Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: carabinieri

  • Schio, 20enne denuncia: “Il prete mi ha stuprato”

    Schio, 20enne denuncia: “Il prete mi ha stuprato”

    Un giovane ha accusato un prete della parrocchia di Santa Croce di averlo violentato. Il rapporto era iniziato come collaborazione lavorativa e poi degenerato con avances sempre più spinte

    di redazione 17/01/2012
    La chiesa di Santa Croce a Schio

    Gli aveva dato qualche piccolo lavoretto da fare, poi i rapporti di erano fatti sempre più confidenziali, sino al dramma dello stupro. Un giovane di 20 anni ha accusato un prete, che fino a pochi giorni fa officiava alla chiesa di Santa Croce di Schio, di averlo violentato in parrocchia.

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    Il rapporto fra i due era iniziato qualche tempo fa, quando il parroco aveva accettato di aiutare economicamente il giovane in cambio di qualche lavoro di manutenzione all’edificio. Poi, sempre sotto comenso, il ragazzo si era fatto fare un massaggio, poi via via toccare sempre più intimamente. Un giorno, improvvisamente, l’assalto e la violenza sessuale. In seguito alla denuncia, il religioso è stato allontanato su decisione della curia. Sul caso sta indagando il pm Antonella Toniolo.
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    Ventenne denuncia: “Violentato da un sacerdote”

    SANTA CROCE A SCHIO (VICENZA) – Prima le mance, poi i massaggi sempre piu’ espliciti e infine la violenza sessuale. E’ quanto ha raccontato ai Carabinieri un ragazzo di 20 anni puntando il dito contro un religioso che fino a pochi giorni fa svolgeva la sua funzione ecclesiastica nella parrocchia di Santa Croce a Schio (Vicenza).

    La vittima della presunta violenza sessuale ha riferito ai militari di aver accettato di svolgere piccoli lavori per la parrocchia, alla ricerca di qualche soldo in un periodo di disoccupazione. In questo modo sarebbe entrato in confidenza con il religioso che, di tanto in tanto, avrebbe aggiunto qualche decina di euro al compenso pattuito. In seguito il prete avrebbe trovato un pretesto per eseguire un massaggio al giovane.

    La situazione sarebbe in breve degenerata, con ripetuti toccamenti al termine dei quali il sacerdote avrebbe sempre aggiunto soldi ai compensi pattuiti. Improvviso, un pomeriggio, sarebbe arrivato l’assalto vero e proprio.

    Ora la vicenda e’ passata attraverso un primo interrogatorio del sacerdote, ascoltato in curia alla presenza di un legale dal pm berico Antonella Toniolo. In seguito alla denuncia le autorita’ religiose hanno deciso il suo allontanamento dalla parrocchia.
    17 gennaio 2012 | 19:25

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…erdote-1084550/

  • Segariu. Minore accusa

    Segariu. Minore accusa

    Da L’Unione Sarda del 13 gennaio 2012 pagina 33

    Per tre volte il processo era saltato perché non si era presentata a testimoniare, per cui è stata accompagnata in aula dai Carabinieri. Quando però la tredicenne che accusa l’ex parroco di Segariu, don Raimondo Meloni di aver tentato di abusare di lei si è seduta di fronte ai giudici del Tribunale di Cagliari, non si è certo tirata indietro. Anzi ha ripetuto il racconto che aveva fatto tre anni fa ai carabinieri, ribadendo ogni singola virgola. “Ha tentato di baciarmi e di toccarmi, ma io sono riuscita a fuggire”.

    Un’udienza molto tesa, che si è svolta a porte chiuse e non si è esaurita con la deposizione della ragazzina. Dopo di lei sono state interrogate infatti anche la madre e la sorella, che avevano raccolto le sue confidenze. E – almeno secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Sebastiano Cheri – dalle loro testimonianze sarebbero emerse alcune incongruenze.

    La vicenda risale all’estate del 2009 quando la presunta vittima, che all’epoca aveva dieci anni, dopo essersi confidata con la mamma e la sorella, bussò dai carabinieri per denunciare il tentativo di violenza subito il 16 giugno da parte del parroco dell’epoca. Stando al racconto della bambina, approfittando di un momento in cui erano rimasti da soli, il religioso avrebbe tentato di baciarla in bocca, palpandole il petto e afferrandole la mano per costringerla a toccare le sue parti intime. Lei però reagì, riuscendo così a scappare. Un racconto choc, che fece subito scattare l’inchiesta della Procura, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Pili, capo del pool che si occupa dei reati sessuali.

    La bambina era stata interrogata più volte dal magistrato inquirente per valutarne la credibilità. Col risultato che alla fine dell’inchiesta il PM aveva chiesto e ottenuto dal GUP il rinvio a giudizio di don Meloni, che si è sempre proclamato innocente e che nel frattempo è stato pensionato dalla Curia, proprio a causa di questa vicenda. Il processo proseguirà il 23 febbraio.

    www.diocesidicagliari.it/aspxPages/…c.aspx?idSac=92

    MELONI don Raimondo
    sacerdote diocesano

    Nato a: Sanluri il 22/02/1942
    Ordinazione: Cattedrale di Cagliari il 29/06/1967
    Titolo di studio: Licenza in Teologia

    Incarichi attuali:

    Note: Pensionato.

    Incarichi precedenti
    Dal Al denominazione Note
    09/08/1996 11/09/2010 Parroco S. GIORGIO MARTIRE Segariu Parrocchiale.
    01/11/1970 01/08/1996 Parroco BEATA VERGINE ASSUNTA Arixi Parrocchiale
    01/09/1967 01/11/1970 Vicario S. GIUSTA VERGINE MARTIRE Uta Parrocchiale.

  • La bambina conferma le accuse  al sacedote presunto pedofilo

    La bambina conferma le accuse al sacedote presunto pedofilo

    Da La Gazzetta del Mezzogiorno, edizione di Brindisi del 12 gennaio 2012 pag. 57. Trascrivo la parte dell’articolo che riesco a leggere.

    Oria. Ieri mattina c’è stato l’incidente probatorio davanti al giudice Saso nel corso del quale è stata interrogata

    La bambina conferma le accuse

    al sacedote presunto pedofilo

    L’ha fatto ieri mattina nel corso dell’incidente probatorio al quale la piccola è stata sottoposta su richiesta del Pubblico Ministero Valeria Farina Valaori, svoltosi davanti al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso.

    Pochissime le indiscrezioni trapelate sul contenuto dell’interrogatorio, al quale, oltre alle varie parti processuali, era presente anche una psicologa per assistere la piccola in questa incombenza molto delicata………… definire le accuse ….. sacerdote che…. nei confronti di questo sacerdote che è stato trasferito a Napoli in attesa che la vicenda venga chiarita e la sua posizione definita.

    La grave vicenda della quale si sta occupando Valeria Farina Valaori venne fuori casualmente. La bambina, ospite del convitto religioso e affidata a una famiglia che non è la sua e non è di Oria, sentendo pronunciare la parola monella rispose che monello era anche il padre del convitto. E spiegò perché.

    Le indagini furono svolte dai carabinieri, su delega del magistrato inquirente. venne fuori che quanto affermata dalla piccolo non era campato in aria. Che il giorvane sacerdote andava decisamente oltre il suo ruolo di educatore.

    Come si è detto, il padre rogazionista fu immediatamente allontanato dal convitto. Il pubblico ministero nel frattempo ha ritenuto necessario l’assunzione anticipta delle dichiarazioni della bambina, al di fuori dell’istruttoria dibattimentale. Il cosiddetto incidente probatorio che si è svolto ieri. Messi in cassaforte le accuse della bambina l’inchiesta dovrebbe avviarsi verso la conclusione.

    Piero Argentiero

  • Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    In prima pagina su “Il quotidiano di Puglia” edizione di Lecce, del 11/01/2012


    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=19432

    11 gennaio 2012
    Abusi su un giovane. Don Quintino a processo
    Il tribunale di Lecce

    Lecce. Avrebbe abusato di un giovane marocchino, che si sarebbe rivolto a lui in cerca di aiuto per la sua condizione di povertà

    LECCE – Gli abusi si sarebbero consumati in parrocchia. Lì dove il giovane marocchino si sarebbe recato per chiedere aiuto, vista la situazione di grave indigenza nella quale verteva, una volta arrivato, da clandestino, nel Salento. E proprio quel parroco nel quale avrebbe visto il suo aiuto, si sarebbe invece trasformato nel suo aguzzino. E’ questo che il 26enne di nazionalità marocchina ha riferito agli inquirenti, quando ha denunciato gli abusi sessuali ai suoi danni da parte del parroco, don Quintino De Lorenzis, 35enne originario di Alliste e da più di un anno alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.

    Il processo nei confronti del sacerdote si aprirà il prossimo 28 marzo. Il rinvio al giudizio è arrivato al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia.

    http://www.lecceprima.it/cronaca/abusi-su-…a-processo.html

    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
    „
    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
    Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. I presunti abusi consumati proprio nella parrocchia
    di A.M. 10/01/2012

    LuogoNardò

    Aggiornamenti via mail

    LECCE – Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. Il rinvio al giudizio del sacerdote è arrivato al termine dell’udienza preliminare si è tenuta questa mattina dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia. Il parroco, da oltre un anno e mezzo è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.
    I fatti, secondo quanto si è appreso, risalirebbero allo scorso 15 ottobre. La presunta vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Accuse che avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione, chiamati a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.
    Secondo il racconto del giovane extracomunitario, i presunti abusi sarebbero stati consumati proprio all’interno della parrocchia. Il ventiseienne sarebbe stato avvicinato dal sacerdote mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale. Nella denuncia la presunta vittima avrebbe fatto riferimento a fatti e luoghi ben circostanziati.
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  • Iniziato il secondo grado per il sacerdote condannato a Ferrara a 6 anni

    Iniziato il secondo grado per il sacerdote condannato a Ferrara a 6 anni

    Corte d’appello di Bologna

    Non si è ancora conclusa la vicenda giudiziaria del prete, residente nell’alto ferrarese, accusato di aver molestato una decina di bambine affidate all’asilo nido parrocchiale. La vicenda iniziò nel 2005, con la denuncia presentata ai carabinieri da alcune maestre impegnate nella stessa struttura, le quali avevano notato nel comportamento dell’uomo con i più piccoli degli atteggiamenti poco chiari. Le insegnanti, inizialmente timorose nell’esprimere un giudizio così forte sul sacerdote, vennero motivate a presentare i loro dubbi all’autorità dalla direttrice didattica della scuola materna, testimone oculare di alcune attenzioni particolari riservare dall’uomo a una bambina originaria del Kosovo, ospitata assieme ai suoi familiari nella struttura.

    Le indagini condotte sulla vicenda portarono il tribunale di Ferrara ad emettere nei confronti dell’uomo una sentenza di colpevolezza, per scontare la quale veniva stabilita una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione (vai all’articolo). L’avvocato del sacerdote, Giuseppe Coliva, ricorse in secondo grado e per questo ieri il caso è stato discusso nella sede della Corte d’Appello di Bologna.

    Il legale in aula ha sostenuto come ai danni del’ex sacerdote – l’uomo infatti, già sospeso in via cautelare dall’esercizio di tutte le facoltà sacerdotali nell’aprile 2005, dopo gli arresti domiciliari, è stato ridotto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede allo stato laicale (vai all’articolo) – possa essere stato organizzato un complotto, da parte delle maestre che temevano di perdere il lavoro. Inoltre ha contestato la tardività della denuncia e ha insistito affinché fossero reinterpretati i gesti considerati equivoci. Quest’ultimo punto è stato fermamente rigettato sia dalla procura generale che dalle parti civili.

    La discussione si è conclusa con la richiesta di assoluzione da parte della difesa, e in subordine la contestazione per un fatto lieve, a cui si è contrapposta la procura assieme alle parti civili, rappresentate dagli avvocati Colombo e Pritoni, i quali vorrebbero invece la riconferma della sentenza di primo grado.

    Il collegio dei giudici, composto dal presidente Pederiali assieme a Di Bari e Passerini, renderà noto il proprio giudizio il 7 marzo.

    www.estense.com/?p=193092

  • Diventa un giallo la visita di Bagnasco a don Seppia

    Diventa un giallo la visita di Bagnasco a don Seppia

    Genova – Il colloquio è avvenuto nella cappella del carcere. Un faccia a faccia di una ventina di minuti, sotto il controllo, solo visivo, delle autorità del penitenziario. Nessuno sa cosa si siano detti il cardinale Angelo Bagnasco e don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri, arrestato per uno scandalo di droga e sesso con minori. La visita doveva rimanere segreta e adesso è fonte di non pochi imbarazzi, alla vigilia di un processo delicatissimo per la Chiesa. E proprio su questo punto c’è un giallo: chi ha autorizzato quell’incontro? «Nessun privilegio, tutto si è svolto nel pieno rispetto delle regole e ha coinvolto le autorità preposte», assicura Francesco Frontirré, direttore del carcere di Sanremo, dove Seppia è detenuto . Una versione confermata da Giovanni Salamone, provveditore regionale all’amministrazione penitenziaria, che aggiunge: «Mi è stato riferito che il colloquio è stato autorizzato da Stefano Puppo, il pubblico ministero che ha svolto l’inchiesta». Un’affermazione smentita però dal diretto interessato: «Non sono stato io a dare il via libera e sarebbe comunque competenza del gip». Un rimpallo di responsabilità che accresce il mistero sul blitz avvenuto mercoledì pomeriggio, poco dopo le 18,30. Sull’argomento il presidente della Cei ha rilasciato solo una breve dichiarazione ieri sera, a margine di un convegno al palazzo della Meridiana: «È vero, ci siamo incontrati. È stata la prima volta. Lui sta facendo il suo percorso». Un breve commento che però non aiuta a chiarire quanto accaduto. «Sono all’oscuro di tutto», commenta l’avvocato Paolo Bonanni, legale dell’ex parroco. Don Riccardo Seppia viene arrestato lo scorso 13 maggio dai carabinieri del Nas di Milano. I militari seguono da tempo un giro di spacciatori di cocaina e anabolizzanti ed è in questo contesto che incappano nel pastore della chiesa di Santo Spirito. Un uomo che al telefono parla molto delle sue maggiori passioni: i ragazzini e la polvere bianca. Riserva le confidenze sugli aspetti più oscuri della sua personalità a due personaggi chiave: il pusher Baja Seikou e l’ex seminarista e sodale Emanuele Alfano. Le accuse nei confronti di Seppia, sono di tentata cessione di droga, pornografia minorile e tentata violenza su minore, per aver provato ad adescare un chierichetto di 15 anni. Anche Alfano finisce in manette, per prostituzione minorile.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/12…co_giallo.shtml

  • Manduria. Altra vittima accusa: denunciai abusi del prete rogazionista, ma il Tribunale ha archiviato

    Manduria. Altra vittima accusa: denunciai abusi del prete rogazionista, ma il Tribunale ha archiviato

    18 novembre 2011 alle 14:42

    sicuramente il sacerdote che ha abbusato di questa bambina deve essere quello che mio padre ha denunciato variate volte e la procura di brindisi ha sempre archiviato il caso e finalmente adesso è scoppita la bomba. Io auguro a questa a bambina una dimenticanza di quello che è accaduto e che per la vita abbia una grande felicità. Da parte di emanuela e spero che il tribunale di taranto non faccia più errori per classsificare i sacerdoti persone buone e invece ecco i risultatiii voi sapete bene sul mio caso di maltrattamentooo a me e hai miei fratelli

    http://www.lavocedimanduria.it/wp/pedofilia-indagini-su-un-sacerdote-di-oria.html

    Da Manduria un’altra bimba abusata dal prete di Oria

    Pubblicato da Redazione sabato, 19 novembre, 2011 – 06:37 | Nessun Commento

    Da Manduria un’altra bimba abusata dal prete di Oria MANDURIA – E’ di Manduria un’altra delle possibili vittime del prete di Oria accusato di pedofilia. E’ stata la stessa minorenne a testimoniare la sua storia lasciando uno scritto sul nostro giornale on line. «Sicuramente – scrive la giovane commentando la notizia del prete indagato –, il sacerdote che ha abusato di questa bambina deve essere lo stesso che mio padre ha denunciato più volte e che la Procura di Brindisi ha sempre archiviato il caso; finalmente adesso è scoppiata la bomba», scrive la ragazza che evidentemente è stata ospite in passato della comunità di Oria gestita dai padri Rogazionisti dove trovano ricovero i bambini sottratti alle famiglie «difficili» affidati dal tribunale dei minori e dove si sarebbero svolti i fatti su cui indagano i carabinieri di Oria. Tra queste mura, secondo la testimonianza di una bambina che non avrebbe nemmeno dieci anni, sarebbero avvenute le molestie sessuali del prete che per cautela è stato trasferito. «Io auguro a questa a bambina di dimenticare quello che è accaduto – scrive ancora l’anonima lettrice de La Voce on line che si firma con il solo nome Emanuela – e che per il futuro abbia una grande felicità. Da parte mia – continua – spero che il tribunale di Taranto non faccia più errori nel definire i sacerdoti come persone buone quando ecco i risultati. Voi sapete bene sul mio caso di maltrattamento a me e hai miei fratelli», conclude la giovane manduriana facendo emergere altri episodi di violenza di cui lei ed altri familiari sarebbero stati vittime. Il religioso di cui è stato garantito l’anonimato è indagato dalla procura di Brindisi per violenza sessuale su minore. La vittima è una bimba che avrebbe raccontato ai suoi attuali genitori affidatari delle attenzioni morbose subite dal sacerdote. Sul caso indagano i carabinieri di Oria al comando del luogotenente Roberto Borrello su incarico del pubblico ministero Valeria Farina Valaori. La comunità religiosa capeggiata dal vescovo della diocesi oritana Vincenzo Pisanello si affida alla magistratura mentre è secco «no comment» da parte del direttore dell’istituto fondato dal beato Annibale Maria di Francia, padre Nicola Mogavero.

    Nazareno Dinoi

    http://www.lavocedimanduria.it/wp/da-manduria-un%e2%80%99altra-bimba-abusata-dal-prete-di-oria.html

  • Disposto l’incidente probatorio  Il prete ritornato da Napoli a Oria

    Disposto l’incidente probatorio Il prete ritornato da Napoli a Oria

    Da Senzacolonne del 20 novembre 2011

    La presunta vittima scrive a un giornale online:«Ha maltrattato me e i miei fratelli»
    Un’altra bambina accusa il sacerdote indagato per pedofilia

    «Quel prete ha fatto del male anche a me»

    di EMILIO MOLA
    BRINDISI – E’ come un velo squarciato, uno strappo su un manto di silenzio che ha avvolto un indicibile orrore su cui solo ora, timidamente, si proietta un incerto fascio di luce. C’è un’altra bambina nel novero delle possibili vittime del sacerdote oritano indagato dalla Procura di Brindisi per presunti abusi su una piccola di 4 anni. Toghe, inchieste e divise stavolta non c’entrano. E’lei a farsi avanti, a parlare. Anzi a scrivere. La sua lettera è comparsa ieri sul sito di informazione locale online “La Voce di Manduria”. Parole e pensieri affidati di getto a una email con un solo nome in calce: Eleonora. Probabilmente non è il suo vero nome. Preferisce non divulgarlo, non rivelare la sua identità. Ma la sua storia sì, quel passato con cui si è trovata nuovamente a fare i conti quando sfogliando giornali e pagine web ha letto di quel prete rogazionista finito nel
    mirino della magistratura brindisina con l’accusa di pedofilia.
    Avrebbe cioè abusato, o comunque rivolto “attenzioni particolari” a una delle bambine ospiti della comunità rogazionista di Oria. Un centro cui vengono affidati i bambini sottratti dai tribunali ai genitori naturali, per difficoltà giudiziarie o sociali di varia natura.
    Lei, Eleonora, in quel centro ha trascorso un lembo della sua giovane esistenza. E ne è certa: “Il sacerdote che ha abusato di questa bambina – scrive – deve essere lo stesso che mio padre ha denunciato più volte e che la Procura di Brindisi ha sempre archiviato il caso; finalmente adesso è scoppiata la bomba”.
    Eleonora non ha la certezza che il suo presunto molestatore e il giovane sacerdote indagato a Oria siano le stessa persona. Ma per lei i conti tornano così.
    L’alternativa, ancora più agghiacciante, è che di presunti preti pedofili in quel centro ve ne siano più di uno. E una simile eventualità forse non vuole neanche metterla sul piatto.
    “Io auguro a questa a bambina – scrive ancora Eleonora – che per il futuro abbia una grande felicità. Da parte mia spero che il tribunale di Taranto non faccia più errori nel definire i sacerdoti come persone buone quando ecco i risultati”. E conclude: “Voi sapete bene sul mio caso di maltrattamento a me e hai miei fratelli”.
    Quindi non solo lei. Ma per Eleonora la giustizia non ha fatto il suo corso. Almeno nel suo caso, quello dei suoi fratelli, e di chissà quanti altri bambini.
    Forse tanti, forse nessuno. Perchè quel che conta, e cioè la prova, manca. Il castello indiziario costruito in questi mesi di indagini attorno al giovane sacerdote oritano è debole, debolissimo. Gli investigatori hanno mosso i primi passi dalla denuncia fatta dai genitori cui la piccola di quattro anni era stata in affidamento, che le avevano sentito dire in riferimento al sacerdote: “Lui è un
    monello”. Poi il racconto confuso di gesti, atteggiamenti, che potrebbero celare molestie, violenze. Ma nulla di più. Niente di concreto, di certo. In paese la caccia al nome del sacerdote oggetto dell’indagine è durata poche ore. Dopo un giorno di smarrimento e nomi estratti al caso dal calderone del pettegolezzo, in tanti sono certi d’aver capito chi sia il r o g a z i o n i s t a inquisito. A Napoli, dov’è stato trasferito alcuni mesi fa, per mera coincidenza in concomitanza all’avvio delle indagini, non è più nella comunità rogazionista del capoluogo partenopeo. E’ tornato a Oria: indice di come non esista alcun provvedimento di “esilio” nei suoi confronti. Così come non v’è traccia sul corpo della bambina di alcun segno di violenza.
    Le indagini tuttavia proseguono, condotte a Oria dai carabinieri coordinati dal comandante Roberto Borrello. Il pubblico ministero Valeria Farina Valaori ha
    disposto l’incidente probatorio 
    per sgomberare il campo da ogni dubbio e chiudere al più presto una vicenda che tante ombre e sospetti getta su una comunità, quella dei padri rogazionisti, fin’ora distintasi per meriti riconosciuti da ogni tribunale.
    E forse anche per questo gli stessi responsabili, come il vescovo Vincenzo Pisanello, preferiscono tacere, commentare, lasciare che la giustizia faccia il suo corso. Qualunque sia la strada imboccata.

  • ORIA – Un sospetto. Forse qualcosa in più.

    ORIA – Un sospetto. Forse qualcosa in più.

    ORIA – Un sospetto. Forse qualcosa in più.

    Di certo, un’inchiesta della Procura con un religioso indagato per pedofilia.

    La vicenda ha come teatro Oria, dove i carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti dopo aver appreso la notizia di reato che – come si diceva – riguarda un religioso che esercita in questo Comune e che ora, in via precauzionale e in attesa che la vicenda possa essere chiarita in ogni suo aspetto, è stato «trasferito» in un’altra città.

    Accuse, comunque, tutte da dimostrare non fosse altro perchè il religioso in questione è «persona stimata» da molta gente ad Oria.

    La vicenda ruota intorno ad un termine – «monello» – che avrebbe in qualche modo suscitato una reazione allarmante in una bambina temporaneamente affidata ad una famiglia oritana.

    Sembra che per gioco qualcuno di questa famiglia abbia indicato la piccola con questo termine e in tutta risposta – inaspettatamente – la bambina abbia detto: «Non sono io monella, monello è…», indicando così il nome del sacerdote che probabilmente si faceva chiamare «monello» quando accadevano delle «cose strane».

    Cose strane che per gli inquirenti sarebbero abusi sessuali ai danni della piccola e di altre sue coetanee.

    Per questo, è stata avviata un’inchiesta nel corso della quale la piccola è stata sentita alla presenza di psicologi confermando – secondo le accuse – le ipotesi avanzate riguardo il presunto caso di pedofilia.

    A far scattare l’inchiesta, attraverso una precisa segnalazione, proprio la famiglia alla quale la piccola era stata temporaneamente affidata.

    Una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire ma che potrebbe riservare clamorose sorprese.

    Nulla è trapelato sull’identità del religioso nè su altri particolari e testimonianze che pure sono al vaglio degli inquirenti da qualche settimana.

    Come si diceva, l’indagato è stato al momento trasferito e sicuramente non ha contatti con bambini a differenza di quello che invece accadeva ad Oria.

  • Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Il prete è un uomo di 55 anni allontanato da una parrocchia della Bassa bergamasca. Ora si trova in un convento

    Indagano i carabinieri

    Bergamo, 28 ottobre 2011 – Ci sarebbe un filmato compromettente, in possesso delle forze dell’ordine, che incastrerebbe un sacerdote ritratto in atteggiamenti spinti con alcuni ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni. Gli incontri a “luci rosse” finiti sotto accusa, e documentati in un servizio televisivo della trasmissione ‘‘Le Iene’’, sarebbero avvenuti in sacrestia e in casa del sacerdote dietro il pagamento di 15-20 euro. Il prete, un 55enne, da circa venti in servizio in una parrocchia della Bassa Bergamasca, avrebbe avvicinato le sue vittime con la scusa di farsi aiutare in alcuni lavoretti.

    Un pretesto, perchè in realtà lo scopo era ben altro. Smascherato, il religioso è stato immediatamente allontanato dalla parrocchia e ora si trova in un convento della provincia. Della vicenda se ne occupano i carabinieri della Compagnia di Bergamo che hanno avviato tutta una serie di indagini, grazie anche alle testimonianze dei ragazzi che hanno trovato il coraggio di denunciare ciò che gli era accaduto.

    In particolare uno di loro, un maggiorenne, ha raccontato dell’approccio avuto con il prete. Il religioso lo avrebbe attirato in canonica con una scusa banale: un aiuto per sistemare alcune cose. Ma una volta soli, il sacerdote avrebbe iniziato un vero e proprio approccio nei confronti del ragazzo chiedendogli di abbassarsi i pantaloni. Ogni passaggio sarebbe stato ripreso dal maggiorenne con il suo telefonino.

    Le altre vittime del sacerdote sarebbero due ragazzi di 16 e 17 anni, attirati in sacrestia sempre con la medesima scusa. E anche in questo caso gli approcci sarebbero stati filmati con un telefonino. Ora i video sono allegati al fascicolo aperto dagli investigatori nei confronti del sacerdote. Quest’ultimo si è sempre difeso dichiarando la propria innocenza e l’estraneità ai fatti contestati.

    di Rocco Sarubbi

    http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/201…e_ragazzi.shtml