Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Liguria

  • Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Articolo n° 207784 del 19/12/2011 – 15:09

    Alassio, condanna Don Lu: il sacerdote apre un blog e affida al web la documentazione

    Alassio. Don Luciano Massaferro, l’ex parroco di San Vincenzo Ferreri e San Giovanni di Alassio condannato per molestie su una chierichetta dodicenne, apre un blog. Dopo la sentenza della corte d’appello che ha confermato la pena di primo grado a 7 anni e 8 mesi di reclusione, il sacerdote cerca di tenere aperto il canale con amici ed ex parrocchiani innocentisti attraverso il web.

    Il sito www.donluciano.org sarà attivo da mercoledì prossimo, 21 dicembre, e secondo quanto si apprende dalle parole dello stesso Don Lu ospiterà “il materiale inerente la mia vicenda giudiziaria, compresi gli atti conclusivi del processo. Ovviamente altro materiale sarà aggiunto nel corso del tempo”.

    Il sacerdote chiede inoltre agli amici, se lo riterranno opportuno, “di far girare il più possibile l’indirizzo di questo sito in modo da favorire un’informazione obiettiva. Nel sito si toverà anche un breve resoconto della mia vicenda da stampare e far arrivare a chi abitualmente non usa Internet”.

    La versione di questa sintesi stampabile sarà anche in versione inglese, tedesco, francese, spagnolo e altre lingue.

    La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 17 febbraio: non solo la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione ma anche l’interdizione perpetua dall’esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi, mentre per la vittima era stato disposto un risarcimento di 180 mila euro (oltre a 10 mila euro per la madre della piccola).

    All’epoca il sacerdote era stato rinchiuso dapprima nel carcere di Valle Armea a Sanremo, per poi ottenere prima il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e fare infine ritorno nella “sua” Alassio, nell’alloggio dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri.

    Lo scorso 18 novembre la corte d’appello di Genova ha confermato pienamente la pronuncia di primo grado.

    http://www.ivg.it/2011/12/alassio-condanna…documentazione/

  • Quezzi, don Danovaro prende ufficialmente il posto dell’ex prete papà

    Quezzi, don Danovaro prende ufficialmente il posto dell’ex prete papà

    Articolo n° 25019 del 18/12/2011 – 19:17

    Quezzi, don Danovaro prende ufficialmente il posto dell’ex prete papà

    Quezzi, il cardinale Bagnasco ha nominato il nuovo parroco: “Ai preti affido la cura dei giovani”
    Caso Don Marengo: Bagnasco sarà presente a Quezzi domenica prossima
    Alluvione Genova, Papa Benedetto XVI: “Impegno solidale per superare la prova”
    Genova, da oggi la reliquia di Papa Wojtyla nella Chiesa di Santa Maria del Prato
    Genova, ladri in azione a Voltri e a Quezzi
    Il Genoa prende in contropiede la Roma:2 a 1 per il Grifone

    Quezzi. L’arrivo del nuovo parroco è stato ufficializzato con la messa officiata nella chiesa della Natività a Quezzi dal cardinale Angelo Bagnasco. Don Tommaso Danovaro sostituisce il precedente parroco sospeso dalla Curia per aver avuto un figlio da una parrocchiana. Del suo predecessore e della sua vicenda personale, poco prima della Messa, don Danovaro ha detto dinon aver avuto contatti personali “né lui ne ha con il territorio.

    Non è più qui da un anno”. Sul piccolo avuto dal sacerdote, don Tommaso ha spiegato che “i piccoli sono sempre innocenti”. Per questo “penso che a lui si chieda di prendersi cura di questo nuovo nato”. All’inizio della Messa, una giovane rappresentante della comunità, ha chiesto al nuovo parroco “di aiutarci a ritrovare la serenità e l’unità che la nostra comunità negli ultimi tempi ha smarrito” spiegando che “veniamo da esperienze che ci hanno provato, esperienze comunque utili perché sono state il banco di prova della nostra fede e possiamo dire che la prova è stata superata brillantemente”.

    Ha poi ricordato la spiritualità del nuovo parroco e il suo “modo semplice e mite di rapportarsi con le persone. In questi mesi di permanenza nella nostra parrocchia – ha aggiunto – don Tommaso è riuscito a suscitare la simpatia nelle persone che gravitano attorno alla chiesa ma anche in coloro che pur mantenendo le debite distanze hanno comunque occasione di incontrarlo per le strade del quartiere nei negozi sull’autobus”.

    http://www.genova24.it/2011/12/quezzi-don-…ete-papa-25019/

  • Diventa un giallo la visita di Bagnasco a don Seppia

    Diventa un giallo la visita di Bagnasco a don Seppia

    Genova – Il colloquio è avvenuto nella cappella del carcere. Un faccia a faccia di una ventina di minuti, sotto il controllo, solo visivo, delle autorità del penitenziario. Nessuno sa cosa si siano detti il cardinale Angelo Bagnasco e don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri, arrestato per uno scandalo di droga e sesso con minori. La visita doveva rimanere segreta e adesso è fonte di non pochi imbarazzi, alla vigilia di un processo delicatissimo per la Chiesa. E proprio su questo punto c’è un giallo: chi ha autorizzato quell’incontro? «Nessun privilegio, tutto si è svolto nel pieno rispetto delle regole e ha coinvolto le autorità preposte», assicura Francesco Frontirré, direttore del carcere di Sanremo, dove Seppia è detenuto . Una versione confermata da Giovanni Salamone, provveditore regionale all’amministrazione penitenziaria, che aggiunge: «Mi è stato riferito che il colloquio è stato autorizzato da Stefano Puppo, il pubblico ministero che ha svolto l’inchiesta». Un’affermazione smentita però dal diretto interessato: «Non sono stato io a dare il via libera e sarebbe comunque competenza del gip». Un rimpallo di responsabilità che accresce il mistero sul blitz avvenuto mercoledì pomeriggio, poco dopo le 18,30. Sull’argomento il presidente della Cei ha rilasciato solo una breve dichiarazione ieri sera, a margine di un convegno al palazzo della Meridiana: «È vero, ci siamo incontrati. È stata la prima volta. Lui sta facendo il suo percorso». Un breve commento che però non aiuta a chiarire quanto accaduto. «Sono all’oscuro di tutto», commenta l’avvocato Paolo Bonanni, legale dell’ex parroco. Don Riccardo Seppia viene arrestato lo scorso 13 maggio dai carabinieri del Nas di Milano. I militari seguono da tempo un giro di spacciatori di cocaina e anabolizzanti ed è in questo contesto che incappano nel pastore della chiesa di Santo Spirito. Un uomo che al telefono parla molto delle sue maggiori passioni: i ragazzini e la polvere bianca. Riserva le confidenze sugli aspetti più oscuri della sua personalità a due personaggi chiave: il pusher Baja Seikou e l’ex seminarista e sodale Emanuele Alfano. Le accuse nei confronti di Seppia, sono di tentata cessione di droga, pornografia minorile e tentata violenza su minore, per aver provato ad adescare un chierichetto di 15 anni. Anche Alfano finisce in manette, per prostituzione minorile.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/12…co_giallo.shtml

  • Bagnasco si consulta con don Seppia. Segreti da occultare?

    Bagnasco si consulta con don Seppia. Segreti da occultare?

    dicembre 9th, 2011 Monia Papa

    Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei ha fatto una visita di cui non è possibile non parlare.Angelo Bagnasco, ha infatti fatto visita don Riccardo Seppia recluso in carcere a San Remo. Riccardo Seppia è un ex parroco genovese che è detenuto dal maggio scorso con l’accusa di tentata violenza sessuale su minore perché ha offerto droga a minorenni nonché per detenzione di materiale pedopornografico. Un portavoce della Curia ha riferito: ”Il cardinal Bagnasco ha incontrato don Seppia nella cappella del carcere di Sanremo per un colloquio personale”.

  • PEDOFILIA: DON SEPPIA E SEMINARISTA AVRANNO PROCESSI DIVERSI

    PEDOFILIA: DON SEPPIA E SEMINARISTA AVRANNO PROCESSI DIVERSI

    16:46 07 DIC 2011

    (AGI) – Genova, 7 dic. – Sara’ processato con rito ordinario Emanuele Alfano, l’amico e sodale di don Riccardo Seppia, il sacerdote genovese arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un ragazzo minorenne e per avere molestato sessualmente un chierichetto.
    Si separano dunque le sorti processuali dei due: Seppia ha infatti scelto il processo in abbreviato che si celebrera’ il prossimo 14 febbraio. Quattro i capi di imputazione per Alfano: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico. (AGI)

    http://www.agi.it/genova/notizie/201112071…rocessi_diversi

  • Don Luciano Massaferro confermata la condanna

    Don Luciano Massaferro confermata la condanna

    I 7 anni e 8 mesi di reclusione inflitti in primo grado dal Tribunale di Savona sono stati confermati dalla Corte d’Appello di Genova: don Luciano Massaferro, 46 anni, parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio, è stato condannato per molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni

    di LUCIA MARCHIO’

    Don Luciano Massaferro condannato anche in appello. Il pg Lorenzo Ferretti aveva chiesto la conferma della pena di primo grado per il parroco di Alassio, condannato dal tribunale di Savona a 7 anni e 8 mesi con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni. E cosi è stato. Alla lettura della sentenza – decretata dopo sei ore di camera di consiglio poiché la Corte presieduta da Giorgio Odero non ha ritenuto necessari ullteriori supplementi di istruttoria – i parrocchiani amici di “Don Lu” giunti dal ponente savonese nell’Aula della Corte d’Appello del Tribunale di Genova per assistere al verdetto e supportare il prete hanno urlato frasi concitate: “Vergogna, vergogna: questa la giustizia italiana!”, mentre un’altra fedele, in lacrime, ha aggiunto: “Non se lo merita, sono esterrefatta per una sentenza del genere”. Don Massaferro, attualmente agli arresti domiciliari nell’alloggio della canonica della parrocchia alassina di San Vincenzo Ferreri, non era presente al processo. Arrestato il 29 dicembre del 2009 e rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo, aveva poi ottenuto il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e conseguentemente gli arresti domiciliari. Almeno tre gli episodi di molestie sessuali che gli vennero attribuiti ai tempi verso la ragazzina. Il ricorso al secondo grado di giudizio era stato richiesto dagli avvocati difensori di Don Luciano, Alessandro Chirivì e Mauro Ronco di Torino, i quali avevano depositato un documento di 174 pagine con la ricostruzione

    della vicenda sostenendo la non attendibilità della chierichetta, rappresentata in giudizio dall’avvocato di parte civile Mauro Vannucci. La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 17 febbraio; oltre alla condanna a sette anni e otto mesi di reclusione al religioso era anche stata inflitta l’interdizione perpetua dall’esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi, nonché disposto un risarcimento alla vittima di 180 mila euro.
    “La Corte d’Appello non ha potuto fare altro che confermare la sentenza di primo grado, dopo aver analizzato tutti i riscontri emersi nel processo precedente che si era svolto a porte chiuse e che portavano alla colpevolezza dell’imputato”, ha sottolineato l’avvocato Vannucci, che assiste la minore e la mamma di questa. Dal canto loro, i difensori del parroco hanno ribadito di non condividere la sentenza d’appello: “Siamo certi e sicuri dell’estraneità di don Luciano, adesso faremo ricorso in Cassazione per acclarare la verità dei fatti”.

    (18 novembre 2011)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/11/18/news/don_luciano_massaferro_confermata_la_condanna-25242384/

  • PEDOFILIA: DON SEPPIA E L’EX SEMINARISTA RINVIATI A GIUDIZIO

    PEDOFILIA: DON SEPPIA E L’EX SEMINARISTA RINVIATI A GIUDIZIO

    15:29 14 NOV 2011

    (AGI) – Genova, 14 nov. – E’ stato rinviato a giudizio don Riccardo Seppia, il sacerdote genovese arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un ragazzo minorenne. Insieme a lui e’ stato disposto il giudizio anche per l’ex seminarista Emanuele Alfano, suo amico, confidente e complice. Il giudizio e’ stato disposto dal gip Annalisa Giacalone. La prima udienza e’ stata fissata il 12 gennaio di fronte ai giudici del tribunale ordinario.

    Ora i difensori degli imputati hanno venti giorni per chiedere eventuali riti alternativi. L’ex sacerdote della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri Ponente, risponde di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti ad un chierichetto, plrurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

    Quattro i capi di imputazione per Alfano: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico. Intanto domani e’ in programma l’incidente probatorio che porra’ proprio Alfano di fronte al gip e al pm.(AGI) Ge1/Mav

    www.agi.it/genova/notizie/201111141…iati_a_giudizio

  • Savona, pedofilia: archiviato il caso Briano. L’Abuso: “Indignazione e vergogna per le leggi salva pedofili”

    Savona, pedofilia: archiviato il caso Briano. L’Abuso: “Indignazione e vergogna per le leggi salva pedofili”

    Scrivo questo comunicato esprimendo indignazione e vergogna cercando di contenere la rabbia e la profonda indignazione, inutile e cattiva consigliera. Appare oggi sui quotidiani locali la notizia dell’archiviazione del caso Briano, il pedofilo savonese che per 30 anni ha abusato – grazie al sostegno e all’omertà del clero – decine di vittime nelle parrocchie di Spotorno, Quiliano, Villetta, nei gruppi scout e in alcune colonie gestite da suore. Un altro clamoroso fallimento della giustizia e della (altro…)

  • Pedofilia in parrocchia, arriva il “colpo di spugna”

    Pedofilia in parrocchia, arriva il “colpo di spugna”

    Giovanni Ciolina – Il Gip del tribunale costretto ad archiviare il fascicolo perchè i reati sono ormai prescritti. Il diacono Briano non pagherà per gli abusi dei quali era accusato

    Savona. Archiviato per sopraggiunta prescrizione dei reati. Una pietra tombale, un “colpo di spugna” sulle accuse di pedofilia nei confronti di Franco Briano, 63 anni, diacono e assistente di don Lupino nella parrocchia di San Dalmazio a Lavagnola.

    Il giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi ieri non ha potuto far altro che ratificare le conclusioni a cui era giunto il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Coccoli a seguito dell’inchiesta avviata in seguito alle denunce di Francesco Zanardi, una delle vittime della pedofilia che alla fine degli anni ’90 ha infestato la curia savonese.

    «Si tratta di fatti accertati e ammessi da Briano che risalgono al ’76. È tutto prescritto, anche l’ultimo episodio che ha coinvolto un maggiorenne nel 1996» ha spiegato il gip. Briano in un drammatico interrogatorio di un anno fa in procura ha ammesso gli addebiti, ha raccontato di aver toccato i ragazzini che frequentavano la parrocchie, i campi scout, i campi estivi, infilandosi nelle brande al momento di andare a dormire. E per convincere le sue giovani potenziali vittime a partecipare all’attività esterna non esitava a fare regali.

    Per poi entrare in azione con i suoi squallidi giochini al momento dell’adunata per andare a letto. E quei terribili momenti sono stati raccontai da Briano, ma anche dalle vittime dell’epoca che ora sono quarantenni di successo. Briano che non sembra essere sfuggito allam terribile “legge” che «gli abusanti di oggi sono gli abusati di ieri»,

    La prescrizione ha cancellato quei reati, non assolto Franco Briano che invece dovrà rispondere di possesso di materiale pedopornografico, reati di competenza della procura di Genova. Sul pc di Briano, infatti, sono state ritrovate immagini di bambini nudi che l’assistente della parrocchia di san Dalmazio ha scaricato da internet. E per quel reato sarà processato.

    Ma il buco nero della curia savonese nel campo della pedofilia ha coinvolto anche altri parroci: don Nello Giraudo, don Achille, don Rebagliati, quest’ultimo sotto inchiesta per favoreggiamento della prostituzione.

    E i destini giudiziari di molti di loro pauiono destinati tutti alla stessa conclusione: prescrizione. Al momento il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro non ha ancora adottato provvedimento ufficiali, ma nonostante la gravità dei fatti contestati anche le accuse nei confronti di don Nello Giraudo, ora fuori dalla Curia, sono prescritte. Al pari di quelle per don Achille. Violenze datate nel tempo che se penalmente non avranno ripercussioni, dal punto di vista sociale mettono in luce uno spaccato preoccupante all’interno della chiesa savonese negli anni ’80 e ’90.

    Don Rebagliati, infine. Sarà interrogato forse la settimana prossima dal pm.

  • Diocesi sul caso Briano: è un laico

    Diocesi sul caso Briano: è un laico

    Relativamente all’articolo, a firma Giovanni Ciolina, comparso sull’edizione savonese de Il Secolo XIX di oggi 8 novembre 2011 e al richiamo in prima pagina del medesimo, la Diocesi di Savona-Noli, sentiti i propri legali, intende precisare quanto segue:

    in primis Franco Briano non è un diacono, come erroneamente riportato nell’articolo di Ciolina a pagina 22 (e ribadito nella titolazione e nella locandina) né tantomeno un prete come lascia chiaramente intendere il titolo del richiamo in prima “Prete pedofilo a Lavagnola arriva il colpo di spugna”. Si tratta di una gravissima inesattezza poiché il citato Franco Briano, che ha in passato collaborato con la parrocchia di Lavagnola, è semplicemente un laico che non fa parte a nessun titolo del clero savonese.

    In seconda battuta l’autore dell’articolo scrive altre gravi e inaccettabili inesattezze quando afferma testualmente: “Ma il buco nero della curia savonese nel campo della pedofilia ha coinvolto anche altri parroci: don Nello Giraudo, don Achille, don Rebagliati, quest’ultimo sotto inchiesta per favoreggiamento della prostituzione”.

    Ci preme invece ricordare che don Achille Tronconi – di cui viene omesso il cognome, ma è chiaro il riferimento essendo l’unico don Achille in diocesi – non risulta coinvolto in alcuna inchiesta legata alla pedofilia, così come lo stesso don Carlo Rebagliati che deve rispondere esclusivamente di altre accuse, come ammesso dallo stesso redattore dell’articolo.

    Infine, la Diocesi intende ribadire con forza che, sempre nel rispetto dell’azione della Magistratura e dei procedimenti civili e penali, per la chiesa non esiste alcuna prescrizione relativamente a reati commessi all’interno del clero, che sono perseguiti dai tribunali ecclesiastici. Nessuna azione in tal senso è invece possibile nei confronti di Franco Briano poiché, come precisato, non appartiene al clero.

    La Diocesi di Savona-Noli chiede pertanto a tutti i media savonesi di dare ampia rilevanza a questo comunicato per evitare il diffondersi di informazioni non corrette e non rispondenti alla verità.

    In particolare, in conformità alle vigenti leggi sulla stampa, CHIEDE alla testata Il Secolo XIX di pubblicare queste precisazioni – nella loro interezza e con stessa rilevanza dell’articolo citato – come doverosa smentita, riservandosi comunque di agire a tutela dei propri diritti in ogni sede competente.

    https://www.savonanews.it/2011/11/08/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/diocesi-su-caso-briano-e-un-laico.html