Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: carabinieri

  • “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete

    “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete

    Pesaro, 21 febbraio 2012 – Emergono particolari inquietanti sulla vicenda dell’arresto per stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato di Armando Bicchiarelli, 43 enne pesarese già sacerdote titolare della parrocchia di Isola del Piano. Un anno fa è stato dimesso dallo stato clericale dalla Santa Sede e ridotto allo stato laicale. L’uomo era stato anche docente presso alcuni istituti privati della Provincia di Ancona e Rimini.

    L’indagine trae origine dal danneggiamento dell’auto di proprietà di una 27 enne di Isola del Piano, avvenuto nel comune di Montefelcino il 3 dicembre scorso. I Carabinieri sono riusciti fare breccia su una storia di violenze e ricatti subiti da lei, ma soprattutto dal suo fidanzato, un operaio di 29 anni isolano.

    Le indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Pesaro hanno fatto emergere presunti aspetti gravi e violenti, secondo la ricostruzione accusatoria, relativi ad una relazione fra il 29 enne e l’ex-parroco dai contorni morbosi, che si protraeva già da oltre 10 anni.

    Dagli accertamenti svolti dai carabinieri è emerso infatti che il ragazzo, frequentatore dalla minore età della parrocchia di Isola del Piano, sarebbe stato “prescelto” dal parroco “riempiendolo di continue attenzioni, anche fisiche”. Una relazione che durava per oltre 10 anni che però con il passare del tempo, è sempre l’assunto accusatorio, “…abbandonava ogni contenuto di spontaneità e di reciproca partecipazione, caratterizzandosi invece per l’attività di controllo, di predominio, di larvata e sottile vessazione svolta dal Bicchiarelli nei confronti del suo amante, ridotto così in uno stato di frustrazione e degradato a mero oggetto, privo dunque di partecipazione soggettiva, della concupiscenza e della libidine dell’indagato”.

    Già a partire dal 2005 il ragazzo, che nel frattempo aveva una fidanzata tenuta all’oscuro del dramma, aveva provato in diverse occasioni ad allontanarsi dalla presenza di Bicchiarelli, ma ogni volta le reazioni dell’uomo sarebbero state violente ed isteriche. E allora, hanno ricostruito i carabinieri nel corso dell’indagine, sistematiche, sarebbero iniziate le intimidazioni e le minacce di voler divulgare la loro relazione ai familiari ed amici. Il ragazzo quindi era costretto ai loro incontri obbligandolo ad avere regolari ed estenuanti rapporti sessuali. Per ultimo l’episodio del danneggiamento dell’auto della fidanzata della vittima che il 3 dicembre scorso si è trovata tutte e quattro le gomme dell’auto squartate e le minacce di morte per il solo fatto di essere la donna che si “sarebbe portata via” il ragazzo conteso.

    Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Urbino hanno portato alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata lo scorso 20 gennaio; il gip di Urbino ha emesso la relativa ordinanza di custodia cautelare confinandola alla misura degli arresti domiciliari, che è stata eseguita ieri. Compito dell’inchiesta ora è quello  di accertare e valutare il materiale acquisito.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/02/22/671495-sacerdote-arresto-stalking-violenza-sessuale-armando-bicchiarelli-pesaro.shtml

  • Pedofilia: prima udienza per l’ex seminarista Alfano, Don Seppia a febbraio

    Pedofilia: prima udienza per l’ex seminarista Alfano, Don Seppia a febbraio

    Genova. A quasi dieci mesi dall’arresto di Don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente, finito in carcere con l’accusa di abusi su minore e cessione di sostanze stupefacenti, parte domani il processo con rito ordinario a carico di Emanuele Alfano, ex seminarista e amico del sacerdote, arrestato cinque giorni dopo, il 19 maggio 2011, nell’ambito della stessa inchiesta per induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento e detenzione di materiale pedopornografico.

    Alfano, che al momento dell’arresto stava per imbarcarsi come croupier su una nave da crociera, fu incastrato dal racconto di due minori di 17 anni che avevano ammesso di aver avuto rapporti sessuali con lui e con don Seppia. Secondo il racconto dei due, raccolto dai carabinieri del Nas di Milano, da cui è partito il filone di inchiesta, i rapporti venivano consumati in cambio di soldi.

    Per l’accusa l’ex seminarista avrebbe contattato due minori via internet e li avrebbe presentati a Don Seppia, e avrebbe anche agevolato lo scambio di telefonate tra Don Seppia e le sue presunte vittime. Ad Alfano sono stati negati gli arresti domiciliari.

    Diverso invece il percorso giudiziario per Don Seppia: l’ex parroco ha scelto il rito abbreviato con prima udienza programmata per il 14 febbraio. Attualmente si trova ancora nella speciale sezione sex offenders all’interno del carcere di Sanremo, dove fu trasferito il 23 maggio su sua richiesta in seguito a epidodi di insulti e minacce all’interno del carcere di Marassi.

    http://www.genova24.it/2012/01/pedofilia-prima-udienza-per-lex-seminarista-alfano-don-seppia-a-febbraio-26142/

  • Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    CAGLIARI. Un tentativo di baciarla sulla bocca, poi di palparle il seno, infine la mano afferrata saldamente per costringerla a toccargli i genitali: da una parte Raimondo Meloni, ex parroco di Segariu con esperienze passate a Uta e Arixi, nella parte della vittima una bambina che quel giorno – era il 16 giugno 2009 – aveva appena dieci anni. Ieri si è aperto davanti ai giudici della prima sezione del tribunale il processo al sacerdote accusato di violenza sessuale su minore infraquattordicenne e la ragazzina, con le porte dell’aula chiuse al pubblico, ha risposto alle domande del pm Guido Pani confermando quanto accadde quell’estate.  Racconto semplice, nella sua indiscutibile gravità: lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del reliogioso che appariva colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze che avrebbe avuto. La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio. Viene difeso dall’avvocato Sebastiano Cheri e fin dal primo momento ha sempre negato di aver messo le mani addosso alla ragazzina. Quella di ieri era la seconda udienza del dibattimento, ma la prima era saltata perché la vittima non si è presentata e neppure alcuno tra i familiari. Il processo andràò avanti il 23 febbraio con l’esame della madre e di altri parenti della bambina, che dovranno riferire al tribunale presieduto da Massimo Poddighe i particolari della vicenda, raccolti nel corso delle indagini.  L’ex parroco di Segariu rischia una condanna da sei a dodici anni, ma la scelta del rito ordinario malgrado gli elementi d’accusa raccolti dalla Procura indica che la difesa ritiene la sua posizione tutt’altro che compromessa. Il sacerdote sarà sentito in aula alla conclusione della fase dibattimentale ed è certo che il suo sarà un racconto alternativo dei fatti accaduti quel giorno, per i quali si trova a dover rispondere di reati gravissimi e ancora più gravi se rapportati al ruolo che don Meloni svolgeva nella comunità di Segariu, dov’era conosciuto anche per le sue esternazioni a volte provocatorie sui metodi educativi da usare coi ragazzi.

  • Nuove testimonianze sul prete di S.Croce Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»

    Nuove testimonianze sul prete di S.Croce Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»

    IL CASO. Ieri ragazzino di 15 anni accompagnato dai genitori si è presentato dai carabinieri. Intanto, il vescovo Pizziol ribadisce la piena fiducia nella magistratura: «Altrimenti sarebbe la confusione sociale»

    Schio. Una testimonianza che porta acqua al mulino dell’accusa. Mentre i carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’inchiesta che tanto rumore sta suscitando in città, perché vede indagato l’ex coparroco di Santa Croce Sergio Rappo, accusato di violenza sessuale da un ragazzo di 20 anni.  Di certo da ieri mattina, quando agli inquirenti del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla si è presentato un 15enne di Schio accompagnato dai genitori, il quadro delle accuse contro il prete appare più compromesso. L’adolescente ha spiegato che la scorsa estate collaborò col sacerdote, il quale gli avrebbe chiesto uno strano massaggio che l’aveva inquietato. «La cosa non mi era piaciuta e avevo preferito non frequentarlo più», ha detto il minore che allo stato risulta essere un testimone. Anche se non è detto che la sua posizione possa cambiare. In una vicenda in cui tanti valori sono in gioco – dal rispetto per il sacerdote indagato, innocente fino a prova contraria; a quello per la presunta vittima che sta soffrendo per ciò che avrebbe subito, fino al diritto della collettività di essere correttamente informata sul comportamento di un religioso che per anni ha goduto di stima e che dal pulpito indicava la strada proba -, ieri è intervenuto il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Conversando con i cronisti, da un lato ha ribadito piena fiducia nell’operato dei magistrati («dobbiamo averla altrimenti sarebbe la confusione sociale»); dall’altro ha spiegato di avere allontanato a scopo cautelativo don Rappo, 59 anni, anche se ha precisato il provvedimento non è un’anticipazione di colpevolezza. «Abbiamo agito per opportunità, spetterà poi alla giustizia accertare che cos’è successo», ha aggiunto.  Il vescovo ha manifestato serenità, perché la Curia ha agito con equilibrio in un difficile frangente, in stretto contatto con la procura, che la scorsa settimana ha interrogato il sacerdote.  Egli ha negato i fatti più gravi, ammettendo situazioni che comunque per un religioso sarebbero discutibili. Per contro, la parte offesa ha parlato apertamente di avere subito un rapporto sessuale completo, al termine di un pressing del religioso che lo aveva “assunto” per lavorare presso la parrocchia di Santa Croce come addetto alle pulizie. Poi l’antivigilia di Natale sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato per il quale don Rappo è indagato. «I fatti di cui devo rispondere sono infondati», ha dichiarato il prete al pm Antonella Toniolo, ma il ventenne di Torrebelvicino che l’accusa insiste: «È tutto vero». Chi dice la verità?

  • Prete pedofilo in Appello

    Prete pedofilo in Appello

    Iniziato il secondo grado per il sacerdote condannato a Ferrara a 6 anni

    Non si è ancora conclusa la vicenda giudiziaria del prete, residente nell’alto ferrarese, accusato di aver molestato una decina di bambine affidate all’asilo nido parrocchiale. La vicenda iniziò nel 2005, con la denuncia presentata ai carabinieri da alcune maestre impegnate nella stessa struttura, le quali avevano notato nel comportamento dell’uomo con i più piccoli degli atteggiamenti poco chiari. Le insegnanti, inizialmente timorose nell’esprimere un giudizio così forte sul sacerdote, vennero motivate a presentare i loro dubbi all’autorità dalla direttrice didattica della scuola materna, testimone oculare di alcune attenzioni particolari riservare dall’uomo a una bambina originaria del Kosovo, ospitata assieme ai suoi familiari nella struttura.

    Le indagini condotte sulla vicenda portarono il tribunale di Ferrara ad emettere nei confronti dell’uomo una sentenza di colpevolezza, per scontare la quale veniva stabilita una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione (vai all’articolo). L’avvocato del sacerdote, Giuseppe Coliva, ricorse in secondo grado e per questo ieri il caso è stato discusso nella sede della Corte d’Appello di Bologna.

    Il legale in aula ha sostenuto come ai danni del’ex sacerdote – l’uomo infatti, già sospeso in via cautelare dall’esercizio di tutte le facoltà sacerdotali nell’aprile 2005, dopo gli arresti domiciliari, è stato ridotto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede allo stato laicale (vai all’articolo) – possa essere stato organizzato un complotto, da parte delle maestre che temevano di perdere il lavoro. Inoltre ha contestato la tardività della denuncia e ha insistito affinché fossero reinterpretati i gesti considerati equivoci. Quest’ultimo punto è stato fermamente rigettato sia dalla procura generale che dalle parti civili.

    La discussione si è conclusa con la richiesta di assoluzione da parte della difesa, e in subordine la contestazione per un fatto lieve, a cui si è contrapposta la procura assieme alle parti civili,  rappresentate dagli avvocati Colombo e Pritoni, i quali vorrebbero invece la riconferma della sentenza di primo grado.

    Il collegio dei giudici, composto dal presidente Pederiali assieme a Di Bari e Passerini, renderà noto il proprio giudizio il 7 marzo.

    http://www.estense.com/?p=193092

  • Abusi sessuali su bimbi dell’asilo “Il sacerdote va condannato” L’appello

    Abusi sessuali su bimbi dell’asilo “Il sacerdote va condannato” L’appello

    Il procuratore generale ha chiesto la conferma dei 6 anni e 10 mesi
    di Nicola Bianchi

    Ferrara, 21 gennaio 2012 – Furono le maestre ad accorgersi che qualcosa, in quel sacerdote, non andava più. Strano lui, strani i bambini della scuola che da anni gestiva, in un paese dell’alto ferrarese. «Carezze un po’ troppo spinte, — secondo le accuse — palpeggiamenti, strofinamenti nelle zone intime e baci sulla bocca a una decina di bimbetti». Colpevole, per il tribunale estense, tradotto il 9 aprile 2008 in 6 anni e 10 mesi di condanna. Colpevole anche per il procuratore generale Miranda Bambace che ieri, al termine della sua lunga requisitoria in appello, ha chiesto alla corte di riconfermare la pena del primo grado.

    Accusa e difesa. Credibili e fondate, per il pg, le accuse contenute nelle testimonianze oculari delle insegnanti, delle cuoche e delle ausiliarie della materna ferrarese, che riferirono in aula numerosi episodi verificatisi durante gli anni scolastici 2003-2004 e nei primi mesi del 2005. «Il mio assistito deve essere assolto perché innocente — la replica dell’avvocato Giuseppe Coliva del foro di Bologna — Confido in una decisione congrua e giusta dei giudici».

    Sotto choc. Una vicenda che squarciò la quiete di un’intera provincia e fece tremare la curia felsinea. I riflettori sulla scuola vennero accesi all’inizio del 2005 dopo che alcune insegnanti, non senza timori e dubbi, presentarono ai carabinieri una denuncia nei confronti del sacerdote, nato a Verona e fino a quel momento ben voluto da tutti. In quell’occasione, le due donne raccontarono alcuni episodi circostanziati di molestie ai danni di una decina di bimbi: carezze un po’ troppo spinte, palpeggiamenti, strofinamenti, baci sulla bocca. A convincerle a parlare e a vincere gli iniziali timori reverenziali verso l’uomo, fu la direttrice della scuola materna. Lei stessa, infatti, non solo venne presto a sapere dalle maestre e dalle ausiliare (in lacrime) di alcuni episodi emblematici accaduti in passato ma fu addirittura testimone oculare di numerose attenzioni morbose del prete verso una bimba kosovara, ospite della parrocchia assieme alla madre, al padre e ai fratellini.

    L’arresto. Il caso esplose letteralmente quando la procura decise di arrestarlo: inizialmente venne detenuto ai domiciliari nella canonica della parocchia, a fianco dell’asilo. Rimase lì fino all’estate del 2005 quando fu poi trasferito in una struttura religiosa del Bolognese. «Sono innocente», ha sempre gridato lui, attaccando chi lo accusava e parlando di invidie e ripicche nei suoi confronti. Il suo destino giudiziario verrà deciso il 7 marzo, giorno fissato per repliche e sentenza.

    di Nicola Bianchi

    http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cr…ell_asilo.shtml

  • Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»
    IL CASO. Ieri ragazzino di 15 anni accompagnato dai genitori si è presentato dai carabinieri.
     Intanto, il vescovo Pizziol ribadisce la piena fiducia nella magistratura: «Altrimenti sarebbe la confusione sociale»
    20/01/2012

    Schio. Una testimonianza che porta acqua al mulino dell’accusa. Mentre i carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’inchiesta che tanto rumore sta suscitando in città, perché vede indagato l’ex coparroco di Santa Croce Sergio Rappo, accusato di violenza sessuale da un ragazzo di 20 anni. Di certo da ieri mattina, quando agli inquirenti del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla si è presentato un 15enne di Schio accompagnato dai genitori, il quadro delle accuse contro il prete appare più compromesso. L’adolescente ha spiegato che la scorsa estate collaborò col sacerdote, il quale gli avrebbe chiesto uno strano massaggio che l’aveva inquietato. «La cosa non mi era piaciuta e avevo preferito non frequentarlo più», ha detto il minore che allo stato risulta essere un testimone. Anche se non è detto che la sua posizione possa cambiare. In una vicenda in cui tanti valori sono in gioco – dal rispetto per il sacerdote indagato, innocente fino a prova contraria; a quello per la presunta vittima che sta soffrendo per ciò che avrebbe subito, fino al diritto della collettività di essere correttamente informata sul comportamento di un religioso che per anni ha goduto di stima e che dal pulpito indicava la strada proba -, ieri è intervenuto il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Conversando con i cronisti, da un lato ha ribadito piena fiducia nell’operato dei magistrati («dobbiamo averla altrimenti sarebbe la confusione sociale»); dall’altro ha spiegato di avere allontanato a scopo cautelativo don Rappo, 59 anni, anche se ha precisato il provvedimento non è un’anticipazione di colpevolezza. «Abbiamo agito per opportunità, spetterà poi alla giustizia accertare che cos’è successo», ha aggiunto. Il vescovo ha manifestato serenità, perché la Curia ha agito con equilibrio in un difficile frangente, in stretto contatto con la procura, che la scorsa settimana ha interrogato il sacerdote. Egli ha negato i fatti più gravi, ammettendo situazioni che comunque per un religioso sarebbero discutibili. Per contro, la parte offesa ha parlato apertamente di avere subito un rapporto sessuale completo, al termine di un pressing del religioso che lo aveva “assunto” per lavorare presso la parrocchia di Santa Croce come addetto alle pulizie. Poi l’antivigilia di Natale sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato per il quale don Rappo è indagato. «I fatti di cui devo rispondere sono infondati», ha dichiarato il prete al pm Antonella Toniolo, ma il ventenne di Torrebelvicino che l’accusa insiste: «È tutto vero». Chi dice la verità?I.T.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ha_massaggiato/

  • Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    INCHIESTA. La clamorosa indagine sulle presunte violenze in oratorio: i carabinieri ascoltano numerosi testimoni. La difesa del prete intenzionata a chiudere la vicenda in tempi brevissimi. Allo studio anche un accordo con la parte offesa
    19/01/2012

    Don Sergio Rappo

    Schio. In caserma sfilano i ragazzini. I carabinieri stanno cercando di fare luce su quanto avveniva nell’oratorio della parrocchia S. Croce di Schio, dopo la querela di un giovane di 20 anni di Torrebelvicino che ha denunciato il co-parroco di violenza sessuale. Da quanto trapela il sacerdote avrebbe mantenuto un atteggiamento equivoco anche con altri adolescenti; ma gli inquirenti procedono con i piedi di piombo, anche perchè va compreso se effettivamente dei reati siano stati commessi. Quello che è certo è che più di qualcuno aveva detto alla presunta vittima del prete di stare alla larga dall’oratorio, e lo ha confermato anche ai militari comandati dal capitano Massimo Ferrari e dal luogotenente Sergio Asciolla. Intanto, il pubblico ministero Antonella Toniolo, che coordina la delicata indagine, potrebbe chiedere a breve l’incidente probatorio, e cioè un’udienza davanti al giudice e davanti anche al sacerdote in cui sentire il giovane accusatore per cristallizzare le contestazioni. Anche la difesa di don Sergio Rappo, 59 anni (il sacerdote è assistito dall’avv. Michele Carotta), però sta cercando di velocizzare i tempi per arrivare il prima possibile ad una definizione della vicenda. Il sacerdote, già spostato dalla Curia, è stato ascoltato dal magistrato davanti al quale il prete ha ammesso di aver fatto delle carezze al ragazzo. Nulla più. La Curia, che si è detta pronta ad aiutare la famiglia del giovane, potrebbe proporre anche un risarcimento. L’obiettivo degli inquirenti è al momento quello di fare piena chiarezza su quanto è avvenuto in oratorio fra l’antivigilia di Natale e Capodanno. In quei giorni, il giovane prestava servizio per don Sergio già da qualche settimana: lo aiutava nelle pulizie e nella distribuzione dei volantini parrocchiali, e in altre piccole faccende. In cambio, guadagnava 10 euro l’ora che per lui, disoccupato da tempo, erano assai preziosi. Nel frattempo, incontro dopo l’incontro, l’intimità con il religioso – in base a quanto il ragazzo, accompagnato dal padre, ha denunciato in caserma – sarebbe aumentata. Dalle chiacchiere ai massaggi distensivi, fino agli atti sessuali. «Il 23 dicembre mi costrinse ad un rapporto completo», ha detto il ragazzo, che dimostra assai meno dei suoi 20 anni. Il giovane fa riferimento anche ad un secondo episodio, ma dice di essere talmente confuso da non sapere indicare nè quando è avvenuto nè cosa esattamente è successo. «L’ho rimosso», si è giustificato con i carabinieri, ai quali si è rivolto solo dopo il consiglio degli amici ai quali aveva raccontato quello che gli era successo in oratorio. Del primo incontro da codice penale il ragazzo ricorderebbe ogni particolare, del secondo nulla. Ora gli stessi militari stanno cercando di recuperare gli sms che il giovane e il sacerdote si erano scambiati in quei giorni, nei quali il ragazzo accusa il prete di essersi comportato male. L’indagine, che è quanto mai complessa, deve dare risposte certe nelle speranze della Curia e dei parrocchiani. Don Sergio è un prete stimato e amato sia per le sue qualità di pastore che per le sue doti umane e di educatore dei giovani. «Possibile?», si chiedono tutti. D.N.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_di_altri_casi/

    I parrocchiani divisi: «Sacerdote stimato» «Allungava le mani»
    19/01/2012

    Un quartiere diviso a metà. A Santa Croce c’è chi difende a spada tratta don Sergio Rappo, il co-parroco accusato di violenza sessuale su un ventenne, ma dall’altra parte c’è anche chi racconta episodi inquietanti. Gli animi dei cittadini sono sconvolti per la notizia che ha investito la parrocchia. C’è chi è turbato perchè in quel sacerdote credeva e riponeva fiducia. Un uomo che a detta di molti si era dato tanto da fare per la comunità in tutti questi anni di servizio, aiutando le persone in difficoltà che andavano a bussare alla porta della coanonica. «Una notizia che ci ha colto di sorpresa e ci lascia perplessi – afferma Sergio Pianalto dell’omonima edicola di fronte alla chiesa -. Il parroco era molto stimato e apprezzato per il suo operato. Grazie a lui era sparita anche la gentaglia sospetta che alla sera girava qua in parrocchia». «Sentivo clienti ipotizzare – spiega il titolare di un esercizio commerciale di via Strasseggiare, cuore del quartiere – una possibile “vendetta” o una mal interpretazione da parte del ragazzo vittima, magari offesosi per altri motivi. In ogni caso sarà la giustizia a far luce sulla faccenda». Dall’altro lato però c’è anche chi si domanda come mai queste presunte attenzioni particolari verso i giovani non siano venute a galla prima. Dalle voci di quartiere sembrerebbe infatti che il sacerdote anche in anni passati avesse allungato un po’ troppo le mani su qualche giovane, con il solito pretesto “massaggi” reciproci. Informazioni che in questi giorni sono al vagli dei carabinieri per stabilirne la veridicità. «Questa estate una cliente – racconta un’altra negoziante – mi raccontò dell’episodio accaduto al figlio di conoscenti. Il ragazzo aveva avuto a che fare con don Sergio. Mi aveva parlato di strani massaggi in seguito ai quali il giovane non era più stato lo stesso e aveva dovuto addirittura sottoporsi a terapia psicologica».
    Silvia Dal Ceredo

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ungava_le_mani/

  • Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    L’INCHIESTA. La denuncia di un ragazzo di 20 anni di Torrebelvicino: ha segnalato il presunto stupro agli investigatori dell’Arma che hanno raccolto le testimonianze. Due gli episodi contestati al sacerdote, che nega il fatto più grave l’antivigilia di Natale: è già stato interrogato dal pm in Curia

    18/01/2012

    «Il prete ha abusato di me». Un’accusa pesantissima, quella che un giovane di Torrebelvicino ha rivolto al coparroco di S. Croce di Schio. Don Sergio Rappo, stimato sacerdote ed educatore di giovani, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pubblico ministero Antonella Toniolo. L’ipotesi a suo carico è la violenza sessuale aggravata. Il religioso, assistito dall’avv. Michele Carotta, è stato già interrogato dal magistrato: avrebbe ammesso di aver accarezzato il giovane, negando decisamente rapporti sessuali non consenzienti. LA DENUNCIA. È la mattina del 6 gennaio quando il giovane, 20 anni, si presenta in caserma dei carabinieri con il padre. Sono stati gli amici del bar “Anni Trenta” di Schio, dove si ritrova, a consigliarlo di parlarne in famiglia prima e con le forze dell’ordine poi, non appena hanno raccolto le sue confidenze. Il racconto fatto dal ragazzo ai carabinieri del capitano Massimo Ferrari presenta dei tratti sconvolgenti. «Ho conosciuto don Sergio attraverso un amico. Sono disoccupato, ho bisogno di soldi e sapevo con il prete pagava qualcosina quelli che vanno a dargli una mano. L’ho aiutato a distribuire i volantini di invito agli incontri parrocchiali, oppure a pulire l’oratorio di S. Croce. Mi dava 10 euro l’ora, una mancetta, come la chiamava lui». Ottenuta un po’ di confidenza dal ragazzo, che si recava in oratorio quasi tutti i giorni, don Sergio gli avrebbe fatto dei massaggi: «Mi diceva che avevo la muscolatura tesa». Poi il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di ricambiare. Di lì si sarebbe giunti agli atti sessuali, con toccamenti via via più spinti. Lo stupro sarebbe avvenuto il 23 dicembre. Il giovane sarebbe stato costretto al rapporto; si sarebbe lamentato col prete: «Se mi denunci i miei avvocati ti distruggono», mi ha riferito. «Penso mi sia accaduto un episodio del genere anche in un’altra circostanza, mi ricordo qualcosa, ma sono confuso». IL GIOVANE. Il ragazzo viene descritto come un sempliciotto. Magro e minuto, non avrebbe avuto la forza di resistere al prete. È parso in confusione e di certo dimostra meno, anche a livello intellettivo, dei suoi 20 anni: non fosse stato per gli amici non avrebbe sporto denuncia. In oratorio ha continuato ad andarci fino al 2 gennaio. Per questo gli inquirenti hanno preso le sue parole con le pinze. LE INDAGINI. I carabinieri della stazione, con il luogotenente Sergio Asciolla, hanno avvisato il magistrato ed avviato accertamenti. Hanno raccolto le testimonianze degli amici, hanno risentito il ragazzo quando si è un po’ tranquillizzato. Le prime indicazioni che hanno raccolto confermerebbero il drammatico racconto, arricchito via via di nuovi particolari. La denuncia presentata è infatti assai circostanziata, e corrisponde a quanto il ragazzo ha riferito agli amici che hanno cercato di aiutarlo. «Su loro consiglio ho inviato un ultimo sms a don Sergio in cui gli dicevo di vergognarsi per quello che mi aveva fatto». LA CURIA. Come previsto dalla normativa, quando don Sergio è stato iscritto sul registro degli indagati è stata avvisata anche la Curia con il vescovo Beniamino Pizziol. La notizia ha suscitato sconcerto in vescovado, ma la chiesa vicentina – in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine – non ha perso tempo. In via cautelativa don Sergio è stato trasferito immediatamente. In secondo luogo la Curia ha fatto sapere alla famiglia del giovane di Torrebelvicino che è pronta a stargli vicino e ad aiutarlo. Tutti, in questa fase, procedono con i piedi di piombo. L’accusa, infamante per chiunque, e soprattutto per un prete amato e benvoluto, è da dimostrare.
    Claudia Milani Vicenzi
    Diego Neri

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…te_in_oratorio/

  • «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    18/01/2012

    «L’ho accarezzato, ma non ho commesso nei suoi confronti alcuno stupro». Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Nanto, dal 2001 a S. Croce di Schio, è stato interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo. Come previsto dal Concordato fra Stato e Chiesa, il sacerdote è stato ascoltato non in procura ma in Curia a Vicenza. Con lui il suo difensore. Da quanto è trapelato l’indagato avrebbe ammesso dei contatti con il giovane, ma avrebbe negato qualsiasi forma di violenza sessuale. Sarà l’indagine a delineare meglio i contorni di quanto è accaduto. I carabinieri, infatti, proseguono gli accertamenti e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere sviluppi nell’inchiesta. Se la Curia non avesse spostato il coparroco, probabilmente sarebbe stata la procura a sollecitare qualche misura del genere per evitare che il religioso non solo potesse tornare in contatto con il ventenne, ma anche con altri suoi amici che vengono ascoltati in questi giorni in caserma. Fra l’altro, pare che sia stato proprio uno degli amici del giovane a indicargli l’oratorio come luogo in cui poter svolgere qualche lavoretto retribuito. «Ma mi disse anche – ha spiegato il denunciante – che a lui non pareva una buona idea, perchè il prete avrebbe preteso dei massaggi non meglio definiti». Don Sergio, davanti al magistrato, sarebbe parso molto provato per quelle accuse, e profondamente turbato. Da molti anni il sacerdote lavora a fianco dei giovani, meritandosi la stima di tanti ragazzi e delle loro famiglie, oltre che delle associazioni con le quali collabora. Educatori, animatori e laici che frequentano la parrocchia, oltre a tanti amici sacerdoti, sono rimasti increduli alla notizia di un’indagine nei confronti del prete. Il compito degli inquirenti sarà tutt’altro che semplice. Nel frattempo, è probabile che il giovane si rivolga ad un legale che lo assista nel corso delle indagini e dell’eventuale processo. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ualche_carezza/

    IL CASO

    Prete accusato di violenza sessuale
    Allontanato dalla parrocchia
    Lo denuncia un ventenne. Il religioso avrebbe preteso massaggi, carezze e rapporti

    SCHIO— Aveva bisogno di un lavoro e lo ha trovato in parrocchia, accolto da un sacerdote che poi però avrebbe voluto da lui massaggi, effusioni, carezze intime, molto intime, e rapporti sessuali. Un incubo vissuto a dicembre da un ventenne di Schio e raccontato alla famiglia e agli amici che hanno convinto il ragazzo a rivolgersi ai carabinieri per far sapere cosa era successo in quella canonica e per presentare denuncia. La querela è dei primi giorni dell’anno. Uno dei preti che era alla parrocchia di Santa Croce ora è indagato. Interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo che coordina l’inchiesta – in un confronto che avrebbe portato il religioso a qualche parziale ammissione – il sacerdote è già stato allontanato dalla sua parrocchia. L’intera vicenda spiegata dal giovane ai militari di Schio sarebbe accaduta lo scorso dicembre, dopo aver saputo da un amico che la parrocchia di Santa Croce cercava un aiutante per pulire la chiesa e la canonica. Il ventenne, disoccupato, a quel punto ha pensato di proporsi nonostante l’amico gli avesse riferito di ventilate tendenze omosessuali del prete e ha preso contatto con il religioso 59enne, ottenendo un posto di lavoro che gli mancava da tempo e dieci euro l’ora per le pulizie.

    I primi giorni non ci sarebbero stati problemi. Il sacerdote si era addirittura preoccupato di andarlo a prendere con la sua auto, gli aveva mostrato cosa fare, lo aveva pagato regolarmente. Presto però, il religioso si sarebbe offerto per massaggi al giovane che sarebbe anche stato pagato di più per questo. Massaggi subiti, racconta il ventenne, senza avere la forza di reagire. Ma i massaggi, poi, non sarebbero più stati sufficienti. Il sacerdote avrebbe infatti chiesto con insistenza carezze intime, sopra i pantaloni e poi dentro. La avrebbe pretese e ricambiate. Ma non bastava ancora. La vigilia di Natale le avances più pesanti. Il religioso avrebbe chiesto al giovane (che agli amici e alla famiglia ha detto di sentirsi soggiogato da quel prete) di recarsi in oratorio al pomeriggio per spostare alcune sedie, assieme ad un secondo ragazzo.

    La violenza si sarebbe verificata nel momento in cui il prete è riuscito a rimanere solo con il 20enne. Il religioso lo avrebbe immobilizzato, costretto ad essere sodomizzato e poi obbligato a non dire nulla a nessuno.Quella violenza, però, avrebbe dato la forza al ventenne di interrompere il lavoro in canonica e di raccontare quello che gli stava succedendo. Dopo la denuncia, sono iniziate le indagini per capire cosa sia successo al ragazzo e se ci siamo altre vittime di quel sacerdote accusato di violenza sessuale. Nelle scorse settimane al comando dei carabinieri di Schio sono stati sentiti numerosi residenti del quartiere, sia famiglie che ragazzini, alla ricerca di eventuali testimonianze su episodi simili. La parrocchia, dal canto suo, non ha voluto commentare.

    Andrea Alba
    18 gennaio 2012

    http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…912682154.shtml

    mercoledì 18.01.2012 ore 11.06


    «Già da tempo giravano strane voci Ora si faccia chiarezza sul suo conto»

    LE REAZIONI. Parrocchiani increduli. Stupore fra gli animatori dell’Azione cattolica ma c’è anche chi non si sorprende

    18/01/2012

    Un uomo alto e dal fisico possente. Aspetti che uniti al colletto sacerdotale potevano per certi versi offrire un’immagine rassicurante, come lo è stato per parecchi decenni di servizio sacerdotale. Un’immagine positiva che il religioso dava di sè e che è compromessa (la verità emergerà dall’aula) alla luce della clamorosa inchiesta. Don Sergio Rappo, sacerdote presente nella parrocchia di Santa Croce da una decina d’anni, avrebbe avuto un lato “oscuro” che nessuno poteva immaginare. Ma su questo punto le posizioni divergono, perché c’è chi sostiene che il sacerdote si è sempre comportato correttamente.
    Certo, dalle testimonianze raccolte tra i residenti, fedeli e commercianti del quartiere, è emerso che già da un paio d’anni circolavano voci sul suo conto, ma erano rimaste tali, senza che vi fosse mai stata una segnalazione da parte di presunte vittime. In più di un’occasione il sacerdote sarebbe stato gentile nei confronti di alcuni giovani parrocchiani, avvicinandoli con una certa facilità, e questo aveva dato adito a qualche sospetto subito però rientrato. Anche perché tra i suoi incarichi c’era anche quello relativo alla gestione dei gruppi dell’azione cattolica (Acr e Acg), oltre a quelli dei chierichetti e dell’organizzazione della sagra annuale. Per questo quelle indiscrezioni negative erano rimaste allo stato di chiacchiera.
    Come la presunta violenza sessuale subita la vigilia di Natale dal ragazzo ventunenne, anche le altre ipotizzate molestie, sulle quali i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per verificare l’attendibilità, si sarebbero verificate all’interno delle mura dell’oratorio, in un ambiente ritenuto da genitori e fedeli teoricamente “protetto”.
    Il sospetto, da provare, è che il sacerdote avrebbe allungato le mani in altre occasioni, come durante i campi estivi organizzati ogni anno dalla parrocchia. «Era ora che questa faccenda saltasse fuori – ha dichiarato un parrocchiano accigliato -. Già da qualche tempo si sentivano strane voci, speriamo che ora venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia».
    «Sapevamo di qualche divergenza d’opinioni con l’altro parroco, don Alessandro Burati – hanno affermato alcuni clienti in un negozio di via Strasseggiare – ma su questioni organizzative, non certo per cose così gravi, di cui onestamente non sapevamo nulla».
    Da alcuni giorni don Sergio non è più presente in parrocchia e dal consiglio pastorale di Santa Croce fanno sapere che è partito per degli esercizi spirituali. Tra le ultime attività svolte dal sacerdote ce n’è anche una relativa alla 26^ Giornata mondiale della gioventù di agosto. In quell’occasione il prete accompagnò una quarantina di giovani del vicariato di Schio per una veglia di preghiera al Santuario del Summano.
    Stupore da parte del mondo dell’Azione cattolica. «Ci sembra incredibile – affermano alcuni animatori -. Abbiamo sempre lavorato bene con don Sergio, e si è sempre dimostrato affidabile. Questa notizia ci lascia davvero sbigottiti»

    Silvia Dal Ceredo

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_sul_suo_conto/

    Cappellano militare e responsabile dei gruppi giovanili
    IL PERSONAGGIO. La figura del sacerdote

    18/01/2012

    Il capitano Massimo Ferrari e il luogotenente Sergio Asciolla| Don Rappo benedice il Famila

    Don Sergio Rappo, sacerdote di 59 anni, prestava servizio pastorale nella chiesa di Santa Croce da una decina d’anni, al fianco dell’altro parroco della comunità, don Alessandro Burati di una decina d’anni più vecchio, ma già da circa un anno si vociferava su un suo presunto spostamento dovuto ad una redistribuzione voluta dalla Diocesi.
    Tra le varie attività parrocchiali di cui si occupava c’erano anche quelle relative ai settori giovanili, come i gruppi dell’azione cattolica in oratorio, quelli per l’organizzazione della sagra annuale o ancora i chierichetti per le celebrazioni delle messe.
    Dai fedeli viene descritto come un uomo energico, preciso,dai modi a volte un po’ duri e diretti. Caratteristica particolare sarebbe la sua attenzione, definita da alcuni “maniacale”, per la pulizia e l’igiene, manifestata più volte e con toni severi in occasione della preparazione di pranzi parrocchiali.
    Da diversi anni inoltre don Sergio Rappo era entrato in contatto con il Famila Basket, per il quale benediceva la squadra ad ogni inizio stagione, visto che il Palacampagnola si trova nella parrocchia di S.Croce.
    Risulta inoltre iscritto all’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia. S.D.C.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…uppi_giovanili/