Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Francia, nuove norme dei vescovi contro la pedofilia

    Francia, nuove norme dei vescovi contro la pedofilia

    Dopo la bufera sul caso Barbarin la Conferenza episcopale annuncia l’istituzione di uffici diocesani e di un sito internet per il dialogo con le vittime di abusi commessi da sacerdoti, insieme a una commissione indipendente nazionale per la valutazione delle accuse. Impegno anche a riaprire i casi del passato.

    GIORGIO BERNARDELLI

    In una Francia scossa dalle accuse delle vittime al cardinale Philippe Barbarin per i casi dei sacerdoti della diocesi di Lione dal cui passato sono riemerse gravissime accuse di pedofilia, la Conferenza episcopale francese ha varato una serie di nuove misure contro la piaga degli abusi sessuali nei confronti di minori commessi da sacerdoti. Decise dal Consiglio permanente dei vescovi, le nuove iniziative sono state annunciate oggi in una conferenza stampa dal presidente mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia.

    I vescovi francesi premettono di aver espresso già nel 2000 una «condanna assoluta» per gli atti di pedofilia, che se commessi da un sacerdote rappresentano «un doppio tradimento». Sostengono che «oggi queste vicende tragiche riguardano pochi preti, ma che anche un solo episodio è comunque troppo». Chiedono inoltre espressamente ai sacerdoti resisi responsabili di questi atti di «autodenunciarsi all’autorità giudiziaria».

    In questo quadro il Consiglio permanente afferma la «priorità dell’accoglienza e dell’ascolto delle vittime e il suo impegno a collaborare con la giustizia»; e proprio a tradurre meglio in pratica questi obiettivi mirano le nuove decisioni. La più significativa è l’istituzione a livello diocesano – o almeno in ciascuna delle Province ecclesiastiche – di «un luogo dove le vittime possano essere accolte, ascoltate e accompagnate». A questa struttura capillare di centri d’ascolto verrà affiancato un sito internet promosso dalla Conferenza episcopale: dedicato esclusivamente all’accoglienza delle vittime, conterrà tutte le indicazioni sulle realtà da contattare. Fin da subito è stato attivato a questo scopo l’indirizzo mail paroledevictimes@cef.fr.

    Le nuove strutture non si occuperanno solo del presente, ma anche dei casi passati, finiti al centro delle polemiche a Lione. «Nella storia delle diocesi – si legge nella nota dei vescovi francesi – restano situazioni particolari, anche vecchie, sulle quali è necessario fare luce. Ci impegniamo a svolgere quest’opera come lo stiamo facendo nei casi portati a nostra conoscenza, in particolare dalle vittime».

    Seguendo una strada già percorsa da altre conferenze episcopali, viene annunciata poi la costituzione di una Commissione nazionale di esperti indipendenti, presieduta da un laico qualificato e composta da ex magistrati, medici, psicologi, genitori. Suo compito sarà quello di consigliare i vescovi nella valutazione dei casi di preti accusati di aver atti riprovevoli. Questa commissione entrerà in carica entro l’estate 2016.

    Il Consiglio permanente dei vescovi francesi si impegna, infine, a proseguire l’opera di prevenzione della pedofilia tra gli educatori, gli animatori, i preti, gli insegnanti i seminaristi. Anche su questo verrà creato un sito internet ad hoc, insieme a un vademecum per i vescovi su tutte le procedure da seguire.

    Le decisioni annunciate da mons. Pontier sono state accolte con freddezza da La Parole Libérée l’associazione di vittime che da Lione ha fatto riesplodere lo scandalo pedofilia in Francia. «Sono belle dichiarazioni di intenti che abbiamo già sentito altre volte – ha replicato il fondatore Bertrand Virieux -. È appena il minimo sindacale. Ci aspettavamo, piuttosto, misure forti: tolleranza zero anziché un semplice indirizzo mail e dei centri d’ascolto».

    http://www.lastampa.it/2016/04/12/vaticaninsider/ita/nel-mondo/francia-nuove-norme-dei-vescovi-contro-la-pedofilia-dJ59svB6sMGwZeRzOQ6dTJ/pagina.html

  • Le vittime di un prete pedofilo a Lione: ‘sì alle misure, ma il Cardinale Barbarin deve dimettersi’

    Le vittime di un prete pedofilo a Lione: ‘sì alle misure, ma il Cardinale Barbarin deve dimettersi’

    Le nuove norme antipedofilia decise dai vescovi francesi dovranno essere digerite e meditate dai cattolici e soprattutto da chi, nel mondo cattolico, è stato toccato direttamente dal fenomeno pedofilia nella Chiesa.

    A Lione, le vittime di Padre Preynat hanno creato un’associazione, “*La parole libérée*”:

    http://www.veritegroupesaintluc.fr/ .

    *François Devaux*, 37 anni, ne è il presidente. Ecco la sua prima reazione alle decisioni del clero: _Le misure vanno nella giusta direzione, mostrano u…

    ALTRE INFORMAZIONI: http://it.euronews.com/2016/04/12/le-… euronews: il canale di informazione più seguito in Europa.

  • Pedofilia. Per i vaticanisti Wojtyla fu tradito dai suoi collaboratori

    Pedofilia. Per i vaticanisti Wojtyla fu tradito dai suoi collaboratori

    A distanza di undici anni dalla scomparsa, e a due dalla canonizzazione, una parte del sistema mediatico internazionale ritiene che Papa Giovanni Paolo II abbia riservato “mano leggera” alla piaga della pedofilia interna agli ambienti della Chiesa. In questi giorni, due casi fra tutti hanno focalizzato l’attenzione della pubblica opinione sui “crimini abnormi” (come ebbe a definire gli abusi sessuali Benedetto XVI) commessi da sacerdoti e da religiosi su minorenni. I cardinali George Pell e Philippe Barbarin sono gli ultimi due capitoli del grande dossier targato “pedofilia” presente sulle scrivanie dei Papi già dagli anni ’90, quando a Giovanni Paolo II vennero comunicati casi di sacerdoti pedofili americani. In relazione a questo, alcuni vaticanisti italiani, intervistati dal FarodiRoma.it, hanno spiegato cosa resta oggi della reazione che Papa Wojtyla riservò al fenomeno e se la sua memoria sia stata danneggiata.

    Gian Franco Svidercoschi ha subito desiderato evidenziare la collaborazione tra Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, già da quando quest’ultimo era cardinale. “Vorrei ricordare – ha commentato il vaticanista di origini polacche – che Wojtyla nel 2001 ha fatto una cosa d’accordo con Ratzinger: si è accorto che mentre scoppiava in America la storia della pedofilia non bastava solo attenersi al codice del diritto canonico per i vescovi perché questi erano abituati a pensare che fosse più importante salvare il nome dell’istituzione e non delle vittime. Dal 2001, considerata l’incapacità dei vescovi – ha spiegato Svidercoschi – il Pontefice decise che del problema si sarebbe occupato la Congregazione per la Dottrina della Fede alla cui guida fu posto il cardinale Joseph Ratzinger”. “Un papa non può fare tutto: la storia di padre Marcial Maciel Degollado, scosse la Chiesa, e quando ho chiesto al cardinale Dziwisz se il Papa sapesse lui mi rispose di no. In Vaticano vige la politica del silenzio: sono stato per due anni vice direttore dell’“Osservatore Romano”: e quando me ne sono andato al Papa non è mai stata comunicata la mia decisione. Non è pertanto responsabilità del Papa ma del sistema di corte vaticana che non veicola le informazioni al Pontefice. Io credo che chi abbia seguito il magistero wojtyliano conosca le decisioni riflettute dal Papa già a partire dallo scandalo scoppiato negli Stati Uniti e la sua linea di tolleranza zero davanti allo scandalo della pedofilia.

    In accordo con Svidercoschi, Valentina Alazraki, diventata vaticanista nel 1974 con Paolo VI, sostiene che i due Pontefici abbiano collaborato tra loro per il bene della Chiesa: “Francesco ha voluto ringraziare Giovanni Paolo II per aver garantito al cardinale Ratzinger di indagare su padre Maciel. E poi si è detto grato anche a Benedetto XVI per essere arrivato fino in fondo da solo”.
    Per il giornalista Marco Tosatti, invece, la storia di abusi che coinvolge padre Maciel ha danneggiato Giovanni Paolo II perché fu il Papa per primo a essere ingannato dal religioso che fondò la Congregazione clericale dei Legionari di Cristo. “La presa d’atto del problema fu pensata immediatamente dal Papa che incaricó Ratzinger affinché indagasse il caso. “Per chi commette queste cose nella Chiesa non c’è posto”, disse Wojtyla”.

    “La questione della pedofilia resta uno dei grandi enormi buchi neri della figura di Giovanni Paolo II. Maciel è stato il caso più aberrante che ci sia stato nella chiesa moderna. Ancora oggi ci si chiede se il Papa sapesse oppure no”. Queste le dichiarazioni di Franca Giansoldati, la quale assieme a Marco Tosatti è autrice del libro “Il demonio in Vaticano. I Legionari di Cristo e il caso Maciel”. “Le prime denunce – spiega la vaticanista del Messaggero – arrivarono in Vaticano nel 1997. Nel 2005 Benedetto XVI in una totale solitudine ha fatto emergere la piaga. San Giovanni Paolo II (l’unica ombra che c’è su questa grandissima figura di Papa) è rimasto vittima dei suoi collaboratori che lo hanno mantenuto lontano dalla verità”.

    D’accordo con Franca Giansoldati si dice anche Raffaele Luise, vaticanista Rai: “la figura del Papa polacco è stata danneggiata da chi doveva servirlo. A Wojtyla non hanno fatto sapere questa realtà fino in fondo e proprio per questa ragione il Papa non ha preso coscienza della vastità del fenomeno. Se si fa il paragone tra il coraggio di Benedetto XVI che ha affrontato per primo il dramma della pedofilia con forza e trasparenza e Giovanni Paolo II certamente quest’ultimo si troverà in difficoltà”.
    Anche Andrea Tornielli, vaticanista della Stampa e coordinatore di Vatican Insider, ritiene che la responsabilità della “mano leggera” della Chiesa sotto il pontificato di Giovanni Paolo II non sia da addebitare al Papa ma ai suoi collaboratori più stretti. “Sono sorte delle domande relative a quanto Giovanni Paolo II sapesse – ha detto Andrea Tornielli – soprattutto nell’ultima fase del suo pontificato, quando avevano un potere sempre più maggiore alcuni suoi collaboratori. Un altro aspetto fondamentale è che Wojtyla, memore dei dossieraggi costruiti nella Polonia sovietica, nutriva un naturale sospetto verso le accuse sessuali che interessavano alcuni sacerdoti. Questo ha potuto influire nell’approccio che egli ha riservato a questi temi”.

    Alessandro Notarnicola

  • Pedofilia, perquisita sede della diocesi di Lione: cardinale indagato per aver coperto gli abusi di un prete

    Pedofilia, perquisita sede della diocesi di Lione: cardinale indagato per aver coperto gli abusi di un prete

    Gli inquirenti francesi muovono un nuovo, rumoroso passo nell’inchiesta sulle presunte omissioni di denunce di abusi su minori che coinvolge alcuni alti prelati, tra cui l’arcivescovo di Lione e primate delle Gallie, il cardinale Philippe Barbarin. La polizia ha condotto oggi una perquisizione nei locali dell’arcivescovado di Lione, residenza del card. Barbarin, finito nella bufera perchè accusato di aver coperto in passato almeno un sacerdote responsabile negli anni ’80 di atti pedofili in serie su diversi boy scout. «Nell’ambito delle indagini preliminari aperte dalla procura di Lione – si legge nel comunicato diffuso dalla diocesi transalpina -, la diocesi di Lione ha dovuto consegnare oggi agli investigatori venuti ad effettuare una perquisizione gli elementi di cui la giustizia intendeva disporre per fare luce su quegli avvenimenti dolorosi».

    Il card. Barbarin, ha spiegato sempre la diocesi, «ha espresso in numerose occasioni la sua volontà di collaborare in tutta trasparenza con la giustizia, di cui resta a disposizione con fiducia». «Egli rinnova la speranza – aggiunge la nota – che la giustizia possa agire nella serenità indispensabile per l’accertamento della verità e per la guarigione della sofferenza delle vittime». L’inchiesta è stata aperta parallelamente alle indagini nei confronti di un sacerdote, padre Bernard Preynat, accusato di una lunga serie di violenze sessuali risalenti su giovanissimi scout oltre 25 anni fa. Le vittime hanno denunciato Preynat e i responsabili della diocesi colpevoli, a loro avviso, di non aver informato la giustizia pur essendo al corrente dei fatti. Barbarin ha sempre respinto le accuse precisando che al momento dei fatti in questione non era ancora vescovo, rimandando in parte le contestazione ai suoi predecessori, e sostenendo che quando ebbe testimonianza diretta degli abusi di Preynat, oggi 71/enne, fu lui l’anno scorso a sospenderlo, prima ancora della denuncia delle vittime alla giustizia. Tra queste ultime, però, non manca chi chiede le dimissioni del porporato, che in una delle messe pre-pasquali della Settimana Santa ha anche chiesto «personalmente scusa» alle vittime dei preti pedofili.

    Interessando un prelato di così alto prestigio, tra l’altro uomo di fiducia dell’attuale Pontefice, il caso ha fatto molto rumore non solo in Francia, e anche le nuove perquisizioni di oggi intervengono ad agitare ulteriormente le acque. È diventato persino un caso politico, dopo che il premier socialista francese Manuel Valls ha ammonito Barbarin, in un’intervista radiofonica, affinchè «si assuma le sue responsabilità». «Se questo dibattito riguardasse il preside di una scuola – ha osservato Valls – che cosa avremmo detto? Saremmo stati implacabili, Un uomo di Chiesa, un cardinale, il primate delle Gallie ha un’influenza morale e intellettuale, esercita una responsabilità sulla nostra società: deve capire il dolore delle vittime». E al severo richiamo del premier ad «assumersi le sue responsabilità» e a «parlare e agire» il card. Barbarin, spalleggiato dai vescovi di Francia, ha dovuto subito reagire assicurando in una conferenza stampa: «Mai e poi mai ho coperto un qualsiasi atto di pedofilia».

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/pedofilia_lione_perquisita_sede_diocesi-1639683.html

  • Arrestato falso prete  già condannato  per abusi su ragazzini

    Arrestato falso prete già condannato per abusi su ragazzini

    SAN PIETRO VERNOTICO (BRINDISI) – Un falso prete condannato in via definitiva per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori e per sostituzione di persona è stato arrestato dai carabinieri di San Pietro Vernotico (Brindisi). Si tratta di Angelo Chiriatti, leccese di 61 anni, che deve espiare la pena residua di due anni e tre mesi di reclusione. L’uomo si trova ora nel carcere di Brindisi.

    Chiriatti, per alcuni noto come ‘padre Pietro Marià, fingendosi sacerdote abusò di quattro minorenni, tre fratelli e un loro cugino, tutti di età compresa fra 10 e 17 anni. L’uomo venne arrestato nel febbraio 2009 dagli agenti della Squadra Mobile di Bari. Chiriatti si professava sacerdote di rito cattolico, ma sia secondo la curia, sia secondo gli accertamenti della polizia non risultava essere un religioso. Le indagini scattarono in seguito alla segnalazione di un’assistente sociale della provincia di Bari. Chiriatti, durante le vacanze estive, avrebbe accolto nel suo finto oratorio, che si trova tra le province di Bari e Brindisi, diversi minorenni (bambini e ragazzini) dei quali avrebbe abusato.

    Nei suoi confronti risulta nel 2008 una sentenza di condanna passata in giudicato della Corte d’Appello di Lecce per atti di libidine e violenza relativa a fatti avvenuti nell’89.

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/729778/Arrestato-falso-prete–gia-condannato.html

  • Ex-prete a processo: è accusato di abusi sessuali su un undicenne

    Ex-prete a processo: è accusato di abusi sessuali su un undicenne

    Il manto del lupo sotto quello dell’agnello: agiva quasi indisturbato il cinquanticinquenne Giovanni Trotta, ex-prete ed ex socio di una scuola calcio, per cui la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio in quanto accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un undicenne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino.

    Ex-prete accusato di violenza sessuale su undicenne

    Quel che è certo, almeno al momento, è che l’ex-prete, in quanto sacerdote e in veste di socio di una scuola di calcio per ragazzi, aveva molte possibilità di contatto con minori. I fatti in questione risalgono allora al 2013-2014 e sarebbero stati commessi in una cittadina del Foggiano. Stando alle indagini di carabinieri e polizia postale, coordinate dal pm Simona Filoni, Trotta «abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica» del ragazzo, che era «affidato alla sua custodia – si legge nel capo d’imputazione – in relazione alla sua qualità di membro della società della squadra di calcio frequentata dal bambino, nonché di suo docente di lezioni private», avrebbe abusato sessualmente di lui «millantando la sua qualità di sacerdote (sebbene invece ridotto da alcuni anni allo stato laico), nonché con la promessa di un ingaggio come fotomodello nel mondo della moda e con quella di un provino per una importante società calcistica romana».

    Ecco come l’orco adescava la sua vittima

    Così l’orco avrebbe adescato la sua vittima, l’avrebbe irretita e violentata nella mansarda della sua abitazione, facendolo anche posare per scatti pornografici per poi inviare quelle foto ad altri quattro minori su una chat diwhatsapp. Un orrore senza fine. Nell’ambito di questo procedimento, avviato nel novembre 2014 dopo la denuncia dei genitori della piccola vittima, Trotta è stato arrestato nell’aprile 2015 ed è tuttora detenuto in carcere. Dopo l’arresto la Procura di Bari ha avviato un’altra indagine, ancora in corso, per accertare eventuali altre responsabilità legate a presunti abusi sessuali su altri minorenni.

    Ex-prete a processo: è accusato di abusi sessuali su un undicenne

  • Prete indagato a Cosenza.  Nessuna molestia sessuale, inchiesta archiviata.

    Prete indagato a Cosenza. Nessuna molestia sessuale, inchiesta archiviata.

    Il sacerdote è innocente. L’ha deciso il gip di Cosenza che su richiesta della procura ha archiviato le accuse nei confronti del prete indagato per violenza sessuale su minorenne.

    Avrebbe allungato le mani sulle parti intime d’un ragazzino, suo alunno, perché l’uomo di fede era insegnante di religione in una scuola cittadina. E proprio durante una pausa delle lezioni, secondo la ricostruzione del bambino, gli avrebbe sfiorato i genitali. Erano stati i genitori del ragazzo a denunciare l’episodio. Il sacerdote, assistito dall’avvocato Rossana Cribari, in maniera cautelare aveva bloccato l’insegnamento, non andando a scuola ma non stancandosi di difendersi rigettando le contestazioni. Sul delicato caso era intervenuto l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Francesco Nolè, sottolineando che la chiesa locale, mentre confida «nell’operato della magistratura, invita tutte le comunità a pregare per la “presunta” vittima dell’abuso, la sua famiglia e il sacerdote, ed esorta a non cadere nella tentazione del facile giudizio fino a quando non saranno appurate le eventuali responsabilità del sacerdote e non sarà fatta piena luce sull’intera e triste vicenda. Il silenzio che deve accompagnare questi momenti è sempre a tutela del minore, della sua famiglia e del sacerdote. L’arcidiocesi – concludeva il presule – in seguito agli sviluppi dell’azione della magistratura, opportunamente e senza tentennamenti, prenderà le decisioni previste dal Diritto canonico e dalla legislazione della Chiesa in merito a tali vicende».

    http://www.gazzettadelsud.it/news/cosenza/188888/Nessuna-molestia-sessuale–inchiesta-archiviata.html

  • Pedofilia, suicida padre Elizondo leader del movimento teologia della Liberazione

    Pedofilia, suicida padre Elizondo leader del movimento teologia della Liberazione

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  • CHIESA E LO SCANDALO PEDOFILIA, RACCONTO CHOC: ‘TI AMO E TU?’, LA FRANCIA CONTRO L’OMERTÀ. E i cattolici italiani ?

    CHIESA E LO SCANDALO PEDOFILIA, RACCONTO CHOC: ‘TI AMO E TU?’, LA FRANCIA CONTRO L’OMERTÀ. E i cattolici italiani ?

    Ultime notizie Chiesa, mercoledì 16 marzo 2016: la Francia si scaglia contro il silenzio e l’omertà verso i preti pedofili, la testimonianza choc.

    Nuovo attacco alla Chiesa e allo scandalo pedofilia. Questa volta è la Francia, ed in modo particolare il primo ministro Manuel Valls, a scagliarsi contro monsignor Barbarin, reo di aver coperto un prete pedofilo, padre Bernard.

    Il racconto di una delle vittime, di nome Alexandre, rischia di provocare un vero e proprio terremoto all’interno della Chiesa francese.

    Valls contro Chiesa francese, news 16 marzo: ‘Deve prendersi le sue responsabilità’

    ‘Era una stanza piccola, buia’ racconta l’uomo, oggi sposato e padre di cinque figli. Non può dimenticare quando il prete lo abbracciava e gli toccava le sue parti intime, baciandolo prima sulle guance poi sulla bocca. Padre Bernard gli sussurrava ‘Ti amo, e tu? Sei il mio preferito, questo deve essere il nostro segreto’. Alexandre, all’epoca, aveva solo 10 anni, ora ne ha 44 e vuole la verità, vuole la verità sul silenzio della Chiesa.

    Il quotidiano ‘Repubblica’, in edicola oggi, mercoledì 16 marzo, riporta l’attacco deciso del primo ministro francese, Manuel Valls, nei confronti di monsignor Barbarin, colpevole di aver coperto un prete pedofilo: ‘Deve prendersi le sue responsabilità – ha dichiarato il premier transalpino – Se questo dibattito riguardasse il preside di una scuola, che cosa si sarebbe detto? Il nostro giudizio sarebbe stato implacabile’.

    La risposta del cardinale Barbarin e del Vaticano alle accuse

    Pronta la risposta di monsignor Barbarin che, davanti ad un vero e proprio muro di giornalisti e di telecamere ha dichiarato: ‘Mai, e poi mai ho coperto un qualsiasi atto di pedofilia. Le vittime sanno che penso a loro, prima di tutto’. Poi, riferendosi direttamente al primo ministro Manuel Valls, il cardinale non ha esitato a ribadire come egli ‘conosca certamente la presunzione di innocenza’.

    L’associazione delle vittime, ‘Parole libérée’ vuole andare fino in fondo al caso e capire se c’è omertà dentro alla Chiesa e con quale complicità.

    Intanto, ieri, il portavoce del Vaticano, padre Lombardi, ha dichiarato che ‘non passa attraverso la stampa la richiesta di un’udienza privata con il Papa‘. Ribadendo la fiducia al cardinale Barbarin, il Vaticano vuole ‘attendere i risultati dell’inchiesta giudiziaria’.

    http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/03/chiesa-e-lo-scandalo-pedofilia-racconto-choc-ti-amo-e-tu-la-francia-contro-l-omerta-00838055.html

  • Bari, ex sacerdote a rischio processo: “Abusò di un bambino con la scusa di un provino di calcio”

    Bari, ex sacerdote a rischio processo: “Abusò di un bambino con la scusa di un provino di calcio”

    La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote ed ex socio di una scuola calcio, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un undicenne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono al 2013-2014 e sarebbero stati commessi in una cittadina del Foggiano.

    Stando alle indagini di carabinieri e polizia postale, coordinate dal pm Simona Filoni, Trotta “abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica” del ragazzo, che era “affidato alla sua custodia – si legge nel capo d’imputazione – in relazione alla sua qualità di componente della società della squadra di calcio frequentata dal bambino, nonché di suo docente di lezioni private”, avrebbe abusato sessualmente di lui “millantando la sua qualità di sacerdote (sebbene invece ridotto da alcuni anni allo stato laico), nonché con la promessa di un ingaggio come fotomodello nel mondo della moda e con quella di un provino per una importante società calcistica romana”.

    Così lo avrebbe adescato e violentato nella mansarda della sua abitazione, facendolo anche posare per scatti pornografici: quelle foto furono inviate ad altri quattro minori su una chat di Whatsapp. Nell’ambito del procedimento, avviato nel novembre 2014 dopo la denuncia dei genitori della piccola vittima, Trotta è stato arrestato nell’aprile 2015 ed è tuttora detenuto in carcere. Dopo l’arresto la Procura di Bari ha avviato un’altra indagine, ancora in corso, per accertare eventuali responsabilità legate a presunti abusi sessuali su altri minorenni.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/03/17/news/ex_prete-135704486/