Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Sicilia

  • Palermo, parroco denunciato per atti osceni

    Palermo, parroco denunciato per atti osceni

    PALERMO – Il parroco di una chiesa di Palermo è stato denunciato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Il sacerdote è stato fermato di notte da una “Volante” e sorpreso in atteggiamenti intimi con un giovane di Palermo.

    La vicenda è avvenuta nei mesi scorsi, ma si è appresa solo adesso. L’indagine è stata tenuta riservata. Da oggi il sacerdote non è più il parroco della chiesa in cui da anni celebrava messa ed in cui insegnava il catechismo ai bambini. Inoltre, si è pure dimesso da insegnante di religione in uno dei licei più in vista del capoluogo siciliano.

    L’indagine era stata coordinata dalla Procura di Palermo, che dopo aver esaminato il rapporto della polizia ha segnalato i fatti al Provveditorato agli studi di Palermo, perché il parroco era un insegnante, e alla Curia, per via dei contatti che l’uomo aveva con i bambini del catechismo.

    La parrocchia in cui il prete diceva messa, nei mesi scorsi, è stata al centro di una polemica scaturita dal fatto che la vedova del mafioso Ignazio Salvo aveva regalato un confessionale alla chiesa in cui aveva fatto scrivere: “Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria”.

    venerdì 12 settembre 2008
    Mafia. Targa in Chiesa in memoria di Ignazio Salvo, ed è polemica
    Quella targa in chiesa con inciso ”Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo” ha fatto storcere il naso a tanti fedeli che hanno protestato. E’ infatti in ricordo dell’esattore condannato per mafia, insieme al cugino Nino, e ucciso il 17 settembre 1992. La targa si trova nella parrocchia ”Regina Pacis”, a Palermo, su un confessionale donato dalla vedova e dai figli. Nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso Giovanni Falcone scrisse che ”i Salvo si sono avvalsi della mafia per raggiungere posizioni di potere di assoluto rilievo e hanno costituito uno dei fattori maggiormente inquinanti delle istituzioni della Sicilia”. Rivelo’ il pentito Tommaso Buscetta: ”Sono uomini d’onore della famiglia di Salemi e come tali mi sono stati presentati da Stefano Bontade”. Ed e’ proprio ricordando questo passato che i parrocchiani, come racconta l’edizione locale di Repubblica, chiedono la rimozione della targa. Ribatte il parroco Aldo Nuvola: ”La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma e’ molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai in parrocchia non sapevo che fosse la moglie dell’ex esattore. E quando si pose il problema dell’acquisto del confessionale lei si fece avanti e mi chiese di mettere quella targhetta in memoria del marito. Solo dopo mi fecero notare le vicissitudini giudiziarie dell’uomo”.

    http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2008/09/mafia-targa-in-chiesa-in-memoria-di.html

  • “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    ACIREALE (CATANIA) – La vittima del sacerdote di Acireale, all’epoca dei fatti minorenne e ora un affermato ricercatore scientifico che lavora in un prestigioso istituto di ricerca americano, sarà presto in Italia nella sede dell’associazione “La caramella buona”. Il 36enne siciliano racconterà a viso scoperto gli abusi sessuali che avrebbe subito e sui quali la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. L’associazione annuncia anche che durante l’incontro sarà svelata anche l’identità del sacerdote.

    “Apprezziamo molto le parole del vescovo di Acireale e la sua decisione di allontanare il sacerdote, ma soprattutto il riguardo anticipato rivolto alle vittime finalmente un intervento che lascia sperare”, dice il presidente de ‘La caramella buona’, Roberto Mirabile, commentando le dichiarazioni di mons. Antonio Raspanti che è si è detto anche “fiducioso nell’operato della magistratura”.

  • Pedofilia: Caramella Buona esclusa da simposio a Universita’ Gregoriana

    Pedofilia: Caramella Buona esclusa da simposio a Universita’ Gregoriana

    (ASCA) – Roma, 6 feb – Inizia oggi il Simposio sulla pedofilia voluto dall’Universita’ Gregoriana di Roma, con rappresentanti vescovi di tutto il mondo. La Caramella Buona Onlus, associazione antipedofilia che ha fatto recentemente condannare un sacerdote a Roma a oltre quindici anni di carcere per pedofilia, e’ stata esclusa dalla partecipazione ai lavori, dopo che l’accreditamento come stampa era invece stato accettato.

    ”Un episodio che mi rattrista ancora di piu’ per le solite bugie raccontate da qualche personaggio del Vaticano – dichiara il presidente Roberto Mirabile in una nota – volevamo partecipare solo per studio e ascoltare rispettosamente, invece dopo essere stati accreditati, con una telefonata imbarazzante siamo stati esclusi”.

    ”Purtroppo non vedo ancora una vera e concreta volonta’ di confronto nella gerarchia della Chiesa per prevenire la pedofilia al suo interno – afferma Roberto Mirabile – il Simposio poteva dare altri segnali. Vorrei dire al Papa che ancora oggi dei suoi Vescovi italiani coprono preti pedofili e si rendono complici degli abusi, rendendo inutili tante parole spese sulla necessita’ di arginare questo terribile crimine.

    Oggi stiamo lavorando su un delicato caso in Sicilia, dove dei Vescovi sanno da tempo di presunti abusi di un sacerdote, ma nulla fanno”.

    http://it.notizie.yahoo.com/pedofilia-caramella-buona-esclusa-da-simposio-universita-gregoriana-151200158.html

  • PEDOFILIA: OFFRI’ SOLDI A MINORE PER SESSO, EX PARROCO CONDANNATO

    PEDOFILIA: OFFRI’ SOLDI A MINORE PER SESSO, EX PARROCO CONDANNATO

    12:14 23 GEN 2012

    (AGI) – Palermo, 23 gen. – La quinta sezione del tribunale di Palermo ha condannato a un anno e sei mesi, pena sospesa, un sacerdote, padre Aldo Nuvola, imputato di tentativo di induzione alla prostituzione minorile. Secondo quanto ritenuto provato dal collegio presieduto da Piero Falcone, Nuvola avrebbe offerto denaro a un ragazzo di 17 anni, perche’ questi accettasse un incontro sessuale con il religioso. L’offerta venne rifiutata e l’ex parroco della chiesa di Regina Pacis, a Palermo, fu denunciato. Il reato attribuito a Nuvola e’ punibile fino a 12 anni di carcere: i giudici hanno comunque accolto la tesi subordinata dei difensori, gli avvocati Nino Caleca e Mario Zito, ritenendo il comportamento del prete (che oggi non ha incarichi ufficiali, ma non e’ sospeso a divinis) passibile della condanna al minimo della pena. L’imputato e’ il secondo sacerdote palermitano che, nel giro di pochi mesi, viene ritenuto colpevole di reati attinenti al delicato tema della pedofilia. In novembre era stato condannato in appello, a sei anni e sei mesi, l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia, il prete antimafia Paolo Turturro. (AGI) Pa1/Sim

    http://www.livesicilia.it/2012/01/23/prest…on-aldo-nuvola/

    “Prestazioni sessuali da un ragazzo”
    Condannato don Aldo Nuvola

    lunedì 23 gennaio 2012

    Condannato padre Aldo Nuvola, l’ex parroco nella chiesa Regina Pacis di Palermo. Un anno e sei mesi con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni. Il pm Caterina Malagoli aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi.

    Secondo la Procura, don Nuvola tre anni fa avrebbe chiesto ripetutamente a un garzone di un bar favori sessuali, presentandosi come un professore di filosofia del liceo classico Umberto, dove insegnava realmente ma religione. E’ stato proprio il ragazzo a denunciare le molestie alla polizia. Nel 2009 inoltre il parroco è stato denunciato per atti osceni da alcuni agenti che lo sorpresero in atteggiamenti equivoci con un uomo. Il sacerdote, attraverso il suo avvocato Nino Caleca, ha sempre respinto tutte le accuse.

    http://www.agi.it/palermo/notizie/20120123…roco_condannato

  • Pedofilia,insegnante religione ai domiciliari:molestava ragazzi in casa famiglia

    Pedofilia,insegnante religione ai domiciliari:molestava ragazzi in casa famiglia

    Palermo: presunto pedofilo ai domiciliari. Insegnava religione e molestava ragazzi in case famiglia

    Palermo, ennesima storia di soprusi, violenze e pedofilia, questa volta a vedersi stringere al polso le manette è un insegnante palermitano di 40 anni. Le indagini portate avanti dalla Mobile hanno messo in luce alcuni fatti compiuti ai danni di dei giovani ospiti di una casa famiglia.

    Per ora l’uomo sarebbe ristretto ai domiciliari, e si tratterebbe di L.S. U La storia ha come teatro due case famiglie di due centri della provincia palermitana. L’uomo abusando del ruolo di catechista ha costretto i minori a subire atti sessuali.

    Le indagini sono scattate dopo le rivelazioni fatte da un ragazzino tredicenne all’equipe psico-sociale della comunità che lo ospitava. Gli operatori della casa famiglia hanno infatti segnalato che un loro piccolo ospite aveva raccontato di essere stato molestato dal proprio catechista, il quale si era offerto di aiutare il piccolo impartendogli gratuitamente delle lezioni di doposcuola presso la sua abitazione.

    Il ragazzo ha raccontato che tutte le volte che si trovava da solo con l’uomo per studiare veniva palpato nelle parti intime e più volte aveva dovuto respingere tentativi di essere baciato. Ad ogni rifiuto del piccolo l’insegnante gli ricordava tutto quello che aveva fatto per lui tentando di comprare il suo silenzio ed il suo consenso offrendo ricariche telefoniche, vari oggetti ed infine anche del denaro. L’uomo si serviva anche di Facebook per i suoi contatti e dai messaggi inviati si notava la sua morbosità nei confronti del minore e la sua preoccupazione che il giovane potesse essere allontanato da lui. I poliziotti seguendo i racconti del ragazzo hanno individuato i locali ove l’uomo portava a studiare il piccolo e dove avvenivano gli abusi.

    Nel corso delle intercettazioni telefoniche si scoperto che l’uomo intratteneva un rapporto ambiguo e morboso con un altro ragazzo di 17 anni, anche questo ospite di una casa famiglia. Anche in questo caso l’uomo incontrava il ragazzo una volta la settimana per le lezioni di catechismo ed anche con lui aveva tentato lo stesso approccio ed anche in questo caso aveva chiesto ai responsabili della comunità di poter ospitare il giovane presso la sua abitazione.

    Gli investigatori spiegano: “L’uomo abusando del ruolo di catechista e del rapporto fiduciario che si era instaurato con i minori a lui affidati e costringeva i minori a subire atti sessuali”. Tutto nasce dalle rivelazioni fatte da un bambino di 13 anni all’equipe psico-sociale della comunita’ che lo ospitava.

    Il ragazzino ha raccontato di essere stato molestato dal proprio catechista che si era offerto di aiutare il piccolo impartendogli gratuitamente lezioni di doposcuola presso la sua abitazione. January 17, 2012

    www.bambinicoraggiosi.com/?q=node%2F2613

  • Siracusa. Vaticano promuove il card. Bernard Law, che protesse i preti pedofili, Rappresenterà la Santa Sede nei festeggiamenti di Santa Lucia

    Siracusa. Vaticano promuove il card. Bernard Law, che protesse i preti pedofili, Rappresenterà la Santa Sede nei festeggiamenti di Santa Lucia

    Copriva i preti pedofili in America, il Vaticano lo promuove e adesso lo invitano a Siracusa

    L’ex arcivescovo di Boston Bernard Francis Law rappresenterà la Santa Sede alla festa di Santa Lucia. Nella sua diocesi finirono sotto inchiesta 89 sacerdoti, che lui difese fino all’ultimo. Trasferito a Roma, ha collezionato incarichi di prestigio all’ombra di San Pietro. Granata (Fli): “Un errore”
    Un appuntamento importante per devoti, cittadini e turisti, un appuntamento che ricorre soltanto una volta ogni anno per celebrare la “vergine e martire” Santa Lucia, simbolo di luce. Dal 13 al 20 dicembre, l’ex arcivescovo di Boston, Bernard Francis Law, rappresenterà il Vaticano a Siracusa, fresco degli ottantanni compiuti lo scorso 4 novembre, pasciuto dalla grande carriera ecclesiale che dopo lo scandalo del 2002 ha accompagnato i suoi giorni con promozioni verticali che farebbero impallidire il megadirettore dei celebri film fantozziani.

    Dopo la condanna a dieci anni di carcere del porporato a stelle e strisce John J. Geoghan, accusato di aver violentato ripetutamente un bimbo di dieci anni, nella sola Boston guidata dall’allora arcivescovo Law, finirono sott’accusa 89 sacerdoti dei quali 55 costretti a lasciare l’incarico. Indifferente alle denunce di numerosi abusi sessuali a danno di minori, l’allora arcivescovo Bernard Francis Law consentiva ai preti sott’inchiesta di proseguire nella loro opera “pastorale”. In un primo momento il Papa Giovanni Paolo II respinse le sue dimissioni, poi le accolse e le diocesi di Portland, Tucson e Spokane dichiararono bancarotta per le numerose richieste di risarcimento danni per abusi sessuali documentati e “coperti” da Law.

    La reazione del Vaticano non si è fatta attendere, dopo le dimissioni dalla reggenza di Boston, il porporato americano è stato importato a Roma in Vaticano. Da quel momento è divenuto membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia, della Congregazione per il Clero, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per le Chiese Orientali, della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, della Congregazione per l’Educazione Cattolica, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli e, come se non bastasse, Bernard Francis Law è stato eletto arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore. Con questo curriculum è stato ritenuto l’uomo giusto per concludere l’anno ecclesiale a Siracusa.

    Le polemiche sono appena iniziate. Fabio Granata, vice coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, è sul piede di guerra. “La pedofilia e i silenzi di parte della Chiesa sul tema – afferma – hanno indignato l’opinione pubblica mondiale. Per questo, pur nel rispetto delle valutazioni dell’arcivescovo di Siracusa, ritengo un errore l’invito al cardinale Law, per i festeggiamenti della Patrona di Siracusa. Un’ombra nei festeggiamenti di Santa Lucia, simbolo di luce. Sono solidale con quanti, credenti o meno, hanno esternato meraviglia per questa decisione”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12…iracusa/177084/

    Festa di S. Lucia: è polemica sulla presenza del cardinale Law

    13 dicembre 2011 · Fonte: Gazzetta del Sud

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    Siracusa Per alcuni una presenza quanto meno inopportuna, un vero e proprio “errore”, per altri – più drastici – una presenza “ingombrante” che rischia in qualche modo di incidere negativamente anche sulla stessa festa. Sembra paradossale ma proprio nel giorno in cui Siracusa si appresta ad abbracciare la patrona Santa Lucia, la vergine e martire siracusana diventata essa stessa simbolo di luce, sulle celebrazioni si allunga l’ombra della polemica.
    A far scattare la polemica è stata la scelta di affidare cardinale statunitense Bernard Francis Law il compito di svolgere questa mattina in cattedrale nella solenne celebrazione eucaristica il panegirico della Santa. Polemiche roventi nate dal fatto che il cardinale Law, ex arcivescovo di Boston, nel 2002 finì al centro di una caso di risonanza internazionale perchè accusato di aver “coperto” per anni numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti, accusati di pedofilia, della sua diocesi e per questo poi dimessosi. Da lì il suo trasferimento a Roma, deciso dal pontefice del tempo Giovanni Paolo II, dove si trova oggi.
    La scelta del cardinale Law per tenere il panegirico della Patrona ha innescato una dura polemica che la Chiesa siracusana non intende comunque alimentare.
    «Ho avuto modo di conoscere il cardinale Law quando mi sono recato in pellegrinaggio a Roma con un gruppo di fedeli siracusani – ha spiegato l’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo -. Ci ha accolto in maniera fraterna nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove era stato organizzato un momento di preghiera. Avendomi chiesto della mia Chiesa siracusana – ha concluso il Pastore della Chiesa siracusana –, mi è sembrato opportuno ricambiare la sua accoglienza e la sua preghiera in occasione dei festeggiamenti della nostra Patrona Santa Lucia».
    Diversa la valutazione di alcune associazioni, espressioni del variegato mondo della società civile, che hanno scelto di manifestare apertamente il loro dissenso. «Cari concittadini, credenti e non, ritenete che Mons. Pappalardo con questo invito abbia fatto cosa “buona e giusta”? – si legge tra l’altro in un volantino “firmato” da Arci, Arciragazzi, Associazione Libera Discussione, Centro Antiviolenza La nereide, Comitato 100 Donne, Comitato Parchi, Rete Centri Antiviolenza di Siracusa, Rinascita Arcigay Siracusa, Se Non Ora Quando Siracusa, Siracusa Città Aperta, Stonewall – Le associazioni, i gruppi e le aggregazioni spontanee di cittadini siracusani esprimono la loro indignazione per l’assoluta ed evidente inopportunità di tale scelta e ritengono che questa “ingombrante” presenza offenda la sacralità della Santa e delle migliaia di piccole vittime innocenti».
    Perplessità non le ha nascoste nemmeno il deputato nazionale di Futuro e Libertà Fabio Granata. «La pedofilia e i silenzi di parte della Chiesa sul tema hanno indignato l’opinione pubblica mondiale – ha commentato il parlamentare siracusano -. Per questo, pur nel rispetto delle valutazioni dell’Arcivescovo di Siracusa, ritengo un errore l’invito al Cardinale Law, per i festeggiamenti della Patrona di Siracusa. Sono solidale con quanti, credenti o meno, hanno esternato meraviglia per questa decisione»..

    http://www.arcigay.it/rassegna/festa-di-s-…-cardinale-law/

  • Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro

    Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro

    Ha avuto inflitti sei anni e sei mesi, era accusato di due episodi di pedofilia ai danni di due minorenni avvenuti tra il 2000 e il 2001

    Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro
    Condannato a 6 anni e sei mesi don Paolo Turturro, ex parroco di Santa Lucia. La sentenza è della quarta sezione della corte d’appello di Palermo che ha confermato la condanna inflitta in primo grado il 16 luglio del 2009. Il sacerdote era accusato di abusi da due minori di 14 anni che frequentavano la parrocchia. Durante il processo di primo grado, alcuni ragazzini della parrocchia, citati come testimoni del pm avevano ritrattato le accuse. Le due vittime, invece, hanno sempre ribadito la loro versione.
    Per anni considerato un prete antimafia per il suo impegno contro i boss di Palermo che più volte invitò a pentirsi dal pulpito, scortato per difendersi dalla vendetta di Cosa nostra, Paolo Turturro fu travolto dallo scandalo dell’accusa rivoltagli proprio dai bambini della sua parrocchia.
    I fatti si sarebbero verificati tra il 2000 e il 2001. Due bambini tra i dieci e dodici anni dichiararono di essere stati vittima delle attenzioni particolari del sacerdote, uno nei corridoi della parrocchia di Borgo Vecchio, l’altro nella casa adibita a colonia di Baucina dove ha la sua sede estiva l’associazione “Dipingi la pace”, fondata da Turturro. Quando l’indagine del pm Alessia Sinatra e della sezione minori della polizia era arrivata a maturazione, nel 2003, Turturro era stato allontanato dalla provincia di Palermo. Nel dicembre del 2006, dopo la revoca del provvedimento del gip, è tornato in città e gli è stato affidato l’incarico di cappellano ospedaliero. Il processo iniziò poi nel 2005 e durò quattro anni. Il sacerdote, nato a Giovinazzo in provincia di Bari e lontano parente dell’attore italoamericano John Turturro, ha sempre sostenuto di essere stato accusato ingiustamente. “Al Borgo mi chiamavano “sbirro” per la mia vicinanza con i magistrati e le forze dell’ordine e “frocio” per il timbro della mia voce e per il mio modo di esprimermi. Non ero certo uno molto amato, c’erano pregiudizi nei miei confronti, cosa che potrebbe avermi creato questo tipo di fama”.

    (20 ottobre 2011)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/…turro-23565816/

  • Sei anni per pedofilia: fa ancora il prete

    Sei anni per pedofilia: fa ancora il prete

    PALERMO
    «Esci dal sospetto. Io apro le pagine dell’infanzia. Le pagine della coscienza ancora invincibilmente immacolate. Io uccido la sfiducia in me stesso e persino nella morte». Lo scrive su un giornale online diretto da Vincenzo Noto, un sacerdote suo amico, padre Paolo Turturro, ex parroco palermitano condannato a sei anni e sei mesi per pedofilia, in tribunale, ma mai sospeso dal suo incarico ecclesiastico. Il processo è andato avanti molto lentamente: era iniziato nel 2004 e dopo la sentenza di primo grado (luglio 2009) ci sono voluti due anni e mezzo per iniziare l’appello.

    Adesso il procuratore generale Carmelo Carrara ha chiesto la conferma della pena per il presunto pedofilo. Non ha dubbi, il rappresentante dell’accusa: Turturro, prete un tempo impegnato nell’antimafia militante, è «un ministro del culto in cui albergava il mostro della pedofilia». Eppure per lui nessuna sospensione, nemmeno un intervento della chiesa sulla sua vicenda, né un provvedimento cautelare delle autorità ecclesiastiche: mentre in Austria, Canada, Baviera, Stati Uniti, ma anche in Italia, le sospensioni scattano a decine, per semplici sospetti e per indagini appena avviate, mentre il Papa chiede perdono alle vittime della pedofilia, Turturro, lontano parente dell’attore americano John, è sempre rimasto ad amministrare i sacramenti.

    Per tre anni i giudici penali lo avevano «esiliato» da Palermo, obbligandolo a risiedere fuori provincia, e lui si era stabilito a Messina. Poi la misura cautelare è venuta meno e l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia è tornato nel capoluogo dell’Isola. Non guida più la parrocchia che sta di fronte al carcere dell’Ucciardone, nei pressi del porto, e dove aveva dato vita a una serie di talvolta controverse iniziative antimafia, ma si è trasferito come rettore alla Madonna del Ponticello, nel centro storico.

    «È un cittadino come tutti gli altri – sostiene il vescovo ausiliare di Palermo, monsignor Carmelo Cuttitta – e per tutti i cittadini si presuppone l’innocenza fino alla sentenza definitiva. Le situazioni vanno valutate caso per caso». Ma la cautela e la severità della chiesa per gli scandali della pedofilia? «I giudici stanno facendo il loro lavoro e Turturro ha la possibilità di difendersi, finché non verrà accertata la sua responsabilità».

    L’imputato ha seguito di persona tutto il processo in tribunale e ora in appello anche la requisitoria e l’arringa dell’avvocato di parte civile, Paola Rubino. La difesa ha più volte puntato sulla tesi dell’accordo per fare fuori il prete antimafia che nel popolare quartiere del Borgo avrebbe dato fastidio: «Nessuna congiura», ribatte il pg Carrara, anzi tutto il contrario, con le famiglie che in alcuni casi non denunciarono e si chiusero a riccio. Molti dei 67 testi ascoltati in tribunale ritrattarono. Il magistrato chiede anche la conferma dell’interdizione dai pubblici uffici. Il quartiere si era diviso: nella scuola in cui il sacerdote insegnava e in cui venne fuori, per caso, uno dei due episodi di violenza (le vittime avevano 10 anni a testa), qualcuno ancora difende l’imputato. Ma il Borgo in generale ha girato le spalle al suo ex parroco. E pure la chiesa attende la sentenza, prevista per il 13 ottobre.

    «Padre Paolo si comporta da persona molto corretta – dice don Vincenzo Noto, già direttore del mensile cattolico Novica e oggi alla guida di un sito che porta il suo nome – continua le opere di carità e raccoglie alimenti per i poveri. Va ai mercati e glieli regalano perché conoscono lui e gli attivisti della sua associazione, “Dipingi la pace”. Il processo? Non lo so come finirà. Va avanti da tanto tempo». «Sono indignato – scrive don Turturro in un’altra riflessione scritta per www.vincenzonoto.it – su come si possa fare informazione sul dolore degli altri. Sono indignato della privacy spiaccicata su tutti i giornali. Non posso divorziare dalla parola. Non posso divorziare dall’indignazione».

  • PEDOFILIA: PG PALERMO CHIEDE 6 ANNI E 6 PER EX PARROCO ANTIMAFIA

    PEDOFILIA: PG PALERMO CHIEDE 6 ANNI E 6 PER EX PARROCO ANTIMAFIA

    Appello. Chiesta conferma condanna per don Turturro

    13:45 29 SET 2011

    (AGI) – Palermo, 29 set. – Il procuratore generale Carmelo Carrara ha chiesto alla condanna a 6 anni e 6 mesi per don Paolo Turturro, l’ex parroco di Santa Lucia, chiesa del popolare quartiere Borgo Vecchio, di Palermo, imputato di due episodi di pedofilia. Il Pg e la parte civile hanno chiesto cosi’ la conferma della sentenza pronunciata nel luglio 2009 dalla seconda sezione del Tribunale di Palermo. Turturro, secondo l’accusa, avrebbe abusato sessualmente di due bambini che, all’epoca dei fatti, risalenti al 2000-2001, avevano 10 anni ciascuno. Il rappresenmtante dell’accusa ha smontato le tesi del “complotto”, sottolineando che fra mancate denuncie da parte dei genitori e ritrattazioni in aula di numerosi testimoni, “non si puo’ proprio parlare di un accordo diretto a far condannare il sacerdote”. Padre Turturro era impegnato sul fronte dell’antimafia e con la sua associazione “Dipingi la pace” ogni anno organizzava iniziative contro Cosa nostra e la violenza. (AGI) Pa1/Rap/Mzu

    http://www.agi.it/palermo/notizie/20110929…rroco_antimafia

    Chiesta la conferma della condanna
    nessun commento
    giovedì 29 settembre 2011
    13:06
    testo Aumenta testo Riduci testo

    La Procura generale di Palermo ha chiesto la conferma della condanna a sei anni e sei mesi di carcere per padre Paolo Turturro, l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia, imputato di due episodi di pedofilia. Il sacerdote, lontano parente dell’attore italoamericano John Turturro, fu accusato di abusi da due ragazzini minori di 14 anni che frequentavano la parrocchia. Durante il processo di primo grado, alcuni ragazzini della parrocchia, citati come testimoni del pm, avevano ritrattato le accuse fatte inizialmente contro l’imputato. Le due presunte vittime, invece, hanno sempre ribadito la loro versione. Il processo è stato rinviato al 13 ottobre per la discussione della difesa e la sentenza.

    http://www.livesicilia.it/2011/09/29/chies…lla-condanna-2/

  • Nessuna sentenza per padre Nuvola La vittima sarà riascoltata al processo

    Nessuna sentenza per padre Nuvola La vittima sarà riascoltata al processo

    lunedì 23 maggio 2011
    19:50

    Era attesa la sentenza è arrivata un’ordinanza al processo a padre Aldo Nuvola, l’ex parroco nella chiesa Regina Pacis di Palermo, accusato di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni. La Procura ha chiesto la condanna a due anni e quattro mesi, ma il Tribunale ha ritenuto di non chiudere il procedimento e invece del verdetto ha emesso un’ordinanza che dispone una nuova audizione del minorenne.

    Secondo la Procura, don Nuvola due anni fa avrebbe chiesto ripetutamente a un garzone di un bar favori sessuali, presentandosi come un professore di filosofia del liceo classico Umberto, dove insegnava realmente ma religione. E’ stato proprio il ragazzo a denunciare le molestie alla polizia. Nel 2009 inoltre il parroco è stato denunciato per atti osceni da alcuni agenti che lo sorpresero in atteggiamenti equivoci con un uomo. Il sacerdote, attraverso il suo avvocato Nino Caleca, ha sempre respinto tutte le accuse. Il processo è stato rinviato al 13 giugno prossimo.

    http://www.livesicilia.it/2011/05/23/nessu…vo-al-processo/