Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Bolzano

  • Lo scandalo di don Seppia rende più forte CL

    Lo scandalo di don Seppia rende più forte CL

    Michele Tornabuoni – Più di uno scandalo, più di un caso imbarazzante. L’arresto di don Riccardo Seppia, sacerdote tossicodipendente e sieropositivo accusato di ripetuti abusi sessuali su minori, è una vera e propria bomba per la Chiesa cattolica italiana.

    Il primo e più ovvio motivo è che la vicenda del parroco di Sestri Ponente ha messo il dito nella piaga di una Chiesa, quella italiana, in netto ritardo rispetto sul problema della pedofilia. Tutte le Conferenze episcopali mondiali, in realtà, hanno adottate nuove misure di contrasto e prevenzione solo incalzate dalle denunce, dalle perquisizioni di forze dell’ordine e magistratura, dalla prospettiva di un danno economico dovuto quando ai risarcimenti pagati alle vittime quando – è il caso della Germania – alla fuoriuscita dalla Chiesa dei fedeli e dei loro contributi fiscali. Dall’anno scorso, però, è divenuto palese che quella degli abusi sessuali sui minori è una piaga strutturale che riguarda solo una piccola minoranza dei sacerdoti ma ha attecchito – ed è stata insabbiata – sistematicamente in tutti i paesi del mondo.

    Eppure, fino a pochi mesi fa, i vertici della Conferenza episcopale italiana minimizzavano, contestualizzavano, rimandavano l’adozione di un pacchetto di misure d’emergenza. Fino al caso di don Seppia. Prima del suo arresto, neppure le ripetute pressioni vaticane erano riuscite a smuovere di un millimetro la Conferenza episcopale italiana. Non c’era riuscito il “promotore di giustizia” della Congregazione per la Dottrina della fede, mons. Charles J. Scicluna, che già l’anno scorso aveva denunciato, su Avvenire, “una certa cultura del silenzio ancora troppo diffusa nella Penisola”. Non c’era riuscita la recente lettera circolare dello stesso dicastero vaticano a tutti i vescovi del mondo. Le uniche risposte erano nate dall’iniziativa personale di qualche singolo presule, come il vescovo di Bressanone e Bolzano Karl Golser, che ha visto il numero verde creato nella sua diocesi contattato anche da altre regioni d’Italia, tanto è carente il quadro generale delle misure anti-pedofili.

    Ma, dopo l’arresto choc di Seppia un rilancio, nel quartier generale della Conferenza episcopale a via Aurelia, viene ritenuto non più rinviabile. L’assemblea generale della Cei in corso in questi giorni a Roma è chiamato a discutere – non senza divergenze tra “riformatori” e fautori dello status quo – proposte come uno sportello diocesano per le denunce, una banca dati nazionale, un delegato Cei unico per tutto il paese, un più stretto controllo dei singoli vescovi da parte della stessa Cei. Nulla – è la promessa – dovrebbe essere più come prima.

    Perché – ed è la seconda ragione per cui il caso di don Seppia rappresenta uno spartiacque – Genova è la diocesi del presidente della Cei Angelo Bagnasco. Il quale, infatti, ha reagito immediatamente, sospendendo il sacerdote e recandosi nella sua parrocchia per confortare i fedeli. La vicenda, però, allunga un’ombra pesante. Nella Curia genovese si insiste sul fatto che Bagnasco sia caduto dalle nuvole. L’arresto, in effetti, è avvenuto all’improvviso, gli inquirenti sono incappati nel giro di sfruttamento sessuale del prete indagando su un traffico di stupefacenti. Più passano i giorni, tuttavia, e più emergono le testimonianze di chi – uomini di Chiesa e semplici fedeli – sospettava di don Riccardo già da tempo. Perché nessuno ha parlato? All’orecchio di Bagnasco non era giunta nessuna voce? E all’orecchio dei suoi predecessori? L’interrogativo attraversa come un brivido il corpo dell’episcopato italiano, perché, prima di Bagnasco, sono stati arcivescovi di Genova il cardinale Tarcisio Bertone (dal 2002 al 2006), attuale Segretario di Stato vaticano, il cardinale Dionigi Tettamanzi (1995-2002), arcivescovo uscente di Milano, il cardinale Giovanni Canestri (1987-1995) e il mitologico cardinale Giuseppe Siri, faro dei conservatori in Conclave, papabile per eccellenza, porporato che andò in pensione nel 1987, due anni dopo aver ordinato al sacerdozio don Riccardo Seppia.

    Il pasticciaccio brutto di Sestri Levante, allora, avvolge nel dubbio alcune delle figure di maggior spicco dell’episcopato italiano di ieri e di oggi. I dubbi potrebbero essere infondati, i diversi cardinali che si sono susseguiti a Genova potrebbero essere sinceramente all’oscuro delle accuse, o, comunque, potrebbero aver agito, negli anni scorsi, con una superficialità non superiore a quella che accomuna praticamente tutti i vescovi del mondo negli anni passati in un’adeguatezza nei confronti della pedofilia colpevole, sicuramente, ma altrettanto sicuramente in via di superamento. Ora, però, questi dubbi, magari utilizzati in malafede, rischiano di avere un impatto sugli equilibri interni all’episcopato italiano. E, ad esempio, cambiare il gioco di bilanciamento della corsa del cardinale legato al movimento di Comunione e Liberazione Angelo Scola per Milano, scoraggiata, tra gli altri, proprio da Bertone, Tettamanzi e Bagnasco.

    C’è poi un ultimo motivo per il quale la brutta storia di don Seppia rappresenta una bomba nella vita della Chiesa italiana. Sinora nessun caso aveva avuto tanta risonanza nel nostro paese. Neppure il caso del prete fiorentino Lelio Cantini, arrestato e ridotto allo stato laicale. Neppure il caso del sacerdote romano Ruggero Conti, di recente condannato in primo grado a diciotto anni dal tribunale di Roma. Ora l’arresto del prete genovese può essere utilizzato dai nemici della Chiesa per screditarla in diatribe meramente politiche. E’ già accaduto, negli anni scorsi. Quando, ad esempio, il Giornale della famiglia Berlusconi ha attaccato il direttore d’allora di Avvenire Dino Boffo per la sua presunta omosessualità; quando lo stesso quotidiano insistette sulla vicenda di padre Evaldo Biasini, soprannominato “don bancomat” per il ruolo svolto negli affari della “cricca” dei grandi appalti; quando Panorama dedicò un lungo servizio al giro dei preti gay di Roma. Articoli di giornale quando fondati quando meno fondati, scritti sicuramente con l’intento di informare, ma capaci anche di indebolire l’immagine pubblica di una Chiesa che aveva osato criticare il Presidente del Consiglio per le sue notti ardenti. Una Chiesa, soprattutto, largamente finanziata dai fondi dell’otto per mille che ogni anno i contribuenti le riservano.

    In Cei, dove i dati arrivano tramite il ministero delle Finanze con tre anni di ritardo rispetto alla dichiarazione dei redditi, l’allarme, per quanto riservatamente, è già alto. Si teme che l’affaire pedofilia faccia crollare il gettito, si iniziano a fare i conti con un bilancio decurtato, si ragiona su come rilanciare l’immagine della Chiesa. E il caso di don Seppia certo non aiuta.

    www.linkiesta.it/scandalo-don-seppia-rende-piu-forte-cl

  • Pedofilia: procura Bolzano apre fascicolo su prete sospeso Con l’ipotesi di reato di violenza sessuale su minori

    Pedofilia: procura Bolzano apre fascicolo su prete sospeso Con l’ipotesi di reato di violenza sessuale su minori

    30 marzo, 18:34

    (ANSA) – BOLZANO, 30 MAR – La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo nei confronti del sacerdote altoatesino, sospeso dalla curia. L’ipotesi di reato e’ di violenza sessuale su minori. Lo ha detto il procuratore di Bolzano Guido Rispoli. Ci sarebbero alcuni comportamenti ”discutibili” del sacerdote nei confronti dei bambini. Si tratterebbe di ”contatti”, avvenuti durante l’esercizio della sua funzione di sacerdote e insegnante. La segnalazione e’ partita dai servizi sociali della comunita’ comprensoriale ed e’ arrivata ieri in procura. (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/tre…1529355033.html

  • Bolzano: Pedofilia, Curia denuncia parroco Martin Steiner. La Procura: è innocente, PM chiedono archiviazione

    Bolzano: Pedofilia, Curia denuncia parroco Martin Steiner. La Procura: è innocente, PM chiedono archiviazione

    Padre Martin Steiner, prete dell’Ordine Teutonico, a due manifestazioni degli ultranazionalisti altoatesini (Schutzen) del 2006 e 2009:

    La diocesi di Bolzano in passato si è distinta per aver protetto e difeso alcuni preti pedofili

    1) don Giorgio Carli (condannato in Cassazione al risarcimento civile, reato prescritto), dice ancora messa, essendo stato reintegrato:http://laici.forumcommunity.net/?t=25579021

    2) don Hansjoerg Rigger, teologo condannato in primo grado e in appello per pedopornografia: http://laici.forumcommunity.net/?t=10663858

    3) don Peter Gschnitzer, che ha patteggiato per pedopornografia: http://laici.forumcommunity.net/?t=20509098

    4) Nel caso di don Alois Kranebitter, protetto dal vescovo Gargitter, è intervenuta la sospensione da parte del vescovo Golser:http://laici.forumcommunity.net/?t=38608151

    5) nel caso di una suora pedofila l’istituto in provincia di Bolzano ha risarcito la vittima con …. 1.500 €: http://laici.forumcommunity.net/?t=39571525

    Da notare che la diocesi ha da tempo invitato le v ittime a denunciare i preti alla diocesi (anziché alla magistratura): http://laici.forumcommunity.net/?t=36060993


    Pedofilia: curia sospende prete e lo denuncia alla procura
    La Diocesi: ”Decisamente dalla parte dei minori’
    30 marzo, 10:45

    (ANSA) – BOLZANO, 30 MAR – Un parroco altoatesino sospettato di ”inopportuni contatti” con alcuni bambini e’ stato sospeso dall’incarico e la curia stessa ne ha dato segnalazione alla procura. Il religioso sarebbe stato segnalato dai genitori di Vilpiano, un paesino nella valle dell’Adige fra Bolzano e Merano. ”Queste decisioni – sottolinea la curia – non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla Diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”.

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/tre…1529445522.html

    30-03-2011
    BOLZANO: DIOCESI SOSPENDE PARROCO VILPIANO, ANCHE DALL’INSEGNAMENTO

    (ASCA) – Bolzano, 30 mar – ”La Diocesi auspica che la questione si chiarisca al piu’ presto”. Cosi’ in una nota la curia diocesana di Bolzano e Bressanone, in merito lla notizia – ”appresa con grande rammarico” – di una segnalazione da parte di alcuni genitori nei confronti di p.

    Martin Steiner OT, parroco di Vilpiano. Nei giorni scorsi alcuni genitori hanno notificato per iscritto i timori che da parte del religioso ci siano stati inopportuni contatti con alcuni bambini, sia durante le lezioni di religione presso la scuola elementare di Nalles, che in parrocchia. ”La Diocesi, prendendo sul serio questa segnalazione e avendo come compito primario il bene dei minori, ha parlato con il religioso, con la Sovrintendenza scolastica e con il Superiore dell’ordine religioso; anche la Procura e’ stata informata”, si legge nella nota. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Vilpiano e’ stato informato dalla Diocesi che la Sovrintendenza scolastica ha sospeso p. Martin Steiner dall’insegnamento della religione, e che e’ stato temporaneamente esonerato dall’incarico di parroco. ”Per il momento sara’ il decano di Terlano, don Josef Leiter, a guidare la parrocchia di Vilpiano in qualita’ di amministratore parrocchiale. Queste decisioni non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla Diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”, afferma ancora la nota della curia. ”La Diocesi si impegna per una cultura attenta a promuovere una pedagogia che favorisca la crescita della personalita’ di ogni bambino e giovane. C’e’ comunque da tener in considerazione il fatto che nei quotidiani rapporti non si deve arrivare a colpevolizzare qualsiasi contatto fisico e occorre il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza”.

    www.asca.it/regioni-BOLZANO__DIOCES…O-594352–.html

    Abusi,prete sospeso e denunciato dalla diocesi

    Un parroco altoatesino sospettato di «inopportuni contatti» con alcuni bambini è stato sospeso dall’incarico e la curia stessa ne ha dato segnalazione alla procura.

    VATICANISTA DE LA STAMPA

    ”la diocesi auspica che la questione si chiarisca al piu’ presto”. cosi’ in una nota la curia diocesana di bolzano e bressanone, in merito lla notizia – ”appresa con grande rammarico” – di una segnalazione da parte di alcuni genitori nei confronti di p. martin steiner ot, parroco di vilpiano. nei giorni scorsi alcuni genitori hanno notificato per iscritto i timori che da parte del religioso ci siano stati inopportuni contatti con alcuni bambini, sia durante le lezioni di religione presso la scuola elementare di nalles, che in parrocchia. ”la diocesi, prendendo sul serio questa segnalazione e avendo come compito primario il bene dei minori, ha parlato con il religioso, con la sovrintendenza scolastica e con il superiore dell’ordine religioso; anche la procura e’ stata informata”, si legge nella nota. il consiglio pastorale parrocchiale di vilpiano e’ stato informato dalla diocesi che la sovrintendenza scolastica ha sospeso p. martin steiner dall’insegnamento della religione, e che e’ stato temporaneamente esonerato dall’incarico di parroco. ”per il momento sara’ il decano di terlano, don josef leiter, a guidare la parrocchia di vilpiano in qualita’ di amministratore parrocchiale. queste decisioni non sono anticipazioni di giudizio, ma vanno nella direzione intrapresa dalla diocesi che e’ decisamente dalla parte dei minori”, afferma ancora la nota della curia. ”la diocesi si impegna per una cultura attenta a promuovere una pedagogia che favorisca la crescita della personalita’ di ogni bambino e giovane. c’e’ comunque da tener in considerazione il fatto che nei quotidiani rapporti non si deve arrivare a colpevolizzare qualsiasi contatto fisico e occorre il giusto equilibrio tra vicinanza e distanza”.

    www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…ne=524&sezione=

    Vilpian: Pater Martin Steiner nach Vorwürfen entpflichtet

    Schwere Vorwürfe haben Eltern von Schülern der Grundschule Nals gegenüber Pater Martin Steiner, Pfarrer von Vilpian und Religionslehrer in Nals, erhoben.

    In einem Brief äußerten sie den Vorwurf, dass es sowohl während des Religionsunterrichtes als auch in der Pfarrei zu einer „Grenzverletzung“ von Seiten des Ordensmannes gegenüber Kindern gekommen sei.

    Konkret sprachen die Eltern von einer „Unterschreitung der körperlichen Distanz“, wie die Diözese Bozen-Brixen heute in einer Presseaussendung informiert. Die Diözesan-Leitung zeigt sich darin von den eingegangenen Vorwürfen betroffen.

    „Weil die Diözesanleitung diese eingegangenen Vorwürfe ernst nimmt und das Wohl der Kinder als primäres Ziel vor Augen hat, wurde bereits Kontakt mit dem Betroffenen, mit Schulamt und mit dem Ordensoberen aufgenommen. Auch die Staatsanwalt ist informiert“.

    „Keine Vor-Verurteilung“

    Der Pfarrgemeinderat von Vilpian sei von der Diözesanleitung darüber in Kenntnis gesetzt worden, „dass P. Martin Steiner vom Schulamt bis zur Klärung der Vorwürfe vom Religionsunterricht suspendiert worden ist und, dass er als Pfarrer vom Pfarrauftrag auf unbestimmte Zeit entpflichtet wurde. Bis auf weiteres wird Dekan Josef Leiter, Dekan von Terlan, als Pfarradministrator die Pfarrei Vilpian leiten“, schreibt die Diözesanleitung.

    Diese Entscheidungen seien keine Vor-Verurteilung, sondern zeugten vielmehr davon, dass es der Diözesanleitung darum geht, als Kirche sich ganz entschieden schützend vor die Kinder zu stellen.

    „Kultur des aufmerksamen Hinschauens“

    „Die Diözesanleitung setzt sich für die Pflege einer Kultur des aufmerksamen Hinschauens ein und fördert eine Pädagogik, die sich der Stärkung der Persönlichkeit jedes einzelnen Kindes und Jugendlichen verpflichtet weiß. Dabei gilt aber auch zu beachten, dass bei der Gestaltung von alltäglichen Beziehungen es nicht das pädagogische Ziel sein kann, dass Berührungen tabuisiert werden“, unterstreicht die Diözesanleitung.

    Die Frage nach der richtigen Balance zwischen Nähe und Distanz stelle in Erziehungs- und Bildungsprozessen eine dauernde Herausforderung dar.

    „Wir hoffen, dass die Vorwürfe und die Sachlage möglichst bald geklärt werden“, so die Diözesanleitung abschließend in ihrer Presseaussendung.

    Der 39-Jährige Pater Martin Steiner war 1999 zum Priester geweiht worden und seit 2006 als Gemeindepfarrer tätig

    Traduzione di Google:

    Vilpiano: Padre Martin entpflichtet Steiner in seguito ad accuse

    gravi accuse hanno sollevato i genitori degli alunni della scuola primaria di Nalles contro Padre Martin Steiner, parroco di Vilpiano e insegnante di religione di Nalles.

    In una lettera ha espresso la critica che vi era stata, sia durante l’insegnamento della religione e nella parrocchia di una “violazione di confine” da parte di un uomo religioso nei confronti dei bambini.

    In particolare, i genitori ha parlato di un “sotto la distanza fisica”, come la diocesi di Bolzano-Bressanone informato oggi in un comunicato stampa. La leadership diocesano dimostrato dal fatto colpiti dalle accuse ricevute.

    “Perché la leadership diocesano hanno ricevuto accuse sul serio e ha il benessere dei bambini come un obiettivo primario in mente era già in contatto con la persona in questione con le autorità scolastiche e ai Superiori religiosi. Il pubblico ministero è informato “.

    “No pre-condanna”

    Il consiglio parrocchiale di Vilpiano era stato informato della leadership diocesano consiglia, inoltre, “che era stato sospeso Martin P. Steiner, le autorità scolastiche a chiarire le accuse di educazione religiosa è e che era il parroco come ordine entpflichtet a tempo indeterminato. Fino a nuovo avviso, Dean Giuseppe è direttore, preside di Terlano a guidare la parrocchia come amministratore parrocchiale Vilpiano, “la leadership diocesano.

    Queste decisioni non sono pre-condanna, ma piuttosto ha testimoniato che la guida della diocesi si presenta come una chiesa stanno decisamente per la protezione contro i bambini.

    “Cultura della Guardando bene attento”

    “La leadership diocesana si impegna a mantenere una cultura di un attento monitoraggio e promuove una pedagogia che sappia rafforzare la personalità di ogni bambino e dei giovani richiesti. E ‘però anche importante notare che la progettazione dei rapporti quotidiani, non può essere l’obiettivo formativo che tocca sono tabù “, afferma la leadership diocesano.

    La questione del giusto equilibrio tra intimità e distanza in luogo di formazione e processi educativi una sfida permanente

    “Ci auguriamo che le accuse e la situazione risolti il ​​più rapidamente possibile”, la leadership diocesano ha concluso nel suo comunicato stampa.

    Il 39-anno-vecchio padre Martin Steiner è stato ordinato sacerdote nel 1999 e dal 2006 come parroco di lavoro

    www.stol.it/Artikel/Chronik-im-Uebe…en-entpflichtet

    30.03.2011 10:22
    Kinder belästigt: Schwere Vorwürfe gegen den Pfarrer von Vilpian
    Stellungnahme der Diözesanleitung

    apa (archiv)

    Bozen – Der Pfarrer von Vilpian, P. Martin Steiner OT, soll den Kindern sowohl im Religionsunterricht als auch bei den Tätigkeiten in der Pfarrei zu nahe getreten sein. Die Diözese hat auf die Vorwürfe der Eltern reagiert und den Priester vorübergehend vom Dienst suspendiert. In welcher Weise der Pfarrer den Kindern zu nahe getreten sei, ist noch nicht bekannt. In der folgenden Stellungnahme äußert sich die Diözesanleitung zu dem Fall:

    „Mit Betroffenheit hat die Diözesanleitung Vorwürfe besorgter Eltern gegenüber P. Martin Steiner OT, Pfarrer von Vilpian, zur Kenntnis genommen. Eltern haben in den vergangenen Tagen schriftlich den Vorwurf geäußert, dass es sowohl während des Religionsunterrichtes in der Grundschule Nals als auch in der Pfarrei zu einer „Grenzverletzung“ von Seiten des Ordensmannes gegenüber Kindern gekommen sei. Konkret sei es zur Unterschreitung der körperlichen Distanz gekommen.

    Weil die Diözesanleitung diese eingegangenen Vorwürfe ernst nimmt und das Wohl der Kinder als primäres Ziel vor Augen hat, wurde bereits Kontakt mit dem Betroffenen, mit dem Schulamt und mit dem Ordensoberen aufgenommen; auch die Staatsanwaltschaft ist informiert. Der Pfarrgemeinderat von Vilpian wurde von der Diözesanleitung darüber in Kenntnis gesetzt, dass P. Martin Steiner vom Schulamt bis zur Klärung der Vorwürfe vom Religionsunterricht suspendiert worden ist und dass er als Pfarrer vom Pfarrauftrag auf unbestimmte Zeit entpflichtet wurde. Bis auf weiteres wird Dekan Josef Leiter, Dekan von Terlan, als Pfarradministrator die Pfarrei Vilpian leiten.

    Diese Entscheidungen sind keine Vor-Verurteilung, sondern zeugen vielmehr davon, dass es der Diözesanleitung darum geht, als Kirche sich ganz entschieden schützend vor die Kinder zu stellen.

    Die Diözesanleitung setzt sich für die Pflege einer Kultur des aufmerksamen Hinschauens ein und fördert eine Pädagogik, die sich der Stärkung der Persönlichkeit jedes einzelnen Kindes und Jugendlichen verpflichtet weiß. Dabei gilt aber auch zu beachten, dass bei der Gestaltung von alltäglichen Beziehungen es nicht das pädagogische Ziel sein kann, dass Berührungen tabuisiert werden. Die Frage nach der richtigen Balance zwischen Nähe und Distanz stellt in Erziehungs- und Bildungsprozessen eine dauernde Herausforderung dar.

    So drückt die Diözesanleitung die Hoffnung aus, dass die Vorwürfe und die Sachlage möglichst bald geklärt werden.“

    Traduzione di Google:

    Parere della direzione diocesana

    APA (archivio)

    Bolzano – Il parroco di Vilpiano, P. Martin Steiner OT saranno i bambini, sia in materia di istruzione religiosa, nonché le attività in parrocchia è arrivato troppo vicino. La diocesi ha risposto alle accuse dei genitori e il prete temporaneamente sospeso dal servizio. In che modo il sacerdote aveva fatto un passo troppo vicino ai bambini non è ancora noto. Il seguente parere, l’opinione della dirigenza diocesana sul caso:

    “Con preoccupazione, la leadership diocesano ha sollevato accuse di genitori interessati a P. Martin Steiner OT, parroco di Vilpiano, nota. I genitori hanno nei giorni scorsi espresso per iscritto l’affermazione secondo cui vi era stata, sia durante l’insegnamento della religione a Nalles scuola primaria e nella parrocchia di una “violazione di confine” da parte dell’uomo religioso nei confronti dei bambini. In particolare, si è giunti al di sotto della distanza fisica.

    Poiché la diocesi ha ricevuto accuse che la gestione è seria e il benessere dei bambini ha come suo obiettivo primario in mente era già in contatto con la persona in questione con l’autorità di istruzione e ai Superiori religiosi, l’accusa è a conoscenza. Il consiglio parrocchiale della leadership Vilpiano diocesano stato messo al corrente che ha sospeso Martin P. Steiner, le autorità scolastiche a chiarire le accuse di educazione religiosa e che era il parroco come ordine entpflichtet a tempo indeterminato. Fino a nuovo avviso, Dean Giuseppe è direttore, preside di piombo Terlano, come amministratore parrocchiale, la parrocchia Vilpiano.

    Queste decisioni non sono pre-condanna, ma piuttosto di elementi di prova che la leadership diocesano si presenta come una chiesa stanno decisamente per la protezione contro i bambini.

    La leadership diocesana si impegna a mantenere una cultura di un attento monitoraggio e promuove una pedagogia che sappia rafforzare la personalità di ogni bambino e dei giovani richiesti. E ‘però anche importante notare che la progettazione dei rapporti quotidiani, non può essere l’obiettivo formativo che tocca sono tabù. La questione del giusto equilibrio tra la vicinanza e la distanza è in processi di istruzione e formazione una sfida costante

    Dom spinge la leadership diocesano, nella speranza che le accuse e la situazione risolti il ​​più rapidamente possibile “.

    www.suedtirolnews.it/wap/d/artikel/…ac91c7eb5bbc2d3

  • CHIESA: DIOCESI BOLZANO CONDANNA POSSESSO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO

    CHIESA: DIOCESI BOLZANO CONDANNA POSSESSO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO

    25-01-2011
    (ASCA) – Bolzano, 25 gen – La diocesi di Bolzano Bressanone condanna ”in modo assoluto” l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico. Lo afferma con una nota, commentando la sentenza di secondo grado di don Hansjorg Rigger. A Catania, infatti, il processo di secondo grado ha ridotto al sacerdote la condanna da un anno e sei mesi a un anno. ”Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna in seconda istanza di Hansjorg Rigger – si legge nella nota diocesana -. E’ nostra intenzione condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual e’ il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer. Don Hansjorg Rigger, che si e’ sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”. ”Naturalmente rispettiamo il giudizio del tribunale, tuttavia aspettiamo le motivazioni della sentenza e ci riserviamo la possibilita’ di ricorrere alla cassazione”, conclude la nota.

  • Pedofilia, prete condannato in appello

    Pedofilia, prete condannato in appello

    martedì 25 gennaio 2011

    La Corte d’appello di Catania ha sostanzialmente confermato la condanna dell’ex decano dello studio teologico accademico di Bressanone, Hansjoerg Rigger, accusato di possesso di materiale pedopornografico. In secondo grado la pena di 18 mesi, inflitta nel novembre 2007 dal tribunale di Siracusa, è stata ridotta a un anno. “Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna”, afferma la diocesi di Bolzano e Bressanone. Il sacerdote altoatesino era coinvolto nella inchiesta della procura di Siracusa contro la pedofilia. L’operazione denominata “Video prive” nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale. “E’ nostra intenzione – prosegue la nota – condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual è il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer”. La diocesi ribadisce, che “don Hansjoerg Rigger, che si è sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”.

    http://www.livesicilia.it/2011/01/25/pedof…ato-in-appello/

  • Bolzano. Abusi su 7 chierichetti. Condannato prete tedesco

    Bolzano. Abusi su 7 chierichetti. Condannato prete tedesco

    Prete pedofilo tedesco condannato per pedofilia in Alto Adige

    PRETE PEDOFILO CONDANNATO ALTO ADIGE – Condannato dalla Corte d’Assise di Aichach, un sacerdote tedesco è stato condannato dalla Corte d’Assise di Aichach, in Baviera, per abusi su sette chierichetti, avvenuti una decina di anni fa durante una colonia estiva in Alto Adige. Il parroco, che è stato rimosso dal suo incarico, è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale e 5.000 euro di risarcimento per ciascuna delle sue vittime.

    Scrive il quotidiano Augsburger Allgemeine, i fatti sono avvenuti in un albergo in Alto Adige. Il prete si è sdraiato nudo nel letto con i ragazzini, toccandoli nelle parti intime. Successivi abusi sono avvenuti sotto la doccia in una piscina. Le vittime avevano tra 8 e 12 anni d’età. Già nel 1999 un direttore di scuola aveva sollevato il terribile sospetto contro il parroco, che su ordine della diocesi era stato allontanato dai bambini. L’inchiesta penale è invece partita solo questa primavera sull’onda delle segnalazioni di abusi nell’ambito ecclesiale.

    http://www.direttanews.it/2010/12/01/prete…-in-alto-adige/

    Pedofilia: abusi in Alto Adige, condannato prete tedesco
    Fatti avvenuti una decina di anni fa durante colonia estiva
    01 dicembre, 12:03

    (ANSA) – BOLZANO, 1 DIC – Un sacerdote tedesco e’ stato condannato dalla Corte d’Assise di Aichach, in Baviera, per abusi su sette chierichetti. I fatti sono avvenuti una decina di anni fa durante una colonia estiva in Alto Adige. Il parroco, che nel frattempo e’ stato rimosso dal suo incarico, e’ stato condannato a due anni di carcere con la condizionale e 5.000 euro di risarcimento per ciascuna delle sue vittime. Altri fatti, giudicati piu’ gravi dall’accusa, sono andati in prescrizione. (ANSA).

    Traduzione da Tedesco verso Italiano
    Aichach
    Ex-prete condannato per abuso di ragazzi
    2010/11/29 14:10 orologio

    Aichach. Ha abusato sessualmente i chierichetti affidato viaggio in Sud Tirolo e nella piscina coperta. Il giudice giuria della gioventù di Aichach condannato l’ex-pastore della congregazione Schiltberg ora a una pena detentiva di due anni di libertà vigilata, ma solo la “punta dell’iceberg” – per cinque atti incriminati di sette figli (da otto a dodici anni) tra il 1994 e il suo ” improvvisa e volontario “ricordo, la Diocesi di Augsburg, nel 1999. Un “grande numero di reati più gravi” (procuratore Franz Wörz) della ex-ministro negli anni precedenti che sono stati giudicati in tribunale come gravi abusi sessuali restano impuniti, tuttavia – sono bloccate.

    Più di 20 anni, il sacerdote accusato nella cittadina della contea orientale. Chissà per quanto tempo sarebbe l’abuso di ragazzini ci andate così, se non “un coraggioso rettore nel 1999 le note di alcuni dei suoi studenti ha dato la fede e ha informato l’Ufficio della Pubblica Istruzione, avrebbe chiesto Giudice Dieter Gockel. La diocesi d’accordo, ma ha tratto le conclusioni, ma solo a un trasferimento interno – un compito senza alcun contatto con i bambini.

    L’ex ufficiale personale Josef Heigl aveva in quel tempo rispetto al nostro giornale e altri media, le accuse di abuso, sulle voci che circolano in paese, torna con forza. Nel corso dell’udienza di ieri è stato il parlare di “cover up” dagli ex dirigenti. L’inchiesta penale è arrivato solo nella primavera del 2010 al rotolo, come sempre più casi di abuso erano conosciuti dalla Chiesa cattolica. Su specifica richiesta di notizie Aichacher a marzo, la diocesi ha risposto tre giorni dopo fece un ultimatum pubblico: o il sacerdote appare a se stesso o la diocesi andare al procuratore. Una lettera da parte del clero, a “indagare” gli eventi avviati, quindi il procedimento penale. Il detective ha intervistato circa 30 testimoni le accuse.

    Il sacerdote di 65 anni, che è sospeso dalle sue funzioni da marzo, secondo il parere deve tutte le vittime (una decina), a versare € 5.000 ciascuno per danni. Inoltre vietato vittime da incidenti che non sono stati incriminati ieri, il giudice Gockel ha detto nel suo verdetto: “Il Paese è ancora la fede. Nel paese è anche la fiducia. Che è gravemente abusato. Si può sentire solo nelle dichiarazioni nei file, quanto dolore per la parte interessata, fino ad oggi su di esso “. Weil aveva dato il clero accusato in anticipo tutte le accuse e che i giovani di ieri risparmiato una dichiarazione in tribunale, ma ho la frase che serve carcere con sospensione della può essere così Gockel: “In uno studio, non potrebbero essere risolte con sospensione condizionale.” Il giudice giuria dei giovani ha sospeso il frase ben al di sopra della richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto la pena di un anno. In una prigione durata di due anni, il sacerdote avrebbe dovuto scontare la pena, non può essere sospeso. Come precedentemente segnalato, Gockel ha respinto nel mese di settembre, l’applicazione di penalità e l’ex ministro per il dibattito pubblico nella corte citata perché era “la frase come troppo bassa” considerazione.

    I reati, che sono stati pubblicati ieri l’atto d’accusa stavano giocando fuori per tutte le escursioni e campeggi. Di conseguenza, l’ex pastore messo in una guest house in Alto Adige ai ragazzi altrettanto nuda nuda in un letto matrimoniale e manipolato ai loro genitali per “suscitare sessualmente”. Quando viaggio di balneazione ha fatto per le docce comuni, cercando di lavare i bambini, e andò allo stesso modo verso l’altare – in alcuni casi, i ragazzi erano più le vittime. Alcuni bambini sono stati ripetutamente abusato.

    Per pubblico ministero, l’imputato Wörz “un danno enorme fatto”. Aveva fiducia solido dei bambini e dei genitori maltrattati. D’altro canto, il sacerdote aveva ammesso tutto, ha detto il procuratore. Ha difeso la pena, quindi una condanna senza processo “. E ‘stato progettato per proteggere le vittime e non la tutela del colpevole” Una frase è di un anno con la condizionale e dal punto di vista delle forze dell’ordine “al confine inferiore a risolvere”. In questo caso, ci è voluto un lungo periodo di tempo fino a quando la verità è venuta alla luce. Tuttavia, è stato un bene che mi sono trasferita in qualcosa società ora, “il procuratore ha detto:” non temere feriti, che loro non lo credo “.

    Il difensore Nicola Fackler ha detto che il suo cliente ha ammesso tutto ed è stato “dal 1999 con assoluta impunità”. Le opere erano su “back sono estremamente lungo” a 17 anni. Anche rispetto ad altri incidenti è stata una pena detentiva di un anno a caso, era l’avvocato. Il giudice giuria dei giovani d’accordo. giudice Gockel: “Se fosse poi stato incriminato, non c’erano pene detentive con la condizionale.” Da cristiano Lichtenstern

    La notizia originale, tradotta da google

    http://www.augsburger-allgemeine.de/Home/L…ageid,4492.html

    Aichach
    Ex-Pfarrer für Missbrauch von Buben verurteilt
    29.11.2010 14:10 Uhr

    Aichach. Er missbrauchte ihm anvertraute Buben sexuell beim Ministrantenausflug in Südtirol und im Hallenbad. Das Jugendschöffengericht in Aichach verurteilte den früheren Pfarrer der Gemeinde Schiltberg nun zu einer Haftstrafe von zwei Jahren auf Bewährung, aber nur für die „Spitze des Eisbergs“ – für fünf angeklagte Taten an sieben Kindern (acht bis zwölf Jahre alt) zwischen 1994 und seiner „plötzlichen und freiwilligen“ Abberufung, so die Diözese Augsburg, im Jahr 1999. Eine „Vielzahl von schlimmeren Straftaten“ (Staatsanwalt Franz Wörz) des Ex-Pfarrers in den Jahren zuvor, die vor Gericht als schwerer sexueller Missbrauch bewertet wurden, bleiben dagegen ungeahndet – sie sind verjährt.

    Über 20 Jahre war der Angeklagte Pfarrer in der Gemeinde im östlichen Landkreis. Wer weiß, wie lange der Missbrauch von kleinen Buben dort so weitergegangen wäre, wenn nicht „ein mutiger Rektor“ 1999 den Hinweisen einiger seiner Schüler Glauben geschenkt und das Schulamt informiert hätte, fragte sich Richter Dieter Gockel. Die verständigte Diözese zog zwar Konsequenzen, aber nur mit einer internen Versetzung – eine neue Aufgabe ohne Kontakt zu Kindern.

    Der frühere Personalreferent Josef Heigl wies damals gegenüber unserer Zeitung und anderen Medien die Missbrauchsvorwürfe, über die Gerüchte im Dorf kursierten, nachdrücklich zurück. In der Verhandlung war gestern die Rede von „Vertuschung“ durch die damaligen Verantwortlichen. Die strafrechtlichen Ermittlungen kamen erst im Frühjahr 2010 ins Rollen, als immer mehr Missbrauchsfälle bei der katholischen Kirche bekannt wurden. Auf eine konkrete Anfrage der Aichacher Nachrichten im März reagierte die Diözese drei Tage später mit einem öffentlich gemachten Ultimatum: Entweder der Priester zeigt sich selbst an oder die Diözese geht zur Staatsanwaltschaft. Ein Schreiben des Geistlichen, die Vorfälle zu „untersuchen“, löste dann das Strafverfahren aus. Die Kripo befragte rund 30 Zeugen zu den Vorwürfen.

    Der 65-jährige Priester, der seit März von seinen Aufgaben suspendiert ist, muss laut Urteil allen Geschädigten (etwa zehn) jeweils 5000 Euro Schmerzensgeld zahlen. Auch an Opfer aus verjährten Vorfällen, die gestern nicht angeklagt waren, betonte Richter Gockel in seiner Urteilsbegründung: „Auf dem Land ist noch Glauben. Auf dem Land ist auch das Vertrauen. Das haben Sie schwer missbraucht. Man spürt allein aus den Aussagen in den Akten, wie sehr die Betroffenen teilweise bis heute daran leiden.“ Weil der angeklagte Geistliche schon im Vorfeld alle Vorwürfe eingeräumt hatte und damit den jungen Männern gestern eine Aussage vor Gericht ersparte, habe die Verbüßung der Haftstrafe ausgesetzt werden können, so Gockel: „Bei einer streitigen Verhandlung wäre es nicht mit Bewährung abgegangen.“ Das Jugendschöffengericht blieb mit dem Strafmaß aber deutlich über dem Antrag der Staatsanwaltschaft, die wie beim Strafbefehl ein Jahr gefordert hatte. Bei einer Haftstrafe über zwei Jahre hätte der Priester die Strafe absitzen müssen, sie kann nicht mehr ausgesetzt werden. Wie berichtet, hat Gockel im September den Strafbefehlsantrag abgelehnt und den Ex-Pfarrer zur öffentlichen Verhandlung ins Gericht zitiert, weil er „die Freiheitsstrafe als zu niedrig“ erachtete.

    Die Straftaten, die gestern aus der Anklageschrift bekannt wurden, spielten sich alle bei Ausflügen und Freizeiten ab. Demnach legte sich der frühere Pfarrer in einem Gasthof in Südtirol nackt zu den ebenfalls unbekleideten Buben in ein Doppelbett und manipulierte an deren Geschlechtsteilen, um „sich sexuell zu erregen“. Beim Badeausflug gab er beim gemeinsamen Duschen an, die Kinder waschen zu wollen, und verging sich ähnlich an den Ministranten – in einigen Fällen waren mehrere Buben das Opfer. Einige Kinder wurden mehrmals missbraucht.

    Für Staatsanwalt Wörz hat der Angeklagte „enormen Schaden angerichtet“. Er habe massiv das Vertrauen von Kindern und Eltern missbraucht. Auf der anderen Seite habe der Priester alles eingeräumt, so der Staatsanwalt. Er verteidigte den Strafbefehl, also eine Verurteilung ohne Verhandlung: „Das diente dem Schutz der Opfer und nicht dem Schutz des Täters.“ Eine Strafe von einem Jahr auf Bewährung sei auch aus Sicht der Strafverfolger „an der untersten Grenze anzusiedeln“. In diesem Fall habe es lange gedauert, bis die Wahrheit ans Licht kam. Es sei aber gut, dass sich in der Gesellschaft jetzt etwas bewegt habe, sagte der Staatsanwalt: „Geschädigte müssen nicht mehr befürchten, dass ihnen nicht geglaubt wird.“

    Verteidiger Nikolaus Fackler betonte, sein Mandant habe alles zugegeben und sei „seit 1999 absolut straffrei“. Die Taten würden mit bis zu 17 Jahren „extrem lange zurückliegen“. Auch im Vergleich mit anderen Vorfällen sei eine Freiheitsstrafe von einem Jahr angemessen, befand der Rechtsanwalt. Das Jugendschöffengericht war anderer Ansicht. Richter Gockel: „Wäre er damals angeklagt worden, hätte es keine Freiheitsstrafe auf Bewährung gegeben.“ Von Christian Lichtenstern


    Aichach Ex-Pfarrer für Missbrauch von Buben verurteilt 29.11.2010 14:10 Uhr Aichach. Er missbrauchte ihm anvertraute Buben sexuell beim Ministrantenausflug in Südtirol und im Hallenbad. Das Jugendschöffengericht in Aichach verurteilte den früheren Pfarrer der Gemeinde Schiltberg nun zu einer Haftstrafe von zwei Jahren auf Bewährung, aber nur für die „Spitze des Eisbergs“ – für fünf angeklagte Taten an sieben Kindern (acht bis zwölf Jahre alt) zwischen 1994 und seiner „plötzlichen und freiwilligen“ Abberufung, so die Diözese Augsburg, im Jahr 1999. Eine „Vielzahl von schlimmeren Straftaten“ (Staatsanwalt Franz Wörz) des Ex-Pfarrers in den Jahren zuvor, die vor Gericht als schwerer sexueller Missbrauch bewertet wurden, bleiben dagegen ungeahndet – sie sind verjährt. Über 20 Jahre war der Angeklagte Pfarrer in der Gemeinde im östlichen Landkreis. Wer weiß, wie lange der Missbrauch von kleinen Buben dort so weitergegangen wäre, wenn nicht „ein mutiger Rektor“ 1999 den Hinweisen einiger seiner Schüler Glauben geschenkt und das Schulamt informiert hätte, fragte sich Richter Dieter Gockel. Die verständigte Diözese zog zwar Konsequenzen, aber nur mit einer internen Versetzung – eine neue Aufgabe ohne Kontakt zu Kindern. Der frühere Personalreferent Josef Heigl wies damals gegenüber unserer Zeitung und anderen Medien die Missbrauchsvorwürfe, über die Gerüchte im Dorf kursierten, nachdrücklich zurück. In der Verhandlung war gestern die Rede von „Vertuschung“ durch die damaligen Verantwortlichen. Die strafrechtlichen Ermittlungen kamen erst im Frühjahr 2010 ins Rollen, als immer mehr Missbrauchsfälle bei der katholischen Kirche bekannt wurden. Auf eine konkrete Anfrage der Aichacher Nachrichten im März reagierte die Diözese drei Tage später mit einem öffentlich gemachten Ultimatum: Entweder der Priester zeigt sich selbst an oder die Diözese geht zur Staatsanwaltschaft. Ein Schreiben des Geistlichen, die Vorfälle zu „untersuchen“, löste dann das Strafverfahren aus. Die Kripo befragte rund 30 Zeugen zu den Vorwürfen. Der 65-jährige Priester, der seit März von seinen Aufgaben suspendiert ist, muss laut Urteil allen Geschädigten (etwa zehn) jeweils 5000 Euro Schmerzensgeld zahlen. Auch an Opfer aus verjährten Vorfällen, die gestern nicht angeklagt waren, betonte Richter Gockel in seiner Urteilsbegründung: „Auf dem Land ist noch Glauben. Auf dem Land ist auch das Vertrauen. Das haben Sie schwer missbraucht. Man spürt allein aus den Aussagen in den Akten, wie sehr die Betroffenen teilweise bis heute daran leiden.“ Weil der angeklagte Geistliche schon im Vorfeld alle Vorwürfe eingeräumt hatte und damit den jungen Männern gestern eine Aussage vor Gericht ersparte, habe die Verbüßung der Haftstrafe ausgesetzt werden können, so Gockel: „Bei einer streitigen Verhandlung wäre es nicht mit Bewährung abgegangen.“ Das Jugendschöffengericht blieb mit dem Strafmaß aber deutlich über dem Antrag der Staatsanwaltschaft, die wie beim Strafbefehl ein Jahr gefordert hatte. Bei einer Haftstrafe über zwei Jahre hätte der Priester die Strafe absitzen müssen, sie kann nicht mehr ausgesetzt werden. Wie berichtet, hat Gockel im September den Strafbefehlsantrag abgelehnt und den Ex-Pfarrer zur öffentlichen Verhandlung ins Gericht zitiert, weil er „die Freiheitsstrafe als zu niedrig“ erachtete. Die Straftaten, die gestern aus der Anklageschrift bekannt wurden, spielten sich alle bei Ausflügen und Freizeiten ab. Demnach legte sich der frühere Pfarrer in einem Gasthof in Südtirol nackt zu den ebenfalls unbekleideten Buben in ein Doppelbett und manipulierte an deren Geschlechtsteilen, um „sich sexuell zu erregen“. Beim Badeausflug gab er beim gemeinsamen Duschen an, die Kinder waschen zu wollen, und verging sich ähnlich an den Ministranten – in einigen Fällen waren mehrere Buben das Opfer. Einige Kinder wurden mehrmals missbraucht. Für Staatsanwalt Wörz hat der Angeklagte „enormen Schaden angerichtet“. Er habe massiv das Vertrauen von Kindern und Eltern missbraucht. Auf der anderen Seite habe der Priester alles eingeräumt, so der Staatsanwalt. Er verteidigte den Strafbefehl, also eine Verurteilung ohne Verhandlung: „Das diente dem Schutz der Opfer und nicht dem Schutz des Täters.“ Eine Strafe von einem Jahr auf Bewährung sei auch aus Sicht der Strafverfolger „an der untersten Grenze anzusiedeln“. In diesem Fall habe es lange gedauert, bis die Wahrheit ans Licht kam. Es sei aber gut, dass sich in der Gesellschaft jetzt etwas bewegt habe, sagte der Staatsanwalt: „Geschädigte müssen nicht mehr befürchten, dass ihnen nicht geglaubt wird.“ Verteidiger Nikolaus Fackler betonte, sein Mandant habe alles zugegeben und sei „seit 1999 absolut straffrei“. Die Taten würden mit bis zu 17 Jahren „extrem lange zurückliegen“. Auch im Vergleich mit anderen Vorfällen sei eine Freiheitsstrafe von einem Jahr angemessen, befand der Rechtsanwalt. Das Jugendschöffengericht war anderer Ansicht. Richter Gockel: „Wäre er damals angeklagt worden, hätte es keine Freiheitsstrafe auf Bewährung gegeben.“ Von Christian Lichtenstern

  • Bolzano. «Avevo dieci anni e una suora mi costrinse a un rapporto sessuale»

    Bolzano. «Avevo dieci anni e una suora mi costrinse a un rapporto sessuale»

    BOLZANO (4 agosto) – Sarebbe stato molestato sessualmente da una suora quando aveva dieci anni ed era alunno di un istituto religioso altoatesino: tra le segnalazioni arrivate alla curia di Bolzano nell’ambito dell’iniziativa anti-pedofilia, c’è anche quella – come scrive l’Alto Adige – di un uomo, oggi quarantenne, che ha raccontato di aver subito violenza sessuale da un’istitutrice.

    All’epoca – racconta l’uomo al giornale – nessuno gli aveva creduto, ma dopo che la diocesi ha invitato i fedeli a raccontare gli abusi subiti, l’uomo ha preso coraggio e ha denunciato l’episodio, sul quale ora si stanno facendo verifiche. Una suora, la sua istitutrice, che, quando l’uomo era un bambino di appena dieci anni, lo avrebbe costretto ad avere un rapporto sessuale completo. «Quel giorno – afferma – morì la mia infanzia». L’ordine religioso in cui sarebbe avvenuta la violenza sessuale esiste ancora. Il reato, se realmente commesso, ormai è caduto in prescrizione. Il referente indipendente Werner Palla, nominato dal vescovo Karl Golser per verificare i presunti casi di pedofilia, si sta occupando del caso.

    http://www.ilgazzettino.it/nordest/bolzano/bolzano_avevo_dieci_anni_suora_mi_costrinse_un_rapporto_sessuale-178806.html

  • Preti pedofili, il vescovo di Bolzano in procura: “Segnalati 50 casi alla Diocesi”

    Preti pedofili, il vescovo di Bolzano in procura: “Segnalati 50 casi alla Diocesi”

    Preti pedofili, il vescovo di Bolzano in procura: “Segnalati 50 casi alla Diocesi”
    Colloquio tra Karl Golser e il procuratore Guido Rispoli: molti fatti sono ormai prescritti ma si farà comunque piena luce sulle accuse
    BOLZANO. Il tema degli abusi sessuali nelle istituzioni ecclesiali è stato affrontato a Bolzano in un incontro tra il procuratore capo Guido Rispoli ed il vescovo diocesano Karl Golser, dopo alcuni casi venuti alla luce di recente con il responsabile laico dei chierichetti di Bressanone arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di alcuni ragazzini.

    ”Nelle ultime settimane – ha detto il vescovo – sono arrivate circa cinquanta mail alla diocesi e un numero esiguo di segnalazioni mette a tema abusi sessuali su minorenni da parte di sacerdoti”.

    Alcuni episodi di abusi erano stati segnalati nei mesi scorsi sulla stampa di lingua tedesca, tanto che il vescovo aveva promosso un indirizzo e-mail sul sito della Curia per raccogliere segnalazioni e prendere gli opportuni provvedimenti.

    ”La Diocesi – ha detto Golser – si impegna a esaminare i presunti fatti accaduti in passato ed a fare piena luce sulle accuse. Si pone dalla parte delle vittime e mediante diverse iniziative contribuisce a creare un clima di dialogo”.

    ”I casi segnalati – si legge in una nota della Curia – risalgono a molto tempo fa. Anche se questi casi sono caduti in prescrizione, tuttavia le vittime hanno il diritto di essere ascoltate e insieme bisogna cercare la via per rielaborare tali esperienze traumatiche”.

    Nel colloquio sono state fornite informazioni ”nel caso che vi dovessero essere in futuro accuse fondate di abusi sessuali all’interno della Chiesa”, si legge nella nota. Golser ha tra l’altro auspicato una campagna di prevenzione nell’ambito della formazione dei religiosi.
    (20 aprile 2010)

  • LO SCANDALO PEDOFILIA

    LO SCANDALO PEDOFILIA

    10/4/2010 (7:54) – LO SCANDALO PEDOFILIA
    Nei palazzi vaticani l’incubo della talpa

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTA’ DEL VATICANO
    L’incubo nei Sacri Palazzi si è materializzato ieri mattina sotto le spoglie miti e ben conosciute Oltretevere di Victor Simpson, capo della redazione romana dell’agenzia americana «Associated Press». Un foglio in mano e una sola richiesta al portavoce vaticano padre Federico Lombardi e cioè se sia di Joseph Ratzinger la firma apposta alla lettera che entro poche ore dilagherà sui mass media mondiali. Ricevuta risposta affermativa ma nessun commento ufficiale, il peggiore dei timori della Santa Sede si è realizzato e con esso l’amara impressione che tra gli ecclesiastici rimossi da Ratzinger qualcuno abbia deciso di fargliela pagare passando le carte ai mass media. Da lì inizia una frenetica corsa contro il tempo per neutralizzare l’effetto devastante della rivelazione. «Con accanimento continuano i tentativi di coinvolgere Joseph Ratzinger nello scandalo della pedofilia», reagiscono in Curia. E assicurano che l’allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede consigliò prudenza (in tutti i sensi, non tanto verso il sacerdote quanto per i bambini) al vescovo di Oakland, monsignor John Cummins, che prospettava la necessità che un sacerdote sospettato di essere pedofilo venisse ridotto allo stato laicale. Nella missiva del 1985, Ratzinger consigliava «di avere la massima cura paterna» non tanto per il prete «quanto per le vittime e per i bambini che mai più avrebbe dovuto poter avvicinare». Il cardinale Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di «grande significato», ma suggeriva prudenza al vescovo sottolineando di considerare «il bene della Chiesa universale» e il «danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età» del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, cioè solo due anni dopo la lettera. Quella invocata dal futuro Pontefice risulta dunque, secondo la Santa Sede, «nulla più che un normale invito alla prudenza per vedere chiaro nelle cose prospettate dalla diocesi».

    Fermo restando che il sacerdote non veniva riammesso al lavoro pastorale, tema che comunque non era all’epoca di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che divenne competente su questi casi nel 2001. I tempi intercorsi si spiegano con la lentezza delle comunicazioni in quell’epoca. E non va confusa la rimozione di un sacerdote dall’incarico (all’epoca di competenza del vescovo locale) con la riduzione allo stato laicale che deve essere autorizzata dalla Santa Sede. Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi «non crede necessario rispondere a ogni singolo documento preso fuori dal contesto a proposito di singole situazioni legali» ma afferma che «non è strano che ci siano singoli documenti che hanno la firma del cardinale Ratzinger». Ma la lettera di Ratzinger non è l’unico caso a rimbalzare da oltre oceano ed è l’intero impianto difensivo della Santa Sede a vacillare sotto colpi tremendi. Il «New York Times» svela che il prelato che negli Anni Novanta istruì e avviò il processo canonico contro il prete accusato di aver molestato sessualmente 200 bambini sordomuti in Wisconsin, ha ammesso che gli fu ordinato di fermare il processo nel 1998, dopo una richiesta del Vaticano. E dal Canada il quotidiano «The globe and mail» lancia nuove accuse, riportando che la Santa Sede coprì padre Bernard Prince (incriminato per aver compiuto abusi sessuali tra il 1964 e il 1983) e che divenne, durante la sua permanenza a Roma, amico di papa Wojtyla. Ma non poi di Ratzinger che l’anno scorso decise la riduzione allo stato laicale di Prince, arrestato nel frattempo. A mettere sul banco degli imputati la Santa Sede, in questo caso, è una lettera scritta da monsignor Joseph Windle, vescovo di Pemroke, la diocesi di Prince. Nella missiva, inviata nel febbraio 1993 al nunzio apostolico in Canada, Carlo Curis, si fanno chiari riferimenti alla necessità di insabbiare la storia perché lo scoppio dello scandalo avrebbe potuto «avere conseguenze disastrose non solo per la Chiesa canadese ma anche per tutta la Santa Sede».

    Dall’Europa, intanto, la Chiesa scende in campo con una serie di iniziative sulla linea della «tolleranza zero» varata dalla Santa Sede: in Germania il vescovo di Erfurt ha annunciato di aver denunciato alla magistratura ordinaria un sacerdote che aveva ammesso abusi. E anche il clero italiano prepara il contrattacco: il vescovo di Bolzano segnalerà alla magistratura una serie di casi in attesa di vedere se tra questi ce ne sia qualcuno non caduto in prescrizione e quindi da perseguire. «Ora tutta la Chiesa deve stringersi attorno al Papa, altrimenti saremo tutti travolti».

  • Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”

    Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”

    Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”
    La posizione di Golser espressa in televisione nell’intervista con Lilli Gruber su La7. E sugli abusi sessuali ci sarà un vertice con il procuratore Rispoli
    di Gianfranco Piccoli
    BOLZANO. «Il celibato? Un grande valore e una grande disciplina, ma non è un dogma: se ne può parlare».
    Lo ha detto il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser, ospite su La 7 della giornalista altoatesina Lilli Gruber, conduttrice di Otto e mezzo. Secondo Golser, dunque, i tempi sono maturi per discutere il celibato sacerdotale. Quest’obbligo è dettato da una norma del Diritto Canonico che affonda le radici nell’XI secolo, ma non è un dogma di fede: in teoria può essere modificata. Infatti, lo stesso obbligo non è previsto per le chiese di rito orientale, che hanno una struttura normativa differente rispetto alle chiese latine.
    Il dibattito sul celibato sacerdotale è esploso con lo scandalo della pedofilia. E’ stato soprattutto il teologo svizzero Hans Kung, con una serie di riflessioni pubblicate anche su Repubblica, a spingere su questo tasto. Amico negli anni della gioventù di Ratzinger, Kung è stato successivamente allontanato dall’i nsegnamento della teologica cattolica proprio per le sue posizioni ritenute dalla Chiesa troppo «progressiste». L’accostamento tra pedofilia e celibato è un’equazione che è stata però respinta con forza dalla Chiesa («il problema nella società tocca indifferentemente celibi e sposati») e a metà marzo papa Benedetto XVI è intervenuto ribadendo la «sacralità» del celibato sacerdotale. Parole che qualcuno ha interpreato come una netta chiusura.
    Golser, che in passato ha collaborato con il Papa, non è nuovo ad interventi che si smarcano da quello che è comunemente ritenuto il pensiero dominante all’interno delle istituzioni ecclesiastiche. Aveva stupito, ad esempio, alla vigilia della nomina a capo della chiesa altoatesina, la sua apertura sulla tutela giuridica degli omosessuali, pur ribadendo un «no» deciso all’unione matrimoniale per i gay. Ora questa uscita sul celibato sacerdotale, che senz’a ltro farà discutere. Quella di Golser è una voce ascoltata: non va dimenticato che è presidente dell’Associazione dei teologi moralisti italiani. Da notare che un pensiero analogo a quello espresso ieri sera da Golser in tv è stato manifestato recentemente da Carlo Maria Martini, cardinale emerito di Milano e «pulpito» autorevole della Chiesa.

    Tornando alla pedofilia, alla Gruber Golser ha detto che «solo adesso la Chiesa Cattolica ha la conoscenza vera e propria che la pedofilia non può essere guarita. Prima si pensava che un sacerdote, se riconosceva di aver sbagliato ed era disposto a fare una terapia, potesse essere inserito in un’altra struttura pastorale. Oggi si sa che non è così e anche la Chiesa chiede la loro rimozione». Quanto ai casi dei sacerdoti omosessuali, Golser ha precisato: «Bisogna distinguere tra pedofilia e omosessualità, che invece non è una malattia. Per l’esercizio del sacerdozio, ciò che vale per eterosessuali vale anche per gli omosessuali, ovvero la capacità di vivere secondo le regole della Chiesa».
    Il vescovo ha anche annunciato che lunedì prossimo incontrerà il procuratore Capo della repubblica di Bolzano, Guido Rispoli. Un incontro che nasce dall’iniziativa avviata dalla Diocesi per raccogliere on-line le segnalazioni delle vittime (vere o presunte) di abusi sessuali da parte di rappresentanti della Chiesa cattolica in Alto Adige.
    La Procura ha apprezzato la scelta della Diocesi, ma anche ricordato che eventuali abusi vanno immediatamente segnalati alla magistratura, a meno che non ci si trovi di fronte ad episodi che palesemente sono caduti in prescrizione. «Fino ad ora ho riscontrato cinque-sei casi veri di abusi, su una cinquantina di segnalazioni pervenute sul nostro sito – ha detto il vescovo a La 7 – si tratta di vicende drammatiche risalenti a 30-40-50 anni fa, su cui le vittime oggi hanno bisogno di esprimersi». I tempi indicati da Golser, fanno ritenere che non ci saranno segnalazioni che potranno tradursi in inchieste.
    Rispoli ieri ha ribadito di apprezzare non poco l’atteggiamento di collaborazione della curia altoatesina: «Una volontà di dialogo che il vescovo Golser ha già dimostrato in passato», ha aggiunto il procuratore. I tempi del grande freddo scoppiato durante il caso don Carli sembrano davvero lontani
    (10 aprile 2010)