Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Abusi sessuali durante riti esorcistici, processo a don Michele Barone non cambia sede

    Abusi sessuali durante riti esorcistici, processo a don Michele Barone non cambia sede

    Caserta – Resterà al tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo che vede come imputato il sacerdote della Diocesi di Aversa Michele Barone – sospeso dal servizio – accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, tra cui una minore di 13 anni, durante sedute di preghiera e riti definiti esorcistici. Lo ha deciso il collegio presieduto da Maria Francica,che ha rigettato l’eccezione presentata dal legale di Barone, Carlo Taormina, che alla scorsa udienza aveva chiesto di spostare il processo ad aversa, in particolare al Tribunale di Napoli Nord, visto che a suo dire, il reato più grave, i maltrattamenti aggravati dallo sfregio permanente ai danni della 13enne, sarebbe stato commesso nella cappella del Tempio di Casapesenna, su cui ha giurisdizione Napoli Nord. I giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno invece affermato la loro piena competenza, dal momento che il reato di maltrattamenti aggravati si sarebbe consumato a Maddaloni, dove i genitori della 13enne avevano casa fino ad alcuni mesi fa.

    Con don Michele Barone sono imputati anche i genitori della vittima minorenne Cesare Tramontano e Lorenza Carangelo (assistiti da Giuyseppe Stellato, Claudio Sgambato e Umberto Pappadia), e il funzionario della Polizia di Stato Luigi Schettino (difeso da Carlo De Stavola), accusati di non aver impedito le violenze ai danni dell’adolescente; la Procura contesta a Schettino anche di aver fatto pressioni sulla sorella della minore affinché ritirasse una denuncia presentata contro il prete. Il collegio ha anche bocciato un’altra richiesta di Taormina, relativa alla tardività della querela presentata da un’altra vittima del prete, che lo ha denunciato per violenza sessuale. Lo stesso Taormina, e così i legali degli altri imputati, hanno poi chiesto di sentire la vittima 13enne, che è stata ascoltata solo dal pm con un assistente psicologico, e di risentire la sorella della piccola e le altre due vittime le cui dichiarazioni erano state raccolte durante l’incidente probatorio tenuto qualche settimana fa. Il collegio si è riservato e potrebbe decidere già nell’udienza del prossimo 17 luglio.

    https://www.anteprima24.it/caserta/abusi-riti-esorcistici-processo/

  • Processo all’esorcista, la Chiesa grande assente

    Processo all’esorcista, la Chiesa grande assente

    La Diocesi non si costituisce contro don Michele Barone. L’avvocato Taormina chiede il rinvio del processo al tribunale di Napoli Nord

    E’ la Chiesa la grande assente al processo a carico del sacerdote del Tempio di Casapesenna don Michele Barone, accusato di maltrattamenti, commessi durante medievali pratiche esorcistiche, nei confronti di una ragazzina di 13 anni e di violenza sessuale, nei confronti di almeno altre due ragazze.

    Stamattina, dinanzi il collegio presieduto dal giudice Francica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è celebrata la prima udienza a carico del prete (assente in aula), del commissario di polizia Luigi Schettino, del commissariato di Maddaloni, e dei genitori della minorenne maltrattata, anche loro di Maddaloni.

    LE PARTI

    Nel corso del processo di oggi si è assistito alla costituzione delle parti. Oltre agli imputati – difesi dagli avvocati Carlo Taormina (per don Barone), Carlo De Stavola (per Schettino), Giuseppe Stellato e Gennaro Ciero (per i genitori della ragazzina maltrattata) – è stata ammessa la costituzione delle parti civili tra cui le due ragazze violentate (rappresentate dagli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini), la sorella della ragazzina picchiata che sporse la denuncia (scortata in aula da due poliziotti) ed appunto la minorenne che ha subito le lesioni da parte di don Michele Barone. Assente la chiesa che non si è costituita al processo.

    “SCARCERATE DON BARONE”

    E’ stato l’avvocato Carlo Taormina a reiterare l’istanza di scarcerazione per il proprio assistito don Michele Barone, ancora detenuto al carcere di Vallo della Lucania, dopo la mancata risposta di una precedente richiesta di revoca della misura restrittiva o, in subordine, la sostituzione con la misura meno afflittiva dei domiciliari.

    LA QUESTIONE TERRITORIALE

    Successivamente Taormina ha sollevato l’eccezione dell’incompetenza territoriale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sostenendo la tesi della competenza di Napoli Nord in quanto il reato più grave (quello al capo A della rubrica e relativo i maltrattamenti con lesioni permanenti ad un orecchio a carico della ragazzina) è stato commesso a Casapesenna.

    Tesi a cui si è opposta la Procura con i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, oltre all’aggiunto Alessandro Milita, sostenendo la continuazione di una condotta avviata a Maddaloni (rientrante nei territori di competenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere) dove abitava la ragazza, e proseguita a Casapesenna dove, tra l’altro, la bambina si era trasferita insieme ai genitori proprio su “ordine” di don Barone. Il collegio si è riservato la decisione per la prossima udienza, fissata all’inizio di luglio.

    Per quell’udienza Taormina solleverà una nuova eccezione (come annunciato a margine della seduta di oggi) sulla tarditìvità della querela di una delle ragazze che hanno denunciato il prete per violenza sessuale.

    http://www.casertanews.it/cronaca/processo-prete-don-michele-barone-casapesenna.html

  • ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

    ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

    “La stampa vuole distruggerlo”, dicono dall’Irlanda e dall’Inghilterra i fedeli di don Michele Barone. E’ dipinto come un uomo buono, carismatico, caritatevole dagli adepti oltremanica; un santo capace di farsi carico dei problemi dei malati, un uomo misericordioso. E centinaia di lettere venivano consegnate nelle mani della sua collaboratrice irlandese perché, in tanti, considerano il prete casertano un intercessore tra i fedeli e la Madonna. In ogni pratica, la richiesta di grazia e una somma di denaro. Molti soldi visti da una delle adepte italiane che ha accompagnato il prete in uno dei periodici viaggi in Irlanda. Le banconote erano così tante da creare troppo volume per il viaggio di ritorno in Italia così “una donna che Barone conosceva da tempo glieli cambiò in banconote da 500 euro”, si legge nei verbali. Molto denaro che don Michele diceva indirizzare alla Casetta di Nazareth.

    Si amplia dunque, nella ricostruzione dei pm, il raggio d’azione del sacerdote, e si apre uno nuovo scenario.Le ultime novità d’oltremanica emergono invece dalle recenti testimonianze raccolte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che indaga sul sacerdote arrestato per maltrattamenti su minori e violenza sessuale. Il nuovo ×lo intessuto dagli investigatori porta alla chiesa di Clarinbridge, dove c’era una nutrita comunità di adepti di don Michele, l’esorcista abusivo che per anni è riuscito a nascondere al suo vescovo le preghiere di benedizione che si tenevano a pochi chilometri da Aversa e di cui erano a conoscenza centinaia di fedeli in tutta la Campania.

    Le testimonianze agli atti saranno usate nel corso del dibattimento, al via tra tre settimane, e probabilmente anche la collaboratrice irlandese del sacerdote sarà chiamata a testimoniare in aula. Cosìcome potrebbero essere chiamati in aula due venticinquenni che vivono a Desenzano sul Garda, uno dei quali riferisce di essere stato ferito a un occhio da don Barone durante un esorcismo aggiunto Alessandro Milita e composto dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, ha delegato la Guardia di Finanza per gli accertamenti sia sui conti di Barone che sui Øussi di denaro tra lui e la Casetta di Nazareth.
    Le verifiche sono ancora in corso.
    Regina Ada Scarico

    ‘La stampa vuole distruggerlo’ i fedeli anglosassoni difendono don Michele Barone

  • Don Michele, gli ispettori del Vaticano al Tempio

    Don Michele, gli ispettori del Vaticano al Tempio

    Anche Il Vaticano si “occupa” della delicata vicenda di don Michele Barone, sacerdote di Casapesenna accusato di presunti abusi sessuali su una 13enne di Maddaloni. Nelle prossime ore arriveranno infatti al Tempio di Casapesenna degli ispettori del Vaticano per un’indagine interna proprio su don Michele. Tutto il materiale che sarà raccolto sarà poi dettagliatamente ‘studiato’ dagli uffici di Roma.

    Solamente qualche giorno fa è stato notificato il decreto di giudizio immediato nei confronti di don Michele che è accusato di ‘esorcismi’ che sarebbero delle torture medievali che avrebbero provocato alla minorenne anche una lesione permanente. Ci sono poi anche delle accuse mosse da due fedeli che hanno denunciato di essere state violentate sia al Tempio che durante dei pellegrinaggi a Medjugorie.

    Le due giovani, entrambe 20enni, hanno parlato anche di esorcismi che, come confermato dal vescovo di Aversa Angelo Spinillo, non erano autorizzati dalla Chiesa. I giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere decideranno quale possa essere, eventualmente, la condanna per don Michele mentre il Vaticano valuterà attentamente invece quale possa essere la sua ‘condanna spirituale’.

    http://www.casertanews.it/cronaca/ispettori-vaticano-don-michele-casapesenna.html

     

  • Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Casapesenna (Caserta) – Il sacerdote esorcista don Michele Barone, accusato di aver compiuto abusi e violenze su diverse ragazzine, almeno una delle quali minorenne, verrà sottoposto a processo a partire da metà giugno. Un processo, quello relativo alla prima ordinanza sugli abusi subiti dalla 13enne protagonista anche dei servizi de “Le Iene”, che sarà certamente delicato e che vedrà contrapposti da una parte i pm, che accuseranno Barone sulla base dei “risultati” forniti dai suoi riti esorcistici, e dall’altra i difensori del sacerdote, i quali sosterranno probabilmente che la ragazzina era posseduta dal demonio e che gli esorcismi erano l’unico modo per aiutarla.

    La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha raccolto un preciso quadro indiziario a carico di don Michele, dei genitori della ragazzina abusata e del poliziotto Schettino e per questo motivo ha chiesto il processo con rito immediato per i 4. Richiesta accettata dal gip, che ha disposto il rinvio a giudizio per gli imputati.

    Il sacerdote di Casapesenna, sospeso per un anno dal servizio, i coniugi Tramontano e il funzionario di Polizia Luigi Schettino sono accusati di maltrattamenti in concorso ai danni della ragazzina. Su don Michele pende anche l’accusa di lesioni personali dato che la minorenne in seguito ai riti praticati dal prete ha riportato una lesione forse permanente all’orecchio, oltre ad essere stata denutrita per lungo tempo a causa della decisione del prete, avallata dai genitori, di farle mangiare solo latte e biscotti seguendo “la volontà di San Michele”.

    Schettino, seguace delle attività “particolari” organizzate da don Barone, è accusato inoltre di aver tentato di ostacolare la denuncia presentata dalla sorella della ragazzina spingendola a ritirarla. La giovane ha poi raccontato tutto alla iena Gaetano Pecoraro, prima che la Procura raccogliesse in tempi record gli elementi necessari per arrestare il prelato.

    Don Michele dovrà rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due ragazze maggiorenni, due ex adepte della sua setta che hanno dichiarato di essere state costrette in diverse occasioni a compiere o subire palpeggiamenti, rapporti orali e altri atti a sfondo sessuale sia a Casapesenna sia durante i pellegrinaggi nei luoghi sacri.

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

  • Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Sarà un continuo valicare il confine tra fede e scienza il processo per don Michele Barone. Da un lato i pm, convinti che gli esorcismi sulla 13enne siano stati «delle torture medievali» e le abbiano procurato una lesione permanente. Dall’altro la difesa, che cercherà di dimostrare che la ragazzina era realmente posseduta dal demonio e per questo le benedizioni erano l’unica strada per aiutarla.

    È stato notificato ieri il decreto di giudizio immediato per il sacerdote, per i genitori della vittima e per il vicequestore di polizia Luigi Schettino. E, perlomeno per la parte che riguarda don Barone, si preannuncia un processo come quello che seguì le vicende di Annaliese Michel (nella foto in basso), la 24enne morta in Baviera nel 1975 la cui storia è diventata nota grazie al film «L’esorcismo di Emily Rose» (nella foto). La famiglia della ragazza si convinse che fosse posseduta dal demonio e l’affidò alla Chiesa. In realtà Annaliese manifestava paralisi degli arti, uno smisurato accrescimento del torace, rigidità improvvisa del corpo e l’impossibilità di parlare. Sintomi simili a quelli della 13enne portata dal sacerdote in pellegrinaggio con un collare, costretta a ingerire l’ostia e l’acqua santa nella quale il sacerdote sputava. Due storia simili, con esiti, fortunatamente, diversi. Annaliese morì a 24 anni quando ormai pesava solo 30 chili, per anni si era rifiutata di mangiare, tuttavia non venne alimentata con le flebo, ma affidata alle sole cure spirituali. Per questa ragione, i genitori e l’esorcista furono condannati per omicidio colposo. La 13enne, invece, ce l’ha fatta. Benché malridotta, con un orecchio sfregiato dal piede del prete e dalle manovre che il sacerdote esercitava per costringere il diavolo lasciare il corpo dell’adolescente. Viva, anche se sottopeso, visto che il prete la alimentava con biscotti e latte, sostenendo che quella fosse la volontà di San Michele. Per la Procura i genitori della ragazzina sono responsabili dei maltrattamenti in concorso col prete. Stessa accusa per il poliziotto Luigi Schettino che tentò anche di ostacolare la denuncia sporta dalla sorella della ragazzina.
     
    Ma contro il prelato ci sono anche le accuse di due ex adepte che sostengono di essere state abusate sessualmente sia a Casapesenna che durante i pellegrinaggi a Medjugorie. In questo caso, le vittime sono maggiorenni ed hanno già testimoniato nel corso dell’incidente probatorio che ha cristallizzato la prova e consentito ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone di chiedere il giudizio immediato. Ma anche ciò che raccontano le due 20enni ha delle analogie sorprendenti con le vicende di Annaliese. Parlano di esorcismi filmati, e i video sono stati ritrovati, e affermano che a Casapesenna c’è una ragazzina che, dopo essere stata «liberata dal demonio» da don Barone, si è trasformata in una veggente e che «attraverso di lei parlano la Vergine Maria, l’angelo e Gesù». Anche Annaliese sostenne di aver avuto contatti con la Madonna, tanto che la sua tomba è tutt’oggi meta di pellegrinaggi.

    Se da un lato le due ragazze hanno confermato gli abusi sessuali subiti, dunque, dall’altro sembrano convinte che a Casapesenna si verificassero fenomeni paranormali. Una delle due, incalzata dall’avvocato di don Barone, durante l’incidente probatorio ha dichiarato che «nel corso delle benedizioni» le comparivano «dei tagli sulle braccia». Il penalista le ha chiesto, esibendo una dozzina di foto che appunto ritraevano le ferite, se non le si aprisse anche una specie di «s» sulla lingua, ma in questo caso la ragazza ha spiegato che quella era l’impronta dell’apparecchio per i denti. A ogni modo, dalla natura delle domande rivolte alla ragazza, sembra che la difesa intenda sostenere l’esistenza del demonio. O perlomeno documentare che quelle benedizioni erano il giusto rimedio per persone ritenute possedute dal maligno. La prima udienza è fissata per giugno dinanzi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il quadro accusatorio è stato confezionato a tempo di record. Dal giorno dei clamorosi arresti alla fissazione del processo, sono trascorsi due mesi e dieci giorni.

    https://www.ilmattino.it/caserta/abusi_torture_medievali_barone_processo-3688399.html#

  • Lo scandalo del prete esorcista:  altri quattro minori vittime di abusi

    Lo scandalo del prete esorcista: altri quattro minori vittime di abusi

    Una voce infantile, ma decisa. Che parla di «fatture», «maledizioni» e «diavoli». Di giovanissime indemoniate picchiate e trascinate per i capelli dal loro «salvatore»: don Michele Barone. Di quattro nuove vittime forse minorenni. Tenute «col collare» e malmenate. La voce che ripercorre mesi che ricordano un film dell’orrore è quella della sorella della ragazzina di tredici anni abusata e malmenata durante gli «esorcismi» di don Barone. Quella voce, ieri, in procura a Santa Maria Capua Vetere, è stata veicolata per tutte e due e le ore e mezza dell’incidente probatorio dal gip Ivana Salvatore che ha voluto condurre l’interrogatorio con le modalità protette. Filtrando, cioè, le domande rivolte alla giovane testimone dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, e degli avvocati, Carlo De Stavola, Rossella Calabritto e Giuseppe Stellato. La ragazza ha risposto da una stanza collegata in videoconferenza con quella in cui erano presenti i magistrati e i penalisti. E dove c’erano anche gli imputati. Don Barone, che è arrivato dal carcere di Vallo della Lucania dove si trova detenuto, è apparso sicuro di sé, a tratti anche spavaldo. Erano presenti, ieri, anche il commissario di polizia Luigi Schettino, ancora ai domiciliari, e il padre della vittima, che con la madre è sottoposto al divieto di avvicinamento alla minore.

    https://www.ilmattino.it/caserta/prete_esorcista_casapesenna_quattro_minori_abusi-3662378.html

  • Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    L’ex dg della Juventus sentito dai pm come persona informata dei fatti. E spunta il nome di un cardinale e un giro di soldi per pellegrinaggi all’estero

    Don Michele Barone, il prete-esorcista di Casapesenna – nel Casertano – arrestato per i maltrattamenti ai danni di una 13enne che i genitori ritenevano fosse posseduta dal diavolo, avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie. Il particolare emerge di verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Luciano Moggi – l’ex direttore generale di Juventus e Napoli – ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati.

    L’alto prelato

    I pm di Santa Maria Capua Vetere, come anticipato dal Mattino, ha chiarito le ragioni delle telefonate continue con don Barone e le motivazioni delle richieste di denaro da parte del sacerdote. «Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio», ha risposto Moggi ai magistrati. E poi ha aggiunto: «Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano». Tant’è che l’ex dg bianconero fa anche il nome di un cardinale. Don Barone, per Moggi, era «vicino a Liberio Andreatta», per anni responsabile dell’Opera romana pellegrinaggi, l’agenzia che si occupa di turismo religioso per il Vaticano. «Mi ero fidato – insiste Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro».

    Controlli sui conti correnti

    Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_marzo_30/prete-esorcista-arrestato-moggi-sentito-procura-don-barone-ha-contatti-importanti-vaticano-64fb0482-33fb-11e8-a818-49218ffab94d.shtml

  • SCANDALO ESORCISMI | Nuovo arresto per don Michele e Schettino. Ai genitori della 13enne, sospesa la podestà genitoriale

    SCANDALO ESORCISMI | Nuovo arresto per don Michele e Schettino. Ai genitori della 13enne, sospesa la podestà genitoriale

    Casapesenna – Nel pomeriggio di ieri, 12 marzo, la Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di: – BARONE MICHELE, nato a Caserta il 20.2.1976, sacerdote appartenente alla diocesi di Aversa – attinto dalla misura cautelare della custodia in carcere; – SCHETTINO Luigi, nato a Caserta il 28.5.1978, dirigente della Polizia di Stato – attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari; – TRAMONTANO Cesare, nato a Maddaloni il 26/10/1967 – attinto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e della sospensione della potestà genitoriale; – CARANGELO Lorenza, nata a Maddaloni il 25.2.1970 – attinto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e della sospensione della potestà genitorìale; Le indagini, dirette dalla Procura e curate dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta e, per la parte relativa ad alcuni accertamenti tecnici, dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, hanno consentito di approfondire ulteriormente le censure relative alle gravissime condotte perpetrate dal sacerdote Michele BARONE, appartenente alla diocesi di Aversa, in concorso con le altre persone attinte dai provvedimenti cautelari.

    Il sacerdote, infatti – già colpito da un’ordinanza cautelare per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale – agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore T.A. – riti esorcisti posti in essere con modalità violente, in tal modo concretizzando la realizzazione delle fattispecie incriminatrici dei maltrattamenti in famiglia aggravati dalla realizzazione, ai danni della minore T.A., di una lesione gravissima. Le ordinanze cautelari hanno, altresì, riguardato, TRAMONTANO Cesare e CARANGELO Lorenza, genitori della minore T.A., i quali hanno partecipato a numerosi episodi di maltrattamento, contribuendo consapevolmente e volontariamente alla realizzazione dei soprusi ai danni della figlia e alla realizzazione, ai suoi danni, di uno sfregio permanente del viso. Infine, attinto da misura cautelare è stato anche il vice questore aggiunto della P.S. Luigi SCHETTINO, seguace di don Michele BARONE, ritenuto responsabile, in concorso, anche dei maltrattamenti subiti da T.A., non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza e avendo l’obbligo giuridico di impedire l’ulteriore protrazione dell’evento criminale e, in particolare, la realizzazione dello sfregio permanente del viso della minore. Le indagini, sono state condotte attraverso l’escussione di numerose persone informate sui fatti, l’acquisizione di documentazione sanitaria, la realizzazione e l’acquisizione di videofilmati — anche oggetto di servizi di trasmissioni televisive – una consulenza medico/legale e intercettazioni telefoniche e ambientali.

    http://noicaserta.it/don_michele_barone_cesare_tramontano_lorenza_carangelo_schettino_luigi_esorcismo.html

  • Pietramelara – Abusi sessuali, Argenziano condannato: ecco la decisione del giudice

    Pietramelara – Abusi sessuali, Argenziano condannato: ecco la decisione del giudice

    Pietramelara – Concluso il processo di primo grado a carico di un 32enne di Pietramelara, accusato di aver abusato sessualmente di alcuni ragazzini del paese, in gran parte chierichetti nella chiesa di San Rocco.

    I giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno condannato Pietro Argenziano a 4 anni di carcere. L’uomo è stato condannato per due episodi mentre è stato assolto per il terzo caso all’esame dei giudici.
    Il difensore dell’imputato, l’avvocato Michel Mozzi, si è detto soddisfatto della sentenza che riduce fortemente la richiesta di condanna a sette anni formulata dal pubblico ministero. Tuttavia l’avvocato Mozzi ha già annunciato il ricorso in appello per tentare di annullare l’odierna sentenza o comunque di ridurre ulteriormente la pena subita

    Pietramelara – Abusi sessuali, Argenziano condannato: ecco la decisione del giudice