Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Toscana

  • Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni
    Le accuse risalgono a tre anni fa
    Video Attentato a Betori, parla l’arcivescovo

    Un’inchiesta di Panorama causa in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori
    Don Daniele Rialti

    Firenze, 5 aprile 2012 – LE INDAGINI sull’attentato all’arcivescovo, dopo lo sparo nel buio nel cortile della Curia, hanno portato gli inquirenti sulle tracce di un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’agguato, ma che rischia di far tremare la Diocesi.

    Il settimanale “Panorama” nel suo prossimo numero riporta accuse di pedofilia contro don Daniele Rialti, 60 anni a novembre, sacerdote della Madonnina del Grappa attivo nel movimento dei neocatecumenali nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci. Le accuse al sacerdote, scrive il settimanale della Mondadori, risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo, dopo diciassette anni, dalla parrocchia empolese di San Giovanni Evangelista, che fa capo all’Opera fondata da don Facibeni, alla comunità di San Bartolomeo in Tuto, distante appena una ventina di chilometri. Le accuse a don Rialti, continua “Panorama”, sarebbero state mosse da un gruppo di fedeli rivoltisi al parroco, don Paolo Cioni, rimasto a Empoli un anno e poi promosso alla guida della parrocchia di San Niccolò a Calenzano. Quelle che don Rialti definisce «calunnie e menzogne» sarebbero state confermate a “Panorama” da alcuni testimoni che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    Don Rialti e la Curia respingono con forza ogni accusa. Il sacerdote, che è un canonista e giudice da molti anni del Tribunale Regionale Etrusco, è stato nominato nel 2010 dall’arcivescovo Betori promotore di giustizia, l’equivalente di procuratore capo, del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, che ha responsabilità in prima istanza di eventuali accertamenti a carico di sacerdoti sospettati di reati. Ma prima di aprire un fascicolo ci vogliono accuse precise e circostanziate, puntualizza la Curia in un comunicato, che in questo caso non c’erano come invece è successo in altre due situazioni, oltre all’orrore degli abusi reiterati negli anni da parte di don Lelio Cantini, ridotto nel 2008 allo stato laicale da papa Ratzinger e morto a 89 anni nel febbraio scorso. Più di recente la cronaca si è dovuta occupare della relazione malata, finita di recente in un’aula di tribunale, tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

    Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo è arrivato un prete indiano, John Moniz, del quale la ragazzina s’innamorò. Per molestie su minori maschi, invece, è stato condannato a livello canonico don Roberto Berti, ex parroco dell’Immacolata Concezione di Ginestra dal 1990 al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008 che l’ex Sant’Uffizio ha riconosciuto «colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori», obbligandolo per otto anni a vivere, vigilato, in una struttura ecclesiastica fuori dalla diocesi.

  • Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni

    Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni

    Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni
    Le accuse risalgono a tre anni fa VIDEO Attentato a Betori, parla l’arcivescovo
    FIRENZE – Un’inchiesta di Panorama chiama in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Firenze, 5 aprile 2012 – LE INDAGINI sull’attentato all’arcivescovo, dopo lo sparo nel buio nel cortile della Curia, hanno portato gli inquirenti sulle tracce di un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’agguato, ma che rischia di far tremare la Diocesi.

    Il settimanale “Panorama” nel suo prossimo numero riporta accuse di pedofilia contro don Daniele Rialti, 60 anni a novembre, sacerdote della Madonnina del Grappa attivo nel movimento dei neocatecumenali nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci. Le accuse al sacerdote, scrive il settimanale della Mondadori, risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo, dopo diciassette anni, dalla parrocchia empolese di San Giovanni Evangelista, che fa capo all’Opera fondata da don Facibeni, alla comunità di San Bartolomeo in Tuto, distante appena una ventina di chilometri. Le accuse a don Rialti, continua “Panorama”, sarebbero state mosse da un gruppo di fedeli rivoltisi al parroco, don Paolo Cioni, rimasto a Empoli un anno e poi promosso alla guida della parrocchia di San Niccolò a Calenzano. Quelle che don Rialti definisce «calunnie e menzogne» sarebbero state confermate a “Panorama” da alcuni testimoni che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    Don Rialti e la Curia respingono con forza ogni accusa. Il sacerdote, che è un canonista e giudice da molti anni del Tribunale Regionale Etrusco, è stato nominato nel 2010 dall’arcivescovo Betori promotore di giustizia, l’equivalente di procuratore capo, del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, che ha responsabilità in prima istanza di eventuali accertamenti a carico di sacerdoti sospettati di reati. Ma prima di aprire un fascicolo ci vogliono accuse precise e circostanziate, puntualizza la Curia in un comunicato, che in questo caso non c’erano come invece è successo in altre due situazioni, oltre all’orrore degli abusi reiterati negli anni da parte di don Lelio Cantini, ridotto nel 2008 allo stato laicale da papa Ratzinger e morto a 89 anni nel febbraio scorso. Più di recente la cronaca si è dovuta occupare della relazione malata, finita di recente in un’aula di tribunale, tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

    Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo è arrivato un prete indiano, John Moniz, del quale la ragazzina s’innamorò. Per molestie su minori maschi, invece, è stato condannato a livello canonico don Roberto Berti, ex parroco dell’Immacolata Concezione di Ginestra dal 1990 al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008 che l’ex Sant’Uffizio ha riconosciuto «colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori», obbligandolo per otto anni a vivere, vigilato, in una struttura ecclesiastica fuori dalla diocesi.
    http://www.lanazione.it/cronaca/2012/04/05…pedofilia.shtml

  • Ex prete condannato per violenza sessuale

    Ex prete condannato per violenza sessuale

    FIRENZE. E’finito ieri, in un’aula del tribunale di Firenze, l’amore malato tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

    Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo arriva un prete indiano, John Moniz. E la ragazzina ne resta affascinata, come tutti del resto. «Ero incantata dal suo charme e avevo fiducia in lui», ha raccontato. La giovanissima parrocchiana inizia a frequentare assiduamente il sacerdote. Si sentono al telefono e vanno al cinema. Lui le compra il profumo che le piace tanto, poi i fiori e un braccialetto. La fiducia che ha per quest’uomo di chiesa la guida in una storia malsana.  Un giorno, nel buio della sala di un cinema, lui le prende la mano e l’accarezza: è il primo contatto fisico.

    Poi si va oltre: dentro un confessionale, lui le alza la maglietta e le tocca il seno. La ragazzina scappa, ma poi ritorna perché crede a quel prete venuto da lontano che dice di essere innamorato di lei, che vuole abbandonare tutto per sposarsi.  Il primo rapporto sessuale con il sacerdote c’è a distanza di un mese: «Eravamo a casa sua, in camera da letto», ha raccontato.

    Da allora si sono visti ogni giorno in sagrestia o in casa. «Ero davvero innamorata, mi diceva che mi avrebbe portato all’estero». Ha sempre creduto alle sue promesse, credeva che fosse possibile un giorno uscire allo scoperto e gridare al mondo quell’amore segreto che solo ai suoi occhi sembrava vero.  Poi a 17 anni scopre di essere incinta. Per seguire il suo amore si era allontanata dai suoi amici e in quel momento si sente sola. Il prete le dice di abortire e solo in quel momento chiede aiuto ai suoi genitori che l’accompagnano in ospedale, a Pisa. Dopo aver perso il bambino arriva la depressione, «volevo suicidarmi».

    I genitori hanno fatto di tutto per tenere quell’uomo lontano dalla loro figlia, ma lei continua a credere alle parole dolci che il prete le dice al telefono. Non riesce a stare lontana da lui, si sono rivisti e hanno avuto ancora rapporti. E altri due aborti spontanei, uno nel 2005 e un altro nel 2006. Poi ha detto basta. Massacrata nel corpo e nell’anima, trova la forza di far vedere quegli sms al cardinale Antonelli.  Il prete viene così trasferito in un paese vicino Todi, ma per la giovane l’incubo non finisce. Iniziano telefonate mute, a volte sono solo di insulti. Il mondo le crolla addosso e lei smette di mangiare. Arriva a pesare 39 chili e quando pensa di non farcela più le arriva da dentro una forza inaspettata che le fa rialzare la testa.

    La sua vita ricomincia lentamente dopo una denuncia ai carabinieri fatta sulle telefonate anonime, ma poi una volta iniziato a parlare decide di scrollarsi di dosso quei sei anni di segreti e bugie.  Così inizia il processo, che ieri si è concluso con una condanna per violenza sessuale (per i rapporti avuti fino al 2000). «Ora – ha commentato il legale della giovane, Antonio Voce – valuteremo che azioni intraprendere nei confronti dell’imputato, ma anche della Chiesa».  Intanto la vittima di questa brutta storia, ormai una giovane donna, si è ricostruita una vita. Il prete, che smessi gli abiti talari è andato a lavorare come badante lontano dalla Toscana, dovrà ora pagare per aver trascinato una ragazzina in una storia malsana.

  • Abusò di una parrocchiana minorenne che rimase incinta di lui

    Abusò di una parrocchiana minorenne che rimase incinta di lui

    Ex prete condannato per violenza sessuale

    di Clara D’Acunto
    FIRENZE. E’finito ieri, in un’aula del tribunale di Firenze, l’amore malato tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo arriva un prete indiano, John Moniz. E la ragazzina ne resta affascinata, come tutti del resto. «Ero incantata dal suo charme e avevo fiducia in lui», ha raccontato. La giovanissima parrocchiana inizia a frequentare assiduamente il sacerdote. Si sentono al telefono e vanno al cinema. Lui le compra il profumo che le piace tanto, poi i fiori e un braccialetto. La fiducia che ha per quest’uomo di chiesa la guida in una storia malsana. Un giorno, nel buio della sala di un cinema, lui le prende la mano e l’accarezza: è il primo contatto fisico. Poi si va oltre: dentro un confessionale, lui le alza la maglietta e le tocca il seno. La ragazzina scappa, ma poi ritorna perché crede a quel prete venuto da lontano che dice di essere innamorato di lei, che vuole abbandonare tutto per sposarsi. Il primo rapporto sessuale con il sacerdote c’è a distanza di un mese: «Eravamo a casa sua, in camera da letto», ha raccontato. Da allora si sono visti ogni giorno in sagrestia o in casa. «Ero davvero innamorata, mi diceva che mi avrebbe portato all’estero». Ha sempre creduto alle sue promesse, credeva che fosse possibile un giorno uscire allo scoperto e gridare al mondo quell’amore segreto che solo ai suoi occhi sembrava vero. Poi a 17 anni scopre di essere incinta. Per seguire il suo amore si era allontanata dai suoi amici e in quel momento si sente sola. Il prete le dice di abortire e solo in quel momento chiede aiuto ai suoi genitori che l’accompagnano in ospedale, a Pisa. Dopo aver perso il bambino arriva la depressione, «volevo suicidarmi». I genitori hanno fatto di tutto per tenere quell’uomo lontano dalla loro figlia, ma lei continua a credere alle parole dolci che il prete le dice al telefono. Non riesce a stare lontana da lui, si sono rivisti e hanno avuto ancora rapporti. E altri due aborti spontanei, uno nel 2005 e un altro nel 2006. Poi ha detto basta. Massacrata nel corpo e nell’anima, trova la forza di far vedere quegli sms al cardinale Antonelli. Il prete viene così trasferito in un paese vicino Todi, ma per la giovane l’incubo non finisce. Iniziano telefonate mute, a volte sono solo di insulti. Il mondo le crolla addosso e lei smette di mangiare. Arriva a pesare 39 chili e quando pensa di non farcela più le arriva da dentro una forza inaspettata che le fa rialzare la testa. La sua vita ricomincia lentamente dopo una denuncia ai carabinieri fatta sulle telefonate anonime, ma poi una volta iniziato a parlare decide di scrollarsi di dosso quei sei anni di segreti e bugie. Così inizia il processo, che ieri si è concluso con una condanna per violenza sessuale (per i rapporti avuti fino al 2000). «Ora – ha commentato il legale della giovane, Antonio Voce – valuteremo che azioni intraprendere nei confronti dell’imputato, ma anche della Chiesa». Intanto la vittima di questa brutta storia, ormai una giovane donna, si è ricostruita una vita. Il prete, che smessi gli abiti talari è andato a lavorare come badante lontano dalla Toscana, dovrà ora pagare per aver trascinato una ragazzina in una storia malsana.

  • Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati
    Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo. Le «confessioni» degli ultimi giorni

    Funerali in forma privata per Elio Cantini, l’ex sacerdote fiorentino ridotto allo stato laicale nell’ottobre 2008 dal Papa dopo essere stato riconosciuto colpevole di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori. Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo e dove è morto a 89 anni nella tarda serata di mercoledì. La salma è stata poi portata al cimitero della Misericordia di Empoli dove Cantini sarà sepolto. L’ex sacerdote, la cui salute era peggiorata negli ultimi giorni, è stato assistito fino alla morte nell’infermeria del convento che ha eretto un muro alle curiosità dei mass media.

    Sull’antica e ventosa rocca di San Francesco, luogo di pace e di silenzio con una tra le più meravigliose viste sulla città di Firenze, don Lelio Cantini ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tormentata. Ed è proprio nel convento dei frati minori dedicato al santo di Assisi, fondato nel XIII secolo sulla cima della collina fiesolana, che l’ex sacerdote sembra aver trovato la pace con la propria coscienza. Don Cantini, accusato di aver abusato sessualmente e psicologicamente di minori per quasi vent’anni, quando era sacerdote nella chiesa fiorentina di Santa Maria Regina della Pace, e per questo nel 2008 condannato allo stato laicale dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, avrebbe infatti finalmente trovato la forza di raccontare le proprie colpe. A spiegarlo è frate Marco, che all’infermeria del convento di San Francesco, di cui don Cantini era ospite da qualche anno, svolge le funzioni di vicario in caso di assenza del Padre Superiore, frate Alessandro.

    «Cantini non parlava con me di queste cose — spiega frate Marco — ma ha fatto un cammino di pentimento, un cammino di espiazione con il nostro superiore». «Padre Sandro gli parlava spesso per fargli prendere coscienza delle cose che aveva fatto — prosegue il frate — e Cantini ha manifestato più volte pentimento». L’ex sacerdote, negli ultimi anni della sua vita, e al di fuori del segreto della confessione, ha quindi trovato il coraggio di parlare. Come non aveva mai fatto prima. Al convento fiesolano, nessuno spiega quali colpe don Cantini avesse ammesso, se gli abusi fisici o le molestie psicologiche (o entrambe le cose), ma quel che è certo è che il suo pentimento ha riguardato le vicende per cui era stato accusato. E che del resto gli erano costate un’inchiesta giudiziaria, archiviata solo per sopraggiunta prescrizione, da parte della Procura di Firenze. Ma grazie al lungo lavoro di padre Sandro, don Lelio Cantini a San Francesco «aveva finalmente trovato una certa serenità», assicura frate Marco.

    L’ex parroco non viveva nel convento vero e proprio, ma nell’infermeria, una sorta di casa di riposo dove sono ospitati molti anziani religiosi. Trascorreva le giornate tra il letto e la carrozzina a ruote su cui era costretto dagli acciacchi dell’età, e aveva dedicato gli ultimi mesi di vita alla riflessione, alle letture e, soprattutto, alle lunghe sedute di preghiera assieme agli altri religiosi del convento. Don Cantini si sarebbe spento con la stessa serenità che sembra aver caratterizzato i suoi ultimi giorni. È morto nel sonno, senza accorgersi che se ne stava andando. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, aveva avuto un piccolo mancamento, dovuto alla pressione alta da cui era afflitto da tempo. Un lieve capogiro, poi il trasferimento dalla carrozzina al letto, dove aveva cominciato a sentirsi meglio. Poi si è assopito e, senza che nessuno si avvedesse del pericolo imminente, si è improvvisamente spento a 89 anni di età.

    Giulio Gori
    17 febbraio 2012

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/17-febbraio-2012/don-cantini-funerali-privati-1903329298824.shtml

  • Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

    Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

    È morto questa sera a Fiesole (Firenze), nel convento dei frati Francescani dove era ospite ormai da qualche anno, Lelio Cantini, l’ex sacerdote ridotto allo stato laicale nel 2008 dopo essere stato riconosciuto colpevole ‘di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minorì. Nato nel 1923 Cantini, deceduto per un malore, era stato parroco fino al 2005 alla Regina della Pace, nel quartiere di Rifredi. I fatti di cui era accusato sarebbero avvenuti tra il 1973 e il 1987.

    La vicenda di Lelio Cantini fece molto scalpore a Firenze: esplose nell’aprile 2007 dopo che alcuni parrocchiani denunciarono di essere stati vittime dei suoi abusi e anche la procura aprì un’inchiesta. In particolare l’ex sacerdote venne riconosciuto colpevole dalla Chiesa di abusi sessuali su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze. Nella vicenda venne chiamato in causa da alcune vittime anche il vescovo ausiliare Claudio Maniago (che proveniva e si era formato nella parrocchia della Regina della Pace) criticato perchè avrebbe «sottostimato» il caso. Un’accusa che Maniago ha sempre respinto. La decisione del Papa di ridurlo allo stato laicale venne annunciata il 12 ottobre 2008. Nel giugno dello scorso anno, con quello che definì «un atto di penitenza e di purificazione, in riparazione delle offese perpetrate» nei confronti delle vittime di tutti gli abusi, ma anche per chiedere «la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime e per sperimentare la grazia della rigenerazione delle comunità ecclesiali in una rinnovata speranza», l’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori organizzò una veglia di preghiera nella basilica della Santissima Annunziata. A questo momento parteciparono anche alcune delle vittime di Cantini.

    L’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori, «prega» per Elio Cantini e «affida la sua anima alla Misericordia di Dio». Così l’arcivescovo di Firenze Betori appena informato della morte dell’ex sacerdote fiorentino, ridotto allo stato laicale nel 2008 per «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori».

    La «definitiva scomparsa» di Lelio Cantini «ci auguriamo spezzi per sempre ogni legame con chi ancora credeva in lui». Così Francesco Aspettati, portavoce delle vittime dell’ex sacerdote di Firenze morto questa sera a Fiesole. «Di fronte alla morte di un uomo, che per il male compiuto ha segnato per sempre la vita di tante persone – continua Aspettati, noi che con determinazione abbiamo ricercato la verità e la giustizia, non possiamo che tacere di fronte al giudizio di Dio davanti al quale adesso lui si trova» .

  • Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    A cinque mesi dall’attentato al cardinale Giuseppe Betori, Panorama riapre il caso, con un’inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani. Il 4 novembre scorso un uomo, con il volto semicoperto entrato nel cortile della Curia di Firenze, punta la pistola alla testa dell’arcivescovo e ferisce all’addome il segretario, don Paolo Brogi.

    Per la squadra mobile e la pm Giuseppina Mione, che si appresta a chiudere le indagini, l’attentatore è Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni. Ma Mohamed Kahoul Toufik, il testimone che accusa Baschini, ora racconta a Panorama che mesi prima dell’agguato a Betori l’attentatore gli avrebbe mostrato 20 mila euro per convincerlo a collaborare con lui. Soldi che, secondo il marocchino, potrebbero essere stati dati a Baschini come anticipo per una missione ai danni della Curia.

    Nel frattempo le indagini hanno portato alla luce un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’attentato ma che rischia di far tremare la Curia. Don Daniele Rialti, giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa (un’istituzione caritativa a favore dei bambini, molto nota a Firenze), è accusato di pedofilia da un parroco e da gruppo di fedeli.

    Le accuse risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo in un’altra parrocchia a 20 chilometri di distanza. Le accuse a don Rialti però sono state confermate da alcuni testimoni intervistati da Panorama che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    http://archivio.panorama.it/italia/Attentato-a-Betori-le-indagini-portano-alla-luce-accuse-di-pedofilia

  • Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Nessuno a Castellina Scalo punta il dito contro il sacerdote. Leggi il commento di Don Carraro
    IL COMMENTO DI DON CARRARO Abusi al campo parrocchiale

    Siena, 8 luglio 2011 – SOTTO un sole che spacca le pietre che proprio non ce la fa ad asciugare la pioggia di polemiche che il caso sta provocando, Castellina Scalo si scopre un paese diviso a metà. Da una parte quelli che sostengono a spada tratta don Doriano e che anche in queste ore concitate non gli fanno mancare affetto e solidarietà, dall’altra quelli che, non frequentando né la chiesa né la parrocchia, preferiscono tacere, stendendo su questa brutta storia il velo del silenzio.

    «Don Doriano è una gran brava persona, un vero sacerdote. Agisce sempre per il bene degli altri, senza secondi fini. Ha fatto così anche in questa delicata vicenda». Siamo al bar del paese e le parole di Graziano Ragoni sono la sintesi perfetta del pensiero di tutti quelli che a Castellina Scalo stanno dalla parte del loro parroco, difendendolo strenuamente, senza se e senza ma.

    Sulla stessa lunghezza d’onda la titolare del locale, Manuela Gambassi. «Don Doriano è una bella persona, sempre disponibile. Esegue alla lettera la sua missione pastorale: aiutare il prossimo. Forse è troppo buono, e ad essere troppo buoni a volte si finisce per ritrovarsi nei guai». Nel bar del paese non si parla d’altro. Del resto Don Doriano a Castellina Scalo è un’istituzione. Conosce tutti e tutti lo conoscono. Anche chi, come Anna Vannini, viene da queste parti solo in vacanza. «Ha commesso un’ingenuità ad ospitare quella persona. Anche se è un parroco, avrebbe dovuto informarsi su chi prendeva in casa. Ma l’onesta e la purezza di don Doriano restano».

    INGENUITA’ è una parola che ricorre anche nel commento di Mauro Pistolesi, anche lui assiduo frequentatore del bar del paese. «Sì, ha peccato d’ingenuità, dal momento che il suo ospite aveva dei precedenti penali per violenze sessuali su minori. Il provvedimento della curia? Non lo so se é giusto». Già, il provvedimento della curia, altra questione al centro dei discorsi della gente di Castellina.

    «Forse si tratta di una provvedimento affrettato, afferma con tono pacato ma fermo un altro cliente del bar, Enzo Carli. Prima di sospendere il parroco si doveva aspettare il lavoro della magistratura. Certe misure si adottano soltanto quando è stata fatta completa luce sulla vicenda».

    Fuori dal bar un gruppetto di persone sta parlando. Si tratta di quattro pensionati che tuttavia non hanno nessuna voglia di continuare la chiacchierata con i giornalisti. «Noi non andiamo né alla messa, né in parrocchia. Di conseguenza preferiamo tacere su questa storia. Almeno in pubblico».

    UNA RAGAZZA sui vent’anni alla fermata dell’autobus si lascia sfuggire una frase che rispecchia il parere di tanti, qui a Castellina Scalo. «Don Doriano è un grande parroco. Ce ne fossero come lui. Se ha sbagliato, lo ha fatto per troppo amore nei confronti degli altri». Questa l’atmosfera che si respira in paese in questi giorni di afa e polemiche per una vicenda che, c’è da scommetterci, finirà per lasciare un segno indelebile in una comunità piccola ma legata al parroco da un grande affetto.

    MARCO BROGI

    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011…arrocchia.shtml

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
    5 commenti

    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • I parrocchiani si schierano con don Giuliano

    I parrocchiani si schierano con don Giuliano

    “E’ una persona perbene e ha fatto tanto per il paese. Non crediamo a quelle accuse”

    La California (Bibbona), 9 maggio 2011 – “E’ una bufala. Non ci credo. Abito proprio davanti alla chiesa e non mi sono mai accorta di niente. Conosco don Giuliano e queste accuse che gli sono state rivolte mi sembrano impossibili. Lui deve andare avanti come sempre”: così dice la signora Eugenia, di nazionalità moldava, in Italia da tanto tempo.

    Da otto abita in via Mascagni, alla California, una villetta proprio davanti alla chiesa parrocchiale. Don Giuliano Giovannini è al centro di una vicenda scabrosa, senza alcun risvolto penale, un presunto festino gay sul quale dovrà fare chiarezza la Congregazione Pro Doctrina Fidei Tribunal, l’organismo della Curia Romana incaricato di vigilare sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica.

    Una vicenda scabrosa tutta da chiarire (nei confronti del parroco non c’è nessun provevdimento) nata dalla testimonianza di Paolo Chiassoni, 44 anni, fiorentino, che ha raccontato una vicenda personale. E Salvatore, titolare della lavanderia in via Mascagni, aggiunge: “Don Giuliano è una persona per bene. Per come lo conosciamo noi tutta questa storia ci sembra molto strana. Anzi, impossibile”. E la moglie: “I parrocchiani hanno un bel rapporto con lui. Non ci credo”.

    Insomma il paese è schierato con lui, con don Giuliano, con il parroco che non manda a dire le cose, che ha modi spicci e schietti. In paese di questa storia se ne parla con riservatezza, ma se ne parla. Come accade al bar e anche lì tutti schierati a difesa del parroco “Lo conosco. E’ una persona perbene che ha ha fatto bene ai cittadini e al paese. Si è impegnato per la casa di riposo, per gli anziani. Ce ne fossero di preti come lui”, dice a granvoce Vinicio Pacini; e alla sua testimonianza si aggiunge quella di Iuri Nassi: “Ha un carattere particolare, le cose le dice in faccia. Lo conosco da quando avevo 17 anni. Ora ne ho 40 anni. Dice pane pane e vino al vino”. Insomma un coro di fans per il parroco.

    Continua il signor Raffaele: “Se conosco don Giuliano? certo, mi ha sposato. E’ un carattere particolare, va diretto alle cose. Non vuole confusione e anche alla Messa se qualcuno ha un comportamento che non va bene lo dice. Mia figlia ha 12 anni, fa catechismo e non mi ha mai detto niente; mia moglie è una catechista. Insomma non credo alle accuse che gli sono state mosse”. E lascia intendere, Raffaele, che forse don Giuliano è stato attaccato perché è una persona scomoda.

    Ma qualcuno non fa parte del coro dei difensori: “Mio figlio non ha fatto la prima Comunione e la Cresima — dice la signora Cristina — perché non mi piacciono i suoi modi arroganti. Nei confronti di mio figlio ha avuto atteggiamenti prepotenti: io ho coraggio di dire queste cose. Altri invece hanno paura. Io sono una persona credente, mio figlio è stato battezzato, ma quando siamo arrivati qui, perchè siamo originari di Torino e abitiamo a La California da 4 anni, nonostante mio figlio a scuola frequenti l’ora di religione ho dovuto smettere di mandarlo a catechismo. Don Giuliano non ha le doti per fare il prete, non è coerente con l’abito che indossa. E non sono la sola ad avere perplessità verso di lui”.

    Chiuse un giovane che vuol restare anonimo, anche lui perplesso: “La spiaggia che frequenta non è adatta all’abito che indossa e alcuni atteggi”.

    http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/20…_giuliano.shtml