Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera

    Preti pedofili: lo scandalo nelle diocesi tedesche arriva in Baviera

    Monaco di Baviera. L’arcidiocesi della città bavarese ha chiesto “piena trasparenza” sui fatti del passato remoto e recente e promette “tolleranza zero” sulla questione dei preti accusati di violenze sessuali su minori. Dopo le prime denunce del settimanale Spiegel di qualche settimana fa, l’onda d’urto arriva anche nel sud della Germania e il primo a farne le spese è stato un abate benedettino, costretto a dare le dimissioni. L’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si attende dall’abate benedettino di Ettal un chiarimento senza riserve delle accuse di abusi sessuali sui minori nella scuola o nel collegio del monastero”, afferma la nota diffusa nella tarda serata di ieri riportata dall’Agenzia Apcom.” Per l’abuso sessuale di bambini e adolescenti, non ci può essere alcuna tolleranza. Quindi mi aspetto che dal monastero un inflessibili chiarimento e trattamento delle accuse e dei possibili crimini”, chiude la nota il vicario generale della diocesi, monsignor Peter Beer.
    L’abate benedettino Barnabas Boegle, che ha dato le dimissioni ieri, pare abbia abusato sessualmente di almeno otto ex allievi che lo hanno accusato di violenze nel 1954 e pure negli anni 70 e 80. L’arcidiocesi impone ora all’abbazia di fare chiarezza sugli abusi e di quantificare il numero dei casi noti.

    http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=16&article_id=127252&l=it

    Pedofilia/ Chiesa tedesca corre ai ripari.Zollitsch vedr… -2-
    Revisione di linee-guida vescovi. Più prevenzione e numero verde

    Roma, 25 feb. (Apcom) – “Non iniziamo ora a confrontarci con questi problemi, anche se sinora ne abbiamo sottovalutata la dimensione”, scrive la Conferenza episcopale tedesca. “Con senso di vergogna e di shock chiediamo scusa e perdono per il fatto che alle vittime di questi orrendi atti”, afferma, promettendo “chiarezza vera”. L’episcopato tedesco si impegna a rafforzare l’applicazione delle linee-guida del 2002, a partire da una verifica di quel documento che terminerà in estate e verrà condotta con l’ausilio di consulenti esterni extra-ecclesiastici. Verranno rafforzati gli uffici diocesani anti-abusi. “Il futuro richiede altri passi per una prevenzione maggiore”, scrivono poi i vescovi, che sottolineano l’importanza di un “tempestivo coinvolgimento delle procure”. La Chiesa tedesca istituisce inoltre un ufficio nazionale per le denunce degli abusi sessuali, che sarà guidato dal vescovo di Treviri Stephan Ackermann. Ancora, verrà rafforzato l’esame dei seminaristi. L’episcopato aprirà anche un numero verde per denunciare gli abusi sessuali dei preti.

    Monsignor Zollitsch ha invece rifiutato la creazione di un fondo nazionale per gli indennizzi, sottolineando che è un problema dei singoli ordini e delle singole diocesi. Inoltre, nessuna dimissione episcopale in vista.

    Lo scandalo dei preti pedofili in Germania è scoppiato in seguito alle rivelazioni che il settimanale ‘Spiegel’ ha pubblicato sugli abusi compiuti negli anni Settatanta e Ottanta nel prestigioso collegio gesuita Canisius a Berlino. Nel corso delle scorse settimane sono poi emersi numerosi altri che coinvolgono altri ordini religiosi (salesiani, pallottini, francescani minori) e altre regioni (Francoforte, Augusta, Hildesheim, Essen, Bonn, Foresta nera). Il rettore di un collegio gesuitico vicino a Bonn si è dimesso due settimane fa e sono di ieri le dimissioni di un abate benedettino della Baviera. La procura di Monaco ha aperto un’inchiesta e altrettanto avrebbe fatto, a quanto riferito dalla stampa tedesca, quella di Bonn. L’arcidiocesi di Monaco ha subito preso posizione, chiedendo “completa trasparenza” e assicurando “tolleranza zero” per i colpevoli.

    Il caso pedofilia ha anche fatto litigare – e non per la prima volta – la Chiesa cattolica e il governo Merkel. Una ministra del bicolore democristiano-liberale, la guardasigilli Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), ha accusato i vescovi di poca chiarezza. Piccata la risposta del presidente della conferenza episcopale, mons. Robert Zollitsch, tanto che è dovuta intervenire la cancelliera in persona con una telefonata riappacificatrice.

    Il vescovo Zollitsch, intanto, si prepara ad affrontare il nodo pedofilia direttamente con il Papa nelle prossime settimane. Come ogni anno, a conclusione dell’assemblea invernale il presidente dei vescovi tedeschi si reca in Vaticano per riferire al Papa tedesco. Questa volta – come ha annunciato e ribadito lo stesso Zollitsch – affronterà il tema degli abusi sessuali. Non solo. Nel corso dell’assemblea i vescovi hanno approfondito il problema dell’invecchiamento della Chiesa tedesca. Tema che preoccupa molto il Papa, anche perché si intreccia con il calo delle vocazioni che attraversa tutto l’Europa. E che ha spinto alcuni vescovi tedeschi, nel corso degli anni, ad aprire le porte dei seminari anche a candidati psicologicamente problematici che, poi, si sono rivelati pedofili. La prospettiva è inevitabile: una Chiesa sempre più vecchia, con sacerdoti meglio selezionati ma meno numerosi, significa una Chiesa sempre più piccola. Un bel grattacapo, per il Papa tedesco.

  • GERMANIA: VESCOVI CHIEDONO SCUSA PER GLI ABUSI, A MARZO DAL PAPA

    GERMANIA: VESCOVI CHIEDONO SCUSA PER GLI ABUSI, A MARZO DAL PAPA

    (AGI) – Berlino, 22 feb. – I vescovi tedeschi chiedono scusa alle vittime degli abusi sessuali compiuti in alcune scuole di gesuiti della Germania tra gli anni ‘70 e ‘90. Al termine della prima giornata della riunione di primavera della Conferenza episcopale tedesca, a Friburgo, il presidente Robert Zoellisch, ha chiesto pubblicamente scusa, aggiungendo che il mese prossimo ne discutera’ direttamente con Papa Benedetto XVI in Vaticano.

    Zoellisch si e’ detto “profondamente sconvolto” dallo scandalo e ha definito un “crimine ripugnante” gli abusi sessuali sui giovani. “Chiedo scusa a nome della Chiesa cattolica tedesca a tutte le vittime di questo crimine”, ha affermato Zoellisch in una conferenza stampa in cui ha ammesso che si tratta di fatti ancora piu’ odiosi perche’ gli adolescenti ripongono una fiducia particolare nei sacerdoti. Il presidente della Conferenza episcopale ha assicurato che i vescovi tedeschi denunceranno alle procure i casi di abusi di cui dovessero venire a conoscenza.

    Poche ore prima che terminasse la riunione dei vescovi, il tribunale di Essen ha condannato a un’ammenda di 14mila euro un prete che aveva abusato di un minore. Non appena il caso era stato reso noto nel gennaio scorso, il vescovo di Essen, Franz-Josef Overbeck, aveva immediatamente sospeso il sacerdote.

    Intanto il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha duramente attaccato il vescovo di Augusta, Walter Mixa, il quale aveva addossato la responsabilita’ degli abusi commessi dai preti cattolici alla rivoluzione sessuale del ‘68. “Non serve a niente nascondersi dietro scuse polemiche come fa il vescovo Mixa, invece di contribuire al chiarimento dei fatti”, ha ribattuto. La vicenda aveva avuto inizio alcune settimane fa, dopo che erano venuti alla luce numerosi abusi commessi negli Anni ‘70 e ‘80 da alcuni sacerdoti del collegio berlinese “Canisius Kolleg”, gestito dai gesuiti.

    L’avvocato berlinese Ursula Raue, incaricata dall’ordine dei gesuiti tedeschi di fare luce su tutta la vicenda, ha comunicato che il numero delle vittime degli abusi, che si sono manifestate spontaneamente, e’ nel frattempo salito a 120, con alcuni casi che risalgono agli Anni ‘50. La signora Raue ha parlato di circa 50 abusi “sistematici” avvenuti nel collegio berlinese ad opera di due gesuiti, i padri Peter R. e Wolfgang S., mentre ancora da esaminare sono gli abusi scoperti nello “Aloisius Kolleg” di Bonn. Altri abusi si sono verificati nelle scuole gestite dai gesuiti a St. Blasien, nella Foresta Nera, ed a St. Ansgar ad Amburgo. L’avvocato Raue ha spiegato che sono in totale almeno 12 i padri gesuiti accusati di molestie sessuali, con la vicenda che ha assunto “dimensioni che finora sembravano inimmaginabili”. Il fatto che gli abusi risalgano ad almeno una ventina di anni fa, ha precisato la signora Raue, rende di fatto impossibile chiamare i responsabili a renderne conto davanti alla giustizia, poiche’ reati di questo tipo cadono in prescrizione in Germania dopo dieci anni. (AGI)

    www.stato-oggi.it/archives/000103316.html

     

  • Germania, abusi sessuali nel collegio gesuita: i casi arrivano a 120

    Germania, abusi sessuali nel collegio gesuita: i casi arrivano a 120

    BERLINO (18 febbraio) – Si allarga ancora lo scandalo degli abusi sessuali nel collegio cattolico Canisius dei padri gesuiti in Germania: le giovani vittime sarebbero fra 115 e 120, alcune delle quali si sarebbero anche suicidate, mentre i presunti autori delle violenze sarebbero 12, e non due-tre come si pensava fino a oggi. «Questa vicenda ha assunto proporzioni che finora non sospettavamo», ha detto oggi a Berlino l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue.

    Tra i presunti autori delle violenze, che sarebbero state commesse negli anni ’70-’80 non solo nell’istituto berlinese, ma anche in altre scuole cattoliche del Paese, non ci sono solo preti, ha spiegato la Raue, ma anche insegnanti laici e due donne. In particolare, una di queste persone sospette, insegnava in una scuola di una Chiesa protestante.

    L’avvocatessa ha raccontato di vittime che si sono tolte la vita, presumibilmente a causa degli abusi, e di altre vittime che ancora oggi soffrono di incubi a causa delle violenze. Ci sono uomini, ha inoltre spiegato, che stanno parlando adesso – per la prima volta – di queste esperienze e che in tutti questi anni non hanno detto niente neanche alle loro mogli. Finora, il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Robert Zollitsch, non ha commentato lo scandalo, ma un portavoce della Dbk ha confermato oggi che Zollitsch esprimerà una posizione su questo tema lunedì prossimo a Friburgo, in occasione della prima giornata dell’assemblea plenaria della Conferenza, che durerà fino al 25 febbraio.

    www.irispress.it/Iris/page.asp?VisI…di_Cate_Arti=16

    18/02/2010 – 16.18
    GERMANIA: SI ALLARGA LO SCANDALO SULLA PEDOFILIA E COINVOLGE ANCHE LAICI

    (IRIS) – ROMA, 18 FEB – “Questa vicenda ha assunto proporzioni che finora non sospettavamo”, ha detto oggi a Berlino l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue a proposito dello scandalo scoppiato nel collegio cattolico Canisius dei padri gesuiti in Germania.

    Sembra che i religiosi abbiano abusato di almeno 115 ragazzi, alcuni dei quali si sarebbero suicidati. Ad oggi sembra che lo scandalo assuma proporzioni più ampie.

    A cominciare dai presunti autori delle violenze che sarebbero 12, e non due-tre come si pensava.

    In più sembrerebbe che le violenze commesse negli anni ’70-’80, non si sarebbero perpetrate solo nell’istituto berlinese, ma anche in altre scuole cattoliche del Paese. Ad essere coinvolti, non sarebbero solo preti, ha spiegato la Raue, ma anche insegnanti laici e due donne.

    Ci sono uomini, ha inoltre aggiunto la Raue, che stanno parlando adesso di queste esperienze e che in tutti questi anni non hanno detto niente neanche alle loro mogli.

    Il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Robert Zollitsch, non ha commentato lo scandalo, ma un portavoce della Dbk ha confermato oggi che Zollitsch esprimerà una posizione su questo tema lunedì prossimo a Friburgo, in occasione della prima giornata dell’assemblea plenaria della Conferenza, che durerà fino al 25 febbraio.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=26623&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

  • Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

    Dopo anni di silenzio, i vescovi d’Irlanda, da oggi per due giorni a colloquio con il Papa per chiarire le circostanze di circa 300 abusi perpetrati su minori nel corso di 30 anni, documentati in due distinti, pesantissimi, rapporti giudiziari, ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un “esercizio cosmetico”. “Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno”, ha detto Duffy, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, riferendosi proprio agli episodi che – spiega – hanno inferto alla Chiesa “ferite profonde”, mettendola in una “situazione molto seria”.
    Benedetto XVI preoccupato per la situazione in Irlanda – L’ammissione da parte dei vescovi è certamente un primo passo avanti rispetto ad un problema che angustia profondamente il Pontefice. Il Papa è “molto preoccupato” per la situazione venutasi a creare in Irlanda, ha infatti riferito alla Radio Vaticana il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh, a margine dei colloqui con il Papa. “Questo incontro (quello che ha avuto inizio oggi, ndr) ha avuto una preparazione molto accurata – ha aggiunto – ma è soltanto un passo di un cammino molto lungo: speriamo che, al nostro rientro in Irlanda, questo si traduca in un processo di pentimento, rinnovamento e riconciliazione, per il bene di tutti”. ‘Puntiamo tutti allo stesso obiettivo – ha concluso – che è quello della tutela dei bambini”.
    Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa – Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.
    Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili – Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    15 febbraio 2010

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/10/02/15/abusi-vescovi-irlanda-ammissioni.html

    Pedofilia/ Vertice dal Papa per giro vite dopo scandalo … -2-
    Presto lettera a fedeli Irlanda. Dimissioni e denuncia a giudici

    Città del Vaticano, 15 feb. (Apcom) – Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa. Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.

    Papa Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili. Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

    Dopo la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy, Ratzinger ha ricevuto due volte i vertici della conferenza episcopale irlandese in Vaticano, a novembre e a dicembre. “Il Santo Padre – recitava il comunicato finale – condivide lo sdegno, la sensazione di tradimento e la vergogna provati da così tanti fedeli in Irlanda”. Il Papa ha poi accettato le dimissioni di mons. Murray. Infine ha convocato, oggi e domani, tutti i vescovi irlandesi. Guidano la delegazione irlandese il presidente della conferenza episcopale, card. Sean Brady, e l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin. Per la Santa Sede prendono parte all’incontro il cardinal Bertone e i vertici della Segreteria di Stato (il Sostituto per gli Affari generali Fernando Filoni e il ministro degli Esteri Dominique Mamberti), il nunzio apostolico in Irlanda Giuseppe Leanza, e i capi di vari dicasteri vaticani: Levada (Dottrina della fede), Re (Vescovi), Hummes (Clero), Rodé (Religiosi), Grocholewski (Educazione), Coccopalmerio (Testi legislativi). L’incontro avrà due serrate sezioni di lavoro oggi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 e si concluderà con un incontro domani mattina dalle 9.30 alle 13. A conclusione potrebbe essere pubblicato un comunicato.

    La nota di dicembre preannunciava che il Papa “intende rivolgere una Lettera Pastorale ai fedeli d’Irlanda, nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. Il testo dovrebbe essere discusso all’incontro in Vaticano ed essere pubblicata nei prossimi giorni. Intanto – affermava ancora la nota – la Santa Sede “prende molto seriamente le questioni centrali sollevate dal Rapporto, incluse quelle relative al governo di capi della Chiesa locale con la responsabilità fondamentale della cura pastorale di bambini”. Oltre alle dimissioni, la missiva potrebbe prendere di petto la questione del ruolo della giustizia civile. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi. Ma su questo possono esserci novità, come ha lasciato intendere il cardinale Claudio Hummes. In una recente intervista all”Osservatore romano’, il prefetto della congregazione per il Clero ha affermato che per i sacerdoti che si macchiano del reato della pedofilia bisogna “accertate oggettivamente le responsabilità” anche “facendo ricorso alla giustizia ordinaria”.

  • Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    BRUXELLES – Dopo la Germania e l’Irlanda l’ombra della pedofilia nella Chiesa si allunga anche in Olanda. Nel mirino la scuola affiliata al monastero salesiano di Don Bosco nella cittadina di ‘s-Heerenberg e tre dei suoi insegnanti negli anni ’60 e ’70. Stando alle testimonianze raccolte dalla stampa olandese i tre preti, due dei quali ancora vivi, hanno molestato sessualmente almeno tre loro studenti e uno di loro, all’epoca professore di matematica, è stato sospeso nel 1994 con l’accusa di abusi nei confronti di un bambino. I vertici della Chiesa locale hanno declinato ogni commento.

    L’attuale vescovo di Rotterdam, dal 2008 presidente del sinodo dei vescovi olandese, Ad van Luyn, ha detto di non volere commentare episodi del passato. Il prelato, che a metà degli anni ’60, insegnava nell’istituto salesiano, ha fatto sapere, tramite un suo portavoce, che questo tipo di questione è responsabilità dell’attuale padre superiore. E uno dei salesiani più anziani in Olanda Herman Spronck, pur negando qualsiasi conoscenza dei fatti denunciati, apre ad una indagine. Nell’inchiesta effettuata da Radio Netherlands Worldwide e dal quodidiano ‘Ncr Handelsblad’, Janne Gerats, ora cinquantasettenne, ha denunciato di avere subito abusi sessuali dall’età di undici anni. Secondo l’uomo questa pratica non era affatto inusuale nell’istituto, che ospitava un centinaio di ragazzi dai 12 ai 18 anni in quattro grandi dormitori.

    “Succedeva su vasta scala e vari sacerdoti erano coinvolti. Alcuni erano più popolari di altri e lo sapevi perché c’erano più ragazzi che andavano a trovarli”, ha denunciato Gerats. Un altro episodio risale al 1970 e riguarda quella che all’ epoca era quindicenne in settimana bianca. Leonie Cramwinckel Bloch ha raccontato di avere subito molestie sessuali da parte di uno degli insegnanti accompagnatori, anch’egli salesiano dello stesso istituto. La donna ha spiegato di non avere raccontato nulla a nessuno per anni. Non è la prima volta che in Olanda si apre un dibattito sugli abusi sessuali di bambini da parte di prelati e secondo l’ex esperto della hot-line esistente per denunciare questo di tipo di molestie ancora non è stata fatta abbastanza chiarezza.

    Yvo van Kuijck si è dimesso dal suo incarico due anni fa proprio per denunciare quello che considera l’atteggiamento poco deciso del vescovi olandesi per contrastare questo fenomeno. Dal 1995, quando è stata creata, la hot-line ha raccolto 300 denunce di abusi sessuali. “La Chiesa ci ha messo troppo tempo ad agire e a scusarsi”, ha accusato il magistrato secondo il quale si è però ancora in tempo per aprire una indagine sui fatti denunciati.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1708946478.html

  • Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    L’ombra della pedofilia nella Chiesa insinua il suo sospetto anche in Olanda. Dopo gli scandali avvenuti in Germania e Irlanda, ora le paure circa l’orientamento pedofilo di alcuni sacerdoti fanno tremare gli ordinamenti clericali nei Paesi Bassi.

    Il monastero salesiano “Don Rua” nella città di ‘s-Heerenberg, in Olanda

    ’s-Heerenberg, una cittadina olandese al confine con la Germania, situata nella Provincia di Gelderland, è il luogo in cui si trova la scuola cattolica incriminata. Le violenze oggetto dell’indagine risalgono alla seconda metà del Novecento. Sebbene siano passati quasi 50 anni, l’eventuale conferma delle avvenute molestie sui bambini causerebbe non poco scompiglio all’interno delle gerarchie ecclesiastiche olandesi.

    Tre preti, docenti dell’istituto religioso scolastico, affiliato al monastero “Don Rua” dei Padri Salesiani di Don Bosco negli anni ‘60 e ‘70, due dei quali ancora vivi, avrebbero molestato sessualmente e ripetutamente almeno tre studenti. A riportare questa notizia è la stampa locale olandese che, secondo testimonianze raccolte, avrebbe prove di ciò che è avvenuto in quel tempo. Molte indagini seguiranno, ma l’insinuazione del tarlo del dubbio è pericolosa e può avere un effetto devastante sull’opinione pubblica.

    Una confessione giunge direttamente da un ex-studente del collegio religioso. Janne Geraets, ora 57enne, ha rivelato di aver subito ripetutamente abusi sessuali all’età di 11 anni, per mano di un sacerdote che adesso ha 98 anni. Il ragazzo era all’interno della scuola nella speranza di diventare un missionario, ma una notte, con la scusa di somministrargli un farmaco per il mal di gola, un sacerdote ha allungato le mani sul suo corpo innocente. Dopo l’accaduto, lui racconta di essere tornato al letto con una grande confusione. Il giorno dopo, il prete disse al giovane che quell’incidente non aveva alcuna importanza, dandogli l’assoluzione da ogni peccato. Gravi affermazioni, ma sono solo le prime a venire fuori.

    In aggiunta, uno degli insegnanti della stessa scuola nel 1994 era stato sospeso dall’incarico per presunti abusi su un bambino. Alcuni membri dell’ordine scolastico hanno confermato l’esistenza del problema riguardante la pedofilia, affermando che il problema fu discusso internamente, ma non partirono mai delle indagini.

    La Società Salesiana era stata fondata nel 19° secolo da Don Bosco per aiutare i giovani,specialmente i più poveri, e per garantire una corretta educazione ai ragazzi orientati al sacerdozio. La scuola ospitava annualmente oltre cento ragazzi di età compresa tra 12 e 18 anni, all’interno di quattro grandi dormitori.

    I vertici della Chiesa locale e l’attuale vescovo di Rotterdam, Ad van Luyn, insegnante nell’istituto salesiano ai tempi delle violenze, si sono astenuti dal commentare la notizia, evitando di rilasciare qualsiasi dichiarazione in merito alla vicenda.

    Emanuele Ballacci

    www.rnw.nl/es/espa%C3%B1ol/article/…a-cat%C3%B3lica

    “Golpeaban a mi puerta y yo trataba de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta.” Janne Geraets (57) fue continuamente abusado sexualmente desde sus 11 años por un sacerdote de un internado salesiano.

    En medio de los escándalos sobre abuso sexual en países vecinos y en los EE.UU., la Iglesia Católica holandesa logró mantenerse a la sombra. Pero, a juzgar por una investigación conjunta de Radio Nederland y el influyente vespertino holandés NRC Handelsblad, fue una actitud errónea.

    Me dio pastillas y luego se me echó encima
    Para Janne Geraets todo comenzó en 1964, en el convento de Don Rua en la localidad de ‘s-Heerenberg, donde seguía un estudio preparativo de la orden salesiana Padres de Don Bosco, pues deseaba ser misionero. Luego de una fiesta, uno de los padres de la orden pidió a Janne Geraets acudir a la enfermería, con la excusa de que allí tenían algo para su dolor de garganta. “Me dio algunas pastillas y luego se me echó encima. En un santiamén, se abrió la bragueta, me agarró la mano y la llevó hacia sus pantalones. En un momento así lo único que sientes es una gran confusión.”

    Absolución
    Tras el incidente Janne Geraets se retiró a su cuarto a dormir. Pero a la mañana siguiente tuvo que reportarse de nuevo donde el mismo padre. “Fui a su celda y llamé a la puerta. Aún recuerdo cómo me latía desbocado el corazón. El padre abrió la puerta y me dijo: ‘Eso no debía haber ocurrido.’ Y seguidamente me dio la absolución, es decir, el perdón de ese pecado. Como verán, eso sólo aumentó mi confusión.”

    A partir de entonces, Janne Geraets tuvo que acudir continuamente a esa celda. “Se echaba en el sofá, me colocaba encima de él y comenzaba a restregarse contra mi cuerpo. Recuerdo que una vez llamaron a mi puerta, yo traté de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta. Yo quería gritar ‘esto no puede ser, esto no debe ser.’ Pero no puedes acudir a nadie ni te atreves a decir nada porque estás asustado. Uno piensa, yo soy el sucio y terminarán echándome del internado.”

    Abuso a gran escala
    En cuatro grandes dormitorios del internado de ‘s-Heerenberg dormían entre 80 y 100 muchachos de edades entre los 12 y los 18 años. “A muchos de los chicos se les notaba de inmediato que tenían algo con algún sacerdote, y varios padres tenían a un gran número de muchachos que acudían a ellos. Eso ocurría en gran escala.” Según Geraets, muchos de los contactos no eran obligados. “Algunos padres eran incluso más populares que otros. De eso te dabas cuenta.” El padre que abusó sexualmente de Janne Geraets tiene ahora 98 años. “Para mí ya no había nada sagrado, todo era una ilusión,” afirma Janne Geraets, quien reconoce que su autoestima sufrió una seria crisis.

    Demasiado tarde
    El abuso sexual cometido por sacerdotes ha sido condenado en diversos países, pero el reciente ‘mea culpa’ desde Roma “ha llegado demasiado tarde,” opina Yvo van Kuijck, ex presidente la de la Comisión Independiente de Asesoramiento, organización ante la que, junto con Hulp&Recht (Ayuda y Derecho), se presentan las denuncias sobre abuso sexual en la Iglesia Católica holandesa. Desde su fundación en 1995, Hulp & Recht ha recibido más de 300 denuncias de abuso sexual. “La actitud inicial fue muy reservada en cuanto a ofrecer disculpas y tomar medidas. La misma postura fue adoptada por el Episcopado holandés. No tengo la impresión de que el abuso sexual se haya tomado con la necesaria urgencia,” comenta Yvo van Kuijck.

    Dimite la comisión
    En protesta por la actitud del obispado holandés, Yvo van Kuijck, vice presidente de la Corte de Justicia de la ciudad de Arnhem, decidió dimitir de su cargo en la comisión, junto con todos los demás integrantes de ésta. Los religiosos que había cometido abusos sexuales en una determinada parroquia fueron trasladados a otras, donde volvieron a las andadas. “Esta actitud no debe tolerarse.”

    También niñas
    Cuando Leonie Cramwinckel-Bloch tenía 15 años y acudía al cuarto curso del Liceo en Doetinchem, decidió ir a esquiar. El grupo de alumnas era coordinado por el profesor de inglés, también un padre salesiano del vecino convento de ‘s-Heerenberg. Era diciembre de 1970. Según Leonie Cramwinckel (54), el padre abusó de ella manoseándola repetidas veces en sus zonas íntimas. Si bien no se atrevió a denunciarlo, “sabía que ese padre no debía haber hecho eso, pero él lo hacía con tal naturalidad y desparpajo, que me dejaron asombrada. Saqué la conclusión que no era la primera vez que lo hacía.” Tras el incidente, ella evitó encontrarse con el padre en la escuela, y sólo años más tarde lo contó a sus padres. Entre tanto, el eclesiástico en cuestión ya ha fallecido.

    Intimidación sexual
    Hubo muchos más casos de abuso sexual fuera del mencionado convento. Un padre salesiano que actualmente ahora 72 años, era profesor de matemáticas en los años sesenta en el convento de ‘s-Heerenberg. Luego lo nombraron pastor de la parroquia de Sint Martinus, en Hoogland, una pequeña localidad cerca de la ciudad de Amersfoort, donde fue despedido por el arzobispado de Utrecht, en 1994, tras ser acusado de intimidar sexualmente a un menor de edad.

    Nada especial
    En su reacción a lo ocurrido, el cura en cuestión dice que no fue nada especial. “Nos encontrábamos en la sauna de un complejo deportivo. El muchacho me vio desnudo. Eso fue todo. A mi lado estaba sentado un hombre que tuvo una erección. Pero yo jamás toqué al muchacho. Eso ocurrió hace muchos años y no me parece bien sacar de nuevo el tema a colación.”

    Wim Flapper, antiguo Superior Provincial de los Salesianos de Don Bosco (la más alta función dentro de la orden), reconoce que la orden jamás quiso investigar a fondo este asunto. Y sobre el padre de Hoogland señala que se le administró una terapia. “De eso nos encargamos nosotros,” asegura, “pero nunca investigamos si había hecho más víctimas.”

    Motivo de investigación
    Ahora que tres padres de la misma institución son acusados de abuso sexual, el ex presidente de la comisión, Van Kuijck, cree que hay razón de sobra para efectuar una investigación. Y si bien ésa ya no es su incumbencia, opina que la Iglesia debería investigar el asunto. “Si se trata de un problema estructural de una institución, es imperativo investigar lo ocurrido. Las víctimas aún pueden presentar sus quejas ante Hulp & Recht. Los casos en los que el abusador ya ha fallecido, también serán investigados.”

    Excusas
    Johan Marsman (68), quien en los años 60 tenía a su cargo la finca anexa al convento salesiano de ‘s-Heerenberg, está al tanto de las relaciones sexuales de los padres con los pupilos y escribió un libro sobre el convento de Don Rua. “Hace unos 15 años, bajo mandato del anterior Superior Provincial, Wim Flapper, ya se habló durante una reunión de ex-alumnos, sobre los abusos sexuales cometidos. El Superior expresó entonces sus excusas y reconoció que se habían cometido errores.” Según el Sr. Marsman, la mayoría de los ex alumnos no deseaba hablar más de esos incidentes. Marsman se retiró del convento en 1968.

    Cuando se le pregunta si los padres de Don Rua tenían relaciones sexuales con ‘muchachos favoritos’, el Sr. Marsman responde afirmativamente. “Ése es un asunto muy bien conocido.” Según Marsman, lo ocurrido en el convento de Don Rua no es nada único. “Lo mismo ocurría en todas partes, en todos los internados, pero con eso no quiero decir que apruebe lo allí ocurrido.”

    La huella hacia los responsables
    En el período del abuso sexual contra Janne Geraets, el actual obispo de Rótterdam, Ad van Luyn, trabajaba como docente en el internado de Don Rua. En la década de los setenta, Van Luyn era Superior Provincial de los salesianos, y, desde el 2008, es el presidente de la Conferencia Episcopal Holandesa. Monseñor Van Luyn no desea hablar “de cosas del pasado”. A través de su portavoz nos ha comunicado que “asuntos concernientes a la congregación son responsabilidad del actual Superior Provincial, incluso aquellas que están relacionadas con antiguos responsables.”

    El padre Herman Spronck, actualmente la máxima autoridad de los Salesianos en Holanda, dice no saber nada del abuso sexual en el convento de ‘s-Heerenberg. Además de no oponerse a una eventual investigación, enfatiza que el abuso sexual va en contra de los votos de castidad que han hecho los padres de Don Bosco. “Precisamente en Don Bosco la inviolabilidad de la juventud constituye el punto principal del sistema de educación de adolescentes.

  • Scandalo pedofilia in Germania. Quasi cento i preti accusati di violenze sessuali su minori.

    Scandalo pedofilia in Germania. Quasi cento i preti accusati di violenze sessuali su minori.

    Sta assumendo una dimensione sempre piu’ allarmante lo scandalo dei preti pedofili nella Chiesa cattolica tedesca. Dopo il caso dell’autoaccusa dei tre gesuiti del “Canisius Kolleg”, un famoso liceo cattolico berlinese, una ricerca del settimanale ‘Der Spiegel’ rivela che sono almeno 94 i sacerdoti sospettati di aver commesso abusi su minori dal 1995 ad oggi.
    In base ai dati forniti su richiesta del settimanale da 24 delle 27 diocesi del Paese, e’ emerso che 30 dei 94 preti sospettati di pedofilia sono stati gia’ condannati dai tribunali tedeschi, mentre almeno 10 sarebbero attualmente oggetto di indagine. Delle 27 diocesi tedesche solo quelle di Limburgo, Ratisbona e Dresda-Meissen si sono rifiutare di fornire allo ‘Spiegel’ informazioni su eventuali casi di abusi.
    Il segretario della Conferenza episcopale tedesca, il padre gesuita Hans Langendoerfer, ha dichiarato al settimanale che “queste rivelazioni evidenziano un lato oscuro della Chiesa che mi atterrisce. Intendiamo affrontare pubblicamente l’argomento”.
    Il tema degli abusi sara’ anche trattato nell’ambito della prossima riunione dei vescovi tedeschi, che iniziera’ il prossimo 22 febbraio. Dopo lo scandalo del “Canisius Kolleg”, rivelato il 28 gennaio scorso e riguardante abusi su minori avvenuti negli Anni ‘70 e ‘80, nei giorni scorsi erano stati rivelati numerosi altri casi verificatisi in passato nelle citta’ di Amburgo, Hildesheim, Gottinga, Hannover, Bonn e nella regione della Foresta Nera. I minorenni abusati sessualmente sarebbero almeno trenta, ma secondo la procura di Berlino sara’ difficile portare i responsabili davanti alla giustizia, poiche’ i reati finora portati alla luce sarebbero gia’ caduti in prescrizione. Il termine massimo per emettere un atto di accusa e’ infatti di dieci anni a partire dal compimento del diciottesimo anno di chi ha subito l’abuso.

    fonte aduc

    Pedofilia. Germania, abusi sessuali in scuole cattoliche: 94 le persone coinvolte

    Il settimanale tedesco dedica all’argomento la copertina con una provocatoria foto di un ecclesiastico con la mano nella patta e il titolo “I santarellini – La Chiesa cattolica e il sesso” – Intanto in Germania l’associazione “Chiesa in Movimento” ha chiesto al vescovo di chiedere alla Conferenza episcopale tedesca di permettere il proseguimento dell’attività anche per quei sacerdoti che hanno deciso di ignorare la regola del celibato

    La chiesa cattolica tedesca sta per essere travolta da uno scandalo pedofilia pari a quello che ha sconvolto Usa e Irlanda. Lo rivela il settimanale tedesco “Der Spiegel”, secondo il quale, grazie alle rivelazioni sugli abusi sessuali a danno di adolescenti in collegi dei Gesuiti, sarebbero almeno 94 i sacerdoti e gli insegnanti laici coinvolti nello scandalo degli abusi sessuali su giovani studenti, commessi dal 1995 in diverse scuole cattoliche della Germania.

    La vicenda è venuta alla luce una settimana fa, quando il rettore padre Klaus Mertes del collegio Canisius, prestigioso istituto di gesuiti a Berlino, ha rivelato che almeno venti studenti sono stati vittime negli anni 70-80 di abusi sessuali da parte di almeno due insegnanti, oggi in pensione. Ma ora l’indagine si è allargata anche alla Sankt Ansgar Schule di Amburgo, al St. Blasien nella Foresta Nera, e anche nell’Aloisiuskolleg di Bonn-Godesberg, tutti affidati all’ordine di Sant’Ignazio.

    “Der Spiegel” non esclude che si possa trattare di un primo segnale di un terremoto nella Chiesa cattolica di Germania simile a quello che ha sconvolto recentemente la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, dove dal 1950 in poi circa cinquemila preti avrebbero abusato di 12 mila adolescenti. In totale la Chiesa cattolica americana ha pagato due miliardi di dollari di risarcimenti, scrive il settimanale tedesco, ricordando come alcune diocesi non hanno potuto fare fronte alla spesa e sono state costrette a dichiarare il fallimento, come è successo a Tucson in Arizona o San Diego in California.

    Una serie di scandali simili hanno sconvolto anche l’Irlanda dove, secondo una commissione, tra il 1914 e il 2000 circa 35 mila bambini sono stati sottoposti ad abusi sessuali e maltrattamenti. In molti, scrive Der Spiegel, ritengono che sia arrivato il momento di cambiare le posizioni della Chiesa Cattolica rispetto all’attività sessuale, magari abolendo la regola del celibato, in vigore più o meno da mille anni.

    Una raccolta di 7.103 firme in questo senso, a favore di un parroco sospeso dalla carica per avere ignorato la regola del celibato, è stata presentata al vescovo di Wuerzburg, in Baviera, Friedhelm Hofmann. L’associazione “Chiesa in Movimento”, secondo un portavoce diocesano, ha chiesto al vescovo di chiedere alla Conferenza episcopale tedesca di permettere il proseguimento dell’attività anche per quei sacerdoti che hanno deciso di ignorare la regola del celibato. L’associazione è stata fondata dai parrocchiani dopo la sospensione a ottobre scorso del parroco di Hammelburg, Michael Sell, per avere chiesto di poter sposare la sua compagna, con la quale ha anche un figlio.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/pedofilia-germania-abusi-sessuali-in-scuole-cattoliche-94-le-persone-coinvolte-237696/

  • L’orrore nelle scuole dei preti

    L’orrore nelle scuole dei preti

    Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell’orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l’animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire. Per anni le vittime hanno taciuto, chiuse nel pudore, nel dolore e nella vergogna, o piegate dalle pressioni dei loro carnefici. Adesso il muro d’omertà è caduto, e quella realtà celata per anni viene narrata ogni giorno dai media tedeschi. Per le scuole cattoliche e indirettamente per la stessa Chiesa, nel paese natale del Pontefice, è un colpo durissimo d’immagine, reputazione e credibilità. Il caso appare ogni giorno più grave, evoca quasi gli abusi sessuali compiuti dai religiosi negli Usa, in Irlanda o in altri paesi.

    Lo scandalo è scoppiato dapprima al Canisius, il prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest, diretto dai gesuiti, un bellissimo palazzo nel quartiere delle ambasciate. Berliner Morgenpost (conservatore), Der Tagesspiegel (liberal), tra i quotidiani, poi i settimanali come Der Spiegel, hanno narrato tutto. Nel dicembre 2009, poi in gennaio, alcuni ex alunni, ormai adulti, non ce l’hanno fatta più a tenersi dentro dolore, incubi, ferite nell’anima. Hanno scritto lettere al rettore attuale, Klaus Mertes, chiedendogli di agire. Si è parlato dapprima di almeno sette casi, poi di decine.

    Non è stato che l’inizio. Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera. Un altro istituto superiore di prestigio, lo Aloisiuskolleg di Bad Godesberg (il quartiere meridionale di lusso di Bonn) sarebbe stato luogo di casi di abuso sessuale particolarmente gravi. Un avvocato delle vittime di violenze sessuali al Canisius si sta preparando a una causa collettiva presso la giustizia americana, nel caso che alcuni ex studenti abbiano attualmente la cittadinanza degli Stati Uniti.

    I racconti delle vittime, che spesso chiedono l’anonimato, sono agghiaccianti. Allo Aloisiuskolleg, e in altri istituti, un giovane negli anni Sessanta fu violentato da un sacerdote. Altri furono costretti a masturbarsi davanti agli occhi dei presuli, o a carezzare i genitali dei sacerdoti mentre costoro si masturbavano guardando i giovani. Altri ancora furono brutalmente violentati. L’attuale rettore, padre Theo Schneider, ha garantito l’anonimato a chiunque aiuti nelle indagini. Indagini che ormai sono seguite dalla stessa Conferenza episcopale tedesca.

    Al Canisius di Berlino, i casi di violenza sessuale contro studenti sarebbero avvenuti tra il 1975 e il 1983. Secondo Der Spiegel, il rettore Mertes ha spedito almeno 500 lettere a ex studenti del ginnasio per chiedere e offrire aiuto. Ma se è vero quanto scrive il settimanale di Amburgo, già nel 1981 l’allora rettore, Karl Heinz Fischer, seppe di casi di abuso sessuale e ne informò il suo superiore diretto, il gesuita padre Rolf Dietrich Pfahl. Ma lo scandalo allora non divenne pubblico.

    Quanto sapevano allora i responsabili delle scuole e i loro superiori, cioè le autorirà ecclesiastiche, e perché scelsero il silenzio? L’interrogativo è tremendo, pesa come un macigno sulla coscienza della Chiesa, dei fedeli, del paese. Abusare degli studenti, come ha rivelato oggi il quotidiano conservatore Die Welt, era tra l’altro abitudine anche nelle scuole religiose all’Est. Die Welt ha pubblicato una lunga intervista con Norbert Denef, ex studente, allora vittima di abusi. “Lo schema è tipico”, ha detto. “Dapprima si cerca di coprire i casi col silenzio, se ne parla solo quando si è con le spalle al mure e ci si comporta come se ci si sforzasse di fare luce sui fatti”. Norbert Denef ha ricevuto un indennizzo di 25mila euro dalla diocesi di Magdeburgo, ma – scrive il giornale – solo perché la diocesi sperava di garantirsi così il suo silenzio. I carnefici dell’allora giovane Norbert Denef furono puniti solo con trasferimenti, ma mai denunciati alla giustizia. “Sono scioccato, voglio piena chiarezza”, dice a Berlino l’attuale rettore del Canisius, Klaus Mertes.

    Ma con l’aria che tira, c’è da pensare che sempre più genitori ci pensino due volte adesso prima di chiedere l’iscrizione dei loro figli a quelle scuole superiori, considerate fino a ieri le più prestigiose e serie del paese, quelle che garantivano un’istruzione di qualità e speranze di accesso alle migliori università. In cambio di buoni voti e promesse per il futuro, decine o forse centinaia di ex studenti si dovettero piegare alle violenze più abiette e pervertite, e per decenni con intimidazioni furono convinti a tacere e a tenersi nel cuore la loro vita spezzata.

    p.s. a cura di L.Polastri

    Non è la prima volta e non sarà l’ultima che nel corso della storia la chiesa si macchia di queste nefandezze. I gesuti in particolare per ben 500 anni hanno bruciato vive centinaia di migliaia di persone torturandole in nome di un dio. Il papa ha chiesto sommessamente scusa per l’orrore della pedofilia, una volta e a denti stretti. Mai un prete si è fatto un giorno di galera tutt’alpiù sono stati concessi ridicoli risarcimenti pecuniari alle vittime. La sua tonaca bianca dovrebbe portare perennemente una scritta color rosso sangue: VERGOGNA.

    www.padovanews.it/content/view/66000/88889088/

     

  • Berlino, scandalo per abusi a scuola operati per anni da preti insegnanti su alcuni allievi

    Berlino, scandalo per abusi a scuola operati per anni da preti insegnanti su alcuni allievi

    BERLINO – Si allarga in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in una scuola cattolica di Berlino: la vicenda, emersa la settimana scorsa, risale agli anni Settanta e Ottanta, ma col passare dei giorni acquista dimensioni maggiori e potrebbe riguardare anche ad altri istituti nel Paese.
    Al centro dello scandalo c’è il prestigioso collegio gesuita Canisius di Berlino. Giovedì scorso è emerso che il rettore dell’istituto – padre Klaus Mertes – ha ammesso che durante quegli anni ci sono state nei confronti di alcuni alunni aggressioni «sistematiche» a sfondo sessuale da parte di preti che all’epoca insegnavano al Canisius.

    Oggi, è emerso che anche un terzo ex insegnante ha confessato di avere abusato sessualmente dei ragazzi e padre Mertes, intervistato dal quotidiano Tagesspiegel, ha previsto che «questa è la punta dell’iceberg».
    Da parte sua, il responsabile dei gesuiti per la Germania, Stefan Dartmann, ha annunciato che il terzo prete sotto accusa é stato sospeso. In questo caso, gli abusi sono stati commessi su un alunno ad Hannover (centro), ha detto Dartmann senza specificare in quale periodo.

    Secondo indiscrezioni di stampa, gli ex alunni coinvolti sarebbero circa 30, ma i gesuiti temono che siano stati commessi abusi sessuali su minori anche in altre scuole del Paese oltre a quelle di Berlino e Hannover.

     

  • Le prime denunce dal prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest

    Le prime denunce dal prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest

    BERLINO – Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell’orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l’animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire. Per anni le vittime hanno taciuto, chiuse nel pudore, nel dolore e nella vergogna, o piegate dalle pressioni dei loro carnefici. Adesso il muro d’omertà è caduto, e quella realtà celata per anni viene narrata ogni giorno dai media tedeschi. Per le scuole cattoliche e indirettamente per la stessa Chiesa, nel paese natale del Pontefice, è un colpo durissimo d’immagine, reputazione e credibilità. Il caso appare ogni giorno più grave, evoca quasi gli abusi sessuali compiuti dai religiosi negli Usa, in Irlanda o in altri paesi.

    Lo scandalo è scoppiato dapprima al Canisius, il prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest, diretto dai gesuiti, un bellissimo palazzo nel quartiere delle ambasciate. Berliner Morgenpost (conservatore), Der Tagesspiegel (liberal), tra i quotidiani, poi i settimanali come Der Spiegel, hanno narrato tutto. Nel dicembre 2009, poi in gennaio, alcuni ex alunni, ormai adulti, non ce l’hanno fatta più a tenersi dentro dolore, incubi, ferite nell’anima. Hanno scritto lettere al rettore attuale, Klaus Mertes, chiedendogli di agire. Si è parlato dapprima di almeno sette casi, poi di decine.

    Non è stato che l’inizio. Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera. Un altro istituto superiore di prestigio, lo Aloisiuskolleg di Bad Godesberg (il quartiere meridionale di lusso di Bonn) sarebbe stato luogo di casi di abuso sessuale particolarmente gravi. Un avvocato delle vittime di violenze sessuali al Canisius si sta preparando a una causa collettiva presso la giustizia americana, nel caso che alcuni ex studenti abbiano attualmente la cittadinanza degli Stati Uniti.

    I racconti delle vittime, che spesso chiedono l’anonimato, sono agghiaccianti. Allo Aloisiuskolleg, e in altri istituti, un giovane negli anni Sessanta fu violentato da un sacerdote. Altri furono costretti a masturbarsi davanti agli occhi dei presuli, o a carezzare i genitali dei sacerdoti mentre costoro si masturbavano guardando i giovani. Altri ancora furono brutalmente violentati. L’attuale rettore, padre Theo Schneider, ha garantito l’anonimato a chiunque aiuti nelle indagini. Indagini che ormai sono seguite dalla stessa Conferenza episcopale tedesca.

    Al Canisius di Berlino, i casi di violenza sessuale contro studenti sarebbero avvenuti tra il 1975 e il 1983. Secondo Der Spiegel, il rettore Mertes ha spedito almeno 500 lettere a ex studenti del ginnasio per chiedere e offrire aiuto. Ma se è vero quanto scrive il settimanale di Amburgo, già nel 1981 l’allora rettore, Karl Heinz Fischer, seppe di casi di abuso sessuale e ne informò il suo superiore diretto, il gesuita padre Rolf Dietrich Pfahl. Ma lo scandalo allora non divenne pubblico.

    Quanto sapevano allora i responsabili delle scuole e i loro superiori, cioè le autorirà ecclesiastiche, e perché scelsero il silenzio? L’interrogativo è tremendo, pesa come un macigno sulla coscienza della Chiesa, dei fedeli, del paese. Abusare degli studenti, come ha rivelato oggi il quotidiano conservatore Die Welt, era tra l’altro abitudine anche nelle scuole religiose all’Est. Die Welt ha pubblicato una lunga intervista con Norbert Denef, ex studente, allora vittima di abusi. “Lo schema è tipico”, ha detto. “Dapprima si cerca di coprire i casi col silenzio, se ne parla solo quando si è con le spalle al mure e ci si comporta come se ci si sforzasse di fare luce sui fatti”. Norbert Denef ha ricevuto un indennizzo di 25mila euro dalla diocesi di Magdeburgo, ma – scrive il giornale – solo perché la diocesi sperava di garantirsi così il suo silenzio. I carnefici dell’allora giovane Norbert Denef furono puniti solo con trasferimenti, ma mai denunciati alla giustizia. “Sono scioccato, voglio piena chiarezza”, dice a Berlino l’attuale rettore del Canisius, Klaus Mertes.

    Ma con l’aria che tira, c’è da pensare che sempre più genitori ci pensino due volte adesso prima di chiedere l’iscrizione dei loro figli a quelle scuole superiori, considerate fino a ieri le più prestigiose e serie del paese, quelle che garantivano un’istruzione di qualità e speranze di accesso alle migliori università. In cambio di buoni voti e promesse per il futuro, decine o forse centinaia di ex studenti si dovettero piegare alle violenze più abiette e pervertite, e per decenni con intimidazioni furono convinti a tacere e a tenersi nel cuore la loro vita spezzata.

    (05 febbraio 2010)

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/