Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: aldo nuvola

  • Sesso con minori condannato a un anno l’ex parroco Nuvola

    Sesso con minori condannato a un anno l’ex parroco Nuvola

    Il sacerdote era stato sorpreso in auto con un quattordicenne. Condannato in primo grado a diciotto mesi per induzione alla prostituzione, ora i giudici hanno riqualificato il reato e ridotto la pena.

    La corte d’appello di Palermo ha condannato Aldo Nuvola a un anno di reclusione per atti sessuali a pagamento con un minore. I giudici hanno riqualificato il reato – inizialmente era stata contestata l’induzione alla prostituzione minorile – e ridotto la pena: in primo grado aveva avuto un anno e sei mesi. L’ex sacerdote era stato sorpreso in auto con un quattordicenne durante un rapporto sessuale.

    L’ex sacerdote è stato arrestato alcuni mesi fa e sospeso a divinis per un’altra ipotesi di induzione alla prostituzione minorile venuta fuori durante l’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo. Dalle intercettazioni del presunto responsabile del delitto – poi rivelatosi innocente – erano emersi i rapporti del sacerdote con una serie di minorenni che avevano rapporto sessuali a pagamento con padre Nuvola.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/02/12/news/sesso_con_minori_condannato_a_un_anno_padre_aldo_nuvola-78398952/

  • Soldi ai ragazzini per sesso, ex prete di Palermo a processo

    Soldi ai ragazzini per sesso, ex prete di Palermo a processo

    Il 27 febbraio la prima udienza con il rito abbreviato. L’ex sacerdote deve rispondere dell’accusa di induzione alla prostituzione minorile

    Si terrà a partire dal 27 febbraio il processo con rito abbreviato nei confronti dell’ex parroco Aldo Nuvola. L’accuse contestate all’ex responsabile della parrocchia “Regina Pacis di Palermo, ora sospeso “a divinis”, è induzione alla prostituzione minorile Il religioso avrebbe pagato diversi ragazzini non ancora maggiorenni per avere rapporti sessuali con lui. Il rito abbreviato si svolgerà davanti al gup Riccardo Ricciardi. Nuvola avrebbe, nel corso delle indagini, ammesso parzialmente le sue responsabilità ma negando di aver mai saputo che i giovani con cui aveva rapporti mercenari fossero minorenni.

    http://www.nuovosud.it/cronaca-palermo/soldi-ai-ragazzini-sesso-ex-prete-di-palermo-processo-8369

  • Don Aldo Nuvola resta in cella  E il cardinale Romeo chiede di incontrarlo

    Don Aldo Nuvola resta in cella E il cardinale Romeo chiede di incontrarlo

     La posizione si alleggerisce, ma l’ex sarcerdote, sospeso a divinis, resta rinchiuso nel carcere Ucciardone. È accusato di avere avuto rapporti sessuali a pagamento con dei minorenni. Presto potrebbe ricevere la visita dell’arcivescovo di Palermo.

    PALERMO – La sua posizione potrebbe alleggerirsi, ma don Aldo Nuvola resta in carcere. E presto potrebbe ricevere la visita del cardinale Paolo Romeo.

    L’arcivescovo di Palermo alcuni giorni fa ha chiesto di incontrare il sacerdote accusato di avere avuto rapporti sessuali con dei minorenni. Dal punto di vista penale l’ex parroco non è stato ancora giudicato. Non si conosce quale esito avrà l’inchiesta che lo coinvolge. Sin d’ora, però, c’è la questione morale di un uomo che, in abito talare, ha commesso un peccato talmente grave da meritare la sospensione a divinis. Ed è nella logica del confronto fra pastore di anime e peccatore che Romeo dovrebbe avere chiesto l’incontro. Il condizionale deriva dal fatto che la sua richiesta, spedita al direttore del carcere Ucciardone, è di poche righe e non svela i motivi della visita.

    Adesso spetta al Giudice per le indagini preliminari dare o meno il via libera all’incontro. Nel frattempo lo stesso giudice Agostino Gristina ha deciso che per il momento don Nuvola non sarà trasferito in una struttura psichiatrica per curarsi come chiesto dai suoi legali.

    Secondo il giudice, l’indagato deve restare in cella dove è rinchiuso da luglio scorso con l’accusa di avere avuto, in tre occasioni, rapporti sessuali con dei minorenni. Per i primi due episodi i termini di custodia cautelare sono scaduti. Resta in piedi il terzo che vedrebbe coinvolti il sacerdote e due giovani.

    L’ex parroco della chiesa Regina Pacis era inizialmente accusato di istigazione alla prostituzione minorile e rapporti sessuali illeciti con minori. Per il primo reato si rischiano anche quindici anni di carcere. Per il secondo, l’eventuale pena non supera i sei anni. Secondo una recentissima sentenza delle sezioni unite della Cassazione, che gli avvocati Nino Caleca e Mario Zito hanno cucito addosso al loro cliente, quando un maggiorenne offre del denaro ad una persona di età compresa tra i 14 e i 18 anni per convincerla a intrattenere rapporti sessuali esclusivamente con il soggetto agente si configura il reato meno grave. Che nel caso di Nuvola riguarda due dei tre rapporti sessuali per i quali è finito in carcere. Non si conosce ancora la parte della motivazione in cui i Supremi giudici hanno affrontato il tema dei rapporti sessuali in presenza di più minori.

    Nell’attesa, don Nuvola resta in cella.Cella dalla quale l’ex sacerdote, interrogato dai pubblici ministeri Calogero Ferrara e Claudio Camilleri, ha sempre respinto le nuove accuse dei due minorenni che gli sono piovute addosso. Le ha sempre qualificate come millanterie di giovani dediti alla prostituzione che si vantano per quel cliente insolito. All’Ucciardone don Nuvola aveva ammesso di avere avuto rapporti sessuali con un solo ragazzo, che però credeva fosse maggiorenne. Si era detto dispiaciuto, chiedendo scusa “ai miei superiori, alla mia famiglia, ai fedeli, alle persone che mi vogliono bene”. Ed aveva pure annunciato di essere pronto ad iniziare un percorso di guarigione. Percorso che, però, per il momento è stato stoppato dal giudice.

    In passato era stata la stessa Curia a offrire una chance a don Nuvola. La vicenda è stata ripercorsa nel provvedimento di sospensione a divinis. Nel 2012 il sarcerdote ed ex insegnante di religione, dopo avere rimediato una condanna per un episodio analogo a quelli che gli vengono contestati ora, “era stato invitato a presentare le dimissioni dalla carica di insegnante di Religione in data 4 ottobre 2008 e a dimettersi da parroco della Parrocchia Regina Pacis nel dicembre 2008, allorquando si era avuta la notizia di un procedimento nei suoi riguardi per molestia nei confronti di un giovane di 17 anni. In quella circostanza si era proceduto ad allontanarlo dall’ufficio di parroco”. Inoltre gli era stato intimato di soggiornare presso la Casa “Il Cenacolo” dei Padri Venturini a Barcellona Pozzo di Gotto per un periodo di riflessione e di accompagnamento spirituale e psicologico. Successivamente era stato stabilito che seguisse “un percorso organico e ben strutturato della durata di almeno due anni, che mirasse al consolidamento della maturità umana, affettiva e sacerdotale presso una struttura protetta”.

    http://livesicilia.it/2014/01/10/sacerdore-sesso-minorenni-aldo-nuvola_426691/

  • Palermo, prostituzione minori: nuove accuse contro prete Aldo Nuvola

    Palermo, prostituzione minori: nuove accuse contro prete Aldo Nuvola

    PALERMO. Si aggrava la posizione di Aldo Nuvola, il sacerdote arrestato a luglio con l’accusa di
    induzione alla prostituzione e atti sessuali con minori. Gli investigatori hanno individuato altri due ragazzini, oltre ai tre rintracciati all’inizio dell’indagine, con i quali il prete, sospeso a divinis dopo il fermo, avrebbe avuto rapporti a pagamento. Le nuove accuse saranno contestate a padre Nuvola, domani, dal pm Geri Ferrara che andrà ad interrogarlo in carcere.

    Le relazioni del sacerdote vennero fuori nel corso dell’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo, ucciso il 24 aprile scorso. I carabinieri intercettarono una telefonata tra il diciassettenne arrestato per il delitto e il prete. I due avevano una relazione. Il minorenne chiamò don Nuvola pochi minuti dopo l’assassinio, circostanza che induce gli inquirenti a ipotizzare che l’indagato possa avere aiutare il giovane nella fasi successive all’omicidio. Interrogato dai carabinieri il 17enne confessò i suoi rapporti col sacerdote che venne intercettato: da qui la scoperta del giro di prostituzione minorile che padre Nuvola frequentava.

    http://palermo.gds.it/2013/10/28/palermo-prostituzione-minori-nuove-accuse-contro-prete-aldo-nuvola-297940_166936/

  • Padre Nuvola adesso vuole guarire: lascia l’Ucciardone?

    Padre Nuvola adesso vuole guarire: lascia l’Ucciardone?

    Il sacerdote arrestato lo scorso 23 luglio per avere adescato minorenni vive in carcere con altri detenuti, dopo l’isolamento delle scorse settimane. I suoi legali presentano un’istanza al Gip per il trasferimento in un centro di recupero

    Padre Aldo Nuvola vuole essere curato e aiutato. Per questo motivo i suoi avvocati hanno chiesto il trasferimento dal carcere Ucciardone a un centro di recupero. Insomma, una detenzione alternativa. Il sacerdote finito in manette per induzione alla prostituzione minorile, negli scorsi giorni ha ammesso di avere avuto alcuni rapporti sessuali a pagamento perché si sentiva solo, ma ha negato di sapere che i suoi partner erano minorenni. Davanti al giudice il prete si era avvalso della facoltà di non rispondere, rispondendo però alle domande dei pm.

    Gli avvocati di don Nuvola, Marcello Montalbano, Mario Zito e Nino Caleca, presenteranno istanza al Gip Antonio Gristina. L’obiettivo è trasferire il prete in un centro di cura, in cui possa essere seguito psicologicamente.

    Intanto il sacerdote ha lasciato la cella dell’Ucciardone, dove era stato rinchiuso lo scorso 23 luglio, e nella quale viveva in isolamento. Trascorre le sue giornate in una cella diversa, con altri detenuti. Ma adesso Aldo Nuvola vuole cambiare vita. Si ritiene un peccatore e intende curarsi e guarire. Basteranno le sue intenzioni di redenzione a convincere il giudice?

    http://www.palermotoday.it/politica/padre-nuvola-pentimento-carcere-ucciardone.html

     

  • RAGAZZINI PAGATI PER FARE SESSO, PRETE IN MANETTE

    RAGAZZINI PAGATI PER FARE SESSO, PRETE IN MANETTE

    NEL giorno in cui la Chiesa siciliana gremiva il prato del Foro Italico per la beatificazione di don Pino Puglisi, padre Aldo Nuvola scambiava messaggi nervosi con i suoi «amichetti». «Dove ci vediamo? Al Foro Italico, in via Lincoln, è tutto chiuso, c’è polizia ovunque». Danny, Jassim, Giovanni, Daniele, tutti minorenni e tutti pronti a soddisfare le voglie di quel prete che, nonostante la condanna ad un anno e mezzo di carcere per induzione alla prostituzione minorile, non aveva perso il vizio di fare sesso con ragazzini pagandoli con poche decine di euro o anche solo con un pacchetto di sigarette, una ricarica telefonica, la promessa di un telefonino nuovo. Padre Aldo Nuvola, il sacerdote di 49 anni molto noto a Palermo, ex parroco della chiesa di Regina Pacis ed ex professore di religione al liceo Umberto, ieri mattina è finito in manette, fermato dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento dei sostituti procuratori Geri Ferrara e Diana Russo e dell’aggiunto Maurizio Scalia. È ancora una volta induzione alla prostituzione minorile il reato di cui il sacerdote è chiamato a rispondere, per il momento. La Curia non lo ha mai sospeso. Il cardinale Paolo Romeo è stato raggiunto dalla notizia a Gerusalemme, dove si trova in pellegrinaggio: oggi è atteso il suo rientro e anche un comunicato. Ma per padre Nuvola le cose potrebbero complicarsi visto che a lui, questa volta, gli inquirenti sono arrivati indagando su un omicidio, quello dell’imprenditore Massimo Pandolfo, trovato morto devastato da coltellate e colpi di pietra il 25 aprile nell’ex Teatro del Sole ad Acqua dei Corsari, luogo frequentato da coppie omosessuali. L’unico, al momento, arrestato per quell’omicidio, è un diciassettenne, che ha chiamato il prete sedici minuti dopo il delitto. Una telefonata durata sei minuti. E che Nuvola, arrestato ieri alle 8 nella sua casa di via Montuoro, nega. «Non ricordo», ha detto a caldo ai carabinieri.

    IL RACCONTO DEL DELITTO
    Al prete parla quell’Andrea che ha confessato di aver fatto tutto da solo e di aver reagito con 40 coltellate al rifiuto di Massimo Pandolfo di pagarlo per un rapporto omosessuale. Con tutta probabilità quel diciassettenne è un altro degli «amichetti» di padre Nuvola. A lui telefona dopo il delitto, a mezzanotte e mezza. I tabulati lo incastrano e, nell’interrogatorio, Andrea è costretto ad ammettere di conoscere il prete, ma nega rapporti sessuali. «L’ho chiamato perché mi aveva promesso di darmi 15 euro per fare la spesa», dice ai magistrati che insistono sulla stranezza di quella lunga telefonata notturna tra i due, durata 6 minuti. «Sentiva che ero strano, strammiato, e mi ha chiesto che avevo. E allora io gli ho confessato quello che avevo fatto». Di quel singolare sfogo, però, padre Nuvola non ha mai riferito nulla agli inquirenti, neanche due settimane dopo l’omicidio di Massimo Pandolfo, quando il diciassettenne è stato arrestato.

    GLI INCONTRI
    Nuvola recentemente è stato mandato dalla Curia a sostituire i preti in giro per la città e a dire messa nella chiesa della Stazione centrale, lontano dalla sua Regina Pacis dove aveva fatto sistemare anche una targa in ricordo del manager-boss Ignazio Salvo. Alla Stazione, battuta dalla prostituzione minorile, aveva trovato terreno fertile per le sue voglie. Che appagava con rapporti in macchina ma anche nel suo appartamento, dove si sarebbero svolte pure piccole orge. «Lunedì prendo lo stipendio e farò il mio dovere», prometteva ai ragazzini. I carabinieri hanno registrato amplessi in diretta: ore e ore di inequivocabili e sconcertanti conversazioni tra il sacerdote e i ragazzini adescati: cinque quelli già identificati (disagiati sociali pronti a tutto per 20 euro), altrettanti quelli ancora da identificare. «Sai — diceva ad uno di loro — quanto mi danno per un funerale? Venticinque euro. E c’è tutta la predica, piripì piripì. Una miseria e io ho due lauree».
    E a un altro: «Non sono mica Berlusconi, 100 euro sono troppi». Dopo l’amplesso benediceva i suoi ragazzi. «Ti benedico figlio mio».
    Da quei ragazzini non voleva solo prestazioni fisiche, ma anche la loro sudditanza psicologica. Al più piccolo, 16 anni, padre Nuvola spiegava: «Mi basta due volte al mese, in macchina o a casa mia, stare un poco tranquilli, giocare, deve piacere anche a te. Quelli con la m…. tanta ma sempre moscia non mi piacciono». Un film a luci rosse di infima serie ricostruito dai carabinieri seguendo il prete, deciso a trasferirsi in Tunisia con un ragazzo che chiamava “grande amore”. Anche per questo è arrivato il suo fermo d’urgenza. Il sacerdote, assistito dagli avvocati Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito, sarà interrogato oggi nel carcere Pagliarelli, dove è rinchiuso in regime di isolamento.

    Tratto da: La Repubblica

  • Il pentimento di padre Nuvola “Chiedo scusa sono un malato”

    Il pentimento di padre Nuvola “Chiedo scusa sono un malato”

    Padre Aldo Nuvola, accusato di pagare minorenni in cambio di sesso, crolla al quarto giorno di carcere, nella sua cella dell’Ucciardone dove si trova in isolamento. “Ho bisogno d’aiuto, sono malato e ho peccato contro la Chiesa”, ha detto ai suoi legali
    di ROMINA MARCECA

    Piange, chiede scusa alla città, alla chiesa e alla famiglia. Chiede aiuto psichico e fisico. Padre Aldo Nuvola, accusato di pagare minorenni in cambio di sesso, crolla al quarto giorno di carcere, nella sua cella dell’Ucciardone dove si trova in isolamento.

    Le lacrime e il pentimento arrivano dopo che i suoi avvocati, Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito, gli comunicano che la Curia lo ha sospeso a divinis, il che significa che il prete non potrà più celebrare messa e confessare. La diocesi sta anche meditando le dimissioni dell’ex parroco di Regina Pacis. “Ho bisogno d’aiuto, sono malato e ho peccato contro la Chiesa “, ha detto il sacerdote piangendo ai suoi legali ieri mattina.

    Padre Nuvola non nega la sua posizione processuale, parzialmente ammessa davanti ai pm durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, ma ci tiene a dire: “Non credevo che quei ragazzi fossero minorenni”. La richiesta di perdono non era stata, invece, nemmeno accennata davanti ai magistrati e ai carabinieri dopo l’arresto. Padre Aldo Nuvola avrebbe ostentato sicurezza e nessun segnale di dispiacere per quell’accusa così infamante.

    Al prete i carabinieri sono arrivati durante l’indagine sulla morte di Massimo Pandolfo, l’imprenditore ucciso a coltellate nella zona del Teatro del Sole, Acqua dei Corsari. Il diciassettenne arrestato per quell’omicidio telefonò a padre Nuvola 16 minuti dopo il delitto e davanti ai pm ha riferito: “Ho detto al prete che avevo ucciso un uomo “. Padre Aldo Nuvola anche ieri, ai suoi legali, ha ribadito: “Non ricordo il contenuto di quella confessione come accade per tutte le altre. Lo ritengo un dono divino”. Ma per quella dimenticanza il prete potrebbe rischiare di essere indagato per favoreggiamento, accusa paventata anche per alcune telefonate con ladri e rapinatori che gli avrebbero riferito di colpi messi a segno. “Non è vero – ha detto il prete agli avvocati – ma se è il caso chiederò ai magistrati di essere sentito”.

    (27 luglio 2013)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/07/27/news/padre_nuvola_in_lacrime_chiedo_scusa_alla_citt-63802300/

  • Don Aldo Nuvola in carcere per abusi Nuovi guai: “Un ruolo nell’omicidio Pandolfo”

    Don Aldo Nuvola in carcere per abusi Nuovi guai: “Un ruolo nell’omicidio Pandolfo”

    Non solo abusi, non solo adescamenti. Dietro l’arresto di don Aldo Nuvola, un retroscena agghiacciante. (nella foto Massimo Pandolfo)

    PALERMO – Don Aldo Nuvola finisce in carcere. L’accusa è pesantissima: avrebbe adescato una decina di ragazzini in cambio di denaro. Cinque sono già stati identificati, altrettanti stanno per esserlo. E non è tutto, perché gli investigatori sospettano che l’ex parroco di Regina Pacis fino al 2009 potrebbe avere avuto un ruolo nell’omicidio di Massimo Pandolfo, l’uomo massacrato a coltellate nella zona del Teatro del Sole. Le indagini dei carabinieri del Reparto territoriale, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto Calogero Ferarra, muoverebbero da una certezza: il diciassettenne che ha confessato il delitto Pandolfo si era sentito con il prete. Gli aveva raccontato tutto, ma lui avrebbe taciuto. Questo il sospetto. Ecco perché in ballo c’è l’ipotesi che possa avere avuto un ruolo, forse di copertura nel macabro delitto. I carabinieri hanno registrato una telefonata di alcuni minuti fra i due nelle fasi immediatamente successive alla morte di Pandolfo. Poco più di un anno fa Nuvola, ex insegnante di religione al Liceo Umberto, era stato condannato per avere. offerto soldi a un diciassettenne in cambio di una prestazione sessuale.

    E fu pure condannato a un anno e mezzo, ottenendo, però, la sospensione condizionale della pena. Ed era a piede libero. Ora è finito in carcere. Non solo minorenni, anche adulti avrebbero detto sì alle richieste sessuali del prete. Don Nuvola viene indicato come abituale frequentatore dei giri di prostituzione. Pagava le prestazioni con poche decine di euro, oppure con delle ricariche telefoniche o sacchetti della spesa. Gli incontri avvenivano in macchina o a casa sua. La sua voce è stata pure intercettata e il sacerdote non nascondeva la preoccupazione di essere di nuovo “beccato” dalle forze dell’ordine. Gli inquirenti parlano di “conversazioni agghiaccianti”. Nuvola non aveva più assegnata una parrocchia, ma diceva messa in giro per la città. Anche nella cappella della stazione, dove avrebbe incontrato alcune delle sue vittime. Adesso è in stato di fermo al carcere Pagliarelli di Palermo. L’udienza di convalida si svolgerà domani mattina davanti al gip Agostino Gristina e in presenza dei difensori. Don Nuvola ha nominato Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito.

  • Le intercettazioni del prete con i ragazzini “Vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi”

    Le intercettazioni del prete con i ragazzini “Vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi”

    Padre Nuvola frequentava la zona attorno alla Stazione centrale. Cinque i casi accertati dai carabinieri e dalla Procura, su altri cinque ci sono indagini in corso. I minorenni venivano plagiati e portati a casa o in macchina. Ad uno che chiedeva 100 euro diceva: “A me per un funerale danno 25 euro e devo fare tutta la predica”

    Le intercettazioni del prete con i ragazzini vuoi 100 euro? Non sono certo Berlusconi.

    Sigarette, sacchetti di spesa, ricariche telefoniche. Così padre Aldo Nuvola pagava i ragazzini che adescava per convincerli a rapporti sessuali.
    I magistrati Maurizio Scalia, Gery Ferrara e Diana Russo, in oltre due mesi d’indagine affidate ai carabinieri del nucleo operativo hanno scoperto un ventaglio di conversazioni attraverso le intercettazioni nella macchina del prete e mettendo sotto controllo il suo cellulare.

    Padre Nuvola quasi ogni sera era alla Stazione centrale in cerca di ragazzini che si prostituissero. In macchina, con lui, c’era finito anche il diciassettenne accusato dell’omicidio di Massimo Pandolfo
    , nello scorso aprile. Nel suo cellulare è stata trovata una chiamata al prete e da lì l’indagine sull’omicidio di Pandolfo si è spostata sul versante dell’induzione alla prostituzione minorile. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal colonnello Pierangelo Iannotti, hanno rivelato che Nuvola, proprio perché prete, aveva un certo ascendente sui minorenni che adescava.

    Il sacerdote prima dei rapporti confidava le sue voglie. Ai minorenni, ma anche a qualche diciottenne, spiegava cosa gli faceva un altro suo “amico”, per convincerli a cedere alle sue richieste: “Jessy mi bacia, la lingua me la fa arrivare fino a quà, m…. mi dà una soddisfazione terribile del bacio”.

    In un’altra occasione a un ragazzo che gli chiedeva 100 euro ha risposto: “Il gigolò che gli sembra che le persone sono tutte Berlusconi che gli danno 1.000 euro e 500 euro per una “marchetta” e vuole fare il ”
    Padre Nuvola faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? Un funerale dura un’ora, la predica, tutto sistemato, piripì, piripì. E sai quanto mi danno? Spara quanto mi danno, io sono laureato, ho due lauree? La chiesa, il cimitero si prende 50 euro dall’impresa, la chiesa, Sant’Orsola, sai a me quanto mi dà per un funerale? Al celebrante, la persona più importante, quello che fa il funerale, dà 25 euro”.marchettaro” con la “campata” che gli altri, scusami l’espressione, con una “s…..” semplice e via gli devono dare 100 euro (…) ma tu lo sai quanto quanto mi danno a me per un funerale?”.

    FONTE

  • Palermo, parroco denunciato per atti osceni

    Palermo, parroco denunciato per atti osceni

    PALERMO – Il parroco di una chiesa di Palermo è stato denunciato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Il sacerdote è stato fermato di notte da una “Volante” e sorpreso in atteggiamenti intimi con un giovane di Palermo.

    La vicenda è avvenuta nei mesi scorsi, ma si è appresa solo adesso. L’indagine è stata tenuta riservata. Da oggi il sacerdote non è più il parroco della chiesa in cui da anni celebrava messa ed in cui insegnava il catechismo ai bambini. Inoltre, si è pure dimesso da insegnante di religione in uno dei licei più in vista del capoluogo siciliano.

    L’indagine era stata coordinata dalla Procura di Palermo, che dopo aver esaminato il rapporto della polizia ha segnalato i fatti al Provveditorato agli studi di Palermo, perché il parroco era un insegnante, e alla Curia, per via dei contatti che l’uomo aveva con i bambini del catechismo.

    La parrocchia in cui il prete diceva messa, nei mesi scorsi, è stata al centro di una polemica scaturita dal fatto che la vedova del mafioso Ignazio Salvo aveva regalato un confessionale alla chiesa in cui aveva fatto scrivere: “Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria”.

    venerdì 12 settembre 2008
    Mafia. Targa in Chiesa in memoria di Ignazio Salvo, ed è polemica
    Quella targa in chiesa con inciso ”Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo” ha fatto storcere il naso a tanti fedeli che hanno protestato. E’ infatti in ricordo dell’esattore condannato per mafia, insieme al cugino Nino, e ucciso il 17 settembre 1992. La targa si trova nella parrocchia ”Regina Pacis”, a Palermo, su un confessionale donato dalla vedova e dai figli. Nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso Giovanni Falcone scrisse che ”i Salvo si sono avvalsi della mafia per raggiungere posizioni di potere di assoluto rilievo e hanno costituito uno dei fattori maggiormente inquinanti delle istituzioni della Sicilia”. Rivelo’ il pentito Tommaso Buscetta: ”Sono uomini d’onore della famiglia di Salemi e come tali mi sono stati presentati da Stefano Bontade”. Ed e’ proprio ricordando questo passato che i parrocchiani, come racconta l’edizione locale di Repubblica, chiedono la rimozione della targa. Ribatte il parroco Aldo Nuvola: ”La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma e’ molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai in parrocchia non sapevo che fosse la moglie dell’ex esattore. E quando si pose il problema dell’acquisto del confessionale lei si fece avanti e mi chiese di mettere quella targhetta in memoria del marito. Solo dopo mi fecero notare le vicissitudini giudiziarie dell’uomo”.

    http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2008/09/mafia-targa-in-chiesa-in-memoria-di.html