Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Don Dessì, il processo torna in appello

    Don Dessì, il processo torna in appello

    Monica Tiezzi
    La Cassazione annulla per la seconda volta la sentenza di condanna della Corte d’Appello nei confronti di Marco Dessì, l’ex missionario sardo della Confraternita «Gesù divino operaio», accusato di abusi sessuali su alcuni bambini del Nicaragua, e rinvia di nuovo il procedimento ai giudici di secondo grado.
    Il nuovo colpo di scena nell’intricata vicenda giuridica è arrivato ieri sera dalla quarta sezione penale della Cassazione, chiamata a giudicare la sentenza di appello che, nel luglio 2010, aveva condannato Dessì a sette anni per abusi sessuali su minori.
    La motivazione della Cassazione sarà depositata nei prossimi giorni, ma dal dispositivo della sentenza sembrano essenzialmente tre i punti che, accogliendo le motivazione della difesa, hanno indotto i giudici supremi ad annullare la condanna: il non dovuto risarcimento danni e pagamento delle spese processuali nei confronti di uno dei ragazzi denuncianti, previsto invece dalla sentenza d’appello; la caduta dell’aggravante di atti di violenza su infraquattordicenni; una valutazione errata del computo della pena nella continuazione dei reati.
    Il primo punto fa riferimento alla denuncia di una vittima che aveva sostenuto di essere stata molestata durante un tour del coro fondato dall’ex missionario, a Houston, mentre la difesa ha dimostrato, con documenti doganali, che il ragazzo non si trovava negli Usa quando sarebbero avvenuti i fatti. Le vittime quindi avrebbero tutte compiuto i 15 anni all’epoca degli abusi e, anche in considerazione di questo, cadrebbe un’aggravante e sarebbe sbagliato il computo della pena.
    «Siamo soddisfatti, la Cassazione ci ha dato ragione», ha commentato ieri sera a caldo Massimo Jasonni, legale di Dessì assieme a Pierluigi Concas.
    Marco Dessì, 63 anni, – che nel febbraio 2010 è stato «dimesso dallo stato clericale» da papa Benedetto XVI in seguito all’inchiesta interna del Vaticano – ha atteso la sentenza nella casa di famiglia in Sardegna, dove si trova da circa sei mesi, quando – scaduti i termini della custodia cautelare – ha lasciato il carcere di Saluzzo.
    Resterà libero finchè non sarà messa la parola fine alla sua vicenda processuale.
    L’inchiesta aveva preso le mosse nel 2006 dalla denuncia delle associazione umanitarie «Rock no war» e «Solidando» – rappresentate dall’avvocato reggiano Marco Scarpati – che avevano raccolto, con show e manifestazioni, fondi per la missione «Betania» di Chinandega gestita da don Dessì, e alle quali erano giunte voci inquietanti sul comportamento del sacerdote.
    Le denunce di sei ragazzini – raccolte su dvd da un volontario che si era recato in Nicaragua – erano quindi approdate alla procura di Parma.
    La complessa inchiesta del pm Lucia Russo aveva scoperto, tra l’altro, che Dessì aveva archiviato nel suo pc 1440 file con immagini pedopornografiche, scaricate fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006.
    Il sacerdote era stato condannato in primo grado il 23 maggio 2007 dal gup Roberto Spanò a 12 anni per violenza sessuale su tre ragazzi, ed era stato rinchiuso nel carcere di Saluzzo. Pena ridotta a otto anni in appello.
    La Cassazione però, nel maggio 2009, aveva annullato senza rinvio la sentenza di condanna per tutte le imputazioni relative a fatti avvenuti prima dell’agosto ’98, e stabilito che si doveva tornare al giudizio della Corte d’Appello per i restanti episodi. La seconda sentenza dei giudici di Bologna, nel luglio 2010, aveva ulteriormente ridotto la pena a sette anni.
    Ora, dopo il secondo pronunciamento della Cassazione, il procedimento torna, per la terza volta, in Corte d’Appello.

    http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/…n_appello_.html

     

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
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    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • Preti pedofili, spacciatore: «Don Seppia mi chiedeva bimbi tra i 10 e i 12 anni»

    Preti pedofili, spacciatore: «Don Seppia mi chiedeva bimbi tra i 10 e i 12 anni»

    Il pusher: quando proposi una 15enne mi disse che non era di suo gradimento. Per tre anni l’ho rifornito di cocaina

    ROMA – Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente (Genova), arrestato a maggio per abusi sessuali su minori e cessione di stupefacenti, avrebbe chiesto a uno spacciatore 26enne della Guinea che viveva a Milano di procurargli bambini tra i 10 e 12 anni. Lo ha raccontato lo stesso pusher, fermato per spaccio il 21 giugno su richiesta del pm di Milano Luca Gaglio, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del capoluogo lombardo Maria Vicidomini.

    «Don Riccardo Seppia mi chiedeva di procurargli non solo cocaina, consegnatagli per tre anni puntualmente ogni due settimane, ma anche bambini tra i 10 e i 12 anni. E quando gli ho proposto una ragazzina portoghese di 15, mi ha risposto che non era di suo gradimento». È quanto ha dichiarato davanti al gip di Milano Maria Vicidomini lo spacciatore del prete finito in carcere nei mesi scorsi per pedofilia.

    Il 26enne porta quindi nuove fonti di prova a carico del parroco, la cui posizione ora è al vaglio della procura di Genova. A gennaio lo spacciatore aveva cercato di raggiungere la Spagna per sposarsi e ottenere così la cittadinanza. La Polaria lo ha bloccato in aeroporto e lo ha denunciato a piede libero per sostituzione di persona perché cercava di superare la dogana con un passaporto falso. Un modo per non ostacolare l’indagine in corso della procura di Milano. Il fermo è scattato in occasione di un nuovo tentativo del 26enne di andare a sposarsi in Spagna con una portoghese. Stava per partire con l’aiuto di un camionista quando sono scattate le manette. Il monitoraggio dei carabinieri nel frattempo ha documentato da parte dell’indagato un’attività quotidiana di spaccio di droga, quasi esclusivamente cocaina.

    Ha servito don Seppia dal 2008 fino al dicembre 2010 finché il cliente si è rivolto a uno spacciatore genovese. Gliela consegnava a domicilio, comprandone piccole dosi che tagliava un attimo prima di portargliele. Quando è stato fermato, il 26enne era in possesso di 14 ovuli di cocaina che ha ingoiato nel tentativo di nasconderli . È stato piantonato in ospedale finché li ha espulsi e nella sua abitazione gli investigatori hanno trovato anche 20 grammi di cannabis. Alle spalle ha giá una condanna per droga ed è recidivo specifico infraquinquennale. Era stato indicato come proprio spacciatore dallo stesso don Seppia, il cui arresto è stato recentemente confermato dai giudici del Riesame di Genova.
    Martedì 05 Luglio 2011 – 18:50

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=155085&sez=HOME_INITALIA

  • Don Luciano, depositato il ricorso in Appello: 174 pagine per smontare le tesi dell’accusa

    Don Luciano, depositato il ricorso in Appello: 174 pagine per smontare le tesi dell’accusa

    E’ stato depositato sabato mattina il ricorso in Appello contro la sentenza che ha condannato a sette anni e otto mesi di reclusione don Luciano Massaferro, il parroco alassino “incastrato” dalle dichiarazioni di una minore che ha raccontato episodi di abusi ripetuti in almeno tre casi.

    Centosettantaquattro pagine in cui gli avvocati della difesa, Alessandro Chirivì e Mauro Ronco, sono andati a ripercorrere la vicenda, le dichiarazioni dei testimoni, e, in particolare, i racconti della piccola. I legali di don Luciano sono sempre stati scettici circa l’attendibilità della dodicenne e in quelle 174 pagine vogliono smontare un’accusa a dir poco infamante per un parroco cui non è mai venuto meno l’affetto di amici e parrocchiani che, anche su Facebook, hanno sempre gridato alla sua innocenza.

    Gli avvocati Ronco e Chirivì si sono sempre chiesti come mai sia stato dato così tanto peso alle parole della ragazzina e nessuna credibilità, invece, ai testimoni della difesa dipinti come persone “influenzate dall’ambiente parrocchiale”. Don Luciano è stato arrestato il 29 dicembre del 2009 e rinchiuso dapprima nel carcere di Valle Armea a Sanremo, per poi ottenere prima il trasferimento nel convento di suore di clausura a Diano Castello e fare infine ritorno nella “sua” Alassio, nell’alloggio che si trova dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, dove ha atteso la sentenza e dove i legali lo raggiungono per tenerlo aggiornato sull’iter della sua vicenda giudiziaria.
    » Federica Pelosi

    http://www.ivg.it/2011/06/don-luciano-depo…esi-dellaccusa/

    Articolo n° 171910 del 29 giugno 2011 delle ore 13:27

    Ricorso in Appello per don Lu, la parte civile: “Atto prevedibile. Nuovo fardello per la bimba”

    Alassio. “Un atto prevedibile”: così Mauro Vannucci, il legale che rappresenta la famiglia della ragazzina che accusa don Luciano Massaferro di abusi sessuali, commenta il ricorso in Appello da parte degli avvocati del parroco alassino condannato, con la sentenza dello scorso febbraio, a sette anni e otto mesi di reclusione.

    “E’ un atto che non stupisce – dice Vannucci – Semmai ciò che preoccupa è la reazione della piccola che sta cercando faticosamente di raggiungere un minimo di serenità, proprio ora che si stava godendo la meritata promozione a scuola. C’è comunque una grande consapevolezza da parte di questa bambina di dover affrontare le difficoltà della vita, compreso questo processo che ormai si porta dietro da due anni. Sa che questa è una situazione con la quale dovrà convivere ancora per un po’ e cerca di gestire al meglio questa situazione, cosa non facile per una persona così giovane che porta sulle spalle un fardello del genere. La famiglia ovviamente le si stringerà ancora di più attorno per sostenerla”.
    » Federica Pelosi

    http://www.ivg.it/2011/06/ricorso-in-appel…o-per-la-bimba/

  • “Ho chiesto aiuto al cardinale, ma lui ha coperto il frate che mi aveva stuprata”

    “Ho chiesto aiuto al cardinale, ma lui ha coperto il frate che mi aveva stuprata”

    Dario Ferri 29 giugno 2011

    L’arcivescovo di Vienna Schönborn denunciato per aver nascosto due casi di abusi sessuali da parte di religiosi della sua diocesi

    Pope Benedict XVI (L) and and Cardinal Christoph Schoenborn during a mass at the in Vienna, Austria, 07 September 2007. The German-born pontiff arrived for a three-day visit to Austria earlier in the day. EPA/ROBERT JAEGER +++(c) dpa – Bildfunk+++

    Il cardinale di Vienna Christoph Schönborn è stato denunciato insieme a due altri religiosi della Chiesa cattolica austriaca in merito ad alcuni abusi sessuali che il porporato avrebbe coperto. L’avvocato della vittima, Werner Schostal , lo ha annunciato alla stampa, spiegando come l’arcivescovo di Vienna avrebbe impedito di far intervenire la magistratura per punire un prete ed un frate francescano che avevano violentato ripetutamente una donna.

    MOLESTIE COPERTE – Nel 1994 un’austriaca che oggi ha 45 anni avrebbe confidato a Christoph Schönborn, all’epoca vescovo ausiliario, di essere stata molestata da un frate francescano tirolese durante le giornate mondiali della gioventù svoltesi dieci anni prima a Roma, quando aveva 17 anni. L’incontro col Papa si sarebbe dunque trasformato in un incubo per la donna, stuprata nell’abitazione del religioso, che ha poi subito ulteriori abusi sessuali negli anni successivi. I casi di violenza sono stati confessati anche dal frate molestatore alla diocesi di Innsbruck, che lo ha sospeso dal suo ruolo di consulente spirituale nelle scuole. La Commissione Klasnic, istituita dalla Chiesa austriaca e dal governo per indagare sugli abusi dei religiosi austriaci, ha riconosciuto la donna come vittima di una violenza sessuale, offrendole un percorso terapeutico per mitigare il trauma degli abusi subiti. Christoph Schönborn non avrebbe però, secondo quanto denunciato dalla donna, denunciato il frate tirolese responsabile delle violenze, coprendolo in modo da impedire l’avvio di un’inchiesta della magistratura.

    NUOVO ABUSO – La donna ha inoltre denunciato il responsabile di Missio Austriaca, un’istituzione religiosa, direttamente dipendente dal Vaticano, responsabile dell’evangelizzazione dei popoli. Il direttore, Leo Maasburg, avrebbe abusato della donna negli anni novanta, dopo che lo stesso cardinale Schönborn le ha consigliato di contattarlo per denunciare la violenza subita in precedenza dal frate francescano. Sia il cardinale di Vienna che il responsabile di Missio Austria hanno respinto le accuse, sulle quali ora indagherà la magistratura. Anche la commissione Klasnic ha avviato un’indagine sull’abuso compiuto da Maasburg, noto in Austria e nel mondo cattolico per essere stato a lungo un accompagnatore di Madre Teresa di Calcutta.

    http://www.giornalettismo.com/archives/131…aveva-stuprata/

  • Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Premessa: Seguire la legge civile non significa assolutamente niente. Tutti dobbiamo seguire la legge. Se invitassimo a non seguirla sarebbe istigazione a delinquere.

    E siccome in Italia non vi è obbligo di denuncia dei crimini sessuali è ovvio che il Vaticano non vuole che i vescovi denuncino i preti criminali.

    I preti devono limitarsi a non ostacolare la legge (cosa che in verità non fanno sempre), non a denunciare.

    E difatti in Italia si riscontra un solo caso di prete denunciato dal vescovo per abusi sessuali, a Bolzano, il prete nazionalista altoatesino Martin Steiner.

    Quando qualche prete ha effettivamente collaborato con la magistratura è stato fatto fuori, come nei casi di don Ruggero Conti e don Nello Giraudo.

    La direttiva vera è sempre la stessa: proteggere i preti criminali e soffocare lo scandalo.


    18-06-11
    PEDOFILIA: MONS.SCICLUNA, VESCOVI SEGUANO LEGGI E GIURISPRUDENZA PAESE

    (ASCA) – Roma, 18 giu – L’indicazione della Santa Sede ai vescovi di tutto il mondo e’ quella di seguire la legge locale di fronte ai casi di pedofilia che si verificano all’interno della Chiesa. Un’istruzione gia’ contenuta nella Lettera circolare inviata dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede alle conferenze episcopali e ribadita oggi da mons.

    Charles Scicluna, promotore di giustizia dell’ex-Sant’Uffizio, con la precisazione che il rispetto delle leggi include comprende anche quello di seguire ”gli sviluppi della giurisprudenza”.

    Mons. Scicluna ha risposto oggi alle domande dei giornalisti alla presentazione del simposio ”Verso la guarigione e il rinnovamento”, organizzato dalla Pontificia Universita’ Gregoriana insieme ad alcuni dicasteri della Santa Sede. Alla domanda se i vescovi italiani abbiano o meno l’obbligo di denunciare al magistrato crimini di pedofilia di cui vengano a conoscenza, visto che in un caso recente la giurisprudenza ha difeso uno psicologo che aveva denunciato i rischi che un suo paziente abusasse di bambini, anche violando il segreto professionale, il ‘pubblico ministero’ vaticano per i casi di abuso ha risposto che ”la Conferenza episcopale italiana ha una equipe di grandi giuristi per seguire gli sviluppi della giurisprudenza”.

    I vescovi, per mons. Scicluna, hanno se non lo ”obbligo normativo” di certo la ”responsabilita’ morale” di seguire le ”pratiche migliori” in campo di protezione dei bambini, anche al di la’ delle leggi locali.

    www.asca.it/news-PEDOFILIA__MONS_SC…27394-ORA-.html

    Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, durante la presentazione del simposio ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, è stato interpellato dai giornalisti sul tema della pedofilia clericale.
    “Negli ultimi tempi”, ha affermato, “ho notato una grande consapevolezza” tra i vescovi e la “volontà di dare una risposta adeguata”. Alla domanda se vescovi siano tenuti a denunciare gli abusi di cui vengono a conoscenza, mons. Scicluna ha detto non hanno un “obbligo normativo”. C’é però, ha aggiunto, una “responsabilità morale” perché seguano “pratiche migliori” per proteggere i minori. Mentre i giudici italiani propendono per l’obbligatorietà della denuncia da parte dei vescovi, i giuristi consultati dalla Cei ritengono sufficiente che il vescovo raccomandi le vittime a denunciare gli abusi, senza sostituirsi a loro nella denuncia.
    Comunque, “vale anche per l’Italia la nostra raccomandazione agli episcopati di recepire con spirito di collaborazione la legislazione civile attuale”, comprese “le sentenze più recenti”, ha chiarito Scicluna. La “comunità cristiana” e il clero, ha aggiunto, devono essere educati a riconoscere i segni di ogni “abuso di potere a sfondo erotico”, perché ogni abuso provoca un “trauma” che può portare ad “uccidere nell’anima del cristiano la fede”.

    Valentino Salvatore

    www.uaar.it/news/2011/06/19/mons-sc…-gestire-abusi/

  • Ischia. Inveisce durante processione: “Preti pedofili, vergognatevi”. Denunciato, Portato in caserma come un criminale

    Ischia. Inveisce durante processione: “Preti pedofili, vergognatevi”. Denunciato, Portato in caserma come un criminale

    Ischia, 48enne inveisce contro processione: “Preti pedofili, vergognatevi”
    Martedì 14 Giugno 2011 14:54 di giancarlo bottone

    Ieri, 13 giugno, si è festeggiato uno dei santi più venerati al mondo, Sant’Antonio da Padova, santo talmente noto da essere il patrono del Portogallo, del Brasile e di numerosissime città italiane. Molte sono le processioni a lui dedicate, e così è stato anche sull’isola di Ischia, nel golfo di Napoli.

    Ma l’evento religioso è stato turbato da un episodio che ha suscitato lo stupore e incredulità delle numerose persone presenti. Erano le 19.00 quando il corteo, che in quel momento si trovava a Casamicciola Terme, comune ischitano, è stato bloccato all’altezza del noto negozio “Ceramiche Mennella” da un uomo di 48 anni che ha incominciato a urlare:<<preti pedofili, vergognatevi>>. L’ischitano era a bordo del suo motociclo, e a quanto pare si era fermato appositamente nell’attesa di comunicare il suo “astio” nei confronti dei frati e dei sacerdoti che guidavano la processione. <<pedofili, preti pedofili, dove andate?>> ha continuato con crescente rabbia il 48enne, causando pochi risolini imbarazzati e tanto sgomento nei volti dei credenti, a maggior ragione in quelli dei sacerdoti. Mentre l’uomo continuava nella sua invettiva, il comandante dei vigili, Gelsomino Sirabella, intervenuto per fermare il traffico causato dalla processione, si è reso conto di ciò che stava accadendo e ha chiesto l’intervento dei Carabinieri che, a bordo di motociclette, hanno inseguito e fermato l’uomo, che nel frattempo stava cercando di fuggire. Il 48enne, dopo l’identificazione, è stato portato in caserma e denunciato dai carabinieri diretti dal capitano Andrea Zapparoli per “turbamento di funzioni religiose del culto cattolico”.
    Al di là dell’episodio quanto mai curioso e della giustificabile reazione di turbamento di fronte a tanta irruenza da parte delle persone e dei sacerdoti presenti alla processione, c’è da valutare un dato oggettivo, ossia che negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria epidemia di scandali che avevano come oggetto proprio la denuncia degli abusi sessuali su minori commessi dagli uomini di chiesa. L’argomento è stato oggetto anche di un recente studio commissionato dalla Conferenza episcopale statunitense al “John Jay College of Criminal Justice” di New York col fine di cercare le cause degli abusi sessuali sui minori da parte dei preti cattolici negli Stati Uniti dal 1950 al 2010. I risultati di tale studio indicano che le cause non sono da ricercare nei cosiddetti “luoghi comuni” sulla pedofilia nella Chiesa, come il celibato o la tendenza omosessuale di alcuni preti: secondo i ricercatori infatti i preti che hanno commesso abusi sono generalmente quelli che hanno ricevuto una scarsa “formazione umana” durante il seminario, a cui mancavano legami stabili, o che erano cresciuti in famiglie ”dove si era parlato poco, o in termini esclusivamente negativi, del sesso”. Dunque sembra che un prete che compia abusi non si distingua poi così marcatamente da un “normale abusatore”: forse è questo il motivo per cui è difficile individuare preventivamente i potenziali molestatori nella Chiesa, motivo che si aggiunge allo status di fiducia di cui di solito godono. Una fiducia, in alcuni casi, che appare quanto mai malriposta, come ha animatamente sottolineato il 48enne ischitano.

  • Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    11 giugno 2011
    La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti non adotterà nuove linee guida per contrastare con più efficacia le molestie sessuali dei sacerdoti

    Nei prossimi giorni si riunirà a Seattle la Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Il vertice della Chiesa cattolica americana dovrà discutere di come superare lo scandalo più grave della sua storia, decine di migliaia di abusi sessuali compiuti da sacerdoti su minori e altri fedeli. Da Seattle però sembra che nessuna nuova notizia arriverà, perchè secondo i vescovi statunitensi la lotta alla pedofilia nella Chiesa si combatte già con discreti risultati.

    TUTTO FERMO DOPO LO SCANDALO – Finora la Chiesa americana ha speso 2 miliardi di dollari in spese legali e risarcimenti danni per le vittime dei preti pedofili. Dal 1950 ad oggi sono emerse più di 15 mila vittime che sono state violentate da personale della Chiesa oppure sacerdoti, reati di natura sessuale che hanno sconvolto migliaia di esistenze e provocato la più grande perdita di autorevolezze e credibilità mai subita dal cattolicesimo statunitense. Le nuove linee guida su come arginare questo fenomeno domineranno il dibattito della conferenza episcopale a stelle e strisce che si svolgerà a Seattle a metà giugno, la prima guidata dal nuovo presidente, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan.

    LA LOTTA ALLA PEDOFILIA VA BENE COSI’ – Il problema più grave da discutere è come rimuovere i preti che abusano di minori ma che poi continuano a rimanere nelle parrocchie dove esercitano il loro ministero. Nel sistema attuale i vescovi di varie diocesi possono sfruttare dei buchi per evitare di prendere misure che sanzionino i colpevoli. Recentemente in un processo a Philadelphia è emerso come il vescovo avesse coperto 37 sacerdoti accusati di molestie sessuali. La nuova bozza che sarà discussa alla conferenza episcopale però non aggiunge alcuna novità, un elemento che è criticato da movimenti religiosi e laici vicini alla Chiesa, che però auspicano una maggiore consapevolezza delle autorità ecclesiastiche nel combattere un fenomeno così grave e disgustoso. Secondo i dati forniti dagli ecclesiasti statunitensi però il contrasto agli abusi sessuali compiuti dai religiosi sta dando frutti anche con le vecchie regole, tanto che nel 2010 non si sarebbe verificato alcun caso, o quantomeno non c’è stata, ancora, alcuna denuncia.

    Publy

    http://www.giornalettismo.com/archives/129…on-se-ne-parla/

  • Accusato di abusi sessuali, sacerdote condannato a 7 anni

    Accusato di abusi sessuali, sacerdote condannato a 7 anni

    09 Giugno 2011 12:52

    BENEVENTO – Sette anni, così come chiesto dal pm Marilia Capitanio, il pagamento di una provvisionale di 7.500 euro in favore di ciascuna delle parti civili (oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede), l’interdizione dai pubblici uffici.
    E’ la condanna decisa ieri sera dal Tribunale, che ha escluso la lieve entità, al termine del processo a carico dell’ex parroco di San Nicola Manfredi, imputato di abusi sessuali che avrebbe commesso su due minori. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l’intervento dell’avvocato Angelo Leone, legale di una delle parti civili (l’altra è stata rappresentata dall’avvocato Sergio Rando), e l’arringa degli avvocati Umberto Del Basso De Caro e Marcello D’Auria, difensori dell’imputato, che avevano chiesto l’assoluzione del loro assistito per non aver commesso il fatto o, in subordine, perchè il fatto non sussiste.
    Il processo, scaturito da un’indagine avviata dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi alla Squadra mobile diretta dal vicequestore Giuseppe Moschella, era centrato su due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009. Quando il prete, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali. Una vicenda, quella al centro dell’attività degli investigatori della seconda sezione della Mobile, che aveva destato notevole clamore nel piccolo centro e non solo, e che ieri sera, come detto, ha fatto registrare la conclusione del giudizio di primo grado e la condanna del sacerdote. Entro novanta giorni il deposito delle motivazioni della sentenza.

    http://www.ilsannioquotidiano.it/primo-pia…o-a-7-anni.html

  • BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    Giovedì 9 Giugno 2011 – 11:39.

    Condanna pesante quella emessa dal Tribunale di Benevento ai danni di don Jesus Vasquez, già parroco di San Nicola Manfredi, riconosciuto colpevole di abusi sessuali commessi ai danni di due minori.
    I fatti risalgono al 2008 ed al 2009 ed hanno dato origine a delle querele presentate dai genitori dei ragazzi da cui hanno poi preso le mosse le indagini della Squadra Mobile.
    Oltre al carcere per il sacerdote è stato stabilito anche il pagamento di 7.500 euro a ciascuna delle parti, provvisionalmente, e l’interdizione dai pubblici uffici.
    Le richieste del pubblico ministero Marilia Capitanio sono state dunque accolte dal Tribunale che ha emesso questa prima sentenza.

    www.retesei.com/2011/35362.html