Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sicilia

  • Il pentimento di padre Nuvola “Chiedo scusa sono un malato”

    Il pentimento di padre Nuvola “Chiedo scusa sono un malato”

    Padre Aldo Nuvola, accusato di pagare minorenni in cambio di sesso, crolla al quarto giorno di carcere, nella sua cella dell’Ucciardone dove si trova in isolamento. “Ho bisogno d’aiuto, sono malato e ho peccato contro la Chiesa”, ha detto ai suoi legali
    di ROMINA MARCECA

    Piange, chiede scusa alla città, alla chiesa e alla famiglia. Chiede aiuto psichico e fisico. Padre Aldo Nuvola, accusato di pagare minorenni in cambio di sesso, crolla al quarto giorno di carcere, nella sua cella dell’Ucciardone dove si trova in isolamento.

    Le lacrime e il pentimento arrivano dopo che i suoi avvocati, Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito, gli comunicano che la Curia lo ha sospeso a divinis, il che significa che il prete non potrà più celebrare messa e confessare. La diocesi sta anche meditando le dimissioni dell’ex parroco di Regina Pacis. “Ho bisogno d’aiuto, sono malato e ho peccato contro la Chiesa “, ha detto il sacerdote piangendo ai suoi legali ieri mattina.

    Padre Nuvola non nega la sua posizione processuale, parzialmente ammessa davanti ai pm durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, ma ci tiene a dire: “Non credevo che quei ragazzi fossero minorenni”. La richiesta di perdono non era stata, invece, nemmeno accennata davanti ai magistrati e ai carabinieri dopo l’arresto. Padre Aldo Nuvola avrebbe ostentato sicurezza e nessun segnale di dispiacere per quell’accusa così infamante.

    Al prete i carabinieri sono arrivati durante l’indagine sulla morte di Massimo Pandolfo, l’imprenditore ucciso a coltellate nella zona del Teatro del Sole, Acqua dei Corsari. Il diciassettenne arrestato per quell’omicidio telefonò a padre Nuvola 16 minuti dopo il delitto e davanti ai pm ha riferito: “Ho detto al prete che avevo ucciso un uomo “. Padre Aldo Nuvola anche ieri, ai suoi legali, ha ribadito: “Non ricordo il contenuto di quella confessione come accade per tutte le altre. Lo ritengo un dono divino”. Ma per quella dimenticanza il prete potrebbe rischiare di essere indagato per favoreggiamento, accusa paventata anche per alcune telefonate con ladri e rapinatori che gli avrebbero riferito di colpi messi a segno. “Non è vero – ha detto il prete agli avvocati – ma se è il caso chiederò ai magistrati di essere sentito”.

    (27 luglio 2013)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/07/27/news/padre_nuvola_in_lacrime_chiedo_scusa_alla_citt-63802300/

  • Don Aldo Nuvola in carcere per abusi Nuovi guai: “Un ruolo nell’omicidio Pandolfo”

    Don Aldo Nuvola in carcere per abusi Nuovi guai: “Un ruolo nell’omicidio Pandolfo”

    Non solo abusi, non solo adescamenti. Dietro l’arresto di don Aldo Nuvola, un retroscena agghiacciante. (nella foto Massimo Pandolfo)

    PALERMO – Don Aldo Nuvola finisce in carcere. L’accusa è pesantissima: avrebbe adescato una decina di ragazzini in cambio di denaro. Cinque sono già stati identificati, altrettanti stanno per esserlo. E non è tutto, perché gli investigatori sospettano che l’ex parroco di Regina Pacis fino al 2009 potrebbe avere avuto un ruolo nell’omicidio di Massimo Pandolfo, l’uomo massacrato a coltellate nella zona del Teatro del Sole. Le indagini dei carabinieri del Reparto territoriale, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto Calogero Ferarra, muoverebbero da una certezza: il diciassettenne che ha confessato il delitto Pandolfo si era sentito con il prete. Gli aveva raccontato tutto, ma lui avrebbe taciuto. Questo il sospetto. Ecco perché in ballo c’è l’ipotesi che possa avere avuto un ruolo, forse di copertura nel macabro delitto. I carabinieri hanno registrato una telefonata di alcuni minuti fra i due nelle fasi immediatamente successive alla morte di Pandolfo. Poco più di un anno fa Nuvola, ex insegnante di religione al Liceo Umberto, era stato condannato per avere. offerto soldi a un diciassettenne in cambio di una prestazione sessuale.

    E fu pure condannato a un anno e mezzo, ottenendo, però, la sospensione condizionale della pena. Ed era a piede libero. Ora è finito in carcere. Non solo minorenni, anche adulti avrebbero detto sì alle richieste sessuali del prete. Don Nuvola viene indicato come abituale frequentatore dei giri di prostituzione. Pagava le prestazioni con poche decine di euro, oppure con delle ricariche telefoniche o sacchetti della spesa. Gli incontri avvenivano in macchina o a casa sua. La sua voce è stata pure intercettata e il sacerdote non nascondeva la preoccupazione di essere di nuovo “beccato” dalle forze dell’ordine. Gli inquirenti parlano di “conversazioni agghiaccianti”. Nuvola non aveva più assegnata una parrocchia, ma diceva messa in giro per la città. Anche nella cappella della stazione, dove avrebbe incontrato alcune delle sue vittime. Adesso è in stato di fermo al carcere Pagliarelli di Palermo. L’udienza di convalida si svolgerà domani mattina davanti al gip Agostino Gristina e in presenza dei difensori. Don Nuvola ha nominato Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito.

  • Le intercettazioni del prete con i ragazzini “Vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi”

    Le intercettazioni del prete con i ragazzini “Vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi”

    Padre Nuvola frequentava la zona attorno alla Stazione centrale. Cinque i casi accertati dai carabinieri e dalla Procura, su altri cinque ci sono indagini in corso. I minorenni venivano plagiati e portati a casa o in macchina. Ad uno che chiedeva 100 euro diceva: “A me per un funerale danno 25 euro e devo fare tutta la predica”

    Le intercettazioni del prete con i ragazzini vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi.

    Sigarette, sacchetti di spesa, ricariche telefoniche. Così padre Aldo Nuvola pagava i ragazzini che adescava per convincerli a rapporti sessuali.
    I magistrati Maurizio Scalia, Gery Ferrara e Diana Russo, in oltre due mesi d’indagine affidate ai carabinieri del nucleo operativo hanno scoperto un ventaglio di conversazioni attraverso le intercettazioni nella macchina del prete e mettendo sotto controllo il suo cellulare.

    Padre Nuvola quasi ogni sera era alla Stazione centrale in cerca di ragazzini che si prostituissero. In macchina, con lui, c’era finito anche il diciassettenne accusato dell’omicidio di Massimo Pandolfo
    , nello scorso aprile. Nel suo cellulare è stata trovata una chiamata al prete e da lì l’indagine sull’omicidio di Pandolfo si è spostata sul versante dell’induzione alla prostituzione minorile. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal colonnello Pierangelo Iannotti, hanno rivelato che Nuvola, proprio perché prete, aveva un certo ascendente sui minorenni che adescava.

    Il sacerdote prima dei rapporti confidava le sue voglie. Ai minorenni, ma anche a qualche diciottenne, spiegava cosa gli faceva un altro suo “amico”, per convincerli a cedere alle sue richieste: “Jessy mi bacia, la lingua me la fa arrivare fino a quà, m…. mi dà una soddisfazione terribile del bacio”.

    In un’altra occasione a un ragazzo che gli chiedeva 100 euro ha risposto: “Il gigolò che gli sembra che le persone sono tutte Berlusconi che gli danno 1.000 euro e 500 euro per una “marchetta” e vuole fare il ”
    Padre Nuvola faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? Un funerale dura un’ora, la predica, tutto sistemato, piripì, piripì. E sai quanto mi danno? Spara quanto mi danno, io sono laureato, ho due lauree? La chiesa, il cimitero si prende 50 euro dall’impresa, la chiesa, Sant’Orsola, sai a me quanto mi dà per un funerale? Al celebrante, la persona più importante, quello che fa il funerale, dà 25 euro”.marchettaro” con la “campata” che gli altri, scusami l’espressione, con una “s…..” semplice e via gli devono dare 100 euro (…) ma tu lo sai quanto quanto mi danno a me per un funerale?”.

    FONTE

  • Prostituzione minorile, prima udienza al Tribunale di Sciacca per l’ex parroco Davide Mordino

    Prostituzione minorile, prima udienza al Tribunale di Sciacca per l’ex parroco Davide Mordino

    Prostituzione minorile, prima udienza al Tribunale di Sciacca per l’ex parroco Davide Mordino
    by admin • 17 luglio 2013

    Al via stamattina al Tribunale di Sciacca il processo a carico di Davide Mordino, l’ex parroco della Basilica di San Calogero.

    padre_davide_mordino1Prima udienza, stamattina, al Tribunale di Sciacca per il processo nei confronti di Davide Mordino, l’ex parroco della Basilica di San Calogero, accusato di prostituzione minorile. Avrebbe compiuto atti sessuali con numerosi minori di eta’ compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro, somme che variavano da 50 a 300 euro, ma anche la promessa di agevolare un loro ingresso nel mondo dello spettacolo e della televisione .

    Il Tribunale, presieduto da Andrea Genna, ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dai legali dei familiari di tre delle sette presunte vittime degli abusi sessuali, gli avvocati Carmela Re e Pietro Casandra. All’udienza era presente Davide Mordino, assistito dagli avvocati Agnello e Lizio. Il processo, che si svolge a porte chiuse, è stato aggiornato al 18 settembre.

    Il rinvio a giudizio dell’ex sacerdote era stato disposto il 26 giugno scorso dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Palermo Marina Petruzzella, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica del capoluogo siciliano. L’indagine nei confronti di Fra Davide Mordino è scaturita da una intercettazione telefonica nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Mata Hari”. Una conversazione tra il sacerdote ed uno dei giovani indagati che destò sospetti e indusse gli inquirenti ad aprire un’ichiesta nei suoi confronti poi passata per competenza alla Procura della Repubblica di Palermo. Nel frattempo padre Davide era stato trasferito e le voci di un suo coinvolgimento in una torbida vicenda di abusi sessuali si erano diffuse a Sciacca, generando vari commenti e anche iniziativa di sostegno nei suoi confronti. Era tornato a Palermo, sua città natia, dove è stato arrestato nel luglio dello scorso anno e ridotto allo stato laicale dalla chiesa. A rappresentare l’accusa al processo che è iniziato oggi il Pubblico Ministero Laura Vaccaro. Davide Mordino ha sempre respinto le infamanti accuse a suo carico.

  • Pedofilia, padre Turturro condannato in Cassazione

    Pedofilia, padre Turturro condannato in Cassazione

    28 novembre 2012 – Colpevole di violenza sessuale e di pedofilia. E’ questa la sentenza emessa nei confronti del noto ex parroco dell’antimafia Padre Paolo Turturro. La pena dev’essere rideterminata, perche’ uno dei due episodi contestati all’ex parroco della chiesa palermitana di Santa Lucia – noto per il suo impegno antimafia- e’ caduto in prescrizione. Lo ha deciso, al termine di una camera di consiglio che si e’ protratta fino a notte inoltrata, la Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza con cui, nell’ottobre 2011, la Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a sei anni e sei mesi inflitta al religioso.

    Il nuovo giudizio (“di rinvio”) servira’ solo per stabilire il “quantum” della condanna, tenuto conto del fatto che i supremi giudici, accogliendo la tesi dell’avvocato Ninni Reina, hanno collocato uno dei due fatti nel 1999 e non piu’ nel 2001: essendo trascorsi 13 anni, l’episodio e’ stato cancellato dal tempo trascorso. Questo non significa pero’ che l’ex parroco sia innocente: in questo caso la Cassazione avrebbe potuto pronunciare sentenza di assoluzione.

    Turturro, sacerdote schierato sul fronte dell’antimafia, era finito nei guai nel 2001, dopo essere stato denunciato dalla scuola frequentata da un suo alunno, che all’epoca aveva 10 anni: il bambino pubblicamente aveva ammesso – durante una chiacchierata in classe – di essere stato baciato in maniera intima dal parroco. Proprio questo fatto, piu’ recente, e’ rimasto in piedi nel processo.

    Ad essere stato prescritto e’ un altro episodio, in cui ci sarebbe stato un rapporto vero e proprio, con un altro ragazzino, anche lui di 10 anni circa all’epoca dei fatti. Il religioso aveva sempre protestato la propria innocenza e aveva anche sostenuto di essere stato vittima di una sorta di complotto interno al popolare quartiere del Borgo Vecchio di Palermo, in cui c’e’ la chiesa di Santa Lucia ed e’ forte la presenza mafiosa.

    Ma la ritrosia delle famiglie degli alunni a denunciarlo (solo una poi si e’ costituita parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Paola Rubino) e le tante testimonianze rese al dibattimento nel segno della reticenza e dell’omerta’ non hanno confermato affatto questa tesi. Finora la Diocesi di Palermo non ha mai sospeso il sacerdote, che, dopo essere stato allontanato dal capoluogo siciliano per un paio d’anni, su ordine del Gip, e’ adesso responsabile del santuario della Madonna del Ponticello, a pochi passi da via Maqueda, nel centro storico di Palermo.

    L.A.

  • ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    Mercoledì 26 Giugno 2013

    AGRIGENTO – Preti pedofili, continuano i procedimenti penali a riguardo. Davide Mordino, 42 anni, l’ex parroco della basilica di san Calogero a Sciacca accusato di aver compiuto atti sessuali con minorenni, sarà processato al tribunale della città nell’Agrigentino il prossimo 17 luglio: lo ha disposto il Gip presso il tribunale di Palermo Marina Petruzzella.

    DOMICILIARI Mordino, riferisce il ‘Giornale di Siclia’, si trova agli arresti domiciliari dopo un perodi di detenzione in carcere e per lui è arrivata da tempo la dispensa dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Secondo l’accusa, l’ex prete avrebbe compiuto atti sessuali con quattro ragazzi durante la sua permanenza a Sciacca, mentre con altri due avrebbe tentato ma non sarebbe riuscito nell’intento per il loro rifiuto. Mordino, che ha lasciato la basilica di San Calogero poco prima del Natale 2009 ed arrestato a luglio dello scorso anno per poi essere posto ai domiciliari, è accusato ance di aver indotto minori a posare nudi per delle foto che lui stesso avrebbe realizzato.

  • Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro

    Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro

    Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro
    L’ex parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo era stato accusato di molestie sessuali da due ragazzini che frequentavano l’oratorio del Borgo Vecchio
    Ven, 14/06/2013 – 15:31 — La Redazione

    Il procuratore generale Salvatore Messina ha chiesto la condanna a tre anni di don Paolo Turturro, l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo, di fronte al carcere dell’Ucciardone di Palermo, imputato di pedofilia davanti alla terza Corte d’appello di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti.

    Don Turturro, che ha sempre respinto le accuse – sono stati due ragazzini che frequentavano la parrocchia che hanno sostenuto di avere ricevuto molestie sessuali dal sacerdote – nel periodo in cui ha “governato” la parrocchia del Borgo, si era distinto per il suo impegno antimafia educando i ragazzi del quartiere Borgo Vecchio al rifiuto della criminalità e della violenza attraverso la fondazione dell’associazione “Dipingi la pace”. Di lui si ricorda, ad esempio, l’iniziativa di bruciare pubblicamente tutte le pistole giocattolo, “armi” preferite, allora, dai ragazzini del quartiere.

    Il processo all’ex parroco si celebra su rinvio della Cassazione, che il 28 novembre del 2012 aveva dichiarato prescritto uno dei due episodi contestati al sacerdote e aveva perciò annullato la condanna a sei anni e sei mesi che gli era stata inflitta tanto in primo quanto in secondo grado. (effemme)

  • Sicilia, Pedofilia e prostituzione a Sciacca: chiesto rinvio a giudizio per l’ex sacerdote Davide Mordino

    Sicilia, Pedofilia e prostituzione a Sciacca: chiesto rinvio a giudizio per l’ex sacerdote Davide Mordino

    La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Davide Mordino, 42 anni, ex parroco della Basilica di San Calogero, a Sciacca.

    Arrestato nel luglio dello scorso anno dalla polizia perché accusato di aver compiuto atti sessuali con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto.

    Mordino, ridotto allo stato laicale dalla Chiesa, si trova agli arresti domiciliari.

    http://www.canicattiweb.com/2013/04/20/sicilia-pedofilia-e-prostituzione-a-sciacca-chiesto-rinvio-a-giudizio-per-lex-sacerdote-davide-mordino/

  • VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona

    VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona

    di DANIELA FRANZO’

    VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona, l’arciprete della chiesa Madre di Augusta di 74 anni, originario di Buccheri da ma oltre quarant’anni residente ad Augusta, colpito da una misura restrittiva eseguita il 28 febbraio scorso dai carabinieri del Nucleo operativo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una studentessa universitaria di 21 anni.

    Il giudice, accogliendo un’istanza di scarcerazione presentata dai difensori del sacerdote, gli avvocati Ettore Randazzo e Pucci Piccione, ha imposto all’indagato unicamente il divieto di soggiorno nel comune di Augusta. Sull’istanza, accompagnata dall’imposizione dell’obbligo di legge, ha espresso un parere favorevole il pubblico ministero Antonio Nicastro che coordina le indagini tuttora in corso.

    Il magistrato inquirente ha sottoposto padre Gaetano Incardona a un secondo interrogatorio, dopo il primo condotto subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, nel corso del quale il sacerdote ha ribadito la propria estraneità alla vicenda giudiziaria.
    Chi si aspettava un’ammissione di responsabilità, di fronte alle intercettazioni ambientali ed alla ripresa effettuata con una videocamera nascosta dalla vittima d’intesa con i carabinieri, è andato deluso.

    Don Gateano Incardona ha negato tutte le accuse sostenendo di non avere nutrito alcuna intenzione di molestare la ragazza e non di averlo fatto in precedenza ai danni di altre donne. Al termine dell’interrogatorio la difesa ha presentato al gip l’istanza di remissione in libertà sostenendo che non sussiste né il pericolo di inquinamento delle prove né di fuga o di reiterazione del reato.

    Il rappresentante della pubblica accusa si è dichiarato favorevole a condizione che al sacerdote venisse imposto il divieto di soggiornare ad Augusta. Le indagini sul caso, che presenta ancora adesso alcuni lati poco chiari, intanto proseguono. Al vaglio degli investigatori vi sono le dichiarazioni di un’altra donna che, dopo avere appreso dell’arresto del sacerdote, si è recata dai carabinieri per denunciare un’analoga vicenda che l’avrebbe trovata vittima.

    Nel fascicolo principale vi è tuttavia al momento il nominativo di una sola parte offesa, la studentessa che, dopo avere denunciato ai carabinieri di avere subito molestie durante l’atto della confessione all’interno della sagrestia della chiesa, si è ripresentata allo stesso sacerdote, ma questa volta munita di telecamera nascosta fornitale dai carabinieri, registrando in audio ed in video le presunte perverse attenzioni sessuali esercitate per la seconda volta.

    Sul conto dell’arciprete pesa anche la denuncia per atti non consoni alla figura rivestita all’interno della comunità ecclesiastica di Augusta sporta in commissariato nel novembre dello scorso anno dai genitori di un ragazzino di 12 anni schiaffeggiato dal sacerdote fuori dalla chiesa per avere disturbato, assieme ad altri minorenni, le funzioni religiose.

    http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/siracusa/dettaglio/articolo/gdsid/251734/

  • Rimesso in libertà don Gaetano Incardona

    Rimesso in libertà don Gaetano Incardona

    L’arciprete, che deve rispondere di abusi sessuali su una ragazza, non potrà risiedere ad Augusta. Nuove accuse da un’altra donna

    VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona, l’arciprete della chiesa Madre di Augusta di 74 anni, originario di Buccheri da ma oltre quarant’anni residente ad Augusta, colpito da una misura restrittiva eseguita il 28 febbraio scorso dai carabinieri del Nucleo operativo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una studentessa universitaria di 21 anni.

    Il giudice, accogliendo un’istanza di scarcerazione presentata dai difensori del sacerdote, gli avvocati Ettore Randazzo e Pucci Piccione, ha imposto all’indagato unicamente il divieto di soggiorno nel comune di Augusta. Sull’istanza, accompagnata dall’imposizione dell’obbligo di legge, ha espresso un parere favorevole il pubblico ministero Antonio Nicastro che coordina le indagini tuttora in corso.

    Il magistrato inquirente ha sottoposto padre Gaetano Incardona a un secondo interrogatorio, dopo il primo condotto subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, nel corso del quale il sacerdote ha ribadito la propria estraneità alla vicenda giudiziaria.
    Chi si aspettava un’ammissione di responsabilità, di fronte alle intercettazioni ambientali ed alla ripresa effettuata con una videocamera nascosta dalla vittima d’intesa con i carabinieri, è andato deluso.

    Don Gateano Incardona ha negato tutte le accuse sostenendo di non avere nutrito alcuna intenzione di molestare la ragazza e non di averlo fatto in precedenza ai danni di altre donne. Al termine dell’interrogatorio la difesa ha presentato al gip l’istanza di remissione in libertà sostenendo che non sussiste né il pericolo di inquinamento delle prove né di fuga o di reiterazione del reato.

    Il rappresentante della pubblica accusa si è dichiarato favorevole a condizione che al sacerdote venisse imposto il divieto di soggiornare ad Augusta. Le indagini sul caso, che presenta ancora adesso alcuni lati poco chiari, intanto proseguono. Al vaglio degli investigatori vi sono le dichiarazioni di un’altra donna che, dopo avere appreso dell’arresto del sacerdote, si è recata dai carabinieri per denunciare un’analoga vicenda che l’avrebbe trovata vittima.

    Nel fascicolo principale vi è tuttavia al momento il nominativo di una sola parte offesa, la studentessa che, dopo avere denunciato ai carabinieri di avere subito molestie durante l’atto della confessione all’interno della sagrestia della chiesa, si è ripresentata allo stesso sacerdote, ma questa volta munita di telecamera nascosta fornitale dai carabinieri, registrando in audio ed in video le presunte perverse attenzioni sessuali esercitate per la seconda volta.

    Sul conto dell’arciprete pesa anche la denuncia per atti non consoni alla figura rivestita all’interno della comunità ecclesiastica di Augusta sporta in commissariato nel novembre dello scorso anno dai genitori di un ragazzino di 12 anni schiaffeggiato dal sacerdote fuori dalla chiesa per avere disturbato, assieme ad altri minorenni, le funzioni religiose.

    http://siracusa.gds.it/2013/04/04/rimesso-in-liberta-don-gaetano-incardona-251734_177840/