Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Triveneto

  • Sostituzione via “Monsignor Giuseppe Carraro” con via “Vittime Silenziose”

    Sostituzione via “Monsignor Giuseppe Carraro” con via “Vittime Silenziose”

    Lo scandalo dell’istituto Provolo, scoppiato con l’inchiesta pubblicata dall’Espresso in data 22 gennaio 2009, rivelò che Verona era stata sede del più grave scandalo di pedofilia reso noto in Italia. 15 ex allievi del Provolo inviarono le loro testimonianze all’Espresso dopo essersi rivolti, invano, al vescovo di Verona e ai vertici del Provolo. Entravano nell’istituto a sei, sette, dieci, dodici anni. Avrebbero dovuto ricevere cure, educazione e sostegno. Invece, ricevevano violenze e abusi. Le testimonianze sono raccapriccianti. Rapporti sodomitici nei bagni, nelle camere dei preti, in confessionale, sotto l’altare. Le vittime che hanno denunciato gli abusi sono 67, un numero impressionante. Violentati da sacerdoti e fatelli laici, da soli o in gruppo, costretti con punizioni fisiche e con percosse. Accusato anche l’ex vescovo Giuseppe Carraro, per il quale era in corso il processo di beatificazione.

    Il comune di Verona, prima che il caso scoppiasse, aveva dedicato una via a monsignor Giuseppe Carraro, ora implicato nello scandalo. Monsignor Giuseppe Carraro, comunque, era stato vescovo di Verona dal 1958 al 1978, periodo nel quale si verificarono le sevizie e le violenze a danno dei piccoli allievi dell’Istituto Provolo.

    I danni fisici e psichici subiti dalle giovani vittime sono irreparabili. Finora nessuna giustizia è stata fatta. I sottoscritti cittadini vogliono contribuire in piccola misura a risarcire moralmente le vittime e a rendere loro in piccola parte giustizia firmando la seguente petizione.

  • Rovigo. Prete ricattato dall’amante marocchino. 3 anni e 5 mesi, Preti gay sempre più fonte di ricatti a luci rosse

    Rovigo. Prete ricattato dall’amante marocchino. 3 anni e 5 mesi, Preti gay sempre più fonte di ricatti a luci rosse

    ROVIGO – Sulle prime aveva pagato. Poi, dopo aver consegnato a un giovane marocchino decine di migliaia di euro, si era ribellato. Alla fine dell’agosto dello scorso anno un attempato sacerdote che vive in un paese del Delta, stanco di essere ricattato con la minaccia di rendere pubbliche immagini hard, foto e filmati di rapporti omosessuali, si era rivolto ai carabinieri. Ora la vicenda giudiziaria che ne è seguita finisce in Cassazione.

    Quando il religioso aveva presentato denuncia, l’estorsione a luci rosse andava avanti da mesi. I pagamenti erano avvenuti a tranche ma non per questo erano stati meno impegnativi. Il conto in banca si era a poco a poco assottigliato e il sacerdote non sapeva più come far fronte alle esigenze crescenti del suo tormentatore. A un certo punto, di fronte a quelle richieste senza fine, deve aver capito che esaudirle non faceva che alimentarle. Probabilmente ha anche vinto la vergogna per dover rendere pubblica una vicenda così scabrosa che lo vedeva coinvolto.

    La “confessione” ai carabinieri. Fatto sta che è uscito dalla canonica e si è diretto in caserma. Ai militari della stazione del paese il prete ha raccontato ogni cosa. I carabinieri lo hanno istruito a preparare una trappola per il ricattatore. Quando il marocchino si è fatto vivo, quindi, il religioso ha finto di acconsentire e si è detto disposto, ancora una volta, a pagare. I due si erano dati appuntamento in un luogo appartato. Allo scambio, nascosti, c’erano anche i militari che avevano studiato la regia nei dettagli.

    La trapola per il ricattatore. Il marocchino si era presentato accompagnato da un amico romeno. Nel momento i cui il sacerdote ha passato al giovane le banconote concordate, i carabinieri sono usciti allo scoperto. Per i due stranieri, il marocchino, M.S, e il romeno, G.G, sono scattate le manette. I due compari hanno avuto sorti diverse. Il romeno, interrogato dopo l’arresto, era riuscito a dimostrare allo stesso pubblico ministero, Stefano Longhi, di essere estraneo all’estorsione. Aveva semplicemente incontrato l’amico e l’aveva accompagnato. A questo punto era stato prosciolto dalle accuse. Sorte diversa per il marocchino, incastrato dalla testimonianza del sacerdote e da numerose circostanze. A giudizio, il giovane aveva deciso di patteggiare tre anni e cinque mesi di reclusione. Ma ora il legale che lo assiste ci ha ripensato e contro quella decisione ha presentato il ricorso in Cassazione.
    Domenica 07 Agosto 2011 – 10:13 Ultimo aggiornamento: 18:06

    www.gazzettino.it/articolo.php?id=158799&sez=NORDEST

  • Verona, la manifestazione degli ex alunni del Provolo

    Verona, la manifestazione degli ex alunni del Provolo

    Venerdì scorso un gruppo di nostri soci ha partecipato alla manifestazione di solidarierà con gli ex alunni dell’Istituto Provolo, portando due bandiere del circolo e tre cartelloni. La nostra presenza era citata nella cronaca dell’Arena del giorno seguente. C’era un gruppo di aderenti al partito radicale, con alcuni dirigenti nazionali, tra i quali l’on. Maurizio Turco, che ha brevemente parlato in piazza Bra alla fine della manifestazione. Molti erano gli ex alunni del Provolo. E’ rimasto deluso chi aspettava di vedere il vescovo Zenti con qualche prete o il sindaco Tosi o esponenti politici veronesi. Abbiamo avuto modo di conoscere e di parlare con esponenti delle associazioni promotrici della manifestazione e con ex alunni del Provolo che hanno avuto il coraggio di testimoniare la loro terribile esperienza infantile. Venerdì scorso è mancata la solidarietà da parte della città di Verona. Tuttavia, abbiamo apprezzato l’applauso corale da parte dei clienti di un bar, mentre una signora gridava: “siamo con voi”. Più avanti un signore si è permesso di dire: “Perché hanno aspettato cinquant’anni per parlare?” ed una signora rispondergli: “meglio tardi che mai”. Se la verità fosse dipesa dalla chiesa cattolica, avremmo aspettato per l’eternità. Il vescovo era stato informato da un anno e mezzo della vicenda, la Curia da tre, prima che lo scandalo di sacerdotale pedofilia fosse denunciato dall’Espresso. Invece, Zenti in una conferenza stampa cadeva dalle nuvole e diceva: “È una vicenda che ci ha lasciato sgomenti , sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne” e ancora: “Una vicenda losca, chiamare in causa monsignor Giuseppe Carraro (vescovo dal 1958 al 1978), per il quale è stata avviata la causa di beatificazione, dicendo che un ragazzino fu accompagnato qui e nel salone dell’Episcopio, dove sto parlando, venne abusato. Questo racconto da solo smonta tutto il teorema” (Gazzettino 23/1/2009). E quell’ex ragazzino, al quale è stata rubata la fanciullezza, l’abbiamo conosciuto durante la manifestazione. Però, adesso, la causa di beatificazione del vescovo Carraro è stata bloccata, anche se continua ad essergli dedicato il grosso centro in riva all’Adige che produce servizio ricettivo e di ristorazione senza pagare l’Ici.

    Dalla Newsletter del circolo UAAR di Verona

    http://www.uaar.it/news/2011/07/03/verona-manifestazione-degli-alunni-del-provolo/

  • Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    PROTESTA. In piazza Bra manifestazione nazionale delle vittime di violenza sessuale. Il caso era esploso due anni fa. I sordomuti: «La Chiesa copre i religiosi». Il giudice Sannite a Matrix: «A Verona tre sacerdoti hanno ammesso gli abusi»
    02/07/2011

    La manifestazione nazionale sordomuti contro i preti pedofili FOTO MARCHIORI

    Una lunghissima corda, il filo al quale tutti si sono aggrappati percorrendo via Provolo, via Roma per arrivare infine in Bra. Un filo che ha legato gli ex allievi dell’istituto sordi Provolo ai rappresentanti dell’unione atei e agnostici razionalisti di Verona i parlamentari radicali Turco e Farina Coscioni, Pontesilli, segretario di Anticlericale.net, di associazioni come La colpa e Survivor’s voice europe. Un corteo che per la seconda volta è stato organizzato a Verona, per sostenere chi ha denunciato di aver subito violenze sessuali e fisiche e per chiedere che la Chiesa non protegga i sacerdoti che hanno commesso abusi.
    Da una parte loro, gli ex allievi sordi che dagli anni Cinquanta e fino al 1984 frequentarono il Provolo, loro e i racconti di attenzioni morbose, di percosse e umiliazioni, dall’altra la richiesta che oltrepassa il confine della città e arriva a Roma, al Vaticano.
    «Chiediamo che i cattolici italiani che hanno subito violenze da parte di religiosi siano trattati come i cattolici americani, belgi, inglesi», l’intervento del deputato Maurizio Turco, «che alle vittime di abusi italiane sia riconosciuto il diritto alla verità, che possano avere accesso agli atti redatti da commissioni indipendenti». Una marcia non solo per gli ex allievi del Provolo, una giornata per ricordare le altre vittime di religiosi pedofili. «È arrivato il momento di fare uno scatto in avanti, il silenzio deve smettere ed è indispensabile conoscere gli atti redatti dalle commissioni», ha aggiunto Carlo Pontesilli, «da sempre il nostro sostegno va a chi ha subìto e la cui vita è stata sconvolta».
    Quel filo retto da un centinaio di mani, legati gli uni agli altri e che rappresenta il simbolo di una richiesta, l’ennesima al Vaticano, avanzata dagli ex allievi dell’istituto veronese: «Roma si esprima in fretta dopo che la commissione curiale istituita nel 2010 e presieduta dal dottor Mario Sannite (il magistrato già presidente della sezione penale del tribunale di Verona, ndr) ha ascoltato le vittime». Un silenzio che per gli ex allievi del Provolo diventa ancor più difficile da accettare dopo che in maggio, nel corso di una puntata di Matrix dedicata alla pedofilia, il dottor Sannite dichiarò che «almeno tre tra preti e religiosi avevano commesso abusi. Alla commissione i sordi hanno fatto il nome dei preti e dei fratelli laici coinvolti: questi», sostengono gli ex allievi, «sono ancora all’istituto e nessun provvedimento nei loro confronti è stato preso». Chiedono che crolli quel «muro di omertà» che li offende, quel muro che si incrinò nel 2009, quando i racconti degli ex allievi vennero pubblicati. E da allora aspettano.

    http://www.larena.it/stories/Home/266449_p…preti_pedofili/

     

  • Commissione d’inchiesta indipendente sull pedofilia clericale, Proposta dal grupo di vittime “La Colpa”

    Commissione d’inchiesta indipendente sull pedofilia clericale, Proposta dal grupo di vittime “La Colpa”

    di Gruppo La Colpa

    Sabato 21 maggio 2011 a Roma, presso la sede del Partito Radicale, si è tenuto il secondo incontro nazionale de La Colpa, gruppo di vittime della pedofilia clericale. La condivisione delle testimonianze di persone giunte da tutta Italia ha consentito di raggiungere il primo obiettivo del gruppo, l’attenzione e la solidarietà verso le vittime in un contesto protetto e familiare che ha visto anche la partecipazione dei fondatori della sezione europea dell’organizzazione americana Survivors voice (Sue Cox e Ton Leerschool). La riunione è stata l’occasione per la presentazione del multimedia e del progetto fotografico sui sopravvissuti alla pedofilia clericale realizzato da Silvia Amodio. La giornata è stata caratterizzata anche dagli interventi di professionisti ed esperti qualificati, che hanno affrontato i temi delle problematiche legali della pedofilia clericale (avv. Sergio Cavaliere), dei traumi psicologici dell’abuso (dott. Ascanio Trentini), dell’atteggiamento omertoso del Vaticano rispetto alle norme della legalità internazionale (on. Maurizio Turco). Nel corso dell’incontro è intervenuto il dott. Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus che ha collaborato all’organizzazione dell’evento, il quale ha illustrato in maniera particolare il percorso e l’azione compiuta in occasione del recente processo a carico di don Ruggero Conti a Roma. L’incontro si è chiuso con la richiesta d’istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sulla pedofilia clericale in Italia, presentata durante la manifestazione che si è svolta nel pomeriggio di fronte alla Camera dei Deputati, e con l’annuncio dei prossimi eventi: la marcia di Verona del 1 luglio (per chiedere giustizia nei confronti degli abusi compiuti nell’Istituto Provolo e per l’istituzione di una giornata della memoria delle vittime italiane di reati di pedofilia commessi da religiosi), la marcia della National Secular Society di Londra in settembre e il secondo incontro internazionale promosso da Survivors voice a Roma per il 31 ottobre 2011

    Venerdì 27 Maggio,2011 Ore: 18:55

  • Pedofilia: procura Bolzano apre fascicolo su prete sospeso Con l’ipotesi di reato di violenza sessuale su minori

    Pedofilia: procura Bolzano apre fascicolo su prete sospeso Con l’ipotesi di reato di violenza sessuale su minori

    30 marzo, 18:34

    (ANSA) – BOLZANO, 30 MAR – La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo nei confronti del sacerdote altoatesino, sospeso dalla curia. L’ipotesi di reato e’ di violenza sessuale su minori. Lo ha detto il procuratore di Bolzano Guido Rispoli. Ci sarebbero alcuni comportamenti ”discutibili” del sacerdote nei confronti dei bambini. Si tratterebbe di ”contatti”, avvenuti durante l’esercizio della sua funzione di sacerdote e insegnante. La segnalazione e’ partita dai servizi sociali della comunita’ comprensoriale ed e’ arrivata ieri in procura. (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/tre…1529355033.html

  • Bolzano: Pedofilia, Curia denuncia parroco Martin Steiner. La Procura: è innocente, PM chiedono archiviazione

    Bolzano: Pedofilia, Curia denuncia parroco Martin Steiner. La Procura: è innocente, PM chiedono archiviazione

    Padre Martin Steiner, prete dell’Ordine Teutonico, a due manifestazioni degli ultranazionalisti altoatesini (Schutzen) del 2006 e 2009:

    La diocesi di Bolzano in passato si è distinta per aver protetto e difeso alcuni preti pedofili

    1) don Giorgio Carli (condannato in Cassazione al risarcimento civile, reato prescritto), dice ancora messa, essendo stato reintegrato:http://laici.forumcommunity.net/?t=25579021

    2) don Hansjoerg Rigger, teologo condannato in primo grado e in appello per pedopornografia: http://laici.forumcommunity.net/?t=10663858

    3) don Peter Gschnitzer, che ha patteggiato per pedopornografia: http://laici.forumcommunity.net/?t=20509098

    4) Nel caso di don Alois Kranebitter, protetto dal vescovo Gargitter, è intervenuta la sospensione da parte del vescovo Golser:http://laici.forumcommunity.net/?t=38608151

    5) nel caso di una suora pedofila l’istituto in provincia di Bolzano ha risarcito la vittima con …. 1.500 €: http://laici.forumcommunity.net/?t=39571525

    Da notare che la diocesi ha da tempo invitato le v ittime a denunciare i preti alla diocesi (anziché alla magistratura): http://laici.forumcommunity.net/?t=36060993


    Pedofilia: curia sospende prete e lo denuncia alla procura
    La Diocesi: ”Decisamente dalla parte dei minori’
    30 marzo, 10:45

    (ANSA) – BOLZANO, 30 MAR – Un parroco altoatesino sospettato di ”inopportuni contatti” con alcuni bambini e’ stato sospeso dall’incarico e la curia stessa ne ha dato segnalazione alla procura. Il religioso sarebbe stato segnalato dai genitori di Vilpiano, un paesino nella valle dell’Adige fra Bolzano e Merano. ”Queste decisioni – sottolinea la curia – non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla Diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”.

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/tre…1529445522.html

    30-03-2011
    BOLZANO: DIOCESI SOSPENDE PARROCO VILPIANO, ANCHE DALL’INSEGNAMENTO

    (ASCA) – Bolzano, 30 mar – ”La Diocesi auspica che la questione si chiarisca al piu’ presto”. Cosi’ in una nota la curia diocesana di Bolzano e Bressanone, in merito lla notizia – ”appresa con grande rammarico” – di una segnalazione da parte di alcuni genitori nei confronti di p.

    Martin Steiner OT, parroco di Vilpiano. Nei giorni scorsi alcuni genitori hanno notificato per iscritto i timori che da parte del religioso ci siano stati inopportuni contatti con alcuni bambini, sia durante le lezioni di religione presso la scuola elementare di Nalles, che in parrocchia. ”La Diocesi, prendendo sul serio questa segnalazione e avendo come compito primario il bene dei minori, ha parlato con il religioso, con la Sovrintendenza scolastica e con il Superiore dell’ordine religioso; anche la Procura e’ stata informata”, si legge nella nota. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Vilpiano e’ stato informato dalla Diocesi che la Sovrintendenza scolastica ha sospeso p. Martin Steiner dall’insegnamento della religione, e che e’ stato temporaneamente esonerato dall’incarico di parroco. ”Per il momento sara’ il decano di Terlano, don Josef Leiter, a guidare la parrocchia di Vilpiano in qualita’ di amministratore parrocchiale. Queste decisioni non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla Diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”, afferma ancora la nota della curia. ”La Diocesi si impegna per una cultura attenta a promuovere una pedagogia che favorisca la crescita della personalita’ di ogni bambino e giovane. C’e’ comunque da tener in considerazione il fatto che nei quotidiani rapporti non si deve arrivare a colpevolizzare qualsiasi contatto fisico e occorre il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza”.

    www.asca.it/regioni-BOLZANO__DIOCES…O-594352–.html

    Abusi,prete sospeso e denunciato dalla diocesi

    Un parroco altoatesino sospettato di «inopportuni contatti» con alcuni bambini è stato sospeso dall’incarico e la curia stessa ne ha dato segnalazione alla procura.

    VATICANISTA DE LA STAMPA

    ”la diocesi auspica che la questione si chiarisca al piu’ presto”. cosi’ in una nota la curia diocesana di bolzano e bressanone, in merito lla notizia – ”appresa con grande rammarico” – di una segnalazione da parte di alcuni genitori nei confronti di p. martin steiner ot, parroco di vilpiano. nei giorni scorsi alcuni genitori hanno notificato per iscritto i timori che da parte del religioso ci siano stati inopportuni contatti con alcuni bambini, sia durante le lezioni di religione presso la scuola elementare di nalles, che in parrocchia. ”la diocesi, prendendo sul serio questa segnalazione e avendo come compito primario il bene dei minori, ha parlato con il religioso, con la sovrintendenza scolastica e con il superiore dell’ordine religioso; anche la procura e’ stata informata”, si legge nella nota. il consiglio pastorale parrocchiale di vilpiano e’ stato informato dalla diocesi che la sovrintendenza scolastica ha sospeso p. martin steiner dall’insegnamento della religione, e che e’ stato temporaneamente esonerato dall’incarico di parroco. ”per il momento sara’ il decano di terlano, don josef leiter, a guidare la parrocchia di vilpiano in qualita’ di amministratore parrocchiale. queste decisioni non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”, afferma ancora la nota della curia. ”la diocesi si impegna per una cultura attenta a promuovere una pedagogia che favorisca la crescita della personalita’ di ogni bambino e giovane. c’e’ comunque da tener in considerazione il fatto che nei quotidiani rapporti non si deve arrivare a colpevolizzare qualsiasi contatto fisico e occorre il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza”.

    www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…ne=524&sezione=

    Vilpian: Pater Martin Steiner nach Vorwürfen entpflichtet

    Schwere Vorwürfe haben Eltern von Schülern der Grundschule Nals gegenüber Pater Martin Steiner, Pfarrer von Vilpian und Religionslehrer in Nals, erhoben.

    In einem Brief äußerten sie den Vorwurf, dass es sowohl während des Religionsunterrichtes als auch in der Pfarrei zu einer „Grenzverletzung“ von Seiten des Ordensmannes gegenüber Kindern gekommen sei.

    Konkret sprachen die Eltern von einer „Unterschreitung der körperlichen Distanz“, wie die Diözese Bozen-Brixen heute in einer Presseaussendung informiert. Die Diözesan-Leitung zeigt sich darin von den eingegangenen Vorwürfen betroffen.

    „Weil die Diözesanleitung diese eingegangenen Vorwürfe ernst nimmt und das Wohl der Kinder als primäres Ziel vor Augen hat, wurde bereits Kontakt mit dem Betroffenen, mit Schulamt und mit dem Ordensoberen aufgenommen. Auch die Staatsanwalt ist informiert“.

    „Keine Vor-Verurteilung“

    Der Pfarrgemeinderat von Vilpian sei von der Diözesanleitung darüber in Kenntnis gesetzt worden, „dass P. Martin Steiner vom Schulamt bis zur Klärung der Vorwürfe vom Religionsunterricht suspendiert worden ist und, dass er als Pfarrer vom Pfarrauftrag auf unbestimmte Zeit entpflichtet wurde. Bis auf weiteres wird Dekan Josef Leiter, Dekan von Terlan, als Pfarradministrator die Pfarrei Vilpian leiten“, schreibt die Diözesanleitung.

    Diese Entscheidungen seien keine Vor-Verurteilung, sondern zeugten vielmehr davon, dass es der Diözesanleitung darum geht, als Kirche sich ganz entschieden schützend vor die Kinder zu stellen.

    „Kultur des aufmerksamen Hinschauens“

    „Die Diözesanleitung setzt sich für die Pflege einer Kultur des aufmerksamen Hinschauens ein und fördert eine Pädagogik, die sich der Stärkung der Persönlichkeit jedes einzelnen Kindes und Jugendlichen verpflichtet weiß. Dabei gilt aber auch zu beachten, dass bei der Gestaltung von alltäglichen Beziehungen es nicht das pädagogische Ziel sein kann, dass Berührungen tabuisiert werden“, unterstreicht die Diözesanleitung.

    Die Frage nach der richtigen Balance zwischen Nähe und Distanz stelle in Erziehungs- und Bildungsprozessen eine dauernde Herausforderung dar.

    „Wir hoffen, dass die Vorwürfe und die Sachlage möglichst bald geklärt werden“, so die Diözesanleitung abschließend in ihrer Presseaussendung.

    Der 39-Jährige Pater Martin Steiner war 1999 zum Priester geweiht worden und seit 2006 als Gemeindepfarrer tätig

    Traduzione di Google:

    Vilpiano: Padre Martin entpflichtet Steiner in seguito ad accuse

    gravi accuse hanno sollevato i genitori degli alunni della scuola primaria di Nalles contro Padre Martin Steiner, parroco di Vilpiano e insegnante di religione di Nalles.

    In una lettera ha espresso la critica che vi era stata, sia durante l’insegnamento della religione e nella parrocchia di una “violazione di confine” da parte di un uomo religioso nei confronti dei bambini.

    In particolare, i genitori ha parlato di un “sotto la distanza fisica”, come la diocesi di Bolzano-Bressanone informato oggi in un comunicato stampa. La leadership diocesano dimostrato dal fatto colpiti dalle accuse ricevute.

    “Perché la leadership diocesano hanno ricevuto accuse sul serio e ha il benessere dei bambini come un obiettivo primario in mente era già in contatto con la persona in questione con le autorità scolastiche e ai Superiori religiosi. Il pubblico ministero è informato “.

    “No pre-condanna”

    Il consiglio parrocchiale di Vilpiano era stato informato della leadership diocesano consiglia, inoltre, “che era stato sospeso Martin P. Steiner, le autorità scolastiche a chiarire le accuse di educazione religiosa è e che era il parroco come ordine entpflichtet a tempo indeterminato. Fino a nuovo avviso, Dean Giuseppe è direttore, preside di Terlano a guidare la parrocchia come amministratore parrocchiale Vilpiano, “la leadership diocesano.

    Queste decisioni non sono pre-condanna, ma piuttosto ha testimoniato che la guida della diocesi si presenta come una chiesa stanno decisamente per la protezione contro i bambini.

    “Cultura della Guardando bene attento”

    “La leadership diocesana si impegna a mantenere una cultura di un attento monitoraggio e promuove una pedagogia che sappia rafforzare la personalità di ogni bambino e dei giovani richiesti. E ‘però anche importante notare che la progettazione dei rapporti quotidiani, non può essere l’obiettivo formativo che tocca sono tabù “, afferma la leadership diocesano.

    La questione del giusto equilibrio tra intimità e distanza in luogo di formazione e processi educativi una sfida permanente

    “Ci auguriamo che le accuse e la situazione risolti il ​​più rapidamente possibile”, la leadership diocesano ha concluso nel suo comunicato stampa.

    Il 39-anno-vecchio padre Martin Steiner è stato ordinato sacerdote nel 1999 e dal 2006 come parroco di lavoro

    www.stol.it/Artikel/Chronik-im-Uebe…en-entpflichtet

    30.03.2011 10:22
    Kinder belästigt: Schwere Vorwürfe gegen den Pfarrer von Vilpian
    Stellungnahme der Diözesanleitung

    apa (archiv)

    Bozen – Der Pfarrer von Vilpian, P. Martin Steiner OT, soll den Kindern sowohl im Religionsunterricht als auch bei den Tätigkeiten in der Pfarrei zu nahe getreten sein. Die Diözese hat auf die Vorwürfe der Eltern reagiert und den Priester vorübergehend vom Dienst suspendiert. In welcher Weise der Pfarrer den Kindern zu nahe getreten sei, ist noch nicht bekannt. In der folgenden Stellungnahme äußert sich die Diözesanleitung zu dem Fall:

    „Mit Betroffenheit hat die Diözesanleitung Vorwürfe besorgter Eltern gegenüber P. Martin Steiner OT, Pfarrer von Vilpian, zur Kenntnis genommen. Eltern haben in den vergangenen Tagen schriftlich den Vorwurf geäußert, dass es sowohl während des Religionsunterrichtes in der Grundschule Nals als auch in der Pfarrei zu einer „Grenzverletzung“ von Seiten des Ordensmannes gegenüber Kindern gekommen sei. Konkret sei es zur Unterschreitung der körperlichen Distanz gekommen.

    Weil die Diözesanleitung diese eingegangenen Vorwürfe ernst nimmt und das Wohl der Kinder als primäres Ziel vor Augen hat, wurde bereits Kontakt mit dem Betroffenen, mit dem Schulamt und mit dem Ordensoberen aufgenommen; auch die Staatsanwaltschaft ist informiert. Der Pfarrgemeinderat von Vilpian wurde von der Diözesanleitung darüber in Kenntnis gesetzt, dass P. Martin Steiner vom Schulamt bis zur Klärung der Vorwürfe vom Religionsunterricht suspendiert worden ist und dass er als Pfarrer vom Pfarrauftrag auf unbestimmte Zeit entpflichtet wurde. Bis auf weiteres wird Dekan Josef Leiter, Dekan von Terlan, als Pfarradministrator die Pfarrei Vilpian leiten.

    Diese Entscheidungen sind keine Vor-Verurteilung, sondern zeugen vielmehr davon, dass es der Diözesanleitung darum geht, als Kirche sich ganz entschieden schützend vor die Kinder zu stellen.

    Die Diözesanleitung setzt sich für die Pflege einer Kultur des aufmerksamen Hinschauens ein und fördert eine Pädagogik, die sich der Stärkung der Persönlichkeit jedes einzelnen Kindes und Jugendlichen verpflichtet weiß. Dabei gilt aber auch zu beachten, dass bei der Gestaltung von alltäglichen Beziehungen es nicht das pädagogische Ziel sein kann, dass Berührungen tabuisiert werden. Die Frage nach der richtigen Balance zwischen Nähe und Distanz stellt in Erziehungs- und Bildungsprozessen eine dauernde Herausforderung dar.

    So drückt die Diözesanleitung die Hoffnung aus, dass die Vorwürfe und die Sachlage möglichst bald geklärt werden.“

    Traduzione di Google:

    Parere della direzione diocesana

    APA (archivio)

    Bolzano – Il parroco di Vilpiano, P. Martin Steiner OT saranno i bambini, sia in materia di istruzione religiosa, nonché le attività in parrocchia è arrivato troppo vicino. La diocesi ha risposto alle accuse dei genitori e il prete temporaneamente sospeso dal servizio. In che modo il sacerdote aveva fatto un passo troppo vicino ai bambini non è ancora noto. Il seguente parere, l’opinione della dirigenza diocesana sul caso:

    “Con preoccupazione, la leadership diocesano ha sollevato accuse di genitori interessati a P. Martin Steiner OT, parroco di Vilpiano, nota. I genitori hanno nei giorni scorsi espresso per iscritto l’affermazione secondo cui vi era stata, sia durante l’insegnamento della religione a Nalles scuola primaria e nella parrocchia di una “violazione di confine” da parte dell’uomo religioso nei confronti dei bambini. In particolare, si è giunti al di sotto della distanza fisica.

    Poiché la diocesi ha ricevuto accuse che la gestione è seria e il benessere dei bambini ha come suo obiettivo primario in mente era già in contatto con la persona in questione con l’autorità di istruzione e ai Superiori religiosi, l’accusa è a conoscenza. Il consiglio parrocchiale della leadership Vilpiano diocesano stato messo al corrente che ha sospeso Martin P. Steiner, le autorità scolastiche a chiarire le accuse di educazione religiosa e che era il parroco come ordine entpflichtet a tempo indeterminato. Fino a nuovo avviso, Dean Giuseppe è direttore, preside di piombo Terlano, come amministratore parrocchiale, la parrocchia Vilpiano.

    Queste decisioni non sono pre-condanna, ma piuttosto di elementi di prova che la leadership diocesano si presenta come una chiesa stanno decisamente per la protezione contro i bambini.

    La leadership diocesana si impegna a mantenere una cultura di un attento monitoraggio e promuove una pedagogia che sappia rafforzare la personalità di ogni bambino e dei giovani richiesti. E ‘però anche importante notare che la progettazione dei rapporti quotidiani, non può essere l’obiettivo formativo che tocca sono tabù. La questione del giusto equilibrio tra la vicinanza e la distanza è in processi di istruzione e formazione una sfida costante

    Dom spinge la leadership diocesano, nella speranza che le accuse e la situazione risolti il ​​più rapidamente possibile “.

    www.suedtirolnews.it/wap/d/artikel/…ac91c7eb5bbc2d3

  • Vicenza. Prete ortodosso rapina prostituta dopo l’amplesso, Parroco moldavo arrestato con altri due connazionali

    Vicenza. Prete ortodosso rapina prostituta dopo l’amplesso, Parroco moldavo arrestato con altri due connazionali

    08/03/2011

    Vicenza. La serata proibita di tre moldavi è finita prima in questura, poi per due di loro al S. Pio X. La polizia ha infatti arrestato, con le accuse di rapina, tentata violenza sessuale, minaccia aggravata e porto abusivo di coltello un giardiniere e un prete ortodosso. Il loro parroco è invece stato denunciato a piede libero. In cella sono finiti su ordine del pm Alessandro Severi, Vitalie Musteata, 33 anni, sacerdote della chiesa ortodossa, in Italia con un permesso di soggiorno per motivi religiosi, e Vasile Bulat, 29, residenti in città. Mentre è stato segnalato padre Veniamin Onu, 37 anni, parroco di “Santissima Trinità” di strada Saviabona. I due arrestati, difesi dagli avv. Mario Faggionato e Caterina Evangelisti, saranno interrogati entro le 48 ore, mentre Onu, che è assistito dall’avv. Pino Fucito, si difende con forza: «Le cose non stanno così, la vicenda si chiarirà».
    IL RAPPORTO. «Avevo passato la domenica a Fidenza, a lavorare per la chiesa ortodossa – racconta padre Onu – e quando sono rientrato a Vicenza, a tarda sera, mi sono incontrato con Bulat e Musteata. Mi hanno chiesto la macchina per fare un ultimo giro, io avevo fame e sono andato a mangiare un panino». In realtà, in base a quanto ricostruito dalle volanti in base alle testimonianze, la loro Bmw ha accostato lungo la regionale 11, davanti al Famila di Creazzo. Bulat e Musteata si sono accordati per una prestazione con una lucciola romena di 20 anni, mentre Onu è andato a prendersi un panino da un venditore ambulante con un’altra lucciola. Intanto, la Bmw con gli altri due moldavi e la prostituta si fermava nell’appartata via Piazzon, dove è stato consumato il rapporto sessuale pagato anticipatamente: 50 euro ciascuno.
    «ADESSO BASTA». Dopo mezz’ora, la ragazza ha detto basta ai due uomini: «Il tempo è scaduto». Ma i due non avrebbero voluto sentire ragioni: «Abbiamo pagato resti qua finchè non abbiamo finito». Entrambi avrebbero preso un coltello, e dopo aver preso la romena a sberle, le avrebbero portato via i 100 euro pretendendo la conclusione del rapporto sessuale. Di qui le accuse di rapina e tentata violenza sessuale.
    FUGA E INSEGUIMENTO. La ragazza, però, è scappata a piedi; ha raggiunto la regionale 11, ha fermato un passante e si è fatta portare in viale Verona, in città, davanti all’hotel De la Ville, dove c’erano altre prostitute romene. Il religioso e il giardiniere a quel punto avrebbero recuperato il parroco e l’altra lucciola, e tutti insieme in Bmw sarebbero andati a cercare la giovane lucciola, trovandola in viale Verona.
    LE MINACCE. Secondo i testimoni ascoltati dagli agenti del vicequestore Cecchetto e del sostituto commissario Sulis, i moldavi sarebbero scesi dall’auto, minacciando con i coltelli la ventenne: «Ti taglio la gola, ti ammazzo». Una prostituta ha dato l’allarme al 113, la Bmw è fuggita. I poliziotti, ascoltato il racconto e la descrizione dell’auto, hanno iniziato a cercarla e l’hanno trovata in via Zamenhof. I 3 erano in un bar e sono stati portati in questura, dove le ragazze li hanno riconosciuti. Sono scattate le manette: avevano i 100 euro, non il coltello. Detto che i religiosi ortodossi non fanno voto di castità, padre Onu spiega che non c’è stata minaccia: «Nessun coltello. Finché io non c’ero non so cosa sia successo, ma Vitalie e Vasile sono persone per bene. La nostra parrocchia riunisce centinaia di fedeli, vi pare il caso che ci comportiamo così? No, si chiarirà tutto. Sono arrabbiato perché non si va comunque con le prostitute. Se lo hanno fatto, risponderanno davanti a Dio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Diego Neri

  • CHIESA: DIOCESI BOLZANO CONDANNA POSSESSO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO

    CHIESA: DIOCESI BOLZANO CONDANNA POSSESSO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO

    25-01-2011
    (ASCA) – Bolzano, 25 gen – La diocesi di Bolzano Bressanone condanna ”in modo assoluto” l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico. Lo afferma con una nota, commentando la sentenza di secondo grado di don Hansjorg Rigger. A Catania, infatti, il processo di secondo grado ha ridotto al sacerdote la condanna da un anno e sei mesi a un anno. ”Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna in seconda istanza di Hansjorg Rigger – si legge nella nota diocesana -. E’ nostra intenzione condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual e’ il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer. Don Hansjorg Rigger, che si e’ sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”. ”Naturalmente rispettiamo il giudizio del tribunale, tuttavia aspettiamo le motivazioni della sentenza e ci riserviamo la possibilita’ di ricorrere alla cassazione”, conclude la nota.

  • Pedofilia, prete condannato in appello

    Pedofilia, prete condannato in appello

    martedì 25 gennaio 2011

    La Corte d’appello di Catania ha sostanzialmente confermato la condanna dell’ex decano dello studio teologico accademico di Bressanone, Hansjoerg Rigger, accusato di possesso di materiale pedopornografico. In secondo grado la pena di 18 mesi, inflitta nel novembre 2007 dal tribunale di Siracusa, è stata ridotta a un anno. “Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna”, afferma la diocesi di Bolzano e Bressanone. Il sacerdote altoatesino era coinvolto nella inchiesta della procura di Siracusa contro la pedofilia. L’operazione denominata “Video prive” nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale. “E’ nostra intenzione – prosegue la nota – condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual è il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer”. La diocesi ribadisce, che “don Hansjoerg Rigger, che si è sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”.

    http://www.livesicilia.it/2011/01/25/pedof…ato-in-appello/