Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

    Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

    Roma – Istruttoria disposta da Mons. Filippo Iannone titolare del Dicastero dei Vescovi presso Città del Vaticano; che da giorni e’ in contatto con le Curie di Napoli ,Benevento e Pozzuoli, convocando ed interloquendo nelle forme canoniche ed anche in via confidenziale i rispettivi Ordinari ( i Vescovi titolari ) ed anche I Promotori di Giustizia,i Pubblici Ministeri presso le Curie relative .

    Quanto in conseguenza di una diffida proposta da Mario Rosario d’Orlando che ha sottoposto alla autorità canonica Vaticana la delicatissima questione riguardante il mancato ripristino della giustizia nei suoi confronti all’esito delle assoluzioni ricevute rispetto alle calunnie subite da un Sacerdote Beneventano e da un Diacono della Chiesa di Napoli, tra l’altro Carabiniere in servizio in Procura, entrambi condannati con Sentenza passata in giudicato.

    Sotto la lente d’ingrandimento la mancata esecuzione di quanto disposto dal canone 1341 del diritto canonico cioè la trasmissione degli atti , la notizia criminis obbligatoria, all’ufficio inquirente canonico, e questo sia da parte del Cardinale di Napoli che dal Vescovo Accrocca in partenza per Assisi con il nodo non sciolto del mancato ristoro da parte del suo Sacerdote di adeguato risarcimento a seguito di Sentenza di Condanna.

    In questi giorni attraverso il camionista ed esperto civilista l’avvocato Mircko Marchione del Foro di Santa Maria Capua Vetere darà protocollata Richiesta di risarcimento danni nei confronti del Sacerdote dei di calunnia senza mai avere rivelato il movente e soprattutto nei confronti della fantomatica Associazione Meter antipedofilia che senza rispettare alcun protocollo contribui’ alla pubblica gogna di Mario Rosario d’Orlando attraverso il suo delegato Beneventano che aveva Ufficio proprio nella Curia diretta da Accrocca che va detto in itinere dopo la condanna a due anni e due mesi inflitta al suo prete lo nomino’ Parroco e quindi anche Ufficiale di Stato civile.

    All’esame tutto il carteggio persecutorio della Curia Partenopea nei confronti di Mario Rosario d’Orlando all’esito del riscontro delle infondatezze delle accuse , tra le quali emerge Sentenza del GIP che afferma che Crescenzio Sepe ante esplosione mediatica conoscesse tutte le accuse contro il d’Orlando .Sarebbe gravissimo se fosse vero perché allora il complotto tra stampa Curia preti e testimoni falsi inquadrerebbe una ipotesi concorsuale diversa.

    Forse gli ignoti da identificare oltre al Diacono ed al Sacerdote Beneventano vanno ricercati in quegli ambiti. Ricostruire in Italia vecchie istruttorie alla luce di nuovi sviluppi oggi e’ un dovere più che una moda.

    Gratteri sarebbe l’uomo adatto per rivisitare una nuova Curia stampa connection.

    Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

  • Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Problemi psichici curati con un esorcismo che, vista la condanna definitiva, andò ben oltre la pratica per contrastare il demonio. Da due giorni è in carcere per scontare una condanna definitiva a tredici anni e mezzo di reclusione don Michele Barone, il prete sospeso a divinis, che nel 2018 fu arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.
    Il sacerdote curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni con problemi psichici. I fatti si verificarono a Casapesenna, in provincia di Caserta. Una vicenda giudiziaria complessa, che è giunta a conclusione in settimana con il pronunciamento della sesta sezione penale della Cassazione.

    Taormina: rispetto la sentenza ma non la condivido

    «La Corte Suprema ha stabilito che l’esorcismo è reato. Rispetto la sentenza ma non la posso condividere» ha commentato l’avvocato Carlo Taormina, che difendeva l’ex sacerdote casertano, che tra i suoi fedeli e amici aveva molti vip, tra cui Luciano Moggi e la moglie, Fabio Capello, Claudia Koll e Sara Tommasi.
    Con don Barone, sono stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione anche i genitori della ragazzina che, nel corso delle sedute di esorcismo, avrebbe subito abusi, violenze e lesioni.

    Pena superiore alla condanna di primo grado

    In primo grado, la pena inflitta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere fu di dodici anni, poiché i giudici non ritennero che le prove fossero sufficienti per l’accusa di abusi sessuali commessi anche nei confronti di due vittime adulte.
    A denunciare i fatti fu la sorella maggiore della vittima, che si accorse che quelle sedute esorcistiche fossero ben altra cosa e non avrebbero salvato la 14enne che i genitori ritenevano posseduta dal demonio.
    Dopo i fatti, don Barone fu sospeso a divinis dal vescovo di Aversa e rimosso da Papa Francesco, mentre l’Associazione Internazionale Esorcisti precisò che il sacerdote casertano praticava esorcismi senza alcun mandato e senza alcuna autorizzazione.
    «Il sacerdote in questione – scrisse l’associazione esorcisti – non è mai stato istituito esorcista da alcun Ordinario (Vescovo diocesano) a norma del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico né ad alcun titolo è mai stato membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti».

    «Legge contro l’esorcismo ma il Vaticano lo contempla»

    «A via Della Conciliazione – ha sottolineato l’avvocato Taormina – c‘è un palazzo intero in cui il Vaticano ancora oggi insegna le pratiche dell’esorcismo. Non è solo una questione tra diritto canonico e diritto penale italiano, ma una vicenda ben più ampia».
    Secondo il legale, c’è chi accetta l’intervento dell’esorcista «come si accetta che un chirurgo possa operare per curarci, ma mettendo a rischio la nostra vita. I giudici del merito hanno ritenuto vietati tutti i trattamenti esorcistici, configurando violenze e maltrattamenti a carico di genitori di una minore che, dopo aver tentato di far guarire la figlia minore con la medicina ufficiale, si erano rivolti ad un sacerdote abilitato all’esercizio degli esorcismi e accreditato dal vescovo della Diocesi e dall’esorcista ufficiale». Dopo il sigillo della Cassazione, don Michele Barone è stato arrestato e trasferito in carcere, prima a Santa Maria Capua Vetere in appoggio, poi a Vallo della Lucania, dove sconterà il residuo della pesante pena inflitta.

    https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_06/don-michele-barone-va-in-carcere-il-prete-esorcista-casertano-dopo-la-condanna-per-violenza-sessuale-e-maltrattamenti-88c1a413-e4a3-4b34-b7f6-660b0b65dxlk.shtml

  • Capua / Ercolano – Sacerdote abusa di disabile: condannato

    Capua / Ercolano – Sacerdote abusa di disabile: condannato

    Capua / Ercolano – “Andiamo a fare l’amore poi ti do il regalo”, è una delle frasi che spesso il parroco ripeteva alla vittima prima di appartarsi con lui. In altre occasioni spiegava al giovane casertano di non avere rapporti con donne altrimenti avrebbe combinato guai. E per rafforzare la sua malsana teoria lo convinceva gli diceva: “vieni che ti calmo io”.

    Per 5 anni, dal 2014 al 2019 ha abusato sessualmente di un ragazzo disabile all’interno di un istituto. La vittima è di Capua (difeso dall’avvocato Paola Santantonio), il suo “carnefice” è un sacerdote originario della provincia di Como ma da tempo residente ad Ercolano, in provincia di Napoli. Secondo la Procura della Repubblica Don Roberto Gerolamo Filippini attuava violenza sessuale continuata commessa nel centro Don Orione di Ercolano.

    Nel dettaglio, avrebbe abusato dello stato di inferiorità psichica di un ragazzo di Capua per violentarlo. A determinare la svolta nelle indagini l’incidente probatorio in cui la vittima, ha confermato le violenze sessuali inflitte da Filippini.

    I giudici del Tribunale di Napoli, esattamente il collegio della nona sezione, a conclusione di una lunga istruttoria dibattimento di primo grado, hanno riconosciuto il prete colpevole condannandolo alla pena di anni 8 e mesi 7 di reclusione. Risarcimento del danno a favore della vittima e pagamento delle spese processuali. E’ stato interdetto anche dai pubblici uffici. L’imputato è difeso dagli avvocato Licia Gianfaldone e Mario Acquaruolo.

    Capua / Ercolano – Sacerdote abusa di disabile: condannato

  • Abusi e violenza sessuale, invocata condanna choc per l’ex prete

    Abusi e violenza sessuale, invocata condanna choc per l’ex prete

    CASAPESENNA/MADDALONI. Si è tenuta ieri presso la Corte di Appello di Napoli la requisitoria del processo di secondo grado per Michele Barone, ex sacerdote della Diocesi di Aversa condannato in primo grado a dodici anni di reclusione per lesioni gravissime commesse nei confronti di una 13enne durante riti esorcistici.

    Il procuratore generale ha invocato 14 anni di reclusione per l’ex prete, difeso dall’avvocato Maurizio Zuccaro. Barone (libero dal 2021 dopo tre anni di detenzione) fu arrestato nel febbraio 2018 dalla Squadra Mobile di Caserta all’aeroporto napoletano di Capodichino, di ritorno da un viaggio religioso in Polonia, a Cracovia; era insieme ai genitori della minore di 13 anni, anch’essi arrestati.

    Dopo l’arresto, arrivò la sospensione del Vescovo di Aversa e infine la decisione di Papa Francesco di spogliare Barone dell’abito talare. Barone è rimasto in carcere fino al marzo del 2020, quindi è stato posto ai domiciliari, dove si trovata quando ha ricevuto la notizia della decisione dei giudici d’appello. Dal processo di primo grado è emerso che Barone e i genitori della 13enne – anch’essi condannati – credevano che quest’ultima fosse indemoniata, e così decisero di sottoporla a riti di esorcismo, che furono praticati dal prete allora in servizio al Tempio di Casapesenna, senza però alcuna autorizzazione.

    La Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordinò l’indagine aveva contestato a Michele Barone, originario di Casapesenna, anche la violenza sessuale ai danni di due donne maggiorenni (i pm chiesero 22 anni), ma il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha assolto (sentenza del 7 febbraio 2020) da questa accusa condannandolo per le lesioni provocate alla piccola 13enne e per maltrattamenti. Nella requisitoria di secondo grado è stata invece chiesta la condanna anche per questo reato.

    Abusi e violenza sessuale, invocata condanna choc per l’ex prete

  • Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

    Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

    Sparanise / Presenzano – E’ stato fissato il processo di Appello a carico di Don Gianfranco Roncone. Sarà davanti ai giudici del Tribunale di Napoli il prossimo dicembre 2024.

    Attraverso i suoi legali tenterà di ribaltare la sentenza subita in primo grado con cui è stato condannato alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione.

    Secondo i giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere non ha mai violentato alcun minore, né ha mai indotto alcun minore alla prostituzione. Possedeva, invece, materiale pedopornografico. Colpo di scena al termine del processo di primo grado a carico del prete Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano. Il giudice ha assolto l’imputato dalle accuse più gravi: il fatto non sussiste in merito alle accuse di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione di minori.

    Don Gianfranco Roncone è stato condannato alla pena di 1 anno e 6 mesi perché trovato in possesso di materiale pedopornografico. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere a carico del prete, Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano della diocesi di Teano Calvi Risorta. Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano originario e residente a Sparanise, finito sotto processo per abusi sessuali su minori, induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

    Le costituite parti civili rappresentate dagli avvocati Ernesto De Angelis e Luigi Scorpio; i difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

    Sparanise / Presenzano – Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

  • Abusi e violenza privata: chiesti 14 anni e mezzo in Appello per l’ex prete Michele Barone

    Abusi e violenza privata: chiesti 14 anni e mezzo in Appello per l’ex prete Michele Barone

    Casapesenna (Lucio Seneca). Il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli ha richiesto una pena più severa per Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna nella circoscrizione della Diocesi di Aversa, condannato tre anni fa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere per violenze e abusi durante riti esorcistici non autorizzati.

    Il Procuratore Generale ha chiesto infatti una condanna di 14 anni e mezzo di reclusione, due anni e mezzo a fronte della sentenza di primo grado, tenendo conto anche del reato di violenza sessuale che invece era stato escluso dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

    La condanna inflitta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere era stata di 12 anni di carcere per l’ex prete Michele Barone. Tuttavia, i giudici non ritennero provato il reato di violenza sessuale contestato a Barone nei confronti delle due vittime maggiorenni. Lo riconobbero colpevole di violenza privata, maltrattamenti e lesioni gravissime. La Procura aveva inizialmente chiesto una pena di 22 anni di reclusione per l’ex sacerdote del Tempio di Casapesenna.

    Anche per i genitori di una tredicenne di Maddaloni il Procuratore Generale ha chiesto la conferma della condanna di primo grado, ovvero 4 anni, in quanto ritenuti accusati di non aver impedito le violenze subite dalla figlia, poiché credevano che fosse “posseduta dal demonio“. Nel processo fu assolto un funzionario di polizia che nel frattempo è deceduto.

    https://www.casertanotizie.com/cronaca-giudiziaria/2023/09/16/abusi-e-violenza-privata-chiesti-14-anni-e-mezzo-in-appello-per-lex-prete-michele-barone/

  • Sacerdote di Presenzano condannato per possesso di materiale pedopornografico

    Sacerdote di Presenzano condannato per possesso di materiale pedopornografico

    Due anni fa scoppiò il caso: don Gianfranco denunciò alle forze dell’ordine di aver subìto un’estorsione da due giovani. Oggi, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, comune dell’Alto-Casertano, a un anno e mezzo di carcere con pena sospesa per possesso di materiale pedopornografico, assolvendolo però, perché il fatto non sussiste, dalla più grave accusa di violenza sessuale su un minore di 16 anni e dal reato di induzione alla prostituzione minorile nei confronti di un 17enne (entrambi gli adolescenti sono albanesi).

    La Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva chiesto per il prete (difeso dagli gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino) una condanna ad otto anni e sei mesi di carcere. Il sacerdote fu sospeso dalla Diocesi di Teano alla vigilia di Natale 2020 dopo l’apertura nei suoi confronti dell’inchiesta per abusi sessuali sui due minori (uno dei quali lo aveva denunciato dopo i fatti avvenuti nell’agosto 2020). Pochi mesi dopo, nell’aprile 2021, gli accertamenti della Procura e dei carabinieri di Capua portarono don Roncone agli arresti domiciliari, poi revocati nel successivo mese di agosto in seguito all’incidente probatorio che aveva messo faccia a faccia il prete con i suoi due accusatori; durante il confronto emersero infatti alcune difformità nel racconto da parte di una delle due vittime, così il gip sostituì i domiciliari con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Sparanise, paese di residenza del sacerdote.

    Oggi don Roncone è libero da ogni misura. L’indagine partì nell’agosto 2020 dopo che il parroco fu sorpreso da una pattuglia di carabinieri della compagnia di Capua in auto, in una zona isolata nei pressi del cimitero di Presenzano, in compagnia di due giovani. Nel corso delle indagini al prete fu sequestrato del materiale pedopornografico, per il quale è stato condannato.

    https://www.ilmattino.it/caserta/sacerdote_casertano_condannato_per_possesso_di_materiale_pedopornografico-7275365.html

  • VICINO A CASERTA, UN PRETE È FINITO AGLI ARRESTI DOMICILIARI PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

    VICINO A CASERTA, UN PRETE È FINITO AGLI ARRESTI DOMICILIARI PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

    E’ stata la frequentazione di un parroco del casertano a far scoprire ai carabinieri l’esistenza di una casa di prostituzione in un b&b nel Centro direzionale di Napoli. I militari della compagnia di Capua hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea, nei confronti di 4 indagati ritenuti gravemente indiziati dei delitti di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. […]

    Le indagini svolte dai carabinieri della Stazione Carabinieri di Vairano Scalo hanno avuto inizio nel mese di ottobre 2020 e sono terminate nel gennaio 2021; le attività investigative hanno consentito inizialmente di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di un prelato, parroco di Presenzano (Caserta), in relazione ai reati di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione nei confronti di diversi soggetti minorenni, condotte per le quali il parroco è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari ed è attualmente a giudizio innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

    La frequentazione da parte del parroco di un b&b nel Centro direzionale di Napoli ha diretto le indagini verso la struttura, facendo emergere come la stessa fosse gestita dagli indagati, gestori e dipendenti del centro, quale “casa di prostituzione” […]

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/sacerdote-cappella-fiamme-ndash-vicino-caserta-nbsp-345103.htm

  • Abusi su minore, chiesti otto anni di carcere per sacerdote

    Abusi su minore, chiesti otto anni di carcere per sacerdote

    (ANSA) – NAPOLI, 22 FEB – Otto anni e quattro mesi di carcere sono stati chiesti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, comune dell’Alto-Casertano, accusato del reato di violenza sessuale su un minore, all’epoca dei fatti 17enne.

    A don Roncone era contestato di aver abusato anche di un altro minore, ma per questo episodio la Procura ha invece chiesto l’assoluzione per non aver raggiunto la prova. Entrambi i ragazzi sono di origine albanese.

    Il processo si sta svolgendo nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti al collegio della prima sezione presieduto da Giovanni Caparco; si tornerà in aula l’otto marzo per le discussioni dei difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

    Il sacerdote fu sospeso dalla Diocesi di Teano alla vigilia di Natale 2020 dopo l’apertura nei suoi confronti dell’inchiesta per abusi sessuali sui due minori (uno dei quali lo aveva denunciato dopo i fatti avvenuti nell’agosto 2020). Pochi mesi dopo, nell’aprile 2021, gli accertamenti della Procura e dei Carabinieri di Capua portarono don Roncone agli arresti domiciliari, poi revocati nel successivo mese di agosto in seguito all’incidente probatorio che aveva messo faccia a faccia il prete con i suoi due accusatori; durante il confronto emersero infatti alcune difformità nel racconto da parte di una delle due vittime, così il gip sostituì i domiciliari con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Sparanise, paese di residenza del sacerdote. Oggi don Roncone è libero da ogni misura.

    L’indagine partì nell’agosto 2020 dopo che il parroco fu sorpreso da una pattuglia di carabinieri della compagnia di Capua in auto, in una zona isolata nei pressi del cimitero di Presenzano, in compagnia di due giovani albanesi.

  • Caserta, parroco sorpreso di notte al cimitero con due ragazzini: consumava rapporti in B&B e cinema porno

    Caserta, parroco sorpreso di notte al cimitero con due ragazzini: consumava rapporti in B&B e cinema porno

    Abusi sessuali su minori, induzione in concorso alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico. Sono queste le accuse a carico di Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, provincia di Caserta, ora a processo davanti alla Prima Sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

    La notte del 14 agosto 2020 Roncone venne sorpreso alla guida di una Madza 2 in compagnia di due ragazzi di origine romena di 18 e 16 anni, in una zona semi buia nei pressi del cimitero comunale di Vairano Patenora. I carabinieri, perquisendo i telefoni dei due, scoprirono le prove di una “relazione” tra uno di loro e il parroco.

    Secondo gli inquirenti, Roncone era solito consumare rapporti sessuali in B&B partenopei nei pressi della stazione ferroviaria o in sale cinematografiche di cinema porno, con ragazzi originari prevalentemente dell’Est Europa e dell’Africa. Sempre secondo i carabinieri, alcuni giovani erano soliti ricevere regali per le loro “prestazioni”.

    Un episodio di violenza sarebbe avvenuto anche in canonica, dove l’ex parroco avrebbe palpato il sedere di un ragazzo minorenne.

    https://www.lastampa.it/cronaca/2022/12/27/news/caserta_parroco_sorpreso_di_notte_al_cimitero_con_due_ragazzini_rapporti_in_bb_e_cinema_porno-12434861/