Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Piemonte

  • Ai domiciliari il parroco pedofilo di Mallare

    Ai domiciliari il parroco pedofilo di Mallare

    domenica 24 febbraio 2013
    Don Martin Parapillil condannato a sei anni

    Mallare. Ha ottenuto gli arresti domiciliari don Martin Parapillil, ex parroco a »Mallare, Murazzano e Marsaglia. Era stato bloccato all’aeroporto di Milano Malpensa il 17 marzo 2012 con l’accusa di atti sessuali con minorenne, aggravato dall’abuso dei poteri derivanti dall’essere un sacerdote.

    Il prete nei mesi scorsi era stato condannato a sei anni dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Mondovì. Sconterà la pena in una comunità.

  • Sei anni di carcere per don Martin, il prete riconosciuto colpevole di abusi sessuali su due minorenni, poco più che bambine

    Sei anni di carcere per don Martin, il prete riconosciuto colpevole di abusi sessuali su due minorenni, poco più che bambine

    CRONACA | mercoledì 17 ottobre 2012, 14:53
    La sentenza di condanna pronunciata poco fa dal Tribunale di Mondovì

    Sei anni di reclusione. Era la pena che il Pubblico Ministero del Tribunale di Mondovì aveva chiesto per don Martin Varkey Parappillil, l’ex parroco di Murazzano (e prim’ancora di Carassone e di Mallare) per i reati di abuso sessuale nei confronti di due minorenni (per una delle due l’accusa si era spinta sino alla violenza) e di appropriazione indebita su alcuni beni dei quali don Martin avrebbe usufruito nel periodo in cui esercitava la sua funzione presso la parrocchia di Mallare, in provincia di Savona. Ed è stata la pena alla quale il sacerdote è stato condannato dal giudice Alessandra Coccoli.

    Finisce così, almeno per il momento, la squallida storia che vedeva don Martin Varkey Parappillil, nato in India nella regione del Kerala, entrare nelle case delle sue vittime con la scusa di insegnare loro il greco, il latino e anche un po’ di inglese. Ma non solo. Nel caso che ha visto coinvolte due minorenni, poco più che bambine, il sacerdote insegnava loro anche rabbrividenti giochini sessuali. A dare il via alle indagini era stata la segnalazione anonima ma con particolari davvero ben descritti inviata in Procura a Mondovì da un “padre preoccupato”.

    La polizia lo aveva fermato il 16 marzo scorso all’aeroporto milanese di Malpensa poco prima del decollo dell’aereo che lo avrebbe riportato – forse per sempre – in India.

    Don Martin Varkey Parappillil è stato invece assolto dall’accusa di violenza sessuale.

    http://www.targatocn.it/2012/10/17/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/sei-anni-di-carcere-per-don-martin-il-prete-riconosciuto-colpevole-di-abusi-sessuali-su-due-minoren.html

    13.57 – Don Martin Parapillil assolto dall’accusa di violenza sessuale, ma condannato a sei anni per atti sessuali su due ragazzine minorenni

    Mondovì – 17 10 2012. Accogliendo le richieste della Procura, il Tribunale di Mondovì ha condannato a sei anni di carcere Don martin Parapillil, l’ex viceparroco di Murazzano e Mallare accusato di atti sessuali su due ragazzine minorenni e di appropriazione indebita.

    Il Giudice Alessandra Coccoli ha tuttavia assolto Don Martin dall’accusa di violennza sessuale. Il processo, conclusosi la mattina di mercoledì 17 ottobre, si è svolto con il rito abbreviato.

  • Mondovì: chiesti 6 anni e 30mila euro di multa per il prete pedofilo

    Mondovì: chiesti 6 anni e 30mila euro di multa per il prete pedofilo

    10 ottobre 2012 Nessun Commento

    Per don Martin Varkey Parappillil, ex viceparroco quarantacinquenne di Murazzano e Marsaglia (Cuneo), accusato di atti sessuali con una minorenne, l’accusa, nell’udienza preliminare ha chiesto sei anni di carcere e 30 mila euro di multa. Il sacerdote fu arrestato il 15 marzo scorso all’aeroporto di Malpensa mentre cercava di allontanarsi. Aveva dichiarato di essere diretto in India per assistere il padre malato.

    Don Martin avrebbe avuto più volte rapporti sessuali con una 15enne, nel 2004, e con un’altra ragazza oggi di 23 anni.

    La ragazzina di 15 anni ha ammesso gli atti sessuali con l’accusato, confermando che questi avrebbero avuto luogo in più occasioni, durante le lezioni di sostegno che don Martin avrebbe dovuto impartirle per aiutarla in alcune materie.

    http://www.zipnews.it/2012/10/mondovi-chiesti-6-anni-e-30mila-euro-di-multa-per-il-prete-pedofilo/

  • Abusi sessuali nei confronti di minori e appropriazione indebita: oggi don Martin in tribunale a Mondovì

    Abusi sessuali nei confronti di minori e appropriazione indebita: oggi don Martin in tribunale a Mondovì

    mercoledì 10 ottobre 2012, 06:16
    Abusi sessuali nei confronti di minori e appropriazione indebita: oggi don Martin in tribunale a Mondovì

    Arrestato il 16 marzo scorso mentre tentava di prendere il volo per l’India, l’ex sacerdote di Murazzano atteso in mattinata dal GUP Alessandra Coccoli

    Per don Martin Varkey Parappillil, nato in India nella regione del Kerala, ed ormai ex parroco di Murazzano è il giorno del giudizio. Tra poche ore il sacerdote – in carcere a Biella dopo essere stato arrestato a metà marzo all’aeroporto milanese di Malpensa mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto nel suo Paese natale – comparirà in tribunale a Mondovì davanti al GUP Alessandra Coccoli per essere giudicato con il rito abbreviato.

    Pesantissime le accuse: su tutte quella di aver abusato sessualmente di due minorenni e appropriazione indebita su alcuni beni dei quali don Martin avrebbe usufruito nel periodo in cui esercitava la sua funzione presso la parrocchia di Mallare, in provincia di Savona.

    A dare il via alle indagini, una segnalazione anonima ma – pare – molto circostanziata inviata in Procura a Mondovì da un “padre preoccupato”.

    A Murazzano don Martin Varkey Parappillil entrava in casa della sua giovane parrocchiana con la scusa di insegnarle il greco, il latino e anche un po’ di inglese. Ma non solo. Per quella quattordicenne aveva letteralmente perso la testa e non poteva stare un attimo senza sentirla: le inviava anche 70 sms al giorno. Le insegnava a scrivere nelle lingue antiche e intanto la iniziava ai giochi sessuali, nonostante lei fosse poco più di una bambina, controllava ogni sua amicizia e le impediva di uscire con i suoi coetanei. E lei portava con se quel terribile segreto, forse per la paura, forse per la vergogna, forse per il timore di non essere creduta.

    Ma la “piccola” di Murazzano non era l’unica donna cui don Martin rivolgeva le sue attenzioni. Nel suo harem (una donna in ogni parrocchia per sentirsi meno solo), don Martin vantava amicizia particolari anche con una quindicenne di Carassone sulla quale – hanno accertato gli inquirenti e lo stesso Don Martin ha ammesso – il prete avrebbe commesso degli abusi e la cui storia sarebbe finita da tempo e con una trentatreenne di Mallare, con la quale il rapporto durava da anni. “Ero veramente innamorata di don Martin” dirà la donna agli investigatori.

    Oggi per don Martin è arrivato il tempo di rendere conto alla Giustizia. Perlomeno quella terrena.

    http://www.targatocn.it/2012/10/10/sommario/monregalese/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/abusi-sessuali-nei-confronti-di-minori-e-appropriazione-indebita-oggi-don-martin-in-tribunale-a-mon.html

  • Sesso con minorenni: Prete condannato. E si è pure fregato 44.000 euro

    Sesso con minorenni: Prete condannato. E si è pure fregato 44.000 euro

    Il prete di Murazzano è stato condannato a sei anni di carcere, più un’ammenda di di 30.000 euro. Don Martin Varket Parappillil ha consumato atti sessuali con minorenni e, non contento, ed è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico (di cui, in un primo momento, si è ritenuto anche produttore in prima persona). L’appropriazione indebita di ben 44.000 euro è relativa ai conti della parrocchia di Mallare, da cui Don Martin ha sottratto l’ingente somma. Il processo si è svolto con rito abbreviato. La pena potrebbe apparire troppo clemente, nei confronti di simili crimini. Ma, almeno, rincuoriamoci pensando che ogni tanto anche in Italia i processi penali arrivano a una conclusione.

     

  • Mondovì: rinviato a giudizio il prete accusato di abusi sessuali su una minorenne

    Mondovì: rinviato a giudizio il prete accusato di abusi sessuali su una minorenne

    venerdì 08 giugno 2012, 17:06
    Mondovì: rinviato a giudizio il prete accusato di abusi sessuali su una minorenne

    Don Martin deve rispondere anche dell’accusa di aver sottratto 45mila euro alla parrocchia di Mallare

    E’ stato rinviato a giudizio, don Martin, il parroco di Murazzano che nel mese di marzo venne arrestato dalla polizia giudiziaria del tribunale di Mondovì, con l’accusa di abusi sessuali su una minorenne. Nel corso delle indagini, dirette dal procuratore Maurizio Picozzi, grazie anche alla collaborazione dello stesso indagato, i capi di imputazione sono aumentati. Ora il prete di origini indiane è accusato di abuso su due ragazze minorenni e di appropriazione indebita su alcuni beni dei quali don Martin avrebbe usufruito nel periodo in cui esercitava la sua funzione presso la parrocchia di Mallare, in provincia di Savona.

    “Secondo la nostra ricostruzione –spiega il procuratore Picozzi – il parroco si sarebbe appropriato di una cifra di denaro di circa 45mila euro”. Soldi che per don Martin sarebbero serviti ad aiutare persone bisognose ma che invece, secondo l’accusa, avrebbe utilizzato per spese personali.

    http://www.targatocn.it/2012/06/08/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/mondovi-rinviato-a-giudizio-il-prete-accusato-di-abusi-sessuali-su-una-minorenne.html

  • Vescovo di Bolzano: “Segnalati 50 casi di pedofilia, ma noi non denunciamo”, E non fa i nomi dei preti

    Vescovo di Bolzano: “Segnalati 50 casi di pedofilia, ma noi non denunciamo”, E non fa i nomi dei preti

    Monsignor Ivo Muser: “Affrontiamo la pedofilia”
    Progetto pilota della curia altoatesina per vicinanza alle vittime

    Il vescovo Ivo Muser, classe 1962, l’ordinario più giovane d’Italia, si smarca e prende le distanze da quei confratelli che lamentano un assedio dei mass media sul fronte degli abusi. “L’integrità e la dignità del bambino sono inviolabili”. Così via a uno sportello indipendente dove è possibile ricevere ascolto e aiuto

    Bolzano, 1 maggio 2012 – “L’ORRORE della violenza sessuale sui minori non va ridimensionato, ma affrontato in modo offensivo e preventivo”. Alla vigilia dell’assemblea della Conferenza episcopale italiana, che a maggio approverà le linee guida contro la pedofilia, da Bolzano arriva un messaggio forte e chiaro. Il vescovo Ivo Muser, classe 1962 – attualmente è l’ordinario più giovane d’Italia –, si smarca e prende le distanze da quei confratelli, da ultimo il pastore di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, che lamentano un assedio dei mass media sul fronte degli abusi. Sul punto Muser è cristallino: “L’integrità e la dignità del bambino sono inviolabili e perciò da proteggere, salvaguardare e ristabilire, se danneggiate”. Passando dalla teoria alla pratica, la diocesi di Bolzano-Bressanone presenta un progetto pilota in Italia per dimostrare in concreto la vicinanza alle vittime. Si tratta di uno sportello indipendente dove è possibile ricevere ascolto e aiuto.

    Quattromila casi di abusi su minori, commessi da chierici e segnalati alla Santa sede, tra il 2000 e il 2010. Monsignor Muser, è una cifra impressionante?

    “Ogni persona, che ha subito una violenza, è troppo. È uno scandalo, una piaga, una ferita aperta nella Chiesa. Sono reati commessi da sacerdoti, religiosi e da operatori pastorali ai danni di bambini e ragazzi all’interno delle istituzioni ecclesiali. Dietro queste cifre ci sono uomini, donne, persone, famiglie, comunità ed altri colpiti direttamente o indirettamente”.

    Eppure non mancano vescovi, anche italiani, che continuano a parlare di un attacco mediatico ai danni della comunità ecclesiale.

    “I mass media, nonostante perseguano i loro interessi, hanno contribuito a fare in modo che la Chiesa si schierasse apertamente dalla parte delle vittime e hanno contribuito a contrastare apertamente e con coraggio la problematica della pedofilia, una realtà dolente e sensibile”.

    Ma perché, in certi ambienti ecclesiali, per decenni si è preferito difendere l’istituzione più che le vittime?

    “La Chiesa è un’istituzione basata su valori rivelati e perciò garante di questi principi. Il rischio è quello di voler salvare l’immagine della Chiesa e purtroppo è avvenuto proprio questo. Come conseguenza, è mancata l’indicazione evangelica di prendersi cura delle vittime che, invece, avrebbero dovuto avere la priorità assoluta”.

    Come diocesi avete individuato la figura di un laico a cui è possibile denunciare casi di abusi. Perché non un prete?

    “Da circa dieci anni il vicario generale agisce come responsabile diocesano per presunte molestie. Da due anni in aggiunta abbiamo uno sportello affidato ad una persona laica, conosciuta e apprezzata come difensore civico, ora in pensione. Ci sono diverse ragioni che ci hanno portati a questa scelta: un laico non è di parte e garantisce l’anonimato; inoltre, se, per esempio, una persona ha subito un abuso da parte di un sacerdote, fa sicuramente fatica a confrontarsi con un altro prete”.

    Finora quanti casi sono stati segnalati al vostro sportello?

    “Cinquanta, dei quali venticinque inerenti la nostra diocesi, gli altri riguardano istituti religiosi o provengono da altre diocesi. I casi segnalati riportano trasgressioni o abusi avvenuti anche più di venti anni fa”.

    Che fine hanno fatto i preti/religiosi accusati?

    “La maggior parte è morta. Con alcuni c’è stato un incontro, in cui le parti si sono confrontate. Un sacerdote ultrasettantenne è stato sospeso dal servizio sacerdotale”.

    Gli episodi verificati dal ‘commissario’ vengono denunciati all’autorità giudiziaria?

    “Nel nostro caso non ci sono state denunce, perché quasi tutti i casi erano prescritti. Comunque, la denuncia deve essere fatta dalla vittima, l’incaricato dello sportello può solo informare sull’eventuale procedere, oppure indicare un esperto che possa spiegare e consigliare la prassi da seguire”.

    É giusto che la magistratura indaghi e, se del caso punisca, non solo i preti sospettati di abusi, ma anche i vescovi accusati di aver coperto i sacerdoti sui quali pendevano voci insistenti di violenze?

    “Se un vescovo copre un sacerdote sospettato, si rende complice e contemporaneamente impedisce alla verità di emergere. Questo è moralmente inaccettabile. Fa parte dei compiti del vescovo vigilare, come supervisore, sull’incolumità dei bambini, dei ragazzi e di tutti, secondo il messaggio del Vangelo e dei diritti umani”.

    di Giovanni Panettiere

    http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/05/01/705743-monsignor_muser_affrontiamo_pedofilia.shtml

  • Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli

    Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli

    Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli
    Mallare – L’uomo è accusato di atti sessuali con minorenni
    domenica 29 aprile 2012 17:50

    Mallare – Rischia la riduzione allo stato laicale don Martin Parappillil, 45 anni, già sospeso dal servizio perché accusato di atti sessuali con minorenni. Nel corso delle indagini sono emersi due casi che lo stesso sacerdote indiano ha confessato agli inquirenti monregalesi.

    Per lui, nel frattempo, è stata decisa sospensione che è una pena prevista dal Codice di diritto canonico della Chiesa cattolica. In pratica sospende dalla celebrazione dei sacramenti. Un provvedimento che può adottare, se lo ritiene, valutati i fatti, il vescovo. Monsignor Luciano Pacomio, invece, non si è ancora pronunciato sulla riduzione allo stato laicale, sanzione disciplinare più grave: il sacerdote perde automaticamente i diritti della condizione clericale e non è più tenuto ai relativi obblighi.

  • Don Martin collabora con la Procura di Mondovì e ammette gli abusi su due ragazzine

    Don Martin collabora con la Procura di Mondovì e ammette gli abusi su due ragazzine

    venerdì 20 aprile 2012, 18:54
    Lunghissimo interrogatorio da parte del procuratore Maurizio Picozzi che si limita a dire: “L’indagato dimostra di voler collaborare”

    È durato quasi tre ore l’interrogatorio di Don Martin, che ha cercato di difendersi o per lo meno di giustificare il suo comportamento con la quattordicenne della quale – secondo l’accusa – avrebbe abusato per un certo periodo di tempo. Bocche cucite in Procura: “Posso solo dire che l’indagato ha dimostrato di voler collaborare”, questo è stato l’unico commento del procuratore Maurizio Picozzi.

    Pare che il parroco non solo abbia ammesso le sue responsabilità verso la minorenne di Murazzano ma addirittura avrebbe parlato di un’altra ragazzina, sua parrocchiana, della quale avrebbe abusato quando era a Monsovì Carassone.

    Il parroco ha quindi raccontato la sua versione dei fatti,mostrandosi molto disponibile a collaborare. Probabilmente anche per seguire una linea difensiva impostata dagli avvocati Antonio Viglione e Giorgio Giacardi. “Siamo soddisfatti di come è andato il colloquio con i pubblici ministeri – spiegano i legali monregalesi – , il nostro assistito ha chiarito la sua posizione”. È probabile che gli avvocati inoltrino richiesta per poter ottenere gli arresti domiciliari, anche se per ora ammettono solo: “Stiamo studiando una linea difensiva”.

    Il prete di Murazzano era stato arrestato dalla polizia giudiziaria della procura di Mondovì, dopo che un esposto aveva segnalato che il rapporto tra l’uomo di chiesa e la sua parrocchiana si fosse trasformato in qualcosa che andava oltre il lecito. Da lì erano partite le indagini, che hanno portato l’arresto di Don Martin a Malpensa, dove si stava imbarcando per tornare in India, sua terra di origine.

    http://www.targatocn.it/2012/04/20/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/don-martin-collabora-con-la-procura-di-mondovi-i-difesori-del-prete-soddisfatti-del-colloquio.html

  • Don Martin cambia strategia difensiva e decide di collaborare con gli inquirenti

    Don Martin cambia strategia difensiva e decide di collaborare con gli inquirenti

    venerdì 20 aprile 2012, 16:16
    Don Martin cambia strategia difensiva e decide di collaborare con gli inquirenti
    Il parroco di Murazzano da oltre un’ora in procura a Mondovì. Nell’interrogatorio di garanzia aveva fatto scena muta

    È iniziato verso le 14,30 – ed è tuttora in corso – l’interrogatorio di Don Martin, il parroco di Murazzano accusato di abusi sessuali nei confronti di una quattordicenne. Visto il tempo trascorso dal suo arrivo dal carcere di Biella dove è detenuto, è facile ipotizzare che l’indagato abbia deciso di parlare e di raccontare la sua verità agli inquirenti. Del resto già alcune settimane fa aveva fatto sapere al procuratore capo Maurizio Picozzi di voler raccontare la sua versione dei fatti. Il parroco – che aveva scelto di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto nel carcere di Busto Arsizio, dove era stato portato dopo l’arresto a Malpensa – è accompagnato dai suoi avvocati Antonio Viglione e Giorgio Giacardi.

    http://www.targatocn.it/2012/04/20/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/don-martin-cambia-strategia-difensiva-e-decide-di-collaborare-con-gli-inquirenti.html