Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: chiesa

  • Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    “Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80”

    “Comunico che è stato depositato presso la Procura della Repubblica di Cremona un esposto conoscitivo nei confronti di Mons. Dante Lafranconi, ex Vescovo di Savona. All’esposto ho allegato diversa documentazione in formato elettronico. Lo stesso esposto sarà depositato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Savona. Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80. Si tratta di Giorgio Barbacini, condannato in terzo grado a tre anni e sei mesi e a Nello Giraudo, per il quale sono già state ascoltate, presso la Procura di Savona diverse vittime compreso il sottoscritto.

    Ad accompagnarmi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Cremona, il Presidente dell’associazione Piccolo Alan, Alberto Sala e alcuni sacerdoti che non riteniamo opportuno citare. Rendiamo noto che la Procura Cremonese ha già aperto un fascicolo su don Luigi Mantia, parroco di Martignana di Po (Cr) che si è dimesso dall’incarico dopo una denuncia alla Procura della Repubblica per molestie ai danni di un ragazzino di dieci anni. Secondo indiscrezioni provenienti dai servizi sociali non si tratterebbe di semplici molestie. In realtà il capo di imputazione non è mai stato reso noto. Sempre da indiscrezioni risultano altri casi di sacerdoti pedofili, per i quali non è stato avviato alcun procedimento ecclesiastico, alcuna indagine da parte della Curia ma risulterebbero semplicemente spostati al confine della Diocesi stessa.

    Malgrado i sospetti, denunciati soprattutto dai sacerdoti, nei confronti di questi presunti pedofili, non è stata applicata da parte della Curia alcuna limitazione preventiva. Il modus operandi e i provvedimenti mai presi dalla Curia nei confronti di queste persone purtroppo ricordano con un po’ troppa precisione quelli savonesi.”

    www.savonanews.it/2011/09/11/leggi-…di-savon-1.html

    Martignana, si dimette don Luigi Mantia
    Il vescovo presiede la messa
    24 luglio, 2011 // 0 Commenti

    E’ stata accettata dal vescovo Dante Lafranconi la rinuncia alla guida pastorale della comunità “Santa Lucia Vergine e Martire” in Martignana di Po di don Luigi Mantia (nella foto). Era in parrocchia da nove anni e ha presentato la rinuncia alcune settimane fa. Una decisione comunicata dal presule durante la celebrazione eucaristica di oggi, domenica, nella chiesa casalasca, da lui stesso direttamente presieduta. Durante la messa il vescovo ha commentato la Parola di Dio della XVII domenica del tempo ordinario e soffermandosi sulla rinuncia di don Luigi Mantia ha parlato di una scelta sofferta e ha invitato i fedeli ad accompagnarlo con preghiera e affetto.

    www.cremonaoggi.it/?p=7161

  • ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    (ANSA) – ROMA, 9 SET – Una lettera al Papa per chiedere aiuto per le vittime dei sacerdoti pedofili e annunciare una ‘marcia’ da Savona alla Santa Sede per ottenere un’udienza in Vaticano. L’autore è Francesco Zanardi, presidente dell’associazione L’Abuso, che nel giugno scorso, quando scoppiò a Genova il caso di Don Seppia, incontrò il cardinale Angelo Bagnasco, guida dei vescovi italiani. Zanardi, che vive a Savona, ha denunciato di essere stato vittime delle molestie sessuali di un sacerdote da ragazzino e le sue accuse hanno portato all’apertura di un’inchiesta di cui parla anche nella lettera al Papa. Cosa spiega Zanardi a Benedetto XVI? Innanzitutto porta alcune cifre, frutto di una sua analisi.

    “Recentemente – scrive – ho fatto una ricerca nelle regioni ecclesiastiche italiane, tenendo conto dei casi di abuso da parte di preti pedofili condannati dalla legge laica dal 2000 a oggi”: “superiamo i 130 casi”. Poi espone la sua vicenda personale, fa nomi e cognomi e da qui passa all’inchiesta in corso a Savona. Parla di “mostruosa perversione”, di “orchi”, di comportamenti “poco cattolici e totalmente contrari alle attuali direttive della Santa Sede”. Afferma che ci sono state coperture, perché, scrive, “un’innata perversione come quella di abusare di minori, non può essere controllata, Santità, ma può essere ‘contenuta’ in modo criminale”. E sostiene che alcuni sacerdoti autori di abusi anziché essere puniti, avrebbero aperto comunità per minori in difficoltà. Così, “gli abusi accadevano lontano da occhi indiscreti, ma le vittime tolte alle famiglie per diverse problematiche non avevano alcun riferimento al quale chiedere aiuto, tranne il loro carnefice.

    Oggi quelle vittime hanno tra i 25 e i 45 anni, molte di loro purtroppo sono in condizioni disperate e senza alcun aiuto, Santità, proprio come quando furono mandate nelle comunità cattoliche per minori, ma con molti più problemi di quando sono entrati”. Zanardi va oltre e afferma che alcune di loro, anziché essere aiutate “sono state punite in vari modi” per aver denunciato. Il nodo è proprio quello dell’aiuto alle vittime, che “non chiedono nulla che già non esista come direttiva ufficiale, solo l’applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede”, dice Zanardi, e nella lettera annuncia: “Il 22 settembre comincerò una contestazione non violenta”, “un pellegrinaggio a piedi da Savona a Roma percorrendo la statale Aurelia, nella speranza di ottenere udienza da Sua Santità che porti a ottenere una concreta applicazione delle linee guida”. (ANSA).

  • Il Vaticano non ha intralciato le indagini delle autorità a proposito dei casi di abusi sessuali nella diocesi di Cloyne, in Irlanda.

    Il Vaticano non ha intralciato le indagini delle autorità a proposito dei casi di abusi sessuali nella diocesi di Cloyne, in Irlanda.

    Roma, 3 set. (TMNews) – Il Vaticano non ha intralciato le indagini delle autorità a proposito dei casi di abusi sessuali nella diocesi di Cloyne, in Irlanda. E’ quanto ha risposto la Santa Sede a Dublino a proposito del rapporto relativo agli episodi contestati nella diocesi irlandese.

    “La Santa Sede non ha ostacolato le indagini e condivide i profondi sentimenti di rabbia e frustrazione manifestati pubblicamente a fronte di ciò che è emerso con il Cloyne Report, e che ha trovato espressione nel discorso dell’onorevole Enda Kenny, primo Ministro (Taoiseach), tenuto alla Camera dei deputati (Dßil Éireann) il 20 luglio 2011”, si legge nella nota.

    “In particolare, è infondata l’accusa che la Sede Apostolica abbia tentato ‘di ostacolare un’Inchiesta in una Repubblica sovrana e democratica, appena tre anni fa, non trent’anni fa’. Del resto, un portavoce governativo, quando è stato interrogato in merito, ha chiarito che l’onorevole Kenny non si riferiva ad alcun episodio specifico. Del resto, le accuse di ingerenza da parte della Santa Sede sono smentite dai molti rapporti che pure vengono utilizzati per criticarla”.

    “Quei rapporti – prosegue il Vaticano – lodati per la loro esaustiva investigazione degli abusi sessuali e del modo in cui essa è avvenuta, non forniscono prove che la Santa Sede abbia interferito negli affari interni dello Stato irlandese o, addirittura, sia stata implicata nell’ordinaria gestione delle diocesi irlandesi o delle congregazioni religiose circa i problemi degli abusi sessuali. Piuttosto, ciò che colpisce di questi rapporti e delle numerose informazioni sulle quali sono basati è la mancanza di documentazione a supporto di tali accuse”.

    “La Santa Sede – si legge ancora – desidera riaffermare, anzitutto, il proprio orrore verso i crimini di abuso sessuale che sono avvenuti in quella diocesi; è profondamente addolorata e si vergogna per le terribili sofferenze che le vittime e le loro famiglie hanno dovuto sopportare nella Chiesa di Gesù Cristo, un luogo dove ciò non deve mai accadere”.

    FONTE: www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110903_150513.shtml

  • Catalogna, due ospedali legati alla Chiesa cattolica praticano aborti

    Catalogna, due ospedali legati alla Chiesa cattolica praticano aborti

    Due centri ospedalieri catalani, i cui dirigenti sono nominati da un consiglio di cui fanno parte rappresentanti nominati dall’arcivescovo di Barcellona, praticano l’aborto, senza che ciò abbia generato frizioni interne negli organi di governo di tali istituzioni. L’informazione, riporta ABC, è contenuta nell’ultimo rapporto ufficiale del ministero della sanità e delle politiche sociali sull’interruzione volontaria della gravidanza, a cui il quotidiano ha potuto accedere e nel quale compare un allegato con la lista degli ospedali che praticano questi interventi in Catalogna. I due nosocomi sono l’Hospital di Sant Pau di Barcelona e il General di Granollers.
    Raffaele Carcano

    FONTE: http://www.uaar.it/news/2011/08/27/catalog…aticano-aborti/

  • Colombia. Chiesa condannata a risarcire vittime di un prete, Violentò 2 orfani di guerra ospiti della sua parrocchia

    Colombia. Chiesa condannata a risarcire vittime di un prete, Violentò 2 orfani di guerra ospiti della sua parrocchia

     

    In Colombia è stata pronunciata una sentenza che di certo farà discutere. Protagonista il prete Luis Enrique Duque Valencia, dichiarato colpevole dell’abuso su due minori, un bambino di 7 e uno di 9 anni, entrambi orfani di guerra, cui il sacerdote aveva offerto asilo presso la sua parrochcia nel 2007. Il prete è stato condannato a scontare diciotto anni di prigione, mentre la Chiesa Cattolica Colombiana dovrà pagare alle vittime la cifra record di 240.000 dollari.

    È la prima volta, in Colombia, che oltre a un prete pedofilo viene condannata anche l’istituzione della Chiesa, e questa sentenza farà di certo discutere molto. In ogni caso, la Chiesa Colombiana ha già presentato appello contro la decisione del Tribunale, dichiarando che, dal momento che l’unico rapporto che essa ha col prete è spirituale e non contrattuale, la faccenda non la riguarda, trattandosi di un fatto personale del sacerdote, peraltro già punito tramite la condanna alla reclusione. Di conseguenza, di risarcire le vittime dell’abuso, non se ne parla proprio.

    Sarà molto interessante conoscere il prosieguo di questa vicenda.

    http://attualita.tuttogratis.it/mondo/colo…ci-sta/P103383/

  • Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio

    Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio

    Per la pedofilia, non esiste la denuncia d’ufficio? Non serve a nulla ridurre allo stato laicale chi si è macchiato di un crimine così mostruoso come la pedofilia, non è le giustizia che si deve alle vittime.

    Malta: Curia chiede perdono per preti pedofili

    La Curia maltese ha chiesto “perdono” per i reati di abusi su minori commessi da sacerdoti, dopo che ieri due religiosi sono stati incarcerati alla fine di un processo durato otto anni.

    In un comunicato, la Curia maltese ha chiesto perdono per i fatti sostenuti dall’accusa nei confronti di Charles Pulis e Godwin Scerri – entrambi sacerdoti della società missionaria di San Paolo (Mssp) – e per la lunga durata del processo sia ecclesiastico, sia nei tribunal maltesi. Ha inoltre fatto appello al pubblico di trasmettere subito ogni notizia di abusi alla task-force costituita nella stessa Curia per indagare su casi simili.

    Il comunicato è stato emesso 24 ore dopo la sentenza del tribunale della Valletta, e dopo che tutta la stampa locale ha pubblicato appelli delle 14 vittime che si sono costituite parte civile nel processo contro i sacerdoti, esortando i vescovi a “reagire” e a “chiedere scusa” dopo anni di silenzio.

    La sentenza emessa dal magistrato Saviour Demicoli, ha condannato Charles Pulis a sei anni a Godwin Scerri a cinque anni di reclusione. I due sono subito ricorsi in appello.

    I preti sono stati condannati per abusi commessi 20 anni fa su ragazzi orfani nell’Istituto St. Joseph ad Hamrun, alle porte della Valletta.

    La vicenda era centrale nella polemica sollevata un anno fa in vista della visita di papa Benedetto XVI a Malta, quando le vittime avevano ottenuto un incontro emozionante con il Pontefice. In quell’incontro il Papa aveva parlato della vergogna della Chiesa per l’accaduto, mentre la Curia maltese aveva avviato un processo di avvicinamento con le vittime.

    Ma mentre la Chiesa di Malta ha chiesto perdono per i reati commessi dai due sacerdoti, è toccato anche alla società missionaria di San Paolo ammettere che solo due settimane fa il Papa ha emesso un decreto che ordina la “dispensa” immediata di Pulis dagli uffici sacerdotali. L’ammissione e arrivata solo dopo che il giornale MaltaToday ha pubblicato oggi in prima pagina la notizia del decreto papale, citando fonti vaticane che non capivano il perchè l’Ordine dei missionari di San Paolo non avesse già annunciato la decisione.

    Intanto, gli organismi vaticani decideranno verso fine estate una sentenza anche nei confronti di Scerri.

    ATS

    www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=234596&rubrica=15

  • Malta. Violentò per 20 anni bimbi in orfanotrofio. Ratzinger lo spreta dopo altri 8 anni, Ma il prete non finirà in galera: non lo hanno mai denunciato

    Malta. Violentò per 20 anni bimbi in orfanotrofio. Ratzinger lo spreta dopo altri 8 anni, Ma il prete non finirà in galera: non lo hanno mai denunciato

    CITTA’ DEL VATICANO – Con una sentenza inappellabile Papa Ratzinger ha condannato e ridotto allo stato laicale un religioso maltese che a La Valletta ha abusato reiteratamente di alcuni bambini ospiti dell’orfanotrofio locale. Una vicenda orribile venuta a galla in tutta la sua evidenza negli anni scorsi ma che è stata affrontata di petto dal pontefice solo dopo la sua visita a Malta, avvenuta l’anno scorso. La Società Missionaria di San Paolo, l’ordine religioso al quale appartiene il pedofilo, in un laconico comunicato, ha informato che Charles Pulis è stato stato riconosciuto colpevole per gli abusi commessi 20 anni fa nell’Istituto di San Joseph, ad Hamrun, alle porte della Valletta. Su Pulis, prosegue il comunicato, i sospetti caddero nel 2003 e per questo fu sollevato precauzionalmente dal suo incarico, evitando che fosse di nuovo a contatto con i giovani, sebbene non sia mai stato portato a processo. I vescovi maltesi hanno espresso il loro dolore e manifestato ancora una volta vicinanza alle vittime. A breve si attende la sentenza anche per un altro prete, sempre appartenente alla Società Missionaria di San Paolo, Godwin Scerri.

    Uno dei primi ragazzi abusati che ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto e implorare aiuto, inviando in Vaticano una lunga testimonianza, Lawewnce Grech ha raccontato quello che ha vissuto all’interno dell’orfanotrofio degli orrori, come è stato ribattezzato dalla stampa maltese, per vent’anni. Ha testimoniato di episodi disgustosi, sevizie e abusi di vario genere, anche su altri ragazzi. Gli autori delle violenze per anni sono riusciti a farla franca ma alla vigilia della visita di Benedetto XVI a Malta il caso è scoppiato in tutta la sua evidenza. Lawrence si era appellato direttamente al pontefice. “La Chiesa maltese qui è molto potente, hanno i migliori avvocati. Speriamo tanto nell’arrivo del Papa”.

    Omertà e silenzi. Il muro di silenzio saltò nel 2003 grazie ad un assistente sociale che si accorse che qualcosa non andava. L’assistente iniziò a fare indagini fino ad appurare la terribile verità. Gli adolescenti erano costretti a farsi toccare dai frati dell’orfanotrofio, a volte anche a vestirsi da donna. La diocesì fu costretta ad aprire un fascicolo e una commissione interna attestò quello che accadeva, senza denunciare però i colpevoli alla polizia. Tra i preti coinvolti c’era anche padre Godwin Scerri, sfuggito in precedenza in Canada ad un arresto per una brutta storia di abusi. L’arcivescovo dell’epoca lo aveva accolto nella diocesi bollando le accuse contro di lui come montature giornalistiche.
    Giovedì 04 Agosto 2011 – 17:19 Ultimo aggiornamento: 17:25

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=158554&sez=HOME_NELMONDO

  • Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Un prete cattolico, Shawn Francis Ratigan, è stato accusato di detenzione e produzione di materiale pedopornografico, nei locali della sua stessa chiesa nella Clay County, in Kansas. A scoprire le immagini compromettenti nel suo pc, proprio membri della Chiesa, che poi l’avrebbero denunciato. Secondo gli inquirenti, il sacerdote avrebbe avuto incontri con bambine dal giugno del 2005 fino alla domenica di pasqua di quest’anno, quando è stato scoperto. Almeno in tre casi ciò sarebbe accaduto dentro la chiesa, riporta tra l’altro il Kansas City Star.
    Ratigan rischia almeno 15 anni di carcere se sarà provata l’accusa di produzione delle immagini incriminate. Dal canto suo la diocesi di Kansas City, tramite il portavoce Rebecca Summers, ha fatto sapere che continuerà a cooperare con la giustizia. La stessa diocesi aveva già pagato circa 10 milioni di dollari per risarcire più di 40 vittime di abusi da parte di preti pedofili.

    Luciano Vanciu

    http://www.uaar.it/news/2011/08/10/kansas-…dopornografico/

    Federal child-porn charges filed against priest Shawn Ratigan
    By MARK MORRIS and GLENN E. RICE
    The Kansas City Star

    Read more: http://www.kansascity.com/2011/08/09/30678…l#ixzz1UcLvVkiY

    A Roman Catholic priest took pornographic pictures of children on church property, including in a choir loft, a federal grand jury alleged Tuesday.

    The most recent incident allegedly happened Easter Sunday, more than four months after church officials first learned of lewd photographs on the Rev. Shawn Francis Ratigan’s computer and nearly a month before they turned him in to police.

    Ratigan, 45, already faces three counts of possession of child pornography in Clay County. The federal charges — 13 counts of possession, producing and attempting to produce child pornography — are much more serious and could lead to mandatory-minimum sentences of 15 years in prison if he is convicted on the production counts.

    The indictment lists five girls as victims, ranging in age from 2 to 12 years old.

    U.S. Attorney Beth Phillips said the charges were the consequences for Ratigan’s profound betrayal of the children he was ordained to serve.

    “When a person who has been placed in a position of trust exploits and victimizes children, he victimizes the entire community,” Phillips said. “The indictment today sends a strong message that this type of behavior will not be tolerated.”

    Rebecca Summers, spokeswoman for the Catholic Diocese of Kansas City-St. Joseph, released a written statement that said, “The diocese expresses its profound concern for anyone who may have been harmed by Shawn Ratigan. At the same time, the diocese recognizes the special responsibility of our justice system in matters of this nature.”

    Summers also said the diocese continues to cooperate with law enforcement.

    Ratigan’s lawyer, P.J. O’Connor, had no comment.

    The new charges allege a series of abusive encounters with five girls beginning in June 2005, a year and one week after Ratigan’s ordination, and ending on Easter Sunday.

    At least three of those encounters occurred on church property.

    In May 2006, Ratigan purportedly took pornographic pictures of a 2-year-old girl’s vagina and pubic area at the St. Joseph Catholic Church in Easton, Mo. One such session allegedly occurred in the church’s choir loft.

    Three years later, Ratigan took at least 40 close-up shots of the girl’s shorts, underneath her skirt, while on the steps of the Easton church, the indictment alleged.

    Church authorities seized Ratigan’s computer on Dec. 16. The next day, he attempted suicide after writing a remorseful note. After Ratigan’s release from medical and psychiatric treatment, his superiors assigned him to the Vincentian Mission House in Independence.

    There, on Easter Sunday, April 24, he allegedly took surreptitious and close-up crotch photos of a 12-year-old girl’s shorts, the indictment alleged.

    That incident occurred just weeks after Bishop Robert Finn had confronted Ratigan about his contact with minors at a St. Patrick’s Day parade and at a child’s birthday party.

    Lawyer Rebecca Randles, who attended a news conference in which the grand jury indictment was announced, said that the most recent allegation of abuse “makes my stomach turn” because church officials already had removed Ratigan from a Kansas City church because of questions about his behavior around children.

    Randles already has filed a suit against the church related to the Ratigan case.

    The indictment also alleged that the Easter incident was not Ratigan’s first contact with that victim. Six years before, when the girl was 6 years old, he had taken photos of the girl’s vagina and pubic area, the indictment alleged.

    Prosecutors alleged that Ratigan took or attempted to take pornographic pictures of a 5-year-old victim in the fall of 2007 and the spring of 2008. During the second incident, he purportedly tried to expose her by pulling her pants down as she slept.

    In June 2009, Ratigan allegedly took close-up photos of a 7-year-old girl’s crotch as she wore a bathing suit.

    And between August 2008 and September 2009, he pulled down the pants of another sleeping girl, who turned 9 during that period, to take pornographic photographs, the indictment alleged.

    The indictment does not specify where some of the incidents occurred.

    State authorities charged Ratigan in May after church officials turned over images of children they had discovered on his computer.

    According to state court records, the pictures allegedly included so-called “up-skirt” photos of girls under the age of 12 and a nude photo of a girl that focused on her genitals.

    After searching CDs and an external hard drive belonging to Ratigan, police found what they alleged were “14 different images of child pornography of a 3-4 year old female” and four other images of child porn.

    Investigators also seized a computer that Ratigan used while working in St. Joseph.

    The furor surrounding Ratigan’s arrest has wounded both local Catholics and the diocese, which three years ago paid $10 million to settle lawsuits filed by more than 40 victims of clergy sexual abuse.

    Matthew Copple of Gladstone, whose child attends St. Patrick School, said he was sick about the charges, but not surprised.

    “I don’t know what more you can do,” Copple said. “I really hope the diocese really learns a lesson from this.”

    Finn acknowledged last spring that in 2010 a diocesan school principal complained about Ratigan’s conduct around children, and that church officials knew about the computer images months before they handed them over to authorities.

    Finn has said he did not read the principal’s complaints until after Ratigan had been charged in Clay County in May. And when the diocese learned about the computer images in December, its lawyers advised that they did not “constitute child pornography, as they did not depict sexual conduct or contact,” Finn said in a statement in May.

    In June the diocese announced that it was removing Monsignor Robert Murphy from his role in overseeing sexual-abuse allegations against priests after he came under fire for his handling of questions about Ratigan.

    Finn hired former U.S. Attorney Todd Graves to investigate how the diocese handled the issue. Graves’ report is expected soon.

    And earlier this month, the National Catholic Reporter quoted the diocese as saying it was delaying a capital campaign “in light of the current challenge.”

    According to the newspaper, which is based in Kansas City, the diocese had asked priests whether the fundraising campaign should continue since the Ratigan case “came to the forefront of our attention.” Of the priests that responded, 75 percent recommended a delay, the paper reported.

    Following his ordination in 2004, Ratigan served as associate pastor at St. Thomas More Catholic Church in Kansas City from June 2004 to June 2005. He then worked as parochial administrator with a dual assignment to St. Mary Catholic Church in St. Joseph and at St. Joseph in Easton, Mo., from July 2005 to June 2009. He was pastor of St. Patrick Catholic Church in Kansas City from July 2009 to December 2010.

    To reach Mark Morris, call 816-234-4310 or send email to mmorris@kcstar.com. To contact Glenn E. Rice, call 816-234-4341 or send email to grice@kcstar.com.

    Read more: http://www.kansascity.com/2011/08/09/30678…l#ixzz1UcLtfxFl

  • Malta: condannati due preti pedofili, Chiesa si scusa

    Malta: condannati due preti pedofili, Chiesa si scusa

    La Chiesa di Malta ha espresso “profondo dolore” e chiesto perdono per gli abusi sessuali commessi da sacerdoti, dopo la recente condanna di due preti della Società missionaria di San Paolo, Charles Pulis e Godwin Scerri. A seguito di un processo durato otto anni per violenze sessuali commesse una ventina d’anni fa ai danni degli orfani dell’istituto di St. Joseph ad Hamrun, il tribunale a La Valletta ha condannato Pulis a sei anni e Scerri a cinque, ma entrambi hanno fatto ricorso. Le vittime hanno fatto appello alla Chiesa affinché si scusasse, una volta diffusa la sentenza.
    Un paio di settimane fa, hanno fatto sapere dalla Società missionaria coinvolta, il papa ha sospeso a divinis Pulis, mentre per Scerri la decisione arriverà verso la fine dell’estate.

    Valentino Salvatore

    http://www.uaar.it/news/2011/08/04/malta-c…hiesa-si-scusa/

    Malta, uno dei preti pedofili era stato assolto dalla Chiesa nel 2003

    Dopo la conferma della condanna per i due preti pedofili da parte del tribunale di La Valletta e le scuse della Chiesa a seguito dell’appello delle vittime (Ultimissima di ieri), emerge un altro particolare rilevante da Times of Malta.
    Uno dei due sacerdoti accusati di pedofilia, Charles Pulis, era già stato sottoposto nel 2003 a giudizio da un tribunale ecclesistico. Ma era stato assolto dalle accuse su quel caso particolare e gli era stato permesso di continuare ad occuparsi di bambini “come un buon padre di famiglia”.
    Nel luglio del 2003 un inserviente della struttura, durante il turno di notte, aveva infatti visto mons. Pulis nella propria stanza in una situazione imbarazzante con un quindicenne ospite dell’orfanotrofio. Il caso era stato riportato al direttore dell’istituto e giudicato della Curia, che però aveva scagionato in poche settimane il parroco. Dopo che notizie di abusi sono state però rese pubbliche da diverse vittime e sono iniziati i processi in sede ‘laica’, la corte ecclesiastica ha ripreso le indagini, riconoscendo la colpevolezza degli accusati.

    Valentino Salvatore

    http://www.uaar.it/news/2011/08/05/malta-u…nel-duemila-tr/

  • Gb, 4.000 immagini pornografiche con bambini trovate nel pc di un funzionario cattolico anti-pedofilia

    Gb, 4.000 immagini pornografiche con bambini trovate nel pc di un funzionario cattolico anti-pedofilia

    Sposato, padre di quattro figli, esperienza nel sociale, assunto nove anni fa dalla Chiesa cattolica con l’incarico di monitorare i gruppi religiosi al fine di evitare l’ingresso di pedofili. Peccato che sui suoi computer la polizia abbia trovato oltre 4.000 immagini pedopornografiche, scrive il Sunday Mirror. Christopher Jarvis è stato arrestato dalla polizia del Regno Unito e ha confessato i suoi crimini: la sentenza è attesa per il mese prossimo.

    Luciano Vanciu

    http://www.uaar.it/news/2011/08/03/gb-4-00…anti-pedofilia/