Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sicilia

  • Tentata violenza sessuale. Oggi la sentenza per Don Caradonna? Chiesti danni per 75.000 euro

    Tentata violenza sessuale. Oggi la sentenza per Don Caradonna? Chiesti danni per 75.000 euro

    E’ attesa per oggi, salvo rinvii, la sentenza del processo a carico di Don Vito Caradonna, il prete di Marsala, oggi a Santa Ninfa, accusato di tentata violenza sessuale.

    Nell’ultima udienza ha discusso la parte civile, che ha chiesto un cospicuo risarcimento danni. L’avvocato Gianfranco Zarzana ha, infatti, chiesto che il prete venga condannato anche al pagamento di 75 mila in favore di chi ha sporto la denuncia. Il legale, naturalmente, si è anche associato alla richiesta di pena (3 anni e 2 mesi di reclusione) avanzata a fine novembre dal pubblico ministero Anna Cecilia Sessa.

    Dopo l’avvocato Zarzana, è stato il turno di uno dei due legali di don Vito, Stefano Pellegrino, che ha tentato di smontare l’accusa. Oggi interverrà l’altro difensore, Rosa Tumbarello. Poi, sarà emessa la sentenza..

    All’epoca dei fatti, il 2005, Caradonna era parroco della Chiesa Madre di Marsala.
    Caradonna, 38 anni, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di piazza Castello è accusato dal 35enne P.L.C., che però, durante il processo, è andato qualche volta in contraddizione. Ciò rende incerto l’esito della sentenza. L’ultima volta che P.L.C. ha testimoniato è stato dalla Germania, in videoconferenza (la presunta vittima risiede in una città tedesca e ha detto di non avere i soldi per affrontare il viaggio in Italia per partecipare all’udienza) e ha ribadito il suo racconto: don Vito, sette anni fa, lo invitò in canonica, per prendere un caffè e che mentre era «stordito» (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di abusarne sessualmente. «Ad un tratto – ha detto P.L.C. – don Vito mi ha aggredito». Lui, però, è riuscito a divincolarsi e a fuggire. Accuse respinte sempre dalla difesa “non fosse altro – ha detto il legale di Caradonna – che è improbabile che in una sostanza eccitante come il caffè si metta del sonnifero. Piuttosto l’imputato era noto perchè chiedeva denaro ai preti…”.
    “Non è vero – ha ribattuto P.L.C. – che ho chiesto del denaro per non sporgere denuncia». Nel corso del processo, infatti, è stato ascoltato anche l’allora vescovo di Mazara Calogero La Piana, che in aula ha dichiarato: «Fui avvicinato da un uomo che mi disse di essere stato vittima di un tentativo di violenza sessuale da parte di don Vito Caradonna, ma che era disposto a chiudere la vicenda se indennizzato con una somma di denaro. Non diedi peso a quell’accusa e non feci denuncia». Epoca dei fatti contestati a don Vito – attualmente accusato anche per circonvenzione di incapace in un’inchiesta scaturita da una sua dipendenza da “Gratta e Vinci” – è il febbraio 2005.

    www.marsala.it/cronaca/giudiziaria/…75000-euro.html

     

  • PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA PERDE IL SACERDOZIO

    PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA PERDE IL SACERDOZIO

    di Margherita Ingoglia – Perde il sacerdozio Davide Mordino, ex parroco di Sciacca, accusato di pedofilia. Don Mordino era stato arrestato il 23 luglio scorso con l’accusa di violenza su minore fino alla data del 30 Dicembre 2009, e trasferito per direttissima al carcere Ucciardone di Palermo. Il 18 Settembre 2012, il Tribunale del Riesame di Palermo aveva concesso a padre Mordino gli arresti domiciliari. Giunge oggi invece la notizia del provvedimento della perdita del sacerdozio emesso dal Vaticano dopo che l’Ordine religioso a cui Mordino appartiene, il Terz’Ordine Regolare, lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione e aveva avviato un’indagine interna. La difesa di Mordino affidata agli avvocati Antonio Lizio e Antonino Agnello avrebbe sempre ritenuto non colpevole il suo cliente.

    L’inchiesta, che si avvia alla fase conclusiva, è svolta dalla procura della Repubblica di Palermo e coordinata dai sostituti Laura Vaccaro e Alessia Sinatra. Secondo le indagini svolte dagli agenti del commissariato di polizia di Sciacca l’ex parroco avrebbe compiuto atti sessuali con minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro. Secondo gli inquirenti, infatti, avrebbe avvicinato i ragazzi con la scusa di fargli fare un test sulla sensibilità corporea per conto dell’universita di palermo ed a questo sarebbero seguiti gli atti sessuali, con pagamento da parte dell’ex parroco, di somme tra i 50 ed i 300 euro.

    Il sacerdote, inoltre, secondo gli inquirenti avrebbe fatto sottoscrivere un modulo apparentemente intestato alla società Mediaset di Milano, che avrebbe consentito ai giovani la partecipazione a programmi televisivi, oltre che una giusta ‘raccomandazione’ data la parentela del parroco con un noto intrattenitore televisivo, impegnato in trasmissioni condotte da Maria De Filippi, rendendosi, così , facilmente credibile ai ragazzi, che ambivano al mondo dello spettacolo. L’indagine a suo carico è scattata nell’ambito dell’operazione antidroga “Mata Hari”. Gli agenti avrebbero appurato che Mordino intratteneva rapporti sessuali a pagamento con uno degli indagati. Nulla di rilevante rispetto alle indagini in corso, ma uno spunto sufficiente per approfondire l’attività, come rilevato dagli agenti di polizia di Sciacca, e stabilire eventuali rapporti di Mordino, nei locali della Basilica, anche con minorenni.

    https://siciliainformazioni.com/redazione/73420/sciacca-prete-accusato-di-pedofilia-perde-il-sacerdozio

  • Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Nuovi guai per Davide Mordino, 41 anni, originario di Palermo, ex parroco della Basilica di San Calogero, a Sciacca, arrestato nel luglio scorso dalla polizia perché accusato di aver compiuto atti sessuali, con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto. Mordino, attualmente agli arresti domiciliari in attesa che la Procura di Palermo chiuda le indagini preliminari, ha perso di fatto il sacerdozio. Nei giorni scorsi, infatti, gli è stata notificata la dispenza dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Il provvedimento è stato emesso dal Vaticano dopo che l’Ordine religioso a cui Mordino appartiene, il Terz’Ordine Regolare, lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione e aveva avviato un’indagine interna.

  • Il parroco antimafia che era un pedofilo

    Il parroco antimafia che era un pedofilo

    Padre Paolo Turturro e’ colpevole di violenza sessuale e di pedofilia, ma la pena dev’essere rideterminata, perche’ uno dei due episodi contestati all’ex parroco della chiesa palermitana di Santa Lucia -noto per il suo impegno antimafia- e’ caduto in prescrizione. Lo ha deciso, al termine di una camera di consiglio che si e’ protratta fino a notte inoltrata, la Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza con cui, nell’ottobre 2011, la Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a sei anni e sei mesi inflitta al religioso. Il nuovo giudizio (“di rinvio”) servira’ solo per stabilire il “quantum” della condanna, tenuto conto del fatto che i supremi giudici, accogliendo la tesi dell’avvocato Ninni Reina, hanno collocato uno dei due fatti nel 1999 e non piu’ nel 2001: essendo trascorsi 13 anni, l’episodio e’ stato cancellato dal tempo trascorso. Questo non significa pero’ che l’ex parroco sia innocente: in questo caso la Cassazione avrebbe potuto pronunciare sentenza di assoluzione.

    PARROCO ANTIMAFIA – Turturro, sacerdote schierato sul fronte dell’antimafia, era finito nei guai nel 2001, dopo essere stato denunciato dalla scuola frequentata da un suo alunno, che all’epoca aveva 10 anni: il bambino pubblicamente aveva ammesso – durante una chiacchierata in classe – di essere stato baciato in maniera intima dal parroco. Proprio questo fatto, piu’ recente, e’ rimasto in piedi nel processo. Ad essere stato prescritto e’ un altro episodio, in cui ci sarebbe stato un rapporto vero e proprio, con un altro ragazzino, anche lui di 10 anni circa all’epoca dei fatti. Il religioso aveva sempre protestato la propria innocenza e aveva anche sostenuto di essere stato vittima di una sorta di complotto interno al popolare quartiere del Borgo Vecchio di Palermo, in cui c’e’ la chiesa di Santa Lucia ed e’ forte la presenza mafiosa.

    SACERDOTE NON SOSPESO – Ma la ritrosia delle famiglie degli alunni a denunciarlo (solo una poi si e’ costituita parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Paola Rubino) e le tante testimonianze rese al dibattimento nel segno della reticenza e dell’omerta’ non hanno confermato affatto questa tesi. Finora la Diocesi di Palermo non ha mai sospeso il sacerdote, che, dopo essere stato allontanato dal capoluogo siciliano per un paio d’anni, su ordine del Gip, e’ adesso responsabile del santuario della Madonna del Ponticello, a pochi passi da via Maqueda, nel centro storico di Palermo. (AGI)

    http://www.giornalettismo.com/archives/628393/il-parroco-antimafia-che-era-un-pedofilo/

  • Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala, abusa di un dodicenne arrestato frate già condannato
    Il religioso avrebbe abusato del figlio di una coppia di amici. Il gip gli ha concesso i domiciliari presso il convento della provincia de L’Aquila dove ha preso i voti dopo essere stato coinvolto anni fa in un’altra vicenda di pedofilia.
    Lo leggo dopo
    Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della squadra mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di “Telefono Azzurro” e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso l’istituto religioso della provincia dell’Aquila dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    (28 novembre 2012)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/11/28/news/marsala_abusa_di_un_dodicenne_arrestato_frate_gi_condannato-47604301/

    Frate marsalese arrestato con l’accusa di pedofilia

    Mercoledì 28 Novembre 2012 17:06

    Un altra storia di abusi su minori torna a sconvolgere Marsala. Un frate originario del luogo è stato arrestato con l’accusa di avere abusato di un ragazzino di 12 anni, figlio di amici di famiglia. Le indagini sono state avviate dalla Squadra mobile di Trapani, dopo una segnalazione fatta al “Telefono Azzurro”. Secondo quanto si è appreso da agenzie di stampa, i fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo. Il frate, che…

    attualmente si trova proprio in questo istituto religioso in provincia dell’Aquila, ha ricevuto la notifica del provvedimento d’arresto. A quanto pare, il frate qualche anno fa, per lo stesso reato di abusi su minore, era stato condannato, con sentenza definitiva, dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione era un bambino di 10 anni. Le indagini che hanno portato al nuovo arresto sono state coordinate dal sostituto procuratore Giulia D’Alessandro che ha ottenuto dal Gip Francesco Parrinello l’ordinanza di custodia cautelare.

    http://www.marsalace.it/web/cronaca/7775-frate-marsalese-arrestato-con-laccusa-di-pedofilia

    Arrestato un uomo: viveva in convento
    Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria
    28 novembre 2012 – 18:02 – Cronaca Regionale
    Avrebbe abusato sessualmente di un 12enne, figlio di alcuni amici, poi si e’ trasferito in un convento dell’Abruzzo, dove ha preso i voti. Adesso per lui sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore.

    L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e’ stato emessa dal gip del Tribunale di Marsala (Trapani), a seguito delle indagini della Squadra mobile di Trapani, scattate dopo una segnalazione arrivata lo scorso anno a Telefono azzurro. I fatti sarebbero avvenuti a Pantelleria, dove l’uomo avrebbe abusato piu’ volte del piccolo nei momenti in cui era rimasto da solo con lui, approfittando della frequentazione del suo nucleo familiare. L’arrestato era stato gia’ condannato dalla Corte d’appello di Milano per violenza su un bambino di eta’ inferiore di 10 anni.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/27737/abusava-di-un-12-enne-poi-diventa-frate-scandalo-a-pantelleria

    Pantelleria, frate arrestato per abusi su minori
    Pantelleria (Tp), 28 NOV – Accusato di aver abusato di un ragazzino di 12 anni, un frate è stato arrestato ieri a l’Aquila dalla Polizia, su ordine del Gip di Marsala. Ora si trova ai domiciliari. L’indagine è scaturita da una segnalazione arrivata lo scorso anno a”Telefono azzurro”. I fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo.

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila
    Avrebbe abusato del figlio di amici

    L’AQUILA. Era già stato condannato con sentenza passata in giudicato per violenza sessuale su minori di 10 anni poi aveva deciso di cambiare vita, cambiare aria e ritirarsi in convento.

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.
    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.
    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.
    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

    Pedofilia, abusi su un dodicenne: frate arrestato a Trasacco

    È accusato di aver abusato di un ragazzino a Marsala (Trapani). Aveva preso i voti due anni fa dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia

    L’AQUILA. Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala (Trapani) di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della Squadra Mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di «Telefono Azzurro» e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal Gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso un istituto religioso di Trasacco dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    28 novembre 2012

  • Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria

    Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria

    Avrebbe abusato sessualmente di un 12enne, figlio di alcuni amici, poi si e’ trasferito in un convento dell’Abruzzo, dove ha preso i voti. Adesso per lui sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore.

    L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e’ stato emessa dal gip del Tribunale di Marsala (Trapani), a seguito delle indagini della Squadra mobile di Trapani, scattate dopo una segnalazione arrivata lo scorso anno a Telefono azzurro. I fatti sarebbero avvenuti a Pantelleria, dove l’uomo avrebbe abusato piu’ volte del piccolo nei momenti in cui era rimasto da solo con lui, approfittando della frequentazione del suo nucleo familiare. L’arrestato era stato gia’ condannato dalla Corte d’appello di Milano per violenza su un bambino di eta’ inferiore di 10 anni.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/27737/abusava-di-un-12-enne-poi-diventa-frate-scandalo-a-pantelleria

  • CHIESTA CONDANNA PER DON VITO

    CHIESTA CONDANNA PER DON VITO

    L’ex parrocco della chiesa di San Leonardo, a Marsala, è accusato di avere tentato di abusare di un parrocchiano
    Avrebbe tentato di abusare di un parrocchiano. Il pubblico ministero Anna Cecilia Sessa ha chiesto oggi di condannare don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo, a tre anni e due mesi di reclusione. L’episodio sarebbe avvenuto sette anni fa all’interno della canonica. Caradonna, dopo avere invitato la vittima a prendere un caffè, l’avrebbe aggredita tentando di violentarla. L’uomo, che oggi ha trentacinque anni, sentito in videocoferenza nel corso del processo, ha confermato le accuse avanzate nei confronti del sacerdote. “A un tratto – ha raccontato – don Vito mi ha aggredito”. L’uomo era riuscito però a divincolarsi ed a fuggire.

    Maurizio Macaluso

    Inserito il 27 Novembre 2012

  • CASO CHIARENZA – PEDOFILIA: IL VESCOVO RASPANTI INCONTRA TEO PULVIRENTI

    CASO CHIARENZA – PEDOFILIA: IL VESCOVO RASPANTI INCONTRA TEO PULVIRENTI

    CASO CHIARENZA – PEDOFILIA: IL VESCOVO RASPANTI INCONTRA TEO PULVIRENTI

    New York, qualche fermata di metro, un bus..è la distanza che separa Mons Nino Raspanti da Teo Pulvirenti. Finalmente, dopo mesi dallo scandalo pedofilia che ha scosso la comunità di Acireale, il Vescovo della diocesi è pronto ad incontrare Teo, la vittima, una delle tante, il primo, speriamo non l’unico, ad aver rotto il silenzio omertoso che generalmente si caldeggia tra le mura ecclesiali quando si tratta di pedofilia.

    Un incontro moderato, assolutamente coerente con la linea tenuta fino ad ora dal Vescovo Raspanti: allontanamento del sacerdote, massima collaborazione, raggiungimento della verità.

    Non ha timore Teo perché lui non racconta semplicemente la sua verità, lui È la verità, è la prova vivente dell’abuso e alla domanda ” Mons. Lei mi crede? ” uno sguardo rassicurante quasi lo accarezza: ” Perché non dovrei crederle ? ” .

    In mano la dichiarazione scritta raccolta da La Caramella Buona e fornita al Vescovo già a suo tempo, Teo la rivive, di nuovo, la digerisce e firma mettendo nero su bianco tutta la sua dignità di uomo e non di vittima perchè oggi Teo non si sente più tale. Ci si guarda negli occhi, ci si capisce. Ci si saluta. ” Mi sento sereno ” – mi dice – e sorride, come suo solito. Questo è Teo, questa la verità.

    Acireale, Roma, New York, quante tappe per una sola vicenda del resto, lontano dagli occhi, lontano dal cuore.. Ma è ad Acireale che si deve far ritorno, nella giusta sede, per la giusta causa.

    Ufficio stampa La Caramella Buona

  • Pedofilia, arresti domiciliari per padre Davide Mordino

    Pedofilia, arresti domiciliari per padre Davide Mordino

    L’indagine a suo carico scattò nel corso dell’operazione antidroga “Mata Hari” in quanto, secondo gli inquirenti, il parroco avrebbe intrattenuto rapporti sessuali con uno degli indagati
    di Redazione 19/09/2012

    Sciacca, rapporti sessuali in cambio di denaro: arrestato sacerdote Sciacca, rapporti sessuali in cambio di denaro: arrestato sacerdote

    Il Tribunale del Riesame di Palermo ha concesso gli arresti domiciliari a padre Davide Mordino, per anni parroco della basilica di San Calogero a Sciacca, arrestato con l’accusa di aver compiuto atti sessuali con minorenni in cambio di denaro.

    L’indagine a suo carico scattò nel corso dell’operazione antidroga “Mata Hari” in quanto, secondo gli inquirenti, il parroco avrebbe intrattenuto rapporti sessuali con uno degli indagati.

    Secondo una prima ricostruzione, padre Mordino avrebbe avvicinato ii giovani con la scusa di effettuare un test sensoriale, al quale sarebbero seguiti i rapporti sessuali con pagamenti di cifre che si aggiravano dai 50 ai 300 euro. Il parroco, inoltre, avrebbe fatto firmare ai ragazzi un modulo intestato a una nota società televisiva tramite il quale avrebbero potuto partecipare a diversi programmi televisivi.

    Padre Mordino ha respinto tutte le accuse e avrebbe fornito elementi che sosterrebbero la sua estraneità ai fatti.

  • Don Antonio Calcedonio Di Maggio in passato condannato dieci anni fa per una storia di pedofilia, scontata la pena, era tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio.

    Don Antonio Calcedonio Di Maggio in passato condannato dieci anni fa per una storia di pedofilia, scontata la pena, era tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio.

    24/08/2012 @ 06:05:22, in it

    Sacerdote, insegnate e anche pedofilo, secondo la magistratura. E’ stato condannato, in rito abbreviato, dal gup Claudio Mattioli, a 4 anni e due mesi, un sacerdote accusato di aver abusato di due ragazzini.

    Il prete, A.D. [Don Antonio Calcedonio Di Maggio – n.d.R.TA], di 58 anni, di origine siciliana, officiava nella diocesi dedicata alla Madonna di Czestokova, alla Rustica, e insegnava religione alla scuola media di Roma «Salvo D’Acquisto». L’uomo, che per i fatti oggetto del procedimento era anche finito in manette, è da tempo agli arresti domiciliari in un convento di Benedettini Silvestrini a Bassano Romano. Il capo d’imputazione per A.D. è: atti sessuali con minori, aggravati dal fatto che le vittime erano a lui affidate «per ragioni di educazione e di vigilanza». Il giudice ha imposto anche una provvisionale di 15mila euro di rimborso alle vittime.

    GIA’ CONDANNATOPER LO STESSO REATO – In passato era già stato condannato dieci anni fa per una storia molto simile ma, scontata la pena, era tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio. Arrestato nell’estate scorsa, il religioso, inizialmente, aveva negato tutto, ma in seguito aveva confessato, almeno in parte, cercando però di sminuire la gravità delle violenze. La prima denuncia a carico di A.D. venne presentata dai genitori di un dodicenne con gravi problemi psichici, un ragazzo “affetto da un disturbo del comportamento nell’ambito dell’organizzazione cognitiva borderline”. Il giovane, che frequentava l’oratorio della Rustica, raccontò di essere stato palpeggiato e molestato dal sacerdote e, qualche giorno dopo, alcuni amichetti della stessa età gli raccontarono di aver subìto lo stesso tipo di violenze. In seguito si accertò un secondo caso, avvenuto, stavolta, durante un campo scuola nell’isola di Ventotene.

    A.D. [ Don Antonio Calcedonio Di Maggio – n.d.R.TA ] aveva sorpreso un gruppo di ragazzi che scherzavano e si misuravano gli organi genitali. Il religioso avrebbe approfittato della circostanza per rivolgere pesanti avances a un altro adolescente, anche lui di 12 anni.

    Fonte: corriere.it – 05 luglio 2007