Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Violenza sessuale su minore, sacerdote a processo

    Violenza sessuale su minore, sacerdote a processo

    E’ iniziato ieri mattina il processo contro l’ex vice parroco della parrocchia di Serina, accusato di violenza sessuale

    di MICHELE ANDREUCCI

    Serina, 8 marzo 2016 – Per cinque anni, dal 2001 al 2005, avrebbe abusato, palpeggiandola in più occasioni, di una ragazzina che all’inizio della vicenda aveva solo 6 anni (adesso ne ha 21). E’ iniziato ieri mattina, davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Antonella Bertoja, il processo contro don M.G., 40 anni, ex vice parroco della parrocchia di Serina, accusato di violenza sessuale. Il religioso, che attualmente si trova in un convento francescano fuori dalla Bergamasca, ha sempre respinto le accuse e non si spiega perchè la ragazza l’abbia denunciato.

    Quest’ultima, parte civile al dibattimento con l’avvocato Michele Olivati, ha sempre ripetuto al pm Gianluigi Dettori di aver subìto le attenzioni a sfondo sessuale dal periodo in cui frequentava le scuole elementari e fino al primissimo periodo delle medie. Il sacerdote all’epoca era il suo insegnante di religione a scuola ma anche vice parroco ecoordinatore dell’oratorio frequentato dalla ragazzina, i luoghi dove sarebbero avvenuti i presunti abusi. La 21enne si era decisa a parlare solo nel luglio del 2013, una settimana prima di compiere i 18 anni.

    Si era recata dai carabinieri colpita da un episodio: un amico che aveva sporto denuncia per un pugno preso in faccia. “Lui per una cosa del genere sì e io no?”, aveva rivelato ai militari. Aveva poi aggiunto di non aver detto nulla prima per paura di non essere creduta dai genitori, assai devoti. Ieri in aula sono sfilati i primi testimoni. Alcuni giovani, che frequentavano l’oratorio all’epoca dei fatti, hanno spiegato che l’ex viceparroco, durante le confessioni, era solito fare domande imbarazzanti, spesso di carattere sessuale. Una ex compagna alle elementari della presunta vittima, invece, ha spiegato di aver saputo fin da quando aveva 6 anni degli abusi che il prete avrebbe compiuto sull’amica. “Me l’aveva confidato lei, facendomi giurare però di non dire nulla a nessuno”.

    I due fratelli della presunta vittima, infine, hanno ricordato quando la sorella, che stava guardando la televisione con loro, era scoppiata a piangere durante un servizio sulla pedofilia. Secondo l’avvocato Roberto Bruni, la denuncia della ragazza sarebbe in diverse parti inverosimile. Per questo motivo il sacerdote non ha fatto ricorso a riti alternativi, ma ha preferito difendersi un aula nel corso del processo ordinario.

    http://www.ilgiorno.it/bergamo/violenza-sessuale-prete-1.1957463

  • Prostituzione minorile,  le prime ammissioni del parroco «Soffro per le famiglie dei ragazzi»

    Prostituzione minorile, le prime ammissioni del parroco «Soffro per le famiglie dei ragazzi»

    Interrogato dal gip don Diego Rota ha parlato di «profonda angoscia». L’ipotesi del patteggiamento. Anche altri indagati confermano gli incontri con i giovanissimi. Non si esprimono invece gli avvocati del vigile Egidio Bosio, in servizio a Boltiere

    Un interrogatorio di venti minuti, poi un breve scambio di opinioni con i suoi avvocati, Roberto Bruni e Alessandro Zonca, e l’allontanamento dal tribunale, scegliendo il retro, mentre i legali incontravano la stampa e i fotografi. Di fronte al giudice delle indagini preliminari di Brescia Alessandra Sabatucci, sono arrivate le prime ammissioni di don Diego Rota, 45 anni, parroco di Solza fino a mercoledì, quando gli è stata notificata la misura degli arresti domiciliari poi resa nota in serata da un comunicato della Curia di Bergamo. L’accusa, per il sacerdote e altre 10 persone agli arresti, di cui quattro bergamasche, è di prostituzione minorile, con una pena edittale prevista da 1 a 6 anni di reclusione.

    «Il nostro assistito ha collaborato rispondendo alle domande del gip — ha dichiarato l’avvocato Bruni all’uscita dal tribunale di Brescia —. Don Diego Rota prova grande angoscia per tutta questa vicenda». Parole che il parroco stesso ha rivolto al magistrato, prima di rispondere alle domande: «Provo profonda angoscia per tutta questa vicenda e in particolare per le famiglie dei ragazzi minorenni coinvolti». L’interrogatorio non sarebbe sceso troppo nello specifico dei sette episodi, o meglio dei sette incontri con due minorenni in occasioni diverse, contestati al sacerdote. Ma da parte dell’indagato ci sarebbe stata una sostanziale conferma del quadro accusatorio, un riscontro nemmeno troppo sfumato sui contenuti dell’inchiesta del pubblico ministero Ambrogio Cassiani e dei carabinieri.

    Il domicilio per gli arresti è intanto cambiato: don Diego Rota, di Colognola, non sta più nella casa della parrocchia di Solza dove ha svolto il suo ministero dal 2012 fino a settimana scorsa. È stato sostituito da un amministratore parrocchiale e anche la Curia ha ritenuto opportuno che la misura cautelare non venga scontata in quella stessa sede. Quanto alla strategia difensiva, è ancora presto per averne certezza, ma vista l’impostazione di ieri di fronte al gip, è verosimile che il sacerdote voglia riflettere su un patteggiamento.

    Per lui e per altri indagati sarebbe la strada più rapida per uscire da una vicenda delicata che fa scalpore e attrae attenzione mediatica. Un altro degli undici accusati, Pierluigi Rossi, 49 anni, di Bergamo, assistito dall’avvocato Luigi Villa, ieri ha sostanzialmente confermato gli incontri con i ragazzini nella zona di Seriate, che gli vengono contestati nella misura cautelare. Il gruppo di minori è il fulcro dell’inchiesta: dopo la denuncia partita dalla mamma di un componente del gruppo, nell’estate del 2014, gli altri amici sono stati ascoltati dai carabinieri e dal pubblico ministero, citando uno a uno tutte le persone finite sotto inchiesta. Collaborativi, ieri di fronte al giudice, anche Francesco Bellone, di Muggiò, 46 anni, Sergio Madureri, parmense di 59 anni e Renato Messina, di Vigevano, 52 anni. Restano invece avvolte dalla massima riservatezza le dichiarazioni di Egidio Bosio, vigile a Boltiere ed ex guardia di un istituto di vigilanza: «Evitiamo qualsiasi commento», ha dichiarato ieri il suo avvocato Matteo Anzalone, che lo assiste con la collega Eleonora Radaelli. Mentre Claudio Tonoli — già indagato per lesioni aggravate in un’altra inchiesta in cui gli si contesta di aver cercato rapporti sessuali non protetti nonostante la consapevolezza di aver contratto l’Hiv — ha respinto le contestazioni: «Mai avuto rapporti con quei ragazzi, c’è stato solo lo scambio di alcuni messaggi tramite WhatsApp».

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_16/prostituzione-minorile-prime-ammissioni-parroco-soffro-le-famiglie-ragazzi-660f4706-d486-11e5-8855-fe9a1275bf2e.shtml

  • “Pedofilia”, don Diego angosciato: dopo l’interrogatorio trasferito in comunità

    “Pedofilia”, don Diego angosciato: dopo l’interrogatorio trasferito in comunità

    E’ stato trasferito in una comunità bergamasca don Diego Rota, parroco 45enne di Solza, coinvolto nell’indagine della procura di Brescia, con dodici persone accusate di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet. 

    Dopo l’interrogatorio di lunedì 15 febbraio, il sacerdote ha ottenuto il permesso di scontare gli arresti domiciliari in una comunità religiosa, lontano dalla casa parrocchiale di Solza dove si trovava dal giorno del fermo, mercoledì 10 febbraio.

    Don Rota, difesa dall’avvocato Roberto Bruni, è stato collaborativo e ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari Alessandra Sabatucci. “Il parroco ha grande angoscia per questa vicenda, sia per sé stesso che per i ragazzini coinvolti”, ha aggiunto il suo legale.

    Oltre al parroco di Solza, i bergamaschi coinvolti sono: un agente di polizia locale in servizio a Boltiere, il 54enne Egidio Bosio, un allenatore di calcio di Treviglio, il 42enne Cristian Zilli, Pierluigi Rossi, 50enne assicuratore di Bergamo, Ettore Tucci, 40 anni di Bergamo, impiegato e volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio e Corrado Fumagalli, 48enne presentatore televisivo, che in passato ha condotto programmi riservati a un pubblico adulto. 

    Nei confronti di Fumagalli non è ancora scattata l’ordinanza di custodia cautelare in quanto il 48enne si trova in vacanza all’estero, in Brasile, da dove dovrebbe rientrare mercoledì.

    Al presentatore vengono contestati rapporti sessuali, avvenuti proprio nella villa del re dell’hard, nella sua sauna in particolare,  con quattro ragazzini tra i 15 e i 17 anni, portati a Pognano dopo un giretto all’Oriocenter. I minorenni lo definivano “il gay famoso” che “pagava bene”, faceva regali come una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter.

    L’inchiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza, Parma. Avviata nell’agosto dell’anno scorso dai carabinieri di Brescia e dalla Sezione di polizia giudiziaria, ha consentito di identificare quattro minorenni che avevano avuto rapporti sessuali a pagamento. I ragazzi stabilivano i contatti attraverso social e chat. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, come quello del cimitero di Bergamo o dell’Iper di Seriate, o in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche numerosi computer.

    Per tutti gli arrestati l’accusa è prostituzione minorile continuata. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre bresciana, che ha trovato sul cellulare del figlio 16enne alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con persone maggiorenni. Lo stesso ragazzino ha poi ammesso, e fatto il nome di alcuni amici che come lui avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat.

    Alcuni dei soggetti arrestati avevano anche fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione, pagavano dai 20 ai 100 euro oltre a fare alle vittime regali di vario genere. In un caso, ad esempio, anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

    Nell’inchiesta figura anche Claudio Tonoli, sieropositivo 56enne,arrestato già nelle scorse settimane dalla Polizia locale di Montichiari perché chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.

    http://www.bergamonews.it/2016/02/15/pedofilia-don-diego-angosciato-linterrogatorio-trasferito-comunita/215941/

  • Solza, arrestato don Diego Rota: sesso con minori, le intercettazioni

    Solza, arrestato don Diego Rota: sesso con minori, le intercettazioni

    Stupore, sgomento e profondo dolore. Confidiamo nella giustizia, vogliamo che tutto il cuore che la verità si affermi”. Questa la nota con cui la curia bergamasca ha replicato alla notizia dell’arresto di Diego Rota, giovane parroco – ha 45 anni – di Solza, piccolo Comune di meno di 2000 abitato che si trova nell’Isola, ad una quindicina di chilometri dal capoluogo.Don Diego tale più non è: immediatamente sospeso dal suo ruolo, ancora mercoledì. Ora in manette, accusato di sesso a pagamento con minorenni: come i suoi ‘colleghi’ di indagine, rischia fino a 6 anni di reclusione. Avrebbe partecipato a sette incontri, con due diversi ragazzi: li pagava 20 euro alla volta, fino alle decisione di regalar loro un cellulare.

    Si faceva chiamare Marco, per non destare sospetti, ovviamente non indossava mai il suo abito talare: la location prediletta per gli incontri sarebbe stata il cimitero di Seriate. Gli inquirenti hanno reso note alcune intercettazioni: ai due giovanissimi don Rota avrebbe regalato una coppia di smartphone, da 399 euro l’uno.

    I due ‘pezzi’ pregiati andavano ripagati però un po’ alla volta, in natura. “Per quante volte ancora lo dobbiamo fare gratis?”, chiedevano i ragazzi al prete. “In tutto sono 20 volte, ne abbiamo ancora 15. Ma se fai il bravo, e non mi bidoni come fai sempre, allora potrei scontartene qualcuna”. Venne quasi aggredito dal fratello di una delle due vittime.

    Li pagava 20 euro alla volta, li raggiungeva sempre a bordo di un potente Suv. Ora è agli arresti domiciliari, sostituito in parrocchia da un ‘commissario’ inviato dalla curia. Classe 1970, Diego Rota era arrivato a Solza nella metà del 2012. Prima di allora è stato parroco a San Pietro e San Gallo, e membro del consiglio presbiteriale diocesano di Bergamo.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/diego-rota-parroco-solza-minorenni-intercettazioni.html
  • Il parroco che adescava i ragazzini: «Dobbiamo farlo venti volte»

    Il parroco che adescava i ragazzini: «Dobbiamo farlo venti volte»

    Don Diego Rota, di Solza (Bergamo), ai domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile insieme ad altri dieci indagati tra cui un vigile e un allenatore. Gli incontri al parco, fuori dal cimitero e nel parcheggio del supermercato. I contatti su Badoo

    di Armando Di Landro (adilandro@corriere.it)

    Il sacerdote raggiungeva il piazzale di fronte al cimitero di Seriate a bordo del suo Suv Lexus, con i vetri scuri. E, secondo l’accusa, consumava lì, quando poteva, i suoi rapporti sessuali con due minorenni che vivono nella zona. L’allenatore di calcio, Cristian Zilli, di Treviglio, impiegato, sposato, avrebbe invece incontrato i ragazzini all’Oasi, sempre a Seriate, nel Parco del Serio. E il vigile Egidio Bosio, in servizio a Premolo e Boltiere, che dava appuntamento all’Iper, li avrebbe invece portati a casa sua, ad Albino.

    Il cliente malato di Hiv già arrestato

    È dietro il volto di un prete, don Diego Rota, 45 anni, di Solza (Il nuovo corso e la trasparenza della Curia di Riccardo Nisoli), e di altri uomini normali con un lavoro altrettanto normale, che si nasconde il giro di prostituzione tutto bergamasco svelato dall’inchiesta della procura e dei carabinieri di Brescia. Per 11 indagati, tutti agli arresti domiciliari, l’accusa è di prostituzione minorile, punita con pena da sei a dodici anni di reclusione. Tra loro anche un personaggio che ha già fatto parlare di se: il bresciano Claudio Tonoli, affetto da Hiv, arrestato nell’ambito di un’indagine della polizia locale di Montichiari per tentate lesioni e prostituzione minorile, perché cercava rapporti non protetti pur sapendo della sua patologia.

    Il «piano» dei ragazzini: «Così tiriamo in giro i gay»

    Ma c’è altro, nell’inchiesta bresciana, c’è la mercificazione del sesso da parte di minorenni bergamaschi, ragazzini altrettanto normali di 16 e 17 anni, che non vivono affatto in condizioni di precarietà ma accettano l’idea che per cambiare lo smartphone, o avere 100 euro in tasca, si possano avere rapporti orali, o completi, con «clienti» cinquantenni o poco più giovani. Tutto è nato da loro, i minori, in particolare da un ragazzo che passa l’estate del 2014 a Seriate, dal papà, mentre di solito sta dalla madre a Brescia. È lui a conoscere altri quattro bergamaschi della sua età (uno in realtà di origine ucraina) che frequentano più amici nella cittadina dell’hinterland. E sono loro a raccontargli di Badoo e degli incontri che si possono avere tramite quel sito. «Così tiriamo in giro i gay…», gli spiegano. Finché anche lui crea un profilo, conosce «Emil», in realtà il bresciano Francesco Zani, e riceve qualche regalo. Ma la mamma si accorge di messaggi sul telefonino da persone sconosciute , chiama i carabinieri, partono le indagini e poi il processo: «Emil» viene condannato. E i militari continuano a indagare, risalgono ai quattro ragazzini, studiano i loro profili di Badoo, spuntano tanti nomi.

    Quell’sms di don Diego: «Abbiamo appena cominciato»

    Don Diego Rota, sacerdote brillante e apprezzato a Solza, si fa chiamare «Marco». Gli vengono contestati sette episodi di rapporti consumati e un tentativo. In sei casi incontra uno dei bergamaschi, in due con l’ucraino. Due minori del gruppo sono anche fratelli. Uno chiede al sacerdote in un messaggio «ma quante volte lo dobbiamo ancora fare gratis?». E «Marco» risponde: «Abbiamo appena cominciato, ce ne hai per 15 volte su 20 pattuite. Se fai meglio e se non mi bidoni potrei scontarne qualcuna». Come se il «prodotto» acquistato prevedesse anche una certa soglia di gratuità.

    Pagati con pochi euro e telefonini

    Ma è dopo i rapporti con lui che il ragazzino si arrabbia, torna a casa, accenna a sfasciare mobili e altri oggetti. «Ha una lieve patologia», scrive il gip, in seguito ad accertamenti dei carabinieri all’ospedale Bolognini. E il fratello tentava di aiutarlo. Ma a Seriate, in luoghi diversi, arrivano anche l’allenatore dell’Acos Treviglio Cristian Zilli, il vigile in servizio a Boltiere e Premolo, Egidio Bosio, gli impiegati di città Ettore Tucci e Pier Luigi Rossi. Tutti in cerca di quei minorenni che, scrive il gip di Brescia, «rendevano nota in anticipo la loro età, senza mentire». Tutti – ma non si conosce ancora la loro versione difensiva (lunedì gli interrogatori di garanzia) – in cerca di rapporti orali da pagare con poche decine di euro o, nel caso del sacerdote, con un telefonino. I minori vedono le foto dei clienti nelle caserme dei carabinieri, e li riconoscono uno a uno. Ma in molti casi, secondo il giudice, pur essendo affidabili nei riconoscimenti, mentono sui rapporti che hanno avuto. Questione di vergogna, o di smarrimento.

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_12/parroco-che-adescava-ragazzini-dobbiamo-farlo-venti-volte-05a6d81a-d158-11e5-9819-2c2b53be318b.shtml

  • “Pedofilia”: arrestato il parroco di Solza

    “Pedofilia”: arrestato il parroco di Solza

    È la stessa Curia di Bergamo a informare di aver ricevuto nella mattinata di mercoledì 10 febbraio notizia di un procedimento giudiziario nei confronti di don Diego Rota, 45 anni, parroco di Solza e di dover quindi nominare un amministratore parrocchiale per garantire il servizio alla comunità dei fedeli di Solza.

    Su Don Rota, che si trova nella casa parrocchiale agli arresti domiciliari, peserebbe la grave accusa, da parte della Procura di Brescia, di adescamento di minori attraverso internet. E il suo arresto rientrerebbe in un’inchiesta avviata dai carabinieri di Brescia che vede coinvolte altre 10 persone, nelle province di Bergamo, Brescia, Monza, Pavia e Parma, tra loro anche un allenatore di calcio e un agente di polizia locale.

    Inchiesta avviata ad agosto 2015 e seguita in primis dal Pm Ambrogio Cassiani: secondo gli inquirenti quattro ragazzini tra i 16 e i 17 anni organizzavano, attraverso un sito social, incontri sessuali a pagamento (con soldi o regali) con  adulti consapevoli della minore età dei ragazzi. I rapporti sessuali avvenivano spesso in auto nei parcheggi dei centri commerciali ma a volte anche nelle abitazioni dei clienti indagati.

    “Le gravi accuse di cui è imputato don Rota – spiega in una nota monsignor Giulio Dellavite – suscitano nel Vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore. Desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno. Siamo consapevoli che situazioni di questo genere creano turbamento in molti e vogliamo con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino, confidando nell’opera di coloro che sono chiamati a garantirle. Sono molti i motivi che inducono la comunità credente ad una preghiera più intensa, alla quale ci disponiamo in questo momento”.

    Don Diego Rota, dopo l’ordinazione (10 giugno 1995) è stato vicario parrocchiale di Gorle (1995-2002), quindi parroco delle frazioni di San Pietro e San Gallo in San Giovanni Bianco.

    http://www.bergamonews.it/2016/02/10/pedofilia-arrestato-il-parroco-di-solza/215529/

  • Blitz anti pedofilia in Lombardia, 11 arresti: anche prete e malato Aids

    Blitz anti pedofilia in Lombardia, 11 arresti: anche prete e malato Aids

    Intercettati sms tra il sacerdote e alcuni minorenni. I ragazzini si presentavano come maggiorenni sui social network dove organizzavano gli incontri a pagamento

    Undici persone, tra cui un sacerdote della Bergamasca, un malato di Aids, un allenatore di calcio delle giovanili e un vigile urbano, sono state arrestate tra Lombardia ed Emilia con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni. L’operazione dei Carabinieri di Brescia, che ha portato a galla un’altra storia di pedofilia, ha interessato, oltre alla provincia di Brescia, quelle di Bergamo, Milano, Monza e Brianza e Parma.

    I ragazzi si presentavano come maggiorenni sui social network e, una volta stabilito il contatto, gli indagati avevano con loro rapporti sessuali in luoghi appartati in cambio di regali o piccole somme di denaro. Un arresto è stato eseguito anche in provincia di Pavia. E’ inoltre emerso che alcuni dei soggetti arrestati avrebbero fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione gli arrestati pagavano dai 20 ai cento euro oltre a regali di vario genere. In un caso anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

    Tra gli arrestati un malato di Aids – Tra gli undici arrestati c’è anche Claudio Tonoli, un 56enne arrestato già nelle scorse settimane dalla polizia locale di Montichiari (Brescia): affetto da Hiv chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.

    Il sacerdote via sms a un ragazzo: “Abbiamo appena cominciato” – Il prete coinvolto, don Diego Rota, che prestava servizio a Solza, ai ragazzi si presentava come “Marco”. Il primo incontro con loro è avvenuto presso il cimitero di Seriate, nella Bergamasca. Il sacerdote a due di loro il 10 settembre aveva regalato altrettanti telefoni cellulari che costavano complessivamente 399 euro. In uno scambio di sms intercettati un ragazzino chiede al sacerdote: “Ma quante volte lo dobbiamo ancora fare gratis?”. E don Diego Rota risponde: “Abbiamo appena cominciato, ce ne hai per 15 volte su 20 pattuite. Se fai meglio e se non mi bidoni sempre potrei scontarne qualcuna”.

    Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che il 28 ottobre il fratello di uno dei ragazzini aveva affrontato il sacerdote chiedendo come si chiamasse e il suo numero di cellulare. L’uomo aveva risposto Marco e fornito il numero. Il giovane che aveva avuto rapporti con il sacerdote, nel tentativo di allontanare il fratello, aveva manifestato “grande agitazione” e tornando a casa si era sentito male accusando una crisi di pantoclastia (l’impulso a rompere tutto) che aveva reso necessario l’intervento di un’ambulanza.

    La Curia di Bergamo: sgomento e dolore – La vicenda ha suscitato “nel vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore”, scrive la Curia di Bergamo sulla vicenda, che esprime alle famiglie interessate “la nostra vicinanza”.

    Una ventina gli indagati – L’inchiesta ha coinvolto venti persone: oltre agli undici arrestati, almeno altri dieci risultano indagati. Il sacerdote, l’allenatore e il vigile urbano risultano i soggetti maggiormente coinvolti. I tre sono tutti residenti in provincia di Bergamo. Non si conoscevano tra loro, ma frequentavano gli stessi ragazzini che conoscevano online.

  • Pedofilia, 11 arresti nel Nord Italia (tra cui un prete)

    Pedofilia, 11 arresti nel Nord Italia (tra cui un prete)

    Undici persone sono state arrestate tra Lombardia ed Emilia con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni. Tra di loro anche un sacerdote e un allenatore di squadre di calcio giovanili

    Ennesima retata contro la pedofilia in queste ore che ha coinvolto le provincia di Brescia, Bergamo, Milano, Monza, Pavia e Parma. I Carabinieri hanno scoperto un vero e proprio sistema in cui i ragazzi si presentavano come maggiorenni sui social network e, una volta stabilito il contatto, gli indagati avevano con loro rapporti sessuali in luoghi appartati in cambio di regali o piccole somme di denaro
    L’indagine, avviata nel mese di agosto 2015 e condotta da personale della Compagnia di Brescia nonché di quello della Sezione di polizia giudiziaria dell’Ufficio giudiziario inquirente, ha consentito di: identificare quattro minorenni, aventi età ricompresa tra i 16 ed i 17 anni, i quali, prevalentemente attraverso contatti acquisiti sul social network dedicato ad incontri online, organizzavano approcci con uomini consapevoli della minore età dei giovani, cui offrivano prestazioni sessuali dietro corrispettivo di denaro ovvero regalie di varia natura sia a bordo di autovetture presso parcheggi di centri commerciali e di luoghi di intrattenimento sia presso le abitazioni di alcuni degli indagati.

    Pedofilia, 11 arresti nel Nord Italia (tra cui un prete)

  • Violentò due prostitute: don Walter in isolamento nel carcere di Bergamo

    Violentò due prostitute: don Walter in isolamento nel carcere di Bergamo

    Il prete mantovano Don Walter Mariani, condannato a sei anni e due mesi di carcere per violenza sessuale nei confronti di due donne alloggiate nella comunità di recupero “La Casa di Ruth” nel primo pomeriggio di giovedì è stato rinchiuso nella casa circondariale di via Gleno

    Ha festeggiato il suo 73esimo compleanno nel modo peggiore, con il primo giorno di carcere per violenza sessuale su due prostitute. Il prete mantovano Don Walter Mariani, condannato a sei anni e due mesi per violenza sessuale nei confronti di due donne alloggiate nella comunità di recupero “La Casa di Ruth”, nel primo pomeriggio di giovedì è stato rinchiuso nella casa circondariale di via Gleno, ed è stato subito messo in isolamento.

    “L’avrebbe costretta a rapporti sessuali non solo a casa sua ma anche nell’abitazione del datore di lavoro e una volta perfino in ospedale, nella saletta colloqui del reparto infettivi, dov’era ricoverata”. Questa la testimonianza che era stata rilasciate in un’ aula di tribunale da Nela, 43enne badante romena, una delle vittime dell’ex parroco di San Leonardo, in provincia di Udine.

    Non solo, la donna – più volte in lacrime – aveva anche rivelato che don Walter – aveva cercato di corromperla: “nell’estate del 2008 le aveva dato appuntamento a Copparo, nel Ferrarese, offrendole tremila euro perché se ne andasse in Romania e tornasse solo dopo il processo”.

    Sono così finite giovedì pomeriggio le ore di attesa e di preghiera del prete, ospite da tempo in una casa di riposo in provincia di Bergamo, dove si era preparato alla lunga reclusione. Le violenze per le quali don Walter è stato condannato al terzo grado di giudizio, sono avvenute tra il 2004 e il 2006 su due giovani, una russa e una romena ospiti della Casa di Ruth per un programma di recupero di cui lui stesso era responsabile.

    Il processo di primo grado si era concluso con la condanna a cinque anni. La Corte d’appello di Brescia aveva inasprito la pena, portandola a sette anni e mezzo. Poi il ricorso in Cassazione, l’annullamento della condanna, il rinvio degli atti a un’altra sezione d’appello. Quindi la nuova condanna, questa volta confermata dalla Suprema Corte.

    E’ stato quindi respinto il ricorso degli avvocati del religioso, su cui pende tra l’altro un secondo capo d’accusa, con condanna da Ferrara, per “aver indotto una testimone, una ragazza che lo accusava di violenza, a dire il falso, offrendole tremila euro per ritrattare le accuse”.

    http://www.bergamonews.it/2014/03/07/violento-due-prostitutedon-walter-in-isolamentonel-carcere-di-bergamo/186620/

  • «Abusi, archiviazione per il prete» Ma spunta la condanna da novizio

    «Abusi, archiviazione per il prete» Ma spunta la condanna da novizio

    Il pm: reato prescritto per il sacerdote di Covo. Il precedente prima dei voti

    di Pietro Tosca

    Don Francesco Zappella, 56 anni, il sacerdote originario di Covo fu ammesso al seminario di Albenga pochi mesi dopo una condanna a 14 mesi di carcere per atti di libidine violenta su due ragazzini al di sotto dei 14 anni. Una pesante eredità del passato che è tornata a galla proprio nel momento in cui la procura di Savona ha richiesto l’archiviazione per l’episodio in cui il sacerdote era indagato per violenza sessuale. A settembre, infatti, don Zappella, parroco a Borghetto Santo Spirito in provincia di Savona, insieme a due sacerdoti sudamericani era stato segnalato alle autorità dell’Uruguay dall’onlus ligure «Rete L’abuso» per le presunte violenze commesse su un 29enne. Si sarebbero consumate nella missione di Treinta y Tres, nel 2005.

    Per raccogliere la testimonianza del 29enne l’associazione l’aveva fatto venire in Italia a proprie spese. Qui era stato ascoltato anche dal pm Giovanni Battista Ferro della procura di Savona che aveva poi aperto un fascicolo con l’ipotesi di violenza sessuale. Nei giorni scorsi, il magistrato ha però chiesto al gip l’archiviazione perché, oltre alla difficoltà di trovare riscontri (la presunta vittima è rientrata in Sudamerica), i fatti, essendo trascorsi più di 10 anni, sono prescritti. Il prete si è sempre detto innocente. Nelle indagini del pm, però, è emerso un precedente di «oggettiva gravità»: negli archivi di Stato di Torino è stata acquisita la sentenza di condanna di Zappella, del tribunale di Pinerolo, del 9 maggio 1991, a 14 mesi per atti di libidine violenti su due ragazzini con meno di 14 anni. I reati risalivano al periodo tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989. Allora il bergamasco era stato ammesso al noviziato dei padri Salesiani di Monte Oliveto (Pinerolo). Noviziato che Zappella aveva interrotto nell’agosto del 1989 per «motivi di salute».

    Nel 1991, quattro mesi dopo la condanna, però, era stato accolto nel seminario di Albenga dove poi è diventato sacerdote. L’intero incartamento è stato consegnato al vescovo coadiutore di Albenga, Guglielmo Borghetti, che a inizio dicembre è andato in procura con il vicario generale, monsignor Ivo Raimondo, per incontrare il pm Ferro. Documenti alla base del procedimento canonico che verrà avviato dalla diocesi. Il sacerdote dimissionario, il 9 dicembre ha lasciato definitivamente la parrocchia di Borghetto Santo Spirito annunciando di doversi sottoporre a un intervento all’anca in una struttura sanitaria al Sud. Poi rientrerà ad Albenga, ma a gennaio partirà ancora per l’Uruguay. Proprio dal Sud America potrebbero arrivare per lui nuovi guai. «Secondo i nostri contatti – dice Francesco Zanardi, portavoce dell’onlus Rete L’abuso – sarebbe stata presentata una nuova denuncia contro il sacerdote da parte di un 21enne con problemi psicofisici. Anche questo ragazzo avrebbe soggiornato nell’orfanatrofio gestito dalla missione di don Zappella».

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_11/abusi-archiviazione-il-prete-ma-spunta-condanna-novizio-a41b1024-a002-11e5-9e42-3aa7b5e47d96.shtml