Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Triveneto

  • Padova/ Estorsione sessuale al sacerdote: 51enne padovano patteggia quasi quattro anni

    Padova/ Estorsione sessuale al sacerdote: 51enne padovano patteggia quasi quattro anni

    Venerdì, 20 gennaio 2012 – 14:51:00

    Voleva mettere a tacere una relazione omosessuale. Per questo Massimo Buffelli, 51enne padovano, ha patteggiato 3 anni e 8 mesi di reclusione, senza condizionale, e 400 euro di multa. L’accusa era di estorsione per aver spillato 3mila euro a un sacerdote. Secondo quanto riportato dal Corriere di Padova Buffelli – assistito dall’avvocato Filippo Giacomello – ha raggiunto l’accordo sulla pena con il pubblico ministero Sergio Dini, titolare del fascicolo. Si chiude così quindi una storia venuta alla luce verso la fine dell’estate 2010, ma nata nei primi mesi del 2009.

    Quando Buffelli aveva iniziato a bussare alle porte della parrocchia dove il sacerdote prestava servizio, in una chiesa a pochi metri dalle mura Cinquecentesche di Padova. E sotto la minaccia di rendere pubbliche e far arrivare fino al vescovo le prove di una loro precedente relazione omosessuale, era riuscito in diverse occasioni a farsi dare qualcosa come tremila euro. E se l’anziano sacerdote non avesse pagato si sarebbe trovato sulla bocca di tutti.

    Protagonista di una vicenda a sfondo omosessuale tra lui e il suo estorsore. Storia che l’uomo di Dio ha sempre smentito, ammettendo di contro i pagamenti per evitare di venire infangato da calunnie e voci non vere, oltre che per umana pietà. Non solo contanti però, perché il 51enne a volte chiedeva che fosse il prete a pagargli la spesa settimanale o a fargli delle ricariche telefoniche. In alcune occasioni si era detto pronto a raccontare tutto al vescovo di Padova e per dimostrare la sua determinazione aveva anche iniziato a mettere dei bigliettini tra i banchi della chiesa e in sagrestia in cui raccontava l’avventura amorosa avuta in passato con il sacerdote.

    Per qualche tempo tutto era rimasto sotto coperta, ma pian piano le voci si erano diffuse e il chiacchiericcio era divenuto così insistente da arrivare all’orecchio degli agenti della polizia Municipale e da qui in Procura. Che prima ha acquisito direttamente dalle mani del sacerdote i bigliettini “galeotti” e poi ha ordinato una perquisizione in casa del 51enne. Trovando anche lì copie di quei foglietti così compromettenti. Sempre ieri una vicenda simile ha tenuto banco nell’aula del tribunale monocratico. Accusato di furto di quattro assegni bancari e di estorsione continuata stavolta era un 32enne marocchino, tale Youssef El Sahel. Vittima anche in questo caso un prete delle diocesi patavina a cui il nordafricano aveva estorto per tutto il 2008 circa 20mila euro, per non rendere pubbliche alcune foto che ritraevano il sacerdote in pose osé. Proprio il reverendo ha testimoniato dicendo di aver dato quei soldi per aiutarlo, ma quando è stato il momento di ricostruire i rapporti tra lui e il marocchino il giudice ha deciso di proseguire l’udienza a porte chiuse.

  • Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»
    IL CASO. Ieri ragazzino di 15 anni accompagnato dai genitori si è presentato dai carabinieri.
     Intanto, il vescovo Pizziol ribadisce la piena fiducia nella magistratura: «Altrimenti sarebbe la confusione sociale»
    20/01/2012

    Schio. Una testimonianza che porta acqua al mulino dell’accusa. Mentre i carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’inchiesta che tanto rumore sta suscitando in città, perché vede indagato l’ex coparroco di Santa Croce Sergio Rappo, accusato di violenza sessuale da un ragazzo di 20 anni. Di certo da ieri mattina, quando agli inquirenti del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla si è presentato un 15enne di Schio accompagnato dai genitori, il quadro delle accuse contro il prete appare più compromesso. L’adolescente ha spiegato che la scorsa estate collaborò col sacerdote, il quale gli avrebbe chiesto uno strano massaggio che l’aveva inquietato. «La cosa non mi era piaciuta e avevo preferito non frequentarlo più», ha detto il minore che allo stato risulta essere un testimone. Anche se non è detto che la sua posizione possa cambiare. In una vicenda in cui tanti valori sono in gioco – dal rispetto per il sacerdote indagato, innocente fino a prova contraria; a quello per la presunta vittima che sta soffrendo per ciò che avrebbe subito, fino al diritto della collettività di essere correttamente informata sul comportamento di un religioso che per anni ha goduto di stima e che dal pulpito indicava la strada proba -, ieri è intervenuto il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Conversando con i cronisti, da un lato ha ribadito piena fiducia nell’operato dei magistrati («dobbiamo averla altrimenti sarebbe la confusione sociale»); dall’altro ha spiegato di avere allontanato a scopo cautelativo don Rappo, 59 anni, anche se ha precisato il provvedimento non è un’anticipazione di colpevolezza. «Abbiamo agito per opportunità, spetterà poi alla giustizia accertare che cos’è successo», ha aggiunto. Il vescovo ha manifestato serenità, perché la Curia ha agito con equilibrio in un difficile frangente, in stretto contatto con la procura, che la scorsa settimana ha interrogato il sacerdote. Egli ha negato i fatti più gravi, ammettendo situazioni che comunque per un religioso sarebbero discutibili. Per contro, la parte offesa ha parlato apertamente di avere subito un rapporto sessuale completo, al termine di un pressing del religioso che lo aveva “assunto” per lavorare presso la parrocchia di Santa Croce come addetto alle pulizie. Poi l’antivigilia di Natale sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato per il quale don Rappo è indagato. «I fatti di cui devo rispondere sono infondati», ha dichiarato il prete al pm Antonella Toniolo, ma il ventenne di Torrebelvicino che l’accusa insiste: «È tutto vero». Chi dice la verità?I.T.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ha_massaggiato/

  • Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    INCHIESTA. La clamorosa indagine sulle presunte violenze in oratorio: i carabinieri ascoltano numerosi testimoni. La difesa del prete intenzionata a chiudere la vicenda in tempi brevissimi. Allo studio anche un accordo con la parte offesa
    19/01/2012

    Don Sergio Rappo

    Schio. In caserma sfilano i ragazzini. I carabinieri stanno cercando di fare luce su quanto avveniva nell’oratorio della parrocchia S. Croce di Schio, dopo la querela di un giovane di 20 anni di Torrebelvicino che ha denunciato il co-parroco di violenza sessuale. Da quanto trapela il sacerdote avrebbe mantenuto un atteggiamento equivoco anche con altri adolescenti; ma gli inquirenti procedono con i piedi di piombo, anche perchè va compreso se effettivamente dei reati siano stati commessi. Quello che è certo è che più di qualcuno aveva detto alla presunta vittima del prete di stare alla larga dall’oratorio, e lo ha confermato anche ai militari comandati dal capitano Massimo Ferrari e dal luogotenente Sergio Asciolla. Intanto, il pubblico ministero Antonella Toniolo, che coordina la delicata indagine, potrebbe chiedere a breve l’incidente probatorio, e cioè un’udienza davanti al giudice e davanti anche al sacerdote in cui sentire il giovane accusatore per cristallizzare le contestazioni. Anche la difesa di don Sergio Rappo, 59 anni (il sacerdote è assistito dall’avv. Michele Carotta), però sta cercando di velocizzare i tempi per arrivare il prima possibile ad una definizione della vicenda. Il sacerdote, già spostato dalla Curia, è stato ascoltato dal magistrato davanti al quale il prete ha ammesso di aver fatto delle carezze al ragazzo. Nulla più. La Curia, che si è detta pronta ad aiutare la famiglia del giovane, potrebbe proporre anche un risarcimento. L’obiettivo degli inquirenti è al momento quello di fare piena chiarezza su quanto è avvenuto in oratorio fra l’antivigilia di Natale e Capodanno. In quei giorni, il giovane prestava servizio per don Sergio già da qualche settimana: lo aiutava nelle pulizie e nella distribuzione dei volantini parrocchiali, e in altre piccole faccende. In cambio, guadagnava 10 euro l’ora che per lui, disoccupato da tempo, erano assai preziosi. Nel frattempo, incontro dopo l’incontro, l’intimità con il religioso – in base a quanto il ragazzo, accompagnato dal padre, ha denunciato in caserma – sarebbe aumentata. Dalle chiacchiere ai massaggi distensivi, fino agli atti sessuali. «Il 23 dicembre mi costrinse ad un rapporto completo», ha detto il ragazzo, che dimostra assai meno dei suoi 20 anni. Il giovane fa riferimento anche ad un secondo episodio, ma dice di essere talmente confuso da non sapere indicare nè quando è avvenuto nè cosa esattamente è successo. «L’ho rimosso», si è giustificato con i carabinieri, ai quali si è rivolto solo dopo il consiglio degli amici ai quali aveva raccontato quello che gli era successo in oratorio. Del primo incontro da codice penale il ragazzo ricorderebbe ogni particolare, del secondo nulla. Ora gli stessi militari stanno cercando di recuperare gli sms che il giovane e il sacerdote si erano scambiati in quei giorni, nei quali il ragazzo accusa il prete di essersi comportato male. L’indagine, che è quanto mai complessa, deve dare risposte certe nelle speranze della Curia e dei parrocchiani. Don Sergio è un prete stimato e amato sia per le sue qualità di pastore che per le sue doti umane e di educatore dei giovani. «Possibile?», si chiedono tutti. D.N.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_di_altri_casi/

    I parrocchiani divisi: «Sacerdote stimato» «Allungava le mani»
    19/01/2012

    Un quartiere diviso a metà. A Santa Croce c’è chi difende a spada tratta don Sergio Rappo, il co-parroco accusato di violenza sessuale su un ventenne, ma dall’altra parte c’è anche chi racconta episodi inquietanti. Gli animi dei cittadini sono sconvolti per la notizia che ha investito la parrocchia. C’è chi è turbato perchè in quel sacerdote credeva e riponeva fiducia. Un uomo che a detta di molti si era dato tanto da fare per la comunità in tutti questi anni di servizio, aiutando le persone in difficoltà che andavano a bussare alla porta della coanonica. «Una notizia che ci ha colto di sorpresa e ci lascia perplessi – afferma Sergio Pianalto dell’omonima edicola di fronte alla chiesa -. Il parroco era molto stimato e apprezzato per il suo operato. Grazie a lui era sparita anche la gentaglia sospetta che alla sera girava qua in parrocchia». «Sentivo clienti ipotizzare – spiega il titolare di un esercizio commerciale di via Strasseggiare, cuore del quartiere – una possibile “vendetta” o una mal interpretazione da parte del ragazzo vittima, magari offesosi per altri motivi. In ogni caso sarà la giustizia a far luce sulla faccenda». Dall’altro lato però c’è anche chi si domanda come mai queste presunte attenzioni particolari verso i giovani non siano venute a galla prima. Dalle voci di quartiere sembrerebbe infatti che il sacerdote anche in anni passati avesse allungato un po’ troppo le mani su qualche giovane, con il solito pretesto “massaggi” reciproci. Informazioni che in questi giorni sono al vagli dei carabinieri per stabilirne la veridicità. «Questa estate una cliente – racconta un’altra negoziante – mi raccontò dell’episodio accaduto al figlio di conoscenti. Il ragazzo aveva avuto a che fare con don Sergio. Mi aveva parlato di strani massaggi in seguito ai quali il giovane non era più stato lo stesso e aveva dovuto addirittura sottoporsi a terapia psicologica».
    Silvia Dal Ceredo

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ungava_le_mani/

  • Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    L’INCHIESTA. La denuncia di un ragazzo di 20 anni di Torrebelvicino: ha segnalato il presunto stupro agli investigatori dell’Arma che hanno raccolto le testimonianze. Due gli episodi contestati al sacerdote, che nega il fatto più grave l’antivigilia di Natale: è già stato interrogato dal pm in Curia

    18/01/2012

    «Il prete ha abusato di me». Un’accusa pesantissima, quella che un giovane di Torrebelvicino ha rivolto al coparroco di S. Croce di Schio. Don Sergio Rappo, stimato sacerdote ed educatore di giovani, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pubblico ministero Antonella Toniolo. L’ipotesi a suo carico è la violenza sessuale aggravata. Il religioso, assistito dall’avv. Michele Carotta, è stato già interrogato dal magistrato: avrebbe ammesso di aver accarezzato il giovane, negando decisamente rapporti sessuali non consenzienti. LA DENUNCIA. È la mattina del 6 gennaio quando il giovane, 20 anni, si presenta in caserma dei carabinieri con il padre. Sono stati gli amici del bar “Anni Trenta” di Schio, dove si ritrova, a consigliarlo di parlarne in famiglia prima e con le forze dell’ordine poi, non appena hanno raccolto le sue confidenze. Il racconto fatto dal ragazzo ai carabinieri del capitano Massimo Ferrari presenta dei tratti sconvolgenti. «Ho conosciuto don Sergio attraverso un amico. Sono disoccupato, ho bisogno di soldi e sapevo con il prete pagava qualcosina quelli che vanno a dargli una mano. L’ho aiutato a distribuire i volantini di invito agli incontri parrocchiali, oppure a pulire l’oratorio di S. Croce. Mi dava 10 euro l’ora, una mancetta, come la chiamava lui». Ottenuta un po’ di confidenza dal ragazzo, che si recava in oratorio quasi tutti i giorni, don Sergio gli avrebbe fatto dei massaggi: «Mi diceva che avevo la muscolatura tesa». Poi il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di ricambiare. Di lì si sarebbe giunti agli atti sessuali, con toccamenti via via più spinti. Lo stupro sarebbe avvenuto il 23 dicembre. Il giovane sarebbe stato costretto al rapporto; si sarebbe lamentato col prete: «Se mi denunci i miei avvocati ti distruggono», mi ha riferito. «Penso mi sia accaduto un episodio del genere anche in un’altra circostanza, mi ricordo qualcosa, ma sono confuso». IL GIOVANE. Il ragazzo viene descritto come un sempliciotto. Magro e minuto, non avrebbe avuto la forza di resistere al prete. È parso in confusione e di certo dimostra meno, anche a livello intellettivo, dei suoi 20 anni: non fosse stato per gli amici non avrebbe sporto denuncia. In oratorio ha continuato ad andarci fino al 2 gennaio. Per questo gli inquirenti hanno preso le sue parole con le pinze. LE INDAGINI. I carabinieri della stazione, con il luogotenente Sergio Asciolla, hanno avvisato il magistrato ed avviato accertamenti. Hanno raccolto le testimonianze degli amici, hanno risentito il ragazzo quando si è un po’ tranquillizzato. Le prime indicazioni che hanno raccolto confermerebbero il drammatico racconto, arricchito via via di nuovi particolari. La denuncia presentata è infatti assai circostanziata, e corrisponde a quanto il ragazzo ha riferito agli amici che hanno cercato di aiutarlo. «Su loro consiglio ho inviato un ultimo sms a don Sergio in cui gli dicevo di vergognarsi per quello che mi aveva fatto». LA CURIA. Come previsto dalla normativa, quando don Sergio è stato iscritto sul registro degli indagati è stata avvisata anche la Curia con il vescovo Beniamino Pizziol. La notizia ha suscitato sconcerto in vescovado, ma la chiesa vicentina – in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine – non ha perso tempo. In via cautelativa don Sergio è stato trasferito immediatamente. In secondo luogo la Curia ha fatto sapere alla famiglia del giovane di Torrebelvicino che è pronta a stargli vicino e ad aiutarlo. Tutti, in questa fase, procedono con i piedi di piombo. L’accusa, infamante per chiunque, e soprattutto per un prete amato e benvoluto, è da dimostrare.
    Claudia Milani Vicenzi
    Diego Neri

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…te_in_oratorio/

  • «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    18/01/2012

    «L’ho accarezzato, ma non ho commesso nei suoi confronti alcuno stupro». Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Nanto, dal 2001 a S. Croce di Schio, è stato interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo. Come previsto dal Concordato fra Stato e Chiesa, il sacerdote è stato ascoltato non in procura ma in Curia a Vicenza. Con lui il suo difensore. Da quanto è trapelato l’indagato avrebbe ammesso dei contatti con il giovane, ma avrebbe negato qualsiasi forma di violenza sessuale. Sarà l’indagine a delineare meglio i contorni di quanto è accaduto. I carabinieri, infatti, proseguono gli accertamenti e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere sviluppi nell’inchiesta. Se la Curia non avesse spostato il coparroco, probabilmente sarebbe stata la procura a sollecitare qualche misura del genere per evitare che il religioso non solo potesse tornare in contatto con il ventenne, ma anche con altri suoi amici che vengono ascoltati in questi giorni in caserma. Fra l’altro, pare che sia stato proprio uno degli amici del giovane a indicargli l’oratorio come luogo in cui poter svolgere qualche lavoretto retribuito. «Ma mi disse anche – ha spiegato il denunciante – che a lui non pareva una buona idea, perchè il prete avrebbe preteso dei massaggi non meglio definiti». Don Sergio, davanti al magistrato, sarebbe parso molto provato per quelle accuse, e profondamente turbato. Da molti anni il sacerdote lavora a fianco dei giovani, meritandosi la stima di tanti ragazzi e delle loro famiglie, oltre che delle associazioni con le quali collabora. Educatori, animatori e laici che frequentano la parrocchia, oltre a tanti amici sacerdoti, sono rimasti increduli alla notizia di un’indagine nei confronti del prete. Il compito degli inquirenti sarà tutt’altro che semplice. Nel frattempo, è probabile che il giovane si rivolga ad un legale che lo assista nel corso delle indagini e dell’eventuale processo. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ualche_carezza/

    IL CASO

    Prete accusato di violenza sessuale
    Allontanato dalla parrocchia
    Lo denuncia un ventenne. Il religioso avrebbe preteso massaggi, carezze e rapporti

    SCHIO— Aveva bisogno di un lavoro e lo ha trovato in parrocchia, accolto da un sacerdote che poi però avrebbe voluto da lui massaggi, effusioni, carezze intime, molto intime, e rapporti sessuali. Un incubo vissuto a dicembre da un ventenne di Schio e raccontato alla famiglia e agli amici che hanno convinto il ragazzo a rivolgersi ai carabinieri per far sapere cosa era successo in quella canonica e per presentare denuncia. La querela è dei primi giorni dell’anno. Uno dei preti che era alla parrocchia di Santa Croce ora è indagato. Interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo che coordina l’inchiesta – in un confronto che avrebbe portato il religioso a qualche parziale ammissione – il sacerdote è già stato allontanato dalla sua parrocchia. L’intera vicenda spiegata dal giovane ai militari di Schio sarebbe accaduta lo scorso dicembre, dopo aver saputo da un amico che la parrocchia di Santa Croce cercava un aiutante per pulire la chiesa e la canonica. Il ventenne, disoccupato, a quel punto ha pensato di proporsi nonostante l’amico gli avesse riferito di ventilate tendenze omosessuali del prete e ha preso contatto con il religioso 59enne, ottenendo un posto di lavoro che gli mancava da tempo e dieci euro l’ora per le pulizie.

    I primi giorni non ci sarebbero stati problemi. Il sacerdote si era addirittura preoccupato di andarlo a prendere con la sua auto, gli aveva mostrato cosa fare, lo aveva pagato regolarmente. Presto però, il religioso si sarebbe offerto per massaggi al giovane che sarebbe anche stato pagato di più per questo. Massaggi subiti, racconta il ventenne, senza avere la forza di reagire. Ma i massaggi, poi, non sarebbero più stati sufficienti. Il sacerdote avrebbe infatti chiesto con insistenza carezze intime, sopra i pantaloni e poi dentro. La avrebbe pretese e ricambiate. Ma non bastava ancora. La vigilia di Natale le avances più pesanti. Il religioso avrebbe chiesto al giovane (che agli amici e alla famiglia ha detto di sentirsi soggiogato da quel prete) di recarsi in oratorio al pomeriggio per spostare alcune sedie, assieme ad un secondo ragazzo.

    La violenza si sarebbe verificata nel momento in cui il prete è riuscito a rimanere solo con il 20enne. Il religioso lo avrebbe immobilizzato, costretto ad essere sodomizzato e poi obbligato a non dire nulla a nessuno.Quella violenza, però, avrebbe dato la forza al ventenne di interrompere il lavoro in canonica e di raccontare quello che gli stava succedendo. Dopo la denuncia, sono iniziate le indagini per capire cosa sia successo al ragazzo e se ci siamo altre vittime di quel sacerdote accusato di violenza sessuale. Nelle scorse settimane al comando dei carabinieri di Schio sono stati sentiti numerosi residenti del quartiere, sia famiglie che ragazzini, alla ricerca di eventuali testimonianze su episodi simili. La parrocchia, dal canto suo, non ha voluto commentare.

    Andrea Alba
    18 gennaio 2012

    http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…912682154.shtml

    mercoledì 18.01.2012 ore 11.06


    «Già da tempo giravano strane voci Ora si faccia chiarezza sul suo conto»

    LE REAZIONI. Parrocchiani increduli. Stupore fra gli animatori dell’Azione cattolica ma c’è anche chi non si sorprende

    18/01/2012

    Un uomo alto e dal fisico possente. Aspetti che uniti al colletto sacerdotale potevano per certi versi offrire un’immagine rassicurante, come lo è stato per parecchi decenni di servizio sacerdotale. Un’immagine positiva che il religioso dava di sè e che è compromessa (la verità emergerà dall’aula) alla luce della clamorosa inchiesta. Don Sergio Rappo, sacerdote presente nella parrocchia di Santa Croce da una decina d’anni, avrebbe avuto un lato “oscuro” che nessuno poteva immaginare. Ma su questo punto le posizioni divergono, perché c’è chi sostiene che il sacerdote si è sempre comportato correttamente.
    Certo, dalle testimonianze raccolte tra i residenti, fedeli e commercianti del quartiere, è emerso che già da un paio d’anni circolavano voci sul suo conto, ma erano rimaste tali, senza che vi fosse mai stata una segnalazione da parte di presunte vittime. In più di un’occasione il sacerdote sarebbe stato gentile nei confronti di alcuni giovani parrocchiani, avvicinandoli con una certa facilità, e questo aveva dato adito a qualche sospetto subito però rientrato. Anche perché tra i suoi incarichi c’era anche quello relativo alla gestione dei gruppi dell’azione cattolica (Acr e Acg), oltre a quelli dei chierichetti e dell’organizzazione della sagra annuale. Per questo quelle indiscrezioni negative erano rimaste allo stato di chiacchiera.
    Come la presunta violenza sessuale subita la vigilia di Natale dal ragazzo ventunenne, anche le altre ipotizzate molestie, sulle quali i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per verificare l’attendibilità, si sarebbero verificate all’interno delle mura dell’oratorio, in un ambiente ritenuto da genitori e fedeli teoricamente “protetto”.
    Il sospetto, da provare, è che il sacerdote avrebbe allungato le mani in altre occasioni, come durante i campi estivi organizzati ogni anno dalla parrocchia. «Era ora che questa faccenda saltasse fuori – ha dichiarato un parrocchiano accigliato -. Già da qualche tempo si sentivano strane voci, speriamo che ora venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia».
    «Sapevamo di qualche divergenza d’opinioni con l’altro parroco, don Alessandro Burati – hanno affermato alcuni clienti in un negozio di via Strasseggiare – ma su questioni organizzative, non certo per cose così gravi, di cui onestamente non sapevamo nulla».
    Da alcuni giorni don Sergio non è più presente in parrocchia e dal consiglio pastorale di Santa Croce fanno sapere che è partito per degli esercizi spirituali. Tra le ultime attività svolte dal sacerdote ce n’è anche una relativa alla 26^ Giornata mondiale della gioventù di agosto. In quell’occasione il prete accompagnò una quarantina di giovani del vicariato di Schio per una veglia di preghiera al Santuario del Summano.
    Stupore da parte del mondo dell’Azione cattolica. «Ci sembra incredibile – affermano alcuni animatori -. Abbiamo sempre lavorato bene con don Sergio, e si è sempre dimostrato affidabile. Questa notizia ci lascia davvero sbigottiti»

    Silvia Dal Ceredo

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_sul_suo_conto/

    Cappellano militare e responsabile dei gruppi giovanili
    IL PERSONAGGIO. La figura del sacerdote

    18/01/2012

    Il capitano Massimo Ferrari e il luogotenente Sergio Asciolla| Don Rappo benedice il Famila

    Don Sergio Rappo, sacerdote di 59 anni, prestava servizio pastorale nella chiesa di Santa Croce da una decina d’anni, al fianco dell’altro parroco della comunità, don Alessandro Burati di una decina d’anni più vecchio, ma già da circa un anno si vociferava su un suo presunto spostamento dovuto ad una redistribuzione voluta dalla Diocesi.
    Tra le varie attività parrocchiali di cui si occupava c’erano anche quelle relative ai settori giovanili, come i gruppi dell’azione cattolica in oratorio, quelli per l’organizzazione della sagra annuale o ancora i chierichetti per le celebrazioni delle messe.
    Dai fedeli viene descritto come un uomo energico, preciso,dai modi a volte un po’ duri e diretti. Caratteristica particolare sarebbe la sua attenzione, definita da alcuni “maniacale”, per la pulizia e l’igiene, manifestata più volte e con toni severi in occasione della preparazione di pranzi parrocchiali.
    Da diversi anni inoltre don Sergio Rappo era entrato in contatto con il Famila Basket, per il quale benediceva la squadra ad ogni inizio stagione, visto che il Palacampagnola si trova nella parrocchia di S.Croce.
    Risulta inoltre iscritto all’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia. S.D.C.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…uppi_giovanili/

  • Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.

    Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.

    Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.
    Martedì 17 Gennaio 2012 20:30

    Sarebbero due i rapporti sessuali che la vittima, un ragazzo di 20 anni, disoccupato, che si era avvicinato alla parrocchia di Santa Croce a Schio per chiedere un’occupazione che gli facesse guadagnare qualche soldo, avrebbe avuto con Sergio Rappo, quel religioso che in chiesa i ragazzini che lo frequentavano, avevano soprannominato ‘Don Palpetta’.

    Il parroco è indagato dalla Procura di Vicenza con la pesante accusa di violenza sessuale. Chi lo accusa ha descritto nei minimi dettagli quegli incontri hard che il prete avrebbe avuto con lui, che inizialmente avrebbe taciuto per pudore. Per la vergogna di quanto aveva dovuto subire in quei minuti in cui il sacerdote, approfittando della sua forza fisica, lo sbatteva sulla scrivania, costringendolo a rapporti anali che il ventenne, ad un certo, punto, si sarebbe rifiutato di avere ancora.

    Don Rappa, secondo l’accusa, avrebbe anche raccomandato al ragazzo di non parlare con nessuno di quanto avveniva in oratorio. ‘Non ti conviene parlare e denunciarmi – avrebbe detto al giovane – ho conoscenze. Ne pagheresti le conseguenze a caro prezzo’. La vittima avrebbe vuotato il sacco nei giorni scorsi, rilevando i retroscena di una vicenda inquietante, torbida, quasi ai confini della realtà. Perchè i particolari di quegli incontri erano davvero agghiaccianti con quel parroco che sodomizzava il giovane, urlandogli quanto fosse bravo con il suo corpo a farlo ‘stare bene’.

    La vittima ha spiegato che avrebbe avuto uno dei rapporti persino la vigilia di Natale, con l’indagato che non perdeva occasione per palpeggiarlo e pretendere massaggi.
    Come ha riferito il ventenne, tutto sarebbe cominciato qualche settimana fa, quando avrebbe bussato alla porta della parrocchia Santa Croce per chiedere un lavoro. Da lì, l’offerta di don Sergio di fargli dare una mano in chiesa in cambio di denaro. Quindi, sarebbero iniziate le avance, fatte di piccoli palpeggiamenti e richieste di ‘attenzioni particolari”. Poi, l’invito a seguirlo in una casa per trovare un pò di intimità.

    L’epilogo, nell’ultimo incontro, durante il quale il ventenne, disorientato per quanto gli stava accadendo, si è rifiutato di avere un rapporto sessuale con il prete che a quel punto, lo avrebbe catapultato sulla scrivania dell’oratorio, gli avrebbe abbassato i pantaloni con forza, penetrandolo per oltre dieci minuti. Il sacerdote, per impedirgli di urlare, gli avrebbe tappato la bocca con le sue grosse mani.

    L’inchiesta della magistratura va avanti e pare siano già stati ascoltati diversi testimoni. Occorre capire se esistano altre vittime delle morbose attenzioni di don Sergio, che era parroco a Santa Croce dall’aprile 2001.

    Nella foto di S.M. il parroco indagato

    Schio. Abusa sessualmente di un giovane dell’oratorio. Indagato don Sergio Rappo di Santa Croce
    Martedì 17 Gennaio 2012 18:48

    Avrebbe abusato sessualmente di uno dei ragazzi che frequentava la sua parrocchia, costringendolo ad avere un rapporto intimo con lui. Nel giorno della vigilia di Natale. Sotto inchiesta è finito Sergio Rappo, 59 anni, parrocco di Santa Croce a Schio. Vittima dei fatti che hanno sconvolto la comunità religiosa, da dove il prete è stato allontanato, un ventenne che ha denunciato l’episodio, raccontando i particolari di quegli attimi drammatici in cui si sarebbe consumata la violenza. Rappo è indagato dalla Procura di Vicenza, pm Antonella Toniolo, che ha aperto un’inchiesta per accertare la fondatezza delle dichiarazioni del giovane scledense, che non avrebbe tralasciato alcun dettaglio nel riferire agli inquirenti, quanto accaduto il 24 dicembre. Il gravissimo episodio, all’interno dell’oratorio di Santa Croce, dove il parroco avrebbe prima iniziato con delle avance, cercando il consenso della vittima. Poi utilizzando la violenza, lo avrebbe costretto a quel rapporto sessuale, che probabilmente, non pensava sarebbe uscito dalla parrocchia. La vittima invece, ha trovato il coraggio di denunciare la violenza subita. Pare che il parrocco abbia parzialmente ammesso le accuse, ma c’è il massimo riserbo al momento sul ‘delicato episodio’, che ha lasciato inorriditi gli appartenenti alla comunità religiosa, dove un passaparola ha portato alla luce la turpe vicenda.

  • Schio, 20enne denuncia: “Il prete mi ha stuprato”

    Schio, 20enne denuncia: “Il prete mi ha stuprato”

    Un giovane ha accusato un prete della parrocchia di Santa Croce di averlo violentato. Il rapporto era iniziato come collaborazione lavorativa e poi degenerato con avances sempre più spinte

    di redazione 17/01/2012
    La chiesa di Santa Croce a Schio

    Gli aveva dato qualche piccolo lavoretto da fare, poi i rapporti di erano fatti sempre più confidenziali, sino al dramma dello stupro. Un giovane di 20 anni ha accusato un prete, che fino a pochi giorni fa officiava alla chiesa di Santa Croce di Schio, di averlo violentato in parrocchia.

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    Il rapporto fra i due era iniziato qualche tempo fa, quando il parroco aveva accettato di aiutare economicamente il giovane in cambio di qualche lavoro di manutenzione all’edificio. Poi, sempre sotto comenso, il ragazzo si era fatto fare un massaggio, poi via via toccare sempre più intimamente. Un giorno, improvvisamente, l’assalto e la violenza sessuale. In seguito alla denuncia, il religioso è stato allontanato su decisione della curia. Sul caso sta indagando il pm Antonella Toniolo.
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    Ventenne denuncia: “Violentato da un sacerdote”

    SANTA CROCE A SCHIO (VICENZA) – Prima le mance, poi i massaggi sempre piu’ espliciti e infine la violenza sessuale. E’ quanto ha raccontato ai Carabinieri un ragazzo di 20 anni puntando il dito contro un religioso che fino a pochi giorni fa svolgeva la sua funzione ecclesiastica nella parrocchia di Santa Croce a Schio (Vicenza).

    La vittima della presunta violenza sessuale ha riferito ai militari di aver accettato di svolgere piccoli lavori per la parrocchia, alla ricerca di qualche soldo in un periodo di disoccupazione. In questo modo sarebbe entrato in confidenza con il religioso che, di tanto in tanto, avrebbe aggiunto qualche decina di euro al compenso pattuito. In seguito il prete avrebbe trovato un pretesto per eseguire un massaggio al giovane.

    La situazione sarebbe in breve degenerata, con ripetuti toccamenti al termine dei quali il sacerdote avrebbe sempre aggiunto soldi ai compensi pattuiti. Improvviso, un pomeriggio, sarebbe arrivato l’assalto vero e proprio.

    Ora la vicenda e’ passata attraverso un primo interrogatorio del sacerdote, ascoltato in curia alla presenza di un legale dal pm berico Antonella Toniolo. In seguito alla denuncia le autorita’ religiose hanno deciso il suo allontanamento dalla parrocchia.
    17 gennaio 2012 | 19:25

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…erdote-1084550/

  • Il Vaticano ammette: abusi sui minori, ma nessuno paga. A tre anni dalle denunce prime verità sull’Istituto Provolo di Verona

    Il Vaticano ammette: abusi sui minori, ma nessuno paga. A tre anni dalle denunce prime verità sull’Istituto Provolo di Verona

    di Paolo Tessadri da il Fatto quotidiano

    Il Vaticano ora ammette: ci furono abusi sessuali su molti bambini sordi. A commetterli furono preti pedofili, in un numero ancora imprecisato. Il più grande scandalo di pedofilia nella Chiesa in Italia imbocca la strada della verità. La sentenza di condanna della Santa Sede arriva a tre anni dalla denuncia di 67 ex allievi dell’Istituto religioso Provolo di Verona contro 25 religiosi appartenenti alla Congregazione della Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti, che dipende direttamente dalla Santa Sede. Quindici vittime ebbero anche il coraggio di testimoniare gli abusi in video e alcuni li raccontarono senza coprirsi il viso. Rivelazioni sconvolgenti, in cui descrivevano mezzo secolo di sevizie, perfino sotto l’altare, in confessionale, nei luoghi più sacri della fede.

    CON LA LETTERA, inoltrata attraverso la Curia di Verona, e firmata da monsignor Giampietro Mazzoni, vicario giudiziale, ossia il magistrato del Tribunale ecclesiastico della diocesi, il Vaticano riconosce la verità delle accuse dei sordi e chiede esplicitamente scusa e perdono. E informa dei provvedimenti adottati dalla Congregazione per la dottrina della fede nei confronti dei religiosi. Punizioni, per voce delle vittime sordomute, un po’ troppo blande e contraddittorie. “Il sentimento che prevale di fronte a questa triste vicenda – si legge nella missiva – è innanzitutto di profonda solidarietà nei confronti delle vittime di abuso, che anche in ragione della loro particolare condizione, hanno portato dentro di sé lunghi anni in silenzio una sofferenza difficilmente descrivibile. A loro e alle loro famiglie va una umile richiesta di perdono. La vicenda suscita nello stesso tempo una grande amarezza: alcuni di coloro che erano chiamati a custodire e proteggere dei ragazzi particolarmente provati dalla vita ne hanno vergognosamente abusato”.

    SCONFESSA di fatto il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che in un primo momento si era scagliato contro i sordomuti, parlando di menzogne e anche chi aveva retto il suo gioco, vale a dire il giornale dei vescovi, Avvenire, che aveva alimentato ulteriori dubbi sulla vicenda. Zenti aveva parlato di “cattiverie, strumentalizzazioni e ricatto di carattere economico”, costretto poi a fare retromarcia in seguito alla presentazione di una querela da parte dei sordomuti. Ciononostante, “non ha impedito, pur con lentezze forse eccessive, che la Chiesa prendesse in seria considerazione le accuse”, scrive oggi il Vaticano. Implicitamente si fa riferimento a un cambio di rotta di Papa Ratzinger rispetto al suo predecessore sui tempi degli abusi nella Chiesa: “Un segno inequivocabile dell’impegno della Chiesa nel fare piena luce su questa vicenda”. Si fa poi riferimento ai provvedimenti della Santa Sede. Si citano i vari religiosi coinvolti e identificati, circa una decina, ad altri non identificati, o deceduti oppure dimessisi nel corso degli anni.

    Per nessun sacerdote in vita è stato previsto la riduzione allo stato laicale. A don E.P., “vista l’età è stato sanzionato dalla Santa Sede con precetto penale che comporta una vita dedita alla preghiera e alla penitenza e il divieto di qualsiasi contatto con minori e l’assidua sorveglianza da parte dei responsabili individuati dal vescovo di Verona”. A un altro, quello che davanti alle telecamere aveva sconfessato ogni abuso, “ha formulato una formale ammonizione canonica che comporta una stretta vigilanza da parte dei responsabili sui suoi comportamenti”. Per il Vaticano pare sia solo una prima tranche d’indagine di una più ampia che riguarda altri ecclesiastici, per i quali la “Santa Sede ha richiesto documentazione, tuttora in esame presso la Congregazione per la dottrina della fede”. Per alcuni, come per L.G., “ricoverato in una casa di riposo. Nessun provvedimento stante la sua condizione, è stato preso nei suoi confronti”. Riguardo alle accuse di un sordomuto si scrive che sono “affette da incoerenza e contraddizione e non sono attendibili”.

    Poco dopo, però, si legge che “ciò non toglie che lui abbia subito degli abusi”. Perché si mette in dubbio la testimonianza di questo sordomuto, che oggi ha circa 60 anni? Perché ha coinvolto negli abusi l’ex vescovo di Verona, Giuseppe Carraro, per il quale è in atto la beatificazione. E anche in quel caso il vescovo di Verona si era scagliato duramente contro le vittime: “La beatificazione non sarà bloccata” aveva fatto trapelare da un monsignore della sua diocesi veronese. Tuttavia la Congregazione della fede “aveva disposto di sospendere il processo di beatificazione” in un primo momento e adesso il via libera.

    MA OLTRE alla prima vittima, ce n’è una seconda che accusa il vescovo Carraro. Un uomo di 62 anni, sordomuto, che ha frequentato l’istituto Provolo di Verona e di Chievo dal 1956 al 1968.

    Ecco la sua testimonianza. “All’età di 15 anni, durante le lezioni, don D.S. mi fece uscire dall’aula e mi accompagnò in infermeria, che si trovava all’ul – timo piano dell’istituto, dicendomi che doveva medicarmi. Mi fece entrare e se ne andò e in infermeria c’era il vescovo Giuseppe Carraro, lo stesso che mi aveva cresimato. Mi offrì delle caramelle e mi accarezzò, poi mi disse di togliermi i pantaloni e le mutande. Mi toccò i genitali e mi masturbò. La stessa cosa si è ripetuta a distanza di qualche mese. In istituto ho avuto rapporti sessuali anche con i miei compagni. Uno di questi, P.D., mi disse che don D.S. lo aveva portato in infermeria dove c’era il vescovo Carraro, che lo aveva sodomizzato. Mi ha detto che gli aveva fatto molto male… P.D. ha avuto due incontri, mi aveva detto, con Carraro. Lui è stato violentato anche da preti del Provolo, prima che se ne andasse nel 1966. Ha avuto molti problemi, era depresso e alcolizzato. È stato trovato impiccato a casa sua nel gennaio del 1991”.

    http://www.infonodo.org/node/35175

  • Estorsione al prete: 3000 euro per non rivelare “la loro relazione”, il caso in tribunale

    Estorsione al prete: 3000 euro per non rivelare “la loro relazione”, il caso in tribunale

    PADOVA / Ha chiesto il patteggiamento il 52enne padovano accusato di aver estorto denaro ad un sacerdote sotto la minaccia di rivelare una loro presunta relazione. Il ricatto durato un paio di anni era stato scoperto dalla polizia municipale. Il prete aveva ammesso di aver pagato 3000 euro al 52enne per evitare di essere infangato dalle accuse non vere. E così è stata rinviata al prossimo 19 gennaio l’udienza preliminare apertasi nelle scorse ore nei confronti del 52 enne.
    Durante l’udienza preliminare in tribunale l’uomo ha chiesto di patteggiare e il processo è stato rinviato a gennaio. L’imputato, che ha chiesto di essere ammesso al patteggiamento della pena, avrebbe minacciato più volte scottanti rivelazioni ai superiori ecclesiastici del sacerdote che avrebbe pagato per “comperare” quel silenzio.

    Leggi tutto: http://www.cronacalive.it/estorsione-al-pr…l#ixzz1eYZ9tU88

    http://www.cronacalive.it/estorsione-al-pr…l#axzz1eYYjFqhR

  • Prete accusato di violenza sessuale e molestie rinviato a giudizio

    Prete accusato di violenza sessuale e molestie rinviato a giudizio

    Rovigo, 2 novembre 2011 – Il Gip del tribunale di Rovigo, Carlo Negri su richiesta del pm Sabrina Duò ha rinviato a giudizio don Lauro Manzin, prete di 52 anni, residente a Lendinara per violenza sessuale e molestie. Ex parroco a Villamarzana e, prima ancora a Saguedo, il sacerdote negli ultimi anni si è occupato, come responsabile dell’associazione ‘La Tenda onlus’, di una ‘casa famiglia’ che è a Lendinara. Una struttura in cui vengono accolte donne vittime di tratta e altre forme di sfruttamento. Don Lauro Manzin è noto per il suo impegno a favore di queste persone, ex prostitute o minori, che hanno avuto vite segnate dal disagio e da problemi di tossicodipendenze.

    La vicenda risalirebbe al marzo e al maggio 2009. Teatro dei fatti sarebbe stata sempre la ‘casa famiglia’ di Lendinara. Secondo l’accusa il prete, in occasione di un incontro organizzato durante il Sinodo, cui partecipavano numerose famiglie, avrebbe palpeggiato una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti, che si era recata all’incontro in compagnia dei familiari. L’episodio sarebbe emerso, quasi per caso, all’interno di un’altra indagine, effettuata dalla Squadra Mobile di Rovigo, per una denuncia di tentata estorsione. Secondo la minorenne, in altre occasioni, in particolare durante la confessione, il sacerdote le avrebbe rivolto domande sulle sue fantasie sessuali.
    Ad accusare il sacerdote, oltre alla ragazza minorenne, due ospiti della ‘casa famiglia’, giovani donne, una romena, un’altra italiana, tutte rappresentate dall’avvocato Giampietro Berti.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/11/02/612403-prete_accusato_violenza.shtml