Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia in Argentina Zenti: pronti ad aiutare i pm

    Pedofilia in Argentina Zenti: pronti ad aiutare i pm

    «Pronti a collaborare con le autorità argentine, nel caso ci arrivasse una richiesta». Il vescovo Giuseppe Zenti commenta così il caso don Nicola Corradi, il sacerdote veronese, membro della Congregazione don Antonio Provolo, arrestato in Argentina con l’accusa di aver abusato di due minori. Un episodio che, anche se avviene oltreoceano, riapre in città la ferita delle accuse che hanno riguardato l’omonimo istituto per sordomuti. Secondo le associazioni delle vittime, che hanno fatto aprire un’indagine nel 2009, gli abusi sarebbero stati perpetrati per una trentina d’anni: fino al 1984. «Siamo informati di quanto sta accadendo in Argentina – dice ora il vescovo – e auspichiamo che il caso don Corradi, sacerdote che si trova in quel Paese da decenni, sia risolto con il buon senso e positivamente. Se possiamo aiutare in qualche maniera, con documenti e testimonianze, siamo a disposizione delle autorità».

    Nessuna intenzione di ignorare il fatto, dunque, ma rimane la linea seguita in questi anni dalla diocesi: quella di evitare il conflitto, ritornando su di un caso che la Chiesa veronese considera «chiuso». «Siamo in possesso – prosegue monsignor Zenti – di una sentenza della magistratura che non è stata pubblicizzata e che conoscono in pochi. Purtroppo, perché questa pronuncia diminuisce di molto la consistenza dei fatti, almeno come sono stati presentati in certe versioni. Abbiamo deciso di non diffonderla per evitare ulteriori reazioni violente. Naturalmente, ci sono stati episodi da condannare nel modo più assoluto, ma non diffusi come è stato fatto credere».

    Intanto in Argentina il caso guadagna più spazio giorno dopo giorno sui giornali e televisioni. A finire nel carcere Boulogne sur Mer, un quartiere di Buenos Aires sono stati in due: oltre a don Corradi, che ora ha 82 anni, un suo confratello di 56, don Horacio Corbacho. Ci sarebbero ventidue denunce: tutte si riferiscono a casi accaduti tra il 2007 e il 2009. La confraternita don Antonio Provolo ha due sedi nel Paese sudamericano: a Mendoza, dov’erano attivi i sacerdoti e a La Plata: anche qui ci sarebbero state delle vittime.

    Il vescovo C’è una sentenza italiana che diminuisce la portata delle accuse

    https://www.pressreader.com/italy/corriere-di-verona/20161211/281492160949447

  • Prete pedofilo: «basta carcere, sono anziano e malato»

    Prete pedofilo: «basta carcere, sono anziano e malato»

    «Sto male, sono vecchio e malato», e richiede i domiciliari al posto del carcere. Queste, scrive sul Corriere di Verona a pagina 13 Laura Tedesco, sono le parole di don Nicola Corradi, il prete arrestato all’Istituo per sordomuti Provolo di Mendoza (Argentina) per reati pedopornografici. Dopo il blitz delle forze dell’ordine, nuovi inquietanti dettagli a luci rosse stanno emergendo dalla visione del materiale posseduto da don Corradi sul suo pc portatile.

    Il sacerdote già implicato negli abusi a minori perpetuati nei confronti degli ex alunni del Provolo di Verona è in queste ore al centro della bufera. Ammontano a 22 le denunce e querele presentate su di lui dalle persone offese. E sembrerebbe anche che, don Nicola, abbia perpetrato abusi anche in una seconda sede sudamericana dell’istituto per minori sordomuti, quello a La Plata. Ora nel penitenziario dal quale chiede di uscire, il prete passa tutto il tempo in cella dicendo di essere «in preghiera» e viene seguito dal collega don Corbacho, reo anche lui di reati contro minori.

    http://www.vvox.it/2016/12/09/prete-pedofilo-basta-carcere-sono-anziano-e-malato/

  • Don Corradi,  l’inchiesta è caso  internazionale

    Don Corradi, l’inchiesta è caso internazionale

    Diventa un caso internazionale l’inchiesta sugli abusi sessuali nell’istituto Provolo per bambini sordomuti a Lujan de Cuyo, a Mendoza in Argentina, fatti dei quali è accusato anche il prete veronese don Nicola Corradi, di 82 anni. Il senatore Julio Jobos, presidente della Commissione Esteri di Buenos Aires ha infatti sollecitato chiarimenti dal ministero per sapere in quali circostanze è arrivato dall’Italia don Corradi. Il religioso è ora detenuto insieme a un altro prete, Horacio Corbacho. Gli abusi sessuali di cui sono accusati sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2009 e i casi denunciati sono 22.

    «Nel 2001, il Consiglio generalizio di Verona della Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti», fa sapere il senatore, «emise una nota nella quale si dettagliavano le cariche e la composizione delle sedi in Argentina. Lì si fa menzione a Nicola Corradi come vicedirettore e primo consigliere del collegio di Mendoza». A tale riguardo, lo scorso 30 novembre, l’arcivescovado locale aveva diffuso un comunicato nel quale afferma che non era al corrente dei precedenti per gli stessi reati nei quali sarebbe stato coinvolto don Corradi a Verona tra il 1950 e il 1984.

    La congregazione, la cui Casa madre si trova nella nostra città in via Antonio Provolo, oltre alla scuola di Mendoza, in Argentina è presente anche a La Plata e i due religiosi sono sospettati di aver commesso abusi anche in quella sede. Corradi vi aveva operato negli anni ’90, al suo arrivo da Verona. Il magistrato Fernando Cartasegna al quotidiano Pagina 12 ha detto che «ci sarebbero almeno due vittime di questi sacerdoti nella città di La Plata, secondo testimonianze raccolte dagli inquirenti a Mendoza».

    Corradi e Corbacho ora dividono la stessa cella, nel settore riservato ai detenuti per delitti sessuali nel carcere di Boulogne Sur Mer. «È la prima volta in trent’anni», ha dichiarato il direttore del Servizio penitenziario di Mendoza, Eduardo Orellani, «che dei preti sono detenuti in questo penitenziario», sottolineando che «sono stati accolti nell’indifferenza totale» dagli altri 240 reclusi nello stesso padiglione. L’anziano religioso soffre di problemi di salute, compreso un glaucoma all’occhio destro, e il compito di assisterlo è stato affidato al suo confratello che ha 56 anni. I due, dal giorno della loro detenzione, il 26 novembre, non hanno ricevuto visite.

    La loro difesa, dal momento che l’arcivescovado non ha nominato un legale, era stata affidata in un primo tempo all’avvocato d’ufficio Victor Banco. In seguito, a tale necessità ha provveduto l’ordine cui appartengono. Nel carcere sono rinchiusi anche i tre dipendenti dell’istituto di Mendoza, arrestati nell’ambito della stessa inchiesta.
    Intanto, da una nuova perquisizione nelle stanze degli indagati è stato rinvenuto materiale pornografico e, in quella di Corradi, la somma di mezzo milione di pesos. Il caso ha suscitato un enorme choc e davanti all’istituto Provolo di Mendoza si susseguono le manifestazioni di protesta. «È stato come consegnare gli agnelli al lupo» ha titolato il Clarin, uno dei principali quotidiani argentini. Per tranquillizzare i genitori, la Direzione nazionale scolastica, intervenuta con proprio personale nell’istituto, ha disposto che nessun religioso può avere contatti con gli alunni di Lujan fino alla fine dell’anno scolastico.
    Enrico Santi

    http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/don-corradi-l-inchiesta-%C3%A8-caso-internazionale-1.5342193

  • Prete pedofilo, blitz in Argentina

    Prete pedofilo, blitz in Argentina

    Video, foto, riviste, materiale pedopornografico e 550mila pesos (circa 32 mila euro) in contanti. Questo, scrive Laura Tedesco a pagina 11 del Corriere di Verona, è ciò che hanno trovato gli inquirenti nel blitz all’interno della camera del sacerdote veronese, Nicola Bruno Corradi, alloggiato all’Istituto Provolo per sordomuti di Mendoza. Il prete, già conosciuto per lo scandalo avvenuto alla sede dell’istituto di Verona è ora indagato per reati a sfondo sessuale contro minori.

    Ammontano a 12 le denunce presentante contro don Corradi alla procura di Lujan. Il procuratore Fabricio Sidoti commenta: «Siamo tornati a sequestrare materiale e documentazione, adesso abbiamo nelle mani altre prove utili per accertare i fatti». In Sudamerica, intanto, è polemica contro l’Italia, rea di non aver perseguito il parroco a seguito delle numerose denunce a sfondo sessuale a suo carico ed averlo semplicemente trasferito a Mendoza, in Argentina.

    http://www.vvox.it/2016/12/07/prete-pedofilo-blitz-in-argentina/

  • «Per anni ha abusato di me all’istituto Quel prete arrestato mi rovinò la vita»

    «Per anni ha abusato di me all’istituto Quel prete arrestato mi rovinò la vita»

    In Argentina monta lo scandalo su don Corradi. «Finalmente, lo denunciai già nel 2010»

    VERONA Non si è mai trincerato dietro l’anonimato, oggi come allora. Lo aveva già denunciato pubblicamente nel 2010, è tornato a uscire allo scoperto adesso che «uno dei miei molestatori è stato finalmente arrestato ». Lui è Gianni Bisoli, «nato a Sirmione il 15 settembre 1948. Sono diventato sordo a 8 anni , ho cominciato a frequentare l’Istituto Antonio Provolo di Verona all’età di 9. Tre mesi dopo la mia entrata e fino al quindicesimo sono stato fatto oggetto di attenzioni sessuali ». Un’infanzia dell’orrore, quella che ricorda ancora per filo e per segno: «Sono stato sodomizzato e costretto a rapporti orali e masturbazioni dai seguenti frati e fratelli laici – li enumerò uno a a uno in una lettera inviata ai mass media 6 anni fa – don Giuseppe, don Arrigo, don Aleardo, don Giovanni, don Alcide, don Luigi, don Rino e don Danilo, don Giovanni, don Basco, don Agostino, don Giuseppe, fratello Erminio, don Nicola».

    Un riferimento, quest’ultimo, a don Nicola Corradi: travolto con altri religiosi dallo scandalo esploso attorno al Provolo di Verona nel 2010, il prete era stato trasferito in Argentina. Ed è lì che, una settimana fa, è stato posto ai domiciliari per lo stesso tremendo sospetto: abusi a luci rosse sui piccoli ospiti dell’Istituto Provolo di Mendoza, vicino a Buenos Aires. E come già avvenne a Verona dove comunque non innescò conseguenze giudiziarie per l’avvenuta prescrizione dei crimini contestati ai sacerdoti implicati nelle violenze, anche in Sudamerica la vicenda sta tenendo banco in questi giorni. Accuse che si incentrano proprio su don Corradi: il portavoce dell’arcivescovado di Mendoza (ovest del paese), Marce de Benedectis, ha detto alla stampa che è arrivato nell’arcidiocesi proveniente da La Plata e che «non avevamo nessuna informazione, dato o nemmeno indicazioni » sul suo possibile legame con «i fatti gravissimi» che gli sono stati contestati. Tuttavia, il portavoce ha ammesso che «è possibile che, in altri tempi, esistesse una mala prassi dietro agli spostamenti di sacerdoti, in questo caso dall’Italia verso l’Argentina». Per la stampa locale, però, questa «mala prassi» più che una possibilità era un dato certo: a riprova, il quotidiano Clarin pubblicava ieri testimonianze di varie vittime di abusi pedofili a Verona, fra i quali appunto Gianni Bisoli, che identificano in «don Corradi come uno dei sacerdoti colpevoli di questi atti: il bagno della scuola era alla fine di un corridoio – si legge nelle sue ultime dichiarazioni appena rilas c iate ai media local i – . Quando Nicola ci ha visto andare verso stanza da bagno, è venuto dietro a noi e lì ha iniziato a costringerci…Sono rimasto paralizzato».

    Era solo l’inizio di un incubo senza fine: «A volte ci svegliava di notte, veniva nella nostra stanza e ci obbligava a fare tutto… ». Rivede tutto come fosse appena successo, il signor Bisoli: «Don Nicola e altri preti mi chiamavano “il bello”, mi dava fastidio, ho perso i miei esami, mi hanno rovinato la vita e impedito di avere un futuro ». Ma Gianni non demorde e adesso è tornato a puntare platealmente il dito contro «don Corradi e tutti quei sacerdoti che mi hanno compromesso l’intera esistenza. Da allora, ho avuto rapporti con uomini e donne, ma mai ho manifestato amore. Mi hanno impedito di provarlo».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2016/6-dicembre-2016/per-anni-ha-abusato-me-all-istituto-quel-prete-arrestato-mi-rovino-vita-2401111737959.shtml#

  • Ha abusato di decine di minori disabili: in manette Nicola Bruno Corradi „Abusi sessuali su minori sordomuti: prete in manette“

    Ha abusato di decine di minori disabili: in manette Nicola Bruno Corradi „Abusi sessuali su minori sordomuti: prete in manette“

    Le manette sono scattate lunedì scorso in Argentina, dopo anni di abusi e violenze sui bambini sordomuti ospiti di alcune strutture d’accoglienza. Sarebbero decine le piccole vittime di Don Nicola Bruno Corradi, sacerdote veronese di 82 anni. Bambini tra i 10 e 12 anni con incapacità uditive e di linguaggio, ospiti dell’istituto Provolo di Mendoza. Si parlerebbe di almeno 60 casi di abusi, avvenuti tra il 2007 e il 2009.

    Il caso è scoppiato grazie alla denuncia di una senatrice di Mendoza, che durante un evento sarebbe stata avvicinata proprio da una ragazzina ospite della struttura. La piccola avrebbe raccontato  di essere  stata testimone delle violenze per anni.

    Indagato per la seconda volta: già negli anni ’80 il prete veronese era stato accusato, insieme ad altri 27 religiosi e laici, dello stesso atroce reato, commesso sui bimbi sordomuti della sezione veronese del medesimo istituto: tra loro anche alcuni bresciani.

    Uno scandalo che allora fu risolto trasferendo il sacerdote in Argentina. Una ‘punizione’ di certo non esemplare e che non ha fatto cambiare atteggiamento al prete. Tanto che pochi giorni fa su di lui si sono nuovamente accesi i riflettori degli inquirenti. Le indagini coinvolgono un altro religioso, don Horacio Corvaro di 55 anni, e un dipendente laico dell’istituto.

     Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso. Noi continueremo a cercare di mantenere vivo il ricordo degli aberranti fatti accaduti” È questo il commento dell’associazione Sordi Provolo, che riunisce le vittime degli abusi subiti nell’istituto veronese.
    http://www.bresciatoday.it/cronaca/abusi-minori-prete-nicola-bruno-corradi.html

     

  • ARGENTINA: ORA LA CHIESA CHIEDERÀ DICHIARAZIONE GIURATA AI PRETI LOCALI

    ARGENTINA: ORA LA CHIESA CHIEDERÀ DICHIARAZIONE GIURATA AI PRETI LOCALI

    Lo ha assicurato l’arcivescovo Carlos Maria Franzini questo venerdì. È successo dopo avere letto un comunicato nel quale annuncia il ritiro delle licenze ministeriali ai preti imputati e la decisione di iniziare contro di loro un processo canonico.

    L’arcivescovo di Mendoza, Carlos Maria Franzini, ha annunciato questo pomeriggio che, in seguito allo scandalo delle denunce per abusi sessuali nell’Istituto Provolo, ogni sacerdote che esercita nella provincia dovrà presentare all’Arcidiocesi locale una dichiarazione giurata con i suoi precedenti penali e civili, come anche un rapporto tossicologico per individuare qualunque caso di consumo problematico di droga. Questa informazione la dovranno presentare coloro che vengono trasferiti a Mendoza, come anche coloro che lavorano attualmente nella diocesi locale.

    Il massimo sacerdote ha assicurato che la Chiesa si “è messa a disposizione della Giustizia, degli organi di Governo e delle famiglie delle vittime di abuso”. Ancora una volta, i membri della Chiesa mendozina giurano di non essere stati a conoscenza dei precedenti penali dei religiosi che fino ad alcuni giorni fa conducevano l’Istituto Provolo. “Non abbiamo ricevuto notifiche di precedenti penali dei sacerdoti imputati. Non abbiamo nemmeno ricevuto denunce o commenti sulle irregolarità che sarebbero successe nel suddetto Istituto; se fosse successo, avremmo agito immediatamente”.

    Franzini, fino ad ora, non aveva parlato in pubblico dopo gli aberranti fatti (avvenuti) nell’istituzione che ospita i bambini sordi abusati dai due preti attualmente detenuti, Nicola Corradi (82) e Horacio Corbacho (55). Appena questo venerdì ha risposto ad alcune domande che gli ha fatto a stampa durante una conferenza offerta dall’Arcivescovado di Mendoza. È stato accompagnato dal portavoce della Chiesa, Marcelo De Benedictis, e preti rappresentanti di diverse. È stato incaricato un parroco (Diego Resentera) di leggere il comunicato ufficiale intitolato “Dolore, indignazione e Giustizia” e destinato a “tutto il popolo mendozino”.

    Nel comunicato si parla del dolore per i fatti successi e si danno a conoscere le seguenti azioni contro i prelati: “Abbiamo tolto le licenze ministeriali ai sacerdote accusati; abbiamo disposto che si sospenda ogni tipo di attività pastorale nelle pertinenze dell’ Istituto Provolo; siamo stati informati che la Santa Sede, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede e la congregazione per la Vita Consacrata, ha preso conoscenza della situazione, iniziando il processo canonico corrispondente”.

    “Allo stesso modo, in comunicazione telefonica, i superiori della congregazione dell’Istituto Provolo, che risiedono in Verona (Italia) hanno manifestato la decisione di iniziare il processo canonico che a loro corrisponde ed abbiamo costituito una “Commissione di accompagnamento pastorale” per affrontare questa dolorosa situazione. Detta commissione è interdisciplinare per affrontare gli aspetti pastorali, educativi, psicologici, giuridici e di comunicazione. Cerchiamo con questo favorire un approccio trasparente, integrale e trasversale che questa complessa causa richiede”, informa lo scritto elaborato dalla Chiesa locale.

    Unidiversidad, in dialogo con Franzini, ha domandato se è stato compiuto ciò che stipula il Codice Canonico sull’obbligo di controllare ciascuno dei responsabili religiosi delle istituzioni di Mendoza. Franzini, senza approfondire i dettagli, ha menzionato il concetto di “vigilanza” che attua l’Arcidiocesi locale con i preti ma ha assicurato che si generano chiacchiere informali con i differenti preti di ogni congregazione. Nulla di formale.  “L’Arcivescovato dava un voto di fiducia e di credito che, da ora in poi, dovremo usare con maggior prudenza”, concluse.

    Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

    http://www.unidiversidad.com.ar/ahora-la-iglesia-pedira-declaracion-jurada-a-los-curas-locales

  • Seminaristi denunciano un altro prete di Mendoza per abuso sessuale

    Seminaristi denunciano un altro prete di Mendoza per abuso sessuale

    • Si tratta del prete Carlos Buela, fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato.
    • Circa 20 giovani ed attuali sacerdoti hanno fatto l’accusa formale.
    • Buela aveva dovuto rinunciare al suo incarico nel 2010 per denunce di abuso.

    Seminaristi dell’ Istituto del Verbo Incarnato (IVE) della città di San Rafael hanno riattivato le denunce pubbliche per abuso sessuale contro il fondatore di questa congregazione, il sacerdote Carlos Buela, quando è in corso l’indagine per i casi perpetrati contro bambini sordi in un altro istituto di Mendoza.

    Giovani che si sono formati nel seminario della congregazione ed attuali sacerdoti hanno dichiarato di essere stati vittime di Buela, il quale ha dovuto rinunciare in maggio del 2010 a seguito di una serie di denunce per abusi sessuali che sono arrivati al Vaticano.

    “È come sentire che è il tuo proprio papà quello che ti sta violentando”, ha detto un giovane che è stato vittima del fondatore dell’IVE, ed ha assicurato che nel 2005 i superiori della congregazione lo hanno ascoltato ma “mai” hanno portato il caso al Vaticano.

    I casi di abuso nell’IVE sono tornati a salire alla luce a radice di che un sacerdote si è posto di fronte ai reclami di circa venti vittime del fondatore della congregazione religiosa.

    “È stata una canagliata che non gli abbiano preso la denuncia formale, dovrebbero avere comunicato a Roma il caso di pedofilia dove c’è un protocollo molto severo da seguire, ma nel Verbo Incarnato è stato nascosto tutto questo”, ha avvisato oggi il religioso in dichiarazioni al portale di Mendoza MDZ Online.

    “Le vittime del padre Buela sono maggiori di 18 anni, quindi uno si domanda “Perché non gli danno uno pugno?”. Ma non è tanto facile, lui esercita una specie di manipolazione spirituale molto forte in questi gruppi chiusi”, ha sostenuto.

    Il religioso ha precisato, tuttavia, che Buela aveva sotto la sua tutela adolescenti di 12 anni che si sono avvicinati al seminario con l’intenzione di formarsi come sacerdoti una volta che hanno terminato gli studi secondari. Buela ha fondato l’ IVE in marzo del 1984 e da più di un anno è stato recluso dal papa Francisco in un monastero di San Isidro de Dueñas de Palencia, Spagna, dopo che si confermeranno le denunce contro di lui “per certi abusi in materia sessuale, di autorità e di coscenza”.

    La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica del Vaticano ha riconosciuto opportunamente “la veradicità delle denunce” contro Buela ed ha stabilito la sua “imputabilità, confermata in modo specifico da parte di due sommi pontefici (Benedetto XVI e Francesco)”.

    L’Istituto del Verbo Incarnato conta nell’attualità con 424 religiosi con voti perpetui (388 di loro sono sacerdoti) e 210 con voti temporali, oltre a 60 novizi ed 84 seminaristi minori. La congregazione ha  143 case religiose distribuite in 88 diocesi di 39 paesi, e l’Argentina è presente nelle diocesi di San Rafael (Mendoza), Añatuya (Santiago del Estero) e La Plata (Buenos Aires).

    http://www.lavoz.com.ar/sucesos/seminaristas-denuncian-otro-cura-de-mendoza-por-abuso-sexual

  • Preti di Verona arrestati per abusi su bambini di 10 anni, parla una vittima: “Papa Francesco sapeva

    Preti di Verona arrestati per abusi su bambini di 10 anni, parla una vittima: “Papa Francesco sapeva

    Julieta Anazco ha denunciato pubblicamente gli abusi sessuali dei preti pedofili dell’argentina. Lei stessa è stata vittima di un abuso. Adesso rivela: “Abbiamo denunciato e informato la Chiesa, ma nessuno ha fatto niente, – racconta – all’epoca Papa Francesco era l’arcivescovo di Buenos Aires, abbiamo provato ad incontrarlo ma nessuno ci ha ricevuto”.

  • Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Padre Corradi , 82 anni, e padre Corbacho, 56, sono stati arrestati in Argentina: il primo aveva lavorato per anni all’Istituto Provolo a Verona, in Italia. A incastrarli, le testimonianze shock di alcune delle vittime.

    Arrestati in Argentina due sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di decine di bambini sordomuti di un istituto a Lujàn de Cuyo, nella diocesi di Mendoza. Uno dei due è un nostro connazionale: si tratta di padre Nicola Corradi, 82 anni, denunciato per la prima volta negli anni Ottanta sempre per casi di pedofilia presso l’Istituto Antonio Provolo di Verona, ora agli arresti domiciliari a causa della sua età avanzata. L’altro è Horacio Corbacho, 56 anni. Si ritiene che i due abbiano violentato decine di bambini diversamente abili di età compresa tra i 10 e i 12 anni tra il 2005 e il 2009. Fermato con loro, con le stesse accuse, anche un laico.

    Gli abusi dei due sarebbero proseguiti fino ad oggi, dopo il loro rientro in Argentina dall’Italia, sempre in una casa di proprietà dell’istituto Antonio Provolo. Per ora i casi di abuso su cui si indaga sono una decina ed il procuratore generale argentino Alejandro Gullè ha stabilito l’arresto in seguito alle testimonianze di alcune delle vittime, considerate decisive. Almeno venticinque i testimoni finora ascoltati e 12 i casi dal 2007 presi in considerazione. Da incubo i loro racconti fatti al magistrato attraverso un interprete che traduceva in linguaggio dei segni.

    Un portavoce dell’arcivescovo di Mendoza, diocesi dove hanno continuato ad operare indisturbati i due sacerdoti, precisamente nella località di Carrodilla, continuando ad avere contatti con i bambini, ha commentato gli arresti dicendo che “la Chiesa prova molta tristezza ed indignazione”, che la magistratura non ha riferito particolari dettagli delle indagini e che l’arcivescovo “solidarizza con le vittime e le famiglie” e che “collaborerà con la giustizia”. Il portavoce ha anche affermato di aver immediatamente informato degli arresti i vertici dell’Istituto Antonio Provolo, a Verona.

    Il precedente a Verona: “Sodomizzato da 15 preti”
    Non è la prima volta che l’Istituto Antonio Provolo di Verona finisce nell’occhio del ciclone a causa di presunti scandali sessuali ad opera dei sacerdoti che operano nella struttura sugli ospiti sordi, e sempre con padre Nicola Corradi tra i protagonisti. È del marzo scorso la testimonianza shock di un ex allievo, oggi sessantenne, su alcuni episodi di pedofilia che si sarebbero verificati tra le mura della scuola. “Sono stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindi preti e fratelli”, ha raccontato alla stampa. E ha continuato: “Sono senza udito da quando avevo 8 anni e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno, sono stato abusato in ogni modo”.

    Lo Snap, l’associazione che tutela le vittime di abusi sessuali, è convinto che don Corradi abbia potuto espatriare dopo aver comprato il silenzio di alcune vittime. “Protestiamo la nostra indignazione per aver permesso a questi religiosi di avvicinare altri minori in condizioni di particolare fragilità, contando sulla prescrizione delle accuse – fanno sapere in una nota -. Ci domandiamo come abbia potuto Papa Francesco, ex arcivescovo di Buenos Aires, non prendere provvedimenti contro i sacerdoti trasferiti a due passi dalla sua sede episcopale”.

    http://www.fanpage.it/minori-sordomuti-abusati-da-preti-a-verona-arrestati-due-sacerdoti/