Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Lombardia

  • Le Iene e il vescovo Coletti | Le accuse di avere insabbiato abusi sessuali in Vaticano

    Le Iene e il vescovo Coletti | Le accuse di avere insabbiato abusi sessuali in Vaticano

    Servizio shock della iena Pecoraro

  • Sacerdote accusato di molestie sessuali in Vaticano, ecco chi è

    Sacerdote accusato di molestie sessuali in Vaticano, ecco chi è

    La persona, che ora è un sacerdote, accusata di molestie sessuali all’ombra del Vaticano sarebbe don Gabriele Martinelli. Ecco chi sostiene questa ipotesi

    Le Iene – nell’ultimo servizio mandato in onda ieri sera – non hanno oscurato il volto del sacerdote inseguito da Gaetano Pecoraro, lo stesso che sarebbe stato accusato di molestie sessuali, quand’era solo un preseminarista, all’interno del San Pio X.

    La storia – portata inizialmente alla ribalta dal libro di Gianluigi Nuzzi – è ormai conosciuta dai più. L’identità di quello che sino ad ora era stato chiamato genericamente “seminarista” – però – potrebbe essere stata svelata. La Rete “L’Abuso” ha scritto questo articolo, nel quale si può leggere: “Sembra proprio lui, don Gabriele Martinelli il sacerdote accusato dalla trasmissione “LE IENE” nel servizio di Gaetano Pecoraro, di presunte molestie nel Preseminario San Pio X in Vaticano”. E ancora: “Don Gabriele (come si evince anche dall’articolo de IL GIORNO di Sondrio a firma di Susanna Zambon) è nato a Chiavenna ma ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano dove ha frequentato il Preseminario San Pio X”. Il tutto, ovviamente, va preso con le pinze. Ma un altro articolo, questo de Il Giorno, sembra confermare l’ipotesi sull’identità della persona al centro delle accuse: “Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera Don Folci, la stessa che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni”. Il quotidiano milanese e il sito che si occupa – tra le altre cose – di creare dei veri e propri database sui casi di pedofilia nella Chiesa cattolica – insomma – sembrano riferirsi al medesimo sacerdote: entrambi gli articoli, infatti, fanno riferimento ad una persona nata a Chiavenna.

    Don Gabriele Martinelli è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Como il 10 giugno del 2017. Le testimonianza mostrate da Le Iene in queste settimane mostrerebbero come “il seminarista”, oltre ad infilarsi nei letti dei suoi compagni di seminario al fine di pretendere prestazioni sessuali, utilizzasse anche la sua vicinanza ad alcuni suoi superiori per influire sui compiti assegnati ai chierichetti durante le celebrazioni. Il Vaticano, nel frattempo, avrebbe riaperto le indagini e accertato la reale esistenza di casi di molestie sessuali all’interno del San Pio X.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sacerdote-accusato-molestie-sessuali-vaticano-ecco-chi-1465322.html

  • Presunti abusi al preseminario, il Vaticano riapre le indagini / VIDEO

    Presunti abusi al preseminario, il Vaticano riapre le indagini / VIDEO

    Il caso continua a far discutere. Il prete a Colorina sino a pochi giorni fa

    Colorina, 19 novembre 2017 – Presunti abusi al preseminario San Pio X: il Vaticano ha ordinato una nuova indagine per fare piena luce sulle presunte violenze che un giovane sacerdote, nato in provincia di Sondrio e che fino a pochi giorni fa operava a Colorina,avrebbe usato nei confronti di almeno un chierichetto poco più giovane di lui. Il prete oggi 25enne, che dalla nascita e fino ai 12 anni ha vissuto con la famiglia nel Comasco prima di trasferirsi al preseminario, da giorni non si è più visto in Valtellina, forse allontanato dalla Diocesi di Como quando è scoppiato lo scandalo.

    Ieri in una nota della sala stampa il Vaticano ha precisato che «a seguito di alcune segnalazioni, anonime e non, a partire dal 2013 furono compiute, a più riprese, delle indagini sia da parte dei Superiori del preseminario sia da parte del vescovo di Como, atteso che la Comunità degli educatori appartiene alla sua Diocesi. – I fatti denunciati, che risalivano agli anni precedenti e che avrebbero coinvolto alunni coetanei tra loro, alcuni dei quali non più presenti nell’Istituto al momento degli accertamenti, non trovarono adeguata conferma. In considerazione di nuovi elementi recentemente emersi, è in corso una nuova indagine che faccia piena luce su quanto realmente accaduto».

    Dopo il servizio giornalistico del programma televisivo «Le Iene» e la denuncia di un testimone dei presunti abusi raccolta da Gianluigi Nuzzi nel libro «Vaticano Spa» ha indotto il Vaticano a riprendere in mano le indagini. E ad occuparsi del caso negli ultimi giorni è stata anche la «Rete l’abuso», «un gruppo di attivisti, vittime e professionisti volontari – come si definiscono sul loro sito internet – sparsi su tutto territorio italiano, i quali hanno formato non solo una rete di supporto alla quale le vittime possono rivolgersi, ma anche un importante deterrente per evitare che la chiesa «nasconda» i preti pedofili». La onlus «Rete l’abuso», dopo aver reso pubblico sul web il nome del prete accusato di molestie e violenze sessuali, chiede l’intervento di papa Francesco «affinché si faccia chiarezza e giustizia». E la risposta del pontefice non si è fatta attendere.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/vaticano-prete-abusi-1.3543841

  • Sacerdote accusato di abusi, choc a Colorina: “Ora serve chiarezza”

    Sacerdote accusato di abusi, choc a Colorina: “Ora serve chiarezza”

    Il sindaco Codega: siamo senza parole, speriamo in una rapida indagine

    Colorina (Sondrio), 15 novembre 2017 – Ancora prima che venisse “svelato” dall’articolo pubblicato ieri sul nostro quotidiano il fatto che il sacerdote accusato di molestie e abusi sessuali ora svolgesse la sua opera in Valtellina, in tanti, guardando il servizio del programma televisivo di Italia Uno “Le Iene”, avevano riconosciuto Colorina nelle riprese di Mediaset. Così, già lunedì sera su Facebook “piovevano” reazioni degli abitanti della zona, indignati perché, nonostante le pesanti accuse mosse da alcuni giovani, all’epoca dei fatti poco più che bambini, il giovane di origini valchiavennasche fosse stato ordinato sacerdote e operasse accanto a bambini e ragazzi.

    Riepiloghiamo la vicenda: nell’occhio del ciclone, come detto, un sacerdote 25enne di origine chiavennasca che da piccolo si è trasferito Città del Vaticano per frequentare il Preseminario San Pio X in Vaticano. E il preseminario, dove vengono formati i chierichetti a servizio del papa, stando alle accuse mosse da due giovani intervistati da “Le Iene”, sarebbe stato lo scenario di terribili abusi e molestie sessuali. Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera don Folci che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti sessuali non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni.

    Ma stando alle sue dichiarazioni e a quelle di un testimone oculare, entrambi intervistati dal giornalista Mediaset, ci sarebbero altre vittime. Accuse respinte al mittente dalla Diocesi di Como, che ha assicurato di aver svolto gli accertamenti necessari. Sul social network, però, in pochi pensano che il prete possa rivelarsi innocente, anche se c’è chi se lo augura. “Sono proprio curiosa di vedere come si comporterà il paese davanti a una cosa del genere” scrive qualcuno, e c’è chi aggiunge: “Ma vorrei sapere chi l’ha mandato, questo stava in mezzo ai nostri ragazzi sapendo cosa aveva fatto”. E se qualcuno afferma che girassero già strane voci in paese prima del servizio televisivo, la maggior parte degli abitanti, si dice scioccato. “La notizia ci ha scioccato – commenta infatti il primo cittadino, Doriano Codega -. Si parla di un un reato grave, abusi sui minori in una fase, quella dell’infanzia e della adolescenza, in cui dovrebbero fidarsi degli adulti. Ci aspettiamo che sia la Chiesa che la Magistratura facciano chiarezza per arrivare al più presto ad una conclusione. Ma ci aspettiamo anche azioni preventive per tutelare la sicurezza dei bambini”. La Valle è decisamente protagonista di questa brutta vicenda: mentre il neo sacerdote è stato assegnato all’Opera Don Folci (ma c’è chi assicura sia già stato allontanato, ndr), un altro protagonista della storia, il prete che avrebbe raccolto la denuncia dei due giovani chierichetti e che ha avviato le indagini nei confronti del chiavennasco, è stato invece trasferito, quasi si trattasse di una punizione, a Stazzona, nel Tiranese.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/abusi-seminario-colorina-1.3535663

  • Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Sembra proprio lui, don Gabriele Martinelli il sacerdote accusato dalla trasmissione “LE IENE” nel servizio di Gaetano Pecoraro, di presunte molestie nel Preseminario San Pio X in Vaticano.

    Don Gabriele (come si evince anche dall’articolo de IL GIORNO di Sondrio a firma di Susanna Zambon) è nato a Chiavenna ma ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano dove ha frequentato il Preseminario San Pio X.

    Malgrado le accuse, non solo di molestie ma anche di aver utilizzato la propria posizione di potere per esercitare pressioni sulle presunte vittime, a luglio 2017 è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Como Oscar Cantoni.

    Come riporta IL GIORNO, da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    Sotto il profilo giuridico, una bomba esplosa in casa per papa Francesco, che questa volta non potrà nascondersi dietro a nessuna scusa, perché la competenza giuridica del presunto reato non è della magistratura civile, ma essendo avvenuto nello Stato della Città del Vaticano, trova li anche la competenza territoriale e anche la serietà e la concretezza della “tolleranza zero” tanto acclamata nel pontificato di Bergoglio.

    Attendiamo…

  • “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    Dopo l’inchiesta Mediaset lui è sparito da Colorina e dintorni

    Colorina (Sondrio), 14 novembre 2017 – A Colorina la scorsa settimana le telecamere della trasmissione di Italia Uno «Le Iene» non erano passate inosservate, ma nessuno aveva immaginato la portata dello scandalo, o presunto tale, portato alla luce dal giornalista Mediaset Gaetano Pecoraro.

    Sono pesanti come macigni le accuse rivolte da almeno due giovani nei confronti di un sacerdote 25enne nato a Chiavenna ma che ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano per frequentare il Preseminario San Pio X in Vaticano. E proprio il preseminario, dove vengono formati i chierichetti a servizio del Papa, stando alle accuse mosse da due giovani intervistati da «Le Iene», sarebbe stato lo scenario di abusi e molestie sessuali. Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera Don Folci, la stessa che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni. Ma stando alle sue dichiarazioni e a quelle di un testimone oculare, entrambi intervistati dal giornalista Mediaset, ci sarebbero altre vittime. Il testimone oculare ha anche denunciato di aver segnalato gli episodi al vescovo di Como prima che il giovane fosse ordinato sacerdote. E la Diocesi di Como ieri ha affidato ad una nota la risposta alle accuse mosse non solo al giovane prete, ma alla stessa Diocesi, che avrebbe chiuso un occhio sulle molestie.

    «Le accuse mosse sono già state oggetto di accertamento da parte delle competenti sedi ecclesiastiche: i Superiori canonici hanno osservato e valutato la persona e la sua condotta – spiegano dalla Diocesi – Il vescovo di Como, preso atto dell’esito di predetta indagine, di tutte le valutazioni sulla personalità e sul cammino vocazionale del seminarista e, dopo aver ritualmente compiuto quanto di propria spettanza, ha ordinato presbitero questo giovane». Il sacerdote al centro dello scandalo dall’ordinazione avvenuta a luglio prestava la sua opera in Valtellina, proprio presso l’Opera Don Folci di Colorina. Da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/molestie-sacerdote-le-iene-1.3532898

  • Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano. La sordida storia raccontata dalla trasmissione Le Iene di Italia Uno passa anche attraverso Como.

    Infatti, attraverso le presunte testimonianze dirette e oculari di due giovani che sono stati seminaristi all’interno delle mura vaticane, a pochi metri proprio dalla cupola di San Pietro, per la precisione nel pre-seminario San Pio XI.

    Tali testimonianze hanno portato la iena Gaetano Pecoraro sulle tracce di un seminarista che avrebbe abusato di alcuni ragazzini proprio lì, nel cuore della Chiesa cattolica, in Vaticano.

    Tale seminarista è stato nominato prete proprio dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, la scorsa estate. Il neonominato prete è stato poi collocato in una parrocchia comasca. Per questo motivo Le Iene sono andate a chiedere lumi al vescovo Cantoni, siccome, tra l’altro, stando sempre alle testimonianze, sarebbe stato avvisato dei presunti abusi perpetrati dal seminarista.

    Alle domande di Pecoraro il vescovo ha risposto affermando che la nomina a prete è avvenuta nella piena regolarità ma non ha aggiunto molto altro.

    http://www.quicomo.it/cronaca/abusi-sessuali-vaticano-vescovo-como.html

  • Violenza sessuale su un giovane: assolto l’ex sacerdote amico di Silvio Berlusconi

    Violenza sessuale su un giovane: assolto l’ex sacerdote amico di Silvio Berlusconi

    Era stato condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi con rito abbreviato

    Milano, 19 ottobre 2017 – Assolto perché le condizioni aggravanti, ammesso che il reato sia avvenuto, non sono applicabili. Agli occhi della giustizia italiana Gabriele Corsani non ha commesso il reato di violenza sessuale a causa del quale era stato condannato a 3 anni e 4 mesi con rito abbreviato e, soprattutto, in quel momento non rivestiva la carica di pubblico ufficiale.

    Il caso era salito agli onori della cronaca nel 2013, quando Corsani era ancora don Gabriele Corsani, il sacerdote molto vicino alla famiglia di Silvio Berlusconi, tanto da aver celebrato il funerale di Maria Antonietta, sorella dell’ex premier ed essere stato chiamato al capezzale di Rosa Bossi, madre del Cavaliere. Come sacerdote era stimato anche da Ombretta Colli, che gli fece presiedere il rito funebre di Giorgio Gaber. Secondo la sentenza di primo grado, durante un fine settimana del 2007 a Rimini per festeggiare la fine di corso di aggiornamento professionale con una comitiva di studenti milanesi, il sacerdote aveva attirato in una stanza un suo ex allievo maggiorenne proponendogli di dormire insieme e lo aveva poi palpeggiato. Solo nel 2011 il giovane aveva trovato il coraggio per denunciare i fatti e la sentenza fu emessa nel luglio del 2013. Al termine di quel procedimento l’avvocato Monica Gnesi, legale del ragazzo, aveva invitato le altre presunte vittime del sacerdote a farsi avanti. In questi anni nessuno si è però fatto vivo e l’unico caso individuato dai carabinieri si è chiuso con il provvedimento di archiviazione da parte della procura di Pavia non essendoci gli estremi per poter procedere. Ieri la seconda sezione della Corte di Appello di Bologna ha annullato la sentenza di primo grado, accogliendo sia le tesi del difensore Girolamo De Rada, sia la sentenza della magistratura pavese. Appena ricevuta la notizia del rinvio a giudizio, il sacerdote aveva presentato le dimissioni dallo stato clericale alla Santa Sede, che un domani potrebbe riammetterlo alla vita sacerdotale. I legali del ragazzo faranno il ricorso in Cassazione.

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/violenza-minore-sacerdote-berlusconi-1.3473395

  • A giudizio don Angelo Blanchetti: “Violentò un bambino di 14 anni”

    A giudizio don Angelo Blanchetti: “Violentò un bambino di 14 anni”

    Darfo Boario (Brescia), 14 ottobre 2017 – Rinviato a giudizio per gli abusi sessuali che avrebbe commesso per quasi due anni su un ragazzino quattordicenne di origine straniera che con lui stava seguendo un percorso per arrivare preparato al battesimo.

    Si aprirà il prossimo 11 gennaio il processo nei confronti di don Angelo Blanchetti, l’ex parroco di Corna di Darfo, in Valcamonica, arrestato nel giugno di un anno fa dopo che il ragazzino ha deciso di confidare il segreto a un sacerdote milanese. Quest’ultimo lo ha convinto poi a raccontare tutto al sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani, che ha chiesto e ottenuto l’arresto di don Blanchetti finito ai domiciliari. Sarebbe stata la Curia, almeno a quanto emerge da ambienti vicino alla Procura, a chiedere all’avvocato dell’ex parroco di non avanzare richiesta di riti alternativi al classico dibattimento. «Scegliere il rito abbreviato sarebbe una sorta di ammissione di colpa» avrebbero fatto sapere dalla Curia. Così da gennaio l’ex parroco di Corna di Darfo sarà in aula per un processo con il rito ordinario. «Non ho commesso il reato di cui sono stato accusato» ha ribadito ai magistrati il prete. Ora dovrà cercare di convincere anche un giudice. La vicenda era emersa nell’estate dell’anno scorso quando il ragazzino, dopo quasi due anni di abusi, subìti tra il gennaio 2015 e il maggio 2016, si era confidato con un sacerdote milanese.

    Il ragazzino  aveva raccontato della attenzioni del parroco di Darfo e degli abusi che avvenivano nella cucina dell’appartamento che don Bianchetti aveva a disposizione nella parrocchia di Corna di Darfo. «Se racconti a qualcuno quello che successe finirai all’inferno» la minaccia fatta dal sacerdote al quattordicenne per garantirsi il suo silenzio. Il ragazzino aveva raccontato particolari relativi all’abitazione del sacerdote che avevano ottenuto riscontro positivo nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dai carabinieri. Il ragazzino aveva parlato ad esempio di oli lubrificanti usati dal don che effettivamente erano stati poi ritrovati nella casa. Il sacerdote, dopo un primo periodo ai domiciliari, era stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora, che poi gli era stato revocato dopo che il religioso si era allontanato per alcuni acquisti. Subito dopo l’arresto del parroco un’altra persona aveva raccontato di essere stata abusata dal sacerdote molti anni prima (per questa vicenda la magistratura non potrà procedere perché dopo oltre 26 anni il reato è prescritto) quando don Blanchetti era viceparroco ad Artogne sempre in Valle Camonica.

    http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/don-angelo-prete-pedofilo-1.3461896

  • Appello ex don Inzoli, pena  ridotta: 4 anni, 7 mesi e 10 giorni E il Papa cita il caso di Crema

    Appello ex don Inzoli, pena ridotta: 4 anni, 7 mesi e 10 giorni E il Papa cita il caso di Crema

    4 anni, 7 mesi e 10 giorni invece di 4 anni e 9 mesi. I giudici della corte d’appello di Brescia, il presidente Enrico Fischetti e il giudice relatore Mariapaola Borio, hanno accolto la richiesta del pg Cristina Bertotti, e hanno ridotto la pena decisa in primo grado per l’ex don Mauro Inzoli, 67 anni, il carismatico capo di CL condannato il 29 giugno del 2016 dal gup di Cremona Letizia Platè per abusi sessuali su minori con l’aggravante dell’abuso di autorità. La riduzione della pena è dovuta all’intervenuta prescrizione di due episodi contestati all’imputato, ridotto il 20 maggio scorso con sentenza definitiva allo stato laicale da Papa Francesco. Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato, che concede lo sconto di un terzo della pena.

    E proprio oggi, nel giorno della sentenza d’appello, Papa Francesco ha fatto un pesante affondo contro la pedofilia. Davanti alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ha detto: “Non concederò mai la grazia ai colpevoli di abuso. Per queste persone, se ci sono le prove, la pena è definitiva”. Il Papa ha anche parlato del caso di Crema. Le frasi da lui pronunciate sono riportate sul sito Avvenire.it. “In un solo caso, in quasi cinque anni”, ha detto Bergoglio, “c’erano due sentenze su un sacerdote della diocesi di Crema: la sentenza del vescovo era buona, toglieva tutti i ministeri, ma non lo stato clericale. Io ero nuovo, non capivo bene queste cose e davanti alle due ho scelto la più benevola”. “Ma dopo due anni lui è ricaduto”, ha concluso il Papa. “In realtà”, hanno spiegato i legali della difesa, gli avvocati Nerio Diodà e Corrado Limentani, “il nostro assistito non ha commesso alcun fatto nuovo. C’e’ stato un equivoco, o il Papa è stato informato male”. L’iter è stato questo, come hanno specificato gli avvocati: Nel marzo scorso la curia di Crema aveva incaricato l’avvocato Antonino Andronico, del foro di Bergamo, di chiedere copia della sentenza di primo grado. La sentenza era poi stata inviata al vescovo che a sua volta l’aveva inoltrata in Vaticano alla Congregazione per la dottrina della fede. In seguito don Inzoli era stato spretato. “In quell’occasione”, hanno detto i due legali, “il nostro cliente aveva scritto una memoria in cui specificava che i casi trattati nella sentenza di primo grado erano quelli riferiti agli anni addietro, quindi nessun nuovo episodio”.

    Inzoli doveva rispondere di otto casi di violenza sessuale commessi sia nel suo ufficio dove teneva gli esercizi spirituali con i ragazzini, sia negli alberghi dei luoghi di villeggiatura dove CL portava i minori durante le vacanze estive. I fatti sarebbero accaduti tra il 2004 e il 2008. Tra le persone offese, un ragazzino all’epoca di soli 12 anni e un altro di 13. Sono gli episodi più gravi in quanto commessi ai danni di minori di 14 anni. Le altre vittime avevano tra i 14 e i 16 anni. Nel conteggio della pena è stato tenuto conto anche del risarcimento alle due parti civili e ad altre tre parti offese. A ciascuno dei cinque minori, in primo grado l’ex religioso aveva riconosciuto una somma di 25mila euro.

    La difesa, da parte sua, oltre alle prescrizioni, ha sostenuto anche la linea del ‘Ne bis in idem’, e cioè il principio secondo il quale non si può essere condannati due volte per gli stessi fatti. In questo caso, essendo l’ex don Inzoli già stato condannato in sede ecclesiastica per gli stessi fatti, non avrebbe potuto essere di nuovo condannato in sede di giustizia ordinaria. Questo motivo d’appello, non accolto dalla corte, i legali lo ripresenteranno anche nel ricorso in Cassazione.

    La motivazione della sentenza d’appello sarà depositata entro 60 giorni.

    Sara Pizzorni

    https://www.cremonaoggi.it/2017/09/21/appello-ex-don-inzoli-pena-ridotta-4-anni-7-mesi-10-giorni-papa-cita-caso-crema/