Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    29 Ottobre 2011 19:37 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – ROMA – Una cinquantina di persone provenienti da diversi paesi d’Europa, presunte vittime di violenze da parte di preti pedofili, si sono riunite in un sit-in di protesta vicino a Castel Sant’Angelo, nei pressi del Vaticano. Con cartelli, striscioni e piccole lanterne lanciate verso il cielo, i survivors – così si autodefiniscono – chiedono al Vaticano di “assumersi le sue responsabilità e fare emergere la verità sugli abusi perpetrati da preti cattolici”.

    LA NUOVA DIRETTIVA
    L’Europa compatta contro i pedofili
    Abusi sessuali online, il voto del Parlamento
    Disposizioni per una unificazione delle leggi che regolano il contrasto al fenomeno della pedopornografia su internet. La relatrice e vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, Roberta Angelilli: “E’ stato un lungo lavoro che ha dovuto tener conto delle diverse sensibilità culturali e giuridiche”
    di CARLO CIAVONI

    L’Europa compatta contro i pedofili Abusi sessuali online, il voto del Parlamento La vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli
    STRASBURGO – Nell’oscuro mondo dei pedofili che su internet in cerca di bambini e adolescenti da adescare, e dove la violenza non è affatto virtuale, perché le offese che arreca alla psiche e all’anima delle decine di migliaia di vittime sono incancellabili, il Parlamento europeo compie una mossa decisa, votando una direttiva quasi all’unanimità, che allinea le legislazioni penali dei 27 paesi membri rispetto alla pedopornografia online. Si tratta del primo strumento legislativo per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la produzione e la diffusione di immagini e video a conteuto sessuale, protagonisti bambini e adolescenti.

    Le diverse sensibilità a confronto. “Un lavoro lungo e faticoso che ha dovuto tener conto di culture e sensibilità diversissime, ma che però abbiamo concluso con successo e adesso siamo davvero molto soddisfatti”, dice Roberta Angelilli, deputato del gruppo PPE-Pdl, oltre che vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, relatrice e tra le sostenitrici più tenaci di questa direttiva. Un impegno assiduo condiviso con la commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström, del partito liberale svedese e con una solida esperienza nel campo dei diritti umani. Questa sulla pedofilia su internet è la seconda direttiva che incide in modo diretto sul diritto penale delle legislazioni degli stati dell’Unione, dopo quella sul traffico di esseri umani.

    Le principali novità. La legislazione italiana in materia (la più recente è del marzo 2006) è considerata già notevolmente avanzata, sia sul piano della definizione del reato sull’impianto sansonatorio. Tre le principali novità:

    *** Il grooming – L’introduzione del concetto di reato di adescamento online di minorenni (il grooming) sviluppato in ben 5 articoli

    *** I confini del reato – La dettagliata individuazione dei confini del reato di pedopornografia, termine che in Europa non era ancora entrato nel vocabolario giuridico. “Un lavoro, questo – ha aggiunto Roberta Angelilli – che abbiamo svolto tra chi, in altri paesi dell’Unione, ha tenuto infondatamente l’introduzione di norme che limitassero la navigazione in Rete. Noi invece – ha aggiunto la vice presidente del Parlamento – abbiamo tenuto la barra ben salda sui principi sanciti dalla Convenzione di Lanzarote”.

    *** L’extaterritorialità – Arricchimenti della nozione di competenza extraterritoriale, considerato il crescente fenomeno del turismo sessuale

    *** Le aggravanti – L’introduzione di sanzioni penali uniformi in tutta l’Unione Europea, con la scrittura di molte fattispecie legate alle circostanze aggravanti (l’articolo 9), come la particolare vulnerabilità, dovuta magari alla disabilità fisica o psichica; o all’altra aggravante dell’abuso nell’ambito familiare.

    *** Il casellario giudiziario – La nuova direttiva europa, per evitare la recidività, dispone un controllo del Casellario Giudiziario da parte dei datori di lavoro per coloro i quali svolgono attività professionali diretti e regolari a contatto con bambini.

    *** La confisca dei beni – Nelle stesse norme c’è anche la sanzione della confisca dei beni

    Il raduno delle vittime. La direttiva votata dal Parlamento Europeo cade, tra l’altro, a ridosso di un appuntamento speciale, quello di un raduno delle vittime della pedofilia clericale, che ci sarà domani nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina e che verrà arricchito anche dalla esposizione delle foto di Silvia Amodio, autrice di immagini di persone adulte con un passato di bambini costretti a subire violenze e abusi sessuali da sacerdoti e suore. Oggi pomeriggio alla Camera, c’è stata una conferenza stampa legata a questa iniziativa, cui partecipano, tra gli altri, il deputato radicale Maurizio Turco, Sue Cox e Ton Leerschool, fondatori di Survivor Voice Europe 1, i sopravvissuti alle violenze sessuali del clero.

    I numeri del traffico online. Gli abusi sui minori hanno una storia lunga, ma da diversi anni, complice la Rete, hanno subìto un aumento vertiginoso e preoccupante. Centinaia di migliaia sono i file pedopornografici in giro sui siti internet, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentati del 47%. Nello stesso arco di tempo Telefono Arcobaleno 2 ha individuato e segnalato più di 54mila siti, arrivando a superare il totale segnalato nell’intero anno precedente. La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), è lo Stato che registra l’aumento più significativo di questi materiali, rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi a uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di Telefono Arcobaleno emerge che circa un terzo degli utenti fa uso di smartphone oppure utilizza hardware e sistemi operativi di ultima generazione.

    Un affare colossale. La rapidità dei contatti e degli scambi di foto e video, ha messo in moto un affare colossale di dimensioni planetarie, valutato in centinaia di milioni di euro. Il Ministero dell’Interno, solo in Italia, calcola che si aggiri attorno ai 3 milioni di euro ogni anno: un mercato animato da dallo scambio di foto e video che ritraggono bambini indotti a rapporti sessuali precoci, o violenze e ad adolescenti ritratti in scene di sesso. Lo scenario di fondo è comunque quello che vede oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo vittime di abusi e sfruttamento sessuale. Piccoli ridotti in schiavitù, sottratti del loro diritto di essere bambini, senza libertà né dignità, ma solo oggetti per soddisfacimenti sessuali o sfruttati per produrre denaro.

    Il consenso sessuale. Il confine del consenso sessuale è sottoposto ad una disciplina contenuta nel Codice penale. In generale, si acquista a quattordici anni. Il limite scende a tredici anni, se il partner sessuale non ne ha più di sedici. Sale invece a sedici anni quando il partner ha con il minore un rapporto di parentela (non abbastanza stretto da configurare un incesto) o di tutela. Se però il minore presta il suo consenso nell’ambito di un’attività di prostituzione minorile, il limite risale nuovamente a diciott’anni.

    (28 ottobre 2011)

    http://www.repubblica.it/solidarieta/coope…mento-24054040/

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica
    27/10/2011, 21:33 a cura di Sara Marci 0 commenti Visualizza commenti

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica

    BRUXELLES, 27 OTTOBRE 2011 – Grazie alle nuove regole approvate oggi dal Parlamento Europeo si avranno pene più severe contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva approvata quasi all’unanimità (con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni) stabilisce sanzioni penali minime per circa 20 tipologie di crimini.

    La direttiva, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introduce disposizioni valide in tutta Europa, per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime a cui i 27 Stati membri dovranno adeguare la loro legislazione nazionale entro due anni.

    La direttiva è stata preparata dall’italiana Roberta Angelilli, eurodeputata Pdl e vicepresidente del Parlamento europeo, che ha spiegato: “permetterà di combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia. Rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo servirà ad assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

    L’Unione europea si dota così di un pacchetto di norme chiare ed efficaci volte al contrasto di tutti i reati commessi nei confronti dei minori, è prevista, ad esempio, una pena di almeno dieci anni di carcere per chi costringe un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi, rischieranno non meno di tre anni di prigione i produttori di pornografia ed almeno un anno per chi utilizzerà il materiale pornografico sul web. Gli Stati membri avranno inoltre l’obbligo di eliminare le pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio, ma dovranno anche, qualora questi siti siano ospitati su server al di fuori dell’UE, cooperare con gli altri stati per ottenerne la rimozione. Oltre all’inasprimento delle pene, sono introdotte nuove categorie di reati, l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale.

    Le associazioni a tutela dei bambini hanno accolto positivamente le nuove disposizioni, mentre Claudio Morganti, eurodeputato della Lega Nord, ha proposto di rendere obbligatoria la castrazione chimica. ”In Italia – ha rilevato Morganti – non si discute di castrazione chimica, ma in alcuni paesi europei, dove è già in vigore, ha dato risultati soddisfacenti”.

    Sara Marci

    http://www.infooggi.it/articolo/pene-piu-s…-chimica/19578/

  • Abusa di un dodicenne in ascensore arrestato adepto setta di pedofili

    Abusa di un dodicenne in ascensore arrestato adepto setta di pedofili

    Francisco J. Rodriguez Ocampo è stato riconosciuto e inseguito da due amici della vittima. Catturato in metrò

    ROMA – Lo hanno riconosciuto. Si sono accertati che fosse proprio lui guardandolo dall’altro lato della strada. Poi hanno avvisato la polizia ed hanno cominciato a seguirlo.

    Il «mostro» camminava avanti a loro e dopo un po’, resosi conto di essere seguito, si è messo a correre. Ma è stato preso.

    E’ avvenuto così, grazie all’intervento di due ragazzi romani, l’arresto di un pedofilo. La polizia lo ha preso dopo che i due giovani lo avevano bloccato nei sotterranei della metropolitana nella stazione di piazza Vittorio.

    GIA’ CONDANNATO IN ARGENTINA – In manette è finito Francisco Javier Rodriguez Ocampo, 41 anni, argentino, indagato per violenza su un minore. L’uomo è sospettato di aver abusato di un ragazzino 12enne dopo averlo bloccato in un ascensore. Ocampo è un personaggio noto agli investigatori della sezioni minori della Squadra mobile perchè sospettato di far parte di una «setta di pedofili».
    Il 41 enne era stato già condannato in Argentina alla pena di 10 anni per corruzione di minori. L’uomo, inoltre, è oggetto di varie segnalazioni all’Interpol. Nel giugno 2010 anche la polizia francese aveva avviato un’indagine nei suoi confronti, sempre per pedofilia, dopo la denuncia effettuata dalla madre di un minore.

    CACCIA ALL’UOMO – Qualche giorno fa l’uomo è stato riconosciuto da un ragazzo e una ragazza amici della sua ultima vittima, un dodicenne che aveva raccontato a genitori e nonni di essere stato pesantemente molestato da uno sconosciuto nell’ascensore di casa sua. Poiché Ocampo stazionava spesso nei pressi dell’abitazione della vittima, era stato riconosciuto e segnalato a tutti i conoscenti come persona pericolosa: per questo i giovani romani lo hanno riconosciuto e inseguito, aiutati da un terzo amico, non senza aver prima avvertito la polizia e, poco dopo, anche una pattuglia di carabinieri che stazionava nei pressi di piazza Vittorio, all’Esquilino.
    La caccia all’uomo dei due ragazzi, seguiti dagli agenti di polizia – che volevano evitare che i giovani venissero a loro volta aggrediti dal ricercato -, è durata una decina di minuti. Il pedofilo è stato fermato dagli uomini della squadra mobile e condotto in commissariato. Dai computer della polizia è poi risultato che su Rodriguez Ocampo pendevano gravi indizi di colpevolezza e l’argentino è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, poi convalidato.

    Redazione online
    11 ottobre 2010

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/10_ottobre_11/abusa-minore-ascensore-arrestato-1703924792249.shtml

  • Chiesa e pedofilia, i peccati di Annozero

    Chiesa e pedofilia, i peccati di Annozero

    “Caro Santoro, la puntata sulla pedofilia clericale mi ha lasciato un’amarezza che non posso non comunicarle”. Per l’autrice di “Viaggio nel silenzio” – libro inchiesta sullo scandalo dei preti pedofili – il conduttore è sembrato “troppo intento a non pestare i piedi alla Chiesa”. E qui spiega perchè, dalla scelta degli ospiti a quella dei contenuti, la trasmissione è stata “un’occasione persa” per fare buona informazione.

    di Vania Lucia Gaito

    Gentile dott. Santoro,
    le scrivo dopo che è trascorso un po’ di tempo dalla messa in onda della puntata sui “Peccati e reati” della Chiesa cattolica. Ho lasciato volutamente trascorrere qualche giorno per due motivi. Il primo, più ovvio, è che la mia indignazione era veramente al colmo. Il secondo, forse meno ovvio, era che non intendevo far strumentalizzare l’espressione del mio pensiero per altri fini, soprattutto nei confronti di una trasmissione che ha avuto così tanti meriti come quella da lei condotta.

    E tuttavia la puntata sulla pedofilia clericale mi ha lasciato un’amarezza che non posso non comunicarle. La stessa amarezza provata, del resto, da molti suoi telespettatori, che si sarebbero aspettati ben altri argomenti, magari una maggiore attenzione alla situazione italiana. Perché, pur conoscendo la gravità della situazione in altri paesi, è bene, è giusto, è sacrosanto informare gli italiani di quanto è grave anche la situazione in casa nostra. La stessa Congregazione per la Dottrina della Fede ammette che in Italia ci sono un centinaio di sacerdoti attualmente indagati per abusi sessuali nei confronti di bambini. E, può esserne certo, sono dati sottostimati.

    Troppo intento a non pestare i piedi alla Chiesa, nella puntata sullo scandalo dei preti pedofili lei ha prima di tutto ritenuto opportuno specificare che tutti i presenti erano cattolici. Insomma, un modo per far capire che, tutto sommato, si stavano lavando i panni sporchi in famiglia. Solo che la lavatrice di Annozero è piuttosto piccola, e bisogna scegliere quali panni lavarci. E avete optato per pochi fazzoletti, e per giunta alla presenza di lavandai pseudo-esperti attenti più all’integrità della macchina che non all’effettiva pulizia del bucato.

    In quest’ottica, quindi, sono stati invitati ospiti pronti a sfoderare, col suo beneplacito, le spade in difesa della Chiesa. Il giornalista Socci ha tenuto a disinformare sulle percentuali di pedofili fra i preti rispetto alla presenza di pedofili in altre confessioni religiose e in altri contesti. E Socci dall’alto di quale competenza in materia parla? Quella delle sagrestie e delle genuflessioni?

    Parlare di percentuali è ridicolo, se si considera che in questi casi gli abusi che non arrivano ad essere denunciati sono talmente tanti che qualsiasi statistica risulta inficiata. Quale sarebbe il “campione rappresentativo”, cardine della statistica, su cui si basano i numeri snocciolati in trasmissione? Semplicemente non esistono, perché queste pseudo percentuali si basano solo sui casi denunciati, che sono una minima parte dei casi reali.

    Tra l’altro, e lo dico per informazione sia sua che di Socci, solo negli ultimi anni i giornali nazionali hanno dato notizia di almeno 170 sacerdoti pedofili italiani. E sono pochi quelli che vengono alla ribalta delle cronache. Non solo lo so io, che ho fatto le ricerche del caso e ho reso pubblico il database su MicroMega, ma lo sa benissimo anche la redazione di Annozero, che mi ha contattato proprio per avere queste informazioni. E degli argomenti di cui si è parlato in quelle due ore trascorse al telefono con loro, non se n’è vista traccia in trasmissione. Per non scontentare Socci e chi per lui?

    Senza contare che Socci ha ritenuto opportuno parlare della perseguitata Chiesa cattolica, guardandosi bene dal menzionare la Chiesa persecutrice, la responsabilità della chiesa nei genocidi di Rwanda, Canada, Argentina, il ruolo più che ambiguo di Pio XII nei confronti del fascismo e del nazismo, gli appoggi alle peggiori dittature, a partire da quelle di Spagna e Grecia, le crociate moderne contro omosessuali e “relativisti”.

    Ho anche sentito Socci parlare dei bambini africani, malnutriti e malati, di cui solo la Chiesa, a detta sua, pare preoccuparsi. Strano che non si sia specificato che, a fronte del miliardo di euro l’anno che la Chiesa incamera solo dall’otto per mille, per quei bambini spende solo 85 milioni. La chiesa incassa 100, spende 20 (?) e fa pure la figura della santa! Perché non informare anche di questo il pubblico?

    Lei si è premurato invece di dare voce alla Chiesa istituzionale, con l’invito al vescovo di Palestrina, che ha tenuto a sottolineare l’impegno di Ratzinger nei confronti della pedofilia clericale. Nessuno però ha specificato che, a smentire le parole del pontefice, ci sono fatti incontrovertibili: da un lato, in quei famosi viaggi negli Stati Uniti e in Australia, il papa ha preso posizione contro i sacerdoti pedofili, dall’altro, sempre in quei viaggi, si è accompagnato con vescovi e cardinali famosi per aver protetto e coperto gli stessi preti pedofili.

    Inoltre, bastava ricordare che Ratzinger non ha mai espulso dalla Chiesa i vescovi che hanno abusato dei bambini o che hanno coperto i sacerdoti pedofili, crimine anche peggiore: in alcuni casi si è limitato ad accettarne le dimissioni. Non sarebbe stato opportuno sapere dove finiscono questi vescovi, una volta lasciata la loro carica? E perché non vengono ridotti allo stato laicale?

    In più, ho personalmente trovato urticante quel sorrisetto compiaciuto sulle labbra del prelato, nel vedere come i suoi colleghi sfuggissero ai giornalisti. Quel sorriso è un’espressione universale. E’ il ghigno del potere impunito.

    Senza contare che la scelta di andare negli Stati Uniti a documentare alcuni casi americani fa sembrare che questa problematica riguardi ancora, per la maggior parte, i sacerdoti di oltre oceano. Evidentemente, non è opportuno informare gli italiani del fatto che in Italia, a casa nostra, sono accadute le stesse cose, e anche di peggio. Bastava raccontare l’epopea dell’Istituto Provolo per bambini sordi di Verona, dove gli abusi si sono perpetrati per decenni, nella stessa indifferenza che la Chiesa istituzionale ha dimostrato nei confronti della vicenda di Murphy.

    Inoltre, come sempre, non ho sentito una sola parola che spiegasse cos’è, fisicamente, un abuso sessuale su un bambino, cosa accade al corpo di un bambino, che non è ancora un corpo adulto, né ho sentito chiedere come mai la Chiesa, che si dice tanto caritatevole, sia così concentrata a proteggere i propri beni piuttosto che a sostenere, anche economicamente, le vittime dei sacerdoti, che hanno bisogno di terapie e sostegno.

    Ho sentito invece parlare di cure e riabilitazione dei preti pedofili. Mi permettano i soloni ospiti di Annozero: sono fesserie. I sexual offender non “guariscono”, e pedofili si resta per sempre. Glielo avrebbe saputo dire anche un qualunque studente di psicologia del terzo anno. Al massimo, in rarissimi casi, si può imparare a contenere la pulsione deviata, se si vive in un contesto in cui non ci sia esposizione a certi “stimoli”.

    Inoltre, e non vorrei annoiarla oltre, ci si è ben guardati dallo spiegare che la genesi della pedofilia clericale è del tutto differente dalla genesi della pedofilia “comune”. Perché la pedofilia clericale nasce nei seminari minori, fomentata dalla cultura sessuofobica, quella che la Chiesa istituzionale non intende affatto “rivedere” o mettere in discussione, perché è il mezzo che utilizza per ingenerare il senso di colpa e governare, attraverso di esso, le coscienze dei fedeli e dei suoi stessi sacerdoti. Senza contare che proprio nei seminari si viene abusati da piccoli, imparando così ad abusare da grandi.

    La politica che sta mettendo in atto la Chiesa è quella dell’ “anello debole”. Fino a che non è esploso lo scandalo, l’anello debole erano le vittime, e lo sono ancora. Quando le gerarchie ecclesiastiche sono state messe di fronte al problema e hanno dovuto dare risposte concrete, hanno sacrificato un altro anello debole, i sacerdoti pedofili. Guardandosi bene dall’ammettere le proprie responsabilità nella genesi di quella stessa pedofilia.
    Ecco, la sua trasmissione è stata un’occasione perduta.

    (4 giugno 2010)

  • ARCIGAY. VATICANO, IL PERDONO NON SERVE, VOGLIAMO GIUSTIZIA

    ARCIGAY. VATICANO, IL PERDONO NON SERVE, VOGLIAMO GIUSTIZIA

    venerdì 23 aprile 2010 , di La redazione

    Manifestazioni e sit-in di protesta in diversi Paesi del mondo contro l’omertà delle gerarchie cattoliche nei confronti dei reati di pedofilia e contro le indegne dichiarazioni diffamatorie di Tarcisio Bertone. Ma soprattutto in sostegno delle decine di vittime innocenti di violenze inaudite compiute talvolta da persone che hanno responsabilità educative o spirituali, che chiedono giustizia di fronte alle istituzioni dei loro paesi.

    È questo il risultato dell’appello che Arcigay e ILGA (l’Associazione Gay e Lesbica mondiale) hanno lanciato (www.arcigay.it/protest-the-vatican) per sollecitare ed estendere la protesta contro gli abusi del Vaticano.

    Eventi di protesta davanti alle Nunziature vaticane o alle principali chiese si sono tenute e si terranno ancora per tutta questa settimana in molti Paesi americani ed europei: Cile, Perú, Nicaragua, Venezuela, Paraguay, Colombia, Argentina, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Bulgaria e tanti altri. Messaggi di supporto sono arrivati anche da associazioni lgbt del continente africano che purtroppo non possono prendere parte alla protesta nei loro paesi di provenienza per ragioni di incolumità fisica.

    In Italia sono previsti due appuntamenti per domani, sabato 24 aprile 2010*. Arcigay, ArciLesbica, AGEDO, Famiglie Arcobaleno, Mario Mieli, MIT, Certi Diritti, Dì Gay Project promuovono una manifestazione contro la pedofilia e in sostegno delle vittime a Roma in Piazza SS Apostoli alle ore 16.30. Le Associazioni lgbt bolognesi hanno indetto una processione laica che partirà alle 11.30 a Bologna da Piazza del Nettuno per giungere a Piazza San Domenico.www.arcigay.it/manifestazione-contro-pedofilia-roma

    “Manomettere in maniera antiscientifica e falsa la questione della pedofilia, come ha fatto il Segretario di Stato Vaticano Bertone, porta a scaricare su altre persone innocenti le gravi accuse che da tutto il mondo piovono sulle gerarchie vaticane, creando nuovo dolore.” – dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay – “Il perdono chiesto da Ratzinger non basta: gli esponenti ecclesiastici rispondano davanti ai tribunali e all’opinione pubblica mondiale dei gravi insabbiamenti avvenuti in tutto il mondo in modo che tutti i casi vengano portati alla luce.”

    www.gaynews.it/view.php?ID=84569

     

  • Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Le dichiarazioni del numero due vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha accostato pedofilia e omosessualità citando non meglio precisati “studi” (cfr. Ultimissima di ieri) hanno suscitato vasta eco in tutto il mondo. Le parole del segretario di Stato sono state oggetto di forti critiche: il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner le ha esplicitamente “condannate”, definendole “inaccettabili”, e anche l’ex segretario PD Walter Veltroni ha affermato che “ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso”. Il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, si è dunque sentito in obbligo di intervenire con una dichiarazione, da cui si trarrebbe la conclusione che Bertone (peraltro non citato) si riferiva in realtà “alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale”. La dichiarazione di Lombardi cita statistiche interne, alquanto arrotondate, secondo cui gli abusi commessi da sacerdoti ricadrebbero solo per il 10% nella pedofilia, mentre il 60% costituirebbe un caso di efebofilia omosessuale e il 30%, invece, efebofilia eterosessuale. Lombardi ha altresì precisato che “le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico”.
    A Malta, dove sono stati alterati alcuni manifesti che pubblicizzavano la visita di Benedetto XVI in programma sabato e domenica, si temono nuove clamorose contestazioni alla presenza del papa stesso: la cui casa natale, in Germania, è stata a sua volta coperta da scritte oscene. Il papa, nel corso dell’udienza generale di oggi (1), ha difeso i sacerdoti, a cui spetta portare “la luce di Dio” nella “confusione dei nostri tempi”. I preti, ha detto il papa, non devono essere “mai omologati, né omologabili”: il sacerdote, ha ulteriormente precisato, “non inventa, non crea e non proclama proprie idee in quanto la dottrina che annuncia non è sua, ma di Cristo”.
    Qualche dissidio interno sembra comunque venire alla luce: la rivista dei gesuiti statunitensi America, accusandolo di aver coperto le azioni di padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, ha chiesto le dimissioni del cardinale Angelo Sodano. In Argentina, scrive Horacio Verbitsky (2), il cardinale Jorge Bergoglio, anch’egli gesuita, in vista di un non lontano nuovo conclave, sta procedendo a rifarsi un’immagine, un po’ appannate dall’accusa di complicità con la dittatura militare.
    La Chiesa si sente sotto assedio, tanto da indurre le associazioni cattoliche italiane a organizzare per il prossimo 16 maggio a San Pietro una manifestazione di solidarietà nei confronti del pontefice. Sul sito Pontifex (che ha legalmente diffidato (3) mons. Babini dallo smentire le sue dichiarazioni antisemite) continuano nel frattempo a essere pubblicati interventi che parlano di complotto. Mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, ha dichiarato (4) che “contro la Chiesa si é levato un gossip, a tutto campo che non risparmia nessuno, si tratta di forze del male, al servizio del laicismo più sfrenato che vuole metterci la museruola su valori non negoziabili”. Carlo Di Pietro, webmaster dello stesso sito, è invece arrivato a definire l’omosessualità “un crimine contro l’umanità” e a chiedere l’intervento del legislatore “contro la subdola e costante opera di conversione che le lobbies omosessuali fanno nei confronti di coloro che sono sessualmente e psichicamente fragili”. (5)
    Infine, dalla Germania giungono voci, riprese dalla BBC (6), dell’imminente diffusione di notizie concernenti casi di abusi sessuali da parte di esponenti del clero tedesco. Nel corso della trasmissione L’Infedele Francesco Zanardi ha chiesto le dimissioni del vescovo di Savona Lupi, a suo dire al corrente degli abusi che avrebbe subito da un sacerdote, e oggi si è presentato (7) davanti alla stessa diocesi di Savona: il vescovo gli ha peraltro risposto annunciando (8) che il presunto abusatore sarà presto spretato. Negli USA, i vescovi del Connecticut stanno dando battaglia per contrastare l’approvazione di una legge che toglierebbe la prescrizione dal reato di abuso su minori. Ma la questione-pedofilia tocca anche l’ebraismo: un rabbino di New York è stato condannato a 32 anni di carcere per aver abusato in più occasioni di un sedicenne.

    (1) http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25404.php?
    index=25404&po_date=14.04.2010∓lang=it
    (2) http://www.mercosurnoticias.com/index.php?…37413&Itemid=30
    (3) http://www.pontifex.roma.it/index.php/edit…i-e-don-bianchi
    (4) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…a-e-solidarieta
    (5) http://www.pontifex.roma.it/index.php/news…lla-razza-umana
    (6) http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8617116.stm
    (7) http://www.ivg.it/2010/04/14/pedofilia-zan…tro+Giornale%29
    (8) www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73952

    http://www.uaar.it/news/2010/04/14/vaticano-sempre-alle-corde-per-scandalo-pedofilia/

  • Argentina. Arcivescovo condannato a 8 anni per violenza sessuale su seminarista, ci sono voluti 7 anni per condannre il vescovo

    Argentina. Arcivescovo condannato a 8 anni per violenza sessuale su seminarista, ci sono voluti 7 anni per condannre il vescovo

    L’ex arcivescovo emerito della provincia argentina di Santa Fè, Edgardo Storni (73 anni), è stato condannato a otto anni di prigione con l’accusa di abuso sessuale. A condannare Storni è stata la giudice Maria Mascheroni, a seguito della denuncia contro l’ex arcivescovo da parte dell’ex seminarista Ruben Descalzo per un fatto, ricordano fonti giudiziarie, avvenuto nel 1992. Storni, il cui legale ha già presentato appello, ha ottenuto gli arresti domiciliari in virtù dell’età avanzata.

    Argentina: ex arcivescovo condannato per abusi 30.12.2009 15:26
    L’ex arcivescovo emerito della provincia argentina di Santa Fé, il 73enne Edgardo Storni, è stato condannato mercoledì a otto anni di prigione per abusi sessuali. L’imputato, che beneficerà dei domiciliari per ragioni d’età, aveva approfittato di un seminarista nel 1992. I giudici hanno considerato come aggravante la posizione di superiorità gerarchica nei confronti della vittima. Il religioso, accusato formalmente nel 2003, si era dimesso nel 2002. In giugno, un altro prete argentino era stato condannato a Buenos Aires a 15 anni per aver abusato di un minore.

    Un ex arzobispo argentino condenado a 8 años de prisión
    Miércoles, 30 de Diciembre de 2009

    Buenos Aires (AFP) El ex arzobispo de la ciudad argentina de Santa Fe, monseñor Edgardo Storni, fue condenado a ocho años de prisión por “abuso sexual agravado” contra un seminarista, un hecho de fuerte repercusión en un país donde más del 90% de la población profesa el culto católico.

    El abogado defensor apelará la sentencia
    Ocho años de cárcel para el ex arzobispo Edgardo Storni

    El ex arzobispo de la ciudad de Santa Fe, monse¤or Edgardo Gabriel Storni, fue condenado ayer a 8 a¤os de prisión por abuso sexual agravado por su condición de sacerdote, informaron fuentes judiciales.

    La jueza María Amalia Mascheroni, resolvió de esta forma la única causa abierta que pesaba sobre el ex prelado y que tuvo su inicio ante la denuncia del ex seminarista Rubén Descalzo, por un hecho ocurrido en 1992, que fue denunciado 10 años después.

    Conocido el fallo, el abogado defensor, Eduardo Jauchen, informó que apelará la sentencia, mientras que el denunciante dijo a la prensa que “hoy se cierra una etapa de mi vida”.

    Descalzo contó que había pensando que “la condena no llegaría nunca, pero en mi interior sabía que la justicia alguna vez arribaría a buen puerto”.

    El caso tomó repercusión en el año 2000, a partir de una denuncia publicada en el libro Nuestra Santa Madre, de la periodista Olga Wornat, presentado durante la Feria del Libro de Santa Fe.

    En septiembre de 2002, el entonces arzobispo santafesino renunció a su cargo y envió una carta al Papa Juan Pablo II, en la que no reconocía “culpas” ni “acusaciones”.(Télam)

    El escándalo esta vez llegó a lo más alto

    Edgardo Storni fue condenado por el delito cometido contra un seminarista. Por esa denuncia había dejado el cargo.

    Por Washington Uranga

    El arzobispo católico de Santa Fe, Edgardo Gabriel Storni, fue condenado a ocho años de prisión por abuso sexual agravado por su condición, debido a que el delito fue cometido en perjuicio de un seminarista que estaba confiado a su responsabilidad. La decisión fue adoptada por la jueza María Amalia Mascheroni, quien resolvió en ese sentido la única causa abierta que pesaba sobre el obispo y que había sido iniciada en el año 2002 por el ex seminarista Rubén Descalzo, por un hecho ocurrido en 1992. Dado que el obispo tiene actualmente 73 años, es improbable que sea trasladado a una cárcel y es factible que se le otorgue la posibilidad de la prisión domiciliaria, atendiendo también a su estado de salud.

    Si bien el abogado de Storni, Eduardo Jauchen, adelantó que apelará la sentencia, de esta manera se cierra un capítulo muy importante de esta historia judicial que en el ámbito eclesiástico provocó la renuncia de Storni a sus responsabilidades como titular del Arzobispado de Santa Fe, que ahora ocupa José María Arancedo. Desde su alejamiento del cargo, concretado el 1º de octubre de 2002 tras una investigación eclesiástica que fue conducida por el arzobispo de Mendoza, José María Arancibia, Storni se radicó en La Falda (Córdoba) donde vive actualmente.

    La denuncia contra Storni fue revelada periodísticamente e investigada por Rosario/12, el suplemento de Página/12 que se edita en esa ciudad para toda la provincia de Santa Fe (ver aparte).

    Pese a las evidencias y testimonios en su contra, Storni nunca reconoció responsabilidad en los hechos que se le atribuyen, e incluso en su renuncia al arzobispado santafesino a través de una carta dirigida al entonces papa, Juan Pablo II, dijo no sentir “culpas” ni hacerse cargo de las “acusaciones” en su contra. Cada vez que fue citado por la Justicia rechazó todos los cargos.

    Desde febrero de 2003 Storni se encontraba procesado por el delito de abuso sexual, a partir de una decisión adoptada por el ex juez de Instrucción Eduardo Giovanni. En esa misma ocasión, el magistrado desestimó otras dos denuncias contra la autoridad religiosa al considerar que el tiempo transcurrido superaba el establecido para analizar la causa.

    En el proceso por el cual ahora resultó condenado, el ex seminarista Rubén Descalzo había declarado que “me hizo pasar a su departamento, donde sólo había una lámpara encendida. Hablamos mucho y me convenció para que fuera. Cuando llegamos a la puerta me abrazó. El abrazo comenzó a prolongarse y me apretó más contra su cuerpo. Colocó su cara en mi cuello y me besó”.

    Tras el fallo de ayer, el abogado defensor de Storni, Eduardo Jauchen, dijo que “la Justicia lo condenó a ocho años de prisión, que es la pena mínima, por abuso sexual agravado por la condición del autor. En este caso, se trataba de un sacerdote que estaba a la guarda”. Agregó que “esta sentencia no satisface las exigencias constitucionales de lo que debe ser una resolución adecuada a la decisión definitiva que, con grado de certeza en un proceso penal, se requiere para condenar a un ciudadano”.

    Dijo también que “no puede ser que por sospechas, rumores o versiones unilaterales se condene a una persona. Nuestro sistema democrático y republicano trata de evitar este tipo de arbitrariedades. Por lo tanto, o vivimos en democracia y república o seguimos viviendo en el caos, el desorden y culpamos a una persona por comentarios”.

    Oficialmente la jerarquía de la Iglesia Católica en Argentina no realizó ningún tipo de comentarios en relación a la condena al obispo Edgardo Storni, hecho que se suma a una larga lista de delitos sexuales cometidos en todo el mundo por ministros eclesiásticos. Tampoco se había pronunciado tras el fallo contra el sacerdote Julio César Grassi.

    El ahora condenado monseñor recibe del Estado la jubilación que cobra todo obispo cuando se retira de sus funciones activas, en general, al cumplir los 75 años. Edgardo Storni debió dejarlas antes.

    http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-137886-2009-12-31.html

  • La diocesi di Chicago risarcisce con 6 milioni di dollari le vittime di abusi sessuali

    La diocesi di Chicago risarcisce con 6 milioni di dollari le vittime di abusi sessuali

    La diocesi di Chicago che ha pagato 6,6 milioni di dollari a 15 vittime di abusi messi in atto da un gruppo di 12 sacerdoti fra il 1960 e il 1990.
    Si tratta dell’ennesimo accordo extragiudiziale raggiunto da una diocesi degli Stati Uniti in seguito a un procedimento giudiziario e quindi alle richieste di risarcimenti per episodi di pedofilia. La notizia è stata confermata dall’arcidiocesi e dal rappresentante legale delle vittime.

    Secondo quanto sostiene la Chiesa di la maggior parte dei sacerdoti colpevoli degli abusi sono morti o gli è stato impedito di continuare ad esercitare il proprio ministero.
    Fino ad ora l’arcidiocesi di Chicago, secondo fonti ecclesiastiche ufficiali, ha pagato la somma di 52 milioni di dollari a 214 persone che hanno presentato domanda di risarcimento in seguito a dei procedimenti giudiziari per casi di abuso sessuale su minori.

    Le cifre delle violenze Negli Stati Uniti, secondo cifre fornite dalla stessa Conferenza episcopale, dal 1950 ad oggi, 10.667 persone sono state vittime di abusi sessuali, 4.392 i preti coinvolti nello scandalo.

    Numeri destinati a crescere ancora e che comunque vanno considerati per difetto in quanto in molti casi le violenze non sono mai state denunciate. Casi gravi e a volte gravissimi, come quello del seminario di Sant Polten, in Austria dove intervenne la stessa Santa Sede per fare pulizia, sono stati registrati dall’opinione pubblica in questi anni in Brasile, Argentina, Polonia, Messico.

    Crimine enorme
    Lo scorso ottobre il Papa avendo ricevuto in visita i vescovi irlandesi affermò che il reato di pedofilia è ancora piu’ grave quando è commesso da un prete e che in ogni caso si tratta “di un crimine enorme”.
    Venerdì, 01 giugno 2007 Fonte:

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=70549