Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Il prete gesuita accusato di pedofilia

    Il prete gesuita accusato di pedofilia

    Manfred (il nome è inventato) oggi ha 45 anni ed è un uomo rispettabile. È stato educato al Canisius Kolleg, scuola gesuita tedesca, tra il 1975 e il 1882. Uno dei suoi professori era Wolfgang S.

    Dopo molti anni, Manfred si è deciso a svelare uno dei segreti più laceranti della sua infanzia: il professore, che si vestiva sempre sportivo e sembrava un ottimo insegnante, aveva in realtà abusato di lui.

    Manfred era costantemente nei guai perché spesso e volentieri disturbava la classe e prendeva note di demerito, così l’astuto professore pedofilo si inventò un modo per poter avere sempre a sua disposizione il ragazzino. «Mi propose un accordo che nessuno poteva conoscere tranne noi due: lui si sarebbe dimenticato dei demeriti se gli avessi permesso di sculacciarmi».

    Dopo un po’ di tempo gli abusi iniziarono, in un posto segreto. Manfred fu costretto a togliersi i pantaloni e a piegarsi. Il professore si tolse i pantaloni e gli diede 10 colpi sul fondoschiena nudo 5 volte di fila, per un totale di 50.

    Il pervertito non lasciò Manfred in pace. Il ragazzo era costretto a dormire con lui durante la gita di classe: «Diceva che avevo la febbre».

    «Che erano effettivamente abusi sessuali l’ho realizzato soltanto ora», sottolinea Manfred.

    L’insegnante fu cacciato dalla scuola nel 1982, accusato da foto compromettenti.

    www.blitzquotidiano.it/societa/prete-pedofilo-229894/

     

  • Germania: venti giovani vittime di abusi in un collegio di gesuiti

    Germania: venti giovani vittime di abusi in un collegio di gesuiti

    Berlino. Sono almeno venti le vittime di abusi sessuali da parte di due ex insegnanti, due padri gesuiti del prestigioso collegio berlinese Canisius, che a distanza di decenni hanno deciso di denunciare quanto accaduto. Secondo il rettore dell’istituto stesso, padre Klaus Mertes, due ex insegnanti dell’istituto che erano di ruolo negli anni settanta ed ottanta sono sono stati indagati per aver abusato dei propri allievi, oggi uomini di quarant’anni che hanno deciso di denunciare l’accaduto dopo un incontro tra ex compagni.

    Il capo dell’Ordine dei Gesuiti tedeschi Padre Stefan Dartmann ha ammesso di essere in possesso delle prove degli abusi dal lontano 1981, ma di non aver mai informato nessuno dei fatti.

    www.sabatoseraonline.it/home_ssol.p…_id=126387&l=it

    Germania, si allarga lo scandalo dei gesuiti

    02/02 12:14 CET

    Si allarga in Germania lo scandalo dei preti gesuiti che hanno abusato di bambini in collegi religiosi. Dopo gli almeno 20 casi riscontrati a Berlino, ne emergono altri in differenti città, come Amburgo, Blasien, Gottinga e Hildesheim.

    Il rettore del collegio Canisius di Berlino: “E’ una catastrofe pedagogica. Possiamo tentare di rimediare, per quanto sia possibile 30 anni dopo, dicendo: sì, ce lo avevate detto. No, non vi abbiamo risposto. Oggi vogliamo ascoltarvi. Per favore, raccontateci e noi vi crederemo”.

    I casi accertati riguardano un insegnante di religione e uno di attività sportive, che poi sarebbe stato accusato di abusi sessuali in altri istituti dove avrebbe lavorato in seguito, in Spagna e Cile.

    Gli abusi sono stati commessi negli anni Settanta e Ottanta. Al momento 25 persone si sono fatte avanti per denunciare di essere state vittime delle attenzioni dei religiosi.

    Germania/ Almeno 20 vittime di abusi in collegio gesuiti Berlino
    Ordine ha in mano prove dal 1981, ma non ha mai avvertito nessuno

    Berlino, 1 feb. (Ap) – Il rettore del collegio Canisius, prestigioso istituto di gesuiti a Berlino, aveva già intuito che ad avere subito abusi sessuali da parte di due ex insegnanti, due padri gesuiti, erano più dei sette allievi che inizialmente, a distanza di decenni e con grande timidezza, hanno denunciato quanto successo. Padre Klaus Mertes, che la settimana scorsa ha inviato una lettera di scuse a 500 ex allievi e tenuto una conferenza stampa perché la vicenda sia nota, ha annunciato oggi che il numero degli studenti vittime di abusi è salito a venti.

    Almeno due ex insegnanti dell’istituto sono indagati. Hanno insegnato al Canisius negli Anni Settanta e Ottanta per poi lasciare l’istituto in circostanze che restano da chiarire. Il capo dell’Ordine dei gesuiti in Germania, Padre Stefan Dartmann, ha spiegato che gli insegnanti sono stati trasferiti in altri istituti cattolici nel paese, dove potrebbero avere commesso altri abusi. L’Ordine – ha ammesso Dartmann – ha in mano prove di questi episodi dal 1981, ma non ha mai informato i genitori, gli studenti o le autorità.

    Mertes ha raccontato la settimana scorsa dei primi sette casi: è stato messo al corrente degli abusi nel 2004 prima da due allievi che lo pregarono di non fare rivelazioni pubbliche. Nel dicembre 2010 poi, altre cinque vittime, tutti ormai uomini oltre i 40 anni, hanno confidato abusi dopo un incontro con dei compagni di corso.

  • Nuovo scandalo sessuale nella Chiesa. I gesuiti tedeschi accusati di stupro

    Nuovo scandalo sessuale nella Chiesa. I gesuiti tedeschi accusati di stupro

    La chiesa finisce nuovamente nel mirino delle polemiche. Un nuovo scandalo a sfondo sessuale, infatti, ha investito il mondo ecclesiale, questa volta in Germania. Sul quotidiano Berliner Morgenpost il rettore di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti, ha presentato le scuse ufficiali a nome dell’istituto per una serie sistematica di violenze sessuali avvenute negli anni Settanta e Ottanta da parte di due insegnanti. Le testimonianze di alcuni allievi hanno convinto il rettore che non si trattava di casi sporadici o isolati, ma di violenze sistematiche durate oltre un decennio. Almeno due insegnanti sacerdoti sono sospettati di aver compiuto gli abusi sugli studenti; entrambi hanno lasciato l’ordine dei gesuiti negli anni Ottanta e non insegnano più nella scuola.

    IL RETTORE: SONO SCONVOLTO

    Dopo che alcune vittime degli abusi si erano rivolte al rettore, padre Klaus Mertes, quest’ultimo ha scritto una lettera a circa 600 ex studenti dell’istituto, molti dei quali oggi occupano posizioni di rilievo nella società, nella politica e nell’economia tedesca. “La violenza dell’accaduto mi ha sconvolto”, ha dichiarato il rettore al Berliner Morgenpost. “Ho assicurato alle vittime tutta la mia discrezione. Adesso loro sono liberi di decidere se rivolgersi all’opinione pubblica o alla polizia”.

    BUFERA PRETI PEDOFILI IN IRLANDA

    Quanto accaduto in Germania è solo l’ultimo di una serie di scandali sessuali che ha visto protagonista la chiesa cattolica. Dopo la bufera che ha coinvolto alcuni sacerdoti in Nord America, recentemente è stata la chiesa irlandese a finire nella bufera. E’ stata una delle pagine più nere della storia d’Irlanda, e della storia della chiesa cattolica: l’abuso sessuale sistematico e ampiamente diffuso ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi. Un dossier con le testimonianze di 2.500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, negli istituti gestiti da preti e suore, riporta i racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.

    LA CONDANNA DEL PAPA

    E sul tema è intervenuto duramente anche il Papa che ha convocato tutti i vescovi irlandesi per il 15 e il 16 febbraio a Roma: due giorni di confronto sullo scandalo degli abusi sessuali del clero dell’Isola, durante i quali presumibilmente saranno resi noti ai rappresentanti delle diocesi irlandese i contenuti della lettera che Benedetto XVI ha annunciato avrebbe inviato ai fedeli d’Irlanda per chiedere scusa e per ribadire la contrarietà della chiesa a tali abusi.

    LA COMPAGNIA DI GESU’, IL PIU’ GRANDE ISTITUTO RELIGIOSO

    La Compagnia di Gesù, questo il nome ufficiale dei gesuiti, è considerata singolarmente il più grande istituto religioso della Chiesa cattolica. Fu fondata nel 1534 da un gruppo di sei studenti dell’Università di Parigi che erano guidati da Ignazio di Loyola. L’attuale superiore dei gesuiti, storicamente chiamato il Papa Nero, per via del colore della tonaca, per la durata a vita dell’incarico e per il peso dell’ordine nel mondo cattolico, è padre Adolfo Nicolas, eletto il 19 gennaio 2008. Al primo gennaio 2009 i gesuiti erano in totale 18.516, di cui 13.112 sacerdoti (- 193 rispetto al 2008). La provincia più numerosa è quella italiana, con circa 700 membri.

    (Apcom)

  • Berlino anni ’70-’80, Canisius-Kolleg al Tiergarten, uno dei più prestigiosi licei della città

    Berlino anni ’70-’80, Canisius-Kolleg al Tiergarten, uno dei più prestigiosi licei della città

    Roma, 28 gen (Velino) – Un altro scandalo a sfondo sessuale imbarazza la Chiesa cattolica. Berlino anni ’70-’80, Canisius-Kolleg al Tiergarten, uno dei più prestigiosi licei della città – qui si è formata l’elite politica ed economica del Paese -, gestito dai gesuiti: è in questo collegio che due professori (gesuiti) avrebbero perpetrato violenze sistematiche su diversi studenti. La notizia è riportata dal quotidiano Berliner Morgenpost. L’attuale rettore, padre Klaus Mertes, ha inviato una lettera a tutti coloro (circa 600 persone) che all’epoca erano studenti del liceo, invitandoli a riferire eventuali informazioni che possano far luce sull’intera vicenda. Negli ultimi anni sono infatti emersi rapporti isolati su abusi, ma dopo la diffusione di un documento interno su questo problema, alcuni ex studenti hanno sporto denuncia, convincendo il rettore che si trattasse di un fenomeno ampio e sistematico, e non solo di casi isolati. “Con profonda costernazione e vergogna, ho appreso di queste terribili, non isolate, ma sistematiche violenze che sono andate avanti per anni” scrive Mertes.

    Non si conoscono ancora le dimensioni di quanto avvenuto, mentre i due professori hanno lasciato l’ordine dei gesuiti e la scuola negli anni Ottanta. Le vittime “non hanno avuto la dovuta protezione che avevano il diritto di attendersi dal Collegio e dall’Ordine”, anzi, hanno avuto davanti persone che “non hanno avuto rispetto” per loro. “Anche solo per questo – continua padre Mertes – questi atti non riguardano solo il colpevole e la vittima, ma tutto il collegio. E per questo voglio chiedere perdono a tutte le vittime a nome del collegio per quello che hanno subito qui”. Il gesuita ha quindi assicurato “la discrezione più totale”. Coloro che hanno subito abusi sono “liberi di denunciare alla polizia o di rendere pubblica la cosa. Non subirete minacce se parlate, al contrario, ci aiuterete a riparare a questi abusi”.

    www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1048903

    28 gennaio 2010 | 14:21
    Germania: un liceo di gesuiti coinvolto in uno scandalo di stupri
    Berlino. L’ennesima tegola a sfondo sessuale cade sulla testa della Chiesa cattolica. Questa volta in mezzo alla bagarre c’è finito un liceo tedesco gestito dai gesuiti, il prestigioso Canisius-Kolleg al Tiergarten, in cui, secondo il quotidiano Berliner Morgenpost, negli anni settanta e ottanta, si sarebbero verificati diverse violenze sessuali perpetrate da due insegnanti. A raccontare la vicenda, e a presentare le scuse ufficiali della scuola, è stato l’attuae rettore, Padre Klaus Mertes, a cui alcune delle vittime si erano rivolte per descrivere quanto avevano subito in passato. Il rettore ha così scritto una lettera a circa 600 ex studenti del liceo, molti dei quali sono oggi importanti personalità della vita politica, culturale ed economica della Germania. “La violenza dell’accaduto mi ha sconvolto -, ha dichiarato il rettore al quotidiano berlinese -. Ho assicurato alle vittime tutta la mia discrezione. Adesso loro sono liberi di decidere se rivolgersi all’opinione pubblica o alla polizia”. I due insegnanti, entrambi sacerdoti in quel periodo, hanno lasciato l’ordine dei gesuiti negli anni ottanta e oggi non insegnano più nell’istituto.

  • Germania, scandalo preti pedofili in collegio gesuiti

    Germania, scandalo preti pedofili in collegio gesuiti

    Germania, scandalo preti pedofili in collegio gesuiti
    Roma, 28 gen (Velino) – Un altro scandalo a sfondo sessuale imbarazza la Chiesa cattolica. Berlino anni ’70-’80, Canisius-Kolleg al Tiergarten, uno dei più prestigiosi licei della città – qui si è formata l’elite politica ed economica del Paese -, gestito dai gesuiti: è in questo collegio che due professori (gesuiti) avrebbero perpetrato violenze sistematiche su diversi studenti. La notizia è riportata dal quotidiano Berliner Morgenpost. L’attuale rettore, padre Klaus Mertes, ha inviato una lettera a tutti coloro (circa 600 persone) che all’epoca erano studenti del liceo, invitandoli a riferire eventuali informazioni che possano far luce sull’intera vicenda. Negli ultimi anni sono infatti emersi rapporti isolati su abusi, ma dopo la diffusione di un documento interno su questo problema, alcuni ex studenti hanno sporto denuncia, convincendo il rettore che si trattasse di un fenomeno ampio e sistematico, e non solo di casi isolati. “Con profonda costernazione e vergogna, ho appreso di queste terribili, non isolate, ma sistematiche violenze che sono andate avanti per anni” scrive Mertes.

    Non si conoscono ancora le dimensioni di quanto avvenuto, mentre i due professori hanno lasciato l’ordine dei gesuiti e la scuola negli anni Ottanta. Le vittime “non hanno avuto la dovuta protezione che avevano il diritto di attendersi dal Collegio e dall’Ordine”, anzi, hanno avuto davanti persone che “non hanno avuto rispetto” per loro. “Anche solo per questo – continua padre Mertes – questi atti non riguardano solo il colpevole e la vittima, ma tutto il collegio. E per questo voglio chiedere perdono a tutte le vittime a nome del collegio per quello che hanno subito qui”. Il gesuita ha quindi assicurato “la discrezione più totale”. Coloro che hanno subito abusi sono “liberi di denunciare alla polizia o di rendere pubblica la cosa. Non subirete minacce se parlate, al contrario, ci aiuterete a riparare a questi abusi”.

    www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1048903

    28 gennaio 2010 | 14:21
    Germania: un liceo di gesuiti coinvolto in uno scandalo di stupri
    Berlino. L’ennesima tegola a sfondo sessuale cade sulla testa della Chiesa cattolica. Questa volta in mezzo alla bagarre c’è finito un liceo tedesco gestito dai gesuiti, il prestigioso Canisius-Kolleg al Tiergarten, in cui, secondo il quotidiano Berliner Morgenpost, negli anni settanta e ottanta, si sarebbero verificati diverse violenze sessuali perpetrate da due insegnanti. A raccontare la vicenda, e a presentare le scuse ufficiali della scuola, è stato l’attuae rettore, Padre Klaus Mertes, a cui alcune delle vittime si erano rivolte per descrivere quanto avevano subito in passato. Il rettore ha così scritto una lettera a circa 600 ex studenti del liceo, molti dei quali sono oggi importanti personalità della vita politica, culturale ed economica della Germania. “La violenza dell’accaduto mi ha sconvolto -, ha dichiarato il rettore al quotidiano berlinese -. Ho assicurato alle vittime tutta la mia discrezione. Adesso loro sono liberi di decidere se rivolgersi all’opinione pubblica o alla polizia”. I due insegnanti, entrambi sacerdoti in quel periodo, hanno lasciato l’ordine dei gesuiti negli anni ottanta e oggi non insegnano più nell’istituto.

  • Nuovo scandalo sessuale nella Chiesa. I gesuiti tedeschi accusati di stupro Coinvolto uno dei più prestigiosi licei di Berlino.

    Nuovo scandalo sessuale nella Chiesa. I gesuiti tedeschi accusati di stupro Coinvolto uno dei più prestigiosi licei di Berlino.

    La chiesa finisce nuovamente nel mirino delle polemiche. Un nuovo scandalo a sfondo sessuale, infatti, ha investito il mondo ecclesiale, questa volta in Germania. Sul quotidiano Berliner Morgenpost il rettore di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti, ha presentato le scuse ufficiali a nome dell’istituto per una serie sistematica di violenze sessuali avvenute negli anni Settanta e Ottanta da parte di due insegnanti. Le testimonianze di alcuni allievi hanno convinto il rettore che non si trattava di casi sporadici o isolati, ma di violenze sistematiche durate oltre un decennio. Almeno due insegnanti sacerdoti sono sospettati di aver compiuto gli abusi sugli studenti; entrambi hanno lasciato l’ordine dei gesuiti negli anni Ottanta e non insegnano più nella scuola.

    IL RETTORE: SONO SCONVOLTO

    Dopo che alcune vittime degli abusi si erano rivolte al rettore, padre Klaus Mertes, quest’ultimo ha scritto una lettera a circa 600 ex studenti dell’istituto, molti dei quali oggi occupano posizioni di rilievo nella società, nella politica e nell’economia tedesca. “La violenza dell’accaduto mi ha sconvolto”, ha dichiarato il rettore al Berliner Morgenpost. “Ho assicurato alle vittime tutta la mia discrezione. Adesso loro sono liberi di decidere se rivolgersi all’opinione pubblica o alla polizia”.

    BUFERA PRETI PEDOFILI IN IRLANDA

    Quanto accaduto in Germania è solo l’ultimo di una serie di scandali sessuali che ha visto protagonista la chiesa cattolica. Dopo la bufera che ha coinvolto alcuni sacerdoti in Nord America, recentemente è stata la chiesa irlandese a finire nella bufera. E’ stata una delle pagine più nere della storia d’Irlanda, e della storia della chiesa cattolica: l’abuso sessuale sistematico e ampiamente diffuso ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi. Un dossier con le testimonianze di 2.500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, negli istituti gestiti da preti e suore, riporta i racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.

    LA CONDANNA DEL PAPA

    E sul tema è intervenuto duramente anche il Papa che ha convocato tutti i vescovi irlandesi per il 15 e il 16 febbraio a Roma: due giorni di confronto sullo scandalo degli abusi sessuali del clero dell’Isola, durante i quali presumibilmente saranno resi noti ai rappresentanti delle diocesi irlandese i contenuti della lettera che Benedetto XVI ha annunciato avrebbe inviato ai fedeli d’Irlanda per chiedere scusa e per ribadire la contrarietà della chiesa a tali abusi.

    LA COMPAGNIA DI GESU’, IL PIU’ GRANDE ISTITUTO RELIGIOSO

    La Compagnia di Gesù, questo il nome ufficiale dei gesuiti, è considerata singolarmente il più grande istituto religioso della Chiesa cattolica. Fu fondata nel 1534 da un gruppo di sei studenti dell’Università di Parigi che erano guidati da Ignazio di Loyola. L’attuale superiore dei gesuiti, storicamente chiamato il Papa Nero, per via del colore della tonaca, per la durata a vita dell’incarico e per il peso dell’ordine nel mondo cattolico, è padre Adolfo Nicolas, eletto il 19 gennaio 2008. Al primo gennaio 2009 i gesuiti erano in totale 18.516, di cui 13.112 sacerdoti (- 193 rispetto al 2008). La provincia più numerosa è quella italiana, con circa 700 membri.

    (Apcom)

  • Prete violenta 13enne e poi le fa recitare l’Ave Maria

    Prete violenta 13enne e poi le fa recitare l’Ave Maria

    Un prete irlandese è accusato di aver violentato una bambina e di averla successivamente confessata, ordinandole di recitare 10 Ave Maria, per espiare la “colpa”. Il processo al religioso si sta celebrando in questi giorni in Irlanda.

    Il prete si chiama Maeliosa O Hauallachain, ha 72 anni, e vive a Killiney. Tre le occasioni nelle quali avrebbe abusato di una bimba di 13 anni, nel 1981 e nel 1982, anche se lui respinge tutte le accuse. La ragazza, che oggi è diventata una signora di 42 anni, ha detto che il prete l’ha violentata, chiedendole di “non dire niente a nessuno”. Un caso di vera e proprio manipolazione: “Avevo paura di lui. Credevo che se avessi detto a qualcuno ciò che mi aveva fatto, Dio mi avrebbe punita”. La prima violenza è avvenuta poco prima che la ragazza entrasse nel confessionale. “Mi ha fatto sedere sulle sue ginocchia, e ha iniziato a baciarmi. Poi ha chiuso la stanza del confessionale, e mi ha violentata”. Alla fine le ha anche detto di dire 10 Ave Maria. “Come una sciocca le ho pure recitate”, ricorda la donna vittima della violenza.

    Una vicenda che l’ha profondamente sconvolta e segnata, per tutta la vita: “Da allora ho iniziato a bere, perché mi sentivo sporca. Non riuscivo a liberarmi di un odore che mi seguiva ovunque”.

  • Pedofilia, Irlanda: dieci Ave Maria dopo le molestie

    Pedofilia, Irlanda: dieci Ave Maria dopo le molestie

    Pedofilia, Irlanda: dieci Ave Maria dopo le molestie

    Nel corso di un processo in corso a Dublino contro padre Maeliosa O Hauallachain, ora settantaduenne, accusato di tre abusi sessuali commessi tra il 1981 e il 1982 su una ragazza allora tra i tredici e i quattoridici anni, la vittima ha dichiarato che, dopo aver subito le molestie, il sacerdote le chiese di dire dieci Ave Maria per penitenza. La notizia è stata pubblicata sull’Independent*. Gli assalti ebbero luogo in un confessionale: alla ragazza fu chiesto di non dire nulla a nessuno. Padre Maeliosa si proclama innocente.
    * http://www.independent.ie/national-news/co…lt-2022638.html

  • Argentina. Arcivescovo condannato a 8 anni per violenza sessuale su seminarista, ci sono voluti 7 anni per condannre il vescovo

    Argentina. Arcivescovo condannato a 8 anni per violenza sessuale su seminarista, ci sono voluti 7 anni per condannre il vescovo

    L’ex arcivescovo emerito della provincia argentina di Santa Fè, Edgardo Storni (73 anni), è stato condannato a otto anni di prigione con l’accusa di abuso sessuale. A condannare Storni è stata la giudice Maria Mascheroni, a seguito della denuncia contro l’ex arcivescovo da parte dell’ex seminarista Ruben Descalzo per un fatto, ricordano fonti giudiziarie, avvenuto nel 1992. Storni, il cui legale ha già presentato appello, ha ottenuto gli arresti domiciliari in virtù dell’età avanzata.

    Argentina: ex arcivescovo condannato per abusi 30.12.2009 15:26
    L’ex arcivescovo emerito della provincia argentina di Santa Fé, il 73enne Edgardo Storni, è stato condannato mercoledì a otto anni di prigione per abusi sessuali. L’imputato, che beneficerà dei domiciliari per ragioni d’età, aveva approfittato di un seminarista nel 1992. I giudici hanno considerato come aggravante la posizione di superiorità gerarchica nei confronti della vittima. Il religioso, accusato formalmente nel 2003, si era dimesso nel 2002. In giugno, un altro prete argentino era stato condannato a Buenos Aires a 15 anni per aver abusato di un minore.

    Un ex arzobispo argentino condenado a 8 años de prisión
    Miércoles, 30 de Diciembre de 2009

    Buenos Aires (AFP) El ex arzobispo de la ciudad argentina de Santa Fe, monseñor Edgardo Storni, fue condenado a ocho años de prisión por “abuso sexual agravado” contra un seminarista, un hecho de fuerte repercusión en un país donde más del 90% de la población profesa el culto católico.

    El abogado defensor apelará la sentencia
    Ocho años de cárcel para el ex arzobispo Edgardo Storni

    El ex arzobispo de la ciudad de Santa Fe, monse¤or Edgardo Gabriel Storni, fue condenado ayer a 8 a¤os de prisión por abuso sexual agravado por su condición de sacerdote, informaron fuentes judiciales.

    La jueza María Amalia Mascheroni, resolvió de esta forma la única causa abierta que pesaba sobre el ex prelado y que tuvo su inicio ante la denuncia del ex seminarista Rubén Descalzo, por un hecho ocurrido en 1992, que fue denunciado 10 años después.

    Conocido el fallo, el abogado defensor, Eduardo Jauchen, informó que apelará la sentencia, mientras que el denunciante dijo a la prensa que “hoy se cierra una etapa de mi vida”.

    Descalzo contó que había pensando que “la condena no llegaría nunca, pero en mi interior sabía que la justicia alguna vez arribaría a buen puerto”.

    El caso tomó repercusión en el año 2000, a partir de una denuncia publicada en el libro Nuestra Santa Madre, de la periodista Olga Wornat, presentado durante la Feria del Libro de Santa Fe.

    En septiembre de 2002, el entonces arzobispo santafesino renunció a su cargo y envió una carta al Papa Juan Pablo II, en la que no reconocía “culpas” ni “acusaciones”.(Télam)

    El escándalo esta vez llegó a lo más alto

    Edgardo Storni fue condenado por el delito cometido contra un seminarista. Por esa denuncia había dejado el cargo.

    Por Washington Uranga

    El arzobispo católico de Santa Fe, Edgardo Gabriel Storni, fue condenado a ocho años de prisión por abuso sexual agravado por su condición, debido a que el delito fue cometido en perjuicio de un seminarista que estaba confiado a su responsabilidad. La decisión fue adoptada por la jueza María Amalia Mascheroni, quien resolvió en ese sentido la única causa abierta que pesaba sobre el obispo y que había sido iniciada en el año 2002 por el ex seminarista Rubén Descalzo, por un hecho ocurrido en 1992. Dado que el obispo tiene actualmente 73 años, es improbable que sea trasladado a una cárcel y es factible que se le otorgue la posibilidad de la prisión domiciliaria, atendiendo también a su estado de salud.

    Si bien el abogado de Storni, Eduardo Jauchen, adelantó que apelará la sentencia, de esta manera se cierra un capítulo muy importante de esta historia judicial que en el ámbito eclesiástico provocó la renuncia de Storni a sus responsabilidades como titular del Arzobispado de Santa Fe, que ahora ocupa José María Arancedo. Desde su alejamiento del cargo, concretado el 1º de octubre de 2002 tras una investigación eclesiástica que fue conducida por el arzobispo de Mendoza, José María Arancibia, Storni se radicó en La Falda (Córdoba) donde vive actualmente.

    La denuncia contra Storni fue revelada periodísticamente e investigada por Rosario/12, el suplemento de Página/12 que se edita en esa ciudad para toda la provincia de Santa Fe (ver aparte).

    Pese a las evidencias y testimonios en su contra, Storni nunca reconoció responsabilidad en los hechos que se le atribuyen, e incluso en su renuncia al arzobispado santafesino a través de una carta dirigida al entonces papa, Juan Pablo II, dijo no sentir “culpas” ni hacerse cargo de las “acusaciones” en su contra. Cada vez que fue citado por la Justicia rechazó todos los cargos.

    Desde febrero de 2003 Storni se encontraba procesado por el delito de abuso sexual, a partir de una decisión adoptada por el ex juez de Instrucción Eduardo Giovanni. En esa misma ocasión, el magistrado desestimó otras dos denuncias contra la autoridad religiosa al considerar que el tiempo transcurrido superaba el establecido para analizar la causa.

    En el proceso por el cual ahora resultó condenado, el ex seminarista Rubén Descalzo había declarado que “me hizo pasar a su departamento, donde sólo había una lámpara encendida. Hablamos mucho y me convenció para que fuera. Cuando llegamos a la puerta me abrazó. El abrazo comenzó a prolongarse y me apretó más contra su cuerpo. Colocó su cara en mi cuello y me besó”.

    Tras el fallo de ayer, el abogado defensor de Storni, Eduardo Jauchen, dijo que “la Justicia lo condenó a ocho años de prisión, que es la pena mínima, por abuso sexual agravado por la condición del autor. En este caso, se trataba de un sacerdote que estaba a la guarda”. Agregó que “esta sentencia no satisface las exigencias constitucionales de lo que debe ser una resolución adecuada a la decisión definitiva que, con grado de certeza en un proceso penal, se requiere para condenar a un ciudadano”.

    Dijo también que “no puede ser que por sospechas, rumores o versiones unilaterales se condene a una persona. Nuestro sistema democrático y republicano trata de evitar este tipo de arbitrariedades. Por lo tanto, o vivimos en democracia y república o seguimos viviendo en el caos, el desorden y culpamos a una persona por comentarios”.

    Oficialmente la jerarquía de la Iglesia Católica en Argentina no realizó ningún tipo de comentarios en relación a la condena al obispo Edgardo Storni, hecho que se suma a una larga lista de delitos sexuales cometidos en todo el mundo por ministros eclesiásticos. Tampoco se había pronunciado tras el fallo contra el sacerdote Julio César Grassi.

    El ahora condenado monseñor recibe del Estado la jubilación que cobra todo obispo cuando se retira de sus funciones activas, en general, al cumplir los 75 años. Edgardo Storni debió dejarlas antes.

    http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-137886-2009-12-31.html

  • Pedofilia/ Un altro vescovo irlandese rassegna dimissioni a Papa Mons. Moriarty, ex ausiliare di Dublino

    Pedofilia/ Un altro vescovo irlandese rassegna dimissioni a Papa Mons. Moriarty, ex ausiliare di Dublino

    Roma, 23 dic. (Apcom) – Un altro vescovo irlandese ha rassegnato le sue dimissioni al Papa dopo che un rapporto governativo ha criticato le gerarchie ecclesiastiche per lo scandalo dei preti pedofili. Si tratta di mons. Jim Moriarty, a capo della diocesi di Kildare et Leighlin. Il Vaticano ancora non ha comunicato se Benedetto XVI accetti le dimissioni. “Ho presentato oggi al Santo Padre le mie dimissioni da vescovo di Kildare e Leighlin”, scrive il presule sul sito della sua diocesi ). “Spero che ciò faccia onore alla verità che le vittime ancora vive hanno scoperto e apra la via ad un futuro migliore per tutte le persone coinvolte”, afferma. Morirarty, 73 anni, ha preso la sua decisione per le responsabilità ricoperte all’epoca in cui era vescovo ausiliare di Dublino dal 1991 al 2002. Una diocesi molto criticata nel rapporto Murphy del governo irlandese perché i responsabili hanno coperto sacerdoti pedofili, spostandoli, magari, da una parrocchia all’altra, mentre centinaia di bambini sono stati abusati sessualmente. “Accetto che, nel periodo in cui ero ausiliare, avrei dovuto sfidare la cultura prevalente”, ha detto. “So che qualsiasi mia azione io possa compiere, ora, non toglierà il dolore che le persone hanno sofferto. Chiedo nuovamente scusa a tutti i sopravvissuti e alle loro famiglie”. Dopo la pubblicazione del rapporto Murphy – che faceva seguito ad un altro documento altrettanto critico diffuso a maggio, il rapporto Ryan – il Papa ha convocato, a inizio dicembre, un vertice di emergenza in vaticano con i maggiorenti della Curia romana e i vertici dell’episcopato irlandese. Ad esso hanno fatto seguito le prime dimissioni, quelle di mons. Donald Brendan Murray, vescovo di Limerick e anch’egli ex ausiliare di Dublino. Il Papa ha poi annunciato che, prossimamente, invierà una lettera ai cattolici irlandesi “nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. La Santa Sede non ha specificato nulla di più, ma la missiva potrebbe stabilire ristrutturazioni e mutamenti profondi della Chiesa irlandese.

    http://www.ilcittadinomb.it/stories/apcom/201018