Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: catechista

  • Picchia bimbi durante catechismo, denunciato sacerdote

    Picchia bimbi durante catechismo, denunciato sacerdote

    ‘Facevano chiasso’. In periferia a Roma, scoperto da genitori

  • Dragona, don Angelo “esplode” e picchia i bambini del catechismo. Il parroco su Fb: rimosso

    Dragona, don Angelo “esplode” e picchia i bambini del catechismo. Il parroco su Fb: rimosso

    «Carissimi tutti, mi dispiace enormemente per quanto accaduto ieri con don Angelo. il fatto non potrà ripetersi. Don Angelo è rammaricato e si è ritirato, conscio di doversi probabilmente curare». Lo scrive in un post su Facebook Leonardo Bartolomucci parroco della chiesa di Santa Maria Regina dei Martiri a Dragona in via Carlo Casini 282.

    «Don Angelo, di anni settanta, dal mese di ottobre vicario parrocchiale della suddetta parrocchia, con profondo rammarico, chiede perdono ai bambini delle comunioni e al loro catechista verso i quali ha alzato le mani, sotto l’impulso della rabbia fuori controllo, nonché ai genitori, ai parrocchiani e agli altri sacerdoti, scioccati e stupiti dall’increscioso e grave evento, avvenuto oggi 17 gennaio 2018, durante l’ora di catechismo – si legge nel post – Pertanto, sentito il parere del Parroco don Leonardo e del Vescovo di Settore, ha accettato: di essere immediatamente rimosso dall’incarico e sospeso dalla pastorale; di farsi visitare e curare dal punto di vista neurologico e psichiatrico; di ritirarsi, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, conscio di dover rispondere alle dovute denunce. Chiedo a tutti di pregare per questi bambini, per le loro famiglie e per il loro catechista, per una pronta ripresa del catechismo in serenità d’animo e consolazione del Signore, con il sostegno di tutti».

    Il sacerdote, che avrebbe schiaffeggiato alcuni bambini durante l’ora di catechismo perché, a suo dire, «facevano chiasso», è stato denunciato per lesioni dalla polizia. Gli agenti del commissariato di Ostia sono intervenuti in seguito alla segnalazione dei genitori dei bambini, che hanno tra i 10 e gli 11 anni. Alcuni bimbi si sarebbero fatti refertare in ospedale.

    http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/dragona_prete_picchia_i_bambini_sospeso-3491987.html

  • PEDOFILIA/ Ex catechista condannato per molestie a bambine di 9 anni

    PEDOFILIA/ Ex catechista condannato per molestie a bambine di 9 anni

    PEDOFILIA, EX CATECHISTA CONDANNATO – Una triste storia di pedofilia arriva da Firenze: un ex catechista è stato condannato ad otto anni di reclusione per aver compiuto abusi sessuali su due bambine che, all’epoca dei fatti stavano effettuando con lui il corso di preparazione alla Prima Comunione. Inizialmente le piccole non hanno avuto il coraggio di denunciare i fatti, poi col passare degli anni e con le vittime ormai divenute adolescenti anni dopo, il ricordo del catechista che toccava le bambine nelle parti intime durante il periodo della Prima Comunione si è fatta insopportabile. Una delle due piccole si è recata dalle forze dell’ordine ed è successivamente partito un procedimento nei confronti del pedofilo cinquantenne, che è stato condannato a otto anni di reclusione. La sentenza è stata emessa in tribunale in assenza sia dell’uomo, sia della vittima che ha sporto la denuncia, che avrà ora diritto ad un risarcimento.

    PEDOFILIA, LA VIOLENZA SU DUE BIMBE DI FIRENZE – Il disagio della ragazza è iniziato nel 2013, quando quattordicenne aveva iniziato a sentirsi a disagio rispetto ai coetanei e non riusciva a vivere una vita sociale adeguata. Da lì è arrivata l’assistenza di uno psicologo, con la confessione della ragazzina che ha ricordato come il catechista la facesse sedere sulle sue ginocchia, toccandola poi nelle parti intime. Da lì è partita la denuncia e l’accertamento delle forze dell’ordine, che ha chiamato in causa gli altri ragazzi che avevano svolto il catechismo con il cinquantenne fiorentino. Durante le indagini, è arrivata la denuncia di una seconda bambina, che ha ricordato come a nove anni anche lei fosse stata oggetto delle morbose attenzioni dell’uomo. Dopo aver svolto i necessari riscontri, l’ex catechista è stato condannato ad otto anni di reclusione dopo un processo molto difficile per le vittime, che hanno dovuto portare testimonianza di fatti dolorosissimi, sepolti nel profondo. L’uomo non svolgeva più da diverso tempo l’attività di educatore, con i fatti che avvennero in una chiesa in una zona periferica di Firenze.

  • Catechista accusato di abusi su minori, si cercano altre vittime

    Catechista accusato di abusi su minori, si cercano altre vittime

    La Procura di Palermo ipotizza che Benedetto Salemi, arrestato il mese scorso a Termini per presunte violenze sessuali su una ragazzina di 11 anni, possa aver violentato altri adolescenti.

    Conosceva tanti ragazzini, non solo perché a Termini Imerese per diversi anni è stato catechista alla chiesa Madre, ma anche perché, sempre lì, è contitolare di una cartolibreria, molto frequentata dai più giovani. E’ per questo che la Procura di Palermo ipotizza che Benedetto Salemi, 44 anni, arrestato lo scorso 3 febbraio per presunti abusi su una ragazzina di 11 anni, possa aver violentato altri adolescenti. Le indagini del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Federica La Chioma si stanno muovendo adesso proprio in questa direzione.

    Salemi avrebbe conosciuto la presunta vittima proprio perché frequentava la sua cartolibreria. Le avrebbe proposto di darle ripetizioni scolastiche gratuite per aiutarla negli studi. Lei e la sua famiglia avrebbero accettato e così la ragazzina sarebbe andata più volte a casa dell’indagato. L’estate scorsa, però – secondo la ricostruzione dell’accusa – l’uomo avrebbe costretto la giovane a spogliarsi, l’avrebbe toccata e l’avrebbe anche ripresa con il cellulare. Un’ipotesi che Salemi, durante l’interrogatorio di garanzia, ha respinto: ha ammesso di conoscere la ragazza, di averle dato lezioni, ma ha negato fermamente di aver abusato di lei.

    Salemi ha precedenti specifici: è già stato condannato nel 2003 dal tribunale di Termini per detenzione di materiale pedopornografico e nel 2007 dai giudici di Siracusa per lo stesso reato. Inoltre è attualmente sotto processo, sempre a Termini, anche per presunti abusi sessuali a danno di alcuni ragazzini. L’inchiesta più recente era nata dopo che Salemi era stato fermato dalla polizia mentre era sul suo scooter senza casco assieme alla ragazza: visti i suoi precedenti, i poliziotti si erano insospettiti. All’uomo era stato sequestrato il cellulare, sul quale sarebbe stato ritrovato materiale pedopornografico, e la ragazzina era stata sentita dagli investigatori. Non senza difficoltà avrebbe raccontato dei presunti abusi subiti. Avrebbe anche spiegato che per lei Salemi sarebbe stato “un’opportunità”, la possibilità cioè di studiare e magari di assicurarsi un futuro migliore in una realtà come quella di Termini.

    Salemi è anche accusato di adescamento di minori: secondo i pm, infatti, sarebbe stato molto abile non solo con la ragazzina, ma anche con la sua famiglia, in particolare dando saltuariamente un aiuto economico alla madre della presunta vittima. Adesso gli inquirenti indagano per scoprire se oltre alla giovane, l’indagato possa aver abusato di altri ragazzini.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/pedofilia-arrestato-catechista-benedetto-salemi-termini-imerese-indagini.html

     

  • Violenze sessuali su bambini, abusi ripresi con il cellulare: arrestato catechista a Termini Imerese

    Violenze sessuali su bambini, abusi ripresi con il cellulare: arrestato catechista a Termini Imerese

    Adescamento di minori, detenzione e produzione di materiale pedo-pornografico: Benedetto Salemi, 44 anni, pregiudicato e titolare di una cartolibreria, è stato arrestato dalla polizia a Termini Imerese dopo lunghe indagini.

    Accuse pesantissime: adescamento di minori, violenza sessuale su minore, detenzione e produzione di materiale pedo-pornografico. Un catechista che frequenta la chiesa madre di Termini Imerese è stato arrestato dalla polizia. Si tratta di Benedetto Salemi, 44 anni, pregiudicato e titolare di una cartolibreria. Da anni impegnato nel sociale, Salemi era impegnato nel volontariato in diverse associazioni onlus e per un lungo periodo di tempo è stato organizzatore di attività ludico-ricreative per minori. Secondo la ricostruzione dei fatti l’indagato avrebbe anche ripreso gli abusi sessuali con il suo cellulare.

    L’operazione rappresenta la conclusione di una complessa indagine condotta dagli investigatori della polizia giudiziaria della Procura di Termini Imerese, che ha avuto inizio a seguito di un controllo. Salemi infatti era destinatario di altre indagini di diverse forze dell’ordine. L’uomo era stato notato all’esterno di un esercizio pubblico di Termini in compagnia di un ragazzino. “La tempestività dei primi accertamenti è risultata fondamentale – dicono dalla polizia giudiziaria -. Le indagini hanno consentito di contestare abusi sessuali consumati all’interno dell’abitazione dell’arrestato, luogo in cui l’uomo era solito ricevere minori, offrendo ripetizioni scolastiche gratuite”.

    L’uomo si trova attualmente rinchiuso al Pagliarelli. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, Gabriella Natale. La misura è stata disposta accogliendo la richiesta della Procura di Palermo.
    http://www.palermotoday.it/cronaca/pedofilia-arrestato-catechista-termini-imerese.html
  • Inizia a sgretolarsi in Polonia il muro di omertà e connivenza coi preti pedofili

    Inizia a sgretolarsi in Polonia il muro di omertà e connivenza coi preti pedofili

    Da Google traduttore

    Pene più severe per il sacerdote Kalinówki, andrà in prigione per molestie su minori

    Contro la pena sospesa per il parroco protestò l’anno scorso, i membri dell’organizzazione SNAP, che riunisce le vittime di preti pedofili, così come la fondazione, “Non abbiate paura”, che lottano per i diritti delle vittime da parte del clero
    fot. archive

    Tre anni trascorrono in carcere Stanislaw G., ex parroco a Kalinówka nel distretto di Zamosc. Ha lavorato anche come catechista in una scuola di Sulmicach.

    Due anni fa, l’ufficio del procuratore ha riferito la madre di 10-year-old girl, che Padre G. insegnato religione e si stava preparando per la comunione. Ha detto che il suo bambino è stato abusato da un prete. Quando i pubblici ministeri hanno iniziato in discussione altri genitori hanno scoperto che c’è ancora altri quattro bambini svantaggiati.

    Una delle ragazze ha avuto il prete mise le mani sotto le mutandine e toccare le natiche. Un’altra tocca il seno. Le molestie si è verificato sia a scuola e in chiesa. La credibilità dei bambini ha confermato parlando con loro, esperti psicologi.

    – John G. ha confessato a tre delle cinque accuse, ma ha rifiutato di fornire spiegazioni – ha detto ai giornalisti indagando sulla questione Bartosz Wojcik, capo della Procura della Repubblica di Zamosc.

    dettagli scioccanti di questo caso sono stati tenuti segreti per il bene degli studenti svantaggiati. Per lo stesso motivo il processo stava rotolando a porte chiuse.

    Nel mese di ottobre dello scorso anno, la Corte distrettuale di Zamosc prete condannato a due anni di reclusione, sospesi per cinque anni di libertà vigilata, 3000. bene zł e bandito a vita dal lavorare con i bambini.

    – Questo giudizio è uno scandalo – ha commentato legali svantaggiati ragazze e le loro famiglie Marek Lisinski la fondazione “Non abbiate paura”. – Questo uomo non soffre praticamente senza conseguenze delle loro azioni. Per parlare di qualsiasi decenza deve essere immediatamente espulso dal sacerdozio, passare molti anni in prigione ed essere trattati con le loro tendenze malsane.

    Curia di Zamosc-Lubaczowska ancora in fase deciso la rimozione di una religione sacerdote incaricato di insegnare, il ministero sacerdotale in parrocchia e lui si mosse come un residente della parrocchia di S. Nicholas Hrubieszow. Al piano terra della casa in cui vivere, ogni giorno le classi erano studenti della scuola media e studenti delle scuole superiori provenienti da una scuola vicina.

    Per questo motivo, e in segno di protesta contro il scandalosamente bassa giudizio nel novembre dello scorso anno, prima che la nuova residenza del sacerdote hanno protestato membri SNAP dell’organizzazione, che riunisce le vittime di preti pedofili, così come la fondazione, “Non abbiate paura,” lotta per i diritti delle vittime da parte del clero.

    Allo stesso tempo, un ricorso presentato sospeso avvocato che rappresenta i genitori dei minori vittime e l’accusa, che ha chiesto il religioso carcere tre anni spietata. Il Tribunale distrettuale di Zamosc ha confermato proprio una tale punizione. Anche proibì Padre. Stanislaw G. sette anni a contatto con minori vittime e portandoli a meno di 50 metri.

    La sentenza è definitiva. Padre Stanislaw G. presto ottenere una citazione a comparire in carcere. Il suo caso sia ora vaticana Congregazione per la dottrina della fede, che può espellere prete pedofilo dallo stato clericale.

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    www.dziennikwschodni.pl/lublin/n,10…-wiezienia.html

    Surowsza kara dla księdza z Kalinówki, trafi do więzienia za molestowanie dzieci

    Przeciwko karze w zawieszeniu dla proboszcza protestowali w ubiegłym roku członkowie organizacji SNAP, skupiającego ofiary księży-pedofilów, a także fundacji „Nie lękajcie się” walczącej o prawa pokrzywdzonych przez duchownych
    fot. archiwum

    Trzy lata spędzi w więzieniu Stanisław G., były proboszcz parafii w Kalinówce w powiecie zamojskim. Pracował także jako katecheta w szkole w Sulmicach.

    Dwa lata temu do prokuratury zgłosiła się matka 10-letniej dziewczynki, którą ksiądz G. uczył religii i przygotowywał do komunii. Powiedziała, że jej dziecko było przez kapłana molestowane. Kiedy prokuratorzy zaczęli przesłuchiwać innych rodziców okazało się, że jest jeszcze czworo innych poszkodowanych dzieci.

    Jednej z dziewczynek ksiądz miał wkładać ręce pod majtki i dotykać pośladków. Innej dotykał piersi. Do molestowania dochodziło zarówno w szkole, jak i w kościele. Wiarygodność dzieci potwierdzili rozmawiający z nimi biegli psychologowie.

    – Stanisław G. przyznał się do trzech z pięciu zarzutów, ale odmówił składania wyjaśnień – mówił pytającym o sprawę dziennikarzom Bartosz Wójcik, szef Prokuratury Rejonowej w Zamościu.

    Wstrząsające szczegóły tej sprawy zostały utajnione ze względu na dobro pokrzywdzonych uczennic. Z tego samego powodu proces toczył się przy drzwiach zamkniętych.

    W październiku ubiegłego roku Sąd Rejonowy w Zamościu skazał kapłana na dwa lata więzienia w zawieszeniu na pięć lat, dozór kuratora, 3 tys. zł grzywny oraz dożywotni zakaz pracy z dziećmi.

    – Ten wyrok to skandal – komentował pełnomocnik pokrzywdzonych dziewczynek i ich rodzin Marek Lisiński z fundacji „Nie lękajcie się”. – Ten człowiek nie poniesie praktycznie żadnych konsekwencji swoich czynów. Żeby mówić o jakiejkolwiek przyzwoitości powinien zostać natychmiast wydalony ze stanu kapłańskiego, spędzić w więzieniu wiele lat i być leczony ze swoich niezdrowych skłonności.

    Kuria zamojsko-lubaczowska jeszcze w trakcie procesu zdecydowała o odsunięciu księdza od nauczania religii, posługi kapłańskiej w parafii i przeniosła go jako rezydenta do parafii św. Mikołaja w Hrubieszowie. Na parterze domu, w którym zamieszkał, każdego dnia zajęcia mieli gimnazjaliści i licealiści z pobliskiej szkoły.

    Z tego właśnie powodu oraz w proteście przed skandalicznie niskim wyrokiem w listopadzie ubiegłego roku przed nowym miejscem zamieszkania księdza protestowali członkowie organizacji SNAP, skupiającego ofiary księży-pedofilów, a także fundacji „Nie lękajcie się” walczącej o prawa pokrzywdzonych przez duchownych.

    W tym samym czasie apelację od wyroku w zawieszeniu złożył prawnik reprezentujący rodziców pokrzywdzonych dzieci oraz prokuratura, która domagała się dla duchownego trzech lat bezwzględnego więzienia. Sąd Okręgowy w Zamościu przychylił się właśnie do takiego wymiaru kary. Zakazał też ks. Stanisławowi G. przez siedem lat kontaktowania się z pokrzywdzonymi dziećmi i zbliżania się do nich na mniej niż 50 metrów.

    Wyrok jest prawomocny. Ksiądz Stanisław G. wkrótce dostanie wezwanie do stawienia się w zakładzie karnym. Jego sprawą zajmie się teraz watykańska Kongregacji do spraw Nauki i Wiary, która może wydalić księdza-pedofila ze stanu kapłańskiego.

  • Bimbi presi a frustate, prete di Sorrento a giudizio

    Bimbi presi a frustate, prete di Sorrento a giudizio

    È fissato a gennaio il processo nei confronti di un sacerdote e di un catechista di Sorrento accusati di aver malmenato 15 bambini durante un campo scuola a Campo Felice, in Abruzzo.

    Ieri il giudice dell’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila ha disposto il rinvio a giudizio per l’animatore parrocchiale, ora imputato di maltrattamenti e percosse, e per il prete, che nulla avrebbe fatto per evitare i maltrattamenti. I fatti risalgono all’estate del 2012. Secondo la ricostruzione ipotizzata dagli investigatori i bambini sarebbero stati frustati per ottenere più obbedienza. Ma una volta tornati a casa i genitori hanno notato i segni sulle schiene dei ragazzini, e sono partite le indagini.

    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=1404861&sez=NAPOLI&ssez=CRONACA

  • Pedofilia, è un catechista il 25enne arrestato

    Pedofilia, è un catechista il 25enne arrestato

    di Luca Tronchetti

    LUCCA. Nonostante un patteggiamento per violenza sessuale su due bambini che all’epoca dei fatti non avevano compiuto ancora dieci anni continuava a ricoprire il ruolo di catechista in un istituto religioso della Lucchesia oltre a quello di animatore con contratto stagionale in un tour operator. E proprio in quella veste, in un villaggio turistico a Sharm el Sheik in Egitto, è accusato di aver adescato un altro bimbo di 10 anni, figlio di vacanzieri del Nord Italia, riuscendo a portarlo nella sua stanza con la scusa di un gioco per compiere su di lui atti sessuali. Un’accusa pesantissima che ha portato ieri mattina all’arresto dell’intrattenitore e al sequestro del suo telefonino e del suo pc avvenuto durante la perquisizione dei carabinieri nell’abitazione in cui il giovane vive con i genitori. Domani, giorno del suo venticinquesimo compleanno, sarà interrogato nell’udienza di convalida dal giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci nel penitenziario di San Giorgio dov’è recluso in isolamento. Deve rispondere del reato di violenza sessuale di minorenne aggravata dalla recidiva infraquinquennale per reati analoghi. E nei suoi confronti c’è almeno un altra denuncia – e indagini in corso per ulteriori episodi – da parte di una famiglia della Lucchesia.

    Dottor Jeckyll e Mr Hyde. Un ragazzo dalla doppia personalità per il sostituto procuratore Sara Polino che aveva già indagato su di lui per una vicenda che risale alla vigilia del Natale 2011 e che venne alla luce all’inizio del 2012. Alcune maestre di una scuola elementare avevano notato quel giovane seguire due bimbi di 10 anni sino al cancello della elementare lanciando baci a uno di loro. Le insegnanti avevano informato la madre descrivendo il presunto autore delle molestie e da lì, anche grazie alle assistenti sociali a cui erano affidati i due figli, era partita una denuncia. Una storia conclusasi a livello penale con un patteggiamento a due anni di fronte al gup Marcella Spada Ricci e la sospensione condizionale della pena (è ancora pendente una causa civile per il risarcimento del danno). Eppure nonostante quella vicenda giudiziaria il giovane frequentava senza problemi un istituto religioso della Lucchesia ricoprendo il ruolo di catechista a stretto contatto con dei bambini. Non solo. Come animatore avrebbe partecipato anche ad iniziative per le feste di carnevale dedicate proprio ai più piccini. La domanda sorge spontanea: possibile che nessuno in quel comune della Lucchesia sapesse della morbosa attrazione sui bambini da parte dell’animatore?

    Il fatto contestato. Nell’ordinanza di custodia cautelare al giovane lucchese si contesta un unico episodio avvenuto il 15 luglio scorso. Dal racconto fornito dalla vittima – un bimbo di 10 anni che stava passando l’estate in un villaggio turistico a Sharm el Sheik e che è stato già ascoltato dagli psicologi nominati dalla procura – durante un’attività ludica basata sul teatro e sul gioco, all’insaputa dei genitori quel giovane lo avrebbe convinto a seguirlo nel suo alloggio dove sarebbe stato abusato sessualmente. Terrorizzato e sotto choc il bimbo si sarebbe confidato con mamma e papà soltanto al ritorno a casa.

    La competenza territoriale. Il reato di pedofilia commesso in territorio straniero da un italiano ai danni di un minorenne viene trattato per competenza dal luogo dove risiede l’indagato. Così l’esposto-denuncia presentato dai genitori del minore è stato trasmesso alla procura di Lucca finendo sul tavolo del sostituto Sara Polino, delegata ai reati inerenti la sfera sessuale, che ha delegato alle indagini e ai primi accertamenti la polizia postale. Tra l’altro nei confronti dell’animatore turistico era già stata presentata un’altra denuncia da parte di genitori di un minorenne ed erano in corso indagini legate a messaggi e immagini su Fb e WhatsApp.

  • Rivolta in chiesa contro don Pinetto catechista

    Rivolta in chiesa contro don Pinetto catechista

    I genitori non vogliono il prete che fu indagato per pedofilia: «Porteremo via i nostri figli»

    IL SACERDOTE TRASFERITO DA CELLE A SAN FRANCESCO E SANLORENZO. IERI INCONTRO FAMIGLIE-PARROCO

    SAVONA. Le voci corrono. Ma l’arrivo di don Pietro Pinetto, dalla parrocchia di San Michele di Celle a Savona, era passato inosservato. Sino a ieri. Quando le mamme dei bimbi delle due chiese cittadine, in cui il sacerdote svolgerà attività accanto al parroco don Daniele Grillo, San Francesco inpiazza Bologna e San Lorenzo alla Rusca, si sono rivoltate contro la decisione della curia. La causa è da rintracciarsi nelle vicende giudiziarie, che hanno coinvolto il sacerdote, e che si sono concluse ormai due anni fa. Nel 2013, don Pinetto è stato iscritto nel registro degli indagati per abusi sessuali su almeno quattro dodicenni (uno solo di fronte al pm e agli agenti della squadra mobile ha negato), ed il fascicolo è ancora nelle mani del pm Giovanni Battista Ferro in attesa della richiesta dal gip di archiviazione per prescrizione. Don Pinetto, successivamente, era stato accusato di aver ingiustamente denunciato per diffamazione a mezzo stampa Sandro P., una delle vittime,«pur sapendolo innocente, visto che, dalle indagini compiute,sono risultate fondate le accusa di abusi sessuali su minore, perpetrate agli inizi degli anni settanta, in seminario». Un profilo, quello del sacerdote proveniente da Celle, che non è passato inosservato ad alcune delle madri dei duecento bambini, che frequentano le parrocchie savonesi, tra attività di catechismo e scout. Tanto che, ieri sera, prima della consueta riunione di inizio anno per la dottrina dei figli, hanno manifestato con chiarezza l’intenzione di ritirare i figli se sarà don Pinetto a occuparsi delle attività riguardanti i minorenni, come riportato anche da una comunicazione della Rete l’Abuso. «Ci siamo confrontate da alcuni giorni, appena abbiamo preso coscienza della situazione che si sarebbe creata in parrocchia – spiega Francesca, portavoce del gruppo delle mamme savonesi-. Questa sera, nella consueta riunione con il parroco,esprimeremo la nostra assoluta opposizione all’affidamento dei nostri figli al sacerdote, su cui pesano accuse estremamente gravi. Non vogliamo né fare polemiche né attirare l’attenzione dei media: semplicemente, non intendiamo che i nostri figli si possano trovare in situazioni che possano mettere a repentaglio la serenità della loro infanzia. La decisione, che coinvolge un folto gruppo di noi, è chiara: se il sacerdote non verrà sollevato dalle attività, che coinvolgono i nostri bambini e ragazzi, li porteremo altrove». Parole dure, che rischiano di aprire una ferita, nella chiesa savonese, che sembrava ormai chiusa. Costringendo la curia a rivedere i ruoli dei suoi sacerdoti e, soprattutto,a ricreare un filo diretto con i fedeli.

    S.C. Il Secolo XIX Savona

  • Pedofili, prete in cella in Sardegna. False bombe e minacce al vescovo: ‘Ha coperto’

    Pedofili, prete in cella in Sardegna. False bombe e minacce al vescovo: ‘Ha coperto’

    Don Pascal Manca, ex parroco di Mandas, è stato arrestato per presunti abusi sessuali su minori. Domenica nel paesino era il giorno delle cresime, ma la chiesa è stata evacuata per un finto allarme bomba. Scritte con minacce di morte sono comparse sui muri dell’edificio e qualcuno ha inviato proiettili all’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, accusato di non aver fatto abbastanza per proteggere i ragazzi