Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: belgio

  • Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    ROMA – Proseguono in Belgio le perquisizioni compiute dalle autorita’ inquirenti nell’ambito di quella che ormai viene chiamata ”l’Operazione Calice-bis”, l’indagine sui casi di abuso sessuale compiuti nell’ambito della Chiesa. L’agenzia della Conferenza episcopale belga (catho.be), citata dal Sir, riferisce che, dopo le ispezioni avvenute la scorsa settimana negli uffici di praticamente tutte le diocesi belghe (Malines-Bruxelles, Hasselt, Gand, Bruges, Tournai e Namur), le perquisizioni sono proseguite negli ordini, nelle congregazioni e comunita’ religiose del Paese.

    Gli inquirenti – secondo l’agenzia dei vescovi belgi – stanno indagando ”su eventuali casi di negligenza e non assistenza alle persone in pericolo in seno alla Chiesa”.
    25 gennaio 2012 | 13:02

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…belgio-1093934/

  • Belgio: preti pedofili, nuove perquisizioni della polizia

    Belgio: preti pedofili, nuove perquisizioni della polizia

    Bruxelles, 16 gen. – (Adnkronos/Dpa) – Nuove perquisizioni della polizia belga nell’inchiesta sui presunti abusi commessi dai preti a danno di minori. Secondo quanto riferito dai media locali, gli agenti, su mandato della magistratura nell’ambito dell’”Operazione calice”, hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. “Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono stati citati nelle dichiarazioni delle vittime”, ha spiegato, citata dall’agenzia di stampa Belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio della procura federale belga, sottolineando che l’operazione e’ “ad una fase importante”.

  • Preti pedofili. Belgio. Nuove perquisizioni in 3 diocesi, Indagini su 200 vittime e 87 azioni legali

    Preti pedofili. Belgio. Nuove perquisizioni in 3 diocesi, Indagini su 200 vittime e 87 azioni legali

    Bruxelles, 16 gen. – (Adnkronos/Dpa) – Nuove perquisizioni della polizia belga nell’inchiesta sui presunti abusi commessi dai preti a danno di minori. Secondo quanto riferito dai media locali, gli agenti, su mandato della magistratura nell’ambito dell’”Operazione calice”, hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. “Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono stati citati nelle dichiarazioni delle vittime”, ha spiegato, citata dall’agenzia di stampa Belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio della procura federale belga, sottolineando che l’operazione e’ “ad una fase importante”.

    La portavoce ha poi voluto chiarire che da parte della Chiesa cattolica – a differenza di quanto successe nel giugno del 2010, quando il Vaticano accuso’ le autorita’ belghe di comportarsi “peggio dei comunisti” – “c’e’ stata piena cooperazione, tutto e’ avvenuto in modo legale”. “Non abbiamo nulla da nascondere”, ha tenuto a sottolineare Clem Vande Broek, portavoce del vescovo di Hasselt.

    Nelle settimane scorse, una commissione interna istituita dalla Chiesa cattolica belga ha rivelato di aver ricevuto circa 500 denunce di abusi sui minori – tra loro persino un bambino di due anni – da parte dei preti. Alcuni di questi reati sarebbero stati commessi negli anni Sessanta e dunque sarebbero caduti in prescrizione, ma il mese scorso la Chiesa belga si e’ comunque detta pronta a pagare un risarcimento alle vittime tra i 2.500 ed i 25mila euro.

    16/01/2012

    Pedofilia: nuove perquisizioni in alcune diocesi del Belgio

    BRUXELLES – Nuove perquisizioni in alcune diocesi in Belgio nel quadro dell’operazione ‘Calice’ sugli abusi sessuali compiuti da preti. Su ordine del giudice istruttore Wim De Troy, la polizia federale si e’ recata nella diocesi di Anversa e Hasselt per acquisire nuovi elementi nell’ambito dell’indagine in corso. Le perquisizioni sono state confermate da un portavoce della conferenza episcopale belga, il quale ha detto che la diocesi di Anversa e’ stata autorizzata a conservare copie dei dossier sequestrati.
    16 gennaio 2012 | 14:14

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…belgio-1082705/

  • Belgio. Prete arrestato per pedofilia, Scandali senza fine

    Belgio. Prete arrestato per pedofilia, Scandali senza fine

    Pedofilia: nuovo caso in chiesa belga. Arrestato un sacerdote

    BRUXELLES, 29 DIC – Nuovo caso di pedofilia nella Chiesa in Belgio: l’ex parroco di Dinant (sud di Bruxelles) attualmente in pensione, e’ stato arrestato dopo che 10 vittime hanno denunciato abusi commessi tra il 1968 e il 2001.

    Secondo i media belgi, l’allora parroco di Dinant Marcel Colignon, avrebbe abusato di almeno 10 ragazzi tra i 13 e i 16 anni che frequentavano le attivita’ parrocchiali. Ma le vittime rischiano di essere molte di piu’, e la procura che indaga sul caso ha lanciato un appello perche’ vengano allo scoperto.

    ”Molti hanno paura di finire sulla stampa o si vergognano di raccontare i fatti”, ha detto il procuratore, dicendosi certo che vi sono altre vittime data l’ampio raggio temporale in cui si collocano gli abusi denunciati finora. Secondo il procuratore, il parroco aveva anche contattato alcune vittime per impedire loro di parlare.
    29 dicembre 2011 | 19:34

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…erdote-1066319/

     

  • Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    19/12/2011
    Ancora una bufera per la Chiesa olandese: il presule Philippe Bär, per dieci anni alla guida della diocesi di Rotterdam , accusato di supporto organizzativo a un’associazione pedofila
    GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

    Vescovo e capo di una «gang» di pedofili. Il presule Philippe Bär (che per un decennio ha guidato la diocesi più importante dei Paesi Bassi, dal 1983 al 1993) è sospettato di aver fornito supporto organizzativo ad un’associazione la cui finalità era quella di abusare sessualmente di minori. E di averne a sua volta fatto parte.

    Nel 1993 il capo della diocesi di Rotterdam lasciò improvvisamente il suo incarico per ritirarsi in nell’abbazia benedettina di Chevetogne, in Belgio. In Olanda la Chiesa è sempre più nella bufera. Dopo la deriva d’Irlanda, nel «clero infedele» si allarga il fronte olandese. Prima le conclusioni-choc della commissione indipendente sulla pedofilia (molestato un bambino su cinque entrato in contatto con istituzioni ecclesiastiche), adesso l’accusa di abusi sessuali rivolta al vescovo emerito di Rotterdam.

  • Belgio, indagini su più di cento preti sospettati per pedofilia

    Belgio, indagini su più di cento preti sospettati per pedofilia

    Le procure del Belgio stanno indagando su un centinaio di preti accusati di abusi sessuali su minori. Per reati spesso commessi parecchi anni fa. La lista è stata ricostruita proprio grazie alle informazioni raccolte con le perquisizioni effettuate nel palazzo episcopale di Malines e in altri uffici nel giugno del 2010. La maggior parte dei religiosi coinvolti vive nell’area nord, in particolare nelle Fiandre. Vatican Insider parla di preti “omosessuali”.

    http://www.uaar.it/news/2011/11/21/belgio-…-per-pedofilia/

    Belgique : la justice reçoit les noms d’une centaine de prêtres soupçonnés de pédophilie

    Publié le 19-11-11 à 17:10 Modifié à 17:23 par Le Nouvel Observateur avec AFP 4 réactions
    Un commission spéciale avait recueilli des centaines de témoignages, après des aveux de l’évêque de Bruges en avril 2010.

    Réagir

    Le parquet fédéral belge a communiqué aux parquets locaux du pays les noms d’une centaine de prêtres et religieux encore en vie soupçonnés d’actes pédophiles, souvent anciens, afin notamment de mieux les surveiller, rapporte samedi un quotidien belge.

    Selon le quotidien néerlandophone Het Laatste Nieuws, qui cite des sources judiciaires, il s’agit avant tout d’éviter qu’ils ne fassent de nouvelles victimes.

    La liste a été établie sur la base des données récoltées lors des saisies effectuées durant des perquisitions menées notamment au palais épiscopal de Malines, au nord de Bruxelles, siège de l’archidiocèse de Malines-Bruxelles, en juin 2010.

    Des données recueillies par une commission spéciale consacrée aux abus sexuels dans l’Eglise catholique belge, qui a rassemblé des centaines de témoignages, ont également été utilisées pour la confection de cette liste, précise le journal.

    Ces derniers mois, la liste a été complétée par des victimes d’abus sexuels qui ont relaté les abus sexuels dont elles avaient été victimes parfois des dizaines d’années auparavant.

    Ils exercent surtout en Flandre

    La plupart des religieux identifiés vivent dans le nord du pays, en Flandre, et tous les parquets flamands ont reçu des noms de prêtres suspects, a précisé le journal.

    Certains procureurs ont déjà clairement fait savoir aux religieux concernés qu’ils sont au courant de leur passé, selon la même source.

    A l’instar des Etats-Unis, de l’Irlande et de l’Allemagne, l’Eglise catholique belge a été éclaboussée par des scandales de pédophilie.

    Des centaines de témoignages ont été adressés à une commission spéciale, après les aveux de l’évêque de Bruges, Roger Vangheluwe, qui a démissionné en avril 2010 après avoir reconnu des actes pédophiles.

    Cette démission avait délié de nombreuses langues, principalement en Flandre.

    En septembre dernier quelque 70 victimes d’abus sexuels commis par des prêtres ont déposé une plainte collective devant le tribunal de Gand (ouest) contre les plus hautes autorités de l’Eglise catholique belge et le Saint Siège, qu’elles accusent d’avoir laissé faire, voire couvert des actes de prêtres pédophiles pendant des années.

    Le Nouvel Observateur – AF

    http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20111…pedophilie.html

    9/11/2011
    Belgio, 100 preti gay nel mirino della giustizia
    Una protesta contro gli abusi nella Chiesa

    Una protesta contro gli abusi nella Chiesa
    Sono sospettati di aver commesso in passato abusi sessuali. I loro nomi sono statti rivelati alle autorità locali
    La Giustizia belga ha identificato un centinaio di preti omosessuali sospettati di avere commesso abusi sessuali ed ha inviato i loro nomi a numerose autorità locali del Paese.

    Secondo quanto riporta la stampa nazionale, i reati commessi da queste persone – che per la maggior parte vivono nelle Fiandre – risalgono al passato, ma la Procura federale belga ha comunque deciso di rivelare le loro identità alle varie autorità locali. In questo modo, scrive la stampa belga, potranno sorvegliare i religiosi per assicurarsi che non commettano altri reati.

    La lista di nomi è stata messa a punto grazie alle informazioni raccolte durante alcune perquisizioni nell’ambito della cosiddetta ’Operazione Kelk’ contro la pedofilia nella Chiesa. Hanno contribuito a completare la lista, sottolinea la stampa, anche le stesse vittime degli abusi sessuali, le quali hanno parlato delle violenze subite – in alcuni casi – anche una decina di anni fa.

    Tutte le procure fiamminghe hanno ricevuto la lista dei nomi dei preti pedofili, «nessuna regione è stata risparmiata», hanno commentato fonti giudiziarie. E alcune di queste procure hanno già detto ai diretti interessati che sono al corrente del loro passato.

    Le parquet livre les noms de centaines de prêtres pédophiles aux autorités locales

    Le parquet livre les noms de centaines de prêtres pédophiles aux autorités locales

    La justice a identifié une centaine de religieux pédophiles encore en vie et la majorité d’entre eux vivent en Flandre.

    Redaction en ligne

    Publié le 19/11 à 10h37

    Les faits dont ils se sont rendus coupables sont anciens mais le parquet fédéral a communiqué les identités des religieux pédophiles aux diverses autorités locales. Ces dernières doivent veiller à ce que ces religieux ne fassent pas d’autres victimes, indique samedi le journal Het Laatste Nieuws.

    La liste des noms a été établie sur base des données récoltées lors des saisies effectuées pendant l’Opération Kelk – l’action judiciaire et les perquisitions menées notamment au Palais épiscopal – ainsi qu’auprès de la commission Adriaenssens.

    Ces derniers mois, la liste a été complétée par des victimes d’abus sexuels qui ont relaté les abus sexuels dont elles avaient été victimes parfois des dizaines d’années auparavant. Tous les parquets flamands ont reçu des noms de prêtres pédophiles.

    “Aucune région n’a été épargnée”, indiquent des sources judiciaires. Certains procureurs ont déjà clairement fait savoir aux religieux concernés qu’ils sont au courant de leur passé.

    http://www.lameuse.be/actualite/belgique/2…es-918620.shtml

  • Presunti abusi di un religioso, seconda puntata: Vaticano ‘ancora’ non ha risposto ad accuse de Le Iene

    Presunti abusi di un religioso, seconda puntata: Vaticano ‘ancora’ non ha risposto ad accuse de Le Iene

    03/11/2011
    La Presidente dell’Umbria ‘ancora’ deve dire se le strutture sono legate alla ASL locale.

    Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia

    Continua a essere sempre più inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano nonostante il secondo servizio diffuso dalla trasmissione Le Iene, ieri sera 2 novembre. Nell’inchiesta televisiva si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati, non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla .
    Eppure, è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la ASL per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante.

    http://www.radicali.it/comunicati/20111103…n-ha-risposto-a

    Presunti abusi sessuali in una comunità umbra – Volontaria parla ad Umbrialeft
    03/11/2011 – 16:46

    di Armando Allegretti

    PERUGIA – Dopo settimane dalla gravissima denuncia diffusa dalla trasmissione Le Iene sui presunti abusi subiti da alcuni ragazzi presso dei centri di accoglienza della regione, appare sempre più inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano.
    Nel servizio de Le Iene si accusa un sacerdote cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti di aver compiuto ripetute molestie e intimidazioni su persone bisognose di aiuto.

    Umbrialeft ha parlato più volte con la volontaria che si è impegnata e che continua a battersi per far si che questi abusi finiscano, la signora Claudia ha riferito che “nelle strutture dove sono ospitati questi giovani la situazione non è delle migliori, i ragazzi che entrano per poter essere in qualche modo riabilitati e reinseriti alla società sono vittime di soprusi, minacce e abusi da parte del sacerdote che li dovrebbe accudire e proteggere”.

    “Un ragazzo – continua – aveva già denunciato all’epoca con l’aiuto di una dottoressa l’accaduto al vescovo allora in carica e ad un altro sacerdote ma che nessun provvedimento è stato preso e che il sacerdote molestatore è ancora al suo posto”.

    A quanto pare il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati da tempo delle accuse non hanno nulla da dire. Occorre fare subito chiarezza su sull’argomento che rimane ancora preoccupante.
    Intanto, Le Iene ieri sono tornate sull’argomento con un altro servizio che a quanto pare non ha portato grossi frutti. Intanto Claudia ci ricorda di essersi “già recata a parlare con il Vescovo per informarlo dei fatti, circa 1 anno fa e poi di aver scritto una lettera dove lo informava dei fatti che succedevano nella struttura denunciando queste violenze verbali e sessuali sui ragazzi che non potevano difendersi” – perché continua – “spesso erano minacciati di esser cacciati via o addirittura denunciati alla Polizia per reati magari non commessi realmente”.

    Stranamente dall’incontro col Vescovo è emerso che le verifiche sull’argomento sono state fatte e non è emerso nulla di grave, cosa strana perché a quanto riferiscono i ragazzi in questione non sono stati mai ascoltati da nessuno in merito alle presunte violenze.

    Di cose non chiare in questa storia ce ne sono a cominciare da cosa ne pensa il Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo quanto suggerito da Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana alle condizioni di vita a cui sono sottoposti i ragazzi che entrano in queste comunità per ricevere un aiuto concreto.

    Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia un’indagine: «Voglio la verità»
    Dopo in servizi della trasmissione «Le Iene» istituita commissione. Il sacerdote nega tutto

    Scritto il 03/11/11 • Categoria: Attualità

    Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia unindagine: «Voglio la verità»

    Il sacerdote intervistato da Le Iene

    di Iv. Por.

    La Curia di Perugia istituisce una commissione di indagine sui presunti abusi di un religioso perugino nei confronti di alcuni giovani, che hanno raccontato i fatti alla trasmissione Le Iene di Italia 1.

    Il primo servizio La notizia era nell’aria da un paio di settimane, da quando la trasmissione Le Iene aveva mandato in onda testimonianze di tre ragazzi: un italiano, un tunisino e un camerunense emigrato in Belgio, che raccontavano di aver subito pesanti molestie da parte di un sacerdote. Benché non si facesse il nome né si indicasse la città (non sarebbe stata sporta nessuna denuncia) fin da subito si è diffusa la voce che si trattasse un sacerdote perugino molto conosciuto perché ai vertici di una serie di comunità benefiche che ospitano stranieri e tossicodipendenti.

    Il secondo servizio Mercoledì 2 novembre Le Iene sono tornate sul caso intervistando il sacerdote (guarda il video), il quale ha negato tutto. Ha detto di non ricordare gli episodi di cui viene accusato e neppure dell’intervento dell’allora vescovo, che sarebbe stato a conoscenza di alcuni episodi, inducendolo anche a chiedere scusa.

    Il vescovo vuole fare luce Ora a muoversi è l’attuale vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti. «A seguito di notizie diffuse dai media circa “presunti abusi di un religioso perugino” – si legge in una nota ufficiale – l’arcivescovo Mons. Gualtiero Bassetti ha costituito, in data 24 ottobre 2011, una Commissione diocesana d’indagine presso la Curia. In tal modo – prosegue – l’arcivescovo intende tutelare la reputazione dei presbiteri diocesani e religiosi e, al tempo stesso, raccogliere tutte le informazioni possibili da parte di persone che si ritenessero danneggiate da presunti comportamenti che nulla hanno a che fare con lo stato sacerdotale. E’ ferma intenzione dell’arcivescovo e della Curia diocesana, salvaguardata l’onorabilitą dei sacerdoti, appurare sempre e comunque la verità e tutelare tutte le persone che eventualmente abbiano subito offese nella propria dignità».

    A chi rivolgersi Le persone che intendano essere ascoltate dalla Commissione possono farne richiesta scritta, allegando una fotocopia del proprio documento di identitą e inviando il tutto a: Curia arcivescovile – Commissione diocesana d’indagine. Piazza IV Novembre, 6 – 06123 Perugia (Pg).

    Radicali all’attacco Sul caso andavano all’attacco i Radicali, con Mario Staderini, segretario nazionale, e Liliana Chiaramello, segretaria Radicali Perugia che, prima della nota, accusavano il «silenzio inquietante» di Curia e Vaticano. «Nell’inchiesta televisiva – scrivono – si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati, non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla» .

    Domande anche alla Regione «Eppure – proseguono Staderini e Chiaramello – è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la Asl per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante».

    http://www.umbria24.it/perugia-abusi-sessu…2%BB/66936.html

  • Belgio, test psicologici a seminaristi per prevenire tendenze pedofile

    Belgio, test psicologici a seminaristi per prevenire tendenze pedofile

    Dopo essere stata travolta dagli scandali su abusi sessuali, la Chiesa belga corre ai ripari. “Deve proteggere i propri bambini”, dice l’arcivescovo Leonard. Troppo poco per Van Steenbrugge, l’avvocato che difende le vittime
    La Chiesa cattolica belga ha deciso di sottoporre i suoi giovani seminaristi a test psicologici per prevenire eventuali tendenze pedofile. L’annuncio è del l’arcivescovo Andre-Joseph Leonard in persona, il capo della comunità. “La Chiesa deve fare un lavoro migliore per proteggere i bambini”. Questi test saranno accompagnati da incontri periodici con psicologi specializzati che seguiranno le tracce di un codice per prevenire gli abusi sui minori che sarà pubblicato a breve.

    Una decisione dettata anche dal ciclone di scandali che ha scosso il clero di quel paese, dopo che centinaia di casi di abusi commessi tra gli anni Cinquanta e Sessanta sono venuti a galla negli ultimi mesi. A fare luce sull’accaduto era stata la Commissione Adriaenssens, dal nome dell’omonimo psicologo Peter Adriaenssens che la presiedeva. Istituita nel 2000 dalla stessa Curia per investigare sugli abusi commessi nelle parrocchie belghe negli ultimi cinquant’anni, in pochi mesi di indagini, la commissione aveva raccolto 450 denunce di ex vittime di abusi commessi tra il 1960 e il 1985 da preti, insegnanti e capi di movimenti giovanili. Secondo il rapporto redatto dalla commissione, e poi finito su Internet, “la maggior parte delle vittime aveva all’incirca 12 anni”, “una ne aveva 2, cinque ne avevano 4, otto ne avevano 5 e dieci 7”. Sempre secondo il rapporto, 102 degli abusi sono stati commessi dai membri di una delle 29 congregazioni religiose presenti in Belgio. Tredici di queste vittime non hanno superato lo choc e si sono suicidate.

    Uno dei casi più scandalosi sollevati dalla commissione d’inchiesta nell’aprile del 2010 è stato quello di monsignor Roger Vangheluwe, oggi 74enne, ex-vescovo di Bruges, una delle più importanti diocesi delle Fiandre. Il prelato ha confessato di aver abusato sessualmente di suo nipote minorenne, sia quando era ancora sacerdote sia dopo la nomina vescovile. In quell’occasione l’arcivescovo Andre-Joseph Leonard, aveva dichiarato che “d’ora in avanti la Chiesa belga è impegnata in uno sforzo di trasparenza, voltando risolutamente pagina rispetto all’epoca, non così lontana, nella quale nella Chiesa come altrove si preferiva la soluzione del silenzio o del mascheramento”. Parole pesanti che molti hanno interpretato come una dura critica al suo predecessore, il cardinal Godfried Dannels, in pensione da soli pochi mesi.

    L’annuncio oggi di sottoporre i giovani seminaristi a test psicologici è stata accolta in modo tiepido da chi difende quotidianamente le ex vittime, come l’avvocato Walter Van Steenbrugge, che ha dichiarato al settimanale belga Le Vif/L’Express che “studiare il profilo psicologico dei futuri preti costituisce un minimo passo nella buona direzione ma non va oltre, perché la Chiesa non elimina i veri dogmi che sono alla base del problema, come il ruolo della donna e il celibato dei sacerdoti?”

    La decisione arriva qualche giorno dopo che un’associazione americana a tutela delle vittime dei preti pedofili ha chiesto alla Corte penale internazionale dell’Aja di incriminare Benedetto XVI e tre alti prelati del Vaticano (Tarcisio Bertone, Angelo Sodano e William Levada) per aver “tollerato abusi e molestie su minori”. Proprio questa associazione, Survivors Network of those Abused by Priests (Snap), e l’Ong per i diritti umani Center for Constitutional Rights (Ccr) si stanno apprestando a fare il giro delle principali capitali europee per “raccogliere informazioni utili” e “testimonianze di altre vittime”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23…edofile/159328/

  • Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano

    Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano

    Pedofilia: vittime degli abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano
    L’accusa: «Il Vaticano tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» di chi commette molestie sui minori

    MILANO – Le vittime di abusi sessuali nella Chiesa della organizzazione statunitense Snap hanno chiesto al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia di investigare contro papa Benedetto XVI e altri tre esponenti della gerarchia della Chiesa. L’accusa è di avere coperto gli abusi sessuali commessi da membri della Chiesa ai danni di minori. Il ricorso, fanno sapere le organizzazioni che lo hanno presentata, riguarderebbe anche il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano, e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede, cardinale William Levada.

    SENZA PRECEDENTI – A promuovere l’iniziativa – che non ha precedenti – davanti alla Cpi sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest). I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell’Aja un dossier di 80 pagine e hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario «poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero».

    LA VICENDA – Il ricorso, a quanto si è appreso, riguarda in particolare cinque casi di abusi sessuali avvenuti in Congo e negli Stati Uniti e commessi da prelati provenienti dal Belgio, dall’India e dagli Usa. Sarà ora il procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, a dover decidere se accogliere o meno il ricorso andando incontro al rischio di sollevare un acceso quanto delicato dibattito sul ruolo e le competenze della Cpi.

    INDAGINE – La speranza dei ricorrenti è che la Corte dell’Aja decida quanto meno di aprire un’indagine preliminare per verificare se il caso rientra sotto la sua giurisdizione. La Corte penale internazionale, organismo indipendente dall’Onu, è diventata operativa il primo luglio de 2002 e, in base al trattato costitutivo sottoscritto a Roma, viene chiamata a giudicare i presunti responsabili di crimini contro l’umanità e i genocidi. L’ultima iniziativa partita della Corte è stato il mandato d’arresto emesso nei confronti di Muammar Gheddafi.

    LA VICENDA- Nella denuncia si chiede alla Corte penale internazionale di «incriminare il Papa» per la sua «diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l’umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo».

    http://www.corriere.it/esteri/11_settembre…1be7b57bb.shtml

  • Il Belgio denuncia il Vaticano

    Il Belgio denuncia il Vaticano

    Decine di vittime dei preti pedofili presenteranno una denuncia contro la Santa Sede

    Sarà depositata il 16 settembre prossimo davanti al tribunale di Gand, Belgio, la denuncia collettiva contro il Vaticano di un gruppo di vittime dei preti pedofili. Lo scrive oggi il quotidiano De Morgen, citando il legale delle vittime, Christiane Mussche. L’avvocato sottolinea come la Santa Sede non sia riuscita ad intervenire anche dopo che sono emersi i casi di pedofilia nella Chiesa belga. Sarebbero più di 500 le storie di molestie emerse negli anni passati. “Ci sono state indicazioni del Papa di tenere quelle cose segrete, di stare in silenzio”, ha aggiunto Mussche accusando la Chiesa di una negligenza che sarebbe in conflitto con il diritto belga.

    LE VITTIME DENUNCIANO – Ma delle ottanta vittime che, all’inizio, erano pronte ad affrontare il processo civile, molte hanno già rinunciato, ha ammesso l’avvocato. Un effetto dissuasivo, ha spiegato Mussche, sarebbe stato provocato dalle affermazioni del senatore cristiano-democratico, Rik Torfs, esperto di diritto canonico, secondo il quale le vittime avrebbero poche possibilità di riuscita. “E’ uno scandalo – ha commentato l’avvocato – perché questo non è altro che ripetere l’intimidazione esercitata dalla Chiesa di cui le vittime hanno già sofferto”.

    LE TESTIMONIANZE – Lunedì scorso la conferenza episcopale belga ha affermato di essere intenzionata ad istituire una commissione per risarcire le vittime molestate molto tempo fa. Molte persone accusate degli abusi infatti non possono essere più processate. “Tutta la sicurezza della quale potevo godere nel corso della mia vita era svanita perché il sacerdote che ha abusato di me e del quale mi fidavo mi ha scosso nel profondo”, racconta oggi Walter Franckaert, una delle vittime. Jeroen Vyncke, 41 anni, lacrime agli occhi, dice di volere “una risarcimento per le opportunità professionali e i rapporti sociali persi”.

    IL VATICANO RESPINGE LE ACCUSE – I legali belgi sono intenzionati a seguire la strategia degli avvocati americani che difendono le vittime degli abusi del clero negli Stati Uniti. La denuncia per le molestie di un sacerdote di Milwaukee è stata notificata alla Santa Sede sfruttando i canali diplomatici degli States dopo che in Vaticano avevano in un primo momento rifiutato. Un’altra denuncia è stata presentata a Chicago il mese scorso. La citazione di Mussche sarà tradotta in italiano e consegnata in Vaticano. I legali della Santa Sede sostengono che le vittime non possono denunciare il Papa, perché protetto dall’immunità diplomatica. Allfermano che il Vaticano non può essere coinvolto in casi esteri perché è la diocesi locale non la sede mondiale, ad impiegare i sacerdoti.
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