Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • I vescovi sulla pedofilia del clero ripetono le solite cose per non fare alcun passo in avanti (Noi siamo chiesa)

    I vescovi sulla pedofilia del clero ripetono le solite cose per non fare alcun passo in avanti (Noi siamo chiesa)

    Le scosse sismiche, le abbondanti nevicate, le vittime e il dolore; ma anche la vicinanza e solidarietà della Chiesa italiana alle popolazioni del Centro Italia. Una Chiesa che, proprio in forza della sua prossimità alla gente, alza la voce per chiedere un Piano nazionale contro la povertà, decreti attuativi che diano concretezza a provvedimenti a favore della famiglia, affido a case famiglia per i minori non accompagnati e riconoscimento della cittadinanza per quanti hanno conseguito il primo ciclo scolastico. E non manca di esprimere preoccupazione per le proposte legislative legate al fine vita.

    I temi della prolusione con cui il Cardinale Presidente, Angelo Bagnasco, ha aperto la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente – riunito a Roma dal 23 al 25 gennaio 2017 – hanno trovato nei Vescovi attenta considerazione, approfondimento e rilancio.

    Sullo sfondo della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi – che Papa Francesco ha convocato per il mese di ottobre del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale – e degli Orientamenti pastorali del decennio il Consiglio Permanente ha messo a fuoco il tema principale della prossima Assemblea Generale (Roma, 22-25 maggio). Ha condiviso le procedure per eleggere in quella sede la terna relativa alla nomina del Presidente della CEI.

    Nel corso dei lavori si è discussa una bozza di Sussidio sul Rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente.

    I Vescovi hanno continuato la riflessione in merito alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in Italia in materia matrimoniale. Hanno, quindi, accolto una comunicazione circa la conclusione dei lavori della Commissione paritetica (ex art. 49 della Legge n. 222/1985). Un aggiornamento è stato dedicato anche alla tematica del fine-vita, a partire dal testo unificato in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

    Ampio spazio è stato posto all’esame dei piani di lavoro delle Commissioni Episcopali, così da orientarne la programmazione del prossimo quinquennio.

    Fra gli adempimenti amministrativi, il Consiglio Permanente ha preso visione della proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille che perverranno nel 2017. Ha provveduto ad alcune nomine, fra le quali quella di un membro di Commissione Episcopale, quella dell’Economo della CEI e una proposta circa l’Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana. Infine, sono stati approvati provvedimenti relativi a statuti di alcune Associazioni di fedeli.

    1. Terremoto, le risposte della Chiesa

    La tragedia perdurante che sta mettendo a dura prova le popolazioni del Centro Italia – sotto forma di continue scosse sismiche e di nevicate eccezionali – ha incontrato la piena sollecitudine del Consiglio Permanente. I suoi membri si sono fatti interpreti del dolore di intere comunità, lacerate negli affetti e nei luoghi di riferimento principali, a partire dalle abitazioni. Forte è emersa anche la preoccupazione per le centinaia di chiese pesantemente danneggiate, con un impoverimento significativo di beni culturali e identitari. Tale scenario, è stato rimarcato, rischia di compromettere pure la prossima stagione turistica, con ricadute economiche negative per l’intero indotto.

    A fronte di questa situazione, il Consiglio Permanente ha, innanzitutto, manifestato stima e ammirazione per la grande dignità con cui la gente sta affrontando la situazione; una gratitudine particolare è stata espressa nei confronti dei presbiteri e dei Vescovi, che anche in questa circostanza hanno saputo rivelarsi padri e pastori. Nel contempo, i lavori hanno richiamato anche l’importanza che su queste terre – una volta passata la prima emergenza – non si spengano i riflettori. Va in questa direzione l’impegno assicurato in molteplici forme dalla Chiesa italiana, a partire dalla valorizzazione della generosità delle parrocchie, che hanno risposto alla colletta indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana devolvendo circa 22 milioni di euro. Attraverso Caritas Italiana, questi fondi sono impiegati per risposte a bisogni primari – in alcune zone, è stato rilevato dai Vescovi, permangono ancora difficoltà di approvvigionamento di viveri – e per la realizzazione di alcune strutture polifunzionali a servizio delle comunità; sono stati, inoltre, avviati i primi progetti sociali e di sviluppo economico.

    I membri del Consiglio Permanente hanno condiviso anche altre iniziative, con cui dare continuità all’impegno di vicinanza solidale. Attingendo alle risorse dell’otto per mille, la prima misura ha visto lo stanziamento di 300mila euro a ognuna delle 26 diocesi interessate dalle conseguenze del sisma (con un ammontare complessivo di 7 milioni e 800mila euro) per interventi su edifici ecclesiastici destinati al culto e alla pastorale. Tra le altre realizzazioni, il lavoro congiunto e costante di questi mesi con il Commissario Straordinario per la ricostruzione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – e che ha coinvolto anche i Vescovi delle zone danneggiate – ha portato alla firma di un Protocollo d’Intesa. Con tale strumento si vengono a concordare insieme “priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo”. Sono stati, inoltre, istituiti una Consulta – finalizzata a rendere stabile lo scambio e la collaborazione tra le parti – e un Tavolo di lavoro tecnico che, oltre a definire le priorità degli interventi per il recupero dei beni culturali di interesse religioso, è chiamata ad assicurare il coordinamento e le istruttorie.

    1. Povertà, quali politiche familiari?

    La difficile situazione del Paese, legata all’emergenza sismica, ha rafforzato nel Consiglio Permanente la volontà di favorire una piena consonanza di intenti per una risposta corale. Questa attenzione non ha impedito ai Pastori di farsi voce delle difficoltà in cui versano molte famiglie a causa di una crisi economica che ne segna un preoccupante impoverimento, a fronte anche di situazioni di evidente e intollerabile privilegio. Di qui, la richiesta pressante dell’Episcopato per politiche familiari che possano trovare attuazione senza ulteriori dilazioni di tempo e di misure che aiutino la ripresa dell’occupazione: sono condizioni di futuro, soprattutto per i giovani e per il Meridione.

    1. Giovani, dall’Assemblea al Sinodo

    I giovani – sui quali già si era soffermata la prolusione del Cardinale Presidente – sono tornati al centro dell’attenzione del Consiglio Permanente anche in relazione alla scelta del tema principale della prossima Assemblea Generale (Roma, 22-25 maggio 2017). Nell’offrire indicazioni su contenuti e modalità i Vescovi hanno, da una parte, valorizzato il percorso degli Orientamenti pastorali del decennio, proponendo che l’Assemblea si confronti sulla questione educativa e sull’azione pastorale in riferimento proprio all’universo giovanile; dall’altra, si sono riconosciuti quali destinatari diretti nel lavoro di coinvolgimento di tutte le componenti ecclesiali sul tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (Roma, ottobre 2018). Essa, infatti, è stata convocata dal Santo Padre proprio su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale; lo scorso 13 gennaio ne è stato presentato il Documento preparatorio.

    Il Consiglio Permanente si è, quindi, ritrovato concorde nell’affrontare la presenza delle nuove generazioni nella Chiesa, quale opportunità per verificare la capacità di quest’ultima di generare a una vita di fede. Ha immaginato di farlo coinvolgendo direttamente i giovani, impegnandosi – nello spirito del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze – a farli sentire soggetti di tale processo.

    In questa luce, si guarda con attenzione al Servizio Nazionale per la pastorale giovanile per l’elaborazione di proposte che aiutino a rileggere le pratiche pastorali, ad accogliere le istanze dei giovani e a valorizzare i luoghi di spiritualità presenti sul territorio.

    I Vescovi sottolineano come assumere la centralità del mondo giovanile interroghi metodi, linguaggi e ambienti – anche oltre le parrocchie – e la disponibilità a farsi loro incontro per coinvolgerli nell’esperienza ecclesiale. Una proposta più articolata, sulla quale impostare il lavoro dell’Assemblea, è affidata alla Segreteria Generale in vista del Consiglio Permanente di marzo. Gli ambiti individuati – attorno ai quali si è pensato anche di chiedere ad alcuni giovani di portare la loro testimonianza in Assemblea – toccano le modalità della proposta di Gesù Cristo e, quindi, l’incidenza della fede nella vita; la dimensione ecclesiale, quella missionaria e il rapporto con la cultura.

    1. Presbiteri, una traccia di proposte qualificate

    “Episodi di infedeltà al ministero e di oggettivo scandalo sono motivo di dolore, a non fanno comunque venir meno la stima e l’ammirazione per il presbiterio nel suo complesso”.

    Lo sguardo di fiducia, espresso dal Card. Bagnasco nella prolusione, trova conferma nelle pagine del Sussidio, che giunge a conclusione del lavoro compiuto dai Vescovi nell’ultimo biennio attorno al tema del Rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Il testo punta a raccogliere e a consegnare al discernimento degli stessi sacerdoti una traccia di lavoro condiviso, con alcune proposte qualificate. L’intento è anche quello di agevolare la virtuosa circolazione di iniziative già in atto, oltre alla creazione di percorsi che favoriscano la comunione e la ministerialità, il cammino spirituale dei presbiteri e il rinvigorimento della loro attività missionaria, insieme a una migliore e più snella gestione delle questioni economiche e amministrative. In questa luce, dà voce all’importanza che nella formazione permanente di saper passare da esperienze occasionali e progetti organici, strutturati per un cammino che aiuti i presbiteri a ravvivare il dono ricevuto.

    Dopo il passaggio in Consiglio Permanente, i Vescovi si sono dati come scadenza la metà di febbraio per eventuali osservazioni e integrazioni; quindi, il Sussidio sarà messo a disposizione, quale strumento pratico e pastorale.

    1. Varie

    Le dodici Commissioni Episcopali – a cui sono affidate all’interno della Conferenza Episcopale compiti di studio, di proposta e di animazione – hanno presentato i loro piani di lavoro per il quinquennio al Consiglio Permanente, che li ha approvati. È esplicito in ciascuno di essi un riferimento agli Orientamenti pastorali del decennio, al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze e ai principali documenti del Magistero pontificio (Evangelii gaudium, Laudato si’, Amoris laetitia), nell’impegno di accompagnarne la ricezione e attuazione all’interno dei diversi ambiti pastorali.

    Durante i lavori del Consiglio Permanente è proseguita la riflessione relativa alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in Italia in materia matrimoniale: sarà ripresa anche nella sessione primaverile, per essere quindi sottoposta a maggio all’approvazione dell’Assemblea Generale.

    Sono state affrontate le procedure per l’elezione nella prossima Assemblea Generale della terna relativa alla nomina del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (art. 26, § 1 dello Statuto).

    Tra le comunicazioni, vi è stato un aggiornamento circa la conclusione dei lavori della Commissione paritetica (ex art. 49 della Legge n. 222/1985) e sulla tematica del fine-vita, a partire dal testo unificato in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. Al riguardo, è risuonata chiara la preoccupazione dei Vescovi per proposte legislative che rendono la vita un bene ultimamente affidato alla completa autodeterminazione dell’individuo, sbilanciando lo stesso patto di fiducia tra medico e paziente.

    I Vescovi hanno condiviso l’obiettivo di fondo della prossima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, dedicata alla questione del lavoro (Cagliari, 26-29 ottobre 2017): realizzare un incontro partecipativo che, anche in questo ambito, rinnovi l’impegno delle comunità cristiane. La proposta si articola attorno a quattro registri comunicativi: la denuncia delle situazioni inaccettabili, il racconto del lavoro nelle sue trasformazioni, le buone pratiche in termini di occupazione e non solo, le proposte da avanzare sul piano istituzionale.

    Fra gli adempimenti amministrativi, il Consiglio Permanente ha preso visione della proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille che perverranno nel 2017.

    Infine, sono state approvate modifiche allo statuto dell’Associazione “Movimento Apostolico Sordi” e si è proceduto al riconoscimento dell’Associazione “Figli in Cielo” Scuola di Fede e di Preghiera.

    1. Nomine

    Nel corso dei lavori, il Consiglio Episcopale Permanente ha provveduto alle seguenti nomine:

    –      Membro della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo: S.E. Mons. Francesco Giovanni Brugnaro, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche;

    –      Economo della Conferenza Episcopale Italiana: Diac. Mauro Salvatore (Brescia).

    –      Consulente Ecclesiastico Nazionale dell’Associazione Professionale Italiana Collaboratori Familiari (API-COLF): Don Francesco Poli (Bergamo).

    –      Consulente ecclesiastico nazionale della Federazione Italiana Unioni Diocesane Addetti al Culto/Sacristi (FIUDAC/S): Mons. Giulio Viviani (Trento).

    –      Consulente Ecclesiastico Nazionale della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana: Don Mario Camborata (Senigallia).

    Roma, 26 gennaio 2017

  • Il cardinale George Pell rischia di essere incriminato per pedofilia

    Il cardinale George Pell rischia di essere incriminato per pedofilia

    La polizia australiana indaga sul prelato che si difende: sono vittima di un linciaggio mediatico.

    Sarebbe davvero una grande scandalo, anche se Papa Francesco sta da tempo sistemando tutto tra tanti malumori in Curia: la polizia dello stato australiano di Victoria sta considerando se incriminare il cardinale George Pell – già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto della Segreteria per l’Economia del Vaticano – per accuse di abusi sessuali a minori risalenti alla fine degli anni 1970, quando era ancora sacerdote.
    La polizia ha confermato in un comunicato di aver ricevuto una notifica dall’Ufficio della Pubblica Accusa riguardante indagini su accuse di aggressione sessuale, che sono oggetto di un documento probatorio presentato dalla polizia stessa. Il comunicato aggiunge che i detective daranno considerazione a tale notifica, prima di formulare imputazioni. Le asserzioni includono quelle di due uomini di oltre 40 anni provenienti da Ballarat, cittadina natale di Pell, che lo accusano di averli toccati in maniera inappropriata mentre giocava a lanciarli in acqua nella locale piscina pubblica.
    Tali accuse erano divenute pubbliche lo scorso luglio in un reportage sulla Tv nazionale Abc della giornalista investigativa Luoise Milligan, che dà maggiori dettagli nel libro appena uscito ‘The Cardinal: The Rise And Fall of George Pell’.
    In ottobre tre funzionari della polizia del Victoria si sono recati a Roma per interrogare Pell, che ha partecipato volontariamente. La Pubblica Accusa ha esaminato anche le evidenze raccolte in quell’occasione. Secondo il libro pubblicato da Melbourne University Press, Pell avrebbe anche abusato di due coristi nella cattedrale di Melbourne verso la fine degli anni 1990. E sarebbe stato a conoscenza delle attività di preti pedofili sotto la sua giurisdizione prima di quanto abbia mai ammesso.
    Il cardinale ha respinto strenuamente in più occasioni ogni accusa di abusi e di insabbiamento. E tramite un portavoce ha domandato le scuse e la ritrattazione ai giornali Sydney Morning Herald e The Age, e a Guardian Australia, per gli articoli in cui trattano del libro. Il cui contenuto è definito ‘linciaggio mediatico’.
    “La decisione della casa editrice di procedere con la pubblicazione è un palese tentativo di interferire con corso della giustizia. A differenza di Melbourne University Press, il cardinale non interferirà con il corso della giustizia, ma attenderà il risultato del dovuto processo prima di avviare un’azione per diffamazione”, ha dichiarato il portavoce.

    http://www.globalist.it/world/articolo/1000489/il-cardinale-george-pell-rischia-di-essere-incriminato-per-pedofilia.html

  • Pedofilia, Pell respinge le nuove accuse di abusi

    Pedofilia, Pell respinge le nuove accuse di abusi

    I suoi legali hanno chiesto la ritrattazione a tre giornali per gli articoli su un libro le cui asserzioni sono definite dal Cardinale linciaggio mediatico

    I legali del cardinale australiano George Pell – già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto degli affari economici del Vaticano – hanno domandato le scuse e la ritrattazione ai giornali Sydney Morning Herald e The Age del gruppo Fairfax, e a Guardian Australia, per gli articoli in cui trattano di un libro che riporta nuove accuse di abusi sessuali a minori contro il prelato. Asserzioni che Pell descrive come «character assassination», ovvero linciaggio mediatico.

    Secondo il libro della giornalista investigativa della Tv nazionale Abc, Luoise Milligan, «The Cardinal: The Rise And Fall of George Pell», egli avrebbe abusato di due coristi nella cattedrale di St. Patrick a Melbourne verso la fine degli anni 1990. Il libro appena pubblicato da Melbourne University Press contiene anche nuove informazioni sull’insabbiamento da parte della Chiesa di abusi a minori, e asserisce che Pell era a conoscenza delle attività di preti pedofili sotto la sua giurisdizione prima di quanto abbia mai ammesso. Milligan aveva anche rivelato accuse di abusi risalenti alla seconda metà degli anni 1970, in un programma della Abc lo scorso luglio.

    «Tutte e ciascuna delle asserzioni di abusi e di insabbiamento contro il cardinale sono false. Il libro è un esercizio di “character assassination”», recita una dichiarazione di un portavoce del Cardinale, pubblicata oggi dal quotidiano The Australian. «La decisione della casa editrice di procedere con la pubblicazione, mentre le asserzioni sono ancora sotto considerazione dell’Ufficio della Pubblica Accusa, è un palese tentativo di interferire con il corso della giustizia. A differenza di Melbourne University Press, il cardinale non interferirà con il corso della giustizia, ma attenderà il risultato del dovuto processo prima di avviare un’azione per diffamazione».

    Nel programma tv dello scorso luglio due uomini affermavano di essere stati aggrediti sessualmente da Pell, allora sacerdote, nella piscina pubblica di Ballarat. La polizia dello stato di Victoria ha confermato in seguito di aver presentato un documento probatorio contro Pell all’ufficio della pubblica accusa. E lo scorso ottobre tre funzionari della polizia del Victoria si sono recati a Roma per interrogare Pell, che ha partecipato volontariamente. Pell è ora accusato di abusi a minori in tre fasi della sua carriera: come seminarista, come sacerdote e come vescovo di Melbourne. Ha sempre negato ogni accusa e a suo carico non vi sono imputazioni di reato.

    http://www.lastampa.it/2017/05/16/vaticaninsider/ita/nel-mondo/pedofilia-pell-respinge-le-nuove-accuse-di-abusi-Y6nQGVtOpyJHExYfyEc1RM/pagina.html

  • Australia, indagini sul cardinale Pell e un libro che elenca gli abusi sessuali

    Australia, indagini sul cardinale Pell e un libro che elenca gli abusi sessuali

    Sydney – La polizia dello stato australiano di Victoria sta considerando ora se incriminare il cardinale George Pell – già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto della Segreteria per l’Economia del Vaticano – per accuse di abusi sessuali a minori risalenti alla fine degli anni 1970, quando era ancora sacerdote.

    La polizia conferma in un comunicato diffuso ieri sera di aver ricevuto una notifica dall’Ufficio della Pubblica Accusa riguardante indagini su accuse di aggressione sessuale, oggetto di un documento probatorio presentato dalla polizia stessa. Il comunicato aggiunge che i detective daranno considerazione a tale notifica, prima di formulare imputazioni. Le asserzioni includono quelle di due uomini di oltre 40 anni provenienti da Ballarat, cittadina natale di Pell, che lo accusano di averli toccati in maniera inappropriata mentre giocava a lanciarli in acqua nella locale piscina pubblica.

    Tali accuse erano divenute pubbliche lo scorso luglio in un reportage sulla Tv nazionale Abc della giornalista investigativa Luoise Milligan, che dà maggiori dettagli nel libro appena uscito “The Cardinal: The Rise And Fall of George Pell”. In ottobre tre funzionari della polizia del Victoria si sono recati a Roma per interrogare Pell, che ha partecipato volontariamente. La pubblica accusa ha esaminato anche le evidenze raccolte in quell’occasione. Secondo il libro pubblicato da Melbourne University Press, Pell avrebbe anche abusato di due coristi nella cattedrale di Melbourne verso la fine degli anni Novanta. E sarebbe stato a conoscenza delle attività di preti pedofili sotto la sua giurisdizione prima di quanto abbia mai ammesso.

    Il cardinale ha respinto strenuamente in più occasioni ogni accusa di abusi e di insabbiamento. E tramite un portavoce ha domandato le scuse e la ritrattazione ai giornali Sydney Morning Herald e The Age, e a Guardian Australia, per gli articoli in cui trattano del libro. Il cui contenuto è definito «linciaggio mediatico».

    «La decisione della casa editrice di procedere con la pubblicazione è un palese tentativo di interferire con corso della giustizia. A differenza di Melbourne University Press, il cardinale non interferirà con il corso della giustizia, ma attenderà il risultato del dovuto processo prima di avviare un’azione per diffamazione» ha dichiarato il portavoce.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2017/05/17/ASh9smRH-australia_indagini_cardinale.shtml

  • Pedofilia, nuove accuse di abusi compiuti dall’arcivescovo australiano George Pell

    Pedofilia, nuove accuse di abusi compiuti dall’arcivescovo australiano George Pell

    Nuove accuse di abusi sessuali a minori contro il cardinale George Pell, già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, emergono in un nuovo libro della giornalista dell’emittente australiana Abc, Luoise Milligan. “The Cardinal: The Rise And Fall of George Pell”, in uscita lunedì, contiene accuse dettagliate secondo cui Pell avrebbe abusato di due coristi nella cattedrale di St. Patrick a Melbourne verso la fine degli anni ’90. Il libro – riferisce sabato il Sydney Morning Herald – contiene anche nuove informazioni sull’insabbiamento da parte della Chiesa di abusi a minori, e asserisce che il prelato era a conoscenza delle attività di preti pedofili sotto la sua giurisdizione prima di quanto abbia ammesso. L’autrice aveva rivelato accuse di abusi risalenti alla seconda metà degli anni Settanta in un programma di attualità della Abc lo scorso luglio, che le ha poi valso il premio “Penna d’oro” dal Melbourne Press Club.

    Nel programma, la Milligan aveva intervistato due uomini, Lyndon Monument e Damian Dignan, che affermavano di essere stati aggrediti sessualmente da Pell, allora sacerdote, nella piscina pubblica di Ballarat. La polizia dello stato di Victoria ha confermato di aver presentato un documento probatorio contro il cardinale Pell alla Procura. Lo scorso ottobre tre funzionari della polizia del Victoria si sono recati a Roma per interrogare Pell, che ha partecipato volontariamente. Le indagini intanto continuano.

    Nel programma Tv del 2016 la Milligan aveva riferito che Pell era stato accusato di abusi da due coristi, ma il libro contiene maggiori dettagli finora non resi pubblici. I ragazzi, che cantavano nel coro della Cattedrale di St. Patrick a Melbourne, hanno denunciato di aver subito gli abusi in una stanza interna della chiesa. Poco dopo lasciarono il coro e la scuola cattolica che frequentavano. Nel libro vengono inoltre riportate le testimonianze di una presunta vittima, che ora ha più di 30 anni, e della famiglia di un’altra presunta vittima, morta per overdose nel 2014. Pell è ora accusato di abusi a minori in tre fasi della sua carriera: come seminarista, come sacerdote e come vescovo di Melbourne. Ha sempre negato ogni accusa e a suo carico non vi sono tuttora imputazioni di reato.

  • Raddoppiato il numero dei preti molestatori: in un anno presentate 1.200 denunce

    Raddoppiato il numero dei preti molestatori: in un anno presentate 1.200 denunce

    Secondo il libro-inchiesta «Lussuria», scritto dal giornalista dell’«Espresso» Emanuele Fittipaldi, il fenomeno dei preti pedofili presenta ancora numeri elevati nonostante l’azione repressiva avviata da Benedetto XVI e proseguita da Papa Francesco.

    Tra il 2013 e il 2015, scrive Fittipaldi citando fonti della Congregazione per la dottrina per la fede, sono arrivate in Vaticano dalle diocesi sparse per il mondo 1.200 denunce di casi «verosimili» di predatori e molestatori di minorenni. Il numero sarebbe raddoppiato rispetto al periodo 2005-2009. I processi canonici si svolgono nella riservatezza più assoluta; chi tradisce la regola del silenzio rischia pene gravissime che possono arrivare alla scomunica. Papa Francesco ha istituito nel 2014 una commissione pontificia per la protezione dei minori e contro la pedofilia nel clero.

    Il presidente è il cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, la città americana dove scoppiò il primo e più clamoroso scandalo, la cui storia è stata raccontata nel film premio Oscar «Spotlight». Due mesi fa un membro della commissione, Marie Collins, a sua volta vittima di abusi in gioventù, si è dimessa per «mancanza di cooperazione con gli altri uffici della Curia romana».

    http://www.ilgiornale.it/news/raddoppiato-numero-dei-preti-molestatori-anno-presentate-1391608.html

  • Papa Francesco sotto inchiesta per aver coperto casi di pedofilia

    Papa Francesco sotto inchiesta per aver coperto casi di pedofilia

    Mentre in Italia continuiamo ad ascoltare i “sermoni” dei nostri giornali, i colleghi francesi di Mediapart rivelano in una inchiesta scoop la “meccanica del silenzio” portata avanti da Francesco e da altri 25 vescovi.

    Nessun giornale italiano sta parlando della brillante inchiesta condotta da Mediapart e Cash Investigation: 25 vescovi (dei quali 5 ancora in carica) avrebbero coperto 39 uomini di chiesa autori di abusi sessuali per anni ai danni di 339 bambini e bambine. Un’inchiesta già denominata dai media stranieri lo “spotlight francese”.

    Questo sta accadendo in Francia, quindi potrebbe non interessare i lettori italiani. Ma forse può interessarci il caso di padre Grassi, il prete “star” argentino, difeso durante tutta la durata del processo da Papa Francesco, che nel 2010 era arcivescovo di Buenos Aires. Persino dopo la condanna di padre Grassi a 15 anni per l’aggressione di due minori, proprio il pontefice ha ordinato una controinchiesta ed ha continuato a “occultare” prove evidenti. Gabriel, una delle vittime, ha dichiarato di essere stato minacciato e di aver subìto il furto di alcuni dei documenti che provavano la colpevolezza del prete. I giudici hanno ammesso per la prima volta ai microfoni di Cash Investigation che si è trattato di un tentativo di influenza della Chiesa.

    Il Papa è dunque al centro di una nuova inchiesta. Ma la Chiesa cattolica continua a “esfiltrare”, ovvero a rimuovere discretamente i colpevoli dai luoghi in cui si trovano e aspettare che tutti dimentichino.

    Per evitare scandali e sfuggire alle indagini della polizia, infatti, Francesco e i suoi predecessori hanno fatto trasferire dal 1990 più di 90 preti accusati di pedofilia in mete meno illuminate dai riflettori dei media, come l’Africa e la Nuova Guinea.

    Mentre sui giornali italiani vengono ripetuti ogni giorno i sermoni di Francesco e si tessono le lodi di un pontefice che lotta contro la pedofilia e “chiede umilmente perdono alle famiglie delle vittime”, solo grazie a inchieste come quella di Mediapart è possibile rintracciare realmente preti pedofili e scoprire che alcuni di questi continuano a svolgere le loro funzioni indisturbati.

    Oltre a difendere padre Grassi, Papa Francesco si è schierato dalla parte del Cardinale Barbarin, anche lui a conoscenza di casi di pedofilia e responsabile di averli occultati.

  • Cronaca – “Pedofili”, “Chiesa è mafia”: scritte contro Padri Somaschi

    Cronaca – “Pedofili”, “Chiesa è mafia”: scritte contro Padri Somaschi

    Episodio increscioso a Corbetta, nel Milanese, dove alcuni vandali hanno insultato i Padri Somaschi con scritte offensive. I religiosi, interpellati da Libera Stampa l’Altomilanese, non negano il problema pedofilia tra i preti, ma invitano a non fare di tutta l’erba un fascio. Intanto scattano le denunce.

    di Martina Salasso

    CORBETTA (MILANO) – Padri Somaschi nel mirino dei vandali: scherzo di cattivo gusto o atto mirato contro la Chiesa? Questa volta a farne le spese è l’Istituto cattolico San Girolamo sito in via San Sebastiano, struttura che ospita scuole primarie, secondarie e il liceo musicale.

    I fatti

    La facciata esterna dell’istituto, fino a giovedì scorso, presentava frasi oscene e di cattivo gusto scritte con un pennarello rosso. “Pedofili”, “Ogni giorno crepano 35mila bambini”. Sono solo alcune delle frasi che apparivano lungo i muri esterni dell’edificio, che si affacciano sulla strada e sulla pista ciclabile. Le scritte, seppur sbiadite e in parte già cancellate, balzavano all’occhio soprattutto per chi si trovava di passaggio lungo il percorso ciclopedonale, che circonda l’intero edificio. “Non so chi possa essere stato, di sicuro qualche scherzo di qualche ragazzo deficiente”, dichiara una mamma, genitore di un’iscritta all’Istituto. Immediato, per qualcuno, il riferimento delle scritte agli ultimi episodi trattati da molti quotidiani nazionali, che riguardano gli abusi in alcune parrocchie, dalla Calabria fino alla Lombardia, e alla piaga della pedofilia che ancora oggi affligge la Chiesa.

    “Dispiace, qualcuno vuole fare di l’erba un fascio”

    Tuttavia è da escludere ogni tipo di coinvolgimento dell’Istituto in episodi di questo genere. La scuola, d’altra parte, non si nasconde dietro un dito: “Dispiace vedere accadere questi gesti – dichiara il rettore dell’istituto, padre Eufrasio – hanno anche scritto ‘chiesa=mafia’. C’è chi vuole fare di tutta l’erba un fascio. Queste sono pure offese gratuite nei confronti di una scuola da sempre rispettata da famiglie e genitori”.

    La denuncia

    Ora è caccia ai colpevoli di questo gesto increscioso: difficile risalire ai responsabili, anche a causa della mancanza di telecamere, ma la scuola si dice pronta a prendere provvedimenti. Non si esclude che possano anche partire delle denunce. Un motivo in più per intervenire al più presto con l’installazione di apparecchi di videosorveglianza atti a garantire una maggiore sicurezza del quartiere. Nel frattempo, qualcuno ha già provveduto a ritinteggiare e cancellare le scritte per ridare decoro (e dignità) a uno degli istituti più rinomati e rispettati del paese.

    IL COMMENTO – di Ersilio Mattioni

    Le nefandezze nel nome di Dio

    Nel Vangelo secondo Matteo, 19,13-15, è scritto: “Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli”. E’ Gesù che parla. E che rimprovera gli apostoli, perché stanno respingendo i pargoli, costringendoli a obbedire alle regole degli adulti. A quei tempi il figlio di Dio, sui bimbi, dice parole bellissime, che i suoi seguaci tramandano fino a noi e che i suoi ministri rinnegheranno migliaia di volte, macchiandosi di reati atroci contro gli innocenti: pedofilia, abusi sessuali, molestie, vessazioni. Il potere dei forti esercitato sui deboli, sugli indifesi. E sempre nel nome di quel Dio, tradito e offeso da chi ne dovrebbe diffondere il messaggio cristiano – che è messaggio d’amore infinito, come un dono a perdere – e invece lo calpesta e lo umilia.

    Per questo quelle scritte di mano ignota sul muro dei Padri Somaschi di Corbetta – “Pedofili”, “Chiesa uguale mafia” – pongono un tema scomodo, irrisolto. Un nervo scoperto per il clero d’Italia e del mondo. Al netto del vandalismo e al netto, soprattutto, del fatto che i Somaschi non possono certo essere accusati, in toto, delle malefatte di tutti i sacerdoti, il problema esiste e parlarne è doveroso, quasi un obbligo morale. Anche perché, prima del 2002, la piaga dei preti pedofili è tenuta nascosta all’universo, complice l’atteggiamento omertoso della Chiesa che insabbia ogni caso, preferendo spostare i prelati da una parrocchia all’altra e ricoprendo d’oro le famiglie dei bambini vittime di abusi, così da evitare denunce e scandali.

    Poi arriva ‘The Boston Globe’, autorevole quotidiano statunitense. Pubblica un’inchiesta che arriverà lontano: vengono denunciati 89 sacerdoti e lo stesso arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Francis Law, finisce sotto accusa: ha permesso a decine di preti pedofili di continuare ad esercitare in parrocchie ignare di tutto. L’opinione pubblica ne esce sconvolta. Giovanni Paolo II, dopo qualche titubanza, fa il resto, inaugurando la stagione della dolorosa verità. Scritta nei numeri. Negli ultimi quindici anni la Chiesa ha ‘cacciato’ circa 1.300 preti accusati di pedofilia, svestendoli dell’abito talare e riducendoli allo stato di laici, cioè di comuni cittadini. Ma i casi giunti alla Congregazione per la Dottrina della fede, fondati su accuse credibili di abusi sessuali, sono molti di più: circa 5.000, mentre le denunce sono oltre 20.000.

    E prima del 2002? Non lo sappiamo. E non lo sapremo mai. David Maria Turoldo, sacerdote e raffinatissimo poeta, scrive: “Nel fittissimo buio, sento il tuo sguardo sul cuore, come di falco appollaiato sul nido”. Fu considerata irriverente, quella descrizione del giudizio divino. Fu persino condannata, messa all’Indice da tanti alti prelati. Pure loro però, un giorno, dovranno rendere conto. Non dei versi di un vate, bensì dei comportamenti e delle azioni. Di ciò che hanno fatto e ancor più di ciò che non hanno fatto per proteggere le creature di Dio, i pargoli del Vangelo secondo Matteo. Avrebbero dovuto difenderli dalle violenze, ma hanno preferito tutelare il ‘buon’ nome della Chiesa.

    Cronaca – “Pedofili”, “Chiesa è mafia”: scritte contro Padri Somaschi

  • La “condanna” di Papa Francesco a padre Carlos Buela in seguito alle sue azioni nell’Istituto

    La “condanna” di Papa Francesco a padre Carlos Buela in seguito alle sue azioni nell’Istituto

    Padre Carlos Buela è rifugiato in una istituzione religiosa in Italia, secondo quanto ha dato a conoscere giorni fa il quotidiano Diario San Rafael, in base ad una pubblicazione del quotidiano europeo La Repubblica.

    Ora, a seguito di questa nuova polemica che coinvolge il fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato, è apparsa una nuova richiesta di condanna ecclesiastica verso Buela dell’ottobre dell’anno scorso da parte di rappresentanti della Santa Sede in Vaticano alla quale risponde proprio Papa Francesco, con data di aprile del 2016.

    La richiesta, emessa dalla Curia Romana, indica che “in riferimento a Padre Carlos Buela, fondatore dell’IVE, il Papa Benedetto XVI aveva disposto che non gli fosse permessa nessuna ingerenza nel governo né nello svolgimento nell’Istituto”.

    La sentenza ha stabilito: “Si proibisce in modo assoluto al Padre Carlos Buela avere relazione con i membri dell’IVE, ad eccezione di quelli della comunità dove abiterà con il permesso di questo Dicastero (organismo della Curia Romana), e con le religiose Servitrici del Signore e della Vergine di Matará”.

    “Non potrà fare dichiarazioni ai mezzi di informazione né apparire in pubblico”, dice la “condanna” e alla fine stabilisce che “non potrà partecipare in nessuna iniziativa o incontro dell’IVE, né personalmente né attraverso altri mezzi di comunicazione”.

    Queste tre decisioni sono state “approvate nello specifico” dal Papa Francesco, secondo il documento al quale ha avuto accesso il quotidiano dei sanraffaellini.

    Oltre alla decisione del Dicastero, approvata da Francesco, Buela non ha rispettato quanto stabilito nella sua “condanna”, poiché riceveva ogni quindici giorni il supervisore del Verbo Incarnato, Gustavo Nieto, il quale è anche stato sanzionato ecclesiasticamente. Nieto riceveva ordini da parte di Buela su quali azioni intraprendere all’interno dell’Istituto di Las Paredes, San Rafael.

    Dall’altra parte, e in una grave attitudine di disobbedienza, Buela ha ricevuto nel suo rifugio dei minori con i quali si è fatto fotografare, quando anche questo era stato proibito da parte delle massime autorità della Chiesa Cattolica, soprattutto nella cornice delle denunce per abusi commessi da Buela durante la sua permanenza al fronte dell’IVE.

    Accuse in Italia

    Il quotidiano La Repubblica, nel titolo del suo articolo, indica che “l’abusatore di seminaristi, don Carlos si nasconde in una chiesa di Genova”. Nello sviluppo della nota, il mattutino indica che “non ci sarebbe niente di strano se Don Carlos nel 2010 non fosse stato considerato colpevole di abusi sessuali su giovani seminaristi dalla Santa Sede, che gli aveva ritirato l’incarico e lo aveva trasferito all’estero”.

    La Repubblica ricorda che Buela sta a 11 mila chilometri dall’Argentina “in un rifugio blindato in Genova, dove risiede in un appartamento del complesso della chiesa San Teodoro”.

    L’articolo continua e riporta una dichiarazione di Francesco Zanardi, componente del gruppo Rete L’ABUSO, incaricata di denunciare casi di abusi sessuali nella Chiesa.

    “Troviamo quanto meno imbarazzante la situazione. La diocesi del presidente dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco, accoglie un sacerdote riconosciuto colpevole dal Vaticano”, continua sottolineando “ci domandiamo cosa succederebbe se un giorno la Giustizia argentina decidesse di aprire un’indagine: Buela tornerebbe immediatamente nel suo paese?”.

    http://www.diariosanrafael.com.ar/actualidad/78193-la-condena-del-papa-francisco-al-padre-carlos-buela-tras-sus-acciones-en-el-instituto

  • Francia: dimissioni mons. Gaschignard per atteggiamenti inappropriati. Vescovi, “accettiamo con fede e con fiducia decisione del Papa”

    Francia: dimissioni mons. Gaschignard per atteggiamenti inappropriati. Vescovi, “accettiamo con fede e con fiducia decisione del Papa”

    I vescovi di Francia accolgono “con fede e con fiducia” la decisione presa da Papa Francesco e ufficializzata oggi dalla Santa Sede delle dimissioni di monsignor Hervé Gaschignard, vescovo di Aire e Dax, e prendono atto della “sua gravità”. E’ quanto scrive monsignor Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale francese, in un comunicato diffuso oggi immediatamente dopo la pubblicazione sul bollettino della Sala stampa vaticana delle dimissioni del vescovo di Aire e Dax accettate dal Papa. “Per diverse settimane, nella diocesi di Dax – spiega mons. Pontier -, persistevano voci sugli atteggiamenti pastorali inappropriati del vescovo. Sono stati portati all’attenzione del cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e del nunzio apostolico. Questa atmosfera aveva reso difficile il governo della diocesi. E’ per questo motivo che venerdì 31 marzo, monsignor Hervé Gaschignard si era preso un periodo di allontanamento e di riposo e, su suggerimento del nunzio apostolico, ha offerto le sue dimissioni al Papa qualche giorno fa. I vescovi vogliono assicurare la loro preghiera a tutti coloro che sono coinvolti da questo evento e soprattutto a coloro che ne sono feriti”. Papa Francesco ha nominato monsignor Bernard Charrier, vescovo emerito di Tulle, amministratore apostolico della diocesi di Aire e Dax. Interpellato da “La Croix”, Vincent Neymon, vice portavoce del Conferenza episcopale francese, ha detto: “È inesatto ad oggi parlare di pedofilia. Non bisogna andare troppo veloce e rispettare la presunzione di innocenza. In ogni caso, il governo della diocesi in queste circostanze non era più possibile perché c’è stata una rottura della fiducia”.

    http://agensir.it/quotidiano/2017/4/6/francia-dimissioni-mons-gaschignard-per-atteggiamenti-inappropriati-vescovi-accettiamo-con-fede-e-con-fiducia-decisione-del-papa/