Per ora “non deve dimettersi il cardinale Philippe Barbarin, l’arcivescovo di Lione, accusato in Francia di non essere intervenuto adeguatamente dopo le denunce di abusi compiuti da preti pedofili. Lo afferma Papa Francesco in un’intervista al quotidiano cattolico “La Croix”. “Sarebbe – spiega – un controsenso, un’imprudenza”. “Si vedrà – promette – dopo la conclusione del processo. Ma ora, significherebbe ammettere la colpevolezza”.
Su temi come le Unioni civili “tocca al Parlamento discutere, argomentare, spiegare, ragionare”, riconosce poi Francesco rispondendo alle domande del quotidiano cattolico. Ma, aggiunge, “una volta che la legge è approvata, lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica, l’obiezione di coscienza deve essere presenta perchè è un diritto umano. E questo vale anche per un funzionario del governo, che è una persona umana. Lo Stato deve anche rispettare le critiche”. Secondo il Papa, in sostanza, “uno Stato deve essere laico. Gli Stati confessionali finiscono male. Vanno contro la storia”, ma, osserva con una “piccola critica” alla cultura d’Oltralpe, bisogna stare attenti a non “esagerare con la laicità”
Nell’intervista, Francesco precisa non visiterà la Frabncia nel 2017 “perchè l’anno prossimo è elettorale e, in generale, la pratica della Santa Sede è di non cimpiere uno spostamento del genere in questo periodo”. “L’anno scorso – spiega il Papa – si è iniziato a fare qualche ipotesi in vista di un tale viaggio, compreso un passaggio a Parigi e nella sua banlieu, a Lourdes e in una città dove nessun Papa è mai stato, ad esempio Marsiglia, che rappresenta una porta aperta sul mondo”.
Quella di una prelatura personale per i lefebvriani è “una soluzione possibile, ma prima bisogna stabilire con loro un accordo fondamentale. Il Concilio vaticano II ha il suo valore. Si va avanti lentamente, con pazienza”, conferma inoltre Bergoglio al giornale francese. Nell’intervista, il Papa risponde inoltre a una domanda sul tema del prossimo Sinodo: “non è ancora maturo – dice – il tempo per un sinodo sulla sinodalità”.
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Secondo papa Francesco, Barbarin non deve dimettersi. Per ora. E sulle Unioni civili chiede rispetto per tutti
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Pedopornografia, 4 anni a sacerdote brindisino: nel 1991 era stato condannato per pedofilia
di SONIA GIOIA
BRINDISI – Dopo l’arresto è arrivata anche la condanna per l’ex cappellano dell’ospedale Perrino di Brindisi accusato di detenzione di foto e film pedopornografici: don Franco Legrottaglie, 67enne originario di Ostuni, è stato condannato a quattro anni con rito abbreviato. La sentenza del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce tiene conto della riduzione di un terzo prevista dalla formula breve con cui è stato celebrato il processo.
Nel computo del gup ha pesato l’aggravante della recidiva, visto che il prete era già stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per atti di libidine nei confronti di due minorenni: fatti che risalgono al 1991. Le indagini a carico del sacerdote – uno dei quattro prelati brindisini finiti sotto inchiestaper reati legati alla sfera sessuale – sono partite dalla iniziativa di un confidente della polizia.
L’uomo, per ragioni assolutamente top secret, riuscì a impossessarsi dei file a luci rosse contenute
nel personal computer del cappellano: dopo avere trasferito tutto il materiale di natura esclusivamente pedopornografica su una chiavetta, lo consegnò alla polizia. La polizia postale ha accertato successivamente che quel materiale era di fatto riconducibile al pc di proprietà del prelato che è finito in manette il 26 novembre dello scorso anno. La sentenza di condanna porta la firma del gup Simona Panzera, che ha accolto la richiesta di condanna del pm Maria Vallefuoco.
http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/09/news/prete_condannato-139436761/ -

Francia, i gesuiti: sulla pedofilia a rischio la credibilità della Chiesa
La rivista Études affronta il nodo degli abusi sessuali e rileva come la reputazione dell’istituzione troppo spesso venga prima dell’ascolto delle vittime, mentre le norme introdotte da Benedetto XVI e Francesco con difficoltà trovano applicazione a livello locale. E’ invece importante che i ragazzi sotto choc siano aiutati a parlare, a liberarsi di un’esperienza tanto traumatica. Il potere della Chiesa deve essere al servizio dei più deboli.
FRANCESCO PELOSO – CITTA’ DEL VATICANO«Études», la rivista dei gesuiti francesi, nel suo numero in uscita a maggio, interviene con un editoriale dal titolo «La verità vi renderà liberi» sul tema pedofilia nella Chiesa. Il testo trae spunto da una serie di eventi e di fatti di cronaca che hanno rimesso al centro del dibattito pubblico il tema degli abusi sui minori. Eventi come il film «Spotlight», vincitore del premio Oscar, che racconta la celebre inchieste del «Boston Globe» del 2001 sull’insabbiamento da parte della diocesi dei tanti casi di abuso su minori verificatisi in lungo arco di tempo. La vicenda si concluse con le dimissioni dell’arcivescovo dalla città americana, il cardinale Bernard Law. Poi c’è stata la testimonianza del cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia, di fronte alla «Royal commission» australiana che indaga sul fenomeno degli abusi sui minori nel Paese, nella Chiesa e non solo. La testimonianza del cardinale ha suscitato clamore e attenzione a livello mondiale. Infine ha avuto eco mediatica la chiamata in causa del cardinale Philippe Barbarin di Lione da parte della giustizia francese, con l’accusa di aver coperto alcuni episodi di abuso, vicende alle quali fra l’altro la Chiesa francese sta provando a rispondere.
Secondo Etudes vanno sottolineati alcuni punti: intanto lo scandalo degli abusi oltre alla gravità in sé, al danno enorme che provoca alla vittima, getta discredito sulla morale cattolica e su quella sessuale in particolare, una morale molto esigente, che esce danneggiata nella sua proposta da vicende di questo tipo. «Ne va – si afferma – della stessa testimonianza cristiana». Quindi si precisa che l’imposizione del silenzio alla vittima, circostanza emersa in tanti casi, soprattutto in quelli meno recenti, equivale ad abusare una seconda volta di quest’ultima. E ancora si mette in luce come troppe volte prevalga, nelle diocesi, nel clero, la preoccupazione per il buon nome dell’istituzione rispetto al crimine commesso, alla violenza subita dal minore. Per altro le varie norme e la sensibilità introdotte sulla materia da Benedetto XVI e da Francesco, non trovano sempre riscontro nella realtà delle chiese locali, il clericalismo ha ancora la meglio (e non va confuso con l’obbedienza).
«Da Benedetto XVI in avanti – si legge nel testo – la dottrina ufficiale della Chiesa è chiara e ferma nel condannare questi atti, nella necessità di segnalare alla giustizia i preti potenzialmente colpevoli, nello stabilire la loro esclusione da ogni attività con i giovani e l’eventuale sospensione dallo stato clericale. Ma resta una distorsione fra i principi e la pratica». «Troppo spesso, ancora – si osserva – la volontà di proteggere la reputazione dell’istituzione ha la meglio sulla cura e l’ascolto effettivo delle vittime», al contrario la cultura del segreto impone il silenzio laddove la parola sarebbe liberatoria. Anche nelle società secolarizzate, si spiega, la Chiesa resta una istituzione educativa di riferimento, e non verrà perdonata a causa delle contraddizioni fra l’esigenza alta del suo messaggio, e i comportamenti di coloro che sono incaricati di diffonderlo. Si delinea poi il quadro psicologico dell’abuso sul minore; quest’ultimo per la vergogna e lo choc tende a non raccontare quanto gli è accaduto, anche per molto tempo. Tanto più è necessario allora, è la valutazione, ascoltare le vittime. Al contrario «imporre il silenzio alla vittima, o anche dargli la sensazione che le sue parole ’disturbano’, equivale ad abusarla una seconda volta».
«Lo scandalo della pedofilia clericale» ci mostra il prete inteso come ’uomo di Dio’, che vive separatamente, in modo differente dagli altri uomini. «Il ragazzo che lo vede come tale – prosegue l’editoriale – perché gli viene presentato così, è portato a donargli tutta la sua fiducia. Abusare di questa fiducia e imporgli una relazione di dominio che vìola la sua intimità, significa distruggere nel ragazzo ogni capacità di stabilire con gli altri un’autentica relazione di fiducia. Colui che si credeva un amico ha invece le sembianze di un predatore».
Si fa quindi riferimento al Vangelo e al fatto che Gesù stesso si presenta come colui che accoglie i bambini, che li riconosce come persone e non come oggetto di cui disporre a proprio piacimento. «Quando le vittime sono invitate ad esprimersi in piena libertà se ne vedono i frutti positivi E’ il caso della Germania dove, nel 2009, l’episcopato ha attivato un numero di telefono per raccogliere le loro testimonianze». In molti Paesi sono poi state istituite commissioni indipendenti grazie al lavoro delle quali sono venuti alla luce fatti che gravavano sulla memoria delle vittime. L’editoriale ricorda inoltre come presso l’Università Gregoriana di Roma sia stato creato un Centro di protezione per l’infanzia, lanciato nel febbraio del 2015, il cui obiettivo è quello di formare dei responsabili della Chiesa per far fronte al problema e sviluppare dei programmi di prevenzione. In Francia, poi, il vescovo di Orleans, monsignor Jaques Blanquart, ha promosso una struttura d’accoglienza formata da volontari fra cui si trovano anche uno psicanalista, un terapeuta, e una persona che ha subito abusi in passato, c’è poi un numero verde per le vittime. «Nella tradizione cristiana – è la conclusione – il potere deve essere messo al servizio dei più deboli. Ne va della coerenza del messaggio».
http://www.lastampa.it/2016/05/07/vaticaninsider/ita/nel-mondo/francia-i-gesuiti-sulla-pedofilia-a-rischio-la-credibilit-della-chiesa-IZMKIRYLSiQxCGbzkWzngL/pagina.html
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Pedofilia, a Brindisi 4 preti coinvolti. Uno di loro: “Ho avvisato il vescovo, ma non si è mosso”
di GIULIANO FOSCHINI
Quattro preti coinvolti: uno già condannato, un altro imputato e due indagati. E un’intercettazione telefonica che rischia di mettere in imbarazzo l’attuale vescovo, monsignor Domenico Caliandro. C’è un’aria pesante da qualche mese attorno alle chiese della diocesi di Brindisi. Un’aria che preoccupa i fedeli (“che cosa sta succedendo?”, chiedono anche sui social network), allarma la Curia, impegnata a mettere le pezze a una vicenda molto imbarazzante, e muove la Procura, che ormai da due anni si trova a indagare su un caso alla Spotlight.
Tutto nasce da una denuncia anonima, rilanciata da un servizio delle Iene, contro don Giampiero Peschiulli, 73 anni, parroco a Santa Lucia, nel centro di Brindisi. Alcuni ragazzini raccontano di aver subito abusi e molestie. Il prete nega, parte l’indagine e la Procura lo arresta: abusi sessuali su minorenni compiuti approfittando “dell’autorità morale e religiosa connessa all’essere il parroco”. Alcuni raccontano che le molestie erano partite nel 2002, di averle denunciate anche al vescovo dell’epoca, monsignor Rocco Talucci, che – mettono a verbale – “aveva espresso meraviglia sul fatto che i giovani avessero parlato delle molestie, aveva invitato le vittime a non denunciare la vicenda e a non parlarne con altri”.
Talucci verrà poi sentito dagli investigatori e proverà a sminuire. La guida della diocesi intanto cambia e la storia sembra finita. Sembra, perché pochi mesi dopo altri due prelati finiscono sotto inchiesta per le stesse accuse. Uno è il favorito di monsignor Talucci: don Francesco Caramia. È accusato di molestie a un ragazzino di 11 anni: indagine nata da una denuncia presentata da un pediatra. Il fascicolo arriva sul tavolo di un magistrato scrupoloso, Milto de Nozza, che ha un’intuizione: possibile che non ci sia alcuna correlazione tra i due casi? Chiede ai carabinieri di approfondire le storie. Ed effettivamente qualcosa emerge.
Il nome di don Caramia era già nell’inchiesta della procura di Brindisi in un’intercettazione telefonica inquietante. Il 13 novembre del 2014 Peschiulli era al telefono con un amico. Era tornato a Terracina, sua città natale, perché sul giornale erano finite le denunce dei ragazzini di Brindisi contro di lui. La conversazione è di quelle confidenziali (“Gianpiero dice ad Andrea che a Terracina sta facendo il prete in tutti i sensi…”, annotano i carabinieri). “Basta con questa pagliacciata – gli dice l’amico – Torna”. “L’avvocato – risponde Gianpiero – dice aspetta che finiamo le indagini. Tanto poi dopo faremo mettere noi i titoloni grandi (…) Che poi avessi fatto entrare qualcuno in casa. È quello che mi distrugge. Avessi fatto come tanti che vanno in discoteca pure travestendosi, non ho fatto niente (…) Casa e chiesa, chiesa e casa”.
Interviene l’amico: “Veramente ci stanno poi certi tipo Caramia che lo fanno proprio alla luce del sole e nessuno rompe i coglioni “. “Eh no – dice don Peschiulli – Ma io l’ho scritto nella lettera. Eccellenza, di scandali, beh, cominci a guardare le altre parrocchie come Bozzano e altre parrocchie (…) Mo’ basta”. Che significa? “Peschiulli – scrivono i carabinieri in un’informativa – rimarcava più volte la circostanza che l’attuale vescovo, monsignor Caliandro, avesse preso provvedimenti nei suoi confronti e non invece verso gli altri preti del luogo, tra cui don Francesco Caramia, che si erano resi responsabili di comportamenti gravi e censurabili, citando anche i “viaggi con i ragazzini ” noti al pubblico.
Eppure nei loro riguardi non era stata presa alcuna decisione. Il monsignore dunque sarebbe stato avvisato, ma don Francesco è comunque rimasto al suo posto fino al momento della nuova denuncia del pediatra. E della nuova indagine. Al suo posto era rimasto anche don Franco Legrottaglie, 67 anni, di Ostuni. Dopo una condanna a un anno e dieci mesi
(sospesa) nel 2000 (per una vicenda del 1991) per “atti di libidine violenta”, un lungo periodo spirituale in Africa, nel 2010 Legrottaglie viene nominato dal vecchio vescovo cappellano all’ospedale Perrino di Brindisi e poi riprende a celebrare in una parrocchia di Ostuni. Fin quando nel suo computer, meno di un anno fa, vengono trovate centinaia di foto pedopornografiche: la Procura ha chiesto la condanna a quattro anni. Le cartelle con i file dei bimbi avevano i nomi dei santi.
http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/04/news/pedofilia_a_brindisi_4_preti_coinvolti_uno_di_loro_al_telefono_ha_avvisato_il_vescovo_ma_non_si_e_mosso_-139085332/ -

Immagini pedopornografiche in cartelle con nomi dei Santi, chiesta condanna a 4 anni per un prete
È stato trovato lo scorso anno in possesso di circa 3mila immagini e video dal contenuto pedopornografico e la Procura di Lecce ha chiesto la condanna a 4 anni per un prete di Ostuni. Il pubblico ministero, Paola Guglielmi ha invocato la richiesta di colpevolezza nei confronti di Francesco Legrottaglie, 67 anni, nel processo in abbreviato innanzi al gup Simona Panzera.
L’uomo risponde di detenzione di materiale pedopornografico “aggravato” dall’ingente quantità. L’udienza è stata aggiornata al 9 maggio quando verrà emessa la sentenza, dopo eventuali repliche del pm. Oggi, infatti, ha discusso anche il difensore di Legrottaglie, l’avvocato Domenico Tanzarella.
Nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del sacerdote, avvenuta il 25 novembre scorso, gli investigatori hanno sequestrato svariati file pedopornografici. L’arresto è stato eseguito, in flagranza di reato, dagli agenti della polizia postale di Brindisi, una volta informato il pm di turno della procura di Brindisi Milto Stefano De Nozza.
Vennero trovati numerose foto e video che ritraevano minori completamente nudi o immortalati in atti sessuali espliciti. I file sono stati rintracciati all’interno di tre hard disk del suo computer e nella scheda di una telecamera. Alcuni di questi file, sono stati scoperti, nonostante fossero stati occultati all’interno di cartelle con nomi di santi.
Secondo l’accusa, il prete si sarebbe posto in contatto “virtuale” con numerosi ragazzini e “puntando” di nascosto la webcam, sarebbe riuscito a registrare video chat attive senza farsi riconoscere.
Francesco Legrottaglie, fu già condannato nel 1992, quando era cappellano militare a Bari, per atti di libidine violenta su due ragazzine. Dopo essere stato cappellano nell’ospedale Perrino di Brindisi e missionario in Congo, negli ultimi tempi era stato assegnato ad una parrocchia di Ostuni.
http://www.leccenews24.it/cronaca/immagini-pedopornografiche-nascoste-in-cartelle-con-nomi-dei-santi-chiesta-condanna-a-4-anni-per-un-prete.htm
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Pedofilia: Chiesa francese collaborerà ma non espellerà i preti pedofili
Dopo gli ultimi scandali sulla pedofilia, la Chiesa cattolica francese collaborerà con le autorità giudiziarie per contrastare il fenomeno. L’arcivescovo di Marsiglia: “Preti pedofili non ricopriranno più cariche a contatto con giovani e bambini”.
Di Emanuele Longobardi.
Chiesa cattolica francese nel caos per lo scandalo pedofilia. Dopo la bufera per il cardinale Philippe Barbarin, accusato di aver insabbiato alcuni casi di pedofilia ecclesiastica avvenuti in gruppi scout lionesi, la Conferenza dei vescovi francesi (CEF) ha deciso di collaborare con le autorità per contrastare il fenomeno della pedofilia nella Chiesa cattolica francese.
Più controlli nelle comunità cattoliche.
L’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, ha dichiarato al quotidiano Le Monde che la Chiesa cattolica collaborerà con le autorità giudiziarie francesi affinché si faccia luce non solo sui recenti casi di pedofilia ecclesiastica, bensì anche su quelli più vecchi. Inoltre, saranno costituite delle cellule d’ascolto che accoglieranno tutte le segnalazioni di pedofilia provenienti da ogni diocesi e provincia della nazione. Questa nuova struttura di controllo sarà facilmente raggiungibile da chiunque grazie ad un sito web apposito.
Una punizione a metà.
Nonostante le roboanti promesse di un saldo sistema di sicurezza per i giovani cattolici, la Chiesa cattolica francese non sembra interessata a silurare dalle proprie fila i ministri di culto rei di aver molestato bambini.
“Il rispetto per le vittime, il nostro dovere nei loro confronti e le nuove esigenze del legislatore, obbligano a informare le autorità giudiziarie circa i fatti di cui siamo a conoscenza. Allo stesso momento, dobbiamo prendere le misure canoniche richieste e rimuovere l’autore di questi atti da tutte le responsabilità che riguardano giovani o bambini. La nostra collaborazione con le autorità giudiziarie deve essere totale, il nostro ascolto delle vittime aperto e ben disposto” ha dichiarato l’11 aprile, a Le Monde, l’arcivescovo di Marsiglia, facendo presagire che i preti pedofili saranno solo spostati di ambito e non spogliati della loro veste di rappresentanti della Chiesa cattolica.
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Pedofilia, la svolta dei vescovi francesi: ora la denuncia è immediata
Città del Vaticano – I panni sporchi i vescovi francesi non li lavano più in casa. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui un cardinale di curia, Castrillon Hoyos, invocando il segreto della confessione, scriveva a un vescovo francese per complimentarsi con lui per non avere denunciato all’autorità civile un prete pedofilo (“lei ha agito bene e mi felicito di avere un confratello nell’episcopato che, agli occhi della storia, avrà preferito la prigione piuttosto che denunciare un suo figlio-prete”).
Il cambiamento di rotta è maturato in questi mesi sotto la spinta dell’opinione pubblica, dei nuovi orientamenti vaticani e delle polemiche violentissime che hanno squassato la Chiesa d’Oltralpe per il coinvolgimento del cardinale Barbarin, accusato di essere stato palesemente omertoso nei confronti di un prete orco. Alla nuova linea trasparente – i panni sporchi non si lavano più in casa – si è adeguato il vescovo d’Orleans, monsignor Jacques Blanquart che ha convocato una conferenza stampa, facendo sapere ai giornalisti di essersi mosso con urgenza davanti ad un caso di abuso, denunciando immediatamente il parroco responsabile dei reati e ritirandolo dalla vita ecclesiale.
Un caso, anche questo, che era noto. I vescovi che lo avevano preceduto si erano limitati a non lasciarlo più a contatto con i minori. “Il prete è accusato di otto o nove casi di molestie sui minori in una decina d’anni”. Le parole di Blanquart sono state riportate con grande enfasi sulla stampa francese. “Sono stato contattato nel 2013 da una vittima, ho fatto le verifiche e ho appurato che erano vere”. E’ chiaro, ha riconosciuto, “che avremmo dovuto accelerare questi interventi”. La diocesi d’Orleans proprio per aiutare eventuali altre vittime ad uscire allo scoperto, ha istituito un ufficio preposto all’ascolto, composto da psicologi e altri medici, in grado di accompagnare e sostenere eventuali altre vittime. In Italia, contrariamente alla Francia, prevale ancora il principio che di fronte a eventuali casi di preti pedofili è bene non creare troppo scandalo tra i fedeli. I panni in Italia si lavano ancora in casa. Persino le statistiche su quanti sono i preti pedofili finora arrestati o ridotti allo stato laicale dai tribunali vaticani mancano. Così come sono carenti le statistiche: quanti sono gli orchi, chi sono, da dove vengono, e soprattutto se potevano essere fermati prima.
Le risposte che sono state fornite in questi anni ai giornalisti sono sempre state vaghe: “circa un centinaio, nell’arco di decenni”. E’ chiaro che sul tema della pedofilia il Vaticano e la Cei forse non parlano la stessa lingua. L’organismo che ha istituito Papa Francesco, presieduto dal cardinale Omalley, il cappuccino che ha rimesso in piedi la diocesi di Boston dopo la debacle sugli abusi degli anni Novanta, ha raccomandato l’obbligo di denuncia alle autorità civili. O’Malley si è raccomandato: “abbiamo tutti la responsabilità morale ed etica di denunciare gli abusi presunti alle autorità civili che hanno il compito di proteggere la nostra società”. Su questo punto si registra la divergenza.http://www.online-news.it/2016/04/19/pedofilia-la-svolta-dei-vescovi-francesi-ora-la-denuncia-e-immediata/#.Vxb_BjCLTIV
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STUPRÒ UN BAMBINO DI 11 ANNI E FILMÒ TUTTO: A PROCESSO UN EX SACERDOTE NEL FOGGIANO
Sarà processato con il rito abbreviato il 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote ed ex socio di una scuola calcio, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un 11enne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono al 2013-2014 e sarebbero stati commessi in una cittadina del Foggiano. In apertura dell’udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana, si sono costituiti parte civile i genitori dell’11enne vittima dei presunti abusi. L’imputato ha poi chiesto il rito alternativo che si celebrerà davanti allo stesso giudice a partire dal prossimo 14 luglio. Stando alle indagini di carabinieri e polizia postale, coordinate dal pm Simona Filoni, Trotta avrebbe abusato sessualmente del ragazzo «millantando la sua qualità di sacerdote (sebbene invece ridotto da alcuni anni allo stato laico), nonché con la promessa di un ingaggio come fotomodello nel mondo della moda e con quella di un provino per una importante società calcistica romana». Per questi fatti il 55enne è stato arrestato nell’aprile 2015 ed è tuttora detenuto in carcere.
http://www.leggo.it/news/italia/prete_pedofilo_stupro_bimbo_11_anni-1669971.html
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Le vittime di un prete pedofilo a Lione: ‘sì alle misure, ma il Cardinale Barbarin deve dimettersi’
Le nuove norme antipedofilia decise dai vescovi francesi dovranno essere digerite e meditate dai cattolici e soprattutto da chi, nel mondo cattolico, è stato toccato direttamente dal fenomeno pedofilia nella Chiesa.
A Lione, le vittime di Padre Preynat hanno creato un’associazione, La parole libérée .
François Devaux, 37 anni, ne è il presidente. Ecco la sua prima reazione alle decisioni del clero:
Le misure vanno nella giusta direzione, mostrano una vera evoluzione. Ma hanno saltato qualche tappa, nell’approvarle, anche se queste decisioni sembrano giuste e credibili, mancano ancora molti elementi.
Devaux ha detto a Euronews che decine di persone stanno venendo allo scoperto mandando alla sua associazione mail o lettere per denunciare abusi. Quanto all’attuale arcivescovo di Lione, il Cardinale Philippe Barbarin :
Adesso mi aspetto che il cardinale Barbarin si dimetta il più presto possibile. È stato al suo posto già quindici giorni di troppo. Quest’uomo deve lasciare le proprie funzioni. Finché non lo avrà fatto, la fiducia non verrà ripristinata.
Devaux accusa anche il Vaticano e tutti i vescovi di aver ignorato le denunce fatte, nel corso del tempo:
Ho cercato di contattare il Nunzio apostolico, ho chiamato il Vaticano almeno cinque volte. Nessun cardinale ha voluto parlarmi al telefono, neanche uno. E ho detto a tutti i segretari: attenzione questo affare diventerà un vero e proprio trauma per questa istituzione. Devono prendere delle decisioni, per far tornare la fiducia. E solo dopo ci potranno essere le azioni che hanno stabilito, che sono a priori molto buone, ma perché siano credibili, bisogna prima ritrovare la fiducia.
Bernard Preynat è accusato di aver compiuto atti di pedofilia quando era alla guida di un gruppo scout, fra il 1986 e il 1991.
A quell’epoca Philippe Barbarin non era ancora vescovo di Lione, ma l’associazione l’accusa di non aver denunciato i fatti una volta venutone a conoscenza.
http://it.euronews.com/2016/04/12/le-vittime-di-un-prete-pedofilo-a-lione-si-alle-misure-ma-il-cardinale-barbarin/
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Francia: la Chiesa affronterà la pedofilia con una commissione esterna. E in ITALIA quando ?
La Chiesa cattolica francese risponde allo scandalo di pedofilia che ha coinvolto la diocesi di Lione annunciando una serie di misure. Previste la creazione di gruppi di ascolto e di accoglienza e l’istituzione di una commissione indipendente, formata da non religiosi, incaricata di fare luce sugli episodi e dare pareri alle autorità ecclesiastiche.
“Ci sembrava importante –
ha affermato il presidente della conferenza dei vescovi di Francia (Georges Pontier) – avere una commissione esterna di esperti, perché tra noi, con i nostri sacerdoti, abbiamo una relazione più stretta di quella che c‘è in un’azienda, tra capi e dipendenti, quindi si crea una prossimità che può essere controproducente in certe occasioni.”Il Cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, è oggetto di due procedimenti giudiziari per la mancata denuncia di presunti abusi sessuali compiuti da sacerdoti.
http://it.euronews.com/2016/04/12/francia-la-chiesa-affrontera-la-pedofilia-con-una-commissione-esterna/