Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lazio

  • Prof di religione accusato di violenza sessuale sugli alunni: Diocesi fuori dal processo

    Prof di religione accusato di violenza sessuale sugli alunni: Diocesi fuori dal processo

    La giudice per l’udienza preliminare Laura Morelli ha respinto la richiesta delle parti civili di citare come responsabile civile la Diocesi di Latina nell’ambito di un eventuale processo nei confronti di Alessandro Frateschi. A riportarlo è la Repubblica. L’ex diacono e professore di religione è accusato di violenza sessuale su alcuni studenti del liceo in cui insegnava, tutti minorenni. Le parti civili avevano chiesto che anche la Chiesa fosse chiamata in causa nel processo perché Frateschi per insegnare aveva avuto il permesso dalla diocesi di appartenenza, quella di Latina. Questo nonostante nel 2022 due suore avevano già segnalato i comportamenti del professore.

    “La Diocesi non è stata citata come responsabile civile ritenendo che non vi fosse un rapporto contrattuale con Frateschi – ha dichiarato a la Repubblica l’avvocato di parte civile Nicodemo Gentile – ma noi andremo avanti perché parliamo di drammi che non sono solo dei minori coinvolti, ma di un’intera comunità. La Chiesa è una seconda famiglia e non c’è spazio per zone d’ombra. La comunità chiede chiarezza e atteggiamenti forti e puliti. Nessuno ci impedisce di poter agire in sede civile”.

    La giudice deve adesso pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio. Frateschi, che conosceva bene anche l’ex professore di religione pure lui accusato di violenza sessuale, Mirko Campoli, avrebbe abusato dei suoi studenti in diverse occasioni. Secondo l’accusa, il modus operandi era sempre lo stesso: l’uomo parlava con i suoi studenti sui social network, carpiva la loro fiducia e poi si faceva mandare foto e video intimi. In diverse occasioni li avrebbe invitati nella sua abitazione, abusando di loro e costringendoli ad avere rapporti sessuali.

    https://www.fanpage.it/roma/prof-di-religione-accusato-di-violenza-sessuale-sugli-alunni-diocesi-fuori-dal-processo/

  • Al via il processo al prof pedofilo, l’avvocato delle vittime: «Molti sapevano, anche la Diocesi ha una responsabilità civile»

    Al via il processo al prof pedofilo, l’avvocato delle vittime: «Molti sapevano, anche la Diocesi ha una responsabilità civile»

    Arriva in tribunale il caso di dell’ex insegnante di religione arrestato per abusi sessuali su minorenni a Latina. Alessandro Frateschi, 50 anni di Terracina, non si è presentato in tribunale dove era fissata l’udienza preliminare davanti al giudice Morselli. Udienza subito rinviata al 29 febbraio per una mancata notifica all’imputato.

    L’avvocato Nicodemo Gentile ha presentato richiesta di costituzione come parti civili di alcuni dei ragazzi vittime di violenza e della Garante dell’Infanzia della Regione Lazio, Monica Sansoni, presente in aula accanto agli adolescenti che hanno raccontato le violenze subite consentendo l’arresto dell’ex insegnante di religione in servizio al liceo Majorana di Latina.

    La novità più importante è stata la richiesta del’avvocato Nicodemo Gentile di indicare la Diocesi di Latina come responsabile civile. «L’imputato – ha dichiarato l’avvocato Gentile al termine dell’udienza – aveva formalmente i requisiti di alta moralità per insegnare religione nella scuola e fare attività nelle chiese.

    Dalle carte emerge la sua attività di predatore sessuale ossessivo, un lupo che pascolava tranquillamente tra questi agnellini, giovani fragili, che venivano vessati con violenza sia fisica che psicologica. E’ una vicenda molto triste.

    Nell’istanza depositata oggi – continua l’avvocato – chiediamo che venga indicata come responsabile civile la Diocesi di Latina, vogliamo che venga accertata la responsabilità perché ha attestato che l’imputato avesse le qualità morali e teologiche per poter insegnare religione, è un’attestazione dei rappresentanti dell’istituzione religiosa. L’indagato insegnava dal 2020 e sappiamo che c’erano già stati problemi nel 2022: molti soggetti, anche suore, sapevano delle problematiche ma nessuno ha detto nulla, questo lo dicono le carte e le dichiarazioni. Forse i successivi abusi al liceo Majorana si potevano evitare. Ora ci siamo affidati all’autorità giudiziaria di Latina di cui abbiamo estrema fiducia» conclude Nicodemo Gentile.

    «Siamo qui accanto ai ragazzi – ha aggiunto Monica Sansoni – e siamo assolutamente fiduciosi dell’attività dell’autorità giudiziaria».

    Il procedimento riguarda i primi 5 casi di abusi sessuali emersi dal gennaio 2023 quando, grazie alle denunce presentate dalle famiglie di alcuni alunni del liceo scientifico Majorana di Latina, iniziarono le indagini a carico dell’insegnante e diacono, poi allontanato dalla Diocesi di Latina dove svolgeva anche un lavoro part time nel settore amministrativo. Alcune delle giovani vittime sono assistite dall’avvocato Francesca Giuffrida.

    https://www.ilmessaggero.it/latina/processo_prof_pedofilo_alessandro_frateschi_latina_terracina-7908533.html

  • LASCIATE CHE LE FANCIULLE VENGANO A ME!

    LASCIATE CHE LE FANCIULLE VENGANO A ME!

    Giulio Pinco Caracciolo per “il Messaggero” – Estratti – «Se la giustizia non farà il suo corso sicuramente ne risponderanno davanti a Dio». Si lascia andare ad uno sfogo di rabbia e delusione in aula la madre di Marta (nome di fantasia), vittima di ripetute violenze sessuali perpetrate nel tempo, dal 2009 al 2012, da quando aveva solo 14 anni. Sul banco degli imputati G. V. ex catechista della parrocchia di Santa Rita da Cascia, nel quartiere Casalotti di Roma.

    L’accusa è di abusi aggravati dal ruolo svolto all’interno della comunità religiosa. «Nel 2013 un presbitero di cui non posso fare il nome mi riferì di alcune problematiche intime sorte all’interno del gruppo di giovani – racconta durante la sua testimonianza uno dei responsabili dei catechisti della parrocchia – mi disse che c’erano stati dei problemi tra un educatore e una ragazzina, ma senza farmi nomi e cognomi».

    Eppure, anche senza i dettagli, il religioso individua subito chi possa essere coinvolto: «Ho guardato l’elenco, ho chiamato personalmente G. V. e l’ho invitato a casa mia fuori Roma per farmi raccontare cosa fosse realmente accaduto. Lui ha ammesso di essersi baciato con una ragazzina. Mi ha parlato solo di un bacio e quando ho chiesto a Marta di raccontarmi i fatti anche lei ha confermato». Solo qualche bacio in macchina, niente di più, stando alla testimonianza dell’ex catechista e la promessa di non raccontare nulla ai genitori per scongiurare una reazione sconsiderata da parte del padre poliziotto della ragazza.

    «Così ho informato subito il parroco di Santa Rita da Cascia, ormai deceduto da diversi anni, che mi ha consigliato di non dire nulla a nessuno per non allarmare sia la famiglia della ragazza sia la famiglia dell’imputato, padre di quattro figli».

    Tutto cambia nel 2018, quando crolla il muro di omertà costruito intorno a questa vicenda. Questa volta è la madre a chiamare il responsabile dei catechisti ed è molto arrabbiata.

    «Ho ricevuto una telefonata dalla mamma di Marta prosegue l’uomo nella testimonianza – che diceva di aver parlato con la figlia». Marta si sfoga e racconta tutto, descrivendo le violenze sessuali subite in anni di catechismo da parte di quell’uomo del quale lei si fidava ciecamente.

    «Mia figlia è viva per miracolo si sfoga la donna in aula non ho idea di come abbia fatto a proseguire con la sua vita tenendosi tutto dentro. Ha subito le violenza da quando aveva 14 anni e dopo essere diventata maggiorenne ha deciso di sfogarsi. Una vergogna quello che è accaduto. All’interno della chiesa ci sono persone che fanno del bene, ma non tutte purtroppo. E poi c’è anche la morale. Non mi interessa se il parroco, all’epoca delle violenze, ha detto di tacere. Loro dovevano raccontare tutto e invece non l’hanno fatto».

    (…) Nel capo d’imputazione si legge un particolare che rende ancora più torbida una storia già difficile da raccontare: l’imputato avrebbe costretto la ragazzina ad avere rapporti sessuali non protetti, per via delle sue convinzioni religiose.

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/lasciate-che-fanciulle-vengano-me-nbsp-finisce-processo-nbsp-380781.htm

  • AUMENTANO I RAGAZZI CHE ACCUSANO DI STUPRO MIRKO CAMPOLI, PROF DI RELIGIONE E VICEPRESIDE DI UN ISTITUTO TECNICO DI TIVOLI

    AUMENTANO I RAGAZZI CHE ACCUSANO DI STUPRO MIRKO CAMPOLI, PROF DI RELIGIONE E VICEPRESIDE DI UN ISTITUTO TECNICO DI TIVOLI

    Estratto dell’articolo di Clemente Pistilli per “La Repubblica – Edizione Roma”

    Prima gli abusi sessuali sui minori della sua città e nei campi scuola dell’Azione cattolica e poi quelli sui bambini di una casa famiglia a Roma. Disposto un processo nei confronti dell’ex dirigente dell’Acr ed ex prof di religione Mirko Campoli, 47enne di Tivoli, messo ai domiciliari il 5 maggio scorso con l’accusa di violenza sessuale, la Procura tiburtina raddoppia.

    C’è una seconda inchiesta su quello che era considerato un insospettabile, con ruoli di primo piano nell’ambito della Chiesa, e gli inquirenti vogliono in fretta blindare le prove, raccogliendo le testimonianze di due minorenni con un incidente probatorio. […] La Procura ha ritenuto evidenti le prove contro di lui per quanto riguarda gli abusi su due minori, che all’epoca dei fatti avevano 12 e 16 anni.

    Nel primo caso Campoli, a cui i genitori del minore avevano affidato il figlio, avrebbe compiuto abusi sulla vittima per ben quattro anni, fermandosi soltanto quando, esplosa la pandemia, venne disposto il lockdown. E avrebbe compiuto le violenze a Tivoli, Guidonia e in altri centri italiani, «con una frequenza di almeno una volta al mese». Abusi che sarebbero avvenuti anche durante una gita a Gardaland e che avrebbero fortemente segnato l’allora minorenne.

    Nel secondo caso invece avrebbe abusato di un 16enne durante un campo scuola a Loreto, in provincia di Ancona. Campoli, mandato a giudizio con rito immediato, ha optato per un abbreviato, che consente lo sconto di pena in caso di condanna. Ieri però ha sostenuto che non era competente il Tribunale di Tivoli ma quello di Ancona. Tutto da rifare? Assolutamente no. Il giudice ha respinto tale eccezione e anche la richiesta di ascoltare un testimone. […]

    Emerge però che la Procura ha aperto anche una seconda inchiesta, per abusi sul fratellino di una delle prime due vittime e su un altro minore. Campoli, che era prof di religione e vicepreside all’istituto tecnico «Fermi» di Tivoli, segretario nazionale dell’Azione cattolica ragazzi, presidente diocesano dell’Azione cattolica, direttore dell’ufficio scuola diocesano, e incaricato regionale dell’ufficio scuola e università dall’ufficio della Cei, è accusato di aver abusato per due anni di un altro 12enne e sempre di violenza sessuale su un bambino di 10 anni ospite di una casa famiglia a Roma, a Boccea, che accoglie soprattutto minori «vittime di fenomeni di maltrattamento, abuso e abbandono». […]

    In tutti i casi Campoli è accusato di aver avvicinato i minori mentre erano immersi nel sonno o si trovavano nel dormiveglia e di averli costretti a subire una serie di abusi sessuali. […]

  • “Non c’è nulla di male, lo fa anche il don”: così il diacono pedofilo convinceva i ragazzini mostrando il video porno col sacerdote

    “Non c’è nulla di male, lo fa anche il don”: così il diacono pedofilo convinceva i ragazzini mostrando il video porno col sacerdote

    «Non c’è nulla di male nel fare queste cose. Come vedi lo fa anche don….».

    Emergono ulteriori elementi inquietanti dalle indagini sul diacono pontino accusato di violenza sessuale su una serie di minori e arrestato. Gli inquirenti sospettano che l’indagato, che era anche un insegnante di religione al liceo scientifico «Majorana» di Latina e che prima di finire sotto accusa era impegnato in una casa famiglia di Terracina, abbia mostrato ad alcune vittime un video porno realizzato con un sacerdote per convincere i minori a fare sesso con lui.

    Il caso è esploso nel gennaio scorso, quando la garante per l’infanzia e l’adolescenza Monica Sansoni ha raccolto le confidenze di alcuni studenti del capoluogo pontino. La Procura di Latina ha aperto un’inchiesta e il vescovo Mariano Crociata ha così sospeso il diacono.

    Accusato di aver abusato di un minore vicino alla sua famiglia e di alcuni giovani del liceo, il 50enne Alessandro Frateschi a luglio è stato messo ai domiciliari. I carabinieri hanno poi raccolto le denunce di altri minori. Frateschi, vicino anche all’Azione Cattolica, anche se non era un iscritto e non aveva ruoli nell’associazione, secondo gli investigatori aveva tra l’altro mostrato un video porno a una delle vittime, in cui si vedeva un prete.

    Gli inquirenti sospettano ora che non si trattasse di un anonimo sacerdote o sedicente tale, ma di un prete del posto con cui l’indagato avrebbe fatto sesso, riprendendo quegli incontri all’insaputa dello stesso. Il dubbio è poi quello che quei video siano stati usati per evitare che i minori facessero resistenza, convincendoli che se compiva determinati atti un prete che loro conoscevano bene, non c’era nulla di sbagliato nel fare determinate cose.

    Un’ipotesi ovviamente ancora da verificare, mentre il sacerdote, estraneo alle accuse e non indagato, è stato da qualche tempo spostato in un altro centro pontino rispetto a quello dove operava al momento in cui avrebbe avuto rapporti con Frateschi, che in passato era entrato in seminario, dal quale sarebbe però stato allontanato.

    Gli inquirenti sospettano però anche che vi fosse una rete di pedofilia che si muoveva tra parrocchie, case famiglia e scuola, e che la stessa godesse di una serie di protezioni, visto anche che alcune persone, insospettabili compresi, avrebbero avvicinato alcune vittime per spingerle a ritirare le denunce e avrebbero compiuto atti intimidatori. Un dubbio maturato soprattutto alla luce dei contatti emersi tra Frateschi e Mirko Campoli, ex dirigente di Azione Cattolica, anche lui accusato di violenze su minori a Tivoli e arrestato.

    E su quest’ultimo oggi il giudice per l’udienza preliminare del tribunale tiburtino, Emanuela Maria Francini, dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio. Campoli è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di due minori, che gli erano stati affidati dai genitori in un campo scuola.

    Oggi chiederà al giudice Francini di costituirsi parte civile anche la garante per l’infanzia e l’adolescenza. Una scelta quest’ultima fatta considerando che determinati reati sono considerati una lesione dei diritti dei minori e dei coincidenti diritti ed interessi dell’istituzione del Garante, soprattutto quando i diritti sarebbero stati lesi da figure educative e formative che dovrebbero garantire educazione e crescita e ai quali è diretta anche l’attività formativa del Garante.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/11/09/news/alessandro_frateschi_diacono_pedofilo_latina-419923436/

  • L’ex di Azione Cattolica e il diacono pedofilo nella stessa rete di abusi

    L’ex di Azione Cattolica e il diacono pedofilo nella stessa rete di abusi

    di Clemente Pistilli – Formatasi attorno alle comunità giovanili, alle scuole e in particolare alle parrocchie e alle case famiglia, una sinistra rete di pedofili è stata stesa.

    Si è rafforzata sfruttando rapporti instauratisi all’interno di una importante associazione cattolica, gode di protezioni o quantomeno di una significativa tolleranza.

    Molti preferiscono voltarsi dall’altra parte e alcuni sono pronti addirittura a correre in soccorso a chi inaspettatamente finisce in altre maglie, quelle della giustizia. Lo fa chi è legato ai sospettati in maniera affettiva, ma anche chi ha ruoli importanti nella società, che dovrebbe collaborare con chi indaga e che invece si scopre entrare di soppiatto nel campo avverso.

    Appare un’ipotesi suggestiva quella che sta prendendo forma attorno alle inchieste a Latina e Tivoli su due uomini, un diacono e un ex dirigente di Azione cattolica. Quasi azzardata. Ma alla luce di una serie di elementi, che man mano che procede il lavoro degli inquirenti si stanno sommando l’uno all’altro, è quella che sta facendo perdere il sonno a magistrati e carabinieri.

    La Procura pontina ha messo ai domiciliari il diacono e prof di religione Alessandro Frateschi. A gennaio il primo allarme, lanciato dagli studenti del liceo scientifico “Majorana” di Latina, la denuncia della garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Monica Sansoni, e la pesante ipotesi di violenza sessuale, a danno degli studenti e di altri minori con cui il 50enne era entrato in contatto nel corso del tempo.

    Poi i domiciliari e il lavoro incessante degli investigatori, che temono vi siano anche altre vittime rispetto a quelle che sinora hanno riferito di aver subito abusi. Ma Frateschi non era solo un prof di religione. Era impegnato in una casa famiglia di Terracina e nelle parrocchie. E in contemporanea a Tivoli è stata aperta un’altra inchiesta, già sfociata in una richiesta di rinvio a giudizio.

    Sempre per violenza sessuale e sempre a carico di un altro prof di religione, anche lui impegnato nel mondo cattolico, nella stessa associazione frequentata da Frateschi, e soprattutto attivo nelle case famiglia, dove al pari del terracinese avrebbe abusato dei più fragili. Si tratta in questo caso di Mirko Campoli, ugualmente arrestato e ugualmente trovato in possesso di una mole notevole di materiale pedopornografico, scovato sui dispositivi informatici dell’indagato.

    Scoperta analoga a quella fatta dopo aver perquisito il diacono di Terracina. Un materiale raccapricciante che ha però convinto gli inquirenti che i due si conoscessero e che fossero in contatto. La Procura di Latina, che ha raccolto anche informazioni su pressioni fatte alle vittime del diacono per convincerle a ritrattare, e quella di Tivoli si stanno muovendo nella stessa direzione.

    A uno dei minori che ha riferito di aver subito violenze sessuali ignoti hanno bruciato il citofono di casa. E alla garante per l’infanzia, che segue anche il caso di Tivoli, è stata danneggiata per due volte l’auto. Il procuratore del centro tiburtino, Francesco Menditto, ha utilizzato parole dure: «Il clima di omertà ambientale è molto simile a quello mafioso. I genitori non vogliono accettare la violenza che può avere patito il loro figlio e spesso si rivolgono all’autorità religiosa che tende a tenere la vicenda al suo interno».

    La diocesi di Tivoli ha negato di aver coperto il prof, sostenendo di aver invece subito denunciato. Stessa collaborazione con le autorità assicurata da quella di Latina. Ma mentre le inchieste delle Procure proseguono quelle ecclesiastiche non avrebbero ancora avuto sviluppi. Casi a cui è interessata anche la Procura di Roma. Troppo ipotizzare una rete? Gli inquirenti sembrano essere convinti del contrario.

    Considerando anche un particolare: Frateschi avrebbe camuffato il volto dei minori coinvolti in atti sessuali nei video che gli sono stati sequestrati, al fine di renderli irriconoscibili. Solitamente quel materiale viene girato in Paesi noti come mete di turismo sessuale e dove i bambini subiscono atti indicibili. Minorenni che è difficile, pressoché impossibile, identificare.

    Sono stati nascosti i volti perché forse quei video non sono stati girati in altri continenti ma in luoghi ben più vicini? Al momento è solo un sospetto, terribile di chi indaga. Ma l’appello fatto dagli investigatori sia di Latina che di Tivoli è lo stesso: chi sa parli, chi ha subito violenze denunci.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/11/05/news/diacono_pedofilo_latina-419654608/?ref=RHLF-BG-P12-S2-T1

  • Latina, le accuse degli alunni al prof di religione: «Ha spento la tv e mi ha fatto spogliare»

    Latina, le accuse degli alunni al prof di religione: «Ha spento la tv e mi ha fatto spogliare»

    Alessandro Frateschi è un professore di religione arrestato a Latina con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e dei suoi studenti. Il caso è nato dai racconti di alcuni studenti del liceo scientifico Majorana.

    La garante dell’infanzia Monica Sansoni ha visionato alcune delle chat tra l’insegnante e i suoi studenti e ha inviato tutto alla procura. Frateschi lavorava anche in una casa famiglia e in una parrocchia a Terracina. Il vescovo Mariano Crocetta ha revocato l’idoneità all’insegnamento.

    E l’ha sospeso dalla carica di diacono permanente. Il Gip ha disposto per lui i domiciliari. A settembre un’altra accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore di 14 anni. Oggi l’edizione romana di Repubblica racconta cosa ha detto agli inquirenti il ragazzino: «Quando sono arrivato ha spento la televisione e mi ha fatto spogliare. Io tentennavo e gli dicevo: sono troppo piccolo per queste cose. Ma lui mi diceva di stare tranquillo».

    Il Sexual Stage

    Gli studenti sostengono che Frateschi inviava messaggi tramite Instagram. All’inizio normali, poi sempre più spinti. E che usava la pratica del sexual stage, che consiste nel cingere i fianchi e le gambe delle vittime. «Quando ho capito cosa stava facendo ho provato a stare lontano da lui», ha denunciato uno degli studenti. «Anche perché sapeva che i fianchi erano una parte che non volevo mi si toccasse. Lui continuava a toccarmerli e a stringerli. Questa cosa mi infastidiva terribilmente».

    Un disagio che ha spinto i ragazzi a parlare con la prof di italiano. «Solo in tale situazione mi sono reso conto che i messaggi che avevo ricevuto non erano corretti e ho iniziato ad avere paura». L’indagato deteneva anche una grande quantità di materiale pedopornografico. «Realizzato utilizzando minori di anni 18 e disegni ritraenti soggetti, verosimilmente minorenni, intenti a compiere o subire pratiche e atti sessuali».

    Il materiale è stato scoperto durante le perquisizioni in seguito alla seconda denuncia. Lui si è difeso così: «Sapevo che aveva difficoltà. Non c’era nulla di sessuale. Volevo solo vedere se stava bene».

    https://www.open.online/2023/11/03/latina-alessandro-frateschi-professore-accuse-alunni/

  • CIVITAVECCHIA: Don Ivan Leto salvato dalla prescrizione

    CIVITAVECCHIA: Don Ivan Leto salvato dalla prescrizione

    Si è svolto questa mattina a Civitavecchia il processo nei confronti di don Ivan Leto, all’epoca dei fatti parroco della parrocchia di san Giordano Martire, rinviato a giudizio per diffamazione ai danni del Presidente della Rete L’ABUSO.

    Il sacerdote aveva ospitato nel 2015 un prete, don Francesco Rutigliano, condannato dal santo uffizio per abusi sessuali a danno di minori, omettendo la cosa ai fedeli e lasciandolo a contato con minori. Fedeli che tuttavia si accorsero dei precedenti del sacerdote attraverso il sito della Rete L’ABUSO che ne documentava il caso.

    Ad aggravare il tutto il fatto che la stessa vittima di don Francesco Rutiliano fuggita dalla Locride dopo gli abusi, si fosse rifatta una vita proprio a Civitavecchia, dove il prete che l’abusò, dopo la sospensione di cinque anni fu reintegrato.

    Se pur don Leto dichiarò alla Rete L’ABUSO di non essere a conoscenza dei precedenti del collega, che fu costretto a lasciare la parrocchia, pubblicò falsità diffamanti a suo sostegno contro l’associazione e attraverso il sito della stessa diocesi dove affermava in totale malafede che Francesco Zanardi, presidente della Rete L’ABUSO, per quei fatti fosse stato raggiunto da un avviso di garanzia già notificato e un procedimento da parte del Garante, oltre il fatto che a suo dire, Zanardi non fosse nuovo ad azioni diffamatorie contro il clero. Notizia totalmente falsa.

    Tuttavia i provvidenziali ritardi della giustizia italiana, se pur avesse ravvisato la diffamazione aggravata già su base documentale, hanno permesso che il reato si prescrivesse, sia per quanto riguarda il prete, sia per la Diocesi, di fatto responsabile della diffamazione a mezzo stampa.

    Questa mattina il colpo di scena in aula, dove il difensore della Rete, l’avvocato Mario Caligiuri, non ha potuto che riscontrare purtroppo l’estinzione del reato a causa dell’intervento dei termini prescrittivi.

  • Violentato a 14 anni dal professore di religione: “Mi faceva vedere video porno di preti sul cellulare”

    Violentato a 14 anni dal professore di religione: “Mi faceva vedere video porno di preti sul cellulare”

    “Quando sono arrivato ha spento la televisione e mi ha fatto spogliare. Io tentennavo e gli dicevo: sono troppo piccolo per queste cose. Ma lui mi diceva di stare tranquillo”.

    Sono particolari scioccanti quelli che emergono dall’ordinanza di custodia cautelare con cui, dieci giorni fa, a Latina è stato arrestato per la seconda volta un prof di religione accusato di abusi sessuali sugli studenti.

    Il 49enne Alessandro Frateschi, di Terracina, all’epoca dei fatti supplente al liceo scientifico “Ettore Majorana”, nel capoluogo pontino, e diacono, è stato messo nuovamente ai domiciliari con l’accusa di aver compiuto nel 2018 due violenze sessuali, nel giro di due mesi, su un ragazzino figlio di amici di famiglia mentre con il minore stava vedendo delle partite di calcio in tv.

    Un primo abuso e poi una serie di contatti tramite WhatsApp, con cui l’arrestato parlava di sesso e inviava al minore anche una foto delle parti intime. E il ragazzino, che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni, ha riferito agli inquirenti che, prima della violenza, il 49enne gli ha mostrato pure un video di un sacerdote ripreso durante un atto sessuale.

    A luglio il prof era già stato arrestato dai carabinieri, dopo sei mesi di indagini, con le accuse di violenza sessuale ai danni di un minore e tentata violenza sessuale ai danni di altri tre minori. Gli studenti, dopo aver salvato chat e foto dell’insegnante nudo, avevano chiesto aiuto, riferendo agli inquirenti nel dettaglio quanto era accaduto con l’indagato.

    A febbraio inoltre il vescovo di Latina, Mariano Crociata, aveva revocato a Frateschi l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica e l’aveva sospeso come diacono permanente. Le indagini intanto proseguono la fine di appurare se siano stati vittime di abusi anche altri minori.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2023/09/21/news/violentato_dal_prof_religione_video_porno_di_preti_cellulare-415273115/

  • Carpineto Romano: Padre Carlos Alberto Pérez condannato anche in appello

    Carpineto Romano: Padre Carlos Alberto Pérez condannato anche in appello

    Si è svolto questa mattina a Piazzale Clodio il processo di appello a padre Carlos Alberto Pérez, un colombiano con una serie di abusi alle spalle e trasferito per questo in Italia, a Carpineto Romano, dove ha reiterato su più minori gli stessi crimini.

    La Corte di appello di Roma questa mattina ha confermato la condanna in primo grado a otto anni, con uno sconto di pena di uno.

    Entro 90 giorni le motivazioni.

    FraZan