Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Puglia

  • Pedofilia: arrestato sacerdote nel Leccese

    Pedofilia: arrestato sacerdote nel Leccese

    ROMA – Un sacerdote 40enne è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile romana in un paese vicino Lecce nell’ambito di un’indagine su abusi sessuali nei confronti di minorenni.

    Secondo indiscrezioni il sacerdote, già bloccato circa un mese fa dagli agenti della polizia stradale mentre si trovava in compagnia di un 12enne a bordo della sua auto sul Grande raccordo anulare della capitale, avrebbe cercato di convincere la famiglia del minore a non sporgere denuncia nei suoi confronti. Per questo motivo il religioso, parroco della cittadina pugliese, sarebbe stato raggiunto da un nuovo provvedimento di custodia cautelare.

    Le indagini degli investigatori della quarta sezione della Squadra mobile di Roma erano iniziate subito dopo la scoperta dei continui viaggi fatti a Roma dal sacerdote durante i quali l’uomo era solito farsi accompagnare da ragazzi del suo paese. La polizia, ascoltando varie testimonianze, compresa inizialmente quella del 12enne trovato in auto con il religioso, ha accertato che i minorenni venivano condotti sempre nello stesso ambiente romano.

    Dopo essere finito agli arresti domiciliari nella sua abitazione il sacerdote, tuttavia, avrebbe continuato ad avere rapporti con i ragazzi, anche nel suo appartamento, ed avrebbe tentato, secondo l’accusa, di inquinare le prove a suo carico contattando le famiglie dei minorenni, tutte residenti nello stesso paese. Proseguendo nelle indagini sul conto del religioso, però, la polizia in collaborazione con la Mobile leccese, ha condotto una serie di accertamenti nel centro abitato, dove vivono circa 2.000 persone.

    Con grandi difficoltà gli investigatori hanno scoperto che alcuni anni fa il sacerdote aveva fondato un gruppo religioso che organizzava campi estivi ed invernali per i giovani del paese ed aveva creato anche un gruppo direttivo, soprannominato «il gruppo dei 12» composto da adolescenti maschi alcuni dei quali avrebbero accompagnato il sacerdote nei suoi viaggi a Roma.

    Fra le varie testiomonianze la polizia ha anche ottenuto quella della perpetua della parrocchia che, secondo quanto ha raccontato agli investigatori, già in passato avrebbe avuto sospetti sui comportamenti tenuti dal religioso nei confronti dei ragazzi e per questo sarebbe stata anche picchiata.

    3/5/2006

    La Gazzetta del Mezzogiorno

  • Violentò ragazzina, prete condannato

    Violentò ragazzina, prete condannato

    03 maggio 2005 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…029violent.html

    Violentò ragazzina, prete condannato
    Repubblica — 03 marzo 2005 pagina 7 sezione: BARI

    Prima ha sedotto la madre. Poi ha molestato la figlia, ancora minorenne. Per quest’ accusa un prete di una città del Nord Barese è stato condannato ieri dal tribunale di Trani a un anno e quattro mesi di reclusione con il beneficio della condizionale.

    L’ accusa è pesantissima: violenza sessuale. I fatti fanno riferimento a fine anni ’90 quando la ragazza – all’ epoca dei fatti aveva 17 anni – denunciò di avere subito delle avance dal prelato, amico di famiglia. La vicenda è molto scabrosa. Secondo quanto ricostruito dai giudici nel corso delle udienze nel tribunale di Trani, infatti, i genitori della ragazza si erano separati proprio a causa del prete. Il padre avrebbe scoperto la moglie in atteggiamenti inequivocabili con il religioso.

    Per questo motivo ha poi chiesto la separazione dalla donna, provocando non pochi chiacchiericci in città. La notizia si era diffusa tanto da arrivare anche alle orecchie dei vertici ecclesiastici: il prete fu rimosso dal suo posto e fu incaricato di una missione in Brasile.

    L’ esilio, però, durò molto poco. Nemmeno un anno dopo l’ incarico il sacerdote tornò in città ma fu incaricato di svolgere le proprie funzioni in un centro a qualche chilometro di distanza. I rapporti con la donna sembravano continuare. Tanto che lei e la figlia andarono a vivere in un appartamento di proprietà del prelato. Secondo alcuni, e come risulterebbe anche da alcune dichiarazioni della ragazza, di fatto la coppia “abusiva” conviveva. Circostanza però sempre smentita dai protagonisti nonostante, una sera, la polizia durante un controllo avesse trovato, in casa delle due donne, il prete «presumibilmente in pigiama» come recita il rapporto. Probabilmente le attenzioni nei confronti della madre continuano.

    Sicuramente cominciano quelle nei confronti della figlia. La ragazza – che ora ha 22 anni- ha raccontato agli inquirenti, infatti, che una mattina il prete l’ ha abbracciata. L’ ha palpata nelle parti più intime sussurrandole all’ orecchio: «Fatti trovare domani mattina a casa, che domani tua madre non c’ è». La ragazza, sconvolta, dopo essersi confidata con le amiche ha deciso di denunciare il tutto alle forze dell’ ordine. La denuncia l’ ha presentata suo padre il 9 gennaio 2000, poi lei l’ ha sottoscritta. L’ episodio sembrerebbe essere stato soltanto l’ ultimo di una serie di ammiccamenti che la ragazza ha subito nonostante la sua volontà. Il fascicolo era finito sul tavolo dell’ allora sostituto procuratore del tribunale di Trani, Maria Vulpio, che aveva chiesto il rinvio a giudizio del prete. Il processo è stato lungo e assai complesso.

    La difesa del sacerdote è stata strenua: lui ha sempre smentito di avere avuto un rapporto con la madre della ragazza. E soprattutto si è sempre proclamato innocente rispetto alle accuse che gli venivano mosse: «Non ho mai toccato con un dito quella ragazza» ha detto più volte alla corte. La sua difesa ha anche sostenuto che la ragazza parlasse così perché ancora scioccata dalla separazione traumatica dei suo genitori. Tutte argomentazioni che evidentemente avevano convinto l’ accusa.

    Il pm che affrontò il caso un mese fa, in sede di requisitoria, chiese l’ assoluzione dell’ imputato: non convincevano molti punti dell’ impianto accusatorio. Ieri questa tesi è stata però ribaltata, non senza sorpresa, dalla corte presieduta dal giudice Grazia Miccoli. Il prete è stato ritenuto «colpevole del reato di violenza sessuale» pur nella considerazione dell’ «ipotesi di minore gravità» e con la sospensione condizionale della pena. Inoltre il prelato è stato «perpetuamente interdetto da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela» e condannato al risarcimento dei danni e a una provvisionale di 5mila euro. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Molto probabilmente la difesa ricorrerà in appello. – GIULIANO FOSCHINI

  • Materiale pedopornografico Bari

    Materiale pedopornografico Bari

    Materiale pedopornografico

    Un sacerdote della diocesi di Milano fu arrestato a Bari nel 2003. Era coinvolto in un giro di divulgazione via Internet di materiale pedopornografico

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Condannato a 6 anni e mezzo per molestie sessuali nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni.

    Condanna scontata in un convento

    http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html http://qn.quotidiano.net/2000/01/10/pages/artI440725.html http://archiviostorico.corriere.it/1998/se…092911861.shtml http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804052294.shtml http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804033376.shtml

  • Molestie in confessionale prete arretato

    Molestie in confessionale prete arretato

    Castelluccio dei Sauri Foggia Giorgio Mazzoccato

  • Molestie in confessionale, prete arrestato

    Molestie in confessionale, prete arrestato

    A tre settimane dal misterioso omicidio di Nadia Roccia il centro di Castelluccio dei Sauri (Foggia) torna sotto i riflettori Molestie in confessionale, prete arrestato “Abusava dei bimbi”: accusa choc al parroco nel paese della studentessa uccisa dalle amiche Il sacerdote ha 61 anni Gli abusi sessuali tra ’89 e ’96 ad Arpi Nova DAL NOSTRO INVIATO CASTELLUCCIO DEI SAURI (Foggia) – Ha detto “facciamo in fretta che ho da celebrare messa”, quando ha visto la funzionaria e l’ispettrice di polizia davanti alla sua casa che si affaccia su un piccolo orto dove ci sono papere e galline e qualche pianta di basilico.

    Ha pensato che volessero fargli ancora domande su Nadia e sulle due amiche che l’hanno uccisa, e gli garbava poco che si ripresentassero da lui, che di questa storia ha sempre voluto parlare poco, non ha concesso nemmeno un’omelia davanti alla bara, al funerale.

    Davano fastidio quelle due poliziotte a don Giorgio Mazzoccato, parroco di Castelluccio dei Sauri, parroco con lunghi capelli grigi che gli scendono sulle spalle e l’anello al mignolo e un fisico giovanile. Pero’ quelle non erano li’ per chiedergli la cortesia di sforzarsi a ricordare qualche particolare che potesse servire alle indagini. Non erano li’ per chiedergli nessuna cortesia, ma per arrestarlo. E non c’entra niente la storia di Nadia Roccia e delle sue assassine Annamaria Botticelli e Mariena Sica. E’ un’altra inchiesta: violenza sessuale su bambini. E di questo e’ accusato il parroco: di aver abusato di una decina di ragazzini che andavano da lui in chiesa, che si inginocchiavano nel confessionale o lo seguivano in sagrestia, o magari andavano entusiasti alle gite che il prete organizzava spesso, come pure le partite di pallone. Dicono che don Giorgio non abbia perso la calma quando gli hanno fatto vedere l’ordinanza di custodia firmata dal gip Antonio Diella. Ha pensato alle papere, si e’ premurato di avvertire i vicini che bisognava dare il mangime alle bestiole, quindi si e’ lasciato accompagnare in questura da dove poi lo hanno portato in carcere. Probabilmente avra’ usato parole di difesa, ma questo lo sa solo la polizia. L’unica cosa che il questore Sergio Visone ha subito tenuto a far sapere, e’ che tra l’arresto del parroco e la storia che ha reso tragicamente famoso Castelluccio dei Sauri, non c’e’ nulla in comune. E in effetti le cose di cui e’ accusato don Giorgio Mazzoccato non sono nemmeno accadute qui, ma ad Arpinova, una borgata che pure sta a due passi da Foggia, dove lui e’ stato parroco fino al ’96. Nelle carte dell’inchiesta ci sono episodi che arrivano fino a quell’anno, ma dal 1989. Gli inquirenti pugliesi hanno cominciato ad indagare quando da una Procura della Lombardia, dove e’ in corso una piu’ ampia indagine su violenze ai danni di minorenni, e’ stato inviato un fascicolo dedicato al sacerdote. Il suo nome era venuto fuori li’. La polizia ha lavorato senza partire da una denuncia, ma poi di ragazzini che hanno riferito dei loro rapporti con don Giorgio ne sono venuti fuori dieci, e la testimonianza di ognuno sarebbe andata ad incastrarsi perfettamente con quelle degli altri, fino a mettere insieme un quadro di accuse che gli investigatori definiscono molto solido. Il prete avrebbe approfittato spesso dei bambini che frequentavano la parrocchia di Arpinova. In confessionale li avrebbe spinti a parlare di masturbazione o comunque di sesso, e poi ne avrebbe abusato: in sagrestia, nella sua casa, una volta anche senza uscire dal confessionale. Che sia vero o no, lo si vedra’ piu’ avanti. Sicuramente don Giorgio Mazzoccato era uno che faceva abbastanza perche’ la sua parrocchia non fosse meta soltanto delle vecchie bigotte del paese. E’ sempre stato un tipo vivace, e questo sembrava fosse un merito, aperto nei modi e nelle abitudini (finche’ non gliel’hanno rubata andava in giro con una potente moto) sin da quando insegnava religione in una scuola media di Foggia. Lui, nato 61 anni fa in provincia di Treviso, viveva da queste parti da oltre vent’anni, e sedici li ha trascorsi ad Arpinova. Poi il trasferimento a Castelluccio e negli ultimi tempi un brusco mutamento di carattere, coinciso con la grande attenzione di stampa e tv sul paese dove lui viveva. Ma forse il cattivo umore denunciato dai modi spicci e l’aria burbera con cui mandava a quel paese i giornalisti non nasceva dalla tragedia di Nadia, ma da preoccupazioni sue. —————————————————————– PARLA MONSIGNOR CASALE Il vescovo: abbiamo fiducia nella magistratura FOGGIA – “E’ un avvenimento doloroso che turba la nostra comunita’ cristiana, ma siamo sempre fiduciosi nell’operato della magistratura”. Cosi’ l’arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Giuseppe Casale, commenta l’arresto per violenza sessuale del parroco di Castelluccio dei Sauri, cittadina del Foggiano. Il telefono dell’arcidiocesi squilla per tutta la mattinata: c’e’ chi vuole esprimere al vescovo il proprio rammarico per l’arresto del sacerdote, chi gli dice di avere coraggio e spera che tutto si risolva al piu’ presto perche’ l’intera vicenda ha dell’incredibile. Molte telefonate vengono “dirottate” al segretario del prelato che minuziosamente annota tutti i messaggi. Monsignor Casale, la comunita’ foggiana e’ di nuovo scossa da un terribile fatto di cronaca dopo l’omicidio di Nadia Roccia. “Voglio subito precisare, come hanno gia’ dichiarato gli investigatori, che i due episodi non sono affatto collegati”. Si’, ma il provvedimento restrittivo notificato al parroco ha sconvolto tutta Castelluccio. “Siamo tutti profondamente addolorati. Speriamo di conoscere presto la verita”. Che ricordo ha di don Giorgio Mazzoccato? “E’ un sacerdote che ha sempre svolto il suo ministero con zelo e carita’, in modo che definirei ineccepibile”. Pare che il parroco sia coinvolto in un’inchiesta su un ampio giro di pedofili partita dalla Lombardia. “Io e la mia comunita’ restiamo in attesa fiduciosa che la magistratura si pronunci sulla base di una serena e oggettiva valutazione delle prove”. Intanto un suo pastore e’ in carcere con l’accusa di avere abusato sessualmente di una decina di ragazzi nemmeno quattordicenni. “Preghero’ per il nostro fratello don Giorgio; che il Signore gli dia la forza di superare questo momento difficile”. —————————————————————– UN NUOVO INCUBO TRA GLI ABITANTI “Preferiamo non crederci. La casa di don Giorgio era un viavai di bambini” CASTELLUCCIO DEI SAURI (Foggia) – Porte che si chiudono alla vista delle telecamere, gente che si allontana e rifiuta di rilasciare commenti sull’arresto per violenza sessuale di don Giorgio Mazzoccato. E’ un paese silenzioso, Castelluccio dei Sauri, centro agricolo del subappennino dauno con 1.800 abitanti che vivono in un fazzoletto di terra a trenta chilometri da Foggia. Una cittadina che da tre settimane e’ sotto i riflettori dopo l’omicidio di Nadia Roccia, la 19enne assassinata dalle sue due amiche. Per le strade c’e’ chi si dice stufo della presenza dei giornalisti e delle telecamere, tornate ad assediare il paese, abituato al lavoro nei campi e alla tranquillita’. La chiesa di San Salvatore, parrocchia di don Giorgio, ieri e’ rimasta chiusa. Quando all’ora di pranzo i telegiornali hanno diffuso la notizia dell’arresto del parroco, in pochi ci hanno creduto. Soltanto ieri sera la gente ha cominciato a commentare. “E’ l’unico parroco che in tanti anni ci ha insegnato che cosa significa la carita’, ci ha aiutato a sfamare gli albanesi e le famiglie bisognose”, dice Gerarda Ciotti, la proprietaria del ristorante “Al vecchio casale”. “Preferiamo non crederci – aggiunge – anche perche’ la mia bambina di 8 anni proprio mercoledi’ e’ stata al catechismo dal parroco per la prima comunione. Ma la mia bimba non mi ha mai parlato di queste molestie: gliel’ho domandato piu’ volte e mi ha risposto sempre di no”. A poca distanza, un’altra donna, che non vuole dire il nome, socchiude l’uscio di casa e dice che “il parroco era burbero ma buono, predicava bene, forse era il migliore che Castelluccio abbia mai avuto negli ultimi tempi. Mia figlia di 11 anni mi ha detto di non aver mai avuto nessun problema con lu
    i”. La donna ricorda che la casa di Mazzoccato era un viavai di bambini della parrocchia che andavano li’ a giocare perche’ c’erano flipper e biliardini. Quando il tempo era bello, sacerdote e bambini andavano in campagna, per il ritiro spirituale. Un’abitudine che il parroco aveva anche ad Arpinova, dove sarebbero avvenute le violenze sessuali. Altin, ragazzo di 19 anni, da 3 anni vive con don Giorgio, al quale e’ stato affidato. “E’ l’uomo piu’ generoso che conosco. Non l’ho mai visto avvicinarsi in modo strano ai bambini”, dice il giovane, capelli gelatinati, lunghi e neri. Ai giornalisti urla con tutto il fiato che ha nei polmoni: “Voi siete venuti qui solo per fare del male. Castelluccio dei Sauri, fino a qualche tempo fa, era un posto tranquillo. Ora la gente e’ sconvolta. L’arresto di don Giorgio proprio non ci voleva”. L’ennesimo fatto di cronaca nera ha gettato nel panico i cittadini di Castelluccio, ancora increduli di vivere nel giro di tre settimane una “disgrazia” dopo l’altra. Era il 14 marzo quando, in un garage poco distante dalla abitazione del sacerdote, fu uccisa Nadia Roccia, strangolata con una sciarpa dalle sue due amiche, Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica. Le due ragazze, rinchiuse nel carcere di Foggia, hanno confessato il delitto. Il movente? I ricorrenti sogni di Anna Maria. Secondo la loro versione, sarebbe stato il padre di Maria Filomena, morto quando la ragazza era ancora in fasce, ad apparire di notte ad Anna Maria per ordinare l’omicidio programmato con freddezza un anno prima. Ma gli inquirenti non credono al sogno, battono la pista di un viaggio in America, annullato a causa di Nadia, o di un’amicizia morbosa tra le tre ragazze.

    Bufi Fulvio, Buonavoglia Roberto

    Pagina 13
    (3 aprile 1998) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/03/Molestie_confessionale_prete_arrestato_co_0_9804033376.shtml

  • Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia)

    Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia)

    Manfredi Salvatore ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella Maris di Siponto (Foggia).

    Condannato nel gennaio 1988 dai giudici della Corte d’appello di Bari a due anni di reclusione per atti di libidine e violenza privata su minori avvenuti nel dicembre 1985

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/01/15/violenza-sui-minori-pena-ridotta-al-sacerdote.html

  • VIOLENZA SUI MINORI, PENA RIDOTTA AL SACERDOTE

    VIOLENZA SUI MINORI, PENA RIDOTTA AL SACERDOTE

    BARI Don Salvatore Manfredi, un prete di 61 anni, ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella maris di Siponto (Foggia) è stato condannato (pena sospesa) dai giudici della corte d’ appello di Bari a due anni di reclusione per atti di libidine e violenza privata nei confronti degli assistiti.

    I fatti risalgono al dicembre del 1985 quando alcuni ragazzi, trasferiti da Siponto all’ istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari), raccontarono ad un’ assistente sociale alcuni episodi di violenza che avevano dovuto subire.

    Insieme con don Salvatore Manfredi, condannato in primo grado il 5 giugno dell’ 86 a tre anni di carcere per violenza carnale, atti osceni in luogo pubblico, corruzione di minori, maltrattamenti e violenza privata era imputato anche il suo vice, Don Giuseppe Marrone.

    Quest’ ultimo in primo grado era stato condannato ad otto mesi di reclusione per maltrattamenti ai bambini (secondo l’ accusa li avrebbe presi a calci e pugni). La corte d’ appello ha invece ritenuto di derubricare il reato in quello di abuso dei mezzi di correzione applicando di conseguenza l’ amnistia. Per don Salvatore Manfredi la corte d’ appello ha ritenuto di escludere la violenza carnale, mentre lo ha assolto per insufficienza di prove dal reato di maltrattamenti e lo ha amnistiato per i reati di atti osceni e corruzione di minorenni.