Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Chiuso il summit sulla pedofilia in Vaticano: Papa francesco prepara un «Motu Proprio»

    Chiuso il summit sulla pedofilia in Vaticano: Papa francesco prepara un «Motu Proprio»

    Il pontefice vuole anche una «task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori»

    Un Motu Proprio di Papa Francesco sulla «protezione dei minori e delle persone vulnerabili, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano». Ad annunciarlo è padre Federico Lombardi, già direttore della sala stampa Vaticana e moderatore del Summit sulla protezione dei minori iniziato mercoledì scorso e che si è concluso oggi, domenica 24 febbraio. Il Motu Proprio è un documento di iniziativa del Papa – il pontefice ne ha già emanati, su diversi temi – non proposto da alcun organismo della Curia Romana.

    Il documento, dice Lombardi, «accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano». E conferma la «pubblicazione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, di un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti». Inoltre il Papa «ha manifestato l’intenzione di favorire la creazione di task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori».

    Una risposta alle critiche piovute sul summit in quest’ultima giornata, soprattutto da parte di alcune vittime e associazioni che continuano a chiedere al Papa non parole, ma denunce e la rimozione dei «vescovi insabbiatori». «Andate in pace, la Chiesa è finita», scrive oggi Francesco Zanardi, presidente di Rete L’abuso e fondatore di Eca Global – Ending Clergy Abuse-Global Justice Project. Zanardi è stato ripetutamente abusato sessualmente da bambino da parte di un sacerdote. Papa Francesco, scrive Zanardi, è «un papa bugiardo, che se onestamente pensasse che la chiesa è vittima, la chiesa stessa denuncerebbe i preti pedofili e si costituirebbe parte civile nei tribunali invece di nasconderli e far sparire i loro dossier». Francesco, continua Zanardi, «chiede alla chiesa di pregare più forte per far sì che non si sentano le grida dei bambini stuprati dai preti cattolici», è l’accusa senza appello per la chiusura di un summit «con un buco nell’acqua».

    Nel suo discorso conclusivo, Papa Francesco parla stamane della «gravità della piaga degli abusi sessuali su minori» come «fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società». Con un dato che emerge dalle statistiche, fotografia di un fenomeno sommerso per la difficoltà a denunciare: «chi commette gli abusi sono soprattutto i genitori, i parenti, i mariti di spose bambine, gli allenatori e gli educatori». E però il mea culpa arriva: «La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica», dice Papa Francesco.

    E, nell’Angelus di oggi, alza poi il tiro: «Abbiamo ascoltato la voce delle vittime, abbiamo pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, abbiamo preso coscienza delle nostre responsabilità, del nostro dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale». Vogliamo, dice Francesco, «che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù».

    Ad alzare il livello del dibattito, in questi giorni, è stata ieri Valentina Alazraki, giornalista decana dei vaticanisti, vera e propria star della tv messicana Televisa. «Se non vi decidete in modo radicale a stare dalla parte dei bambini, delle mamme, delle famiglie, della società civile, avete ragione ad avere paura di noi, perché noi giornalisti, che vogliamo il bene comune, saremo i vostri peggiori nemici. E voi sapete che questi abusi sono stati coperti in maniera sistematica. È l’unico cammino possibile se volete che vi si creda quando dite che nel futuro gli occultamenti non saranno tollerati».

    Nel suo intervento come relatrice al vertice rompe un tabù, nominando Marcial Maciel Degollado, il fondatore messicano dei Legionari di Cristo, davanti ai 190 capi della Chiesa. È il nome di quello che definisce il più grande scandalo della Chiesa: Marcial Maciel Degollado, morto nel 2008, secondo le tantissime testimonianze negli anni ha abusato di giovani seminaristi, è stato autore di violenze su bambini e donne, è stato implicato in attività criminali, Ha avuto dei figli: avrebbe abusato anche di loro. Le denunce, nei suoi confronti, risalgono al 1956.

    La relazione di Valentina Alazraki. YouTube/Vatican News

    «Sono stata testimone di questo triste caso dall’inizio alla fine», dice Valentina Alazraki nel suo intervento di ieri. «Al di là del giudizio morale sui crimini commessi da quell’uomo, che per alcuni è stato una mente malata e per altri un genio del male, vi assicuro che alla base di quello scandalo, che tanto male ha fatto a migliaia di persone, fino a macchiare la memoria di chi ora è santo (Giovanni Paolo II, ndr), c’è stata una comunicazione malata».

    La relazione del cardinale Reinhard Marx. YouTube/Vatican News

    L’altro intervento che ha fatto molto discutere è stato quello del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frisinga e capo della Chiesa tedesca, che per la prima volta denuncia pubblicamente l’amministrazione centrale della Santa Sede accusandola di avere distrutto dossier su preti pedofili. «I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati», dice Marx nella sua relazione. «Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio». Marx è una personalità di peso all’interno della Chiesa: fa parte del C9, il consiglio che aiuta il pontefice nella riforma della curia, ed è conoscitore delle procedure e dei procedimenti, anche per la questione abusi. Quelli, dice nel suo intervento di ieri, stabiliti per perseguire questi reati e che «sono stati deliberatamente disattesi, anzi cancellati o scavalcati». Con il risultato di calpestare i diritti delle vittime e «lasciarli all’arbitrio di singoli individui». Sono «tutti eventi in netta contraddizione con ciò che la Chiesa dovrebbe rappresentare».

  • Pedofilia, Papa e vescovi fanno “mea culpa” sugli abusi

    Pedofilia, Papa e vescovi fanno “mea culpa” sugli abusi

    Eʼ stato uno dei momenti conclusivi del summit in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa

    “Mea culpa” del Papa e dei vescovi sugli abusi perpetrati dai membri del clero. E’ stato questo uno dei momenti conclusivi del summit in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa. “Dio di misericordia, donaci il coraggio di dire la verità e la sapienza per riconoscere dove abbiamo peccato e abbiamo bisogno di misericordia”, sono state infatti le parole di Papa Francesco all’inizio della liturgia penitenziale.

    Dopo l’omelia di mons. Philip Naameh, presidente dei vescovi del Ghana, non manca, tra le pareti affrescate della Sala Regia, una commossa testimonianza sul devastante dramma: “L’abuso, di qualsiasi tipo, è l’umiliazione più grande che un individuo possa subire”, racconta in spagnolo un giovane sopravvissuto.

    Il Pontefice invita ad un esame di coscienza – E Francesco invita tutti all’esame di coscienza: “Per tre giorni ci siamo parlati e abbiamo ascoltato le voci di vittime sopravvissute a crimini che minori e giovani hanno sofferto nella nostra Chiesa. Ci siamo chiesti l’un l’altro: ‘come possiamo agire responsabilmente, quali passi dobbiamo ora intraprendere?’ Per poter entrare nel futuro con rinnovato coraggio, dobbiamo dire, come il figlio prodigo: ‘Padre, ho peccato’. Abbiamo bisogno di esaminare dove si rendono necessarie azioni concrete per le Chiese locali, per i membri delle Conferenze Episcopali, per noi stessi. Ciò richiede di guardare sinceramente alle situazioni creatasi nei nostri Paesi e alle nostre stesse azioni”.

    Le domande da porsi le elenca un vescovo: “Quali abusi sono stati commessi contro minori e giovani dal clero e da altri membri della Chiesa nel mio Paese? Che cosa so delle persone che nella mia diocesi sono state abusate e violate da preti, diaconi e religiosi?”. E ancora: “Come nel mio Paese la Chiesa si è comportata con quanti hanno subito violenze di potere, di coscienza e sessuali? Quali ostacoli abbiamo messo nel loro cammino? Li abbiamo ascoltati? Abbiamo cercato di aiutarli? Abbiamo cercato giustizia per loro?”.

    Altri interrogativi: “Nella Chiesa del mio Paese, come ci siamo comportati con vescovi, presbiteri, diaconi e religiosi accusati di violenze carnali? Come, nei riguardi di coloro i cui crimini sono stati appurati? Che cosa ho fatto di persona per impedire le ingiustizie e garantire la giustizia? Che cosa ho trascurato di fare?”.

    Si va avanti: “Nei nostri Paesi, quale attenzione abbiamo prestato alle persone la cui fede è stata scossa, che hanno sofferto e sono state indirettamente ferite da questi terribili fatti? Esistono delle forme di aiuto per le famiglie e i parenti delle vittime?”. Infine: “Quali passi abbiamo intrapreso nei nostri Paesi per impedire nuove ingiustizie?”.

    Il drastico “mea culpa” – La confessione delle colpe, inframmezzata dai “Kyrie, eleison” (Signore, pietà), al termine è drastica: “Confessiamo che vescovi, presbiteri, diaconi e religiosi nella Chiesa hanno commesso violenze nei confronti di minori e di giovani e che non siamo riusciti a proteggere coloro che avevano maggiormente bisogno della nostra cura. Confessiamo che abbiamo protetto dei colpevoli e abbiamo ridotto al silenzio chi ha subito del male. Confessiamo che non abbiamo riconosciuto la sofferenza di molte vittime e non abbiamo offerto aiuto quand’era necessario. Confessiamo che spesso noi vescovi non siamo stati all’altezza delle nostre responsabilità”.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/pedofilia-papa-e-vescovi-fanno-mea-culpa-sugli-abusi_3193462-201902a.shtml

  • Pedofilia, migliaia di casi di abusi nella Chiesa

    Pedofilia, migliaia di casi di abusi nella Chiesa

    Sono migliaia i casi di abusi sessuali su minori commessi in tutto il mondo da uomini di Chiesa. Statistiche complessive e aggiornate non ne esistono, ma mons. Charles Scicluna, già «promotore di giustizia» della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha annunciato oggi al briefing sui lavori del summit sulla Protezione dei minori, che la Congregazione sta lavorando all’elaborazione di un dossier statistico che dovrebbe essere diffuso «nei prossimi mesi» accompagnato da note di contesto.

    Nel giugno 2009 il cardinale Claudio Hummes, prefetto per il Clero dichiarò al settimanale cattolico spagnolo Vida Nueva che «la Chiesa non può chiudere gli occhi di fronte ai casi di pedofilia tra i propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere quattro preti su cento», rettificando quanto detto il 5 gennaio 2008 all’Osservatore Romano, cioè che tra i sacerdoti «neppure l’1% ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale».

    Nel settembre del 2009 l’arcivescovo Silvano Tomasi, allora osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, dichiarò al Consiglio dei Diritti Umani che, stando alle ricerche interne, nel clero cattolico solo tra l’1,5% e il 5% era coinvolto in abusi sessuali su minori. Per Scicluna, tali stime sarebbero sovradimensionate rispetto al numero delle denunce di chierici accusati di abusi pervenute dalle singole diocesi all’ex Sant’Uffizio negli anni 2001-2010: esse avrebbero coinvolto circa 3.000 sacerdoti, dei quali propriamente pedofili circa un decimo.

    Secondo i dati della Chiesa cattolica a fronte di una popolazione media di circa 440.000 membri del clero nel mondo, i chierici colpevoli di abusi su minori risulterebbero all’incirca lo 0,67%, dei quali propriamente pedofili lo 0,067%. Tra le varie vicende «nazionali», spiccano alcuni dossier. Il più clamoroso rimane ancora oggi quello della diocesi di Boston, sollevato a partire dal 2002 dalla stampa: 600 articoli, 1.000 casi di bambini vittime di abusi sessuali e psicologici, 70 preti pedofili, e un cardinale nel mirino, lo scomparso Bernard Francis Law, «riparato» in Vaticano nel 2004 come arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore. La vicenda è stata raccontata dal film premio Oscar Spotlight.

    L’anno scorso, invece, il gran giurì della Pennsylvania ha certificato a partire dagli anni ’40 più di 300 preti abusatori e oltre mille vittime, oltre a coperture sistematiche che hanno portato alle dimissioni del cardinale di Washington Donald Wuerl. Inchieste analoghe sono partite in una quindicina di Stati Usa.

    In Irlanda, negli anni, due indagini indipendenti governative che hanno scoperchiato il sistema di omertà: il rapporto Ryan ha raccolto oltre 2.500 testimonianze di violenze e abusi su minori nelle scuole, nei seminari, nelle parrocchie cattoliche tra il 1930 e la fine degli anni Settanta, e il rapporto Murphy che ha puntato lo zoom sulla diocesi di Dublino, inquadrata dal 1975 al 2004. Conclusione: di fronte alle denunce di abusi presentate dalle vittime o dalle famiglie, i vertici della Chiesa cattolica, anziché intervenire contro i colpevoli, hanno alzato un muro di silenzio. Il caso ha costretto Benedetto XVI, nel 2010, a una storica lettera di scuse al popolo irlandese.

    Fa ancora discutere il caso di Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, condannato dall’ex
    Sant’Uffizio alla rinuncia del ministero pubblico e a una vita riservata il 19 maggio 2006, dopo un’indagine durata più di un anno, ma con denunce che risalivano già al 1956 sulla sua doppia e tripla vita, con abusi anche sui figli naturali. Un caso in cui hanno pesato le forti protezioni di cui il messicano Maciel godeva in Vaticano nell’era di San Giovanni Paolo II.

    Papa Francesco si è dovuto confrontare con la grave situazione della Chiesa cilena, dove il caso di Fernando Karadima, sacerdote e abusatore seriale, è stato paragonato a un secondo caso Maciel. Dopo una prima sottovalutazione del caso, il Papa ha ordinato una nuova inchiesta, sia sugli abusi che sulle relative coperture da parte di vescovi, a conclusione della quale ha spretato Karadima e ricevuto le dimissioni in blocco dell’intero episcopato cileno.

    Un quadro esaustivo della situazione in Germania lo ha dato uno studio pubblicato nel settembre scorso e commissionato dalla stessa conferenza episcopale del Paese: 3.677 minori sono stati coinvolti in casi di abuso da parte dei sacerdoti in un arco temporale di quasi settant’anni, dal 1946 al 2014. In tutto sono 1.670 i sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di bambini che nella metà dei casi avevano meno di 13 anni.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_chiesa_abusi-4315377.html

  • Chi è il cardinale McCarrick che il Papa ha spretato per pedofilia

    Chi è il cardinale McCarrick che il Papa ha spretato per pedofilia

    Molestò un ragazzino durante la confessione. Negli Anni 90 si parla di abusi su seminaristi e ragazzi della sua diocesi. Ma Giovanni Paolo II lo fece porporato, ora Francesco lo ha ridotto a laico.

    Colpevole di pedofilia e spretato. Secondo un bollettino della sala stampa di città del Vaticano il 13 febbraio 2019 il congresso della Congregazione per la dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale che dichiara colpevole Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, accusato di abusi sui bambini. Papa Francesco «ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge» della decisione di ridurre il prelato allo stato laicale: catalogando definitivamente il caso dell’arcivescovo tra le res iudicata cioè non soggetta a ulteriore ricorso. Questo significa con tutta probabilità che per lui non ci sarà carcere, ma forse un centro di cura. «In data 11 gennaio 2019», è scritto nel bollettino, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale [….] con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale». E ancora: «Il 13 febbraio 2019 la Sessione Ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del Congresso. Questa decisione è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019». Nell’estate del 2018 Theodore McCarrick è stato rimosso dal ministero pubblico e si è poi dimesso dal collegio cardinalizio. Il suo è uno dei casi più gravi di abusi e pedofilia nella Chiesa e ha creato un vero e proprio terremoto tra i fedeli negli Stati Uniti.

    La riduzione allo stato laicale è la massima pena nel diritto canonico. Del resto i reati di cui l’arcivescovo è colpevole sono gravi e ripetuti nel tempo. Negli anni 70, secondo la denuncia che ha portato al processo, molestò un ragazzino di undici anni durante la confessione quando ancora era prete a New York. Questa denuncia ha portato nell’estate del 2018 a essere rimosso da ogni carica pubblica, ma solo una volta che era diventata pubblica e non quando era stata ricevuta. In ogni caso è da vent’anni che girano rumor sulle abitudini sessuali dell’arcivescovo della capitale Usa. Le richieste di prestazioni sessuali da parte del cardinale avrebbero coinvolto anche ragazzi del seminario e delle famiglie della sua diocesi. A nominarlo all’arcidiocesi di Washington fu Papa Wojtila, assai poco sensibile nei confronti della pedofilia, – basti ricordare il suo rapporto coi Legionari di Cristo il cui leader fu riconosciuto come pedofilo – che lo scelse anche come cardinale. Nella storia della Chiesa è appena la seconda volta che un cardinale viene sporporato.

  • New Jersey, la lista di duecento sacerdoti accusati di abusi sessuali

    New Jersey, la lista di duecento sacerdoti accusati di abusi sessuali

    I vescovi del New Jersey si sono riuniti questo mercoledì e hanno nominato duecento preti accusati credibilmente di aver abusato sessualmente dei bambini

    I vescovi cattolici del New Jersey hanno divulgato i nomi di duecento preti accusati credibilmente di aver abusato sessualmente di alcuni bambini mentre ricoprivano cariche sul territorio americano tutti contenuti in una lista

    Una lista di duecento nomi divulgata dai vescovi cattolici del New Jersey che contiene i dati di chi ha abusato sessualmente dei bambini sul territorio, è soltanto l’ultima delle divulgazioni che la Chiesa cattolica sta attuando in questo periodo per riuscire a contrastare il fenomeno dell’abuso sessuale sui minori. Le diocesi e congregazioni di tutto il paese stanno infatti agendo, riferisce il New York Times, affinché quest’emorragia di abusi possa essere bloccata. Purtroppo però i nomi contenuti all’interno di questo documento appartengono a sacerdoti oramai deceduti, oppure le accuse sono di decenni fa e ad oggi spesso queste figure sono state già isolate dalla Chiesa stessa.

    Tra i nomi compare quello di Theodore McCarrick, uno dei primi cardinali ad essere stato scoperto e accusato di abusi sessuali dal Procuratore Generale del New Jersey. Fu la stessa testata del New York Times a far partire le indagini sul cardinale, che aveva avuto una florida carriera all’interno della Chiesa essendo stato ordinato vescovo nel 1977 e successivamente cardinale dopo appena un anno nel 1978. Le accuse qualche anno fa furono terribili, avrebbe attuato pratiche omosessuali con adulti e su minori in particolare tra gli anni 1994 e 2008. I vescovi non avevano agito, nonostante i numerosi rapporti che avevano ricevuto su presunte pratiche sessuali con i giovani del seminario. Il 27 luglio è stato disposta la sospensione da qualsiasi esercizio di pubblico servizio direttamente da Papa Francesco, dopo che McCarrick ha rassegnato le sue dimissioni dal Collegio Cardinalizio.

    La mossa dei vescovi del New Jersey è stata seguire i loro “colleghi”, che in questo periodo stanno iniziando a tirare fuori i nomi di tutti i sacerdoti, o comunque gli appartenenti alla Chiesa, accusati di aver abusato sessualmente di minori.

    La lista è stata pubblicata questo mercoledì ed è vista come un fallimento da parte del cardinale del Newark Joseph W. Tobin che ha gridato al “Tradimento” nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. I nomi abbracciano tutte e cinque le diocesi del New Jersey.

    “Chiedo scusa“, si apre così la lettera del cardinale di Newark che accompagna i nomi dei 63 preti accusati di abusi all’interno della sua arcidiocesi. In molti però non hanno risposto positivamente a queste liste che si vanno pubblicando in tutti gli Stati Uniti. Infatti, secondo alcuni non ha senso riportare i nomi dei sacerdoti dopo anni e anni che sono avvenuti i fatti. È come riportare qualcosa senza darne effettivamente risposta. Quindi altri duecento nomi si vanno ad aggiungere ai 3.600 che custodisce lo studio legale che si sta occupando dei casi di abuso nel New Jersey, Jeff Anderson and Associates.

    Purtroppo c’è ancora moltissimo lavoro da fare, soprattutto perché spesso non sono stati riportate le tipologie di abusi oppure la storia lavorativa di ogni singolo sacerdote. Questo non soddisfa l’opinione pubblica che si dimostra sempre più sconcertata, ogni giorno vengono aggiunti nomi che arrivano da tutti gli stati Usa e che vanno a sommarsi nel mare dei nominativi di sacerdoti che hanno compiuto abusi sessuali sui minori.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/new-jersey-lista-duecento-sacerdoti-accusati-abusi-sessuali-1645251.html

  • Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Abusi del clero, l’Onu: rifate il Concordato

    Le Nazioni unite chiedono al nostro Paese di istituire una Commissione sulle violenze commesse dai sacerdoti. E invocano una modifica ai Patti Lateranensi per rendere obbligatorie le denunce

    di Giorgio Gandola

    Mossa senza precedenti dell’Onu sui casi di violenza perpetrati da sacerdoti. Le Nazioni unite ritengono che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta  per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso, e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa, in sostanza, modificare il Concordato.

    “Insabbiatori di sterco”. Così, con una frase che equivale a una sentenza senza appello, papa Francesco aveva definito i vescovi che insabbiano gli abusi sessuali del clero, i sacerdoti che sollevano i tappeti delle diocesi e ci infilano sotto la polvere, concentrati solo sull’immagine dell’istituzione e pronti a sacrificare sull’altare della reputazione il dramma delle vittime.

    Da domani gli insabbiatori di sterco italiani, di fronte ai quali lo stesso Pontefice in alcuni casi ha preferito alzare una cortina di nebbia, avranno un problema in più: l’Onu ritiene che il nostro Paese debba istituire una Commissione d’inchiesta per esaminare i casi di abusi sui bambini da parte di personale religioso e soprattutto ha chiesto allo Stato che venga resa obbligatoria anche da parte dei preti la denuncia dei presunti abusi alle autorità di polizia. Il che significa in sostanza modificare il Concordato.

    La novità è significativa e mostra un cambio di passo dell’organizzazione mondiale: non riuscendo a far breccia fra le mura vaticane, si rivolge direttamente all’Italia, ne sottolinea l’inadempienza, l’incedere distratto davanti a una tragedia dai numeri sconvolgenti (700 casi certificati, con nomi e cognomi, negli ultimi 15 anni) e chiede a voce alta nuove regole, nuovi organismi per farle rispettare. Tutto è partito dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con sede a Ginevra, dove l’anno scorso era stato ospitato un convegno mondiale sugli abusi del clero, proprio nel periodo della visita pastorale di papa Francesco in Svizzera.

    Davanti a un uditorio planetario il presidente di Rete L’Abuso, Francesco Zanardi, era stato invitato a raccontare la vicenda del ragazzo di Rozzano abusato da un sacerdote della diocesi di Milano (condannato in primo grado a sei anni e otto mesi), che nell’immediatezza del reato fu semplicemente spostato in un’altra parrocchia – sempre a contatto con adolescenti – dall’allora vicario episcopale, Mario Delpini, e dal responsabile per la formazione dei preti, Pierantonio Tremolada, nominati successivamente arcivescovo di Milano e vescovo di Brescia. Una storia che fece scalpore, anche perché il dossier e le lettere della famiglia della vittima erano stati protocollati dalla segreteria del Santo Padre, a conoscenza del dramma fin nei dettagli più scabrosi.

    Le due richieste allo Stato italiano da parte dell’Onu sono la reazione a quella narrazione e alle altre numerose denunce pervenute, di fronte alle quali l’organizzazione mondiale ha espresso “preoccupazione anche per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”. Così, ecco l’invito a istituire innanzitutto una Commissione d’inchiesta “indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica”. La commissione dovrebbe fungere da catalizzatore di casi insabbiati, spariti nelle maglie della burocrazia, sui quali l’autorità pubblica non riesce a fare luce e che le famiglie non sono in grado di gestire con serena determinazione.

    Ma è la seconda richiesta a costituire una novità che potrebbe diventare dirompente, quella di “rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza sui minori alle autorità competenti”. È quell’obbligo di denuncia caposaldo in molti Paesi occidentali ma non in Italia, dove in seguito ai Patti Lateranensi vige da parte del clero (vescovi e cardinali in primis) “il codice del silenzio imposto a tutti i religiosi sotto pena di scomunica”.

    Per il Vaticano ogni denuncia sarebbe una violazione al sacramento della confessione. Così, nonostante le parole di papa Francesco (precedute da quelle di papa Benedetto XVI e papa Giovanni Paolo II), poco è stato fatto nella direzione della trasparenza e della denuncia. Già nel 2014 gli abusi dei sacerdoti erano finiti sotto la lente del Comitato Onu contro la tortura, anche aveva chiesto che il Vaticano avviasse una piena collaborazione con le autorità civili. La richiesta fu un fallimento perché, si legge in un dossier delle Nazioni Unite “la Santa Sede non ha riconosciuto l’entità dei crimini commessi, non ha preso le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sui bambini, e ha adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione dell’abuso e all’impunità”.

    Così si arriva di fatto alla richiesta di modificare il Concordato per proteggere i minori. “Ora tocca al governo muovere passi determinanti, lo Stato non può più dire di non sapere perché adesso c’è un documento”, sottolinea Zanardi, numero uno di Rete l’Abuso. E il senatore del Movimento 5 stelle, Matteo Mantero, è pronto a tenere alta l’attenzione con un’interpellanza. Per gli insabbiatori, i conniventi e gli ignavi il mantra “silenzio e preghiera” rischia di non reggere più.

    (trascrizione da La Verità del 12 febbraio 2019)

  • Pedofilia, 152 sacerdoti sospesi negli ultimi 9 anni

    Pedofilia, 152 sacerdoti sospesi negli ultimi 9 anni

    «Alcuni di questi preti delinquenti sono in prigione, altri sono stati sospesi dal loro ministero sacerdotale», ha affermato il presidente della Conferenza episcopale messicana

    CITTÀ DEL MESSICO – Almeno 152 sacerdoti, accusati di pedofilia, sono stati sospesi dalle loro funzioni negli ultimi nove anni in Messico: lo ha reso noto il presidente della Conferenza episcopale messicana (Cem), l’arcivescovo Rogelio Cabrera.

    Il religioso, che si sta preparando a riferire in merito al Vaticano, ha detto che parteciperà al vertice contro gli abusi sessuali sui minori in programma a Roma e per il quale porterà in valigia un voluminoso dossier sull’argomento.

    «Alcuni di questi preti delinquenti sono in prigione, altri sono stati sospesi dal loro ministero sacerdotale», ha affermato Cabrera.

    I casi di preti detenuti per pedofilia stanno diventando sempre più frequenti nel Paese. Proprio lo scorso dicembre è stato arrestato per abuso su un minore un prete di 42 anni, identificato solo come Flavio, che svolgeva le funzioni nel Tempio Maria Madre e Regina delle Nostre Famiglie, nella città centrale di Aguascalientes.

    Nel marzo 2018 si è invece avuta la prima condanna per pedofilia nei confronti di un sacerdote a Città del Messico.

    https://www.tio.ch/dal-mondo/cronaca/1351796/pedofilia-152-sacerdoti-sospesi-negli-ultimi-9-anni?mr=1&ref=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F&mr=1&ref=

  • Lettera aperta al Card. Gualtiero Bassetti – da parte delle vittime di “serie B”

    Lettera aperta al Card. Gualtiero Bassetti – da parte delle vittime di “serie B”

    Buongiorno,

    è passato ormai più di un mese da quando Le abbiamo scritto una lettera (inviata con raccomandata e ricevuta di ritorno) anticipata via mail il giorno 24.12.2018 (di cui abbiamo anche ricevuta di lettura).

    Questo era il contenuto della lettera:

    “Scriviamo direttamente a lei, nella speranza che voglia cogliere l’invito di qualche giorno fa che Papa Francesco ha inviato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali ad incontrare le vittime di abusi sessuali, in preparazione dell’incontro del prossimo febbraio sullo specifico tema degli abusi.

    Alcuni di noi le hanno già scritto più volte in copia conoscenza attraverso lettere scritte a Papa Francesco, per le quali non è stata ricevuta alcuna risposta. Ci rivolgiamo quindi a lei nella speranza di vedere accolta la nostra richiesta di essere ricevuti, ritenendo autentico e sincero il desiderio della gerarchia della chiesa di voler ascoltare le vittime.

    Gli inutili proclami e relative scuse non sortiscono più alcun effetto positivo se non sono mai seguite da azioni concrete in riparazione ai gravissimi danni arrecati a tante vittime e al loro contesto familiare.

    Attendiamo una sua gradita risposta nella speranza che non voglia sottrarsi l’invito del Papa e alla nostra disponibilità nel fornire un contributo che riteniamo utile in preparazione dell’evento: le aspettative di tutto il modo sono altissime proprio per l’attuale e sempre più disattesa “Tolleranza Zero”.

    All’incontro che auspichiamo possa avvenire al più presto, sarà presente una rappresentanza del Comitato di Vittime & Famiglie cattoliche dell’Associazione Rete L’ABUSO.

    In attesa di incontrarla le rivolgiamo i nostri più sinceri auguri per un Buon Natale

    Comitato Vittime&Famiglie Rete L’ABUSO”

    È trascorso più di un mese e non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

    Nel frattempo le abbiamo scritto altre due volte per mail (sempre ricevendo ricevuta di lettura), una il 23 gennaio 2019:

    “Buonasera,
    non avendo ricevuto alcun riscontro all’offerta di poter fornire il proprio contributo all’incontro di febbraio, ovvero alla nostra disponibilità ad essere ricevuti dal Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, prima di tale data, Rete L’ABUSO ha preparato una Campagna di consapevolezza che verrà proposta, in puntate settimanali, con filmati e spunti di riflessione.

    Papa Francesco non perde occasione per ricordare l’importanza di ascoltare e incontrare le vittime: ecco, questo è il nostro contributo. Ricordiamo che la maggior parte delle vittime fa parte del “Popolo di Dio”.
    Questi sono i primi due link, preparati dalla Redazione in collaborazione con il Comitato Vittime & Famiglie, a cui faranno seguito invii settimanali, auspicando che possano essere utili.
    http://retelabuso.org/2019/01/20/la-realta-inconfessabile-abusi-sessuali-sui-minori-21-24-febbraio-2019-incontro-mondiale-dei-vertici-della-chiesa/
    http://retelabuso.org/2019/01/21/la-realta-inconfessabile-parte-prima-i-genitori-devono-sapere/
    Si rinnova comunque la disponibilità per un incontro
    Il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)”

    E la seconda il 30 gennaio:

    “Buonasera,
    non avendo ricevuto alcun riscontro all’offerta di poter fornire il proprio contributo all’incontro di febbraio, ovvero alla nostra disponibilità ad essere ricevuti dal Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, prima di tale data, Rete L’ABUSO prosegue con l’invio della “Campagna di consapevolezza” che verrà proposta, in puntate settimanali, con filmati e spunti di riflessione.

    Papa Francesco non perde occasione per ricordare l’importanza di ascoltare e incontrare le vittime: ecco, questo è il nostro contributo. Ricordiamo che la maggior parte delle vittime fa parte del “Popolo di Dio”.
    Proponiamo qui la seconda puntata:
    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webp2019/01/28/la-realta-inconfessabile-parte-seconda-molti-nella-gerarchia-sanno-ma-preferiscono-lambiguita/
    Questi invece sono i primi due link,già inviati la scorsa settimana, preparati dalla Redazione in collaborazione con il Comitato Vittime & Famiglie, a cui faranno seguito altri invii settimanali, auspicando che possano essere utili.
    http://retelabuso.org/2019/01/20/la-realta-inconfessabile-abusi-sessuali-sui-minori-21-24-febbraio-2019-incontro-mondiale-dei-vertici-della-chiesa/
    http://retelabuso.org/2019/01/21/la-realta-inconfessabile-parte-prima-i-genitori-devono-sapere/
    Si rinnova comunque la disponibilità per un incontro
    Il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)”

    NESSUNA RISPOSTA! …e le persone in indirizzo, oltre al card. Bassetti, erano altre sette…

    Sarebbero bastate due righe di cortese rifiuto. Sarebbero bastati i saluti di un qualunque segretario che ringraziava per la disponibilità ma faceva sapere che il Card. Bassetti, magari troppo occupato, aveva già scelto “altre” vittime meno “scomode” perché anonime, non appartenenti ad una Associazione… altre vittime magari più degne di essere ricevute perché vittime di un reato già caduto in prescrizione e quindi non “pericolose”… ALTRE VITTIME, quelle di “Serie A”.

    Difficile, per noi, pensare che sia credibile il Vostro continuo parlare di attenzione alle vittime, di ascolto, di vicinanza. La realtà è tristemente un’altra.

    Attendiamo febbraio. Fiduciosi? Questo dipende da Voi.

    Il Comitato Vittime & Famiglie della Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)

    Il 20 febbraio 2019 arriva la tanto attesa risposta  Bassetti 1 – Bassetti 2

  • Il “GIALLO” delle vittime italiane

    Il “GIALLO” delle vittime italiane

    “Durante il convegno, per ragioni di tempo e logistiche, non saranno molte le vittime che potranno essere ascoltate; proprio per questo il Santo Padre ha chiesto, nella lettera d’invito – lo abbiamo ribadito – che tutti i partecipanti debbano aver incontrato vittime di abuso già prima, nel Paese di provenienza. Questo è importante in sé per ascoltare, per essere sensibilizzati, per essere preparati bene per ricevere il messaggio che uscirà dall’incontro. Ma è importante anche perché così si rendono conto ancora di più che questo fenomeno non è una questione presente solo nel mondo centro-europeo e nordamericano: questa è una realtà – purtroppo – presente in tutti i Paesi e in tutti i continenti. E il Santo Padre ha sottolineato che questo è il compito principale dei pastori: di essere vicini alle persone che ne hanno più bisogno.”

    Parola di padre Hans Zollner, referente del Comitato organizzatore dell’incontro di febbraio su “La protezione dei minori nella Chiesa”.

    Come si può conciliare questa dichiarazione, apparsa oggi 23 gennaio 2019 sul sito vaticannews.va, con l’assordante silenzio del Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, rispetto alla disponibilità delle vittime italiane di essere ricevute?

    Addirittura il Comitato Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO ha anticipato il card. Bassetti, non ha atteso che “si mettesse a cercare qualche vittima” o che fosse costretto a dichiarare che non aveva fatto in tempo a convocare qualche vittima o che le vittime da lui convocate magari non avevano accettato l’invito…

    Le vittime cattoliche della Rete L’ABUSO hanno fatto il primo passo, hanno colto l’invito del Papa ben espresso nella LETTERA AL POPOLO DI DIO dove si richiama ciascuno all’impegno personale e comunitario per sradicare la terribile piaga della pedofilia clericale: “Tutto ciò che si fa per sradicare la cultura dell’abuso dalle nostre comunità senza una partecipazione attiva di tutti i membri della Chiesa non riuscirà a generare le dinamiche necessarie per una sana ed effettiva trasformazione”.

    Il tempo passa, le vittime attendono… il 21 febbraio arriva… cosa dirà il card. Bassetti a Papa Francesco rispetto al suo incontro con le vittime prima del meeting? Dirà di averle incontrate? Quali vittime? Rigorosamente anonime? Dirà di aver ignorato la disponibilità delle vittime cattoliche della Rete L’ABUSO?

    E come si declinano nella realtà italiana le parole di padre Zollner “questo è il compito principale dei pastori: di essere vicini alle persone che ne hanno più bisogno”?

    Sono ennesime belle parole cui non fanno seguito azioni concrete?
    Le vittime sono “concrete”… sono persone vere!
    Il Comitato Vittime & Famiglie della Rete L’ABUSO (vittime&famiglie@retelabuso.org)

  • La realtà inconfessabile! “ABUSI SESSUALI SUI MINORI” 21-24 Febbraio 2019 INCONTRO MONDIALE DEI VERTICI DELLA CHIESA

    La realtà inconfessabile! “ABUSI SESSUALI SUI MINORI” 21-24 Febbraio 2019 INCONTRO MONDIALE DEI VERTICI DELLA CHIESA

    Rete L’ABUSO presenta una campagna di consapevolezza in previsione dell’incontro di febbraio 2019 che si terrà in Vaticano con il Santo Padre e con tutti i Vescovi e Cardinali presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, sul tema degli abusi sessuali nel clero

    I GRANDI: PONTIFICANO E DECIDONO STRATEGIE
    I PICCOLI, LE VITTIME: SEMPLICEMENTE INDESIDERATE

    UN PERCORSO CRITICO COSTRUTTIVO PER AFFRONTARE LA REALTA’ – PER GUARDARE GLI AVVENIMENTI ANCHE CON GLI OCCHI DI CHI HA VISSUTO GLI ABUSI SUBENDOLI – PER NON ACCONTENTARSI DI QUELLO CHE VOGLIONO FAR CREDERE CON I PROCLAMI – PER DARE VOCE ANCHE AGLI INDESIDERATI – PER FAR SAPERE AL MONDO, E ANCHE AI VESCOVI, I QUALI FANNO FINTA DI VOLER INCONTRARE LE VITTIME (NONOSTANTE L’ESORTAZIONE DI PAPA FRANCESCO PROPRIO PER LA PREPARAZIONE DELL’EVENTO) MA CHE, NELLA REALTA’ DEI FATTI, NON HANNO NESSUNA REALE INTENZIONE DI RICEVERLE.

    TUTTO CIO’ CHE VORREBBERO NON FAR SAPERE E TUTTO CIO’ CHE I MEDIA “NON POSSONO SVELARE”.

    Papa Francesco ha convocato a Roma i Presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, dal 21 al 24 febbraio 2019, per affrontare il dramma della pedofilia clericale. A questo incontro non è prevista la partecipazione delle Associazioni che, nel mondo, assistono le vittime dei preti pedofili.

    Il Comitato organizzatore di questo evento ha chiesto ai Vescovi di incontrare le vittime prima di febbraio, e ha distribuito un questionario da compilare, il contenuto di quest’ultimo finora non è stato divulgato.

    Il Comitato di Vittime & Famiglie dell’Associazione Rete L’ABUSO ha scritto al card. Bassetti, Presidente della CEI, offrendo la propria disponibilità ad essere incontrati, come piccola delegazione, in rappresentanza delle numerose vittime seguite dall’Associazione.

    Non avendo ricevuto alcun riscontro all’offerta di poter fornire il proprio contributo, né come associazione o delegazione, né come singole vittime che, più volte, hanno scritto anche personalmente chiedendo di incontrare il Santo Padre o i Cardinali e Vescovi organizzatori, in attesa dell’evento di febbraio Rete L’ABUSO ha preparato una campagna di consapevolezza che verrà proposta, in puntate settimanali, con filmati e spunti di riflessione.

    I filmati proposti, della durata di circa 10 minuti, saranno di volta in volta pubblicati ed indirizzati anche, per conoscenza, alla Santa Sede, con l’auspicio che la stessa voglia fornire una sua riflessione, ma saremo ben lieti di ricevere commenti da parte di chiunque voglia fornire il suo contributo costruttivo.

    Per comprendere meglio e concretamente i diversi risvolti del fenomeno, e soprattutto la modalità sistematica nella gestione degli abusi, verrà analizzato un caso concreto attuale italiano ben documentato, come esempio ed emblema di tantissime altre vicende. L’osservatorio privilegiato e puntuale dell’associazione che raccoglie centinaia di testimonianze, consente di affermare, purtroppo con estrema cognizione di causa, che l’esempio proposto, di fatto, costituisce nella sostanza la prassi consolidata.

    Riteniamo che sia importante ed essenziale, per poter adottare misure di prevenzione efficaci e contrastare veramente il dilagarsi del fenomeno, conoscere a fondo la dura realtà, la criminale prassi diffusa in tutto il mondo, scelta, adottata, consolidata e insabbiata a tutti i livelli della gerarchia.

    • Il fatto stesso che si tenda a minimizzare e non voler affrontare seriamente la questione prendendo consapevolezza della cruda realtà, senza veli, senza ipocrisie…
    • Il fatto stesso che i proclami non corrispondano in alcun modo, neanche lontanamente, a ciò che poi si attua…
    • Il fatto stesso che i vescovi responsabili di insabbiamenti e coperture palesi, e pubblicamente dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio (come nel caso di esempio analizzato in questa campagna di consapevolezza), non solo non vengano in alcun modo rimossi ma bensì promossi o, addirittura, in altri casi incaricati di individuare le soluzioni adeguate per contrastare tali crimini…
    • Il fatto stesso che ancora oggi assistiamo a situazioni spregiudicate ed incredibili, oltre che estremamente opposte alla tanto proclamata “tolleranza zero”: pur di non affrontare la realtà alcuni Cardinali persino invocando l’immunità diplomatica, si sottraggono al giudizio dei tribunali civili, come il caso recentissimo della Santa Sede che ha richiesto per il Cardinale Ladaria. Il paradosso sfacciatamente ostentato è addirittura costituito dal fatto che il Cardinale Ladaria è l’attuale prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, potentissimo organo ecclesiale che, teoricamente, è preposto per giudicare i Vescovi che commettono proprio questo tipo di reati… o ancora il Cardinale Barbarin rinviato a giudizio presso il Tribunale civile francese proprio nel medesimo procedimento, il quale ha invocato la prescrizione dei reati a lui contestati, rivendicando la corresponsabilità del Cardinale Ladaria, a cui si era rivolto per avere disposizioni circa la decisione di denunciare o insabbiare diversi casi di abusi, Cardinale per il quale appunto il Santo Padre ha invocato l’immunità diplomatica in virtù dei diversi concordati tra Stato e Chiesa.
    • Il fatto stesso che delle centinaia di vittime italiane seguite dall’Associazione, nessuna sia stata contattata per incontrare il Presidente della CEI, RITENIAMO SIA UN PESSIMO PRELUDIO ALLA SERIETA’ DELL’INIZIATIVA CHE, VICEVERSA, E’ STATA TANTO ELOGIATA DAI MEDIA.

    Come si declina quindi la tanto proclamata “TOLLERANZA ZERO” di Papa Francesco?

    Tolleranza Zero è “immunità diplomatica”?

    Tolleranza Zero è “prescrizione dei reati”?

    Tolleranza Zero è farla franca costi quel che costi?

    Cosa dovrebbe cambiare dopo febbraio rispetto alle decisioni prese fino a pochi giorni fa dagli stessi promotori dell’evento?

    Tolleranza Zero fino ad ora non è altro che una gigantesca ipocrisia!

    Le vittime si aspettano fatti non tante ipocrite parole con tanto di speculazione mediatica sulla loro sofferenza.

    Il filo conduttore di questa Campagna di consapevolezza sarà una LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO scritta dai familiari della vittima e pubblicata on-line sul Fatto Quotidiano in data 19.10.2018, lettera che finora ad ora, come tutte le innumerevoli precedenti non ha sortito alcuna risposta o commento da parte della Santa Sede.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/19/alessandro-battaglia-la-prova-e-in-una-lettera-papa-francesco-sapeva-degli-abusi-ora-rimuova-mons-delpini-che-lo-copri/4705606/

    Le cinque tappe della riflessione proposta, che in qualche modo cercano di stimolare e raggiungere i vescovi che parteciperanno all’evento affrontano i seguenti temi:
    PEDOFILIA NEL CLERO: ULTIMO APPELLO PER PAPA FRANCESCO