Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Ex arcivescovo di Dublino, morto nel 1973, accusato di pedofilia

    Ex arcivescovo di Dublino, morto nel 1973, accusato di pedofilia

    Preti pedofili: accusato di abusi ex arcivescovo in Irlanda

    LONDRA, 8 DIC – L’ex arcivescovo di Dublino John Charles McQuaid, e stato accusato di abusi sessuali su bambini, riporta oggi il quotidiano Irish Times. McQuaid e’ considerato il prelato cattolico pu’ importante nella recente storia irlandese.

    Due accuse specifiche e una piu’ generica ”preoccupazione” sono state riferite alla Murphy Commission, un’inchiesta sponsorizzata dal governo irlandese sui casi di pedofilia da parte del clero in Irlanda.

    L’arcivescovo e’ morto nel 1973. La commissione ha fatto rapporto nel 2009, ed e’ stata molto critica dell’arcivescovo affermando che ”non aveva alcuna preoccupazione per il bene dei bambini”, ma le ultime accuse, a causa di un ”errore umano”, sono emerse solo ora. Le accuse non nominano l’alto prelato ma l’Irish Times e’ ”sicuro” che si tratti di lui.

    McQuaid non divenne mai cardinale ma il suo potere era immenso dalla consacrazione nel 1940 come arcivescovo di Dublino al ritiro un anno prima di morire.

    8 dicembre 2011 | 22:42

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/preti-pedofili-accusato-di-abusi-ex-arcivescovo-in-irlanda-1046820/

  • Savona, pedofilia: archiviato il caso Briano. L’Abuso: “Indignazione e vergogna per le leggi salva pedofili”

    Savona, pedofilia: archiviato il caso Briano. L’Abuso: “Indignazione e vergogna per le leggi salva pedofili”

    Scrivo questo comunicato esprimendo indignazione e vergogna cercando di contenere la rabbia e la profonda indignazione, inutile e cattiva consigliera. Appare oggi sui quotidiani locali la notizia dell’archiviazione del caso Briano, il pedofilo savonese che per 30 anni ha abusato – grazie al sostegno e all’omertà del clero – decine di vittime nelle parrocchie di Spotorno, Quiliano, Villetta, nei gruppi scout e in alcune colonie gestite da suore. Un altro clamoroso fallimento della giustizia e della (altro…)

  • Olanda, è “caccia” al vescovo

    Olanda, è “caccia” al vescovo

    16/11/2011
    Manifestazione contro i preti pedofili

    L’Interpool ha chiesto alla polizia di investigare su un presule emerito per “nuove segnalazioni di abusi sessuali”

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTÀ DEL VATICANO

    «Indagate sul vescovo». L’Interpool ha chiesto alla polizia olandese di investigare su un presule per «nuove segnalazioni di abusi sessuali». Cor.S. (queste le iniziali) è un vescovo emerito di passaporto olandese ma che ha svolto fino al 2009 il suo ministero in Africa. La richiesta di svolgere accertamenti su di lui è scaturita da un’informativa della divisione «Crimini sessuali» della polizia nazionale irlandese. In Olanda sia la polizia sia la magistratura hanno ricevuto «allarmanti» indicazioni sulla condotta del vescovo, che è uno dei sei prelati della Chiesa cattolica accusati dal seminarista del Kenya, Emmanuel Shikuku. Le dichiarazioni dell’aspirante sacerdote africano coinvolgono alcuni ecclesiastici impegnati nella «Mill Hill», una società missionaria che ha base nel Regno Unito. I sei accusati hanno detto a «Radio Netherlands» che tutte le affermazioni sono false. Già un anno fa la Conferenza episcopale olandese ha avviato un’inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. L’indagine sulle presunte violenze sessuali, assicura l’episcopato dei Paesi bassi, è «vasta, esterna e indipendente».

    I vescovi olandesi sono «profondamente colpiti» dalle storie sui minori emerse a partire dal gennaio 2010. Il caso è scoppiato all’interno della galassia formativa cattolica. Anche alcune suore, non solo sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni ’50, di abusi. Tra le vicende che più hanno colpito l’opinione pubblica è la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi. «Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare – ha dichiarato ai mass media olandesi -.Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo si trattasse di un caso isolato».

    Prima della conferenza episcopale olandese, già l’ordine dei Salesiani aveva annunciato che un’inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni ’60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 280 testimonianze. Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all’Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha «affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione», ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il portavoce papale ha spiegato anche come «concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva». Infatti «le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte» nella bufera-pedofilia «hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione,hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa». Così facendo «hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro».

    Il dibattito sulle responsabilità dello scandalo è particolarmente aspro all’interno della chiesa dei Paesi Bassi. Secondo alcuni tutto è nato dopo il Concilio Vaticano II quando la Chiesa olandese spingeva, molto più di altre chiese, per riformare in senso aperto e liberal il suo stesso Dna. Fu il cardinale Bernard Jan Alfrink, arcivescovo di Utrecht, a pubblicare con l’appoggio di diversi teologi (tra questi il domenicano Edward Schillebeeckx) un nuovo catechismo portatore di grandi aperture sui temi dell’omosessualità, dell’aborto, delle pratiche anticoncezionali, del sacerdozio delle donne, del celibato dei preti. Per altri, invece, queste posizioni, seppure non condivisibili in alcun modo, sono il segnale di una chiesa che non elude certi problemi e che di questi problemi vuole parlare. Fino a pochi mesi fa il principale interprete di questa chiesa aperta al mondo e al suo spirito era Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam, anch’egli salesiano. Il 18 gennaio il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età.

  • Olanda, quando l’abuso ha un prezzo. La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili

    Olanda, quando l’abuso ha un prezzo. La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili

    10/11/2011
    La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili
    G. Gal.
    CITTÀ DEL VATICANO

    Un «tariffario» per chiudere lo scandalo-pedofilia. Cinquemila euro per molestie verbali o comportamenti di natura sessuale; 25mila euro per violenza carnale; 100mila euro in casi eccezionali di stupro di gruppo o seri abusi che abbiano provocato un danno permanente. In Olanda la Chiesa cattolica ha deciso di risarcire le vittime degli abusi sessuali del clero. E ciò potrebbe rappresentare un esperimento-pilota per tutti gli altri episcopati nazionali.

    A fronte di centinaia di casi di violenza avvenuti in parrocchie e istituti ecclesiastici, i vescovi e i capi-uffici della conferenza episcopale olandese hanno votato a favore della costituzione di un fondo per l’indennizzo. La commissione incaricata dai presuli la scorsa estate di predisporre una relazione tecnica ha fissato le cifre per compensare le vittime dei preti pedofili e ora la conferenza episcopale nazionale ha approvato la soluzione, sottoscrivendo le conclusioni del dossier. Il costo totale dei risarcimenti supererà i cinque milioni di euro. L’indennizzo sarà calcolato sulla base della serietà dell’abuso commesso, specifica l’episcopato olandese.

    Nei Paesi Bassi da almeno due anni lo scandalo-pedofilia sta dilaniando la Chiesa cattolica e un’inchiesta governativa ha censito oltre duemila casi di abusi compiuti all’interno delle istituzioni religiose, molti dei quali approdati nelle aule dei tribunali. Nel marzo 2010 anche la Conferenza episcopale olandese aveva aperto un’inchiesta indipendente per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove erano state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. A partire dalle violenze sessuali in un collegio cattolico della cittadina di Heerenberg. Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano «De Telegraaf», anche alcune suore di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni ’50, di abusi nei confronti di minori.

    Il giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi sessantatreenne, che ricorda i turbamenti subiti quando, undicenne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi. «Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo si trattasse di un caso isolato». Nell’aprile 2010, a seguito della diffusione della lettera pastorale del Papa sugli abusi sessuali nella Chiesa irlandese, la Conferenza episcopale riconobbe pubblicamente l’esigenza di «recuperare la fiducia». I vescovi Van Luyn, (presidente dell’episcopato olandese) e de Korte (referente per le indagini sugli abusi) firmarono una nota per dichiarare che:«Le parole con cui Benedetto XVI ha espresso per l’Irlanda il suo cordoglio e rammarico sincero rispetto alle vittime e alle loro famiglie si possono estendere integralmente alle vittime nei Paesi Bassi». I presuli d’Olanda hanno condiviso le «proposte che il Pontefice sta facendo perché sia fatta giustizia per le vittime, perché ci sia penitenza, per la guarigione delle vittime e il recupero di fiducia». Infatti, «quando il Papa ricorda grandi errori fatti da parte della dirigenza della Chiesa, errori che possono averne minata la credibilità, i vescovi e i superiori degli ordini devono assumersi le proprie responsabilità e affrontare le critiche». E, affermarono allora i vertici della Chiesa olandese, «la ricerca indipendente che è stata proposta, per la quale l’ex presidente della Camera Win Deetman sta approntando i lavori preparatori, sarà il luogo in cui saranno affrontati questi problemi».

    In totale di 137 tra preti, frati e suore sarebbero coinvolti nello scandalo su presunti casi di abusi nei confronti di minori nelle scuole cattoliche olandesi negli anni 50-60-70, secondo l’inchiesta condotta da Radio Netherlands. L’emittente radiofonica ha raccolto almeno 128 testimonianze di ex studenti di varie scuole cattoliche abusati sessualmente dagli insegnanti religiosi. Tra queste, anche quelle di nove emigranti. Secondo un rapporto condotto dalla radio, il picco degli abusi ha avuto luogo nel 1950 (43 denunce) e poi negli anni Sessanta (62). Tutte le testimonianze descrivono l’ambiente di omertà e paura che impediva alle vittime degli abusi di denunciare pubblicamente gli abusi. Secondo la Commissione consultiva episcopale «Aiuto e diritto», che ha condotto un’inchiesta indipendente, le denunce sono almeno 350.

    Inoltre una vittima di abusi sessuali subiti da ragazzo da parte di alcuni preti(uno dei quali diventò poi vescovo di Den Bosch, in Olanda) nel 2003 avrebbe ricevuto dalla Chiesa, e più precisamente dai Padri salesiani di Don Bosco, 16000 euro per tacere su quanto accaduto. L’alto prelato coinvolto nella vicenda è Jan ter Schure, vescovo di Den Bosch dal 1985 al 1998, deceduto nel 2003. L’attuale vescovo di Rotterdam e capo della conferenza episcopale olandese, Adrianus Van Luyn, è accusato di essere stato a conoscenza dei fatti dal 2008, ma di aver taciuto sulla vicenda. Gli abusi ai danni dello studente avvennero nel collegio-monastero di Don Rua, a Ugchelen (Olanda), tra il 1948 e il 1953 e all’epoca dei fatti il responsabile era un giovane prete. Dopo che la vicenda è stata portata alla luce dai media olandesi, l’avvocato dei padri salesiani in Olanda, Cornelis Oosterwijk, è intervenuto affermando che la vittima degli abusi ha rotto il patto che lo vincolava al silenzio solo per ottenere più soldi e senza produrre prove.
    Dal canto suo la conferenza episcopale olandese ha negato che Van Luy abbia ignorato la richiesta della vittima di rendere pubblico il caso. Nel 2008 il vescovo di Rotterdam avrebbe risposto alle richieste della vittima degli abusi precisando di non avere competenza amministrativa sui padri salesiani. la chiesa olandese ha dato mandato a una commissione d’inchiesta indipendente, guidata dall’ex sindaco di Rotterdam e ministro dell’educazione Wim Deetman, di verificare la fondatezza delle denunce. E ora l’episcopato ha fissato le tariffe per i risarcimenti delle vittime.

    La notizia conferma una linea totalmente votata alla trasparenza dopo anni di politiche poco chiare. Recentemente è uscita la notizia shock del prete salesiano olandese di 73 anni – si conoscono soltanto le iniziali, padre van B. – che era salito agli onori della cronaca in quanto dichiaratamente appartenente alla Martijn, un’associazione legalmente riconosciuta in Olanda e che sostiene le relazioni pedofile: “Sono perfettamente legittime” dicono, “seppure discriminate dalla società”.

    Non era solo van B. a sostenere la legittimità della pedofilia ma anche padre Herman Spronck, superiore dei salesiani in Olanda, la cui intervista concessa a Rtl News ancora oggi fa impazzire il Web. Padre Spronck, in sostanza, appoggia von B. e sostiene che se il bambino è consenziente il rapporto sessuale con un adulto è legittimo. Dice: “Dipende dal bambino. Non si deve mai entrare nello spazio personale del bambino se non lo vuole. Ma ci sono bambini che indicano loro stessi che è ammissibile. In questo caso anche un contatto sessuale è possibile”. Padre Spronck entra nel merito anche del seminario dove lui, assieme a tanti altri sacerdoti olandesi, ha studiato negli anni Cinquanta e Sessanta. Dice che erano tutti maschi, che non vedevano mai le ragazze, “e per questo era normale che nascessero certe tendenze”.

    La notizia dall’Olanda è immediatamente arrivata in Italia e a Roma. E ha provocato la reazione decisa della curia generalizia dei salesiani che ha condannato in una nota le dichiarazioni di Spronck dicendo che “il rispetto pieno e totale dei bambini, dei ragazzi e dei giovani rimane per noi un’opzione fondamentale e irrinunciabile”. E ancora: “Essere membro di tale associazione è assolutamente incompatibile con i principi e i valori della tradizione salesiana”.Nella chiesa olandese in pochi sostengono la legittimità della posizione dei due salesiani. Il dibattito è semmai aperto – e a tratti parecchio aspro – sulla genesi teologica e storica della posizione dei due. La domanda è una: cosa porta uomini di chiesa a sostenere che la pedofilia è un qualcosa di legittimo? Per alcuni tutto è nato dopo il Concilio Vaticano II quando la chiesa olandese spingeva, molto più di altre chiese, per riformare in senso aperto e liberal il suo stesso Dna. Fu il cardinale Bernard Jan Alfrink, arcivescovo di Utrecht, a pubblicare con l’appoggio di diversi teologi (tra questi il domenicano Edward Schillebeeckx) un nuovo catechismo portatore di grandi aperture sui temi dell’omosessualità, dell’aborto, delle pratiche anticoncezionali, del sacerdozio delle donne, del celibato dei preti. Per altri, invece, queste posizioni, seppure non condivisibili in alcun modo, sono il segnale di una chiesa che non elude certi problemi e che di questi problemi vuole parlare. Fino a pochi mesi fa il principale interprete di questa chiesa aperta al mondo e al suo spirito era Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam, anch’egli salesiano. Il 18 gennaio il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età.

  • Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    E’ iniziato Giovedì 22 Settembre il Pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi e fra oggi e domani si concluderà. Io l’ho rintracciato e gli ho chiesto di spiegarmi meglio la motivazione che lo ha spinto a questa nuova protesta dopo lo sciopero della fame intrapreso l’anno scorso. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati la volta scorsa (se ve la siete persa, cliccate qui), per poi soffermarci a parlare della denuncia al papa, ma anche delle numerose testimonianze che ha raccolto lungo il suo pellegrinare di questi giorni. Esclusiva

    Francesco l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione del tuo sciopero della fame, quasi un anno fa, contro i preti pedofili. Lo sciopero è finito e cosa hai ottenuto?
    Purtroppo nulla di positivo, ma tante intimidazioni da parte del clero. Un risultato atteso, utile a salire i livelli della casta, utile a fare emergere le reali intenzioni del clero in modo che non si possa parlare di illazioni.
    Da qualche giorno, invece, è iniziato il tuo viaggio, rigorosamente a piedi, da Savona a Roma. Ti va di spiegarci i motivi che ti hanno indotto a mettere in atto questa nuova crociata?
    Gli abusi commessi da membri del clero sono particolarmente devastanti e frustranti, per la vittima e i familiari, difficili da affrontare, perché difficile è associare un uomo che veste l’abito talare a questi crimini. Al tempo stesso nella giovane vittima si infrange la fiducia, che per abitudine associamo al sacerdote, da quel momento sarà sola perché non riuscirà più a fidarsi, crescendo con questo trauma. La nostra cultura, fondamentalmente cattolica condiziona molto la visione che tutti abbiamo di questa piaga. È molto facile individuare e intervenire su un pedofilo laico, quindi soccorrere anche la vittima, ma quando si tratta di un sacerdote le cose cambiano. Ad esempio il fatto che il laico venga isolato dalla società, mentre il sacerdote ha il sostegno dei fedeli e della Diocesi, crea la visione che sia impossibile che un uomo di Dio abbia commesso queste atrocità. Spesso non notiamo l’esempio che ho appena fatto, ci limitiamo a pensare che se è colpevole la giustizia interverrà, come nel caso del laico. La somma di tante situazioni simili porta al risultato, che spesso il laico va in carcere, viene segnalato e la vittima aiutata. Il sacerdote no, la copertura che si crea spesso con l’inconsapevole complicità di molti, difficilmente porta ad una condanna. L’unico modo per fermare questo meccanismo è quello di denunciare, quello di rompere il silenzio. Il dovere della società è quello di non girarsi dall’altra parte, di non far sentire emarginate queste persone, ma di darle sostegno, di aiutarle a chiarire la confusione, la paura, si sentono sporche e provano spesso vergogna per gli abusi che hanno subito, sono sole, chiuse in se stesse, non sono più riuscite a fidarsi dopo quell’esperienza.
    Anche io ho subito abusi da parte di un sacerdote, lo vedo tutt’ora girare impunito per le strade, ammette anche di avere abusato di me, facendosi forza del fatto che io sia prescritto. L’ho visto troppo spesso in passato con minori, che poi ho saputo furono a loro volta abusati, come me, ma io non avevo fatto nulla per impedirlo. Tante volte mi sono fatto sensi di colpa, ma poi ho imparato a reagire, a non subire più, a farmi coraggio, a rialzarmi da quello stesso peso che mi ha privato dei migliori anni della mia vita, di chi ha vissuto vicino a me, fino a che non mi sono opposto. Le vittime devono imparare che non sono sole e che possono aiutarsi, spesso anche a vicenda. Che possono aiutare un altro bambino a non subire gli stessi orrori, che conosciamo tutti molto bene, anche se spesso crediamo che gli altri non possano capire. Proviamo a fare capire cosa vuole dire un abuso su un bambino, forse riusciremo a sensibilizzare quelle persone che ora fanno finta di non essersi mai accorti di nulla, quelle che fanno finta di non vedere, quelle che si sono accorte ma non hanno denunciato, limitandosi a togliere i propri figli da quei luoghi. Più semplicemente quelli che non sanno che cosa è la pedofilia e la confondono ancora con la pederastia. Per questo voglio portare di persona la testimonianza che da vittime si può diventare sopravvissuti.
    Quando vedi il tuo carnefice girare liberamente per le strade, cosa provi?
    Tristezza perché so bene chi è e cosa fa, la cosa che mi da più dispiacere è il fatto che sta continuando a rovinare la vita a degli innocenti, con la complicità della chiesa e della magistratura che non sta intervenendo malgrado le prove e le vittime non prescritte. Uno scenario tutto italiano che incita alla delinquenza, purtroppo nel nostro paese le persone veramente tutelate dalla legge sono i criminali. Le vittime sono costrette a subire.
    Ė di questi giorni la notizia che il papa Benedetto XVI è stato denunciato per crimini contro l’umanità per aver compiuto 3 crimini: responsabile del mantenimento della leadership di un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo  che soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive per la salute;  adesione ad un fatale proibizione dell’uso del preservativo, anche quando il pericolo di infezione da HIV-AIDS esiste; istituzione e mantenimento di un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che agevola nuovi crimini.
    Questa denuncia è segnale che la società è cambiata. Tu come hai reagito sentendo questa notizia e quale è stata la prima cosa a cui hai pensato?
    Io sono parte di questa denuncia, l’unica associazione italiana che la ha appoggiata è stata la rete l’abuso. Siamo coscienti che questa è e resterà solamente una pubblica denuncia in quanto il vaticano non riconosce l’AIa ed in Italia è protetto da una politica corrotta che contribuisce solamente alla tutela di criminali come la chiesa. Nel nostro paese i primi ad avere paura sono proprio i magistrati ed i politici. Mani pulite ne è stata una delle tante prove, le indagini anche in quel caso dovettero fermarsi ai confini dello stato del vaticano.
    Diciamo che i rapporti con la chiesa ultimamente per te stanno diventando sempre più complicati, tanto è vero che hai ricevuto lo sfratto da casa tua che era di proprietà della chiesa. Ti va di dirci come s’è svolta la vicenda?
    Direi l’opposto ovvero che la chiesa ora ha un cane sciolto che non molla l’osso, lo sfratto è stato uno dei clamorosi autogol della chiesa, il mio contratto scadeva tra due anni, ora invece ho la garanzia di restare ancora per 5 senza pagare né affitto né spese condominiali che ricadono a carico del proprietario. Una delle intimidazioni classiche del clero, che però l’ha fatta alla persona sbagliata, ovvero ho sempre perseguito senza paura la verità, ora mi sento veramente libero di agire. Il bliz da Bagnasco ne è la prova, non si può dire che sia stato positivo per lui.
    Tornando al tuo pellegrinaggio per la verità, con questo viaggio stai raccogliendo, nelle varie città in cui passi, delle testimonianze di abusi avvenuti dai preti. La gente riesce a raccontarti le storie oppure tendono pur sempre a proteggere la chiesa?

    No chi si avvicina non protegge la chiesa, tutt’altro, le vittime hanno ancora molta paura ad uscire allo scoperto, ma lo stanno facendo. Escono molti casi non ancora noti e moltissimi sacerdoti di cui non sapevamo. Forti critiche alla chiesa arrivano anche dagli stessi sacerdoti, scoraggiati ed imbarazzati davanti a tutto ciò, una loro frase ricorrente è che a questi punti il papa farebbe più bella figura a consegnare gli archivi, vi ricordo che lo scandalo non è italiano, ma mondiale, diciamo che l’Italia è la nazione che fino ad ora non ha reagito. Ma le cose stanno cambiando.

    Nel video che hai postato su youtube si vede benissimo come la gente, pur riconoscendoti, ti ha accolto bene a differenza dei due parroci e del Cardinale Bagnasco, che sembravano, invece, nervosi e quasi infastiditi dalla tua presenza lì. Ci racconti bene cosa hai visto durante quella funzione?

    Tengo a precisare chi era quella gente, i credenti più convinti, la reazione è stata un’anime cosa generalmente impossibile, in condizioni normali, con la maglia che avevo addosso mi avrebbero fischiato o costretto ad uscire. Invece rientrato dall’intervista chiesta dai giornalisti presenti, i fedeli mi hanno addirittura tenuto il posto in prima fila, molti mi hanno parlato e pur non assecondando nessuno ha prevalso il buon senso. Confesso che entrando avevo paura di una reazione opposta, quella ottenuta è stata in’aspettata, ho anche fatto la comunione, scatenando solo le ire dei preti e di Bagnasco. Mi ritengo molto soddisfatto, senza neppure fare una parola, la mia sola presenza ha scosso positivamente le coscienze.

    Sempre nel tuo video, sottolinei che il “Cardinale Angelo Bagnasco, parlando di Seppia si lascia sfuggire la frasecostretti a rimuoverlo anche se si corregge subito dopo.[…] Credo che la mia presenza e la sinistra censura imposta ai mezzi di informazione abbia tutt’altro che rimarginato lo squarcio aperto dal caso di don Seppia.” Mi spieghi a che tipo di censura ti riferisci?

    Purtroppo i mezzi di informazione presenti hanno avuto serie difficoltà a pubblicare le mie dichiarazioni e questo accade spesso purtroppo.
    Francesco durante il tuo tragitto verso Roma, mercoledì scorso 5 ottobre, ti è successa una cosa che ha dell’incredibile. Ci dici in breve in cosa consiste?
    Mercoledì ho subito una perquisizione da parte della polizia che non ha applicato nessuna delle procedure in vigore. Per farla breve, hanno agito sotto ordine non della questura, ma diciamo così di ignoti. A seguito di questo sono stati depositati esposti alle procure di Savona e Livorno. Per motivi di tutela personale, posso procedere a piedi verso Roma ma non posso più passare fuori dai centri abitati, arrivo previsto a Roma fra oggi e domani
    Una volta arrivato a Roma, cosa farai?
    Poche ore prima avviserò i sostenitori del mio imminente arrivo, avviserò il portavoce padre Lombardi e mi avvierò in territorio Vaticano. Li può accadere di tutto, dall’essere ricevuto all’essere bloccato dalla polizia. Ritengo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto a Berlino che sarò ricevuto, nel caso contrario avrò scalato l’intera casta ecclesiastica, e tireremo le vere somme sulle reali intenzioni e responsabilità che il clero non vuole assumersi. In questo caso ho già un’iniziativa pronta, sempre nel mio stile non violenta, ma meglio non parlarne per ora.
    Intervista:  Francesco Sansone
    Grafica: Giovanni Trapani
  • “Don Francesco Rutigliano è colpevole di abuso su minore”

    “Don Francesco Rutigliano è colpevole di abuso su minore”

    SIDERNO (RC) – Un rapporto di amore ed odio. Più odio che amore, per la verità, durato esattamente quaranta mesi. Dal giubilante 8 ottobre 2006 al mestissimo 17 febbraio 2010, allorquando egli fisicamente se ne andò per sempre dalle comunità dei fedeli di Bivongi e Pazzano, cuore dell’entroterra reggino. Ed oggi anche nella mente e nel cuore, per quel briciolo di contrastanti ricordi che ne erano rimasti, spazzati via dal documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, licenziato dal Palazzo del Sant’Uffizio in data 20 giugno 2011, con cui “il Rev. Rutigliano è dichiarato colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante dell’abuso di dignità o ufficio”.

    Commesso ai danni di C. A. da don Francesco Rutigliano, oggi 36enne sacerdote nonché ex parroco delle due sopraccitate cittadine, che dunque scrive la parola “Fine” alla sua complessa storia nella vallata dello Stilaro. Che quindi si è svegliata stamattina alle prese con una riluttante stagione estiva, nel senso che non vuole proprio andarsene più via, ma con quell’amarissima quanto scandalosa verità più volte sussurrata ma mai provata. Lo si diceva a denti stretti, nel frenetico rincorrersi di voci di corridoio, più o meno attendibili, oggi ce n’è la conferma più lampante che si potesse ottenere, peraltro a sole ventiquattr’ore dalla visita ufficiale di Sua Santità, Benedetto XVI, che domani sarà qui in Calabria, raccolta in preghiera per il Santo Padre ma funestata da questa devastante notizia.

    E quindi, don Rutigliano è stato riconosciuto “colpevole” dal Tribunale ecclesiastico all’uopo convocato e formato dal delegato Carlo Dezzuto; da Mons. Dott. Robert Deeley, assessore, ed infine Mons. Dott. Krzysztof Nykiel, anch’egli assessore che hanno sottoscritto il predetto documento con tanto di doppio timbro posto in bell’evidenza sul lato sinistro in calce al quinto ed ultimo foglio, che reca nel suo seno anche “il divieto per anni quattro, a partire dalla notifica del presente Decreto, di esercitare qualunque ministero pubblico – si afferma – rimane unicamente consentita la celebrazione in forma privata della S. Messa, nello stesso periodo in cui egli si sottoponga ad un adeguato percorso psicologico di durata quadriennale, di cui verrà data tramite il centro specializzato (p. es. i Padri Venturini di Trento), mirante al consolidamento della maturità psico-affettiva e vocazionale del chierico e concordato con il Vescovo stesso”.

    Già, il vescovo. Al momento della sua intronizzazione in Bivongi e Pazzano che era sua eccellenza reverendissima, monsignor Giancarlo Maria Bregantini; oggi, così come al momento della sua ultima celebrazione eucaristica, padre Giuseppe Fiorini Morosini: due figure di uomini, ancor prima di alti prelati, che sono stati attraversati da quel “vagabondaggio vocazionale” di don Francesco, chiaramente rimarcato dal Tribunale apostolico, e che hanno con ogni probabilità cercato di riportare sulla diritta via che era stata smarrita. Ma, ahiloro ed ahinoi, in maniera del tutto irreparabile, nel preciso momento in cui il giovane parroco viene ufficialmente accusato, il 12 giugno del 2009, davanti all’anzi menzionato tribunale, “per abuso di minore avvenuto a di C. A., nel periodo fra il 2006 e il 2008, con le accuse che avevano riguardo a ripetute molestie, baci, toccamenti, nonché atti sessuali completi avvenuti in molteplici occasioni” – è l’espressione chiave che viene utilizzata.

    Da far tremare letteralmente i polsi. E non solo quelli. Per un prete, originario di Altamura, in provincia di Bari, che sin dall’esordio del suo ministero sacerdotale ebbe le sue “gatte da pelare”, allorché nel santuario di Maria Santissima “Mamma Nostra” bivongese avvenne un furto, cosa che colpì molto la comunità bivongese. Gesto inconsulto nuovamente perpetratosi di lì a qualche mese più tardi; e che dire dell’abbandono della processione, proprio in occasione della festa della patrona di Bivongi, un fatto eclatante che venne addirittura ripreso dai grandi media nazionali: questione di posizioni da tenere, centimetri più avanti o indietro, rispetto alla banda musicale. Eppure…

    Eppure, don Rutigliano fu l’autore materiale di grandi eventi religiosi, nelle due cittadine dello Stilaro nel momento in cui invitò alla partecipazione, sempre e comunque in occasione della festa patronale, di personalità del mondo ecclesiastico dallo spiccato profilo quali il cardinal Ersilio Tonini, nel settembre 2007, ed il cardinale Salvatore De Giorgi nell’anno successivo, 2008, per dei brevissimi ma assai intensi periodi di raccoglimento e preghiera che ne hanno certamente segnato il suo mandato sacerdotale, quantunque non si possono obliare delle continue burrasche che hanno attraversato un po’ tutti i gruppi parrocchiali: ma anche in tal caso interviene il Tribunale apostolico per sancire come tutto ciò sia da blindare in senso negativo poiché in “assenza di una verifica costante ed approfondita del percorso di maturazione da parte dei formatori e direttori spirituali e forte rischio di autoreferenzialità – dice esplicitamente il tribunale nella circostanza formato – il bisogno di sentirsi costantemente confermato dall’approvazione degli altri, le affermazioni di autorità effettuate mediante l’esibizione di amicizie potenti o altolocate, depongono nella direzione di un quadro di debolezza e fragilità personale dell’accusato, profilo in cui ben si inquadra il bisogno di relazioni impari vissute in maniera totalizzante”.

    Com’è stata quella, chiaramente dimostrata ed ammessa dall’accusato, don Francesco Rutigliano, instauratasi tra lo stesso e la presunta vittima.

    Antonio Baldari

    *tratto da “Calabria Ora” dell’8 ottobre 2011                

  • Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco: ecco i preti pedofili Un dossier contenente i nomi di circa 200 sacerdoti pedofili, condannati dalla magistratura in tutta Italia e alcuni casi relativi alla Spagna, insieme ad una mappa delle regioni a rischio pedofilia.

    E’ questo il database consegnato oggi a Genova dall’attivista Francesco Zanardi, portavoce della rete l’Abuso, al cardinale Angelo Bagnasco.

  • Preti pedofili,elenco in Curia

    Preti pedofili,elenco in Curia

    29 settembre 2011

    Francesco Zanardi, presidente dell’associazione l’Abuso, che da anni denuncia casi di pedofilia all’interno del clero, ha consegnato all’Arcidiocesi di Genova, questa mattina nel capoluogo ligure, una lettera indirizzata al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, con i nomi dei quasi 200 sacerdoti italiani condannati per pedofilia tra il 1998 e il 2011. “Da questo dossier – spiega Zanardi a TM News – purtroppo sono esclusi tutti i sacerdoti, che pur avendo commesso abusi, non sono stati ancora condannati dalla magistratura. La lettera contiene inoltre una serie di denunce ben circostanziate di cui avevo parlato al cardinale Bagnasco, durante un incontro che avevo avuto con lui lo scorso maggio, che non ha avuto alcun esito”. “Nei confronti dei preti pedofili segnalati al cardinale -sottolinea il presidente dell’associazione l’Abuso – non è stato infatti preso alcun provvedimento anche se il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, ha incontrato le vittime di questi abusi. Di questo -afferma Zanardi- chiediamo conto al presidente della Cei”. Nei giorni scorsi, proprio per denunciare l’omertà e l’indifferenza della Chiesa davanti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti, Zanardi ha cominciato un lungo pellegrinaggio a piedi con partenza da Savona, la sua città natale e arrivo in Vaticano, dove chiede di essere ricevuto dal Papa. “L’obiettivo di questa marcia – dichiara il presidente dell’associazione l’Abuso, che ha denunciato a sua volta le violenze subite da parte di un sacerdote – è anche quello di convincere le vittime, durante le varie tappe del pellegrinaggio, a denunciare le violenze subite perché purtroppo in Italia c’è ancora tanta paura ad uscire allo scoperto”.

  • Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    20:07 24 SET 2011

    (AGI) – Genova, 24 set – “E’ una ferita che si sta rimarginando”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, al termine della Messa celebrata presso la Parrocchia dello Spirito Santo, in via Calda, a Sestri Ponente. Il porporato ha annunciato la nomina del nuovo parroco, Don Giovanni Benvenuto, che sostituisce l’ex parroco, Don Riccardo Seppia, in carcere dal maggio scorso con le accuse di tentata violenza sessuale su minore, tentata induzione alla prostituzione minorile e offerta plurima di stupefacenti.
    Dopo la celebrazione eucaristica il cardinale Bagnasco ha incontrato i fedeli accorsi per ricevere la buona notizia. “Non vediamo l’ora di conscere il nuovo parroco – ha affermato una signora, al termine della Messa – e siamo molto contenti del suo arrivo. Siamo anche contenti del fatto che il cardinale non ci abbia abbandonato”. Un’altro fedele ha aggiunto che, dal nuovo parroco, “ci aspettiamo che sia un parroco buono. In tutti noi e’ ancora vivo il ricordo di Don Federico Casissa, il fondatore di questa comunita’ che, grazie alle solide fondamenta che lui ha posto, ha saputo affrontare questo grande dolore”. Un’altra parrocchiana ha aggiunto che “speriamo che il nuovo parroco sia una persona seria e per bene”. Seduto in prima fila durante la Messa c’era anche l’attivista Francesco Zanardi, il giovane savonese che il 22 settembre scorso e’ partito dalla citta’ della Torretta per intraprendere un pellegrinaggio fino a Roma contro gli abusi dei preti pedofili e per sollecitare l’applicazione delle linee guida del Vaticano. Sulla maglietta del presidente dell’associazione ‘L’abuso’ sono stampate le scritte “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011” e “Tieni il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. “Quelle linee guida – ha detto – sono lettera morta, non sono state applicate. Mi fermero’ a Genova qualche giorno e la prossima settimana, probabilmente martedi’, insieme ad altre associazioni, presentero’ al cardinale Bagnasco alcuni documenti e una lettera con pesanti denunce che non hanno avuto alcun seguito. A Genova – ha concluso – ho gia’ ricevuto una 30ina di segnalazioni di abusi ma, purtroppo, nella Chiesa c’e’ ancora molta omerta’”.(AGI) ge2

    http://www.agi.it/genova/notizie/201109242…ta_rimarginando

  • Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011 e Tieni fuori il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. Sono le due scritte stampate sulla maglietta di Francesco Zanardi, l’accusatore della Chiesa su casi di pedofilia che stamane ha iniziato la sua marcia verso il Vaticano per denunciare episodi quei preti che avrebbero abusato dei bambini e che restano ancora in servizio.

    ‘’Nonostante abbia segnalato queste problematiche piu’ volte al vescovo di Savona Vittorio Lupi e al cardinale Angelo Bagnasco-dice Zanardi-non ho visto fino ad oggi applicare alcun tipo di misura nei confronti di questi preti che comunque continuano a svolgere il loro servizio nella comunita’. Ecco quindi la mia intenzione di andare presso la Santa sede con un pellegrinaggio che durera’ circa un mese cercando di essere ricevuto dal Papa al quale ho intenzione di spiegare la situazione della pedofilia nella Chiesa cattolica italiana’’.

    Ad accompagnare Zanardi in questa ‘missione’ c’e’ anche il presidente dell’Associazione piccola casa di Alan, Alberto Sala che da tempo si occupa di ospitare bambini che hanno subito abusi: ‘’Si fa troppa confusione tra pedofilia e omosessualita’ e non si tiene conto che anche per l’organizzazione mondiale della sanita’ di per se’ la pedofilia non e’ una malattia. L’80 % dei casi di pedofilia sono da ascrivere a persone eterosessuali e per questo bisogna parlare piu’ che altro di pedocriminalita’.

    I genitori non devono iperproteggere i loro figli perche’ provocherebbero in loro traumi poi difficili da superare ma devono essere adulti e responsabili a sorvergliarli a distanza quando vanno a scuola, come quando fanno sport o vanno in parrocchia. Devono quindi metterli in guardia da eccessi di affetto da parte di terzi e da possibili regali che possono ricevere da estranei’’.

    http://www.rsvn.it/partito-il-pellegrinaggio-di-zanardi.lits4c2317.htm