Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Liguria

  • Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    I legali di Don Riccardo Seppia chiederanno domattina il rito abbreviato, che implica la riduzione di un terzo della pena, per il loro assistito. Se il sacerdote genovese arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un suo chierichetto minorenne verrà condannato quindi, potrà beneficiare di un consistente ‘sconto’ sul tempo di permanenza dietro le sbarre.

    “Chiediamo che Don Seppia sia processato con rito abbreviato a seguito dell’approfondito esame del fascicolo da cui non sono emersi elementi nuovi rispetto alle prime contestazioni. Non esistono inoltre immagini o filmati che possano ricondurre alla pedopornografia” ha infatti dichiarato l’avvocato Paolo Bonanni, difensore del prete pedofilo.

    L’ex parroco della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri Ponente, risponde di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti a un chierichetto, diverse offerte di cocaina a minori e al complice e amico Emanuele Alfano che andrà a processo insieme a lui, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

     

  • Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Il chierichetto che avrebbe subito violenze sessuali da parte di Don Riccardo Seppia in almeno due occasioni sarebbe “attendibile” secondo il perito nominato dal tribunale Renata Rizzitelli che ha effettuato la valutazione psichiatrica sul ragazzo. il ragazzino “E’ perfettamente in grado di riferire con lucidità e logica quanto gli è accaduto” con l’ex parroco della chiesa dello Spirito Santo di Genova Sestri Ponente
    La prima volta il prete lo avrebbe abbracciato tentando forzatamente di baciarlo, imentre la seconda il parroco gli avrebbe accarezzato esplicitamente una gamba durante una confessione. Ma, soprattutto, Don Seppia avrebbe inviato al giovane numerosi sms dal contenuto decisamente hard e inequivocabile. Intanto in settimana il legale di don Seppia, l’avvocato genovese Paolo Bonanni, deciderà quale rito scegliere per il processo: Don Riccardo Seppia è stato infatti rinviato a giudizio e insieme a lui è stato disposto il giudizio anche per l’ex seminarista Emanuele Alfano, suo amico, confidente e complice. La prima udienza e’ stata fissata il 12 gennaio di fronte ai giudici del tribunale ordinario.
    Seppia deve rispondere di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti ad un chierichetto, plurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Quattro invece i capi di imputazione per Alfano: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico.

  • Pedofilia, minorenne davanti al gip: “Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca”

    Pedofilia, minorenne davanti al gip: “Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca”

    Genova. Durante l’incidente probatorio che si è svolto davanti al gip, la presunta vittima delle attenzioni di Don Seppia, il parroco arrestato a maggio nell’ambito dell’inchiesta su droga e presunti abusi su minori, ha ammesso le telefonate con l’ex sacerdote, l’offerta di cocaina in cambio di sesso.

    “Ho ricevuto delle telefonate da Don Seppia – ha raccontato il 16enne davanti al gip – Lui aveva il mio numero perché una volta il mio amico marocchino lo chiamò dal mio cellulare e lui se lo memorizzò. Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca, ma io in un primo momento pensai alla Coca Cola. Poi lui specificò che si trattava di cocaina. Avevamo fissato anche un appuntamento con don Riccardo, per avere rapporti sessuali. Ma poi lui mi chiamò per dirmi che aveva degli impegni e che non poteva più venire. Così saltò tutto”.

    Martedì prossimo proseguirà l’incidente probatorio con l’esame del perito che ha incontrato il chierichetto, il ragazzino di 15 anni che secondo le accuse avrebbe subito le attenzioni del sacerdote. Don Seppia e Emanuele Alfano, l’ex seminarista arrestato nella stessa indagine, sono stati rinviati a giudizio. L’udienza è fissata per il 12 gennaio.

    http://www.genova24.it/2011/11/pedofilia-m…ella-coca-23117

  • Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Savona. Richiesta di verità e di giustizia per le numerose vittime di sacerdoti pedo-criminali. Arriva a seguito del “pellegrinaggio per la verità” di Francesco Zanardi, portavoce di “Rete l’Abuso”, che assieme ad Alberto Sala, Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan Onlus” è stato ricevuto da un funzionario di Stato.

    “Purtroppo non resta che rimarcare con molta amarezza, disappunto e sgomento, che il Vaticano non ha la minima intenzione né di dare sostegno alle vittime, né di fare prevenzione e neppure di denunciare i preti pedo-criminali e i Vescovi complici che tutt’ora coprono questi atti criminali. Le “Linee Guida” della Santa Sede si mostrano come una farsa e fumo negli occhi a chiunque chieda verità e giustizia. Le gravi omissioni in nome dell’Onnipotente sono l’illusione che si stiano prendendo provvedimenti, colpevolmente sordi al grido che proviene dalle migliaia di vittime in tutto il mondo”.

    “Ci rivolgiamo contestualmente anche al Presidente Napolitano, ai presidenti degli Stati Membri dell’Unione Europea al Presidente Barroso e a tutti i Deputati del Parlamento Europeo quali garanti della laicità delle Istituzioni. Noi siamo cittadini italiani e cittadini europei e chiediamo un intervento diretto delle Istituzioni italiane ed Europee al fine di indurre lo Stato del Vaticano ad affrontare il gravissimo problema della pedo-criminalità nel clero per rispetto delle vittime e delle famiglie coinvolte”.

    “Comunichiamo che dal 31 ottobre Francesco Zanardi della “Rete L’Abuso” e Alberto Sala Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan” ONLUS cominceranno uno sciopero della fame a oltranza finché non venga aperto un canale serio con la Santa Sede per fare concretamente fronte ai crimini commessi dai membri della Chiesa Cattolica e finché Sua Santità Benedetto XVI accolga al più presto la richiesta di una Commissione d’Inchiesta Internazionale sui crimini di pedo-criminalità nel Clero, alla quale rivendichiamo il diritto di partecipare”.

    “Chiediamo che la CEI si dichiari favorevole e sostenga la richiesta dell’istituzione di una Commissione indipendente sui crimini sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose cattolici in Italia. I membri di questa Commissione siano scelti tra giuristi, operatori sanitari, operatori dell’informazione, uomini di scienza di provata capacità, indipendenza e obiettività, con la rappresentanza di sopravvissuti e vittime”.

    “Chiediamo che la CEI e la chiesa cattolica si adoperino affinché la Congregazione per la dottrina della fede assieme alle diocesi, le istituzioni, gli enti, le congregazioni e comunità religiose mettano a disposizione della Commissione, della magistratura e dell’opinione pubblica, nel rispetto delle consuete norme di garanzia, i loro archivi con tutte le notizie di reato perseguibili di ufficio sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose, anche per quei reati caduti in prescrizione”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano alle autorità ecclesiastiche l’obbligo di denuncia delle notizie di reato perseguibili di ufficio. Obbligo da estendersi, tramite anche analoghe direttive della chiesa cattolica, ai membri della Curia Romana, ai responsabili diocesani e ai responsabili degli ordini, congregazioni e comunità religiose, fino a tutti i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica”.

    “Chiediamo che la CEI si faccia promotrice di direttive e norme che prevedano l’imprescrittibilità dei reati sessuali nei confronti di minori compiuti dal clero e da membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, per evitare che i crimini restino impuniti”.

    “Chiediamo che le direttive della CEI impongano la rimozione dallo stato clericale di tutti i responsabili di abusi sessuali su minori, seppur caduti in prescrizione, senza alcuna eccezione, rigettando l’infondata distinzione tra casi più gravi e meno gravi. Chiediamo che le direttive impongano le dimissioni di tutti i vescovi che, seppur informati degli abusi, non abbiano trasmesso le relative notizie di reato alla magistratura. Chiediamo altresì, alle massime autorità della chiesa cattolica, la destituzione da tutti gli incarichi, di qualunque genere essi siano (spirituali, di governo, pastorali ecc.), in Italia e nel governo della chiesa cattolica, del card. Bernard Francis Law”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano altresì alle diocesi, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica di risarcire o indennizzare spontaneamente le vittime, in misura adeguata rispetto al danno subito. Questo perché il più delle volte il responsabile degli abusi non può e non vuole risarcire quello che la magistratura gli impone”.

    “Chiediamo infine che la CEI promuova una seria e approfondita riflessione sul perché si verificano questi crimini sui minori nella chiesa cattolica. Crimini che non dovrebbero essere compiuti se i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica si attenessero al rispetto della regola del celibato, del voto, dell’impegno e del vincolo alla castità.
    “Chiediamo che la CEI operi una riflessione sul legame tra la repressione affettiva e sessuale del clero, di religiosi e religiose in genere e gli abusi da essi compiuti. Questo perché sopravvissuti e vittime hanno bisogno di verità e giustizia e non di parole vuote e pubblico rammarico, che lasciano il tempo che trovano. Se veramente si vogliono ascoltare le vittime e i sopravvissuti, agendo di conseguenza, è necessario che tutto quanto chiediamo sia effettivamente attuato”.

    Queste le richieste avanzate da doverse associazioni: “Rete l’abuso” di Savona; Associazione Piccolo Alan; Comunità Il Rifugio di Alan; D.A. Democrazia Atea; Fondazione Protege A Tus Hijos; SNAP Intenational (The Survivors Network of those Abused by Priest); Associazione sordi Antonio Provolo ONLUS; Il Dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso; Survivors Voice Italy – La Colpa Survivers Voice Europe.

  • Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Articolo n° 21987 del 25/10/2011 – 18:54

    Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Genova. Sia per l’ex parroco di Sestri Ponente, Don Riccardo Seppia, sia per l’ex seminarista Emanuele Alfano sono prossimi alla scadenza i termini di carcerazione preventiva, e per questo la Procura sta valutando la possibilità di chiedere il giudizio immediato. Entrambi sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi sessuali su minori, tentata induzione alla prostituzione e cessione di stupefacenti.

    Don Seppia è detenuto nella sezione “sex offenders” del carcere di Sanremo, riservata a chi è accusato di reati sessuali, mentre Alfano si trova nella casa circondariale di Marassi, a Genova. Ieri la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del difensore di Don Seppia che aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza del tribunale del riesame che, nel luglio scorso, aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari. Oggi invece doveva svolgersi l’incidente probatorio tra Alfano e uno dei minorenni che avrebbero subito abusi. L’esame davanti al gip è stato rinviato al 15 novembre a causa dell’impedimento di uno degli avvocati dell’ex seminarista.

    www.genova24.it/2011/10/pedofilia-d…immediato-21987

  • «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

    «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

     Genova – Dopo la bufera che ha investito il collegio degli Emiliani di Nervi perché l’ex segretario, padre Vito Beatrice, è stato accusato di pedofilia da un ventiseienne di Roma che sostiene di essere stato circuito dall’età di 8 anni, la Comunità ha diramato una nota in cui chiarisce la sua posizione e il suo sentire. La pubblichiamo integralmente di seguito.

    La comunità dei Padri Somaschi del Collegio Emiliani di Genova Nervi, venuta a conoscenza dell’accusa di pedofilia nei confronti del padre Vito Beatrice, relativa a gravi fatti che sarebbero avvenuti all’inizio degli anni Novanta, profondamente colpita e addolorata, esprime innanzitutto piena solidarietà al giovane e alla sua famiglia. Il presunto reato di cui è accusato il religioso, impiegato per anni nella segreteria scolastica del Collegio Emiliani e animatore culturale, è certamente da deplorare perché intacca i fondamenti del nostro progetto educativo che ha il suo fulcro nell’attenzione ai piccoli e agli ultimi, mortificando la nostra vocazione di “padri degli orfani” che si meritò il nostro santo fondatore, Girolamo Emiliani. Si intende offrire alla magistratura la massima collaborazione affinché si giunga al più presto ad appurare la verità dei fatti. Relativamente alla tempesta mediatica che si è abbattuta in questi giorni e che ha coinvolto la nostra comunità ci teniamo a sottolineare la netta distinzione fra i gravi fatti che potrebbero essere accaduti nei quali è coinvolto un uomo prima ancora che un religioso e ciò che l’istituzione scolastica del Collegio Emiliani ha rappresentato e rappresenta tuttora per le centinaia di famiglie che vi iscrivono i loro figli. Nonostante l’accaduto, oggi più che mai, ci teniamo a ribadire in maniera ancor più forte e sentita che il nostro progetto educativo, quello che ci è stato tramandato dalla Congregazione dei Padri Somaschi, rimane per noi un punto fermo e irrinunciabile: esso si concretizza oggi attraverso l’attuazione di diverse attività che hanno come obiettivo ultimo la crescita umana dei nostri studenti e l’attenzione costante su tanti aspetti della loro vita. Oggi, come già da qualche anno a questa parte, una esperta psicologa incontra periodicamente i nostri ragazzi e se necessario le famiglie per ascoltare i loro problemi e aiutare a superarli, collaborando con il corpo docente, laico e religioso, e con la Direzione del Collegio. Presso il nostro Istituto sono inoltre attivati progetti per i ragazzi con disturbi dell’apprendimento e neurolinguistici e si avviano i ragazzi alla solidarietà e al volontariato. Professori laici altamente qualificati e formati, oltre a trasmettere la loro cultura, si impegnano attivamente nell’ascolto e nel dialogo con gli studenti, prestando il loro servizio professionale anche in orari extra-scolastici, quando è necessario. Questo è e sarà l’Emiliani! Noi, comunità somasca dell’Emiliani, affronteremo uniti la prova con serenità e fiducia, certi che l’opinione pubblica comprenderà, al di là delle conclusioni della giustizia sul caso Beatrice, che i valori fondanti della nostra istituzione continueranno a splendere nonostante le difficoltà che in questo momento stiamo incontrando. Nonostante l’amarezza che facilmente si potrà leggere tra queste righe, ci sentiamo di ringraziare le tante persone che in questi giorni ci hanno manifestato con attenzione e sensibilità la propria stima, fiducia e comprensione per vicende umane che, direttamente o indirettamente, colpiscono nel profondo dell’animo chiunque si trovi a viverle.

    http://www.ilsecoloxix.it/Facet/print/Uuid/4d414e7a-f779-11e0-83ee-416e6479e662/Addolorati_e_solidali_con_le_vittime_i_somaschi_dopo_la_bufera_su_don_Vito_somasco_pedofilo.xml

  • Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Roma – Violentato per anni dal frate francescano al quale l’avevano affidato i genitori, ha deciso, dopo 20 anni, di liberarsi della vergogna e di rivelare il suo segreto alla polizia. Ora è un ragazzo, un operaio di 28 anni originario della provincia di Frosinone, che ha deciso di denunciare padre V.B., frate francescano presso la chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino a Roma e ora trasferito in Liguria. All’epoca era un bambino, aveva appena otto anni nel 1991.

    Era un amico di famiglia, padre V.B., tanto che spesso d’estate i genitori del bambino lo mandavano a trascorrere le vacanze al collegio degli Emiliani di Genova, dove il prete ha insegnato in questi anni. La storia è raccontata dal freepress Leggo.

    Le violenze sarebbero avvenute nel convento romano, dove spesso il bambino rimaneva ospite la notte. Una storia andata avanti per anni. Per altri motivi, poi, il frate è stato trasferito dai suoi superiori in Liguria, in una località ancora non nota. Una storia che il ragazzo ha deciso di rivelare alla polizia perché sia fatta giustizia. Lo ha fatto l’anno scorso, dopo che, vittima anche della vergogna e dell’umiliazione, aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un fiume a Frosinone.

    Al momento gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Santucci, stanno effettuando delle audizioni e a breve potrebbero disporre una perizia. Stando a quanto riporta Angela Camuso, per l’edizione di Roma di Leggo, un mese fa a casa del sacerdote era stato trovato anche del materiale pedopornografico. Don V., una volta scoppiato lo scandalo, è stato trasferito in un convento dal suo superiore.

    Nella denuncia, che gli inquirenti definiscono molto circostanziata, il giovane afferma di essere stato violentato in più di una circostanza. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno ascoltato i genitori della presunta vittima. I due, assistiti dal noto avvocato Carlo Taormina, avrebbero riferito di non aver mai sospettato nulla di quanto denunciato dal figlio e di aver affidato il bambino al frate per dei soggiorni a Roma in totale fiducia.

    www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/10…_denuncia.shtml

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Un ragazzo romano confessa che quando aveva 8 anni un sacerdote l’ha violentato. Il religioso, poi trasferito al collegio di Nervi è stato infine indirizzato un anno e mezzo fa ad un convento di Torino. La denuncia dopo che la vittima, oggi 28enne, ha tentato il suicidio
    di BRUNO PERSANO

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Fino ad un anno e mezzo fa era il segretario del collegio Emiliani a Nervi. Dopo la denuncia di un ragazzo di Roma che lo accusa di averlo violentato, padre V. B. è stato trasferito dal priore in un convento a Torino.

    Bruno aveva otto anni quando fu abusato la prima volta. Allora il sacerdote celebrava messa nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. I genitori del piccolo conoscevano bene il religioso e di lui avevano piena fiducia. Il loro piccolo mai gli aveva confidato quello che accadeva nella casa del sacerdote. Lasciavano che il loro figlio frequentasse la parrocchia all’Aventino; anzi: quando la congregazione spostò il confratello al collegio degli Emiliani a Genova, furono proprio i genitori a mandare il bambino a Nervi perchè trascorresse “dall’amico sacerdote” le vacanze scolastiche.

    Vent’anni ha tenuto nascosto in cuore quei brutti momenti vissuti con il sacerdote; poi un giorno, quando di anni ne aveva già 28, Bruno si lanciato in un fiume dalla finestra di una discoteca a Frosinone. La fidanzata l’ha trovato che annaspava nell’acqua gelida, quasi assiderato. La verità è emersa tutta, drammatica e violenta. C’è pure una registrazione telefonica del priore superiore che ammette di aver raccolto la confessione del religioso.

    Ora anche la famiglia del ragazzo ha capito chi era veramente quel sacerdote e non ha avuto remore a denunciare alla magistratura gli abusi sul figlio. Li difende l’avvocato Carlo Taromina e sono deteminati ad ottenere giustizia. Hanno
    le prove di ciò che hanno sottoscritto: c’è la confesione del figlio e quella registrazione del priore. E poi in casa del sacerdotre i carabinieri hanno trovato parecchio materiale pedopornografico.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/1…ofilo-23115918/

  • Preti pedofili,elenco in Curia

    Preti pedofili,elenco in Curia

    29 settembre 2011

    Francesco Zanardi, presidente dell’associazione l’Abuso, che da anni denuncia casi di pedofilia all’interno del clero, ha consegnato all’Arcidiocesi di Genova, questa mattina nel capoluogo ligure, una lettera indirizzata al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, con i nomi dei quasi 200 sacerdoti italiani condannati per pedofilia tra il 1998 e il 2011. “Da questo dossier – spiega Zanardi a TM News – purtroppo sono esclusi tutti i sacerdoti, che pur avendo commesso abusi, non sono stati ancora condannati dalla magistratura. La lettera contiene inoltre una serie di denunce ben circostanziate di cui avevo parlato al cardinale Bagnasco, durante un incontro che avevo avuto con lui lo scorso maggio, che non ha avuto alcun esito”. “Nei confronti dei preti pedofili segnalati al cardinale -sottolinea il presidente dell’associazione l’Abuso – non è stato infatti preso alcun provvedimento anche se il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, ha incontrato le vittime di questi abusi. Di questo -afferma Zanardi- chiediamo conto al presidente della Cei”. Nei giorni scorsi, proprio per denunciare l’omertà e l’indifferenza della Chiesa davanti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti, Zanardi ha cominciato un lungo pellegrinaggio a piedi con partenza da Savona, la sua città natale e arrivo in Vaticano, dove chiede di essere ricevuto dal Papa. “L’obiettivo di questa marcia – dichiara il presidente dell’associazione l’Abuso, che ha denunciato a sua volta le violenze subite da parte di un sacerdote – è anche quello di convincere le vittime, durante le varie tappe del pellegrinaggio, a denunciare le violenze subite perché purtroppo in Italia c’è ancora tanta paura ad uscire allo scoperto”.

  • Pedofilia, a Genova il 18 novembre il processo di Don Massaferro

    Pedofilia, a Genova il 18 novembre il processo di Don Massaferro

    Articolo n° 20171 del 24/09/2011 – 14:40

    Pedofilia, a Genova il 18 novembre il processo di Don Massaferro

    Genova. E’ fissato per il prossimo 18 novembre a Genova il processo d’appello nei confronti di don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio, condannato in primo grado dal tribunale di Savona a sette anni e otto mesi di reclusione per molestie sessuali su una chierichetta alassina di 12 anni.

    A decidere la data dell’udienza è stato il giudice Giorgio Odero, presidente della prima sezione penale della Corte d’Appello.

    Il ricorso al secondo grado di giudizio era stato richiesto dagli avvocati difensori del prete, Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, che avevano depositato un documento di 174 pagine nel quale viene ricostruita nel dettaglio la vicenda giudiziaria del sacerdote.

    Il cardine su cui si basano le teorie difensive è la presunta inattendibilità delle testimonianze d’accusa. Secondo la difesa, anche i testimoni citati dagli inquirenti durante il processo sarebbero stati influenzati dall’ambiente parrocchiale e quindi le loro dichiarazioni contro il religioso no avrebbero rilevanza alcuna a livello penale.

    www.genova24.it/2011/09/pedofilia-a…assaferro-20171

  • Le rivelazioni dell’amante di don Seppia censurate nei verbali ma registrate su un nastro

    Le rivelazioni dell’amante di don Seppia censurate nei verbali ma registrate su un nastro

    Genova – La confessione che fa tremare la Chiesa è contenuta in un video, un documento la cui esistenza finora era stata tenuta segreta. Non compare nelle carte dell’inchiesta di don Seppia, da cui sono stati “stralciati” quei passaggi, perché «non rilevanti per il processo». Affermazioni che potrebbero però prefigurare una nuova inchiesta sul seminario, e che, più di tutte le altre in questo scandalo, tengono sulle spine la Curia.

    Nelle immagini si vede un giovane, visibilmente provato dall’esperienza in prigione, mentre risponde alle domande degli inquirenti, nell’aula speciale del carcere di Marassi. È Emanuele Alfano, l’ex seminarista di 26 anni, sodale di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri che amava i minori e la coca. L’amico che condivideva con lui i segreti più inconfessabili, con cui al telefono parlava di «negretti dal collo tenero». E ciò che ha da raccontare, Alfano, non riguarda solo il parroco di Sestri, ma altri episodi, avvenuti nell’istituto religioso.

    È il 23 maggio scorso. Il suo è un interrogatorio lungo, in cui vengono affrontati diversi argomenti. Uno dei più spinosi è quello che riguarda il suo passato come aspirante sacerdote, descritto con toni durissimi. «Il seminario», inizia a raccontare, «è un luogo frequentato da gente di dubbia moralità», persone che «farebbero qualsiasi cosa pur di far carriera o di farsi assegnare la parrocchia migliore», un posto «molto peggiore di quelli che frequentavo fuori». Ciò che avviene all’interno «è molto peggio di quello che faceva don Seppia».

    Su questi elementi, emersi nei giorni scorsi dalle pieghe dell’inchiesta, stanno lavorando i carabinieri del Nas di Milano, per capire se possano esserci delle responsabilità penali in quanto affermato da Alfano, indagato per prostituzione minorile, e se un nuovo fascicolo possa essere aperto su questi elementi. «Mi sentivo soffocare – continua Alfano – ero circondato di persone che tramavano di continuo per conquistare posizioni di potere. Si sarebbero venduti per fare un po’ di carriera».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/09…seminario.shtml