Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lazio

  • Minori reclutati nei locali gay e offerti ai prelati

    Minori reclutati nei locali gay e offerti ai prelati

    -Redazione– E’ il racconto della torbida vita sessuale di alcuni religiosi; minorenni offerti a sacerdoti e prelati.

    E’ la denuncia che ha portato la procura di Roma alle porte del Vaticano,

    Nove i religiosi coinvolti e tre gli indagati per sfruttamento della prostituzione minorile e il filone della violenza sessuale alle fasi preliminari.

    I carabinieri hanno pedinato gli intermediari, scoprendo che accompagnavano i ragazzi in chiesa, dove venivano messi a disposizione dei clienti.

    I minorenni, tra i 16 e i 17 anni,  pagati tra i 150 e i 500 euro a prestazione.

    Gli investigatori sono venuti in possesso di agende con nomi e numeri di telefono, in gran parte si tratta di minori romeni, reclutati nei locali gay nei pressi della stazione Termini.

    http://www.articolotre.com/2015/03/minori-reclutati-nei-locali-gay-e-offerti-ai-prelati/

  • Augusta. Insegnante di religione arrestato: “atti sessuali con minorenni extracomunitari”

    Augusta. Insegnante di religione arrestato: “atti sessuali con minorenni extracomunitari”

    Lo hanno sorpreso mentre stava “consumando” con due minorenni extracomunitari. Ha provato a balbettare qualche spiegazione che certo non gli ha risparmiato l’arresto in flagranza di reato. In manette un insegnate di religione di Augusta, Giuseppe Abbate, cinquant’anni.

    Si sono chiuse così le indagini coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, con la collaborazione della Squadra Mobile di Siracusa.

    Tutto comincia con le dichiarazioni rese alla Mobile di Roma da un migrante minorenne egiziano, giunto in Italia con uno sbarco diversi mesi addietro. E’ il primo ad accusare Abbate, nominato tutore di diversi minorenni: “era solito consumare rapporti sessuali con giovani migranti ricompensandoli con regali o denaro”, racconta.
    Verificata l’attendibilità delle dichiarazioni del giovane egiziano, la Mobile di Siracusa ha chiesto alla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, competente in materia di prostituzione minorile, l’autorizzazione a svolgere una serie di attività tecniche.

    Fino ad ieri, quando hanno sorpreso l’indagato nella flagranza del reato con due minorenni migranti, in atteggiamento inequivocabile.

    I due minori, ascoltati dagli agenti, hanno fornito importanti elementi di prova a carico dell’insegnante di religione. Che è stato arrestato con l’accusa di prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni.

    Si trova a Cavadonna, a disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa per la convalida dell’arresto.

    https://www.siracusaoggi.it/augusta-insegnate-di-religione-arrestato-atti-sessuali-con-minorenni-extracomunitari/?print=print

  • Per il prete pedofilo amico di Alemanno arriva la condanna

    Per il prete pedofilo amico di Alemanno arriva la condanna

    Don Ruggero Conti operava nella parrocchia di Selva Candida quando fu accusato di violenze sui minori

    «La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna di don Ruggero Conti accusato di violenza sui minori»: lo riferisce il vicario generale della diocesi di Porto-Santa Rufina, monsignor Alberto Mazzola, sottolineando che il vescovo e tutta la comunità «rinnovano la più sentita vicinanza a tutte le vittime di questa grave e penosa vicenda».

    GLI EPISODI INCRIMINATI – I fatti addebitati a don Conti, sospeso dal sacerdozio dal 2011, risalgono a quando operava, tra il 1998 e il 2008, nella parrocchia romana nel quartiere di Selva Candida. Nel maggio 2013 la III Corte d’appello di Roma lo aveva condannato a 14 anni e 2 mesi di reclusione; per Conti, sentenziata anche la prescrizione per tre episodi contestati.

    ROMA CAPITALE PARTE CIVILE – Per l’ex parroco scattarono le manette nel giugno del 2008, proprio mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Nel giugno 2009 all’inizio del processo di primo grado fu uno dei leader Radicali, Marco Staderini, che, utilizzando una norma dello Statuto capitolino, alla prima udienza si costituì in qualità di cittadino elettore in luogo dell’amministrazione comunale che invece non ne aveva fatto richiesta. All’udienza successiva, l’amministrazione tentò di inserirsi nel processo, ma il Tribunale ne negò la costituzione, ritenendo la proposta tardiva. Sono stati i giudici d’appello a ritenere un equivoco quanto registrato in primo grado, ammettendo Roma Capitale quale parte civile. Allora il Pd ricordò che don Ruggero era stato «l’ex garante per le famiglie e le periferie del sindaco Alemanno».

  • Pedofilia, Cassazione confermata la condanna all’ex parroco don Ruggero

    Pedofilia, Cassazione confermata la condanna all’ex parroco don Ruggero

    Lo riferisce la sua diocesi. I fatti risalgono a quando operava, tra il 1998 e 2008, nella parrocchia romana nel quartiere di Selva Candida. Il vescovo: “Vicino alle vittime”.

     “La Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna di don Ruggero Conti accusato di violenza sui minori”: lo riferisce il vicario generale della diocesi di Porto-Santa Rufina, monsignor Alberto Mazzola, sottolineando che il vescovo e tutta la comunità “rinnovano la più sentita vicinanza a tutte le vittime di questa grave e penosa vicenda”.

    I fatti addebitati a don Conti, sospeso dal sacerdozio dal 2011, risalgono a quando operava, tra il 1998 e il 2008, nella parrocchia romana nel quartiere di Selva Candida.

    Don Ruggero Conti, condannato nel 2013 in appello a 14 anni di reclusione per violenze sessuali sui minori, ora vede la conferma delle accuse anche da parte della Corte di Cassazione e a riferirlo è la stessa chiesa locale alla quale fa riferimento l’ormai ex parroco. “Il vescovo e la diocesi di Porto-Santa Rufina nel prendere atto della decisione, con doveroso rispetto per l’accertamentogiudiziale e profonda tristezza per la condotta del sacerdote, rinnovano la più sentita vicinanza a tutte le vittime”, dice monsignor Mazzola. “Nei confronti di don Conti, già soggetto a divieto dell’esercizio pubblico del ministero nel 2008 e sospeso ‘a divinis’ nel 2011, “conclusa la prima fase del processo canonico la Congregazione per la Dottrina della Fede stabilirà i passi successivi per la definizione”, conclude il vescovo.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/03/13/news/confermata_condanna_per_pedofilia_all_ex_parroco_don_ruggeri-109428039/

  • Roma, il parroco accusato di pedofilia resta ai domiciliari: lo choc in Vicariato

    Roma, il parroco accusato di pedofilia resta ai domiciliari: lo choc in Vicariato

    Nel Palazzo del Vicariato quando è esplosa come una bomba la notizia di quello che era appena accaduto nella parrocchia di San Luigi Gonzaga, e cioè che la polizia aveva fermato e portato in cella uno dei tre parroci per pedofilia, il cardinale Agostino Vallini, raccontano i suoi collaboratori, è sbiancato di colpo.

    Non ci credeva. Si è fatto ripetere i fatti tra l’incredulo e lo sgomento davanti a quel passaggio terribile.
    L’arresto di don Alessandro De Rossi, accusato di avere costretto degli adolescenti a prendere parte a orge e a violenze di gruppo quando era in Argentina come missionario, è stata una specie doccia scozzese. Possibile? Ormai le nomine dei parroci nella diocesi del Papa avvengono solo dietro uno screening serio, la vita dei candidati viene passata a setaccio, e quella certa indulgenza che poteva esserci stata in passato, ha lasciato spazio al rigore più totale.

    Tanto che, tra il clero romano, il cardinale Vicario si è fatto la fama di duro, di uno che non ha esitato ad allontanare anche chi era solamente oggetto di qualche chiacchiera mai provata.

    SOSPENSIONE
    La prima misura intrapresa di fronte all’arresto è stata l’immediata sospensione dalle funzioni, in attesa dei riscontri dalla magistratura, alla quale Vallini «ha espresso piena fiducia». Nella chiesa dei Parioli è già arrivato un sostituto in attesa venga fatta luce sul caso.

    Intanto il sacerdote accusato non ha mai smesso di ribadire la sua innocenza. Lo ha fatto anche l’altra mattina durante l’interrogatorio degli inquirenti; si è detto estraneo ai fatti, spiegando che probabilmente si tratta di una vendetta per il lavoro svolto in una realtà difficile e di frontiera, quando si trovava a Salta, una città argentina ai piedi della Cordigliera delle Ande, dove sussistono sacche di enorme povertà, di disagio giovanile diffuso, dove circola parecchia droga.

    Subito dopo l’interrogatorio gli sono stati concessi dai magistrati gli arresti domiciliari e attualmente il religioso si trova in una struttura religiosa, in un luogo vicino a Roma. Chi lo ha incontrato ha riferito che l’ex parroco è sereno e trascorre le giornate mostrandosi fiducioso.

    «La mia coscienza è a posto» avrebbe ripetuto. Allo stato delle cose questa vicenda si presenta alquanto scivolosa, per certi versi incongruente. Sia al Laterano che al di là del Tevere (dove peraltro non è mai arrivata nessuna segnalazione sospetta sul suo conto da parte del vescovo argentino di Salta) sono certi che la verità verrà presto ristabilita, si tratta solo di attendere. Nel mandato di cattura internazionale spiccato dall’Interpol sembrerebbe anche che si parli di un video, ma sono voci tutte da confermare. Nelle ultime ore tuttavia sono arrivate in Vicariato telefonate e mail di persone che dall’Argentina si sono manifestate per difendere don Alessandro De Rossi, spiegando che con il suo lavoro aveva «pestato i piedi a qualcuno».

    RINGRAZIAMENTI
    Il vescovo argentino di Salta, monsignor Mario Antonio Cargnello, che ha conosciuto come missionario De Rossi per otto anni, e al quale aveva affidato incarichi in quattro quartieri difficili (S. Isidro, Parque Oreste, Santa Maria, S. Silvestre), nel 2013 aveva inoltrato al cardinale Vallini una lunga lettera sul suo conto. Un ringraziamento sentito per non essersi mai sottratto alla carità e per avere generosamente affrontato anche i rischi di una missione difficile. La lettera aveva anticipato l’arrivo in Italia del missionario «Fidei donum», costretto a rimpatriare perché minacciato dalla malavita locale.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_parroco_pedofilia_domiciliari/notizie/1103295.shtml

  • Pedofilia, arrestato il parroco Alessandro De Rossi della chiesa San Luigi Gonzaga

    Pedofilia, arrestato il parroco Alessandro De Rossi della chiesa San Luigi Gonzaga

     Di Letizia Ricciardi – Alessandro De Rossi, parroco della chiesa San Luigi Gonzaga ai Parioli, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di abusi sessuali ai danni di alcuni minori. Il reato sarebbe stato commesso quando il 46enne era sacerdote in Argentina.

    Contro l’uomo pendeva un mandato di arresto internazionale perché colpito dallo scorso dicembre da un ordine di carcerazione emesso dalle autorità argentine. L’arresto è scattato nel pomeriggio dello scorso 31 dicembre.

    Secondo quanto si è appreso, è ritenuto responsabile di aver corrotto e abusato sessualmente di minori all’interno dei locali parrocchiali quando esercitava le sue funzioni in una chiesa della provincia di Salta, inducendoli anche a praticare sesso di gruppo.

    Il 1 dicembre del 2013 il sacerdote era stato nominato parroco nella chiesa romana in via di Villa Emiliani.

    “Io non ne so nulla. Sono fuori Roma per esercizi spirituali. E’ una cosa che non parte dal Vaticano” ha commentato Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede e portavoce del Papa.

    http://www.romacapitalenews.com/pedofilia-arrestato-il-prete-alessandro-de-rossi-della-chiesa-san-luigi-gonzaga/

     

  • Pedofilia, Roma: arrestato don Alessandro De Rossi, prete del quartiere Parioli

    Pedofilia, Roma: arrestato don Alessandro De Rossi, prete del quartiere Parioli

    Il prete, un romano 45enne, avrebbe commesso gli abusi in Argentina. Nel 2013 è stato assegnato alla parrocchia di San Luigi Gonzaga, vicino a piazzale delle Muse

    ROMA – Per l’accusa è un violentatore seriale. Che amava ritrarre le sue piccole vittime in foto e riprenderle con filmati. È Alessandro De Rossi, 45 anni, il sacerdote arrestato per ordine della magistratura di Salta, città argentina quasi al confine con il Cile. Perché è lì, nel Paese di Papa Francesco, che il prete avrebbe commesso gli abusi sessuali.

    In carcere

    Dopo un periodo in Argentina, il sacerdote nel 2013 era stato assegnato alla parrocchia di San Luigi Gonzaga, vicino a piazzale delle Muse, una delle zone più blasonate dei Parioli. Era ricercato dal 26 dicembre scorso e la sua libertà è durata fino al 31, quando la polizia l’ha bloccato.

    Il mandato di cattura

    De Rossi è stato parroco della chiesa Maria Medianera de todas las gracias, nel quartiere Islas Malvinas di Salta, nell’estremo nord dell’Argentina, dove sarebbe stata commessa la violenza sessuale nei confronti di uno o più giovani. Il mandato di cattura è stato emesso dal giudice argentino Diego Rodriguez Pipino, e quindi trasmesso all’Interpol. All’inizio del 2013, l’agenzia cattolica argentina Aica segnalava il ricovero del sacerdote, il 20 gennaio, in un ospedale della città dopo essere stato aggredito a pugni in testa da un giovane di meno di 30 anni, che gli chiedeva denaro e cibo. Dopo l’aggressione il parroco aveva chiesto un periodo di riposo, ma non ha voluto lasciare la città in cui si era trasferito nel 2008, dove si occupava di assistenza ai giovani tossicodipendenti.

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_02/parioli-cella-parroco-accusato-abusi-minori-argentina-382f2cc0-9288-11e4-aaf8-f7f9176948ef.shtml

  • “Don Alessandro andava di fretta” Gli ultimi giorni del prete pedofilo dei Parioli

    “Don Alessandro andava di fretta” Gli ultimi giorni del prete pedofilo dei Parioli

    Di Andrea Pozzo – “Sono andato al battesimo di mio nipote il 27, ero il padrino. Ho conosciuto don Alessandro pochi minuti prima della cerimonia. La cosa che ha colpito tutti è che andava di fretta, ci ha messo un quarto d’ora a battezzare e non ha chiesto niente a nessuno“. Una delle ultime messe di don Alessandro, il parroco dei Parioli arrestato per pedofilia. Sapeva già di essere braccato e andava di corsa per paura di essere preso. “Faceva tutto di corsa, velocemente. Anche se non ci conosceva non ci ha fatto le solite domande tipo: “credi o non credi?”, ne ci ha chiesto alcun documento. Poi ha salutato tutti e se n’è andato”. Faceva bene a essere agitato don Alessandro, il giorno prima avevano emesso un mandato di cattura internazionale per pedofilia nei suoi confronti. E la sua agitazione trapela dal racconto di un ragazzo che lo ha conosciuto quattro giorni prima del suo arresto, e che ha fatto da padrino ad uno degli ultimi bambini battezzati dal “prete pedofilo dei Parioli”.

    L’ennesimo scandalo dei Parioli, il quartiere più “in” di Roma è un’altra volta travolto da una vicenda grottesca. E stavolta ad essere colpito è il parroco di una delle chiese di riferimento della parte alta dei Parioli, quella di Piazza delle Muse, del Parnaso, dell’Azzarita, della Quisisana. La parrocchia di San Luigi Gonzaga, una splendida chiesa sull’ermo del quartiere. Piena di bambini e sede di un vasto gruppo di boy scout. Don Alessandro, famoso nel quartiere per la sua solarità ma anche per la sua sfuggevolezza, in poche ore è diventato per tutti Alessandro De Rossi, 46anni, romano, arrestato per pedofilia. Subito le mamme dei parioli al sentire la notizia si sono preoccupate, per i proprio figli, per il catechismo, poi sono arrivati i particolari, i fatti risalgono al 2009, quando il parroco era in Argentina. E proprio dall’Argentina è partito l’ordine di arresto il 26 dicembre, mandato di cattura internazionale affidato all’Interpol e conclusosi il 31 con l’arresto degli agenti della Squadra Mobile nella parrocchia. L’accusa gravissima è l’abuso di minori nei locali parrocchiali e aver costretto i bambini anche a rapporti di gruppo. E per l’accusa è un violentatore seriale, che amava ritrarre le sue piccole vittime in foto e riprenderle con filmati. Questo scempio è successo in una chiesa nella provincia di Salta, nel nord-ovest dell’Argentina, dove don Alessandro operava prima di arrivare in Italia, nel settembre del 2013.

    Oggi ai parioli c’era stupore e sconforto, fuori da San Luigi si sono radunati dei fedeli che hanno commentato il fattaccio: “Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere mi sembrava una persona seria. Dicevano che in sud America ha anche rischiato la vita, ha corso numerosi pericoli per aiutare gli altri”. Il Vicariato nel frattempo “ha provveduto ad affidare temporaneamente  la cura pastorale della parrocchia ad altro sacerdote, in attesa di approfondimenti e della decisione della magistratura italiana, alla quale si esprime piena fiducia”. – See more at: http://www.theromanpost.com/2015/01/don-alessandro-andava-fretta-gli-ultimi-giorni-prete-pedofilo-dei-parioli/#sthash.dkPryUc5.dpuf

  • Una madre: «In parrocchia c’era  un sospetto via vai di ragazzini»

    Una madre: «In parrocchia c’era un sospetto via vai di ragazzini»

    di Rinaldo Frignani

    ROMA – Nella parrocchia dei vip a due passi da piazzale delle Muse in tanti erano convinti che don Alessandro era fuggito dall’Argentina perché minacciato. E ieri, quando la notizia del suo arresto ha fatto il giro di Roma, gli stessi parrocchiani non sapevano più cosa dire. «Un prete modello, un bravissimo ragazzo. Non ci credo» lo difende una signora impellicciata all’ingresso della piccola chiesa di San Luigi Gonzaga di via di Villa Emiliani, nella parte più nobile dei Parioli. Mura bianche, panche di legno scuro. Accanto all’edificio un campo di calcio pieno di ragazzini che ha fatto la storia della zona.

    Abusi anche di gruppo

    Don Alessandro De Rossi, 45 anni, era arrivato a San Luigi nel 2013, ordinato parroco dopo aver trascorso più di due lustri in Argentina da sacerdote fidei donum . Ma da Salta, cittadina di indios nel nord del Paese, quasi al confine con il Cile, non era fuggito perché minacciato. Sul religioso romano pesavano, e pesano tuttora, accuse pesantissime: violenze sessuali su minorenni fra il 2009 e il 2010, anche con abusi di gruppo. Il 31 dicembre gli agenti della Squadra mobile, diretti da Renato Cortese, sono andati a prenderlo nel suo alloggio a San Luigi e l’hanno portato in carcere: don Alessandro era ricercato da Natale dalle autorità argentine che avevano spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura internazionale.

    Ai Parioli «sospetto via vai di ragazzini»

    La Procura generale si pronuncerà sulla convalida dell’arresto e l’eventuale estradizione in Argentina dove si terrà il processo, ma la Mobile non esclude accertamenti fra i ragazzi che frequentano la parrocchia dei Parioli, soprattutto nel caso che qualcuno si faccia vivo dopo la notizia dell’arresto del presunto pedofilo. Tanto più che alcuni parrocchiani – e fra loro anche una giovane madre – si sono ricordati ieri «di un sospetto viavai di ragazzini». Una bomba vera e propria perché sui banchi di San Luigi non è raro vedere assorti in preghiera politici (Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo) e attori (Sergio Castellitto e la moglie scrittrice Margaret Mazzantini).

    Bimbi filmati e fotografati

    A Salta, nella chiesa Maria Medianera de Todas Las Gracias, nel quartiere Islas Malvinas, tutti invece sapevano che don Alessandro era ricercato. Secondo il giudice di garanzia Diego González Pipino, che ha firmato l’ordine di cattura, il sacerdote è imputato di «abusi sessuali aggravati su un numero imprecisato di vittime». A casa del prete – che nel 2011 finì sui giornali per aver difeso l’attrice Luciana Littizzetto in una querelle con la Chiesa sull’impegno a favore degli immigrati – sarebbero stati sequestrati computer e cd con foto e video dei suoi incontri con i minori che, per gli investigatori argentini, sarebbero avvenuti in alcune case di Salta.

    Amici e nemici

    Violenze seriali, quindi, tutte commesse nella cittadina soprannominata da abitanti e turisti «la linda», per la sua bellezza. Ma lì il parroco dei Parioli non ha lasciato un bel ricordo. E ora nemmeno fra alcuni fedeli romani. A chi non ha mai avuto sospetti («Le sue omelie erano di scuola, ma fatte bene», dice un 50enne) e si fidava di lui, al punto da lasciargli i figli piccoli per il catechismo, si contrappone da ieri sera chi invece si chiede: «Possibile che la Chiesa non sapesse dei suoi trascorsi con la legge?». Ma il Vicariato rivela: «Era tornato a Roma per motivi di salute, con un giudizio positivo del vescovo locale».

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_03/madre-in-parrocchia-c-era-sospetto-via-vai-ragazzini-6f7dfabe-9371-11e4-8973-ae280e1dba84.shtml

  • I parrocchiani tra sconcerto e stupore «Si diceva che lo avessero minacciato»

    I parrocchiani tra sconcerto e stupore «Si diceva che lo avessero minacciato»

    «Perché l’hanno mandato qui da noi con questi problemi?». Arricciano il naso alcuni parrocchiani della chiesa Luigi Gonzaga, ai Parioli. Ieri pomeriggio hanno saputo che il loro parroco Alessandro De Rossi è stato arrestato con l’accusa di pedofilia dai poliziotti romani, su mandato di cattura spiccato dalla magistratura argentina. E ora si fanno domande, tante. «Il 31 dicembre – prosegue la fedele – ci era stato detto solo che padre Alessandro non era presente per un allontanamento improvviso. Nessuno poteva immaginare tutto questo. Adesso siamo preoccupati per il destino della parrocchia. Non vorremmo venisse chiusa. Fortunatamente mi ha rassicurata il sacerdote di San Roberto Bellarmino prima di entrare a San Luigi Gonzaga per celebrare la messa».

    Nel pomeriggio nel tempio non ci sono preti, viceparroco o altri. Il campanello suona ma non risponde nessuno. Arrivano le persone, i fedeli che ancora non sanno niente. Qualcuno comincia a sapere quello che è successo perché riceve una telefonata sul cellulare. La notizia fa tornare alla memoria voci che circolavano tra i fedeli da diverso tempo. «Si diceva – ricorda uno di loro – che il parroco aveva dovuto lasciare l’Argentina per problemi di sicurezza, a causa di minacce che avrebbe ricevuto e che avrebbero reso necessario il suo ritorno in Italia per timori circa la sua incolumità». Ora però quel clima di prudenza sollevato dalle presunte aggressioni al prete romano scomodo in terra argentina tende a sfumare. Nella comunità si insinua il sospetto lanciato da quelle brutte accuse, roba pesante che non fa bene a nessuno.

    «Mi raccomando – dice l’animatore del gruppo di parrocchiani che ieri erano riuniti davanti alla chiesa, pronti a entrare per la solita funzione religiosa – non fatevi sentire dai bambini, queste cose non fanno bene, possono spaventare».

    Qui don Alessandro non era considerato un prete qualsiasi. Era un sacerdote un po’ speciale, in grado di portare nell’incarico romano i frutti dell’esperienza maturata per tanti anni in Argentina. Nessuno riferisce niente di strano. «Con i nostri figli – dicono alcune mamme – era tranquillo, con noi e con tutti era sempre disponibile. Non abbiamo mai segnalato niente di particolare, sguardi inopportuni, comportamenti sui minori che potessero far pensare. Si è sempre comportato correttamente».

    Un altro ne apprezza le omelie: «Non è che stupissero, tanto da poter dire che avessero il potere di convertire lo scettico più incallito. Ma non annoiavano, non erano parole dette per caso. Si sentiva che erano pensate, non buttate lì, per riempire uno spazio della funzione». Nella chiesa l’attività religiosa è intensa. Due volte alla settimana si riunisce un gruppo di neocatecumenali: «Facciamo il nostro percorso – dicono – è un appuntamento fisso». Si canta. È nutrita la compagine degli scouts Agesci. E trovano da fare anche i giovani della zona. Usano il campetto in cemento di calcetto allestito accanto alla chiesa. «Veniamo qui durante il tempo libero – raccontano alcuni ragazzi in attesa davanti alla porticina della sacrestia – Approfittiamo del campetto: non andiamo a scuola, siamo in vacanza e così cerchiamo come passare il nostro tempo libero».

    Fab. Dic.

    http://www.iltempo.it/cronache/2015/01/03/i-parrocchiani-tra-sconcerto-e-stupore-si-diceva-che-lo-avessero-minacciato-1.1363513