Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti pedofili. La mano indulgente della giustizia vaticana, In 9 anni solo 300 preti a processo e solo il 20% di condanne

    Preti pedofili. La mano indulgente della giustizia vaticana, In 9 anni solo 300 preti a processo e solo il 20% di condanne

     

    Da l’Avvenire del 02 marzo 2011 pag. 18

    300 i casi di sacerdoti nel mondo coinvolti in procedimenti canonici per pedofilia negli ultimi 9 anni

    20% i processi conclusi con una condanna

    60% quelli conclusi con provvedimenti amministratici o disciplinari

    10% i casi più gravi per cui il papa ha deciso le dimissioni dallo stato clericale

    10% quelli in cui i sacerdoti stessi hanno chiesto di “lasciare”

    Rigore e impegno: la Chiesa in campo

    le misure del Vaticano

    Dalla rivoluzione del diritto canonico alle condanne esplicite della pedofilia nel clero, fino all’incontro e al dialogo con le vittime: negli ultimi vent’anni la Chiesa si è sforzata più d’ogni altro di combattere le violenze sui minori. A partire da papa Benedetto XVI, che con le nuove “Norme” del 2010 ha snellito le procedure per arrivare a sentenze più rapide

    DA ROMA GIANNI CARDINALE

    L a Chiesa cattolica è forse l’organismo che più di ogni altro negli ultimi anni si è sforzata di combattere al proprio interno il triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da sacerdoti o religiosi. E in questo un ruolo di primo piano lo ha avuto Joseph Ratzinger, dapprima come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e poi come Pontefice. La «decisa azione del cardinale Ratzinger» è stata «determinante» nel ventennale rinnovamento della «disciplina penale» riguardante anche i casi dei sacerdoti accusati di abusi minori nei confronti di minori. Lo ha ricordato il vescovo Juan Ignacio Arrieta, segretario del pontificio Consiglio per i testi legislativi, in un articolo scritto per La Civiltà Cattolica dello scorso 4 dicembre. È il cardinale Ratzinger infatti, negli anni Novanta, ad appoggiare la richiesta della Conferenza episcopale statunitense di poter “bypassare” alcune norme canoniche – ritenute eccessivamente garantiste – in modo tale da poter intervenire più rapidamente e efficacemente nel contrastare il fenomeno degli abusi. Ed è sempre il cardinale Ratzinger a predisporre poi il Motu proprio promulgato da Giovanni Paolo II con il quale, nel 2001, questo tipo di delitti viene avocato all’ex Sant’Uffizio. E come ha spiegato su queste colonne il 13 marzo 2010 monsignor Charles J. Scicluna, il “pm” del dicastero, «il cardinale Ratzinger ha mostrato saggezza e fermezza nel gestire questi casi. Di più. Ha mostrato anche grande coraggio nell’affrontare alcuni casi molto difficili e spinosi, sine acceptione personarum». Senza eccezioni o riguardi per alcuno, insomma. Basti pensare al caso del fondatore, Marcial Maciel, di una pur importante realtà ecclesiale come sono i Legionari di Cristo. Diventato Benedetto XVI, Ratzinger ha poi promulgato lui stesso – è successo il 15 luglio 2010 – la nuova versione delle ‘Norme sui delitti più gravi’ ( delicta graviora, in latino), tra i quali è compreso quelli degli abusi sui minori. Il che, ha spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi nell’occasione, è «un grande contributo alla chiarezza e alla certezza del diritto in un campo in cui la Chiesa è fortemente impegnata oggi a procedere con rigore e con trasparenza, così da rispondere pienamente alle giuste attese di tutela della coerenza morale e della santità evangelica che i fedeli e l’opinione pubblica nutrono verso di essa, e che il Santo Padre ha continuamente ribadito». Le norme, che recentemente sono state pubblicate anche negli ‘Acta Apostolicae Sedis’ – la “gazzetta ufficiale” vaticana – sono molto ferme, tanto da prevedere che sacerdoti accusati di abusi, in particolari casi, possano essere condannati senza processo giudiziale ma con un semplice decreto amministrativo o con un atto personale del Pontefice. Senza contare che per questo tipo di delitti si annulla, di fatto, la prescrizione. Ma l’impegno del Papa non si è risolto esclusivamente nel promuovere un impianto normativo atto a perseguire efficacemente il fenomeno da un punto di vista del diritto canonico. Benedetto XVI non ha mancato di incontrare le vittime di questi abusi. Lo ha fatto nel corso dei suoi viaggi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a Malta. E anche a Roma quando ha ricevuto alcune vittime canadesi. Benedetto XVI ha promosso anche una importante visita apostolica in Irlanda, Paese particolarmente colpito da questo dramma. E lo ha fatto con una appassionata lettera pastorale ai cattolici dell’isola. In essa, tra l’altro, ha avuto parole particolarmente ferme per i sacerdoti e i religiosi che hanno abusato dei ragazzi: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti». L’impegno e l’attenzione della Santa Sede non finiscono qui. Lo scorso 19 novembre in occasione del Concistoro il cardinale William J. Levada, attuale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha ribadito «la più ampia responsabilità dei Vescovi per la tutela dei fedeli loro affidati». Ispirandosi al Papa, «al suo esempio di ascolto e di accoglienza per le vittime», ha evidenziato la «necessità di un efficace impegno di protezione dei bambini e dei giovani e di un’attenta selezione e formazione dei futuri sacerdoti e religiosi». E infine ha anticipato la « preparazione di una Lettera circolare della Congregazione alle Conferenze episcopali sulle linee guida da offrire per un programma coordinato ed efficace nella direzione sopra descritta». Lettera che dovrebbe vedere la luce tra non molto.

    Quel male “cavalcato” dai media. Per screditare il bene

    DA ROMA

    I l triste fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori perpetrati da chierici ha avuto negli ultimi anni una amplissima ricaduta mediatica specialmente nel mondo occidentale. Non certo perché il fenomeno sia statisticamente più significativo nel clero cattolico rispetto ad altri organismi. Né tantomeno perché l’azione dei media «fosse guidata solamente dalla pura ricerca della verità», come ha riconosciuto da Benedetto XVI nel suo ultimo libro intervista con Peter Seewald (è «evidente» che «vi fosse anche un compiacimento nel mettere alla berlina la Chiesa e, se possibile, screditarla»). Ma lo stesso Pontefice sottolinea che «non avrebbero potuto dare quei resoconti se nella Chiesa stessa il male non ci fosse stato. Solo perché il male era dentro la Chiesa, gli altri hanno potuto rivolgerlo contro di lei».

    Insomma, per usare ancora le parole del Papa, il fenomeno dei sacerdoti accusati di abusi è stata come «una grossa nube di sporcizia». Una «nube di sporcizia» che è stata sollevata da molti Paesi. Negli Stati Uniti e in Irlanda in special modo ma, in particolar modo dallo scorso anno, anche in Germania, in Olanda, in Belgio. In quest’ultimo Paese lo scandalo ha riguardato anche un vescovo che ha ammesso di aver compiuto abusi nei confronti di un proprio nipote. Il vescovo, Roger Joseph Vangheluwe di Brugge, si è dimesso. Sempre in Belgio la magistratura locale ha avuto un atteggiamento molto aggressivo nei confronti della Chiesa locale, accusata di voler adottare una politica di “copertura” nei confronti degli abusi operati da sacerdoti. Sono state addirittura violate e ispezionate nella cattedrale di Malines le tombe di alcuni vescovi per cercare prove in questo senso, il che ha provocato una risentita risposta diplomatica da parte della Santa Sede. Comunque in tutti questi Paesi gli episcopati locali hanno messo in campo delle procedure per accogliere le accuse da parte delle vittime di abusi e per evitare che quanto avvenuto in passato non si ripeta più. In questo quadro uno dei nodi della questione riguarda l’obbligatorietà o meno per un vescovo di denunciare alle autorità civili un proprio sacerdote accusato di abusi.

    Come spiegò monsignor Charles J. Scicluna, il “pm” dell’ex Sant’Uffizio, nella sua intervista ad Avvenire del 13 marzo 2010 nei Paesi in cui vige questo obbligo l’indicazione «è di rispettare la legge». Altrimenti, aggiunse, «non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime».

    LE NORME

    PEDOFILIA: PER IL DIRITTO CANONICO DI FATTO È UN REATO IMPRESCRITTIBILE

    Rispetto a molte legislazioni civili quella canonica sulla prescrizione nei confronti degli abusi sui minori è molto più severa. Le nuove Norme pubblicate nel luglio 2010 infatti ampliano il termine di prescrizione da dieci a venti anni, che, nel caso del delitto di abuso è sempre da calcolarsi dal compimento dei 18 anni da parte della vittima. Non solo. La Congregazione per la dottrina della fede acquisisce il diritto di derogare anche ai vent’anni, il che tende a rendere di fatto – per la legge interna della Chiesa – “imprescrittibile” l’abuso sui miniri da parte dei chierici. Si tratta, commentò nell’occasione il ‘pm’ dell’ex Sant’Uffizio, monsignor Charles J.

    Scicluna, di «un passo in avanti per garantire la giustizia sostanziale e il bene pubblico della Chiesa».

    «Riconoscete la vostra colpa, ma non disperate della misericordia di Dio»

    DA ROMA

    L a questione degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici è stato affrontato in modo particolare dall’Assemblea generale della Cei del maggio 2010. Nella sua prolusione il cardinale presidente Angelo Bagnasco ha ribadito che l’episcopato italiano «ha prontamente recepito» le «direttive chiare e incalzanti che da tempo sono impartite dalla Santa Sede» e che «confermano tutta la determinazione a fare verità fino ai necessari provvedimenti, una volta accertati i fatti». In quella stessa occasione il segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata, ha spiegato che sono «un centinaio» i casi di sacerdoti accusati di abusi sessuali, «rilevati in Italia con procedimenti canonici nell’ultimo decennio». Si tratta di «un dato che indica il quadro complessivo della situazione», ricordando comunque – ha aggiunto – che «anche un solo caso è sempre di troppo». Dal punto di vista canonico la Congregazione per la dottrina della fede e da quello civile le autorità competenti «hanno nei responsabili della vita della Chiesa – ha assicurato – tutta la collaborazione possibile per accertare la verità dei fatti». Crociata ha ribadito che «la normativa italiana non prevede l’obbligo di denuncia». «Evidentemente – ha proseguito – questo non esclude, ma anzi richiede per nostra specifica iniziativa che ci sia tutta la collaborazione per rendere possibile l’accertamento dei fatti, incoraggiando le denunce da parte di chi è a conoscenza e di chi ha subito eventuali abusi». Il tutto nel solco della redenzione: «Riconoscete la vostra colpa – ha scritto il Papa ai sacerdoti irlandese che si sono macchiati –, sottomettetevi alle esigenze della giustizia, ma non disperate della misericordia di Dio».

    BENEDETTO XVI

    Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio, come pure davanti a tribunali costituiti

    LETTERA AI CATTOLICI IRLANDESI

  • PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    Giovedì 20 Gennaio 2011 – 22:44

    Eric Dejaeger

    TORONTO – È finita la fuga di un sacerdote canadese sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit. Eric Dejaeger (foto), 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull’immigrazione in Belgio, dove viveva. Dejaeger è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d’accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Il sindaco di Igloolik, cittadina di circa duemila abitanti vicino all’Isola di Baffin, dove i crimini sarebbero stati compiuti, ha dichiarato che i cittadini sono sollevati dall’arresto di Dejaeger. Sembra che il prete sia riuscito a sfuggire alla giustizia per tutti questi anni perchè il governo belga non era al corrente del fatto che aveva preso cittadinanza canadese nel 1977, anche se questo risulta dai documenti dell’Rcmp, la polizia canadese. Dopo aver vissuto nell’Artide dagli anni Settanta, Dejaeger era stato condannato nel 1990 a cinque anni per nove imputazioni di abusi sessuali su bambini a Baker Lake, nella costa occidentale della Baia di Hudson. Nel 1995, dopo aver terminato il periodo di carcere, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio. Dejaeger è nella lista dei ricercarti dall’Interpol dal 2002. Ma il Belgio ha un limite di dieci anni sui crimini sessuali sui bambini, dopo che la vittima ha compiuto 18 anni e perciò non ha estradato il sacerdote – che ritenevano essere ancora un cittadino belga – per essere processato in Canada, dove non c’è alcun limite di tempo per essere processati. Dejaeger ha vissuto da uomo libero fino allo scorso autunno, quando le autorità hanno scoperto che gli era scaduto il passaporto nel 1997 facendone un immigrato illegale nel suo paese di nascita.

    www.leggo.it/articolo.php?id=101887&sez=ESTERI

     

  • PRETI PEDOFILI: CHIESA BELGA SOSPENDE 22 DI 134 COINVOLTI – 12.01.11 – 12:00

    PRETI PEDOFILI: CHIESA BELGA SOSPENDE 22 DI 134 COINVOLTI – 12.01.11 – 12:00

    (AGI) – Bruxelles, 12 gen. – La Chiesa belga ha sospeso 22 dei 134 preti coinvolti in presunti casi di pedofilia. La lista dei 134 e’ stata stilata dalla Conferenza episcopale del Paese. Dei 134, 90 sono ancora vivi. A questi andranno aggiunti una cinquantina di nomi, secondo le denunce presentate dalla presunte vittime negli ultimi mesi. .

    www.blitzquotidiano.it/italia/agi/p…nvolti-1285260/

    Belgio: solo un prete pedofilo su sei viene allontanato dalla Chiesa

    BRUXELLES – Un rapporto ufficiale pubblicato dalla Chiesa Cattolica belga ha annunciato che solo un prete per ogni sei sacerdoti responsabili di abusi sessuali contro i minorenni sono stati puniti con l’allontanamento dalla Chiesa. Il documento diffuso dalla Chiesa belga alla fine di dicembre, ha rivelato dettagliatamente i 134 casi di abusi e maltrattamenti sessuali commessi dai sacerdoti pedofili nel corso dei diversi decenni.
    Stando al documento, riportato martedì dal quotidiano belga Le Soir, nel 70 per cento dei casi delle violenze sessuali, la chiesa o la magistratura belga ha ricevuto le denunce da parte delle vittime tuttavia solamente un prete ogni sei ha ricevuto la pena massima ovvero la sospensione definitiva dalle funzioni. Il drammatico rapporto giunge poco dopo le rivelazioni fatte sui nuovi casi degli scandali sessuali scoppiati largamente in un paese a grande maggioranza cattolica. A partire dal nuovo anno cristiano, la Chiesa Cattolica in Belgio è nuovamente stata sottoposta alle accuse di abusi sessuali questa volta avvenuta nell’istituto scolastico “Stella Maris”, gestito da suore. Un gruppo di suore sono state accusate di aver abusato di molti minori in un collegio del sudovest del Paese, nella cittadina di Courtrai. Secondo i media del paese, gli avvenimenti risalirebbero ai decenni fra il 1960 ed il 1990.

     

  • FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    8/1/2011
    Abusi,gesuita indagato in Belgio

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995
    GIACOMO GALEAZZI
    Il prete gesuita fiammingo Luc Versteylen, molto noto in Belgio per il suo impegno in campo ambientalista e contro la pedofilia, è sotto inchiesta per abusi sessuali commessi tra il 1985 ed il 1995 su tre teenager tra i 15 ed i 20 anni all’epoca dei fatti. Lo riportano i media belgi. Il Tribunale di Anversa ha confermato che ieri è stata depositata una denuncia in tal senso. Versteylen ha replicato pubblicando una lettera aperta in cui ha scritto che la denuncia è scattata a causa di «un comportamento che ha passato la misura» ed ha ammesso di avere probabilmente «deluso ed anche ferito involontariamente alcune persone» ma di averlo sostanzialmente fatto «per il loro bene». Nella lettera ammette che «negli anni ’70 la ricerca di una nuova esperienza corporea aveva certi limiti, ma non ha oltrepassato quelli». «Spero che ci sia un numero sufficiente di persone – è la conclusione della lettera del sacerdote – che possa testimoniare come io abbia cercato già da molti anni di essere il contrario di un violentatore di bambini». Il prete gesuita ambientalista, 83 anni, durante la guerra mondiale partecipò alla resistenza contro il nazismo. È stato ordinato sacerdote nel 1959. Precursore dell’ecologismo negli anni ’60 e attore di primo piano nella rivoluzione culturale del ’68 e degli anni ’70, è stato il fondatore del movimento verde fiammingo Agalev (abbreviazione di ‘Anders Gaan Leven’, vai e vivi in modo diverso) dal quale nel 2003 è nato l’attuale partito ‘Groen!’. Negli anni ’70 ha anche dato vita ad un centro di accoglienza chiamato ‘Liever Leven’, una sorta di ‘comunè realizzata in una ex fabbrica di birra nella località fiamminga di Viersel, dedicata a ritiri spirituali. Nel 1995 è stato insignito del Premio per l’etica e la tolleranza in politica, nel 1998 ha vinto il Premio Humamitas. Subito dopo la diffusione della notizia sulle accuse per abusi sessuali, nate da una lettera arrivata al centro ‘Liever Leven’ il gesuita si è dimesso dal consiglio di amministrazione ed oggi ha scritto una lettera aperta per spiegare i suoi comportamenti. Secondo quanto reso noto dal portavoce del centro d’accoglienza, Walter Lever, la lettera spiega «in termini molto dettagliati» quanto avvenuto tra il 1985 ed il 1995. «In seguito alla lettera – ha detto Lever – altre due persone si sono manifestate. Esse hanno parlato di manipolazioni e di contatti corporali». Il portavoce, secondo quanto riportato dall’agenzia Belga, si è detto stupefatto che potesse essere accusata di abusi una persona come Versteylen che ha «dedicato la vita» a combattere contro qualsiasi forma di maltrattamento dell’infanzia, tanto da creare il centro ‘Witte Kinderbos’ per la lotta contro la pedofilia.

    www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…ne=524&sezione=

     

  • Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa
    05/01/2011 – 14:30

    Federico Tulli
    BELGIO. Denunciati nuovi casi di pedofilia in un istituto religioso, avvenuti tra il 1965 e gli anni Novanta. Nel Paese una commissione d’inchiesta ha già visionato oltre mille dossier sugli abusi.

    Violentato dall’età di 5 anni fino all’adolescenza dalle suore dell’istituto scolastico che frequentava. Il nuovo capitolo della storia di abusi compiuti in ambienti clericali, in Belgio, si è aperto lunedì scorso con la denuncia di un cinquantenne (la cui identità è ancora ignota) che aveva vissuto durante gli anni Sessanta nell’istituto religioso Stella Maris di Courtrai. L’anonima testimonianza è stata rilanciata da due emittenti locali (Eén e Radio2 Fiandres). L’uomo ha raccontato di aver subito abusi per circa 10 anni da due suore e dalla madre superiora. Il tribunale di Courtrai ha annunciato l’apertura di un’inchiesta che riguarderà anche altri presunti casi di violenze compiute in 30 anni, tra il 1965 e gli anni Novanta, ai danni di bambini di quell’istituto.

    «Si tratta di storie vecchie ma verranno tutte prese in considerazione dal cda dello Stella Maris», ha osservato l’avvocato Jan Leysen che rappresenta l’istituto, invitando le altre «eventuali vittime» a testimoniare in tribunale. Con inquietante regolarità non passa settimana senza che il Belgio non sia scosso dall’emergere di casi di pedofilia verificatisi dal secondo dopoguerra in poi. Il lungo silenzio su gran parte di queste vicende si è rotto a metà 2010 quando la magistratura di Bruxelles ha scoperto 475 dossier su altrettante vittime, chiusi negli archivi della commissione indipendente “Adriaenssens” (dal nome del presidente) che dai primi anni Duemila agiva in stretta collaborazione con i vescovi locali. È nell’ambito di questa stessa indagine che ad aprile scorso si era dimesso il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, accusato di aver violentato una giovane.

    L’ultimo clamoroso caso è deflagrato il 28 dicembre con la confessione del teologo Francois Houtart, fondatore della Ong Centro tricontinentale di Lovanio e veterano del forum sociale mondiale. Il “papa altermondista” ha infatti ammesso di avere abusato nel 1960 di uno dei suoi cugini che allora aveva otto anni, chiedendo ai suoi fan di ritirare la richiesta di candidatura per il Nobel della Pace. Tutto questo accade nel pieno dei lavori della commissione speciale d’inchiesta parlamentare che si occupa di ricostruire la storia dei crimini pedofili compiuti nell’ambito della Chiesa belga. Un lavoro certamente non facile, specie per l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche. È nel corso di una delle ultime sedute dell’anno appena concluso che il primate del Belgio, monsignor Andrè-Joseph Leonard, aveva scioccato gli auditori dichiarando che le vittime degli abusi sessuali commessi da preti potrebbero essere risarcite come quelle che patiscono i danni causati da un’inondazione.

    «La Chiesa cattolica – aveva detto convinto Leonard, comparando le vittime di catastrofi naturali a quelle dei violentatori – potrebbe, liberamente, partecipare con altre parti della società, a costituire un fondo di solidarietà, non perché sia tenuta giuridicamente a farlo, ma perché c’è un dovere di solidarietà con tutte le vittime, di inondazioni, di epidemie, ma anche di abusi sessuali». Quale sia il numero esatto degli abusi ancora non è chiaro. Per ora ci sono i 475 dossier della commissione Adriaenssens, a cui vanno sommate le 103 denunce raccolte in autunno dalla procura federale belga e le 427 denunce raccolte dal 1992 al 2010 dall’associazione dei Diritti dell’uomo nella Chiesa presieduta da Rik Devillè. L’uomo, che è un ex sacerdote, il 22 novembre fu il primo testimone davanti ai parlamentari di Bruxelles, dimostrando come la Chiesa cattolica abbia spesso imposto la legge del silenzio alle vittime.

    http://www.terranews.it/news/2011/01/una-s…li-nella-chiesa

  • Scandalo pedofilia, il 2010 è stato  l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    Scandalo pedofilia, il 2010 è stato l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    I casi di abusi sessuali da parte dei preti hanno caratterizzato tutto il 2010. Tanto che i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto. Papa Benedetto XVI condanna le violenze. Ecco allora la cronaca, mese per mese, di uno degli anni più difficile per il Vaticano.

    Per la Chiesa cattolica il 2010 è stato un anno difficile. Soprattutto per lo scandalo degli abusi sessuali non più solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Dopo le migliaia di casi in Irlanda, denunciati nel 2009 dalle commissioni Ryan e Murphy, l’anno, appena passato, si è aperto con nuovi casi in Austria, in Belgio, in Olanda e in Germania.

    In Germania sono coinvolte soprattutto le scuole cattoliche: per decenni, alcuni dei più prestigiosi istituti cattolici tedeschi sono stati il luogo in cui si sono consumate violenze sessuali agghiaccianti. Accuse di abusi e maltrattamenti anche nel Coro di Ratisbona, diretto dal fratello del pontefice, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1993. Anche in Austria sono i collegi i luoghi in cui vengono maggiormente consumati gli abusi sessuali, ma anche le parrocchie e perfino le case. La drammaticità della situazione spinge il Vaticano ad istituire commissioni indipendenti d’inchiesta, ma non basta ad arginare la disaffezione dei fedeli. Nella sola Austria, il 42% dei cattolici abbandona la Chiesa.

    Incapaci di affrontare gli avvenimenti, i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra. Le dimissioni cominciano in Irlanda, dove tre vescovi lasciano l’incarico. Il vescovo belga, Roger Vangheluwe, si dimette confessando di aver abusato di un bambino. Anche il vescovo norvegese Georg Muller lascia dopo aver rivelato di aver violentato un chierichetto.

    E mentre il Papa, nel corso del viaggio a Malta, incontra le vittime dei preti pedofili e in diversi discorsi pubblici condanna senza riserve la pedofilia clericale, il New York Times pubblica una serie di dossier che rivelano come i vertici del Vaticano e lo stesso Ratzinger pur essendo a conoscenza di casi molto gravi abbiano adottato la politica del silenzio e della copertura. La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede: il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    Anche sul fronte italiano, sono oltre una decina i sacerdoti condannati per abusi sessuali. Lo stesso monsignor Crociata, segretario generale della CEI, per la prima volta ammette che il Vaticano ha ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. Ma è una stima per difetto. Infine, Wikileaks pubblica alcuni cablo che rivelano come, nel caso irlandese, il Vaticano, nonostante la sbandierata disponibilità a fare luce sullo scandalo dei preti pedofili e a collaborare con le autorità civili, non abbia permesso ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi commessi dai sacerdoti irlandesi.

    Si chiude così un anno drammatico, che ha portato migliaia di fedeli a lasciare la Chiesa. E la disaffezione non potrà che continuare, finché il problema della pedofilia clericale non sarà affrontato alla radice, riesaminando il pesantissimo ruolo dell’educazione sessuofobica impartita nei seminari nella genesi di quella che ormai è considerata una vera e propria piaga. Ecco, dunque, la cronaca di questo annus horribilis della Chiesa

    Gennaio

    Il Vaticano sancisce l’obbligo di denunciare i preti pedofili alle autorità civili. Tuttavia tale obbligo vale solo per i Paesi in cui la legge già lo impone. Benedetto XVI riduce allo stato laicale don Marco Dessì, missionario condannato per abusi sessuali su diversi bambini del Nicaragua.

    Febbraio

    Arrestato Angelo Balducci, gentiluomo di Sua Santità. Nell’inchiesta emerge anche uno scandalo che porta in Vaticano. Secondo l’accusa, un religioso nigeriano del coro di san Pietro si occupa di reperire, per gli appetiti dell’ingegnere, giovani e ragazzi presentati, talvolta, come seminaristi.

    Condannato in primo grado a 1 anno e 5 mesi don Paolo Biasi, per molestie ai danni di 4 bambine. Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis a Palermo, è rinviato a giudizio con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni.

    Marzo

    Mentre il Papa invia una lettera pastorale ai fedeli irlandesi, con una ferma condanna dei sacerdoti pedofili, il presidente della conferenza episcopale tedesca ammette che le diocesi hanno intenzionalmente taciuto per anni sui moltissimi casi di violenze commesse dai sacerdoti in Germania. Un giornale austriaco rivela una serie di abusi sessuali e fisici anche all’interno del rinomato coro dei Piccoli Cantori di Ratisbona. Negli Stati Uniti esplode il caso Murphy. I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, secondo il New York Times, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi in una scuola del Wisconsin.

    In Italia, è condannato in primo grado a 3 anni e 11 mesi don Pierpaolo Mologni, per aver abusato di un bambino disabile e per detenzione di materiale pedopornografico. Si prescrivono le accuse a don Giorgio Carli, ma la Cassazione lo condanna a un risarcimento di 750.000 euro. Rinviato a giudizio don Jesus Vasquez, sacerdote a San Nicola Manfredi (BN), per violenza sessuale su due bambini. Don Claudio Ballerini è condannato per la terza volta per atti osceni di fronte a minori.

    Aprile

    Georg Mueller, ex vescovo norvegese, confessa che è stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni. Si dimette anche il vescovo belga  Roger Vangheluwe, dopo aver rivelato di aver abusato sessualmente di un ragazzo. Anche il vescovo irlandeseJames Moriarty, accusato di aver coperto in passato abusi sessuali lascia l’incarico.

    Il Papa, incontrando alcune vittime dei sacerdoti maltesi, esprime la sua vergogna e il suo dolore per quello che le vittime e le loro famiglie hanno sofferto. Ma da oltreoceano arrivano nuovi scandali. Una lettera del 1985 firmata dal cardinale Joseph Ratzinger dimostra la resistenza opposta dal futuro Papa alla rimozione di padre Stephen Kiesle, che aveva molestato diversi bambini. Il cardinale Angelo Sodano bolla come “chiacchiericcio” le critiche a Chiesa e Pontefice per la gestione dello scandalo dei preti pedofili. Un sacerdote 40enne di origini indiane viene arrestato a Teramo per violenza sessuale su una bimba di 10 anni.

    Maggio

    La Chiesa italiana ammette di aver ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. La Cei, tuttavia, si rifiuta di far conoscere il numero dei preti successivamente sospesi secondo la legge canonica. Per la prima volta in Italia un vescovo è chiamato a testimoniare. Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, è chiamato in tribunale per chiarire come mai non abbia preso provvedimenti in merito alla vicenda processuale che vede imputato don Ruggero Conti, accusato di abusi sessuali.

    Giugno

    La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede, confermando la decisione della Corte d’Appello dell’Oregon di considerare il Vaticano come civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    In Italia, viene ridotto allo stato laicale don Andrea Agostini, condannato nella primavera 2008 in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali ai danni di dieci bambine (dai tre ai sei anni) che frequentavano l’asilo parrocchiale da lui diretto.

    Luglio

    Un ex sacerdote australiano John Sidney Denham, 67 anni, viene condannato a quasi 20 anni di carcere per aver abusato di almeno 25 ragazzi in diverse scuole, dove era responsabile delle punizioni disciplinari e nelle quali aveva creato un clima di terrore e depravazione.

    Il New York Times pubblica un reportage di documenti interni alla Chiesa che svelano come Joseph Ratzinger, quando dirigeva la Congregazione per la dottrina della fede, fosse “parte di una cultura di non-responsabilità, negazionismo, e ostruzionismo della giustizia” di fronte agli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Tra le rivelazioni spunta un vertice segreto avvenuto in Vaticano nel 2000 tra Ratzinger e i vescovi delle nazioni anglofone più colpite dagli scandali di pedofilia: Stati Uniti, Irlanda, Australia.

    Settembre

    La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma sono citati come responsabili civili nel processo che vede imputato un prete, un salesiano di 79 anni, vice parroco al Sacro Cuore di Foggia, che avrebbe molestato 4 ragazzine che si confessavano con lui.

    Scompare nel nulla don Matteo Diletti, prete bergamasco di 39 anni, a pochi giorni dall’udienza in Cassazione che lo vedeva imputato per abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni. La cassazione confermerà la condanna a 4 anni.

    Ottobre

    I quotidiani in lingua fiamminga riportano 103 nuove denunce contro i preti pedofili belgi. Tuttavia, la chiesa belga non istituirà una nuova commissione d’indagine. In Italia, don Secondo Bongiovanni, sacerdote 56enne, viene condannato a Sondrio per abusi sessuali ai danni di un bambino di 12 anni.

    Novembre

    Il Papa ammette ritardi e coperture nella gestione del caso diMarcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, pedofilo, tossicomane e padre di diversi figli illegittimi.

    Dicembre

    Pubblicati i cablo WikiLeaks sul Vaticano. Secondo le rivelazioni, il Vaticano ha rifiutato di permettere ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi dei sacerdoti su minori in Irlanda. Non solo: la richiesta di presentarsi di fronte alla commissione Murphy “ha offeso molte persone in Vaticano. Pensano che l’Irlanda non abbia protetto e rispettato la sovranità vaticana durante l’inchiesta”, dice un cablogramma. Una giuria nel Delaware stabilisce un risarcimento di 30 milioni di sterline per un uomo stuprato più di cento volte da un prete cattolico. E’ la somma più ingente che sia stata mai assegnata a una singola vittima. In Italia, don Domenico Pezzini è condannato a dieci anni di carcere per aver abusato sessualmente di un minorenne originario del Bangladesh.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/03/scandalo-pedofilia-il-2010-e-stato-lannus-horribilis-della-chiesa-cattolica/84609/

  • Preti pedofili, sit-in contro il Vaticano

    Preti pedofili, sit-in contro il Vaticano

    Nel corso della manifestazione contestato padre Lombardi. Ma lui minimizza: non è successo nulla

    ROMA – Sono arrivati da tredici Paesi per manifestare, a Roma, contro la pedofilia nella Chiesa. I rappresentanti delle organizzazioni delle vittime di pedofilia, guidati dagli americani di Survivors Voice, hanno dato vita a un sit-in davanti a Castel Sant’Angelo e poi intendono procedere in fila indiana in direzione di San Pietro anche se la loro manifestazione non è autorizzata. Nel corso della manifestazione hanno contestato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, che si era avvicinato ai manifestanti. Lombardi ha poi detto alle agenzie di stampa di essere passato per esprimere solidarietà e ha precisato che «non c’è stato nessun problema e nessun incidente con i partecipanti alla manifestazione».

    DA OGNI PARTE DEL MONDO – Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi e Australia. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché «provveda a denunciare i preti pedofili». Nel sit-in alcuni cartelli con scritto: «Giù le mani dai bambini», «Chiesa senza abusi», «Il Papa protegge i preti pedofili». «E’ venuto il momento di agire pubblicamente – spiegano gli organizzatoriu della manifestazione -. Vogliamo aiutare i ragazzi che ancora possono essere vittime di abusi nel mondo», aggiunge Bernie McDaid, cofondatore di Survivors Voice e lui stesso vittima di abusi da parte di un sacerdote quando era bambino. «Il nostro non è un attacco alla fede o alla religione, chiediamo solo più trasparenza, questa è una questione di condotta morale», ha spiegato Marco Lodo Rizzini, portavoce dell’associazione delle vittime dell’istituto Antonio Provolo, di Verona. E ancora: «Troppi bambini di troppi Paesi sono stati violentati. Oggi siamo qui per portare un messaggio di speranza e per chiedere al mondo di sposare la nostra causa», dice Gary Bergeron cofondatore di Survivors Voice.
    «PROTEGGERE I BAMBINI»- In mattinata i fondatori di Survivors Voice avevano incontrato alcuni alunni dell’istituto per sordi veronese Provolo, investito da uno dei principali casi scoppiati in Italia nel campo della pedofilia nella Chiesa. «Quello che è capitato a noi – ha aggiunto Bergeron – potrebbe capitare anche ad altri bambini. Siamo qui per chiedere aiuto al mondo, per chiedere al mondo di sposare la nostra causa». «La nostra presenza qui – ha sottolineato McDaid – è più potente di quanto si possa credere. Dobbiamo dire a tutti di proteggere i bambini. Anche da quello che potrebbe capitare loro navigando su internet».

    Paolo Brogi

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    http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_31/manifestazione-anti-preti-pedofili-contestato-lombardo_579ef0ae-e517-11df-8ccb-00144f02aabc.shtml

  • SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    ROMA – Sono arrivati da tredici Paesi per manifestare, a Roma, contro la pedofilia nella Chiesa. I rappresentanti delle organizzazioni delle vittime di pedofilia, guidati dagli americani di Survivors Voice, hanno dato vita a un sit-in davanti a Castel Sant’Angelo e poi intendono procedere in fila indiana in direzione di San Pietro anche se la loro manifestazione non è autorizzata. Nel corso della manifestazione hanno contestato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, che si era avvicinato ai manifestanti. Lombardi ha poi detto alle agenzie di stampa di essere passato per esprimere solidarietà e ha precisato che «non c’è stato nessun problema e nessun incidente con i partecipanti alla manifestazione».

    DA OGNI PARTE DEL MONDO – Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi e Australia. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché «provveda a denunciare i preti pedofili». Nel sit-in alcuni cartelli con scritto: «Giù le mani dai bambini», «Chiesa senza abusi», «Il Papa protegge i preti pedofili». «E’ venuto il momento di agire pubblicamente – spiegano gli organizzatoriu della manifestazione -. Vogliamo aiutare i ragazzi che ancora possono essere vittime di abusi nel mondo», aggiunge Bernie McDaid, cofondatore di Survivors Voice e lui stesso vittima di abusi da parte di un sacerdote quando era bambino. «Il nostro non è un attacco alla fede o alla religione, chiediamo solo più trasparenza, questa è una questione di condotta morale», ha spiegato Marco Lodo Rizzini, portavoce dell’associazione delle vittime dell’istituto Antonio Provolo, di Verona. E ancora: «Troppi bambini di troppi Paesi sono stati violentati. Oggi siamo qui per portare un messaggio di speranza e per chiedere al mondo di sposare la nostra causa», dice Gary Bergeron cofondatore di Survivors Voice.

    «PROTEGGERE I BAMBINI»- In mattinata i fondatori di Survivors Voice avevano incontrato alcuni alunni dell’istituto per sordi veronese Provolo, investito da uno dei principali casi scoppiati in Italia nel campo della pedofilia nella Chiesa. «Quello che è capitato a noi – ha aggiunto Bergeron – potrebbe capitare anche ad altri bambini. Siamo qui per chiedere aiuto al mondo, per chiedere al mondo di sposare la nostra causa». «La nostra presenza qui – ha sottolineato McDaid – è più potente di quanto si possa credere. Dobbiamo dire a tutti di proteggere i bambini. Anche da quello che potrebbe capitare loro navigando su internet».

  • Pedofilia: strappo Bruxelles-Vaticano

    Pedofilia: strappo Bruxelles-Vaticano

    Si sono dimessi in massa i membri della commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di pedofilia in Belgio ad opera di sacerdoti. Il primo a gettare la spugna è stato Peter Adriaenssens,  docente di psichiatria all’Università di Lovanio e presidente della commissione che da lui prende il nome.

    Il suo ritiro è un atto di protesta contro le indagini condotte dalla magistratura belga che, a suo parere,  scavalcano il lavoro della commissione.

    In particolare, Adriaenssens ha condannato le recenti perquisizioni all’arcivescovado di Mechelen, che hanno portato al sequestro di 475 dossier su denunce di abusi sessuali commessi da preti.

    “Siamo serviti da esca”, ha commentato Adriaenssens che dal 2000 riceveva le denunce e forniva assistenza psicologica, medica e legale alle vittime di sacerdoti. Tra queste, molte avevano scelto di appellarsi alla commissione evitando il ricorso alla giustizia ordinaria, che avrebbe messo a rischio la loro privacy.

    Il Vaticano  ha duramente criticato l’operazione. Lo stesso Papa  ha giudicato il sequestro dei fascicoli un’operazione  “deplorevole e sorprendente”, perché la giustizia deve fare il suo corso “nel rispetto della specificità e autonomia” della Chiesa.

    La magistratura belga ha agito in questo modo “a fronte della convinzione che noi volessimo nascondere le cose, truffarli in un qualche modo”, ha aggiunto Adriaenssens rivolgendosi alla stampa belga.

    E, mentre gli inquirenti esamineranno i dossier sequestrati, la Chiesa dovrà decidere se ricostruire la commissione con altri membri o mettere un punto a questa esperienza.

    Guarda il servizio

    https://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-48ed2771-8dfb-4099-bbe5-01ad97366646-tg3.html

  • Pedofilia, perquisita sede Chiesa belga La polizia a casa del cardinale Danneels

    Pedofilia, perquisita sede Chiesa belga La polizia a casa del cardinale Danneels

    BRUXELLES – La procura di Bruxelles ha effettuato una perquisizione nell’arcidiocesi di Malines-Bruxelles (Mecheles), 25 chilometri a nord della capitale. L’operazione nel quartier generale della chiesa cattolica belga, durata diverse ore, è legata a un’inchiesta per pedofilia in cui sono coinvolti esponenti religiosi. Gli investigatori hanno perquisito anche l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Belga. Nell’arcivescovado, precisa l’agenzia, è riunita anche la conferenza episcopale alla quale assiste anche il nunzio apostolico in rappresentanza della Santa Sede.

    Al cardinale Danneels, secondo quanto riferito dal suo portavoce Hans Geybels, al termine della perquisizione, è stato sequestrato il computer. “Il cardinale non si è opposto ritenendo che la giustizia deve fare il suo corso”, ha aggiunto il portavoce. Nel corso dell’operazione la polizia ha anche perquisito la sede della commissione Adriaensses, dal nome del docente dell’università di Lovanio che la presiede, creata per esaminare i casi di abuso sessuale nella chiesa, e sequestrato 450 dossier sui casi di pedofilia raccolti dalla commissione.

    “Con un dossier recente, la procura è stata informata delle accuse che denunciano abusi su minori commessi da alcuni esponenti della chiesa”, ha spiegato il portavoce della procura di Bruxelles, Meilleur. “Gli investigatori sono alla ricerca di documenti e di qualsiasi altra forma di prova, che potrebbero confermare dichiarazioni raccolte dalla procura”, ha aggiunto.

    Dopo l’Irlanda, la Germania, la Norvegia, gli Stati Uniti e l’Austria, nell’aprile scorso anche il Belgio viene scosso dallo scandalo dei preti pedofili con le dimissioni del vescovo di Bruges, il 73enne Roger Vangheluwe, che ha lasciato il suo incarico dopo aver ammesso di aver abusato di un ragazzo per anni. Lo scandalo – al pari delle accuse rivolte ai vertici della chiesa di aver coperto il crimine, che hanno coinvolto anche il primate André-Joseph Léonard, dall’inizio dell’anno a capo dell’arcidiocesi e presidente della conferenza episcopale belga – ha spinto la procura ad aprire un’inchiesta.

    https://www.repubblica.it/esteri/2010/06/24/news/dossier_pedofilia_in_belgio_procura_perquisisce_arvivescovado-5114514/