Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia nella setta di Capuana: la moglie di Rotella e i turni delle ragazzine

    Pedofilia nella setta di Capuana: la moglie di Rotella e i turni delle ragazzine

    Molto è stato ormai scritto all’indomani dell’arresto di Pietro Capuana e degli “apostoli” che gestivano la comunità della Chiesa di Lavina, ad Aci Bonaccorsi. Una storia torbida e perversa in cui si mescolano quelli che sembrano, in molti altri casi, gli elementi caratteristici di una vera e propria setta pseudo–religiosa. Sia quelli psicologici di manipolazione, sottomissione e reverenza nei confronti di una figura ritenuta carismatica e della cerchia di persone ad esso più vicine, che quelli di gestione del potere, sia economici – attraverso la costruzione di un’impresa di prodotti alimentari ben strutturata e con ottimi fatturati – che, ovviamente, politici.

    A prescindere dal coinvolgimento giudiziario nell’indagine sulle violenze sessuali nei confronti delle ragazzine minorenni – plagiate e convinte a donarsi carnalmente all’ “arcangelo” Capuana – a risaltare sono infatti i nomi degli indagati e le loro parentele dirette. Oltre al “santone” che, com’è ormai noto, è padre dell’ex assessore provinciale Daniele Capuana, l’altro volto noto è Rosaria Giuffrida, moglie dell’ex assessore regionale Mpa Mimmo Rotella, anch’egli indagato per favoreggiamento, per aver rivelato l’esistenza dell’indagine a uno degli interessati. La donna, insieme a Fabiola Raciti e a Katia Concetta Scarpignato, secondo le accuse, farebbe parte del cerchio magico deputato al convincimento e alla cooptazione delle bambine di cui Capuana avrebbe abusato, più volte, attraverso dei turni organizzati. A conferma di queste ipotesi, durante una perquisizione nell’abitazione della Giuffrida, sono stati trovati un quaderno su cui erano appuntati tutti i “turni” oggetto di indagine, all’interno del quale, tra gli altri, figuravano tutti i nominativi delle minori indicate dalle persone offese che hanno collaborato con la polizia postale. 

    In particolar modo, secondo la ricostruzione della Procura, le donne inducevano le ragazzine, tutte minorenni di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, attraverso una sorta di progressivo plagio psicologico a soddisfare le pulsioni sessuali dell’uomo che si definiva “pervaso dallo Spirito Santo” e veniva descritto proprio dalle sue collaboratrici come soggetto speciale, particolarmente vicino ai Dio e dotato di elevatissima spiritualità. Con la conseguenza che i rapporti sessuali conlo stesso intrattenuti avrebbero dovuto essere asseritamente considerati manifestazioni di “Amore dall’Alto”. Oltre a questo, in alcuni casi, le giovanissime avrebbero dovuto svolgere anche lavori domestici nell’abitazione di Capuana. Ma sono altri e ben peggiori i particolari che emergono nella gestione dei “turni”.

    Come il tenore dei messaggi analizzati dalle autorità di polizia, scambiati tra le minorenni e i vertici della comunità. Una sequenza quasi interminabile di dichiarazioni d’amore da parte delle bambine nei confronti dell’anziano e, nel caso di quelli con le donne, di raccomandazioni e indicazioni per preparasi in modo “adeguato” agli incontri. Non mancano i casi di tentennamento da parte di alcune vittime, che nonostante lo stato di pressione psicologica, riuscivano ad intravedere qualcosa di sbagliato nelle condotte degli “apostoli” o, comunque, non volevano sottoporsi alle violenze. Una di queste, proprio per questo motivo, era stata allontanata dai festeggiamenti di San Valentino, in cui come in altri casi, venivano consumati i rapporti con Capuana. “Non ci sei…per il tuo comportamento – scrive la Giuffrida alla minore – ma non vedi…tante cose non vanno…lui non è tranquillo con te….tu lo sai…io, Katia e Fabiola …San Valentino è una festa un poco più particolare, non è tipo Pasqua, Natale. Sono tutte le persone più vicine a lui…siccome tu non sei in sintonia con lui…e il discorso che ti abbiamo fatto praticamente domenica noi…te lo ricordi che domenica ti abbiamo fatto questo discorso?”.

    Proprio per l’esistenza di questo “sistema“, la procura ha chiesto anche che venga riconosciuto il reato di associazione a delinquere. Tra le altre personalità politiche che vengono citate, anche se non formalmente indagate, c’è anche l’assessore di Motta Sant’Anastasia Candida Fassiolo, intercettata in una conversazione con Fabiola Raciti dove esprimeva preoccupazione per l’esistenza dell’indagine. Come ha dichiarato sulla propria pagina Facebook, il sindaco di Motta Anastasio Carrà, da qualche ora ha accettato le dimissioni della Fassiolo dal ruolo di assessore.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/pedofilia-12-apostoli-capuana-giuffrida-rotella-7-agosto-2017.html

  • Catania, il santone che stuprava per purificare i minori: “turni organizzati” per gli abusi

    Catania, il santone che stuprava per purificare i minori: “turni organizzati” per gli abusi

    Emergono sempre maggiori dettagli sull’inchiesta “12 apostoli” avviata dalla Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania e coordinata dalla Procura distrettuale etnea che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di quattro persone. Si tratta del presunto “santone” Pietro Capuana di 73 anni e tre sue collaboratrici: Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 e Katia Scarpignato di 48. Dalle indagini è emerso che l’indagato, che per un quarto di secolo ha diretto la comunità “Cultura ed Ambiente” di Aci Sant’Antonio, avrebbe abusato di maggiorenni e minorenni per “purificarle” e “iniziarle” alla vita spirituale. Secondo l’accusa le tre donne avevano invece il ruolo di plagiare le vittime per convincerle a subire le violenze, facendo credere loro che si trattasse di “azioni mistiche spirituali, aventi valenza religiosa”.

    Turni per violentare le ragazzine

    Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, le collaboratrici del “santone” organizzavano addirittura dei “turni” presso l’abitazione dell’uomo durante i quali le giovani, oltre a soddisfare svariate necessità dell’indagato come lavarlo, vestirlo e pulire casa sua, dovevano realizzare le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo. A conferma di queste ipotesi, durante una perquisizione nell’abitazione di Giuffrida sono stati trovati un quaderno su cui erano appuntati tutti i “turni” oggetto di indagine, all’interno del quale, tra gli altri, figuravano  i nominativi delle minori indicate dalle persone offese che hanno collaborato con la polizia postale. Inquietanti anche i messaggi scambiati tra le minorenni e i vertici della comunità. Una sequenza di dichiarazioni d’amore da parte delle bambine nei confronti dell’anziano e, nel caso di quelli con le donne, di raccomandazioni e indicazioni per preparasi in modo “adeguato” agli incontri.

    Gli altri indagati nell’inchiesta “12 apostoli”
    L’operazione “12 apostoli” non si è fermata ai quattro arrestati. La procura etnea indaga infatti su altre tre persone per favoreggiamento. Si tratta dell’ex assessore regionale ai Trasporti, Domenico Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, del sacerdote Orazio Caputo e di Salvatore Torrisi, ex presidente dell’associazione “Cultura e ambiente”, finita al centro dell’inchiesta. Il prete avrebbe appreso delle indagini nel segreto della confessione, avvisando poi Torrisi e Rotella di quanto stava accadendo. Lo stesso Rotella avrebbe poi messo sull’avviso la Scarpignato.

     

    http://www.fanpage.it/catania-il-santone-che-stuprava-per-purificare-i-minori-turni-organizzati-per-gli-abusi/

  • La setta degli abusi, i verbali “Minore costretta ad abortire”

    La setta degli abusi, i verbali “Minore costretta ad abortire”

    CATANIA – Dopo il compimento degli 11 anni scattava l’obbligo di assumere anticoncezionali, in un caso, la vittima degli abusi del cosiddetto “Arcangelo” Piero Capuana, capo della setta di Aci Bonaccorsi, sarebbe stata costretta ad ingoiare la pillola del giorno dopo. Il dramma che emerge dai racconti delle vittime “plagiate” – secondo la ricostruzione della magistratura – è che le minorenni mentre vivevano l’inferno erano convinte di avvicinarsi al paradiso.

    Sarebbe questo il risultato dell’operato “criminale” dei vertici della setta, tre donne e, appunto, Capuana. Mario Brancato, il suo legale di fiducia, contattato da Livesicilia assicura di riuscire a smontare “una parte consistente della accuse grazie alle indagini difensive effettuate negli ultimi mesi”. La battaglia legale sarà dura, la Procura, oltre alle testimonianze “tutte concordanti” di quelle che, fino a questo momento, sono considerate “vittime” della setta, ha in mano le intercettazioni che immortalano il tentativo, recentissimo, di convincere una minore a concedersi completamente a Capuana.

    I VERBALI – Il contenuto è raccapricciante, non può essere pubblicato integralmente. “Capuana mi ha fatto spaventare dicendo che se non obbedivo sarebbero accadute cose brutte a me e alla mia famiglia perché non volevo l’amore spirituale ma ero indemoniata”. Gli abusi sarebbero stati commessi anche alla presenza della moglie di Capuana, davanti alla quale “si faceva lavare da noi ragazze”. In altri momenti, le minori “selezionate” dai tre “arcangeli”, venivano indotte a subire abusi sessuali di ogni tipo. Le bambine sarebbero state costrette a pratiche inenarrabili. I casi agli atti della magistratura sono numerosi, una adolescente di 11 anni sarebbe stata costretta ad assumere anticoncezionali e la pillola del giorno dopo per provocare l’aborto, una minore di 13 anni sarebbe stata abusata e una bambina di 10 anni molestata. “Eravamo a mare, avevo solo 10 anni…mentre eravamo al mare il Capuana faceva il bagno insieme a me e dapprima mi ha abbracciato, poi mi ha palpato le parti intime che erano nascoste dall’acqua. Sono rimasta impietrita dalla paura e dall’imbarazzo, ho aspettato che si avvicinassero gli altri e sono scappata”.

    LE LETTERE –  Tutto avveniva all’interno di un percorso perverso mascherato dalla religiosità. “La Raciti e la Giuffrida erano suoi apostoli – si legge nei verbali – ci veniva anche imposto di scrivere delle lettere sull’amore, ce lo chiedeva il Capuana che poi incaricava Fabiola Raciti per farcele scrivere. Fabiola mi ha obbligata a scrivere che io volevo fare l’amore con il Capuana,non perché obbligata ma di mia spontanea volontà. Credo che le lettere siano custodite da Fabiola, la quale, quando io ho manifestato il desiderio di andare via, mi ha rinfacciato di essere stata consapevole, visto quello che avevo scritto”

    IL CLERO – La madre di una minore racconta di essere stata messa in guardia da Domenico Rapisarda, sacerdote di Mascalucia che era a conoscenza delle “pratiche” di Capuana, “che faceva parte di una setta che nulla aveva a che fare con la religione”.

    A conoscenza di quanto accadeva “da trent’anni” sarebbe stato anche il vescovo Pio Vigo di Acireale, che avrebbe organizzato un incontro con i carabinieri e una vittima della setta per denunciare gli abusi.

    LE TANE – Gli abusi sarebbero stati commessi nelle case di Bronte, Motta Sant’Anastasia e Fondachello di Mascali. La setta organizzava i “turni”, gli abusi sessuali erano programmati – secondo la ricostruzione dei magistrati – le adolescenti dovevano assicurare di non avere il ciclo mestruale.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/04/la-setta-degli-abusi-i-verbali-minore-costretta-ad-abortire_427496/
  • Il “santone” e gli abusi sui minori: le indagate respingono le accuse

    Il “santone” e gli abusi sui minori: le indagate respingono le accuse

    CATANIA – Hanno contestato le accuse nei loro confronti, definendole false, e dato la loro versione su intercettazioni agli atti del fascicolo al Gip di Catania, Francesca Cercone, le tre donne agli arresti domiciliari per associazione per delinquere e violenza sessuale aggravata su minorenni nell’ambito nell’inchiesta ’12 apostoli’ della Procura distrettuale. Sono Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato, che avrebbero ‘convinto’ le ragazzine ad avere rapporti sessuali con il ‘padre spirituale dell’ associazione laica di ispirazione religiosa ‘Cultura e ambiente’, Piero Alfio Capuana, 73 anni, in carcere con le stesse accuse. I loro legali hanno annunciato ricorso al Tribunale del riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini del compartimento Sicilia orientale della polizia postale sono coordinate dalla Procura distrettuale di Catania.

    http://www.lasicilia.it/news/cronaca/99392/il-santone-e-gli-abusi-sui-minori-le-indagate-respingono-le-accuse.html

  • Ci mancava solo lo pseudo-Cristo redivivo con rituali da porno-cenacolo

    Ci mancava solo lo pseudo-Cristo redivivo con rituali da porno-cenacolo

    La storia della setta religiosa è così sempre uguale a se stessa, dalla notte dei tempi, che ci si domanda come sia possibile che qualcuno ci caschi ancora. 

    C’è poco da scherzare quando ci sono di mezzo decine di ragazzine abusate e forse un venticinquennio di porcherie su minori coperte dall’omertà. Ma la storia della setta religiosa guidata da uno pseudo-Cristo redivivo/Spirito santo/arcangelo che pretende di «purificare» le adolescenti con rituali non prescritti da un messale, ma cliccatissimi nella categoria young/old di PornHub, è così sempre uguale a se stessa, dalla notte dei tempi, che ci si domanda come sia possibile che qualcuno ci caschi ancora. A Catania nel porno-cenacolo di don Pietro Capuano sono rimaste imprigionate ben due generazioni di donne, anzi, di ragazze, consegnate al satiro in tonaca dalle loro madri perché le strappasse al Male, quando il suo obiettivo primario era strappare loro i vestiti di dosso (quello secondario, farsi pulire casa gratis).

    BISOGNA BENEDIRE LE VITUPERATE CHAT. Se le minorenni non ci stavano, erano anatemi e multe in denaro. E bisogna benedire le tanto vituperate chat, perché proprio i messaggi immortalati sul cellulare di una 15enne hanno aperto gli occhi a sua madre, consentendo di incastrare Capuano e il suo cerchio magico di diaconesse-procacciatrici, una delle quali moglie di un ex assessore provinciale (cade quindi l’alibi dell’esclusione sociale, della povertà ecc. ecc.). I primi cristiani erano accusati dai pagani di usare la religione come paravento per orge e turpitudini varie, accusa che dal Medioevo in poi si sono immancabilmente rimpallate le varie frazioni ed eresie del Cristianesimo: catari, dolciniani, fraticelli, cattolici, protestanti, eccetera.

    SE GESÙ POTESSE TORNARE INDIETRO… Considerando gli orrori pedofili della chiesa cattolica, faticosamente e parzialmente ammessi solo di recente, e quelli altrettanto taciuti delle chiese anglicane e luterane, i casi registrati negli Usa nelle comunità mormone, battiste, metodiste eccetera, viene da pensare che forse quelle antiche accuse non fossero sempre e solo un trito argomento di propaganda contro chi prega in modo diverso. Se Gesù potesse tornare indietro, ci penserebbe due volte prima di pronunciare quel «lasciate che i pargoli vengano a me» che in 2 mila anni troppi suoi sedicenti rappresentanti in terra hanno interpretato come un via libera per saltare addosso a bambini e ragazzine. Una cosa è certa: se tutti i corruttori di bambini nel nome di Dio mettessero in pratica altre parole del Vangelo, «meglio che si appendano al collo una macina da mulino e si gettino in mare», sparirebbero sott’acqua interi continenti.

    http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/08/03/ci-mancava-solo-lo-pseudo-cristo-redivivo-con-rituali-da-porno-cenacolo/212726/

  • Abusi nella setta, le intercettazioni  Un sacerdote avvisò gli indagati

    Abusi nella setta, le intercettazioni Un sacerdote avvisò gli indagati

    Le cimici hanno intercettato l’ex deputato regionale Mimmo Rotella, le accuse della Procura.

    CATANIA – Nella maxi inchiesta sugli abusi all’interno della comunità religiosa di Aci Bonaccorsi, un sacerdote e un noto politico sarebbero stati a conoscenza delle indagini e avrebbero avvisato gli indagati. La Procura di Catania ha iscritto sul registro degli indagati Domenico Rotella detto Mimmo, ex deputato regionale marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne ritenute complici del “santone” Pietro Capuana negli abusi a danno delle bambine della comunità, Salvatore Torrisi, presidente della congregazione religiosa e padre Orazio Caputo.

    Agli atti degli inquirenti c’è un’intercettazione in cui Rotella confida a Katia Scarpignato, altra donna arrestata, di avere saputo da Torrisi che un sacerdote lo aveva avvisato “della pendenza di un procedimento penale” nato in seguito alle dichiarazioni di una donna.

    Il sacerdote avrebbe violato il segreto confessionale per avvisare i vertici della comunità dell’inchiesta sugli abusi sessuali. “Ci sono delle persone – dice Rotella intercettato – che hanno fatto esposto contro Piero, mi ha parlato l’altro giorno Salvo Torrisi e mi sono fatto raccontare il resto, considera che tutto questo è stato consegnato in confessione, c’è un’iniziativa molto forte, un esposto non anonimo, firmato da due famiglie, e un altro nucleo famigliare che non mi ha saputo dire”.

    A questo punto le cimici della polizia postale registrano una frase che lascia intendere che qualcuno potesse essere a conoscenza degli abusi sessuali che si consumavano a danno di alcune bambine. “Mettono di mezzo anche la figlia, di vicende – dice Rotella alla Scarpignato – che tu puoi immaginare quali possono essere…oltre agli effetti economici, io sono molto preoccupato, se arriva a partire questa cosa e ci arriva, anche perché tu capisci, fanno fuori ministri e sottosegretari…i tempi sono cambiati, basta una cosa di questa per azzerare tutto, perché ci fa saltare il banco, io ho avuto una chiacchierata molto, molto particolare, molto lunga, è chiaro che la prima cosa che fanno è chiamano testimoni e prima si fanno fare tutte le reazioni, tu lo sai , lo capisci che per raccontare queste cose quella persona si sta esponendo molto, anche perché il suo ministero non glielo consente”.

    Rotella conferma che a svelare l’esistenza delle indagini è stato padre Orazio Caputo: “Ho parlato con Orazio…Orazio Caputo…e lui mi ha raccontato la questione, me l’ha raccontata in maniera tale che me la poteva raccontare, ovviamente mi ha dato ulteriori informazioni…questa cosa è partita già brutta sta situazione, hanno di mezzo le due questioni, la figlia e i soldi, è chiaro che lui questa cosa non me l’ha mai detta, tu lo capisci questo, no? E io devo fare finta che lui non me l’ha mai detto questo, è chiaro, quindi non lo potrò dire mai, io con lui non mi sono neanche sentito, giusto? Perché se no questo poveretto, tu lo capisci che finisce a pancia all’aria, lo capisci, no?”.

    I magistrati hanno sottolineato che la congrezione religiosa all’interno della quale sarebbero avvenuti gli abusi è laica, cioè non fa parte degli apparati clericali. Qualche contatto, però, con i piani alti della Chiesa, c’è stato. L’ex deputato Rotella, a questo punto racconta che qualcuno ha avvicinato, per la questione, un importante vescovo. “Mia moglie è un po’ ammaccata – confida a padre Caputo – oggi Salvo ha incontrato il Vescovo, il fondatore dell’associazione gli ha recapitato una lettera di dimissioni, lo doveva fare lui stesso un gesto del genere, lo ha fatto, il vescovo ha apprezzato anche questo passaggio che Salvo ha fatto, i nostri colloqui sono sempre privati, io tra l’altro sono stato da Monsignor Di Bella e gli ho parlato, è un uomo con le spalle larghe, è un uomo navigato, ha capito esattamente come stanno le cose, gli ho raccontato senza tralasciare nulla, se sono rose fioriranno, se son cachi cacheranno, io devo essere da un lato ovviamente attento, sono coinvolto affettivamente, dall’altra parte devo anche dare una mano a questo ragazzo, la responsabilità della Comunità, col fondatore si sono divisi i ruoli, un fulmine a ciel sereno, bisogna allontanare il peccato e non il peccatore”.

    Fatte queste premesse, il Gip ritiene che non possa configurarsi il favoreggiamento personale, ma che “le delazioni in disamina erano certamente idonee a consentire l’elusione delle investigazioni”.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/03/abusi-nella-setta-le-intercettazioni-un-sacerdote-avviso-gli-indagati_427365/

  • Orrore nella setta religiosa  5.000 adepti, minori violentati

    Orrore nella setta religiosa 5.000 adepti, minori violentati

    CATANIA – Minorenni plagiate e violentate nella setta religiosa di Aci Bonaccorsi. L’orrore nella congregazione che raccoglie 5mila adepti in provincia di Catania era una via per “arrivare a Dio”. Le intercettazioni e i verbali delle vittime sono raccapriccianti. Il padre “spirituale” della congregazione religiosa “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente” è Pietro Capuana, finito in manette insieme a tre “sacerdotesse”, tutte complici, secondo gli inquirenti, degli abusi sessuali. Capuana è padre dell’ex assessore provinciale Daniele Capuana, mentre una delle sacerdotesse arrestate, Rosaria Giuffrida, posta ai domiciliari, è la moglie di un altro ex assessore, Domenico Rotella e nipote del fondatore della setta Padre Cavalli. Ai domiciliari anche Fabiola Raciti e Katia Concetta Scarpignato.

    Una violenza sottile e logorante, le vittime erano quasi sempre ragazzine fragili, con storie complesse alle spalle, Pietro Capuana si qualificava come “l’intermediario per arrivare a Dio” e la violenza sessuale veniva contrabbandata come via mistica per elevare lo spirito. La comunità fondata da Padre Cavalli, allievo spirituale di Padre Pio, è sotto choc, molti aderenti – contattati da Livesicilia – sostengono di non aver notato mai alcunché di strano.

    Secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe esistito un doppio binario, una sorta di corsia “preferenziale” all’interno della comunità riservata alle minorenni più deboli, che venivano poste alle “cure” spirituali del santone Capuana. La polizia ha iniziato a indagare dopo la denuncia della madre di una quindicenne, che ha scoperto una chat all’interno della quale la figlia commentava gli abusi subiti. Tutto avveniva all’interno di una setta organizzata in modo fortemente gerarchico, al cui vertice ci sono 12 apostoli.

    Scavando sui racconti delle vittime, gli inquirenti, coordinati dal Pm Marisa Scavo, che guida il pool dei reati contro i minori all’interno della Procura di Catania, hanno scoperto come funzionava il sistema. Il “santone” Capuana avrebbe avuto la capacità di plagiare alcune madri che affidavano le proprie figlie minorenni alle sue “attenzioni”. Grazie ad appostamenti e intercettazioni, gli investigatori della postale hanno documentato l’operato di una vera e propria “associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata”.

    Le donne finite agli arresti “si occupavano stabilmente – scrivono gli inquirenti – di reclutare le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze, le stesse convincevano le giovani che i rapporti con il Capuana non erano atti sessuali, bensì atti di “amore pulito” , “amore dall’alto””. Le sacerdotesse ritenute complici del santone avrebbero organizzato dei “turni – scrivono ancora gli investigatori – delle bambine presso l’abitazione dell’uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell’indagato (lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione, ecc.), dovevano soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo”.

    Le vittime erano costrette a sottoscrivere alcune lettere in cui dichiaravano il loro amore per il Capuana, sostenendo di essere “espressamente consenzienti alle sue richieste sessuali”. Capuana avrebbe organizzato un pericoloso sistema di persuasione delle fanciulle, che quando si ribellavano, venivano accusate di “essere prive di fede in Dio e, talvolta, anche multate, con obbligo di pagamento di somme di denaro”.

    Gli inquirenti hanno sequestrato, durante le perquisizioni nell’associazione, 60mila euro in contanti. Ma gli abusi non avvenivano soltanto all’interno dell’abitazione di Capuana, i vertici della setta avevano creato un “cenacolo”, dove la comunità organizzava ritiri spirituali e il santone comunicava agli adepti di essere la reincarnazione di un Arcangelo. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sulle minori sarebbero iniziati 25 anni fa, per continuare fino ad oggi. La magistratura, però, ha messo fine a questo orrore.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/02/orrore-nella-setta-religiosa-5-000-adepti-violenze-sessuali_427254/

  • Dettagli Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani. IL VIDEO

    Dettagli Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani. IL VIDEO

    CATANIA – Violentava minori avvalendosi della funzione religiosa e della complicità di altre tre persone, tutte donne. Per questo, dopo lunghe indagini, gli orchi sono stati arrestati.

    I riflettori sono stati accesi sulla congregazione laica, “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, che si trova ad Aci Bonaccorsi in provincia di Catania. A finire nel mirino delle forze dell’ordine, come accennato, quattro personeritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

    Si tratta di:

    • Pietro Alfio Capuana, 73 anni (portato in carcere);
    • Fabiola Raciti, 55 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani
    • Rosaria Giuffrida, 57 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani
    • Katia Concetta Scarpignato, 48 anni (agli arresti domiciliari).

    Ad aprire il vaso di pandora è stata la denuncia presentata dalla madre di una 15enne che, dopo avere controllato il cellulare della figlia, ha scoperto una conversazione nella quale la minorenne si confrontava con un’altra amica riguardo alle violenze che aveva subito.

    Immediata è scattata l‘“Operazione 12 apostoli”, che il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania ha eseguito, su coordinamento della Procura Distrettuale di Catania, durante la quale sono state ascoltate le testimonianze di sei persone: 3 di queste oggi sono ancora minorenni, le altre sono già donne mature.

    Proprio questa disparità nell’età anagrafica delle abusate, ha fatto dedurre agli inquirenti che gli abusi si sono perpetrati per 25 anni. Sempre con lo stesso metodo, con la stesso triviale appetito sessuale da soddisfare.

    In sostanza le piccole malcapitate venivano forzate psicologicamente sia da Capuana, sia da Raciti, Giuffrida e Scarpignato proprio per concedersi al 73enne.

    Le tre donne finite in manette accompagnavano le bambine a casa di Capuana, dove le vittime di abusi dovevano lavare il corpo dell’uomo ed anche il suo appartamento e poi soddisfare tutte le sue esigenze sessuali che spesso richiedevano il coinvolgimento di più bambine.

    Ma non è finita qui, le vittime erano costrette a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore per Capuana, affermando di essere felici delle violenze sessuali subite.

    Alle giovani non era consentito manifestare i loro dubbi. “Se non ti concedi vuol dire che non credi in Dio” – dicevano alle loro vittime le donne e Capuana. “È un momento di amore puro e incondizionato”. Queste le subdole parole con cui l’associazione è riuscita per lunghi anni ad ottenere il losco obiettivo.

    http://www.newsicilia.it/cronaca/abusi-minori-in-dio-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-comunita-plagiava-giovani/255775

  • I chierichetti confermano: “Quel ministrante ha abusato sessualmente di noi in sagrestia”

    I chierichetti confermano: “Quel ministrante ha abusato sessualmente di noi in sagrestia”

    PIETRAMELARA – La posizione del ministrante Pietro Argenziano si aggrava. I chierichetti minorenni che, secondo l’accusa, formulata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avrebbero subito abusi sessuali dal religioso, hanno, infatti, confermato questa circostanza nel corso degli interrogatori effettuati nei giorni scorsi nell’ambito degli incidenti probatori, che, come è noto, cristallizzano in una fase precedente al processo l’acquisizione di quella che, secondo l’accusa, rappresenta una prova. Insomma, si tratta di un momento importante. I ragazzi, tutti di Pietramelara, avrebbero affermato che questi abusi si sarebbero verificati in diversi luoghi, ma anche all’interno della sagrestia della chiesa del paese dell’alto casertano.

    Da parte sua, Pietro Argenziano, respinge le accuse e parla di malintesi ed equivoci.

    https://www.casertace.net/4799-i-chierichetti-confermano-quel-ministrante-ha-abusato-sessualmente-di-noi-in-sagrestia.html

  • Abusi sessuali sui bimbi dell’oratorio, arrestato ministrante

    Abusi sessuali sui bimbi dell’oratorio, arrestato ministrante

    Abusi sessuali in sagrestia su tre ragazzini che frequentano l’oratorio. Con questa accusa, i carabinieri hanno arrestato un ministrante della chiesa di San Rocco, nel comune di Pietramelara, in provincia di Caserta.

    Ai domiciliari è finito un 34enne del posto su disposizione del gip Caparco di Santa Maria Capua Vetere. Dopo la denuncia da parte delle piccole vittime, i carabinieri della compagnia di Capua, diretti dal capitano Francesco Mandia, hanno avviato le indagini che hanno portato all’arresto dell’uomo.

    http://www.ilmattino.it/caserta/abusi_sessuali_sui_bimbi_oratorioc-2365178.html#