Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: chiesa

  • “Assassine che assumono sicari”. Le donne e i medici secondo papa Francesco, Parla lo scapolone senza figli, servito e riverito da altre donne in Vaticano

    “Assassine che assumono sicari”. Le donne e i medici secondo papa Francesco, Parla lo scapolone senza figli, servito e riverito da altre donne in Vaticano

    Papa Francesco è tornato ancora una volta ad attaccare l’aborto, definendo “assassine” le donne che abortiscono e “sicari” i medici che lo praticano. Non è la prima volta che Bergoglio usa queste parole: nel 2021 in un’intervista al TG5 aveva detto che le donne “affittano un sicario” per “risolvere il problema” di una gravidanza indesiderata; nel 2022, intervistato dall’agenzia stampa Reuters sul ribaltamento della sentenza Roe v. Wade negli Stati Uniti, utilizzò ancora una volta la stessa metafora, presente anche nella sua autobiografia Life. La mia storia.

    Dal massimo rappresentante della Chiesa cattolica non dobbiamo certo aspettarci parole in sostegno del diritto d’aborto, ma le condanne del pontefice sull’interruzione di gravidanza sono non solo più frequenti, ma anche sempre più dure e colpevolizzanti nei confronti delle donne. Sulle imminenti elezioni americane, ad esempio, il papa ha detto che sia Trump che Harris sono “contro la vita”, il primo per il trattamento dei migranti, la seconda per il suo sostegno pubblico al diritto di aborto.

    Dal punto di vista della dottrina, nel 2016 il papa ha concesso a tutti i sacerdoti di assolvere dal peccato di aborto, una facoltà prima riservata soltanto ai vescovi, ma non ha eliminato la scomunica per chi lo procura. La notizia era stata accolta con grande entusiasmo dalla stampa e dall’opinione pubblica, che lesse questo gesto come un atteso segnale di apertura di un papa “moderno” e “progressista”. Tuttavia, diversi teologi e canonisti hanno più volte fatto notare che questo gesto non equivale a un perdono generalizzato nei confronti dell’aborto, che infatti Bergoglio ha continuano a condannare pubblicamente più e più volte. Non è tanto diverso da quanto fatto con la comunità LGBTQ+: se da un lato il papa ha concesso la benedizione delle coppie omosessuali, dall’altro continua a parlare di “ideologia gender” come “pericolo” o “manifestazione del male”.

    La risoluzione contro il “gender nelle scuole”: così la destra vuole vietare una cosa che non esiste

    Solo pochi mesi fa, nella dichiarazione apostolica Dignitas Infinita Bergoglio stilava una lunga ed esplicita condanna all’aborto, inserendolo insieme alla guerra e alla violenza contro le donne fra le più gravi violazioni della dignità umana. Nel testo, il papa ribadiva che l’aborto deve essere sempre chiamato, citando Giovanni Paolo II, “l’uccisione deliberata e diretta […] di un essere umano” e che terminologie a suo dire “ambigue” come “interruzione di gravidanza” servono solo ad attenuare la gravità del fatto. Come fa notare il vaticanista Marco Grieco, il lungo paragrafo non parla mai delle donne, ma fa un riferimento all’operato di Madre Teresa di Calcutta, che nel suo discorso di accettazione del Nobel per la pace nel 1979, si scagliò contro il diritto di aborto.

    In quegli anni, diversi Paesi occidentali stavano depenalizzando l’interruzione di gravidanza: gli Stati Uniti nel 1973, la Francia nel 1975, l’Italia nel 1978. Madre Teresa non si limitò a parlare da religiosa, ma entrò appieno nella politica del tempo, stringendo un sodalizio col presidente americano Ronald Reagan, che sin dalla sua campagna elettorale si presentò come un antiabortista che voleva abolire la sentenza Roe v. Wade.

    La posizione della Chiesa sull’aborto è chiara ed è stata stabilita una volta per tutte con la scomunica per l’aborto volontario di Pio IX nel 1869, con l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, scritta nel pieno della rivoluzione sessuale nel 1968, e infine con l’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II del 1995. Perché allora Francesco insiste così tanto su questo tema, e con parole così dure?

    Da un lato c’è la politica. Il tema dell’aborto è al centro dell’attuale campagna elettorale statunitense, che sta creando diversi grattacapi a Bergoglio, che si deve scontrare con un clero che gli è molto ostile e che propende per l’elezione di Trump. Trump, dal canto suo, ha detto che se diventerà presidente non imporrà ulteriori restrizioni all’aborto e i sempre più frequenti riferimenti del papa al tema potrebbero essere letti come un segnale per ribadire che l’ultimo baluardo della “difesa della vita” resta la Chiesa cattolica.

    Dall’altro lato, non si può non notare come il lessico di papa Francesco sull’aborto sia cambiato, e per certi versi addirittura tornato indietro rispetto a quello dei suoi predecessori. Giovanni Paolo II nella sua famosa “Lettera alle donne” condannò l’aborto come grave peccato, pur dicendo che “prima di essere una responsabilità da addossare alle donne, è un crimine da addebitare all’uomo e alla complicità dell’ambiente circostante”. Francesco, invece, se la prende spesso e volentieri con le donne, accusandole di cercare una soluzione facile e veloce per non prendersi la responsabilità di un figlio. In tutti questi anni non ha mai rivolto una parola sul ruolo degli uomini.

    La visione di Bergoglio delle donne è stata spesso criticata. Anche le recenti parole sull’aborto arrivano al culmine di un viaggio in Belgio durante il quale ha descritto il ruolo delle donne nella società con parole retrograde e conservatrici. In più di un’occasione si è scagliato contro il “chiacchiericcio” e le maldicenze, definendole abitudini “da donne”. Ha inoltre chiuso una volta per tutte la questione del sacerdozio femminile, dicendo che le donne “servono come donne”.

    Sull’aborto, il papa si ritrova a osservare inerte ciò che la politica fa con i diritti riproduttivi: dal 2020 a oggi l’Argentina, la Colombia, l’Uruguay, la Guyana, l’Ecuador e il Messico hanno depenalizzato l’aborto. La Francia lo ha inserito in Costituzione. Gli Stati Uniti lo hanno limitato, ma grazie al contributo e all’influenza delle chiese protestanti che accusano Francesco di essere un comunista libertario. Incapace di incidere sulla politica mondiale come vorrebbe, al papa non resta che attaccare le dirette interessate, facendo leva sul senso di colpa individuale per aver commesso il più grave dei peccati. Un atteggiamento più da pontefice medievale che da papa moderno come Bergoglio vorrebbe apparire.

    https://www.fanpage.it/politica/assassine-che-assumono-sicari-perche-papa-francesco-attacca-ancora-le-donne-sullaborto/

  • Pedofilia: l’arcidiocesi cilena consiglia ai sacerdoti di non “baciare i bambini in bocca”

    Pedofilia: l’arcidiocesi cilena consiglia ai sacerdoti di non “baciare i bambini in bocca”

    Nel pieno dello scandalo di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica cilena, l’arcivescovado di Santiago ha pubblicato brevemente su Internet una guida destinata ai sacerdoti consigliando loro di “evitare” di praticare “massaggi”, di “baciare sulla bocca” dei bambini o di “toccare i loro genitali”. ”.

    Questo documento, intitolato “Orientamenti per lo sviluppo di buone relazioni e di una sana convivenza pastorale” e firmato dall’arcivescovo della capitale cilena Ricardo Ezzati, è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’arcidiocesi, prima di essere ritirato alla fine della settimana scorsa di fronte di grido.

    Mons. Ricardo Ezzati dovrà essere ascoltato mercoledì dalla procura regionale di Rancagua per rispondere alle accuse di aver coperto le violenze sessuali, nel pieno dello scandalo di pedofilia e omertà che scuote il clero cileno. La sua udienza in tribunale, inizialmente prevista per agosto, è stata rinviata su richiesta dei suoi avvocati.

    “Modi inappropriati di mostrare affetto”

    In queste nove pagine un passaggio è dedicato ai “segni di affetto”. Vi si legge: «se la nostra missione consiste nel mostrare l’amore del Padre e favorire l’incontro con Cristo, ci sono modi inappropriati di manifestare il suo affetto e la sua vicinanza, che vanno evitati».

    Il testo raccomanda quindi di “evitare” “abbracci eccessivamente prolungati”, “schiaffi sulle natiche, toccare i genitali o il petto”, “sdraiarsi o dormire accanto a bambini o adolescenti”.

    L’arcidiocesi sconsiglia inoltre di “praticare massaggi”, “giochi che comportano contatti inappropriati”, “baciare sulla bocca bambini, adolescenti o persone vulnerabili”.

    “Stato di choc”

    L’avvocato cileno per l’infanzia Patricia Muñoz si è dichiarata in “stato di shock” dopo aver letto questo documento. “Abbiamo commesso un errore e provvederemo a rimediare”, ha spiegato il vescovo ausiliare di Santiago, Cristian Roncagliolo.

    “Abbiamo chiesto perdono. Ci sono stati degli errori (nella versione ritirata della guida), forse il nostro errore è stato quello di voler portare cose di altre culture. Stiamo riparandoli, molto presto potremo portarlo (di nuovo) all’attenzione dell’opinione pubblica”, ha aggiunto l’arcidiocesi.

    La Chiesa cattolica cilena è in subbuglio dopo la visita di Papa Francesco a gennaio e il proliferare di indagini legali – attualmente 119 – su presunte aggressioni sessuali commesse da membri della Chiesa su minori e adulti a partire dagli anni ’60.

    https://www.20minutes.fr/monde/2346643-20181002-pedophilie-archeveche-chilien-deconseille-pretres-embrasser-bouche-enfants

  • In Belgio, il papa chiede scusa per gli abusi del clero; il primo ministro afferma che le parole da sole non bastano

    In Belgio, il papa chiede scusa per gli abusi del clero; il primo ministro afferma che le parole da sole non bastano

    Il 27 settembre, Papa Francesco ha dato il via al  suo viaggio di tre giorni in Belgio chiedendo perdono per il vergognoso record della Chiesa in materia di abusi da parte del clero, ma il primo ministro del Paese gli ha risposto con una sfida: “Le parole da sole non bastano”.

    “Abbiamo anche bisogno di misure concrete”, ha affermato il Primo Ministro belga Alexander De Croo. “Le vittime devono essere ascoltate. Devono essere al centro. Hanno diritto alla verità. Le malefatte devono essere riconosciute”.

    Le dichiarazioni insolitamente taglienti del primo ministro hanno messo in luce una questione che incombe sulla visita del papa fin da quando è stata annunciata per la prima volta e in cui la chiesa locale è scossa dalle conseguenze di un  documentario incriminante del 2023 sugli abusi del clero.

    Il documentario ha spinto il Parlamento federale belga e l’assemblea regionale fiamminga ad  avviare indagini sulla gestione dei casi da parte della Chiesa e a riesaminare il modo in cui le forze dell’ordine del Paese hanno potenzialmente pasticciato una  precedente inchiesta sugli abusi, circa 15 anni fa. 

    “Quando qualcosa va storto non possiamo accettare insabbiamenti”, ha detto il primo ministro al papa, di fronte a un pubblico composto dalla famiglia reale del paese e da altri funzionari governativi. “Per poter guardare al futuro, la chiesa deve fare chiarezza sul suo passato”.

    Anche re Filippo ha espresso una ferma condanna per la condotta della Chiesa in materia di abusi, affermando che ci è voluto “troppo tempo” prima che le grida delle vittime fossero ascoltate e riconosciute dalla Chiesa.

    La Chiesa in Belgio, ha affermato il re, “deve continuare con risolutezza e instancabilmente” a sradicare gli abusi e a fornire assistenza ai sopravvissuti.

    Nel 2023, il re Filippo, cattolico, si recò in visita privata a Roma per fare personalmente pressione sul papa affinché visitasse il paese per celebrare il 600° anniversario della fondazione dell’Università  cattolica di Lovanio .

    Sebbene il Papa visiterà Lovanio più tardi oggi, insieme alla sua controparte francese domani, si prevede che la presa di coscienza della Chiesa sugli abusi si farà sentire durante la sua visita dal 26 al 29 settembre, dove i cattolici stanno  chiedendo che i loro nomi vengano rimossi dai registri dei battesimi in numeri record.

    Quando è giunto il momento per il Papa di rispondere sia al primo ministro che al re, Francesco ha affermato che gli abusi sono una “piaga che la Chiesa sta affrontando con fermezza e decisione, ascoltando e accompagnando quanti sono stati feriti e implementando un programma di prevenzione in tutto il mondo”.

    Ma a braccio ha aggiunto: “La Chiesa deve vergognarsi, chiedere perdono e cercare di risolvere questa situazione con umiltà cristiana e mettere in atto tutte le possibilità affinché ciò non accada più”.

    «Anche se si trattasse di un solo caso, sarebbe sufficiente vergognarsi», ha detto Francesco. 

    All’inizio di quest’anno, il papa ha finalmente  ridotto allo stato laico l’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, che aveva ammesso di aver abusato sessualmente del nipote 14 anni fa. Il defunto cardinale Godfried Danneels del Belgio, un caro amico di Francesco, aveva  fatto pressione sul nipote del vescovo affinché tacesse sulla questione e, fino a marzo 2024, Vangheluwe non aveva affrontato alcuna punizione formale da parte del Vaticano.

    Durante la sua permanenza in Belgio, si prevede che il Papa incontrerà privatamente 15 vittime di abusi, anche se i sostenitori delle vittime hanno già criticato la Chiesa per aver scelto personalmente chi sarà presente all’attesissimo incontro.

    Prima di quell’incontro, Lieve Halsberghe, un’attivista belga che sostiene le vittime di abusi, ha dichiarato al National Catholic Reporter di aver assistito a troppi incontri tra il Papa e le vittime che non hanno ancora prodotto risposte concrete.

    “Cosa fai con le parole?” chiese. “Sono le azioni che contano.” 

    https://www.ncronline.org/vatican/vatican-news/belgium-pope-apologizes-clergy-abuse-prime-minister-says-words-alone-are

  • Nel libretto della messa del Papa c’era un canto scritto da un prete accusato di violenza sessuale

    Nel libretto della messa del Papa c’era un canto scritto da un prete accusato di violenza sessuale

    Un canto di Chiesa scritto da un prete autore di violenze sessuali inserito nella messa del Papa. Il viaggio di Francesco I in Belgio e Lussemburgo sta riservando non poche sorprese e motivi di imbarazzo al pontefice, seppur consapevole di una situazione delicata. Il brano, scritto da un prete molto noto nelle Fiandre e deceduto di recente, è stato eliminato all’ultimo secondo dal programma ufficiale, ma il caso la dice lunga su quanto la Chiesa belga sia immersa in scandali legati ad abusi sessuali, per troppo tempo coperti dai vertici ecclesiali. La canzone non sarà cantata in segno di rispetto verso le vittime, ha informato il portavoce della Conferenza episcopale, ma il vaso di Pandora della Chiesa cattolica (belga e non solo) appare più profondo che mai.

    Le insidie della visita del Papa in Belgio

    Dopo la visita in Lussemburgo, Papa Bergoglio è arrivato a Bruxelles in 27 settembre. Sarà impegnato tra eventi accademici, istituzionali e di natura ecclesiale. L’evento clou ufficiale sarà la messa da celebrare domenica 29 settembre nello stadio Re Baldovino della capitale europea. Il momento chiave ufficioso sarà invece l’incontro, i cui dettagli sono stati tenuti in gran segreto, con una quindicina di vittime degli abusi del clero. Esplosi negli anni duemila, gli scandali non hanno cessato di scuotere la popolazione belga. Un documentario trasmesso lo scorso anno dalla tv fiamminga ha acceso nuovamente i riflettori sulle vittime ma sopratutto sull’impunità di sacerdoti e suore. A questo si aggiungono le accuse contro le monache che per anni hanno sottratto bambini ai genitori per “venderli” a famiglie adottive.

    Il prete Schollaert responsabile di abusi sessuali

    Il prete e compositore del brano originariamente previsto nel programma della messa del Papa è Paul Schollaert, morto di recente. La personalità, molto nota nelle Fiandre dove le sue opere vengono suonate ogni domenica, è stato riconosciuto come l’autore di abusi sessuali. Schollaert era comparso davanti alla commissione parlamentare sugli abusi sessuali nella Chiesa, nota come “Commissione Halsberghe”.

    Secondo il vescovo di Hasselt, monsignor Patrick Hoogmartens, il caso si era chiuso nel 2002 sulla base di un accordo tra le parti coinvolte, con l’impegno a rispettare “discrezione”. Lo stesso vescovo ha deciso di non partecipare pubblicamente alle celebrazioni della visita del papa, dopo che su internet era stato diffuso un necrologio in cui elogiava l’autore della violenza sessuale. Non potendo contare sul migliore dei biglietti da visita, Hoogmartens si è fatto da parte.

    Il clero belga chiede aiuto a psicologi e avvocati

    Dopo che l’organizzazione della visita pontificia ha eliminato il brano, che era già stato stampato sul libretto della messa, è intervenuto l’arcivescovo Luc Terlinden a Radio 1 dell’emittente fiamminga VRT. “Il controllo sugli autori dei canti è un tema che dovremo esaminare attentamente, a partire da lunedì, dopo la visita del papa”, ha dichiarato monsignor Terlinden. “Questo rappresenta per noi una grande sfida, ma bisogna pensarci seriamente con l’aiuto di avvocati e psicologi. Dovremo collaborare con le autorità in futuro. In particolare, aspettiamo un osservatorio che monitori gli autori. Questa era una delle raccomandazioni formulate dalla commissione Dutroux quasi 30 anni fa”, ha messo in evidenza l’arcivescovo. Una dichiarazione che suona quantomeno tardiva.

    Le dure parole del primo ministro belga nei confronti del Papa

    Il tema delle violenze sessuali da parte del clero belga è stato al centro anche dell’incontro nella mattinata del 27 settembre tra Bergoglio e il re Filippo, che lo ha accolto nel castello di Laken insieme al primo ministro Alexander De Croo. Entrambi hanno pronunciato un discorso molto atteso. “Santissimo Padre, lei ha intrapreso azioni concrete per lottare contro questa abominevole violenza”, ha affermato il sovrano belga. “I bambini erano orribilmente feriti, segnati per tutta la vita. Lo stesso vale per le vittime delle adozioni forzate. C’è voluto così tanto tempo prima che le loro grida fossero ascoltate e riconosciute. C’è voluto così tanto tempo per cercare modi per ‘riparare’ l’irreparabile”, ha detto il re Filippo.

    De Croo da parte sua ha chiesto misure concrete da parte della Chiesa per riconquistare la fiducia compromessa. “Quando qualcosa va storto, non possiamo accettare un insabbiamento. Ciò danneggia il prezioso lavoro di tutti. Oggi le parole non bastano più. Servono misure concrete. Le vittime devono essere ascoltate. Devono essere al centro. Hanno diritto alla verità. Le atrocità devono essere riconosciute. E giustizia va fatta”, ha affermato il primo ministro. Un messaggio duro, che trasmette l’idea di non voler più soprassedere su errori ritenuti ormai inaccettabili.

    https://europa.today.it/attualita/canto-messa-papa-belgio-absui-sessuali.html

  • Abusi e sessualità – Episodio 4 – Het Vaticaan: de staat van de Kerk

    Abusi e sessualità – Episodio 4 – Het Vaticaan: de staat van de Kerk

    Gli scandali sugli abusi sessuali del clero continuano ad emergere in tutto il mondo.

    In diretta proporzione con questo numero crescente, cresce anche l’indignazione per l’approccio lassista del clero locale e del Vaticano.

    L’episodio ingrandisce due storie in parallelo.

    Il cardinale francese Philippe Barbarin è stato accusato di negligenza per non aver denunciato le accuse di abusi sessuali commessi da un sacerdote nella sua diocesi negli anni ’80 e ’90 e per aver trasferito il sacerdote.

    L’ex chierichetto Francesco Zanardi ha subito abusi da parte del sacerdote nella sua parrocchia italiana.

    Decenni dopo, è la voce di centinaia di vittime, costringendo la Chiesa italiana e il Vaticano ad affrontare il proprio lato oscuro.

    Se hai domande o segnalazioni su violenza, abusi e abusi sui minori, puoi contattare 1712 per telefono, chat o e-mail .

    Ulteriori informazioni possono essere trovate su 1712.be.

    https://www.vrt.be/vrtmax/a-z/het-vaticaan–de-staat-van-de-kerk/1/het-vaticaan–de-staat-van-de-kerk-s1a4/

  • Il Papa davanti al Re del Belgio: “Gli abusi sono una vergogna, chiediamo perdono”

    Il Papa davanti al Re del Belgio: “Gli abusi sono una vergogna, chiediamo perdono”

    In Belgio in occasione del suo 46 viaggio apostolico il pontefice sta toccando temi globali e importanti per la Chiesa. Con il motto “Pour servir”, in questo suo 46mo viaggio apostolico, è obiettivo del Papa – affrontare nel Vecchio Continente – temi cruciali come pace, educazione, ambiente e accoglienza. Dal cuore dell’Europa il Santo Padre torna a parlare non solo di un ponte di pace necessaria e urgente “per cui servono onorevoli compromessi” – ha detto  – nei conflitti in corso in Ucraina e Medio Oriente, ma rompe ogni indugio su una terribile piaga sociale che interessa il Belgio: la pedofilia all’interno della Chiesa.

    Ne parla il Re Philippe accanto a lui la Regina Matilde. Rivolgendosi al papa riconosce “l’intransigenza” con la quale il pontefice ha denunciato “l’indicibile tragedia degli abusi sessuali nella Chiesa”. “Dei bambini sono stati orribilmente feriti, segnati per la vita. Lo stesso dicasi per le vittime di adozione forzata. C’è voluto così tanto tempo perchè le loro grida venissero ascoltate e riconosciute. C’è voluto così tanto tempo per cercare la via, per “riparare” l’irreparabile”. Il Re riconosce gli sforzi fatti dalla Chiesa ma chiede che vengano “perseguiti con determinazione, senza sosta”.

    La risposta del pontefice non si fa attendere: gli abusi sono “la vergogna che oggi tutti noi dobbiamo prendere in mano e chiedere perdono, risolvere il problema degli abusi contro i minori”. “La chiesa deve vergognarsi e chiedere perdono e cercare di risolvere questa situazione” perchè “queste cose non succedano più”, ha detto Bergoglio nel discorso alle autorità del Belgio paragonando i pedofili della Chiesa ad Erode. 

    La pedofilia del clero in  Belgio, “Piaga che la Chiesa sta affrontando”

    La Chiesa Cattolica vuole essere una presenza che “aiuta tutti ad affrontare le sfide e le prove, senza facili entusiasmi né cupi pessimismi”, con la certezza che l’essere umano “ha una vocazione eterna di pace e di bene e non è destinato alla dissoluzione e al nulla”. La Chiesa sa al tempo stesso di essere “fragile, santa e peccatrice” e “mancante nei suoi membri”. Lo ha sottolineato Papa Francesco. “In questa perenne coesistenza di santità e peccato”, “di luce e ombra vive la Chiesa, con esiti spesso di grande generosità e splendida dedizione, e a volte purtroppo con l’emergere di dolorose contro-testimonianze. Penso alle drammatiche vicende degli abusi sui minori – quale hanno riferito il primo ministro e il re -, una piaga che la Chiesa sta affrontando con decisione e fermezza, ascoltando e accompagnando le persone ferite e attuando in tutto il mondo un capillare programma di prevenzione”, ha aggiunto il Pontefice.

    Per Papa Francesco una nuova giornata ricca di impegni

    Oggi Francesco tornerà alla Nunziatura apostolica per poi, alle 16, recarsi alla Katholieke Universiteit Leuven dove terrà l’incontro con i docenti e pronuncerà alle 16.30 il secondo discorso della giornata.

    Alle17.30 il Pontefice raggiungerà la Grote Markt, la piazza principale di Lovanio, per salutare i presenti e dove sono previste circa ventimila persone. Quindi il ritorno in Nunziatura per la cena.

    Non è nell’agenda ufficiale del Papa ma oggi potrebbe anche esserci l’incontro con una quindicina di vittime di abusi, come riferito da fonti locali.

    Oltre alle guerre e alla pedofilia, incontrando le autorità politiche e religiose, gli imprenditori e i rappresentanti della società civile e della cultura nella Grande Galerie del Castello di Laeken di Bruxelles, Francesco ha parlato anche dell’inverno demografico che attanaglia il vecchio continente:  “La storia, magistra vitae troppo spesso inascoltata, dal Belgio chiama l’Europa a riprendere il suo cammino, a ritrovare il suo vero volto, a investire nuovamente sul futuro aprendosi alla vita, alla speranza, per sconfiggere l’inverno demografico e l’inferno della guerra!”. “E sono due calamità, lo stiamo vedendo”, ha detto a braccio. “Fare figli, fare figli”, ha esortato sempre a braccio.

    Ieri arrivando aveva detto “Sono venuto tra voi per servirvi”

    ”’Pour servir” (Per servire): con questo motto sono venuto tra voi”, le prime parole rivolte dal Papa alle autorità del Lussemburgo e -nel ricordare il motto del suo 46esimo viaggio apostolico che ” si riferisce direttamente ed eminentemente alla missione della Chiesa”.

    ”Il servire -ha spiegato – è anche per ognuno di voi il più alto titolo di nobiltà, il compito principale, lo stile da assumere ogni giorno. Il buon Dio vi conceda di farlo sempre con animo lieto e generoso”. Bergoglio si rivolge a braccio anche a chi non ha fede: ”Chi non ha fede lavori per la patria, per la società, per il bene comune che è la strada per tutti’.

    https://www.rainews.it/articoli/2024/09/papa-a-bruxelles-primo-appuntamento-lincontro-con-le-autorita-9fc32d29-ba9e-42b1-a7f1-0fc2afcff7cb.html

  • L’orribile eredità degli abusi in Belgio offusca il viaggio del Papa

    L’orribile eredità degli abusi in Belgio offusca il viaggio del Papa

    Fresco di un tour di quattro Paesi in Asia, dove ha visto folle da record e comunità ecclesiali vibranti, Papa Francesco si reca in Belgio, il Paese con la spaventosa eredità di abusi sessuali da parte del clero e successivo insabbiamento istituzionale.

    Riceverà un’accoglienza interlocutoria: le vittime degli abusi hanno scritto una lettera aperta a Francesco, chiedendogli di attivare un sistema universale di riparazione e di assumersi la responsabilità per il disastro che gli abusi hanno provocato nelle loro vite.

    Il Pontefice ha salutato i giornalisti prima del volo, ma ha rifiutato di camminare lungo il corridoio per salutarli uno per uno, come fa di solito. “Non mi sento all’altezza del viaggio. Vi saluterò da qui”, ha detto, riferendosi al percorso lungo il corridoio.

    Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha detto che la decisione era legata alla logistica dell’aereo, con un solo corridoio, e alla breve durata del volo, e non rifletteva lo stato di salute di Francesco.

    Lo scandalo abusi da parte del clero

    In una cascata di eventi, che sottolineano la facilità con cui gli scandali vengono ancora a galla, un vescovo ha dovuto prima ritirarsi dal viaggio del Papa perché di recente aveva elogiato un sacerdote, noto per essere stato coinvolto in un caso di abusi.

    Mercoledì scorso, la Messa del Papa ha dovuto essere cambiata perché l’inno finale era stato composto da un noto abusatore.

    La lettera aperta sarà consegnata a Francesco quando incontrerà 15 vittime di abusi durante la sua visita di quattro giorni, che inizierà giovedì. A darne notizia il reverendo Rik Devillé, che da oltre un quarto di secolo si batte al fianco delle persone abusate.

    L’indagine del parlamento belga

    La visita avviene anche nel contesto dell’iniziativa del parlamento belga, che ha annunciato un’indagine sulle violenze perpetrate dal clero. Al centro del dossier il modo in cui le autorità giudiziarie e di polizia belghe hanno gestito un’enorme indagine penale del 2010 sui crimini sessuali della Chiesa.

    Nulla di tutto questo era stato previsto quando il 14 settembre 2023 il re belga Philippe e la regina Mathilde hanno incontrato Francesco nel Palazzo Apostolico Vaticano e lo hanno invitato per la celebrazione del 600° anniversario della fondazione delle due università cattoliche del Belgio.

    Questo anniversario è tecnicamente il motivo del viaggio di Francesco, che prevede anche una sosta in Lussemburgo giovedì e una Messa domenica a Bruxelles per la beatificazione di una suora mistica del XVII secolo.

    Anche immigrazione e clima in agenda

    In Belgio, Francesco parlerà di due delle sue priorità durante le visite ai campus francese e fiammingo dell’università di Lovanio: l’immigrazione e il clima. Ma il portavoce vaticano ha riconosciuto, in una rara anteprima, che Francesco solleverà certamente il problema degli abusi in Belgio.

    “È chiaro che il Papa è consapevole della difficoltà, e che per anni c’è stata sofferenza in Belgio, e certamente possiamo aspettarci un riferimento in questo senso”, ha detto Bruni.

    Scoperchiato il ”vaso di Pandora” delle violenze sessuali

    Le rivelazioni sull’orribile scandalo degli abusi in Belgio si sono susseguite per un quarto di secolo, scandite dall’anno bomba del 2010, quando il vescovo più longevo del Paese, il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, fu autorizzato a dimettersi senza essere perseguito, dopo aver ammesso di aver abusato sessualmente di suo nipote per 13 anni.

    Due mesi dopo, la polizia belga ha compiuto un’incursione senza precedenti negli uffici della Chiesa belga, nella casa dell’arcivescovo Godfried Danneels, da poco in pensione, e persino nella cripta di un prelato – una violazione che il Vaticano ha definito “deplorevole”.

    Danneels, amico di lunga data di Francesco, è stato ripreso mentre cercava di convincere il nipote di Vangheluwe a tacere finché il vescovo non fosse andato in pensione.

    Infine, nel settembre 2010, la Chiesa ha pubblicato un rapporto di 200 pagine redatto dallo psichiatra infantile Peter Adriaenssens, secondo il quale 507 persone si erano fatte avanti raccontando di essere state molestate da sacerdoti, anche quando avevano solo due anni. Ha identificato almeno 13 suicidi di vittime e tentativi di altri sei.

    “Abbandonato da Dio”

    Nonostante tutto quello che si sapeva e che era già di dominio pubblico, lo scandalo è riemerso in modo nuovo e scioccante l’anno scorso, quando un documentario fiammingo in quattro episodi, “Godvergeten” (Godforsaken), è andato in onda sull’emittente pubblica VRT nelle settimane precedenti la visita dei reali in Vaticano.

    Per la prima volta, le vittime belghe hanno raccontato le loro storie una dopo l’altra, rivelando agli spettatori fiamminghi la portata dello scandalo nella loro comunità, la depravazione dei crimini e la loro sistematica copertura da parte della gerarchia cattolica.

    “Non abbiamo detto nulla di nuovo. Abbiamo solo messo tutto insieme. Abbiamo messo insieme le voci”, ha detto Ingrid Schildermans, ricercatrice e regista di Godvergeten. “Abbiamo messo tutte le cose che sono successe su una linea temporale, in modo che non potessero dire: “È una mela marcia””.

    Le testimonianze delle vittime

    In seguito all’indignazione dell’opinione pubblica, sia una commissione parlamentare delle Fiandre che il parlamento federale belga hanno aperto inchieste ufficiali e hanno ascoltato per mesi le testimonianze delle vittime, degli esperti e della gerarchia cattolica.

    A marzo, con una visita papale già annunciata, Francesco ha finalmente agito e ha sconsacrato Vangheluwe, 14 anni dopo aver ammesso di aver molestato suo nipote. La laicizzazione è stata vista come un chiaro tentativo da parte del Vaticano di placare l’indignazione e rimuovere un problema evidente che offuscava la visita di Francesco.

    Un’atmosfera più fredda

    Tutto ciò ha lasciato un sapore piuttosto amaro nell’opinione pubblica belga in vista della visita di Francesco, anche perché quest’ultimo è rimasto legato a Danneels dopo che il suo insabbiamento è stato smascherato, e ha nuovamente mostrato di ignorare il problema del Belgio quando ha nominato il vescovo in pensione di Gand cardinale nel 2022. Il vescovo ha rifiutato l’onore a causa dei suoi precedenti in materia di abusi.

    In alcuni casi, la visita ha anche ritraumatizzato le vittime, alcune delle quali avevano cercato di incontrare il Papa per poi sentirsi dire dalle autorità ecclesiastiche che non erano state selezionate, ha detto Schildermans.

    È un’atmosfera molto diversa dall’accoglienza entusiastica che Francesco ha ricevuto in Asia meno di due settimane fa e molto lontana dall’eccitazione che ha circondato San Giovanni Paolo II quando ha visitato il Belgio nel 1985.

    Monta l’indignazione

    Persino De Standaard, uno dei principali quotidiani belgi, che per lungo tempo è stato considerato il più cattolico, ha pubblicato un grande articolo nel fine settimana con il titolo “Quanto è davvero rivoluzionario Papa Francesco?

    Martedì si è avuta un’ulteriore prova di come la terribile storia del Belgio in fatto di abusi, insabbiamenti e insensibilità verso le vittime abbia offuscato la visita di Francesco.

    Il vescovo Patrick Hoogmartens, del Limburgo settentrionale, ha annunciato che non avrebbe preso parte agli eventi papali celebrativi. Una decisione che arriva dopo le rivelazioni secondo cui il prelato avrebbe elogiato calorosamente un sacerdote, che era noto per essere stato coinvolto in un caso di abusi.

    “Non ho valutato che ciò avrebbe danneggiato una vittima di abusi degli anni ’70”, ha dichiarato alla TV Limburg.

    Mercoledì scorso, un portavoce delle autorità ecclesiastiche, Geert De Kerpel, ha confermato un articolo della rete VRT secondo cui il coro dovrà esercitarsi in un nuovo inno di chiusura, poiché altrimenti il Papa avrebbe ascoltato la melodia di un prete compositore noto per gli abusi.

    https://it.euronews.com/2024/09/26/lorribile-eredita-degli-abusi-in-belgio-offusca-il-viaggio-del-papa

  • Pedofilia, omertà e bambini “venduti” dalla Chiesa. Il difficile viaggio del Papa in Belgio

    Pedofilia, omertà e bambini “venduti” dalla Chiesa. Il difficile viaggio del Papa in Belgio

    Preti accusati di abusi sessuali, bambini “venduti” e vertici della Chiesa conniventi o comunque silenti. Il vaso di Pandora che attende Papa Francesco per il suo viaggio in Belgio e Lussemburgo non è una novità del suo pontificato. Ha dovuto affrontare casi analoghi in Spagna, Francia, Irlanda e Canada, ma il Paese che ospita gran parte delle istituzioni europee sembra intenzionato a guarire a modo suo dalle malattie del cattolicesimo.

    Bergoglio proverà a riunire un gregge ormai disperso, che si è allontanato sempre più dal Vaticano, nonostante continui ad avvertire il bisogno di un pastore. Lo dimostrano le innumerevoli chiese protestanti ed evangeliche che proliferano nei quartieri, in particolare quelli con forti componenti migranti, ma soprattutto la piccola chiesa Don Bosco, rimasta cattolica ma che ha preso una strada tutta sua. A causa di un approccio “progressista” è stata ripudiata dal Vaticano, ma i fedeli non cessano di frequentarla.

    Gli abusi sessuali del clero belga

    Appena rientrato dal mega-viaggio nella regione Asia-Pacifico e nonostante l’influenza dichiarata il 23 settembre, Papa Francesco non intende rinunciare ai quattro giorni di impegni previsti in Europa tra Lussemburgo e Belgio a fine settembre. Alla base del viaggio numero 46 del suo pontificato ci sono i festeggiamenti per il 600° anniversario dell’Università Cattolica di Lovanio, dove incontrerà studenti e corpo docente per parlare di cambiamenti climatici. L’evento clou si svolgerà allo stadio Baldovino, dove sono attese circa 35mila persone. Tutta l’attenzione sarà però centrata sulla capacità di Jorge Bergoglio di riportare fiducia e fede in un Paese tradizionalmente cattolico, sfregiato però da numerosi casi di violenza sessuale sui minori da parte di membri del clero.

    Lo scandalo del vescovo di Bruges

    Quelli che sembravano casi episodici e isolati si sono rivelati l’humus di un vasto terreno di pedocriminalità in veste talare. Aggravante: la reazione morbida, talvolta inesistente, dei vertici ecclesiali. Come il caso del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe che nel 2010 ammise di aver abusato sessualmente del nipote, minimizzando l’accaduto. “Non ho affatto l’impressione di essere un pedofilo”, aveva dichiarato alla tv belga. “Era un po’ una ‘relazione’. Non avevo l’impressione che mio cugino fosse contrario, anzi”, disse durante un’intervista che fece scandalo. All’epoca il Vaticano non gli impose alcuna punizione degna di nota e solo 14 anni dopo, all’inizio di quest’anno, Papa Francesco lo ha ridotto allo stato laico. Una mossa in extremis che i belgi vedono come un tentativo di respingere le critiche prima della sua visita.

    Il sacerdote ribelle Rik Deville

    La lunga sequenza di scandali e insabbiamenti ha indebolito l’influenza del Vaticano a Bruxelles e dintorni. Il calo è quello che tipico che si riscontra in altre parti dell’Occidente. Come registrato dall’Università di Lovanio, quasi il 65% della popolazione belga si dichiara cristiana, col 58% che si identifica come cattolica. È proprio da questo mondo che arrivano le critiche più aspre nei confronti del Vaticano. Come quelle mosse dal sacerdote in pensione Rik Devillé, che per anni ha guidato la chiesa Don Bosco di Buizingen ad Halle, una cittadina nel Barabante Fiammingo a mezz’ora circa da Bruxelles.

    Già nel 1992 questo prete sui generis aveva condannato la Chiesa cattolica nel libro “L’ultima dittatura”, per poi scrivere di recente Corridoi bui (dal fiammingo Donkere gangen), in cui ha raccolto le testimonianze di stupri, umiliazioni, abusi da parte di preti e monache nei monasteri. Nel 2009 Devillé aveva preso le redini della Don Bosco, plasmandola in una maniera sempre più distante dai canoni del cattolicesimo come lo conosciamo oggi.

    Don Bosco: la “parrocchia senza Papa”

    Come raccontato dal giornale fiammingo De Morgen, in questa piccola chiesa prevale un approccio comunitario, con coppie che sposano altre coppie e donne che possono celebrare alcuni sacramenti. La virata “progressista” è stata tale, che da marzo di quest’anno il Vicariato del Brabante Fiammingo e di Mechelen ha deciso che la Don Bosco non potrà continuare ad essere parrocchia. Le viene riconosciuto il ruolo di “comunità religiosa indipendente”, ma non di essere parte di una diocesi. Eppure il suo successo non si interrompe e la domenica durante le celebrazioni i posti vuoti si contano sulle dita di una mano.

    Devillé, che ha promosso l’idea di una “parrocchia senza Papa”, all’inizio degli anni duemila aveva raccolto 84 fascicoli di abusi. Adesso risultano circa 1.950 bambini “che hanno subito abusi in questo piccolo granello di terra”, ha dichiarato al giornale The Independent. “All’inizio, sono andato dal cardinale”, ha detto Devillé. “Non è successo niente. Non sapeva niente. Non poteva fare niente. Oppure ha scritto: ‘Ho pregato per te’”, ha affermato indignato il sacerdote in pensione.

    L’incontro del Papa con le vittime di abusi sessuali in Belgio

    La “fuga” della Don Bosco dall’alveo del Vaticano fa temere altre diserzioni. Soprattutto dopo il la serie televisiva Godvergeten (Il dio dimenticato), tratta dai racconti contenuti nel libro Corridioi Bui, che ha riaperto le ferite degli scandali sessuali commessi dai sacerdoti, ma soprattutto l’omertà del mondo cattolico rispetto a questi gravi reati. Per frenare un’emorragia ulteriore di fedeli, la Conferenza episcopale belga ha organizzato per Bergoglio un incontro privato, definito “discreto”, con 15 vittime di violenze sessuali, di cui non sono noti né il luogo né la data. “In passato c’è stata una cultura del segreto e del silenzio all’interno della Chiesa, che ha reso ognuna di queste tragedie ancora più difficile da sopportare”, ha dichiarato il vescovo Luc Terlinden,  che vede nell’incontro col Papa “un importante passo simbolico”.

    I bambini “venduti” dalla Chiesa cattolica 

    Le vittime belghe però non sembrano volersi accontentare di una pacca sulla spalla e di un rosario. In una lettera aperta, pubblicata il 5 settembre dal quotidiano Le Soir, alcune di loro hanno chiesto a Bergoglio di esprimersi con forza su questo tema durante la sua visita. Altro tema caldo su cui potrebbe esprimersi l’argentino è quello delle “adozioni forzate”. Secondo il quotidiano fiammingo Hln tra il 1945 e gli anni ’80 in Belgio circa 30mila bambini sono stati sottratti alle madri con la complicità delle suore. In base alle accuse la Chiesa li avrebbe venduti alle famiglie adottive. Lo scorso anno è stata promessa un’inchiesta specifica da parte della Conferenza episcopale, ma il sacerdote ribelle Devillé è pessimista e ritiene che dopo la visita del papa, questi fascicoli verranno rapidamente richiusi. A quel punto il gregge saprà con certezza di non poter contare sul pastore argentino.

    https://europa.today.it/attualita/pedofilia-papa-visita-belgio.html

  • Il Vaticano: Lo Stato della Chiesa – Trailer

    Il Vaticano: Lo Stato della Chiesa – Trailer

    Papa Francesco sta preparando la tanto attesa visita nella Repubblica Democratica del Congo, dove nessun Papa mette piede dal 1985.

    Un netto contrasto con il declino del cattolicesimo nell’Europa occidentale.

    Sempre più sacerdoti provenienti da vivaci aree cattoliche, come il Congo, si stanno trasferendo in Europa occidentale per sostituire il numero in forte calo di sacerdoti autoctoni.

    In questo episodio finale, i personaggi più importanti della serie riflettono sul futuro della Chiesa e su come Papa Francesco la sta plasmando.

    La Chiesa rimarrà il forte potere globale che è stato per due millenni?

    Cosa sarà necessario per tenere unita la Chiesa cattolica romana globale?


    Da più di 5 anni lavoriamo alla docu-serie Il Vaticano – Lo Stato della Chiesa. Mai prima d’ora il Vaticano si è occupato di così tanti scandali ed era così diviso in diversi argomenti.
    In 6 episodi, la regista Kat Steppe insieme all’editore Jo Badisco ritrae l’organizzazione globale di duemila anni dall’interno, e si apre la strada verso i circoli intimi di Papa Francesco con l’aiuto del professore di diritto ecclesiastico Rik Torfs.
    Non era un percorso ovvio, ma la serie è finalmente pronta per essere scatenata su di voi, grazie ad una squadra pazzesca.

    https://www.vrt.be/vrtmax/a-z/het-vaticaan–de-staat-van-de-kerk/

  • Shock in Dalmazia! La polizia ha arrestato il pastore prima del funerale, lo ha denunciato una ragazza di 16 anni

    Shock in Dalmazia! La polizia ha arrestato il pastore prima del funerale, lo ha denunciato una ragazza di 16 anni

    A Perušić Benkovački, a pochi chilometri da Benkovac, è stato arrestato il sacerdote don Darko Marušić, denunciato per molestie sessuali da parte di una ragazza di 16 anni. 

    Tutto è accaduto mercoledì scorso, quando sei agenti di polizia hanno perquisito la chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e l’ufficio parrocchiale di don Darko Marušić , sacerdote della parrocchia di Perušić Benkovačka. Diversi abitanti del posto hanno assistito a tutto mentre aspettavano davanti alla chiesa che Don Darko guidasse  il funerale di una persona deceduta,  ha riferito Nacional .

    Al posto di don Darko, per salutare il defunto è stato chiamato d’urgenza un prete della parrocchia di Obrovac, e due abitanti di Perušić Benkovački sono stati invitati direttamente ad assistere alla perquisizione dell’ufficio parrocchiale e della chiesa.

    La polizia ha perquisito la chiesa e l’ufficio parrocchiale, ha preso due computer, un portatile, telefoni cellulari e chiavette USB, e poi, davanti ai parrocchiani sotto shock, lo hanno preso in custodia. 

    Arcidiocesi: “Il sacerdote è stato sollevato da ogni incarico” 

    Martedì, cioè sei giorni dopo, quando il caso è arrivato ai media, l’arcidiocesi di Zara ha annunciato il caso vicino a Benkovac.

    “Il dipartimento di polizia competente ha informato l’arcidiocesi di Zara che stava indagando su don Darko Marušić. A causa della delicatezza della situazione, il suddetto sacerdote è stato sollevato da tutti gli incarichi nell’arcidiocesi. Per garantire ulteriore servizio pastorale ai fedeli dell’arcidiocesi di Perušić parrocchia, l’arcidiocesi ha inviato un sacerdote attualmente libero a servire la Santa Messa fino a quando non si troverà una soluzione più definitiva.

    L’Arcidiocesi di Zara sostiene tutte le azioni investigative delle istituzioni competenti. Consapevoli che anche il fondato sospetto di aver commesso un reato contro minori da parte di un sacerdote costituisce sempre un duro colpo per le possibili vittime, per la comunità dei credenti e per la Chiesa intera, esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro rammarico. Incoraggiamo tutte le persone che hanno subito qualsiasi forma di abuso a rivolgersi alle autorità competenti”, ha affermato l’arcidiocesi di Zara.

    https://dnevnik.hr/vijesti/hrvatska/sok-u-dalmaciji-policija-zbog-seksualnog-uznemiravanja-privela-zupnika-prije-sprovoda—869192.html