Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sicilia

  • Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Pubblicato in data 08/mar/2013

    La testimonianza del padre di una delle ragazze che hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da Don Incardona, il parroco della chiesa Madre di Augusta.
    Video a cura di Antonio Condorelli

  • Cronaca Siracusa : don Gaetano Incardona davanti il giudice per le accuse di molestie

    Cronaca Siracusa : don Gaetano Incardona davanti il giudice per le accuse di molestie

    Cronaca Siracusa : don Gaetano Incardona davanti il giudice per le accuse di molestie. Si è avvalso della facoltà di non rispondere nella sua prima comparsa in Tribunale. Don Gaetano Incardona ha preferito non proferire neanche una parola sui fatti che gli sono contestati, l’episodio di molestie sessuali ai danni di una ragazza di ventuno anni. L’ex arciprete della chiesa madre di Augusta resta per il momento agli arresti domiciliari, ma la partita tra difesa ed accusa è tutta da giocare.

    Il sacerdote si è presentato nell’aula del gip, Michele Consiglio accompagnato dai suoi legali Ettore Randazzo e Pucci Piccione. La difesa sta valutando in queste ore se proporre o meno ricorso al Tribunale della Libertà di Catania, anche perché a carico del sacerdote c’è un’altra accusa di molestie sessuali avanzata da un’altra ragazza uscita allo scoperto nei giorni scorsi. Intanto l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, ha nominato monsignor Sebastiano Amenta come amministratore parrocchiale della Chiesa Madre di Augusta. Amenta si occuperà della vita ordinaria della parrocchia, delle altre rettorie della città, e delle celebrazioni pasquali. Si tratta di una figura che provvisoriamente sostituisce il parroco nelle sue funzioni. La nomina si è resa necessaria dopo l’arresto dell’arciprete di Augusta, don Gaetano Incardona.

    http://www.giornalesiracusa.com/notizie/2013/03/08/don-gaetano-incardona-davanti-il-giudice-per-le-accuse-di-molestie

  • Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip

    Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip

    Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip
    6 marzo 2013 – Don Gaetano Incardona, arciprete della chiesa Madre di Augusta,agli arresti domiciliari dallo scorso giovedi con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una giovane donna , si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta dunque nel corso dell’interrogatorio di garanzia. La posizione del sacerdote pare si sia ulteriormente aggravata a causa di un’altra denuncia presentata presso la Compagnia dei Carabinieri di Piazza Carmine nei giorni scorsi. Si è appreso che il sacerdote ha presentato le dimissioni da Arciprete, un atto dovuto che consentirà all’arcivescovo Salvatore Pappalardo di procedere in maniera più spedita alla nomina di un sostituto, in vista dell’intensa attività religiosa delle tradizionali celebrazioni della Santa Pasqua.

    Augusta : Una seconda denuncia contro l’arciprete
    1 marzo 2013 – Una seconda donna pare si sia presentata nella caserma di Piazza Carmine, dal tenente Vincenzo Alfano che coordina le indagini del caso Incardona, raccontando un episodio di presunte molestie sessuali. I fatti riferiti risalirebbero ad un anno e mezzo fa circa, stesse modalità di approccio da parte del prelato. I carabinieri stanno valutando la testimonianza resa spontaneamente. Se saranno accertati i riscontri potrebbe aggravarsi la già delicata posizione del prelato che ha trascorso presso la sua residenza le prime 24 ore di arresti, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice con l’assistenza di un avvocato di fiducia. In città e sui social network la girandola di pettegolezzi e di particolari, come accade in simili casi, si è scatenata la gogna mediatica. C’é chi parla di antichi rancori e vendette trasversali contro un prete considerato “sopra le righe”, le voci circolano in un turbinio di sacro e profano, di fede e interessi. Inevitabilmente si spettacolarizza la vicenda, con possibili gravi ripercussioni per la stessa privacy delle vittime che dovrebbero, invece, essere più tutelate, da tutti. Volantinaggi e altre iniziative, magari in buona fede, non fanno altro che aumentare la curiosità morbosa dell’opinione pubblica che non ha volto ma che non usa mezzi termini e cautele per affondare la lama nella piaga. La città attualmente sembra prigioniera di un destino funesto, dove moralità e cultura sono al livello minimo.

    www.augustaonline.it/arresto_augusta_280213.html

    28 febbraio 2013 – Questo giorno sarà ricordato nel mondo come ultimo di pontificato di Papa Benedetto XVI, ad Augusta come il giorno dell’arresto eccellente dell’arciprete Gaetano Incardona con un’accusa grave : presunta violenza sessuale. Questa mattina presto il tenente Vincenzo Alfano, della Compagnia carabinieri di Augusta ,ha bussato alla porta dell’abitazione del sacerdote per notificare un’ordinanza di custodia cautelare , agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Siracusa su richiesta del pubblico ministero Antonio Nicastro. Ad inchiodare il prelato “un quadro probatorio di assoluta gravità” come riferito dagli inquirenti che hanno portato avanti una delicata attività di indagine, con l’acquisizione di “riscontri” che vedono coinvolta una giovane donna di 21 anni. La notizia ha presto fatto il giro della città, anche per via di un volantinaggio nel centro storico che non ha risparmiato il portone centrale della chiesa Madre sulla quale, ignoti, hanno incollato un volantino che è stato poi rimosso da un cittadino che ha affermato :”trovo sconveniente questo volantinaggio che condanna una persona prima che siano confermate le accuse infamanti di cui è oggetto”. Presto fatto, come accade in questi casi, processo e condanna avvengono alla velocità della luce, in pubblica piazza e sui social network. La città si è subito divisa in innocentisti e colpevolisti, incredulità e certezze si miscelano in un vortice di pettegolezzi che per le prossime settimane occuperanno le giornate di molti augustani. Padre Incardona , originario di Buccheri, 74 anni, è molto conosciuto in città. E’ stato cappellano all’ospedale, parroco della chiesa del Sacro Cuore, da oltre sei anni è arciprete e rettore delle chiese Madre, San Domenico, Annunziata, San Giuseppe, Anime Sante e Carmine. L’indagine scaturisce dalla denuncia di una 21enne, la giovane donna ha raccontato ai Carabinieri che nel recarsi presso la chiesa Madre, per la confessione, in più circostanze e in maniera pressante, è stata oggetto delle attenzioni sessuali da parte del parroco, all’interno della sagrestia, con baci e palpeggi. A quanto pare i militari dell’Arma , con una successiva attività investigativa, hanno riscontrato quando affermato dalla giovane. Nei prossimi giorni l’arciprete sarà ascoltato, l’interrogatorio di garanzia assistito da un legale di fiducia davanti al giudice per le indagini preliminari. L’arciprete a novembre era già stato coinvolto in un altro fatto di cronaca, denunciato dai genitori di un adolescente per una presunta aggressione. Imbarazzo e sorpresa dalla curia arcivescovile, l’Arcivescovo di Siracusa, Monsignor Salvatore Pappalardo,tramite l’ufficio stampa ha rilasciato la seguente nota: “Informato dell’arresto di padre Incardona, sono rimasto sorpreso perché ho avuto modo di conoscere in questi anni l’arciprete e la sua opera pastorale nel territorio di Augusta. Lo accompagno nella preghiera, e sono fiducioso del lavoro della magistratura che chiarirà eventuali responsabilità”. Come nel caso del Pontefice , anche ad Augusta , si apre un periodo di “sede vacante” a cui la curia dovrà dare una risposta tramite un sostituto per l’ordinaria amministrazione pastorale, fino a quando la posizione giudiziaria del prelato sarà definita. – 2013 © www.augustaonline.it

    Abusi sessuali, l’arciprete tace
    Arciprete Gaetano Incardona L’arciprete Gaetano Incardona

    Si è svolto questa mattina l’interrogatorio di garanzia dell’arciprete Gaetano Incardona, 74 anni, parroco della Chiesa Madre di Augusta, finito ai domiciliari poichè accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 21 anni, reato aggravato dall’essere l’indagato ministro del culto. L’anziano sacerdote, assistito dagli avvocati Puccio Piccione e Ettore Randazzo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando con il suo pur legittimo comportamento irrisolti tutti gli interrogativi sollevati dal suo arresto eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Augusta a seguito della denuncia presentata dalla parte offesa che ha riferito di essersi recata alla Chiesa Madre per confessarsi e che l’anziano prete, uscendo dal confessionale, si è avvicinato a lei e, quando è giunto a non più di un metro da lei, ha allungato entrambe le mani, le ha palpeggiato i seni e subito dopo ha tentato di abbracciarla e di baciarla. La ragazza, pur rimanendo sconcertata dall’atteggiamento del sacerdote, ha fatto un passo indietro e, dopo aver vanificato i tentativi del suo molestatore, si è data a precipitosa fuga, rifugiandosi nella sua abitazione dove ha raccontato quanto accaduto ai propri genitori, che l’hanno accompagnata al comando della Compagnia dei Carabinieri per presentare la denuncia. Alla domanda rivoltagli dal Gip Michele Consiglio, se intendeva protestarsi innocente o colpevole dell’infamante reato contestagli nell’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari, l’anziano arciprete non ha risposto nè con un sì nè con un no, ma si si è premurato a far scrivere nel verbale la classica frase di circostanza: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Il Gip Consiglio ha confermato la misura cautelare agli arresti domiciliari e ha restituito il fascicolo al Pubblico Ministero Antonino Nicastro affinchè svolga le ulteriori indagini non solo sulla violenza sessuale ai danni della ventunenne ma anche su eventuali altri casi verificatisi all’interno della Chiesa Madre ad opera del parroco augustano, che, alla luce del suo coinvolgimento nella vicenda sessuale. potrebbe anche anticipare il pensionamento. I difensori di don Gaetano Incardona stanno svolgendo investigazioni difensive per capire bene cosa sia successo il 20 febbraio scorso all’interno della Chiesa Madre. Dopodichè decideranno se rivolgersi al Riesame oppure no.

  • Augusta, prete arrestato per molestie Un’altra giovane donna lo accusa

    Augusta, prete arrestato per molestie Un’altra giovane donna lo accusa

    02/03/2013 –
    La ragazza ieri sera è andata dai carabinieri dichiarando di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdote

    di GAETANO SCARIOLO

    AUGUSTA. Ha raccontato nuovi dettagli ai carabinieri, spiegando come il sacerdote avrebbe approfittato di lei. La testimonianza non è quella dell’universitaria di 21 anni, la cui denuncia ha consentito ai militari di arrestare Gaetano Incardona, 73 anni, l’arciprete della chiesa Madre accusato di violenza sessuale. A parlare adesso è stata un’altra giovane donna che, ieri sera, accompagnata dai genitori, si è recata dai militari per svelare di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdote.
    Secondo la sua ricostruzione, le molestie si sarebbero verificate oltre un anno fa, in un momento particolarmente delicato per lei. Aveva alcuni problemi di salute ed aveva varcato il portone della chiesa per pregare, trovando, in un primo momento, il conforto dell’arciprete che avrebbe provato a consolarla. Da quel che ha raccontato ai carabinieri, il settantatreenne l’avrebbe poi condotta in sagrestia e li, poi, sarebbero avvenute le molestie. Quel segreto lo avrebbe tenuto per sè, sigillato nei meandri dei suoi ricordi, ma la notizia dell’arresto dell’arciprete ha fatto riemergere dalla sua memoria quell’incubo. Ne avrebbe discusso con i genitori, che hanno deciso di accompagnarla nella caserma della Compagnia. I carabinieri, al comando del tenente Vincenzo Alfano, prima di prendere per oro colato la sua testimonianza, cercheranno dei riscontri. L’indagine, coordinata dal sostituto Antonio Nicastro, si fonda soprattutto sui filmati delle telecamere piazzate dagli investigatori nella sagrestia. Qui sono stati ripresi i palpeggiamenti del sacerdote nei confronti della ventunenne universitaria, che aveva subito le attenzioni dell’indagato qualche giorno prima, il 20 febbraio. Dopo la sua denuncia, i carabinieri hanno piazzato telecamere e cimici per verificare che le accuse della ragazza fossero vere. Oltre alle immagini, che gli inquirenti ritengono inequivocabili, ci sarebbe anche la voce del sacerdote e quelle parole lascerebbero spazio a pochi dubbi. Per i militari, sia nel caso della ventunenne che dell’altra presunta vittima, c’è uno stesso modus operandi, cioè quello di avvicinare le donne per poi stringerle a sè nella sagrestia.
    Questa la ricostruzione degli investigatori ma l’arciprete della chiesa Madre, che ha trascorso la sua seconda notte ai domiciliari, potrà difendersi non appena il giudice per le indagini preliminari, Michele Consiglio, lo stesso che ha spiccato il provvedimento di arresto, disporrà l’interrogatorio di garanzia. Ci sarebbero, comunque, altre testimonianze alle quali gli inquirenti non danno molto peso, perchè prive, per il momento, di solidità; ma l’appello, specie della famiglia della vittima, è quello di non avere timore di denunciare. I carabinieri della Compagnia, guidata dal comandante Giuseppe Musto, stanno compiendo nuovi accertamenti per blindare la loro inchiesta, mentre in città c’è ancora sgomento per il terremoto giudiziario che si è abbattuto sull’arciprete della chiesa Madre e sono in molti a farsi mille domande sulla vicenda.

    http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/siracusa/dettaglio/articolo/gdsid/244634/

  • Il prete di Augusta arrestato per palpeggiamenti Viaggio nella ‘sacrestia del peccato’

    Il prete di Augusta arrestato per palpeggiamenti Viaggio nella ‘sacrestia del peccato’

    Venerdì 01 Marzo 2013 – 20:54 di Dal nostro inviato Antonio Condorelli

    Una storia che ha sconvolto una comunità. Un sacerdote arrestato ad Augusta perché accusato di molestie da una sua parrocchiana. Don Gaetano Incardona è attualmente ai domiciliari. Il nostro Antonio Condorelli si è recato sul posto per scoprire i retroscena. E, a sorpresa, la gente se la prende con la presunta vittima.

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    AUGUSTA (SIRACUSA)- Una storia che ha sconvolto una comunità. Un sacerdote arrestato ad Augusta perché accusato di molestie da una sua parrocchiana. Don Gaetano Incardona è attualmente ai domiciliari. Il nostro Antonio Condorelli si è recato sul posto per scoprire i retroscena. E, a sorpresa, la gente se la prende con la presunta vittima.
    Ultima modifica: 02 Marzo ore 09:48

  • Violenza sessuale: molesta una fedele, arrestato prete siracusano

    Violenza sessuale: molesta una fedele, arrestato prete siracusano

    10:49 28 FEB 2013

    (AGI) – Siracusa, 28 feb. – Un sacerdote di Augusta (Siracusa) e’ stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Si trova ai domiciliari don Gaetano Incardona, 74 anni, originario di Buccheri, arciprete della Chiesa Madre di Augusta. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Siracusa, e’ stata avviata dopo la denuncia di una giovane di 21 anni, che si era recata in chiesa per confessarsi ma sarebbe stata molestata dal sacerdote il quale, in sagrestia, l’avrebbe palpeggiata e baciata. La vittima ha raccontato tutto ai carabinieri che all’alba di questa mattina, si sono presentati dal sacerdote con il provvedimento restrittivo emesso dal Gip di Siracusa. (AGI) .

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/201302281049-cro-rt10061-violenza_sessuale_molesta_una_fedele_arrestato_prete_siracusano

    Augusta, denunciato Don Gaetano Incardona. Avrebbe picchiato un ragazzino dodicenne
    nov 28 di SALVATORE LARIZZA

    Augusta – Parroco “focoso”, avrebbe malmenato un ragazzino reo a suo dire di aver disturbato più volte in concorso con altri minorenni, con atti ed atteggiamenti poco convenevoli e disdicevoli, le funzioni religiose. Una denuncia – querela, nei confronti di don Gaetano Incardona, arciprete della Chiesa Madre di Augusta è stata presentata ieri mattina presso il locale commissariato della Polizia di Stato, dai genitori del dodicenne Guido (nome inventato). Il padre e la madre, vogliono andare sino in fondo su questa vicenda, chiedendo l’intervento dell’autorità giudiziaria competente ed anticipando sin da ora che intendono costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale nei confronti del prete per ottenere il risarcimento di tutti i danni arrecati.

    I fatti sono accaduti lo scorso 9 novembre poco dopo le 18, ma solo ieri i genitori del minore hanno sporto querela. Secondo quanto denunciato dai genitori del dodicenne, Guido stava conversando con alcuni coetanei davanti all’ingresso laterale, prospiciente Piazza D’Astroga, della Chiesa Madre, quando l’arciprete, dopo essere uscito dalla Chiesa urlando come un forsennato e senza apparente motivo, tirandolo per la felpa, avrebbe trascinato il ragazzino all’interno del luogo sacro, colpendolo con schiaffi in testa e al viso e stringendogli le mani attorno al collo.

    «Solo con gesto estremo nostro figlio – dicono i genitori – è riuscito a sottrarsi alla furia cieca dell’arciprete e a guadagnare l’uscita».

    Tutto ciò sarebbe avvenuto alla presenza di numerosi testimoni che sono stati indicati nella denuncia – querela. Sul posto era intervenuta, chiamata dai genitori del minore, anche una volante della Polizia.

    Guido è stato accompagnato al pronto soccorso del Muscatello dove i medici di turno hanno diagnosticato “trauma contusivo all’emivolto sinistro, abrasione superficiale del collo sinistro e distorsione rachide cervicale”, giudicate guaribili in 4 giorni.

    «Nostro figlio è rimasto scosso e scioccato dall’accaduto tanto che – dicono i suoi genitori – lo abbiamo sottoposto a visite specialistiche da parte di un psicologo che lo ha ancora in cura».

    Respinge con fermezza le accuse Don Gaetano che sull’accaduto da una sua versione dei fatti e confida sui risultati delle indagini della Polizia.

    «Mi sono solo limitato a dare uno scappellotto al ragazzino che ho sorpreso all’interno della Chiesa assieme ad altri coetanei – dice l’arciprete che cita anche alcuni testimoni oculari -. Da tempo le funzioni religiose serali venivano disturbate da un gruppo di ragazzini e quella sera addirittura dagli ultimi banchi della Chiesa Madre durante la Santa Messa sono stati fatti esplodere dei piccoli petardi ed uno addirittura era stato messo nei giorni precedenti all’interno di una borsa di una fedele. Come se non bastasse con atteggiamento sprezzante durante la celebrazione del rito i ragazzini sono saliti sui banchi della cattedrale improvvisando dei balletti».

    Avendo appreso della denuncia presentata nei suoi confronti dai genitori del minore, don Incardona si chiede «Chi c’è dietro a questa storia? Dove si vuole arrivare? Certamente – conclude – si vuole colpire la mia persona e screditarmi».

    Augusta, denunciato Don Gaetano Incardona. Avrebbe picchiato un ragazzino dodicenne

    Tratto da : http://www.giornaledisiracusa.it/index.php…352&Itemid=1119

    AUGUSTA Bacia e palpeggia fedele in sacrestia, arrestato prete 73enne

    28/02/2013
    Arrestato per violenza sessuale l’arciprete della chiesa madre di Augusta (Siracusa), Gaetano Incardona. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, su ordine del Gip che ha accolto la richiesta del pm di Siracusa Antonio Nicastro.
    Bacia e palpeggia fedele in sacrestia, arrestato prete 73enne
    Arrestato per violenza sessuale l’arciprete della chiesa madre di Augusta (Siracusa), Gaetano Incardona, 73 anni. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, su ordine del Gip che ha accolto la richiesta del pm di Siracusa Antonio Nicastro. L’indagine è partita dalla denuncia di una fedele di 21 anni, baciata e palpeggiata più volte dal prete nella sacrestia dove la ragazza si recava per confessarsi. Le indagini, dicono i carabinieri, anche alla luce di alcune testimonianze, hanno consentito di riscontrare quanto denunciato dalla vittima. Il prete è ai domiciliari e nei prossimi giorni sarà interrogato dal Gip. (ANSA)

     

  • Termini Imerese. Don Calcedonio di Maggio condannato per la 3° volta per abusi su minori, Ed è sempre al suo posto. Ha beneficiato dell’indulto

    Termini Imerese. Don Calcedonio di Maggio condannato per la 3° volta per abusi su minori, Ed è sempre al suo posto. Ha beneficiato dell’indulto

    di Viola Forti – Nonostante due condanne definitive per violenza sessuale su minori, la Chiesa non ha mai ritenuto di dover allontanare don Calcedonio Di Maggio, originario di Collesano, in provincia di Palermo, e in servizio in una parrocchia romana. E ieri, per il sacerdote, è arrivata dal tribunale di Termini Imerese una terza condanna a cinque anni e mezzo di reclusione per lo stesso reato ai danni questa volta di un ragazzo di Campofelice di Roccella, affetto da un lieve disturbo psichico.

    Il prete ha sempre respinto le accuse, sostenendo che in quei periodi, estate del 2003 ed estate del 2006, non si trovava a Campofelice, dove è solito ritornare per le vacanze, avendo dei parenti ed alcune proprietà. Il collegio presieduto dal giudice Claudia Camilleri (a latere Michele Guarnotta e Sara Marino) ha anche stabilito che il prete, difeso dall’avvocato Salvino Pantuso, debba risarcire in sede civile le parti offese, la vittima ed i suoi genitori, assistite dall’avvocato Salvatore Sansone. Per Di Maggio, il pm Giacomo Urbano aveva chiesto una pena di sette anni e mezzo.

    Durante l’estate, il sacerdote è solito tornare a Campofelice, dove in passato ha organizzato tornei di calcetto, in cui faceva l’arbitro, e gite per i ragazzi. Fra questi giovani c’è anche la presunta vittima che, nel 2003, aveva 16 anni. Ad agosto di quell’anno, secondo la sua versione, il prete (che allora insegnava anche in una scuola romana) l’avrebbe portato al mare e, col pretesto di insegnargli a nuotare, l’avrebbe costretto a toccarlo nelle parti intime. Qualche tempo dopo, sempre in spiaggia, a Torre Roccella, il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di togliersi il costume e di farsi fotografare nudo: di fronte al rifiuto della vittima, l’avrebbe afferrata per un braccio ed obbligata ad un rapporto orale. Sempre in base al racconto del giovane, giudicato credibile da diverse perizie, don Di Maggio sarebbe tornato alla carica tre anni dopo, nell’estate del 2006, quando il ragazzo aveva 19 anni: il sacerdote l’avrebbe portato in una delle sue ville di Campofelice e gli avrebbe proposto di guardare un film porno e di “fare come l’altra volta”, riferendosi a quanto accaduto sulla spiaggia.

    Accuse gravissime, sempre respinte dall’imputato, contestate con l’aggravante per il prete di aver abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto. La vittima raccontò dei presunti abusi che avrebbe subito nel 2007 ad alcuni assistenti sociali di Campofelice e poi ai carabinieri.

    In quel periodo, don Di Maggio era detenuto. Era stato infatti arrestato per violenza sessuale su diversi minori, psichicamente molto fragili e che frequentavano la sua parrocchia. Gli episodi erano avvenuti tra Roma e Ventotene. Per questi fatti è stato condannato in via definitiva nel 2008. Ma il prete ha anche un altro precedente della stessa natura, pure questo passato in giudicato, che risale al 1986. Di Maggio trovò la vocazione e decise di diventare sacerdote proprio mentre scontava la pena che gli era stata inflitta.

    Con la sentenza di primo grado di ieri, è stato interdetto perennemente dai pubblici uffici. La Chiesa, però, a tutt’oggi, non lo ha mai allontanato, tanto che ha partecipato alle udienze con l’abito talare. Infine, se la condanna emessa a Terimini dovesse essere confermata in tutti i gradi di giudizio, per i fatti del 2003, il sacerdote potrebbe beneficiare dell’indulto.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/35732/quel-prete-mai-scaricato-dalla-chiesa-laccusa-mi-voleva-nudo-e-abuso-di-me-al-mare

     

  • Abusi sessuali,prete condannato a 2 anni

    Abusi sessuali,prete condannato a 2 anni

    (ANSA) – MARSALA (TRAPANI), 18 FEB – Il tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentatativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete e’ stato un uomo di 35 anni. Caradonna e’ attualmente sotto processo anche per circonvenzione di incapace.

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2013/02/18/Abusi-sessuali-prete-condannato-2-anni_8269123.html

  • È stato “sospeso a divinis” don Vito Caradonna, prete condannato a 2 anni di reclusione

    È stato “sospeso a divinis” don Vito Caradonna, prete condannato a 2 anni di reclusione

    Martedì 19 Febbraio 2013 15:12
    È stato “sospeso a divinis” don Vito Caradonna, prete condannato a 2 anni di reclusione

    “Esclusione di ogni atto legato all’ordine sacerdotale” – A darne notizia è stato l’ufficio stampa della Diocesi di Mazara del Vallo.

    È stato «sospeso a divinis» don Vito Caradonna, il prete condannato dal Tribunale di Marsala, a due anni di reclusione, pena sospesa, per tentata violenza sessuale. A darne notizia è stato l’ufficio stampa della Diocesi di Mazara del Vallo.

    «Il Vescovo Domenico Mogavero, preso atto della sentenza del Tribunale di Marsala, che ha riconosciuto la colpevolezza di don Vito Caradonna per il reato contestato (violenza sessuale con la diminuente della speciale tenuità del fatto, pena sospesa), dopo aver incontrato stamattina personalmente il sacerdote, gli ha comunicato la sanzione canonica della sospensione ”a divinis”. Questo provvedimento dell’ordinamento canonico comporta l’esclusione di ogni atto legato all’ordine sacerdotale e, quindi, l’impossibilità di celebrare sacramenti e di impartire benedizioni. Non comporta, invece, la privazione dell’abito ecclesiastico e non esonera dagli obblighi connessi con lo stato di vita di ministro ordinato».

  • Tentò di abusare di un fedele prete condannato a Marsala

    Tentò di abusare di un fedele prete condannato a Marsala

    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete è stato un uomo di 35 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa di San Leonardo per prendere un caffè e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di violentarlo.

    Alla vittima che ha accusato il prete, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni di 25 mila euro. Don Vito Caradonna – che è stato anno trasferito dal vescovo di Mazara a Santa Ninfa (Trapani) – è attualmente sotto processo anche per circonvenzione di incapace: avrebbe impiegato giocandoli i risparmi di un altro fedele.

    (18 febbraio 2013)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/02/18/news/tent_di_abusare_di_un_fedele_prete_condannato_a_marsala-52914836/

    Prete condannato a due anni per tentata violenza sessuale

    18/02/2013
    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala
    Prete condannato a due anni per tentata violenza sessuale

    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete è stato un uomo di 35 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa di San Leonardo per prendere un caffé e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffé sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di violentarlo. Alla vittima che ha accusato il prete, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni di 25 mila euro. Don Vito Caradonna – che è stato anno trasferito dal vescovo di Mazara a Santa Ninfa (TP) – è attualmente sotto processo anche per circonvenzione di incapace.(ANSA).