 9 anni.

     Prima che a Dio, dovrà rispondere alla giustizia. Il processo che vede imputato don Vito Beatrice per violenza sessuale continuata e aggravata inizierà il prossimo 10 ottobre davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Roma.

    L’accusa contesta al religioso della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca di aver abusato dell’autorità che gli derivava dall’essere precettore e padre spirituale di Vincenzo (nome di fantasia) nel commettere le violenze sul minore.

    Erano stati infatti i genitori, originari del frusinate, ad affidare nella Pasqua del 1995 il bambino, che all’epoca non aveva ancora compiuto 9 anni, all’educazione e all’istruzione del prete, presso la chiesa di Sant’Alessio all’Aventino.

    Gli abusi sessuali si sarebbero consumati per undici lunghissimi anni, fino al 2006, quando il ragazzo aveva ormai compiuto 20 anni. Oltre che nella dimora del prelato, le violenze sarebbero avvenute anche all’interno di strutture ecclesiastiche.

    A Roma, a Genova e in varie località estere, “approfittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la privata difesa – si legge nel capo d’imputazione – in ragione non solo della minore età della persona offesa, ma anche della sua condizione di soggetto a lui affidato per la cura, la crescita e l’evoluzione esistenziale”.

    Tra le aggravanti che lo scorso 30 aprile hanno portato al rinvio a giudizio di don Vito, vi è anche la violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro del culto cattolico e l’abuso di relazioni di coabitazione e ospitalità.

    Originario della provincia di Avellino, 70 anni appena compiuti, dopo essere stato assegnato alla chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, a Roma, padre Beatrice è stato in servizio nella segreteria scolastica del centro culturale del Collegio degli Emiliani, nel quartiere Nervi di Genova. Verrà però processato solo per le presunte violenze commesse tra il 2000 e il 2004.

    Quelle che si sarebbero consumate nel periodo precedente, ossia dal 1995 al 2000, quando Vincenzo aveva meno di 14 anni, risultano prescritte. Mentre quelle successive al 2004, protrattesi fino al 2006, sono state giudicate dal gup del Tribunale di Roma improcedibili per tardività della querela.

    La denuncia è stata presentata soltanto il 27 gennaio 2011. Fino ad allora, infatti, i genitori non avevano mai avuto sospetti sulla vita del loro bambino e sulla condotta del prete al quale l’avevano affidato.

    La verità è emersa soltanto quando, nel febbraio del 2010, Vincenzo (che quest’anno compirà 28 anni) ha tentato di togliersi la vita gettandosi in un fiume nella zona di Frosinone. Fu allora che decise di raccontare tutto, prima alla fidanzata e poi ai genitori.

    Valeria Di Corrado

    http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2014/06/22/sacerdote-a-processo-uso-violenza-per-11-anni-1.1263541

  • Testimonianza choc: Rapporti sessuali a Roma con un prete pedofilo

    Testimonianza choc: Rapporti sessuali a Roma con un prete pedofilo

    Quanto trapelato ad aprile confermato nuovamente dal racconto della psichiatra che ha avuto in cura la prostituta killer: a Roma la donna brasiliana avrebbe avuto rapporti sessuali con un prete noto negli ambienti della Capitale per la sua predilezione per bambini e minorenni

    Rovigo – “Rapporti sessuali a Roma con un prete pedofilo”. L’ombra del religioso che abusava di bambini, già ventilata in aula nello scorso mese di aprile, torna prepotentemente d’attualità come un fulmine a ciel sereno nella testimonianza della psichiatra che aveva in cura Cleide Aparecida De Paula, rea confessa dell’omicidio Marcomin.

    Nell’udienza che ha chiuso la fase dibattimentale del processo che vede alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario la prostituta brasiliana, la dottoressa ha ripercorso la vita della De Paula come emerso in diverse sedute a partire dal 19 aprile 2012. Figlia di una madre bambina di fatto cresciuta con la nonna, alla morte di quest’ultima aveva cercato fortuna in Europa sbarcando a Roma: qui, prima di trovare anche un marito, un medico piuttosto facoltoso poi deceduto, era entrata in contatto con un sacerdote italiano piuttosto noto negli ambiti romani e molto attivo sul fronte delle adozioni a distanza con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale prolungata.

    Un rapporto morboso, stando a quanto dichiarato già al tempo agli inquirenti dalla stessa De Paula, anche perché la vera passione del religioso a quanto pare erano i bambini, dei quali, da pedofilo consumato, amava e soleva intrattenersi per abusare. Di qui la vita della brasiliana è entrata in una spirale negativa che ha portato alla droga, all’abuso di farmaci e alla scelta di abbracciare la “vita” per sbarcare il lunario e sopravvivere anche se, appena arrivata in Veneto e prima di cadere nel baratro della dipendenza, aveva trovato un altro medico, un dentista, con cui aveva intrecciato un’altra relazione, anche se a quanto emerge basata più che altro su motivazioni economiche legate al mero sostentamento.

    Chiuso come detto la processione delle decine di testi la parola passa ora ai legali – accusa, difesa e parte civile – per le requisitorie finali prima della camera di consiglio, e dunque la sentenza, attesa per metà luglio.

    http://www.rovigooggi.it/articolo/2014-06-11/rapporti-sessuali-a-roma-con-un-prete-pedofilo/#.U5s5w_mSySp

  • Salta la visita di papa Francesco al Divino Amore. Motivazioni misteriose, Nessun rischio di incontrare preti pedofili dell’Oasi di Elim, vicino all’asilo

    Salta la visita di papa Francesco al Divino Amore. Motivazioni misteriose, Nessun rischio di incontrare preti pedofili dell’Oasi di Elim, vicino all’asilo

    15/05/2014
    Rimandata la visita del Papa al Divino Amore per il viaggio in Terra Santa

    Il Pontefice(©LaPresse)
    (©LAPRESSE) IL PONTEFICE
    Doveva recarvisi domenica. Lombardi: “Decisione per alleggerire gli impegni del Santo Padre nel corso della preparazione all’imminente viaggio”

    IACOPO SCARAMUZZI
    CITTÀ DEL VATICANO

    Papa Francesco non si recherà domenica prossima, come inizialmente previsto, al santuario del Divino Amore.

    “La visita del Papa al santuario-parrocchia del Divino Amore, che era stata prevista per domenica 18 maggio nel pomeriggio, non avrà luogo, al fine di alleggerire gli impegni del Santo Padre nel corso della preparazione all’imminente viaggio in Terra Santa”, ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. “La visita è quindi rinviata a data ancora da stabilire, verosimilmente dopo l’estate”.



    Viaggio nella clinica dove curano i preti orchi
    19-04-201011:27

    PANORAMA IN EDICOLAPRETI-PEDOFILIURBI ET ORBI
    L’istituto Oasi di Elim si occupa della riabilitazione dei preti pedofili e sorge a breve distanza dall’asilo Madre del Divino Amore (foto più in basso)
    L’istituto Oasi di Elim si occupa della riabilitazione dei preti pedofili e sorge a breve distanza dall’asilo Madre del Divino Amore (foto più in basso)

    La «clinica» per i preti orchi della diocesi di Roma sorge ad appena 100 metri di distanza da una scuola materna (l’asilo Madre del Divino Amore sulla via Ardeatina). Ma le famiglie dei bimbi non lo hanno mai saputo. Panorama invece lo ha scoperto recandosi al Santuario del Divino Amore dove si trova l’Oasi di Elim: una struttura protetta con otto posti letto per sacerdoti e religiosi afflitti da problemi psichici, depressione, alcolismo, burn-out e pedofilia. Fondata 16 anni fa su iniziativa dell’Apostolato accademico salvatoriano, l’Oasi di Elim è sostenuta dalla diocesi di Roma e dalla Cei.

    Fino a oggi la sua esistenza era nota solo agli addetti ai lavori. La casa di cura per i preti orchi sorge a fianco del vecchio Santuario del Divino Amore. Però basta scendere le scale, attraversare il parcheggio del santuario, pochi passi, e ci si trova di fronte alla scuola materna. Una vicinanza certo non voluta, ma che può provocare sconcerto. Anche perché nell’Oasi di Elim si svolgono attività di ambulatorio e psicoterapia per sacerdoti e religiosi che quasi ogni giorno arrivano da Roma e dintorni.

    All’entrata della casa c’è solo una piccola targa anonima: «Opera salvatoriana per il clero e la vita consacrata. Oasi di Elim». Un piccolo cancello, con un vistoso cartello rosso («vietato l’ingresso»), dà su una scala che conduce alla porta di ingresso. Non c’è citofono, né campanello: per entrare occorre digitare la combinazione sulla tastiera. Finalmente dentro, la pace e il silenzio che si respirano contrastano con i rumori all’esterno e soprattutto con il clamore degli scandali che hanno travolto la Chiesa in queste settimane. Un piccolo corridoio conduce alle stanze, tutte singole e piuttosto spartane: letto, scrittoio, armadio, comodino e un piccolo bagno. Niente radio, tv o computer. In fondo al corridoio la statua della Madonna. Poco distante la cappellina per pregare e celebrare la messa lontano da occhi indiscreti. Quindi una sala per la comunità con qualche poltrona, un televisore, l’occorrente per preparare il caffè.

    Comincia da qui il percorso di risalita dall’orrore per i sacerdoti affidati alle cure di Marco Ermes Luparia, diacono permanente, psicologo e psicoterapeuta, insieme con la sua équipe integrata da confessori e direttori spirituali. La vita nell’Oasi di Elim, infatti, alterna la psicoterapia individuale e di gruppo ai tipici momenti della vita sacerdotale: celebrazione della messa, recita delle Lodi e dei Vespri, sempre all’interno della casa. Si tenta così di ricostruire personalità distrutte dall’ansia, dall’angoscia o dalla depressione; liberare pastori d’anime divenuti schiavi dell’alcol o del sesso; fermare orchi in tonaca in preda a disturbi compulsivi, come la pedofilia e l’efebofilia. Se necessario si ricorre anche a terapie farmacologiche. Ci sono poi le migliaia di ore di ascolto e terapia individuale per preti, religiosi e suore che l’équipe di Luparia garantisce presso l’Oasi di Elim e altri centri.

    La richiesta di aiuto è così vasta e crescente che l’anno scorso, su iniziativa del vescovo di Albano, Marcello Semeraro, in un vecchio casale immerso in un parco in via della Solfatara a Pomezia è sorta un’altra struttura con sei posti letto per accogliere i preti con disturbi psichici. È il Centro Monte Tabor, non distante dall’Oasi di Elim e affidato allo stesso gruppo di esperti.

    L’asilo Madre del divino Amore sorge a breve distanza dall’istituto per i preti pedofili
    L’asilo Madre del divino Amore sorge a breve distanza dall’istituto per i preti pedofili

    Ma dalla pedofilia si può guarire? Lo psichiatra Tonino Cantelmi, fondatore dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, è scettico: «Bisogna distinguere due tipi di pedofilia. Una è di tipo sociale, cioè segnata da profondi sensi di colpa. In questi casi il soggetto rivolge le sue attenzioni principalmente verso gli adolescenti e una corretta terapia può portare dei risultati nel tempo». L’altra, prosegue Cantelmi, «è la pedofilia antisociale, priva di sensi di colpa, caratterizzata da un narcisismo maligno che rivolge le sue attenzioni a bambini, pre-adolescenti, perché punta al dominio e alla manipolazione dei più deboli. Si tratta di soggetti molto abili a dissimulare e capaci di conquistare con facilità la fiducia dei bambini e l’apprezzamento degli adulti (maestri, pediatri, educatori). Sono personalità sdoppiate che, una volta compiuto il crimine, tendono a reiterarlo, compulsivamente. Giungono in terapia solo a seguito di una denuncia e sono poco motivati perché non avvertono alcuna remora etica. In questi casi si può puntare solo al contenimento sociale, difficilmente si ottiene un recupero».

    Per Cantelmi nella popolazione italiana sono ormai circa 100 mila gli adulti con fantasie pedofile, alimentate da un mercato pedopornografico sempre più diffuso su internet. Di questi, almeno 10 mila passano poi all’atto sessuale e la pericolosità sociale è altissima, perché «un singolo soggetto è in grado di fare centinaia e centinaia di vittime». Ma «l’incidenza del fenomeno nelle comunità religiose è pari al resto della società».

    Il cardinale Angelo Bagnasco, appena eletto presidente della Cei, ha incaricato il sottosegretario monsignor Mauro Rivella di occuparsi del problema. Così nell’ottobre del 2007, su spinta della Cei, è stata fondata a Roma l’associazione Ministri della Misericordia, alla quale hanno aderito sette congregazioni religiose maschili e femminili e sei comunità terapeutiche. L’obiettivo dell’associazione è favorire la nascita di una rete di strutture per l’accoglienza di sacerdoti e religiosi in difficoltà e l’adozione di protocolli comuni di terapia. Anche il cardinale Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma, sta dando un grande impulso in questa direzione. E i responsabili di diversi centri si sono riuniti lo scorso 12 aprile per fare il punto della situazione.

    Però tutto questo non basterà a far voltare pagina alla Chiesa se non si investirà nella prevenzione, osserva padre Franco Imoda, già rettore della Pontificia università gregoriana nonché psicologo e psichiatra. Quarant’anni fa Imoda ha fondato alla Gregoriana il primo istituto di psicologia e psicoterapia di un’università pontificia, mentre Sigmund Freud e la psicoanalisi erano ancora vietati dal Sant’Uffizio. «Già allora avvertivamo l’esigenza di investire nella formazione degli educatori dei futuri sacerdoti, offrendo loro competenze di tipo psicologico per accompagnare la crescita dei seminaristi» spiega Imoda. «Se la Chiesa avesse investito nella preparazione dei formatori appena una piccola parte di quello che poi ha speso in risarcimenti per le vittime dei preti pedofili, non ci troveremmo oggi in questa situazione, non solo per quanto riguarda gli abusi sessuali, che sono una piccola percentuale, ma anche per gli abbandoni e per le crisi dei sacerdoti».

    Per Imoda psicologia, teologia e spiritualità devono andare di pari passo: «In seminario arriva un 20 per cento di giovani già maturi dal punto di vista psicologico e affettivo. Un altro 10 per cento invece ha problemi tali da dover essere curato e non è detto che potrà diventare prete. Ma c’è un 70 per cento dei giovani seminaristi nella zona grigia che va aiutato a conoscersi e a crescere, anche con l’aiuto degli psicologi, se si vuole evitare che un giorno possa cadere vittima delle proprie fragilità». Per formare a livello psicologico gli educatori dei seminari la Gregoriana ha fondato 15 scuole in giro per il mondo. Gli stessi Cantelmi e Luparia hanno creato master per formatori di preti.

    Mario De Maio, sacerdote e psicoanalista, impegnato a conciliare psicologia e spiritualità con l’associazione Ore undici, accusa con forza: «Nonostante gli scandali, continuiamo a formare i futuri preti prevalentemente sui libri, basandoci sugli esami che sostengono, senza fare caso ai percorsi di maturazione umana e affettiva. Non dobbiamo avere paura degli psicologi nei seminari perché la psicologia aiuta a purificare la spiritualità». Ma don De Maio invita a guardare al futuro: «È inutile recriminare sugli errori del passato: la comunità cristiana deve inventare soluzioni nuove per formare i presbiteri. Perciò sono convinto che anche il ripensamento del celibato obbligatorio potrebbe contribuire a una migliore qualità umana dei preti». Dalle ceneri degli scandali, insomma, si affaccia una Chiesa che ha voglia di pulizia e rinnovamento.

  • Aventino, sacerdote a giudizio per abusi sessuali la vittima tentò il suicidio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Aventino, sacerdote a giudizio per abusi sessuali la vittima tentò il suicidio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Per anni è stato un frate all’apparenza irreprensibile in servizio nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino. Ora, pur mantenendo la tonaca, è parcheggiato in un convento privato del ruolo pastorale, perché accusato di aver abusato per quasi dieci anni, durante le missioni religiose, di un bambino a lui affidato. Il sospetto sulle ambiguità di Vito Beatrice, 69 anni, un frate della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, da ieri, però, si è aggravato.
    Il religioso è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale e con le aggravanti dell’età della vittima, che all’epoca dei primi approcci aveva 9 anni, e per aver approfittato del ruolo di ministro cattolico. «Non possiamo escludere neanche che sia l’unico caso» ha detto durante l’udienza il procuratore aggiunto Maria Monteleone al gip Giulia Proto, il giudice che poi ha disposto l’apertura del processo a carico del padre somasco: prima udienza a ottobre a Piazzale Clodio.Dietro alla denuncia una storia di sofferenza. La vittima, un ragazzo ora ventisettenne originario del frusinate, era riuscito a scavare nel suo passato e a parlare solo tre anni fa, dopo che era stato ripescato in fin di vita in un fiume. Aveva tentato il suicidio. «Mi è stata rubata l’infanzia, solo ora l’ho capito».

    Era stato quel gesto estremo dopo anni di attenzioni morbose e violenze spacciate per affettuosità cristiane, a spingerlo a denunciare il frate che per quasi dieci anni, dai 9 ai 18 anni, avrebbe dovuto sorvegliarlo durante le vacanze a Roma, ma anche nelle missioni in Liguria o all’estero, e che, invece, di fatto lo aveva usato per i suoi sfoghi.

    LA DENUNCIA
    Ieri don Vito non si è presentato in udienza. C’era però la sua vittima, ormai adulto, assistito dai genitori e dall’avvocato Carlo Taormina che ha chiesto e ottenuto la citazione in giudizio della Congregazione per i danni. Era stata il pm Silvia Santucci, il magistrato che ha istruito i primi passi dell’inchiesta, a ritenere credibile la denuncia tardiva del ragazzo che man mano, con gli inquirenti, ha superato il muro della paura e dei sensi di colpa, ed ha raccontato come ha gestito per anni quel segreto che lo opprimeva. «Sono stato prima in silenzio perché troppo piccolo per reagire e poi perché mi aveva inculcato che anche quella era espressione dell’amore di Dio ed io non sapevo come uscire dal tunnel».

    LE VACANZE
    Erano proprio i genitori, una coppia di operai, ad accompagnarlo a Roma, felici di affidarlo a un amico di famiglia, a un uomo di Chiesa e di cultura garantendogli così vacanze sicure e a costo zero. Ma accanto alle gite fuori porta, c’erano i momenti delle docce e della buonanotte da condividere. Era allora si apriva l’incubo. La posizione del frate comunque è stata alleggerita dalla prescrizione: non dovrà rispondere di tutti gli abusi dal 1995 al 2004, ma solo degli ultimi quattro anni.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/prete_sacerdote_abusi_sessualichiesa_santo_alessio_aventino/notizie/662483.shtml

  • Abusò di ragazzo, prete a giudizio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Abusò di ragazzo, prete a giudizio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Abusi dal 2000 a Roma e Genova. Vittima tentò suicidio anni dopo.

    (ANSA) – ROMA, 30 APR – Sarà processato con l’accusa di avere abusato di un ragazzino originario del frusinate a lui affidato Vito Beatrice, 70 anni, sacerdote della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. Vittima degli abusi, un giovane oggi 28enne, all’epoca minorenne. I fatti contestati sarebbero stati commessi a Roma tra maggio e ottobre 2000 e a Genova tra maggio 2002 e ottobre 2004. Nel 2010 il giovane tentò suicidio.

    http://www.ansa.it/liguria/notizie/2014/04/30/abuso-di-ragazzo-prete-a-giudizio_c13397a5-7eee-4377-9b8f-87df8eafd227.html

  • Pedofilia: L’associazione A. Provolo di Verona a Roma per la conferenza stampa della Camera dei Deputati

    Pedofilia: L’associazione A. Provolo di Verona a Roma per la conferenza stampa della Camera dei Deputati

     Comunicato stampa: Il 9 aprile 2014, a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati alle ore 9:45 si terrà la conferenza stampa delle vittime di pedofilia clericale dell’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona nella quale saranno trattati i seguenti argomenti:

    1. Commissione d’indagine voluta dal Vaticano e provvedimenti presi dallo stesso
    2. Riunione con la Special Rapporteur dell’ONU, dott.ssa Rashida Manjoo, tenutasi a Milano presso l’Università Bicocca il 20/01/2012 su invito dell’ONU-Commissione per i Diritti dei Bambini
    3. Articolo de “il Fatto Quotidiano” del 14/12/2012. Accuse di un altro sordomuto al Vescovo Giuseppe Carraro.
    4. Nostra querela per diffamazione al giornale “L’Avvenire”
    5. Lettera del Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, del 14/02/2013 indirizzata ai presbiteri nella quale si raccomanda la ri-servatezza qualora si venga a conoscenza di “qualche situazione di turbolenza”
    6. Lettera dell’Associazione Sordi “Antonio Provolo” a Papa Francesco del 31/12/2013
    7. Riunione del 16/01/2014 presso l’ONU-Commissione per i Diritti dei Bambini e relative reprimende dell’ONU nei confronti del Vaticano
    8. Richiesta di risarcimento al Vaticano per le vittime di pedofilia cleri-cale
    9. Ricorso delle vittime alla Commissione Europea per i Diritti Umani
    10. Si chiede l’ apertura degli archivi vaticani inerenti i casi di pedofili-a, l’allontanamento dei preti coinvolti o sospettati di abusi come ri-chiesto dalla Commissione ONU

    Verona, 05 aprile 2014

    ASSOCIAZIONE SORDI “ANTONIO PROVOLO” – ONLUS ASSOCIATA ALLA F.I.A.D.D.A. FAMIGLIE ITALIANE ASSOCIATE PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEGLI AUDIOLESI – ONLUS Sede Legale: Via Marin Faliero, 10/C – 37138 Verona – Tel. 045/8026956 – Fax 045/591580 e.mail: info@associazionesordiprovolo.it – C.F. 03088110238

    Associazione non lucrativa che ha per scopo l’integrazione delle persone sorde nella società