Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia, prete condannato Violentò un ragazzino, sentenza definitiva per don Cerullo

    Pedofilia, prete condannato Violentò un ragazzino, sentenza definitiva per don Cerullo

    Marilù Musto

    Solo il dolore, nient’altro che il dolore ha attraversato in due anni, quattro mesi e undici giorni la famiglia della piccola vittima della violenza sessuale da parte di un sacerdote di 33 anni.

    E un silenzio assordante della chiesa, in particolare della diocesi di Aversa che in tutti questi mesi «non ha mai chiesto ufficialmente perdono al bambino violentato dal viceparroco di Casal di Principe», ha spiegato il difensore del ragazzino, Costantino Puocci. Nonostante il fatto che oggi Don Marco Cerullo, sacerdote della chiesa del Santissimo Salvatore, può essere chiamato a tutti gli effetti pedofilo.

    Don Marco – che oggi ha 35 anni – è stato, infatti, condannato con sentenza definitiva dai giudici della corte di Cassazione alla pena di sei anni e otto mesi di carcere per aver abusato sessualmente di un suo alunno della scuola elementare e media di Villa Literno nel dicembre del 2007, durante l’orario scolastico. La sentenza ha rotto il silenzio: «Preferisco aspettare i tempi della giustizia – disse due anni fa il vescovo della diocesi normanna, Mario Milano – non ho altro da dire».

    Nei mesi successivi all’arresto del prete pedofilo, però, venne emessa la sentenza di primo grado dal gip Stefania Amodeo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere – il 22 aprile del 2008 – che condannava a sei anni e otto mesi di reclusione Don Marco con l’interdizione perpetua «da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori». Nemmeno allora la chiesa volle pronunciarsi. Il risarcimento per i danni morali subiti, 50mila euro in via provvisoria, non è stato ancora versato dall’insegnante di religione alla famiglia del ragazzo che ora ha tredici anni e che, probabilmente, ha una vita distrutta dal ricordo degli abusi.

    Durante l’incidente probatorio, infatti, il ragazzo aveva rivelato ai giudici di essere stato violentato più volte dal sacerdote e, in un caso, anche nel giorno del suo compleanno dopo una pizza mangiata assieme. Ne aveva solo undici quando nel 2007, il 19 dicembre, i carabinieri di Casal di Principe videro il suo viso bianco, terrorizzato, e una persona che era distesa su di lui in auto. I militari quella mattina si avvicinarono alla vettura parcheggiata in aperta campagna e videro don Marco che stuprava il ragazzo. Il sacerdote cercò di scappare inserendo la marcia, ma si schiantò contro un palo che circondava la piazzola di un distributore di benzina. Venne arrestato. Ammise in lacrime davanti ai carabinieri le sue colpe. Era riuscito a uscire dal plesso scolastico liternese e portare con sé l’alunno con il pretesto di comprare dei colori per dipingere il presepe.

    Poi ritrattò dichiarando che si trattava solo di «un abbraccio affettuoso». Il suo avvocato, Carmine Ucciero – mentre la procura generale precisava che il giudice in primo grado aveva omesso di applicare interdizioni più rigide per Don Marco, previste della legge – presentò ricorso in Appello e poi, dopo la conferma della condanna a Napoli, avanzò istanza in Cassazione. Non c’è stato nulla da fare. Don Marco Cerullo tornerà in carcere. E dovrà restarci, probabilmente, circa due anni grazie a sconti e benefici vari. Anche perché nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere era rimasto solo 13 giorni, dal 19 dicembre a 2 gennaio, prima che il tribunale del riesame di Napoli concedesse il beneficio dei domiciliari per due mesi. Da due anni si trova in una comunità di recupero alle porte di Roma messa a disposizione, pare, dalla stessa chiesa. Sarebbe stato sospeso dal servizio delle sue funzioni di sacerdote, ma la chiesa non ha fatto sapere pubblicamente se è stato spogliato dal suo abito di sacerdote. Resta il silenzio dell’istituzione ecclesiastica. E un’infanzia distrutta per sempre. Per il risarcimento dei danni, i legali della vittima, gli avvocati Puocci e Sergio Cavaliere, fanno sapere: «Ci faremo valere in sede civile».

    L’ipotesi Uscita in orario scolastico l’istituto rischia sanzioni
    Con la sentenza di Cassazione ora i dirigenti della scuola di Villa Literno potrebbero incorrere in sanzioni a causa dell’uscita dalla struttura di un alunno durante l’orario scolastico. Intanto, non ha trovato conferma l’ipotesi che altri alunni della scuola di Villa Literno abbiano subito abusi sessuali.

    Da Il Mattino, edizione di Caserta del 09 maggio 2010

  • Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

    Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

     

    Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa
    «Vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione alla Chiesa viene dall’interno»

    Oggi vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione della Chiesa viene dall’interno, dai peccati che ci sono dentro la Chiesa stessa, e non dai nemici fuori». Lo ha affermato Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo, con riferimento alla scandalo degli abusi su minori, che ha definito «realmente terrificante». «Oltre alla missione di sofferenza del Papa, che in prima istanza possiamo riferire all’attentato a Giovanni Paolo II – ha detto il Papa -, nel messaggio di Fatima ci sono indicazioni su realtà del futuro della Chiesa». Ed è vero, ha aggiunto, che «oltre ai momenti indicati nelle visioni, si parla della realtà di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze della Chiesa che si annunciano». Benedetto XVI ha ricordato che «il Signore ha detto che la Chiesa sarà sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo – ha concluso – lo vediamo in modo particolare». Le attuali «sofferenze» della Chiesa, in conseguenza degli abusi su minori commessi da sacerdoti, fanno parte di quelle annunciate nel terzo segreto di Fatima ha aggiunto Benedetto XVI e «il perdono non sostituisce la giustizia».

    VERGINE FATIMA E VANGELO – «La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l’umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza». Dopo il suo arrivo Benedetto XVI ha salutato tutti: «Indipendentemente dalla loro fede e religione va il mio saluto amichevole, in particolare a quanti non hanno potuto venire al mio incontro», ha assicurato professandosi «pellegrino della Madonna di Fatima, investito dall’Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo». «Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo – ha aggiunto Papa Ratzinger nel discorso all’aeroporto internazionale Portela di Lisbona – deriva il giusto ordinamento della società. Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l’essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta – ha sottolineato – di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica».

    IL PRESIDENTE CAVACO – Ad accogliere il Papa giunto a Lisbona, prima tappa del suo viaggio in Portogallo, è stato il presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva. Quello nel paese lusitano è il quindicesimo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Toccato dalla crisi economica più di altri paesi europei, il Portogallo ha adottato, negli ultimi anni, leggi contestate dalla Chiesa cattolica. Il governo socialista ha legalizzato l’aborto nel 2007, il divorzio nel 2008, e ora il Parlamento ha approvato un disegno di legge sul matrimonio gay che il presidente non ha ancora firmato. Da giorni il paese lusitano, ufficialmente all’88% cattolico, si prepara alla visita del papa. Cartelli e gigantografie con la foto del pontefice sopra la scritta «Bem-Vindo o Papa Bento XVI», «Benvenuto Papa Benedetto XVI», tappezzano le strade di Lisbona, Fatima e Porto, le tre tappe della visita del capo della chiesa cattolica, la prima in terra lusitana, cui i giornali dedicano anche oggi decine di pagine. Tre tv portoghesi, una pubblica e due private, hanno iniziato due ore prima dell’arrivo del papa le trasmissioni in diretta sulla sua visita che proseguiranno, seguendo ogni suo movimento, fino a venerdì pomeriggio, quando lascerà Porto per tornare a Roma. Martedì Benedetto XVI celebrerà nel pomeriggio sul Terreiro do Paco, la celebre piazza di Lisbona affacciata sul fiume Tago, una messa davanti a decine di migliaia di fedeli, e in presenza del premier socialista Josè Socrates. Mercoledì il pontefice si sposterà a Fatima, dove già sono arrivate migliaia di pellegrini, e dove sono attesi mezzo milione di fedeli, e venerdi a Porto. Nel santuario mariano il pontefice celebrerà una messa giovedi sulla spianata della Cova da Iria, dove secondo la tradizione cristiana il 1q3 maggio 1917 la Madonna apparve per la prima volta ai tre pastorelli.

    NIENTE VISTO PER AGCA – Per motivi «di sicurezza e di politica estera», il governo di Lisbona ha detto «no», almeno per momento, alla visita a Fatima che Mehmet Ali Agca aveva chiesto di poter compiere in questi giorni in contemporanea con Papa Benedetto XVI. Lo ha reso noto – con una lettera inviata all’Ansa – l’avvocato Aci Ali Ozhan, il legale dell’ex «lupo grigio» turco che il 13 maggio 1981 sparò a Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. Agca è stato scarcerato lo scorso 18 gennaio 2010 dopo aver scontato 29 anni e due mesi di carcere per l’uccisione di un noto giornalista turco. Lo scorso 13 febbraio, sempre tramite il suo legale, Agca aveva scritto in Vaticano chiedendo di poter incontrare Papa Ratzinger a Fatima.

    fonte corriere it

  • LO SCANDALO PEDOFILIA ESPLODE ANCHE IN BELGIO

    LO SCANDALO PEDOFILIA ESPLODE ANCHE IN BELGIO

    Piovono dimissioni da parte di alti prelati cattolici per lo scandalo pedofilia. L’ultimo a lasciare è un vescovo del Belgio. Ancora non si conosce il suo nome né il motivo delle dimissioni. Dopo il capo della Diocesi di Augusta Walter Mixa e il vescovo irlandese James Moriarty il belga sarebbe il terzo negli ultimi due giorni a lasciare l’incarico.

    La sua identità ancora non è stata resa nota; ma secondo l’agenzia belga Afp si tratterebbe del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe. Da chiarire se sia stato proprio lui a commettere gli abusi o se abbia coperto altre persone. Ieri sera la Conferenza episcopale locale ha convocato una conferenza stampa per oggi con il capo della Chiesa cattolica belga, André-Joseph Léonard, e con i responsabili della Commissione d’inchiesta sulle vicende di pedofilia nella Chiesa.

    Ieri altre due dimissioni di vescovi in Europa. Ha lasciato il vescovo di Augusta Walter Mixa, già al centro di polemiche in Germania dopo che aveva ammesso maltrattamenti contro bambini all’epoca in cui era sacerdote. Papa Benedetto XVI dovrà decidere se accettare o meno le dimissioni.
    Sempre ieri, si è dimesso il vescovo di Kildare e Leighlin, in Irlanda, James Moriarty, accusato in un documento governativo di aver insabbiato denunce nei confronti di preti pedofili. Dopo John Magee e Donal Murray, è il terzo vescovo in Irlanda che decide di lasciare la propria carica, scusandosi con le vittime.

    Dagli Stati Uniti intanto arriva un nuovo attacco al cuore del Vaticano. L’avvocato delle vittime di padre Lawrence Murphy, accusato di aver abusato di 200 bambini di una scuola per sordomuti, ha
    denunciato in un tribunale federale di Milwaukee la Santa Sede, papa Benedetto XVI e i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, definendoli i ”vertici della piramide del silenzio” per aver protetto il sacerdote.
    Il Papa nei giorni scorsi ha che la Chiesa è intenzionata a percorrere la strada della trasparenza, e ha chiesto perdono ad alcune vittime maltesi di preti pedofili durante il suo viaggio sull’isola.

    CNRmedia – 23/04/2010

  • “Ha abusato dei bambini”, si dimette il vescovo di Bruges

    “Ha abusato dei bambini”, si dimette il vescovo di Bruges

    Venerdí 23.04.2010 12:58

    Si è dimesso il vescovo di Bruges monsignor Roger Vangheluwe, che ha ammesso di aver abusato sessualmente di un giovane e di averlo fatto per di più dopo la sua nomina a vescovo avvenuta nel 1984. La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso la notizia dell’accettazione delle dimissioni da parte del Papa insieme al testo di una dichiarazione del vescovo. Le dimissioni sono state immediatamente accettate dal Papa.

    “Quando ero ancora un semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha confessato il presule – ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono”.

    Il presule ha aggiunto nella sua dichiarazione che “la tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione”. “Sono profondamente dispiaciuto – ha concluso – per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro”.

    Ma intanto il Vaticano contesta una denuncia presentata, a nome di una vittima di un prete pedofilo del Wisconsin, contro Papa Benedetto XVI e i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone. “Azioni legali legittime sono state mosse da vittime di abusi, ma questa non lo è”, ha detto Jeffrey Lena, l’avvocato americano del Vaticano, secondo cui la denuncia presentata dal collega Jeff Anderson a nome di una vittima di padre Lawrence Murphy “rappresenta un tentativo di usare tragici eventi come piattaforma per un attacco più ampio ricaratterizzando la Chiesa Cattolica come una ‘impresa mondiale di affari’”. Secondo Lena, il caso contro la Santa Sede consiste in gran parte in una “risciacquatura di vecchie teorie già respinte da tribunali Usa”.

    http://www.affaritaliani.it/cronache/vescovo-bruges-vaticano230410.html

    23/4/2010
    Pedofilia, vescovo di Bruges lascia Ammette abusi, Papa accetta dimissioni

    Benedetto XVI ha accolto le dimissioni del vescovo belga di Bruges, mons. Roger Joseph Vangheluwe, il quale ha confessato, in una dichiarazione ufficiale, diffusa dalla sala stampa vaticana insieme all’annuncio delle dimissioni, di aver “abusato sessualmente di un giovane”. Nella serata di ggiovedì erano arrivate dal Belgio le notizie delle dimissioni di un presule per “fatti gravi” relativi a una vicenda di abusi.

    Il nome di Vangheuwe, 74 anni, sul seggio episcopale di Bruges da oltre 25 anni, è stato confermato da una persona del suo entourage. Solo due giorni fa, mercoledì, a Bruxelles era stata confermata la condanna del sacerdote Robert Borremans per violenze e attentati al pudore. Il prete condannato era in funzione sotto l’autorità dell’ex vescovo ausiliario di Bruxelles, Joseph De Kesel, e le prime accuse contro di lui risalgono al 1994

    La confessione del vescovo
    “Quando ero ancora un semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha confessato il presule – ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono”.

    Il presule stupratore ha aggiunto nella sua dichiarazione che “la tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione”. “Sono profondamente dispiaciuto – ha concluso – per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro”.

  • Accusato di aver maltrattato dei bambini orfani

    Accusato di aver maltrattato dei bambini orfani

    Germania: si dimette Mixa, vescovo manesco di Augsburg
    Ha presentato la richiesta di dimissioni al papa che ha intanto ha accettato quelle dell’irlandese Moriarty

    BERLINO – Il vescovo di Augsburg, Walter Mixa, ha presentato la richiesta di dimissioni a Benedetto XVI: il vescovo era nell’occhio del ciclone da settimane per le percosse da lui inflitte a nove ragazzi, quando tra il 1976 ed il 1996 aveva svolto le mansioni di sacerdote nella cittadina bavarese di Schrobenhausen. A rivelare la notizia sono due quotidiani, la Sueddeutsche Zeitung e la Augsburger Allgemeine, mentre la Conferenza episcopale ha comunicato di non essere al corrente delle dimissioni. Proprio mercoledì il presidente dei vescovi tedeschi, Robert Zollitsch, aveva invitato Mixa ad autosospendersi, dopo che aveva ammesso in un’intervista ad un giornale di avere alzato le mani su alcuni minori. «Non posso escludere di aver assestato qualche ceffone», aveva confessato il vescovo, aggiungendo che «a quei tempi la cosa era assolutamente normale». Nella richiesta di dimissioni inviata al Papa, il vescovo di Augsburg motiva la sua decisione con «il perdurare del pubblico dibattito» sulla sua persona, che «grava pesantemente su preti e fedeli». «A tutti coloro verso i quali posso essere stato ingiusto ed ai quali ho provocato sofferenza chiedo ancora una volta perdono», scrive ancora Mixa.

    LA RICHIESTA – La richiesta al Papa di essere sollevato dalle sue funzioni di vescovo della città bavarese e di vescovo militare dell’esercito tedesco è dovuta al fatto che, secondo il diritto canonico, un vescovo non può dimettersi autonomamente senza l’autorizzazione del Pontefice, che in genere accoglie questo tipo di richieste. Mixa era stato recentemente anche accusato di appropriazione indebita di fondi, appartenuti alla Fondazione dell’orfanotrofio di Schrobenhausen, per un ammontare di 70 mila marchi, circa 35 mila euro attuali. L’avvocato Sebastian Knott, incaricato dalla Fondazione di far luce sulle accuse di maltrattamenti ai ragazzi compiuti da Mixa, ha rivelato che nella gestione dei fondi ci sono state «irregolarità finanziarie» corrispondenti alla somma indicata. Il legale ha spiegato che l’attuale vescovo, quando era prete a Schrobenhausen, ha fatto un uso indebito dei denari della Fondazione, acquistando tra l’altro mobili antichi per il suo studio ed un’incisione di Giovanni Battista Piranesi, pagata oltre 21 mila euro attuali. Mixa ha ammesso nei giorni scorsi di essersi occupato «senza acribia» delle questioni finanziarie dell’ente, spiegando che le antichità acquistate non erano per lui, ma sono servite per arredare i locali della parrocchia.

    VESCOVI IRLANDA – Intanto la conferenza episcopale irlandese ha confermato in una nota l’accoglimento da parte del Papa delle dimissioni del vescovo irlandese James Moriarty, (con lui sono tre i vescovi irlandesi che si sono dimessi a causa dello scandalo) accusato di aver coperto in passato abusi sessuali commessi su minori da sacerdoti dell’arcidiocesi di Dublino. La notizia era stata anticipata mercoledì dal Wall Street Journal e, secondo la nota della Conferenza episcopale, dovrebbe essere annunciata ufficialmente dalla Santa Sede nelle prossime ore.

    Redazione online
    22 aprile 2010

    http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_22/germania-dimissioni-vescovo_1bc96868-4de9-11df-b72f-00144f02aabe.shtml

  • Prete pedofilo nascosto a Sarteano (SI)

    Prete pedofilo nascosto a Sarteano (SI)

    In località Querce al Pino, diocesi di Montepulciano

    di Alessandro D’Amato (Gregorj)
    Padre Pezzotti e gli altri: trenta casi di preti pedofili che la Chiesa ha protetto
    pubblicato il 15 aprile 2010 alle 08:11 dallo stesso autore – torna alla home

    Spostare e trasferire per troncare e sopire: l’AP fa nomi e cognomi di sacerdoti inviati nelle missioni o mandati all’estero per evitare che finissero sotto processo.

    La foto del bollettino della Chiesa cattolica lo mostra cinquant’anni dopo con il suo sorriso rugoso, quasi nudo, circondato da bambini tra le braccia e ai suoi piedi in Brasile, dove il reverendo Mario Pezzotti svolgeva la sua attività a fianco dei fanciulli e di supervisione nei confronti degli altri preti. Anche se era stato accusato di aver violentato Joe Callander nel Massachussets. E non è un caso isolato.

    PROMOSSI PER MERITI SUL CAMPO – In una ricerca investigativa attraverso 21 paesi nei sei contenti, l’AP ha trovato trenta casi di preti accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti da un paese all’altro, riuscendo, in talune circostanze, a sfuggire alla legge che li inseguiva. Quasi tutti hanno avuto la chance di lavorare nuovamente con i bambini, alcuni di essi hanno continuato ad abusare di minori. Un prete che aveva ammesso violenze sui bambini a Los Angeles venne trasferito nelle Filippine, e i suoi superiori gli intimarono più volte di non rivelare a nessuno dov’era finito. Un altro, condannato per abusi sessuali in Canada e sfuggito alla legge, si trasferì in Francia dove, nel 2005, venne di nuovo condannato. Un altro ancora ha fatto la spola tra Irlanda e Inghilterra, nonostante fosse segnalato come pederasta e abusatore di bambini. Richard Sipe, ex monaco benedettino, lo dice chiaro e tondo: “Se uno dei nostri si mette nei guai e sta per scoppiare uno scandalo, la Chiesa lo sposta in giro per il mondo e lo invia nelle missioni all’estero. Qualsiasi cosa pur di evitare lo scandalo“. I rappresentanti della Chiesa si giustificano dicendo che in alcuni casi, i sacerdoti si sono spostati di loro iniziativa in un altro paese e la nuova parrocchia poteva non essere a conoscenza delle accuse. In altri casi, i funzionari della chiesa hanno detto di non credere alle accuse, o che il sacerdote aveva pagato e si era pentito per quanto fatto. Di fronte a Dio, forse. Di fronte alla legge sicuramente no.

    VIOLENZA E CARITA’ – Callander aveva 14 anni quando fu violentato per tre volte da padre Pezzotti presso l’ormai chiuso Xaverian Missionary Faith High School ad Holliston nel 1959. La Chiesa ha pagato 175mila dollari di risarcimento nel 1993 per quanto accaduto, mentre altre due accuse di abusi provenienti da Boston nei confronti del prete non sono state mai chiarite. Nel frattempo lui è volato via in Brasile, dove ha portato il linguaggio della fede agli indiani Kayapo in Amazzonia: “Ho espiato e sono guarito nella giungla”, ha scritto Pezzotti alla sua vittima negli anni Novanta, “Con l’aiuto di Dio”. Don Pezzotti non ha ricevuto altre accuse in Brasile, anzi: quando è tornato in Italia, nel 2003, i brasiliani hanno chiesto a Roma di rimandarlo di nuovo tra di loro.

    LUI FA L’INDIANO -Poi c’è un prete indiano, don Vijara Bhaskar Godugunuru, accusato negli Stati Uniti di aver molestato una teen-ager in Florida nel giugno 2006 si troverebbe in Italia. Lo afferma Jeff Anderson, l’avvocato di St. Paul in Minnesota che si sta occupando del caso. «L’appello della famiglia della ragazza a Papa Benedetto XVI è rimasto inascoltato», afferma Anderson in un comunicato. La madre della teen-ager scrisse nell’agosto di quello stesso anno al Santo Padre quando padre Godugunuru fu incriminato dell’aggressione alla figlia. Il prete si dichiarò colpevole e la Corte gli ordinò, nel febbraio 2007, di tornare in India. Don Godudunuru si troverebbe adesso in Toscana, dove lavorerebbe come vice-parroco nella chiesa del Ss. Nome di Maria in località Querce al Pino che fa capo alla diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza. Lo studio legale di Anderson ha allegato al comunicato l’elenco dei preti in servizio alla diocesi italiana aggiornato al maggio 2009 in cui risulta il nome del sacerdote indiano. Secondo Anderson, la diocesi di Pensacola-Tallahassee in Florida inviò nel 2007 la documentazione relativa a don Godugunuru, compreso il rapporto dello sceriffo e la perizia dello psicologo, al Cardinale Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. La ragazza ha adesso fatto causa alla diocesi per corresponsabilità negli abusi. Secondo Anderson l’iter della vicenda “è tipico di come il Vaticano affronta i casi di abusi sessuali da parte del clero“. “Le prove prodotte non supportan l’accusa”, ha invece detto ad Ap Monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo della diocesi di Montepulciano, la settimana scorsa. La ragazza ha detto che padre Godugunuru si era appartato con lei e le aveva messo le dita nella vagina. Alla famiglia il Papa non ha mai risposto.

    IL GESUITA BENEFATTORE – Clodoveo Piazza è un gesuita italiano che gestiva un ricovero per i senzatetto per bambini di strada e ha lavorato in Brasile per 30 anni. Nel 2005 ha ricevuto 600mila dollari dalla Banca per lo sviluppo nazionale del Brasile per istituire quattro impianti nella città nordorientale di Salvador.Lo scorso agosto, i pubblici ministeri hanno detto che almeno otto ragazzi e giovani si erano presentati a dire che erano stati abusati da piazza oppure di aver visto ragazzi stranieri ausati sessualmente. polizia brasiliana sta tentando di arrestarlo, ma Piazza ora lavora in Mozambico, secondo un periodico cattolico no profit, e la chiesa è giunta alla sua difesa.”I gesuiti italiani esprimono la loro solidarietà con il fratello e il padre Piazza“, recita una nota sul suo sito Web. Il gruppo aggiunge che “la calunnia contro i missionari sta diventando un gioco sempre più popolare“. I pubblici ministeri brasiliani dicono che Piazza, un brasiliano naturalizzato, ha rifiutato di rispondere alle accuse di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei bambini. Intervistato a Maputo, in Mozambico, questa settimana, Piazza ha detto le accuse contro di lui sono false e sono parte di una campagna per ricattarlo partita da “ambienti politici” brasiliano che non identifica. Ha detto che era stato prosciolto dalle accuse per due volte in Brasile, e che non vi è alcuna prova contro di lui. Ma i PM brasiliani ribadiscono che non c’è stato nessun proscioglimento e il suo caso è ancora aperto.

    LA POSIZIONE DEL SEMINARISTA – Giuseppe Skelton era uno studente di 26 anni del seminario di San Giovanni a Detroit, Michigan, nel 1988, quando fu condannato per abusi sessuali con un ragazzo di 15 anni. Due decenni più tardi, vive nelle Filippine, dove è stato ordinato sacerdote e ora serve come vicario parrocchiale della parrocchia di San Vincenzo Ferrer nella remota città di Calape, secondo la diocesi. E’ anche diventato un cantante gospel molto popolare nel paese. L’arcidiocesi di Detroit, dopo aver appreso che Skelton era stato ordinato sacerdote, ha inviato una lettera sulla sua condanna alla diocesi di Tagbilaran all’inizio del 2003. Tumulak, l’ex vescovo, ha detto di non ricordare di aver ricevuto la lettera, e in ogni caso ormai è troppo tardi.

    TRE CONDANNE E NON SENTIRLE – Il reverendo colombiano Enrique Diaz Jimenez è stato condannato per tre volte in tre paesi diversi. Si è dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente di tre ragazzi, mentre era un sacerdote della chiesa di San Leo e la Chiesa dell’Addolorata di New York a metà degli anni 1980, e fu condannato nel mese di aprile 1991 a cinque anni e quattro mesi di libertà vigilata. Fu trasferito e riprese il lavoro come sacerdote in Venezuela, dove fu sospeso di nuovo nel 1996 per 20 anni dopo che 18 ragazzi lo hanno accusato di averlo molestato. Monsignor Francisco de Guruceaga, il vescovo che ha assunto Diaz in Venezuela, ha detto che non era chiaro a lui che il prete che era stato accusato di abusare di bambini. Diaz, ha detto De Guruceaga gli disse che aveva problemi con i rapporti con le donne, non di aver molestato bambini. Diaz è tornato in Colombia nel 1996 ed è stato accusato nel 2001 di aver molestato un ragazzo, dichiarandosi colpevole alla fine dell’anno.

    UNA CURA SPECIALE – Il trasferimento dei sacerdoti è stato chiamato “la cura geografico”, secondo Terry Carter, vittima della Nuova Zelanda. La Carter ha vinto $ 32,000 a titolo di risarcimento dalla Società di Maria, che supervisiona la scuola cattolica del collegio di Wellington dove è stata abusata dal reverendo Allan Woodcock. Woodcock ha molestato almeno 11 ragazzi in quattro strutture della chiesa in Nuova Zelanda prima di essere inviato in Irlanda. E’ stato estradato in Nuova Zelanda nel 2004, si è dichiarato colpevole di 21 accuse di abusi sessuali ed è stato condannato a sette anni di carcere. E’ stato rilasciato sulla parola nel settembre 2009. “L’hanno portato fuori dalla Nuova Zelanda, dopo anni di illeciti in diverse posizioni“, dice la Carter. La Chiesa ribatte: “Egli è stato inviato in Irlanda per la psicoterapia intensiva. Non aveva il permesso di esercitare il suo ministero o di essere coinvolto con i giovani“. Woodcock è stato sospeso dal suo ministero nel 1987. E ’stato rimosso dal sacerdozio nel 2001.

    http://www.giornalettismo.com/archives/59318/preti-pedofili-pezzotti-chiesa/

    15/4/2010
    “In Italia prete pedofilo” Legale vittima: “Colpevole in Usa”

    Un prete indiano, accusato negli Stati Uniti di aver molestato una ragazzina in Florida nel giugno 2006 si sarebbe trasferito in Italia. Lo afferma l’avvocato che si sta occupando del caso. Il prete si dichiarò colpevole e la Corte gli ordinò, nel febbraio 2007, di tornare in India. Ma il sacerdote si troverebbe adesso in Toscana.
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    Ultimo aggiornamento ore 01:00

  • Prete violenta una bambina, il Gip lo manda in monastero di clausura

    Prete violenta una bambina, il Gip lo manda in monastero di clausura

    TERAMO – Ha violentato una bambina di 10. E’ la barbaria commessa da un prete indiano di 40 anni, arrestato due giorni fa. Il GIP, Guendalina Buccella lo ha rimesso in libertà.

    La richiesta era stata avanzata dal legale del sacerdote, l’avvocato Gianni Gebbia, dopo essersi confrontato con lo stesso giudice.

    Nel corso dell’interrogatorio il sacerdote, che ieri aveva ricevuto la visita del vescovo di Teramo, monsignor Michele Seccia, aveva ammesso l’unico episodio di molestia contestato, pentendosi dell’accaduto.

    Lo stato di collaborazione dell’indiano ha indotto il pubblico ministero Bruno Auriemma a concedere parere positivo e il gip a concedere il beneficio degli arresti domiciliari.

    Il prelato è stato scarcerato e trasferito in un convento di clausura.
    15/04/10 19:07
    Elisabetta Froncillo

  • Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

    Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

    Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera
    Viterbo – 15 aprile 2010 – ore 5,30
    Monsignor Gino Reali
    – Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

    “Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

    “Il vescovo Reali, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina, nel suo interrogatorio in fase istruttoria davanti al pm Francesco Scavo Lombardo è stato imbarazzante nelle risposte – sottolinea l’avvocato -.
    Prima ha detto di non sapere nulla di quanto accadeva a Selva Candida, poi li ha definiti “pettegolezzi”.

    Ma la cosa più grave è che è arrivato ad allontanare dalla sua parrocchia un altro prete che si era lamentato di don Conti.

    Entro qualche settimana, Reali dovrà essere interrogato in aula e io ne chiederò l’incriminazione per favoreggiamento. La pedofilia all’interno della Chiesa è un tabù. Quando i vescovi tacciono, il prete pedofilo continua a commettere crimini e il silenzio diventa una forma molto grave di complicità”.

    Ma quello di don Ruggero Conti non è l’unico caso di pedofilia nell’ambito del quale compare il nome del vescovo di Tarquinia.

    Reali, secondo quanto riportato dal giornale spagnolo El Pais, avrebbe raccomandato con una lettera un prete accusato di abuso su quattro minori, definendolo in una lettera di accompagnamento una “brava persona”.

    Secondo El Pais, il vescovo avrebbe scritto una lettera di raccomandazione per il sacerdote spagnolo José Poveda Sanchez, che è stato incriminato nel 2005 per aver abusato sessualmente di quattro bambini sotto gli 11 anni nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima Aranova (Roma).

    Il sacerdote, si legge sulle colonne di El Pais, “è stato protetto e mandato in Spagna dal vescovo Gino Reali, a capo della diocesi di Porto Santa Ruffina. Reali ha dato al sacerdote una lettera di raccomandazione per il vescovo di Getafe (Madrid), nella quale definisce il prete accusato di pedofilia come una “brava persona” che voleva tornare in Spagna “per curare la madre malata””.

    Secondo il vescovado di Getafe in Spagna il sacerdote accusato di pedofilia non avrebbe dato vita ad episodi di abusi: “Grazie a Dio nulla è successo”.

    José Poveda Sanchez, che ora ha 50 anni, è stato parroco della chiesa di Nostra Signora di Fatima in Aranova per tre anni. Prima era stato a Cerveteri e Maccarese.

    “Nel 2005, alcune famiglie di Aranova – ricorda El Pais – hanno detto al sindaco che aveva abusato dei loro figli.

    Il sindaco lo ha riferito al vescovo, e questo lo mandò a Getafe.

    Le dichiarazioni delle vittime di Sánchez Poveda alla polizia sono agghiaccianti. Uno di loro ha detto: “Durante la visione di un film, Jose ha cominciato a toccare le mie parti intime, mi ha fatto abbassare i pantaloni, mi ha afferrato il pene e mi ha masturbato”.

    http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/aprile/15_6vescovo_tarquinia.htm

  • Prete accusato di pedofilia, legale: ‘Accuse vaghe’

    Prete accusato di pedofilia, legale: ‘Accuse vaghe’

    FOGGIA, giovedì 15 aprile 2010 – ORE 19.21
    ‘Il mio assistito si è sempre dichiarato innocente e io stesso sono convinto che lo sia.

    Quelle contro di lui sono accuse vaghe ed evanescenti. Se ci fosse la prova della sua colpevolezza, probabilmente avrei tentato un onorevole patteggiamento’.

    Lo ha dichiarato l’avvocato Franco Ventarola, difensore del prete beneventano di 79 anni accusato di molestie sessuali su minori nei confronti del quale la Procura di Foggia ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata per il 19 maggio prossimo.

    ‘E’ un momento particolarmente difficile’ ha aggiunto il legale. ‘Che ci possano essere dei casi di pedofilia da parte dei sacerdoti, non c’è dubbio, ma che si voglia fare di tutta l’erba un fascio, non mi pare giusto. Questo è un caso a sè’.

    http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=52252

  • USA, Vaticano citato in giudizio per casi di pedofilia fa nuovamente appello all’immunità

    USA, Vaticano citato in giudizio per casi di pedofilia fa nuovamente appello all’immunità

    WASHINGTON – Due corti di appello federali, Oregon e Kentucky, hanno recentemente autorizzato l’avvio di azioni legali contro il Vaticano per abusi sessuali.

    Lo rende noto il Washington Post, specificando che i legali della Santa Sede hanno chiesto alla Corte suprema di esaminare l’appello per il caso dell’Oregon, facendo nuovamente riscorso all’immunità per evitarne il coinvolgimento, come nel 1994 e nel 2005.

    Richiesta di immunità del 1994 per Giovanni Paolo II

    Se questa estate la Corte Suprema rifiutasse di proseguire, lasciando in vigore il verdetto delle Corti federali, i legali avranno facoltà di richiedere documenti decadi di documenti e convocare responsabili del Vaticano.

    Nel caso dell’Oregon gli avvocati delle vittime hanno sostenuto che i sacerdoti sono “impiegati” del papa, per i quali lui stesso è responsabile.

    La linea di difesa della Santa Sede, come in altri casi, è incentrata sull’immunità diplomatica già concessa altre volte al Vaticano e ai suoi rappresentanti.

    Nel 1994, fu fatta pressione perché gli Stati Uniti d’America concedessero l’immunità a Giovanni Paolo II. Tale richiesta fu accolta poco tempo dopo.

    Nel 2005, fu concessa l’immunità a Benedetto XVI dagli Stati Uniti d’America su sollecitazione da parte degli avvocati della Santa Sede.

    «La ragione per cui esiste un così grave problema nella Chiesa Cattolica – afferma Jeff Anderson, che ha rappresentato centinaia di vittime dagli anni ’80 e sta lavorando al caso in Oregon – è il modo insulare e arrogante in cui opera il Vaticano. Sono legalmente impenetrabili.»

    Jeffrey Lena, un avvocato che rappresenta la Santa Sede, ha rifiutato di commentare l’azione legale.

    USA, Vaticano citato in giudizio per casi di pedofilia fa nuovamente appello all’immunità