Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: chiesa

  • Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    martedì 19 luglio 2011 15:18

    Il cardinale Justin Rigali in una immagine di archivio REUTERS/Tim Shaffer

    FILADELFIA (Reuters) – Il Vaticano ha annunciato oggi di aver accettato le dimissioni del cardinale Justin Rigali, la cui guida dell’arcidiocesi cattolica di Filadelfia era stata macchiata da uno scandalo su abusi sessuali commessi da sacerdoti su minori.

    L’arcidiocesi, la sesta per grandezza negli Stati Uniti, con un milione e mezzo di fedeli, è stata accusata di aver tenuti segreti gli abusi sessuali su minori commessi da preti per cercare di evitare un costoso scandalo.

    In un comunicato, il Vaticano ha detto di aver accettato le dimissioni di Rigali, 76 anni, ma non ha fatto alcun commento diretto sulla vicenda. Al posto di Rigali, è stato nominato l’arcivescovo di Denver, Charles Chaput, ha comunicato la Santa sede.

    Negli ultimi anni la Chiesa cattolica è stata scossa da una serie di scandali relativi al tentato insabbiamento di abusi su minori sia in Europa che negli Stati Uniti.

    Rigali, arcivescovo a Filadelfia dal 2003, ha cercato di contenere lo scandalo dei preti pedofili seguito al rapporto diffuso da un grand jury a inizio anno. Tre sacerdoti, un monsignore e un insegnante sono stati incriminati dopo l’inchiesta.

    — Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

    http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76I0BH20110719

    Usa/ Va in pensione card. Rigali, su diocesi ombra pedofilia
    A Philadelphia arriva il ‘pro life’ Chaput, stimato in Vaticano
    postato 4 ore fa da TMNews

    Città del Vaticano, 19 lug. (TMNews) – Va in pensione a 76 anni il cardinale statunitense Justin F. Rigali. Il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età ed ha nominato nuovo arcivescovo di Philadelphia monsignor Charles J. Chaput, sinora arcivescovo di Denver.

    Nessun riferimento, nella nota vaticana, alle accuse indirizzate negli anni scorsi a Rigali e alla diocesi di Philadelphia per alcuni casi di pedofilia da parte dei preti. In particolare, un Gran giurì ha accusato nel 2005 Rigali e il suo predecessore, cardinale Anthony Bevilacqua, di aver sottovalutato le denunce a decine di sacerdoti sospetti. L’arcidiocesi, più in generale, è stata accusata di essersi limitata a trasferire alcuni preti pedofili da una parrocchia all’altra.

    Monsignor Chaput, vescovo conservatore ‘pro life’, è molto stimato in Vaticano, che, negli ultimi mesi, gli aveva affidato due missioni delicate: il presule è stato uno dei ‘visitatori’ della congregazione dei Legionari di Cristo, finita sotto inchiesta vaticana per le malefatte del fondatore; ed ha gestito la rimozione di un vescovo australiano, William Morris di Toowomba, che aveva fatto delle aperture alla possibilità dell’ordinazione di donne e uomini sposati.

  • Pedofilia, accusato in Irlanda ex segretario di tre Papi

    Pedofilia, accusato in Irlanda ex segretario di tre Papi

    La chiesa irlandese coprì abusi sessuali su minori compiuti nella diocesi di Cloyne, nella contea di Cork, dal 1996 al 2009.

    La denuncia emerge da un nuovo rapporto sulla pedofilia dei sacerdoti in Irlanda. Ad essere chiamato in causa John Magee, ex vescovo di Cloyne ed ex segretario personale di tre pontefici, ultimo dei quali fu Giovanni Paolo II.

  • IRLANDA Esce un dossier shock sulle coperture di abusi di pedofilia nella Chiesa

    IRLANDA Esce un dossier shock sulle coperture di abusi di pedofilia nella Chiesa

    Notizia del 13/07/2011 – 20:17
    Esce un dossier shock sulle coperture di abusi di pedofilia nella Chiesa

    DUBLINO – Una nuova bufera si abbatte sulla Chiesa irlandese con la pubblicazione di un rapporto che riferisce di numerosi casi di copertura di abusi sessuali su minori nella diocesi di Cloyne, nella Contea sud-orientale di Cork, nel periodo dal 1996 al 2009.

    Ad essere direttamente chiamata in causa è una figura che in passato operò anche in Vaticano, l’allora vescovo di Cloyne mons. John Magee, fattosi da parte nel 2009 (Benedetto XVI ne accettò le dimissioni il 24 marzo 2010) e in passato segretario personale di ben tre Papi, Paolo VI, Giovanni Paolo I, nonchè Giovanni Paolo II all’inizio del pontificato.

    Il rapporto pubblicato oggi, che consta di 400 pagine, elaborato dalla Commissione di indagine sulla diocesi di Cloyne su come furono trattate le accuse contro 19 preti, evidenzia le mancanze nel riferire le denunce dei loro abusi alla polizia. E sostiene che il vescovo Magee, oggi 75/enne, non può evitare le sue “responsabilità dando la colpa ai sottoposti”, che non avrebbero riferite le segnalazioni di abusi (in tutto le vittime sarebbero state almeno 40) alle autorità pubbliche. In nessun caso, comunque, i preti sotto accusa vennero rimossi. Vengono anche riferite le “preoccupazioni” che ci furono sulla “interazione” tra lo stesso mons. Magee e un ragazzo di 17 anni, aspirante al sacerdozio.

    La Chiesa irlandese, già al centro di una “visita apostolica” ordinata da Benedetto XVI, dopo la pubblicazione del rapporto ha già espresso dolore e rammarico. Il primate d’Irlanda, cardinale Sean Brady, ha detto che oggi è un altro “giorno nero nella storia della risposta dei vertici della Chiesa al grido dei bambini abusati da uomini del clero”. “I risultati di questo rapporto confermano che gravi errori di giudizio sono stati commessi e che ci sono stati serie carenze di leadership – ha aggiunto -. Questo è deplorevole e totalmente inaccettabile”.

    Il rapporto Cloyne, che è stato diffuso dal ministro della Giustizia Alan Shatter e dal ministro per l’Infanzia Frances Fitzgerald, e che subito ha suscitato forte scalpore sui media irlandesi e britannici, sostiene che la risposta della diocesi alle accuse di abusi sessuali nel periodo dal 1996 al 2008 fu “inadeguato e inappropriato”. Definisce un “fatto rimarchevole” che il vescovo Magee avesse avuto “poco o nullo interesse” nell’affrontare i casi di preti pedofili sacerdoti fino al 2008 e che avesse fino a un certo punto “distaccato se stesso dalla gestione quotidiana dei casi di abusi sessuali sui minori”. “Il vescovo Magee era a capo della diocesi e non poteva evitare le sue responsabilità dando la colpa ai sottoposti che egli aveva del tutto mancato di dirigere e sorvegliare”, spiega il dossier.

    La Commissione – riferisce la Bbc – spiega che si era al corrente di circa 40 persone che potrebbero essere state vittime di abusi di preti nella diocesi, e tutte le denunce tranne due vennero da persone che erano già adulte quando le fecero. Il rapporto dice anche che tra il 1995 e il 2005 ci furono 15 denunce contro il clero che avrebbero dovuto essere inoltrate. La mancanza più grave è il non aver riferito i due casi in cui le presunte vittime erano ancora minori al momento della denuncia. Viene spiegato che nulla venne comunicato a una diocesi vicina quando un prete che si era dimesso in seguito alle denunce vi si trasferì. Comunque, in nessun caso la diocesi rimosse preti contro cui erano state mosse delle accuse.

    Per quanto riguarda poi quella che viene chiamata “interazione” tra mons. Magee e un ragazzo di 17 anni, il dossier riferisce che secondo l’adolescente, che contemplava il suo ingresso nel sacerdozio, “il comportamento del vescovo verso di lui, che non lo aveva turbato all’epoca, era, riflettendoci, inquietante”. Comunque, il rapporto dice anche che il caso era stato trattato “con appropriatezza”.

    http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articol…sito=1&idtipo=2

     

  • Sud. Corea. Chiesa cattolica contraria a castrazione dei pedofili, Hanno paura di finire sotto la tagliola…

    Sud. Corea. Chiesa cattolica contraria a castrazione dei pedofili, Hanno paura di finire sotto la tagliola…

    “La Chiesa è in linea di principio contraria alla castrazione chimica” per i pedofili e ritiene che esistano metodi alternativi per prevenire i crimini sessuali. Lo ha detto il segretario della Commissione bioetica della Conferenza episcopale sud-coreana (Cbki) , padre Paul Lee Chang-young, esprimendo la posizione dei vescovi in merito alla nuova legge che prevede questa punizione contro persone condannate per pedofilia. Il provvedimento, il primo del genere in un Paese asiatico, è entrato in vigore ieri e ha suscitato le critiche di medici, esperti e giuristi, ma anche dei leader religiosi. Padre Lee, citato dall’agenzia Ucan, ha evidenziato che la Chiesa è consapevole della necessità di punire crimini così odiosi, ma che allo stesso tempo ritiene che le funzioni naturali di un essere umano non possano essere “artificialmente o fisicamente” modificati, in quanto sono un dono di Dio. Il sacerdote ha poi messo in dubbio l’efficacia di questa misura nella prevenzione dei crimini sessuali e ha quindi chiesto al governo di trovare soluzioni alternative alla castrazione, annunciando che la Chiesa condurrà una campagna di informazione sulle implicazioni etiche di questo metodo. Il Ministero della giustizia sud-coreano, da parte sua, argomenta che la misura si è resa necessaria a causa del drastico aumento dei reati sessuali registrato in questi ultimi anni nel Paese e che la castrazione servirà a proteggere meglio i bambini. Secondo le statistiche del Governo le vittime di abusi sessuali sotto i 15 anni dal 2005 al 2008 è aumentato di quasi il 53%, passando da 1.282 a 1958. (A cura di Lisa Zengarini)

    www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=507697

     

     

  • Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Nessuno a Castellina Scalo punta il dito contro il sacerdote. Leggi il commento di Don Carraro
    IL COMMENTO DI DON CARRARO Abusi al campo parrocchiale

    Siena, 8 luglio 2011 – SOTTO un sole che spacca le pietre che proprio non ce la fa ad asciugare la pioggia di polemiche che il caso sta provocando, Castellina Scalo si scopre un paese diviso a metà. Da una parte quelli che sostengono a spada tratta don Doriano e che anche in queste ore concitate non gli fanno mancare affetto e solidarietà, dall’altra quelli che, non frequentando né la chiesa né la parrocchia, preferiscono tacere, stendendo su questa brutta storia il velo del silenzio.

    «Don Doriano è una gran brava persona, un vero sacerdote. Agisce sempre per il bene degli altri, senza secondi fini. Ha fatto così anche in questa delicata vicenda». Siamo al bar del paese e le parole di Graziano Ragoni sono la sintesi perfetta del pensiero di tutti quelli che a Castellina Scalo stanno dalla parte del loro parroco, difendendolo strenuamente, senza se e senza ma.

    Sulla stessa lunghezza d’onda la titolare del locale, Manuela Gambassi. «Don Doriano è una bella persona, sempre disponibile. Esegue alla lettera la sua missione pastorale: aiutare il prossimo. Forse è troppo buono, e ad essere troppo buoni a volte si finisce per ritrovarsi nei guai». Nel bar del paese non si parla d’altro. Del resto Don Doriano a Castellina Scalo è un’istituzione. Conosce tutti e tutti lo conoscono. Anche chi, come Anna Vannini, viene da queste parti solo in vacanza. «Ha commesso un’ingenuità ad ospitare quella persona. Anche se è un parroco, avrebbe dovuto informarsi su chi prendeva in casa. Ma l’onesta e la purezza di don Doriano restano».

    INGENUITA’ è una parola che ricorre anche nel commento di Mauro Pistolesi, anche lui assiduo frequentatore del bar del paese. «Sì, ha peccato d’ingenuità, dal momento che il suo ospite aveva dei precedenti penali per violenze sessuali su minori. Il provvedimento della curia? Non lo so se é giusto». Già, il provvedimento della curia, altra questione al centro dei discorsi della gente di Castellina.

    «Forse si tratta di una provvedimento affrettato, afferma con tono pacato ma fermo un altro cliente del bar, Enzo Carli. Prima di sospendere il parroco si doveva aspettare il lavoro della magistratura. Certe misure si adottano soltanto quando è stata fatta completa luce sulla vicenda».

    Fuori dal bar un gruppetto di persone sta parlando. Si tratta di quattro pensionati che tuttavia non hanno nessuna voglia di continuare la chiacchierata con i giornalisti. «Noi non andiamo né alla messa, né in parrocchia. Di conseguenza preferiamo tacere su questa storia. Almeno in pubblico».

    UNA RAGAZZA sui vent’anni alla fermata dell’autobus si lascia sfuggire una frase che rispecchia il parere di tanti, qui a Castellina Scalo. «Don Doriano è un grande parroco. Ce ne fossero come lui. Se ha sbagliato, lo ha fatto per troppo amore nei confronti degli altri». Questa l’atmosfera che si respira in paese in questi giorni di afa e polemiche per una vicenda che, c’è da scommetterci, finirà per lasciare un segno indelebile in una comunità piccola ma legata al parroco da un grande affetto.

    MARCO BROGI

    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011…arrocchia.shtml

  • Intransigente coi preti pedofili. Vaticano non invita vescovo di Dublino, all’incontro sul tema a febbraio 2012. Tempi biblici per affrontare il problema

    Intransigente coi preti pedofili. Vaticano non invita vescovo di Dublino, all’incontro sul tema a febbraio 2012. Tempi biblici per affrontare il problema

    7/07/2011
    Vaticano, il mancato invito all’arcivescovo di DublinoDiarmuid Martin
    L’intransigenza del presule irlandese nei confronti dello scandalo pedofilia sarebbe all’origine dell’esclusione tra i relatori al simposio di febbraio a Roma

    Giacomo Galeazzi Città del Vaticano

    Troppo radicale nei metodi usati nella lotta agli abusi sessuali del clero. L’arcivescovo di Dublino e primate d’Irlanda, Diarmuid Martin non è stato invitato all’incontro dedicato ai preti pedofili che avrà luogo a febbraio in Vaticano. Monsignor Martin è vescovo non amato da tutti nei dicasteri della Curia romana per un eccesso di intransigenza e di visibilità pubblica sugli scandali del sesso. Un’impostazione apparsa a molti di stampo giustizialista e non adeguatamente rispettosa delle garanzie degli accusati. L’arcivescovo di Dublino non figura nella lista dei relatori convocati dalla Santa Sede per la conferenza di febbraio sugli abusi sessuali del clero.

    Nell’episcopato europeo monsignor Martin è stato uno dei principale sostenitori della «linea dura», recentemente ribadita anche in un’intervista al «New York Times» nella quale ha criticato la «lentezza» con cui il Vaticano ha portato avanti la visita apostolica nella Chiesa d’Irlanda al fine di valutare quali misure adottare per risolvere il problema della pedofilia nel clero.

    È stata la columnist Maureen Dowd a rendere nota una conversazione avvenuta tra lei e Martin nella quale il presule, mostrando il proprio disappunto per come la Santa Sede ha gestito fino a oggi il problema “molto sentito” della pedofilia, ha offerto la possibilità di dire la sua in merito: «Martin, da sempre dalla parte delle vittime, è un outsider di una gerarchia» dove spiccano in negativo i nomi del cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston che a seguito del deflagrare in diocesi del problema pedofilia si trasferì a Roma per divenire arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, e di Angelo Sodano, l’ex segretario di stato vaticano «che difese il noto pedofilo e padre di più figli Marcial Maciel Degollado», fondatore dei Legionari di Cristo.

    Difficile dire se Martin si senta descritto da queste parole. Di certo c’è che, come ha scritto il National Catholic Reporter, la Dowd «ha trovato in Martin il suo cavaliere nella gerarchia cattolica». E di certo c’è che, rispetto al problema della pedofilia nel clero Martin, che nella curia romana ha reso il suo lungo servizio dal 1986 al 2001 come sottosegretario e poi segretario di Giustizia e pace, è stato lo scorso anno tra i primi a fare propria con forza la linea di maggior rigore voluta da Papa Benedetto XVI. Una linea che ha avvicinato molto Joseph Ratzinger a Martin, tra i vescovi europei uno coi quali il Pontefice ha oggi maggiore confidenza. Comunque non tutti nella Chiesa apprezzano il modo sopra le righe nel quale monsignor Martin ha pubblicamente espresso il proprio disappunto per come la Santa Sede ha gestito fino a oggi l’emergenza-abusi. Alle accuse di Martin, il Vaticano ha reagito a metà giugno replicandogli ufficialmente che «la visita si è conclusa in conformità alle scadenze previste». E che «lo svolgimento della visita è stato molto proficuo, grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno contribuito a tale scopo». Comunque, se «per diocesi e seminari non saranno necessarie altre indagini», dopo un questionario generale inviato a tutti i monasteri, saranno effettuate ispezioni «in loco ad alcune realtà religiose».

    Alle perplessità di Martin il Vaticano oppone che la visita è andata avanti con la giusta tempistica seppure non tutto è oggi concluso. Manca ancora l’ispezione nelle realtà religiose che è stata affidata all’arcivescovo di New York e capo della Conferenza episcopale statunitense, il cardinale Timothy Dolan. Martin, invece, non sarà tra i relatori alla conferenza sugli abusi di febbraio. Una Chiesa, quella irlandese, che ha bisogno di “rinnovamento” e “riconciliazione”, dopo le ferite degli abusi e il “fallimento” dei credenti a “testimoniare una fede coerente”, ma in cui si intravvedono “segni di speranza”. È questa l’analisi non “pessimistica, ma “realistica” della Chiesa irlandese fatta dall’ arcivescovo di Dublino e primate d’Irlanda. Proprio Dublino sarà sede, nel 2012, del Congresso eucaristico internazionale (“Iec” la sigla in inglese) che ha come tema “L’Eucarestia: comunione con Cristo e dell’uno con l’altro”.

    Monsignor Diarmuid Martin è stato Osservatore permanente della Santa Sede presso la sede di Ginevra delle Nazioni Unite. Nato a Dublino, è stato ordinato sacerdote nel 1969 dopo aver concluso gli studi presso l’Università nazionale d’Irlanda. Successivamente proseguì gli studi presso la Facoltà di Teologia Morale all’Università Pontificia di Roma. E’ stato membro del comitato centrale per il Giubileo del 2000 e Segretario del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace. Per conto della Santa Sede ha partecipato al summit mondiale su progresso e ambiente a Rio de Janeiro nel 1992, alla Conferenza internazionale sullo sviluppo delle popolazioni a Il Cairo nel 1994, oltre ad essere stato capo delegazione in numerose missioni. Monsignor Martin ricopre dal 2004 la carica di arcivescovo di Dublino e ha sempre parlato chiaro sulla situazione della Chiesa irlandese anche in relazione agli scandali sulla pedofilia. “Va sottolineato senza ambiguità – ha più volte dichiarato – che lo scandalo dell’abuso sessuale di bambini da parte di sacerdoti e religiosi in Irlanda è veramente uno scandalo e non un’invenzione dei media”. Una chiesa irlandese da ricostruire, un paese che “ha bisogno sia di laici e atei maturi che di cristiani maturi”.

    L’Irlanda, ammette Martin, è duramente colpita dalla secolarizzazione. “Alcuni fuori dall’Irlanda credono ancora che il Paese sia un bastione del cattolicesimo tradizionale”, spiega. “Si sorprendono scoprendo che a Dublino ci sono parrocchie in cui la presenza alla messa domenicale è del 5% della popolazione cattolica, e in alcuni casi non arriva al 2%. In qualche domenica speciale, il 18% della popolazione cattolica dell’arcidiocesi di Dublino assiste alla messa”. Fin dall’inizio del suo mandato, Martin riflette sui cambiamenti nell’economia irlandese e sulle loro conseguenze culturali, e segnala come sua principale preoccupazione una “crescente frattura tra la Chiesa e i giovani”. Precisa: “Fin da un’età relativamente tenera, si allontanano da qualsiasi contatto regolare con la Chiesa e soprattutto con la messa domenicale. E’ vero che la partecipazione alla messa domenicale non è l’unica statistica che indica un’affiliazione alla Chiesa e alla missione di Gesù Cristo, ma difficilmente è possibile continuare ad essere veramente cristiani se non si hanno per anni contatti con l’eucaristia”.

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
    5 commenti

    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    In una intervista pubblicata su Vatican Insider, mons. Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede – una sorta di Pubblico Ministero del tribunale dell’ex Sant’Uffizio – che da quasi un decennio si occupa dei dossier più scabrosi riguardanti gli abusi sui minori perpetrati da sacerdoti e religiosi dichiara che tali crimini sono ancora più esiziali se commessi da un chierico perché “uccidono la fede” delle vittime: “c’é una reazione, una rabbia nelle vittime dei preti che non si riscontra negli altri casi, perché tocca la profondità dell’anima”. Alla domanda su cosa abbia significato per lui occuparsi di questioni tanto scabrose Scicluna ha detto: “Ho compreso che se la Chiesa non è crollata, nonostante questi scandali, è proprio perché ha un fondamento soprannaturale. Altrimenti non si spiega”.
    I casi di pedofilia sono “in netta diminuzione rispetto al passato”, sostiene. Le vittime sono state “trattate per troppo tempo come ‘nemiche’ del buon nome della Chiesa”, invece che “come persone ferite nell’anima, da accogliere e da aiutare”.
    Stefano Marullo

    http://www.uaar.it/news/2011/07/03/mons-sc…cidono-la-fede/

  • Verona, la manifestazione degli ex alunni del Provolo

    Verona, la manifestazione degli ex alunni del Provolo

    Venerdì scorso un gruppo di nostri soci ha partecipato alla manifestazione di solidarierà con gli ex alunni dell’Istituto Provolo, portando due bandiere del circolo e tre cartelloni. La nostra presenza era citata nella cronaca dell’Arena del giorno seguente. C’era un gruppo di aderenti al partito radicale, con alcuni dirigenti nazionali, tra i quali l’on. Maurizio Turco, che ha brevemente parlato in piazza Bra alla fine della manifestazione. Molti erano gli ex alunni del Provolo. E’ rimasto deluso chi aspettava di vedere il vescovo Zenti con qualche prete o il sindaco Tosi o esponenti politici veronesi. Abbiamo avuto modo di conoscere e di parlare con esponenti delle associazioni promotrici della manifestazione e con ex alunni del Provolo che hanno avuto il coraggio di testimoniare la loro terribile esperienza infantile. Venerdì scorso è mancata la solidarietà da parte della città di Verona. Tuttavia, abbiamo apprezzato l’applauso corale da parte dei clienti di un bar, mentre una signora gridava: “siamo con voi”. Più avanti un signore si è permesso di dire: “Perché hanno aspettato cinquant’anni per parlare?” ed una signora rispondergli: “meglio tardi che mai”. Se la verità fosse dipesa dalla chiesa cattolica, avremmo aspettato per l’eternità. Il vescovo era stato informato da un anno e mezzo della vicenda, la Curia da tre, prima che lo scandalo di sacerdotale pedofilia fosse denunciato dall’Espresso. Invece, Zenti in una conferenza stampa cadeva dalle nuvole e diceva: “È una vicenda che ci ha lasciato sgomenti , sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne” e ancora: “Una vicenda losca, chiamare in causa monsignor Giuseppe Carraro (vescovo dal 1958 al 1978), per il quale è stata avviata la causa di beatificazione, dicendo che un ragazzino fu accompagnato qui e nel salone dell’Episcopio, dove sto parlando, venne abusato. Questo racconto da solo smonta tutto il teorema” (Gazzettino 23/1/2009). E quell’ex ragazzino, al quale è stata rubata la fanciullezza, l’abbiamo conosciuto durante la manifestazione. Però, adesso, la causa di beatificazione del vescovo Carraro è stata bloccata, anche se continua ad essergli dedicato il grosso centro in riva all’Adige che produce servizio ricettivo e di ristorazione senza pagare l’Ici.

    Dalla Newsletter del circolo UAAR di Verona

    http://www.uaar.it/news/2011/07/03/verona-manifestazione-degli-alunni-del-provolo/

  • Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    PROTESTA. In piazza Bra manifestazione nazionale delle vittime di violenza sessuale. Il caso era esploso due anni fa. I sordomuti: «La Chiesa copre i religiosi». Il giudice Sannite a Matrix: «A Verona tre sacerdoti hanno ammesso gli abusi»
    02/07/2011

    La manifestazione nazionale sordomuti contro i preti pedofili FOTO MARCHIORI

    Una lunghissima corda, il filo al quale tutti si sono aggrappati percorrendo via Provolo, via Roma per arrivare infine in Bra. Un filo che ha legato gli ex allievi dell’istituto sordi Provolo ai rappresentanti dell’unione atei e agnostici razionalisti di Verona i parlamentari radicali Turco e Farina Coscioni, Pontesilli, segretario di Anticlericale.net, di associazioni come La colpa e Survivor’s voice europe. Un corteo che per la seconda volta è stato organizzato a Verona, per sostenere chi ha denunciato di aver subito violenze sessuali e fisiche e per chiedere che la Chiesa non protegga i sacerdoti che hanno commesso abusi.
    Da una parte loro, gli ex allievi sordi che dagli anni Cinquanta e fino al 1984 frequentarono il Provolo, loro e i racconti di attenzioni morbose, di percosse e umiliazioni, dall’altra la richiesta che oltrepassa il confine della città e arriva a Roma, al Vaticano.
    «Chiediamo che i cattolici italiani che hanno subito violenze da parte di religiosi siano trattati come i cattolici americani, belgi, inglesi», l’intervento del deputato Maurizio Turco, «che alle vittime di abusi italiane sia riconosciuto il diritto alla verità, che possano avere accesso agli atti redatti da commissioni indipendenti». Una marcia non solo per gli ex allievi del Provolo, una giornata per ricordare le altre vittime di religiosi pedofili. «È arrivato il momento di fare uno scatto in avanti, il silenzio deve smettere ed è indispensabile conoscere gli atti redatti dalle commissioni», ha aggiunto Carlo Pontesilli, «da sempre il nostro sostegno va a chi ha subìto e la cui vita è stata sconvolta».
    Quel filo retto da un centinaio di mani, legati gli uni agli altri e che rappresenta il simbolo di una richiesta, l’ennesima al Vaticano, avanzata dagli ex allievi dell’istituto veronese: «Roma si esprima in fretta dopo che la commissione curiale istituita nel 2010 e presieduta dal dottor Mario Sannite (il magistrato già presidente della sezione penale del tribunale di Verona, ndr) ha ascoltato le vittime». Un silenzio che per gli ex allievi del Provolo diventa ancor più difficile da accettare dopo che in maggio, nel corso di una puntata di Matrix dedicata alla pedofilia, il dottor Sannite dichiarò che «almeno tre tra preti e religiosi avevano commesso abusi. Alla commissione i sordi hanno fatto il nome dei preti e dei fratelli laici coinvolti: questi», sostengono gli ex allievi, «sono ancora all’istituto e nessun provvedimento nei loro confronti è stato preso». Chiedono che crolli quel «muro di omertà» che li offende, quel muro che si incrinò nel 2009, quando i racconti degli ex allievi vennero pubblicati. E da allora aspettano.

    http://www.larena.it/stories/Home/266449_p…preti_pedofili/