Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Viterbo – Sacerdoti con l’ossessione del sesso.

    Iniziano a essere davvero tanti i religiosi arrestati negli ultimi cinque mesi per reati connessi al sesso. Da gennaio a maggio si contano almeno nove sacerdoti finiti in manette.

    Accuse pesantissime: violenza sessuale, sfruttamento di minori, prostituzione minorile, detenzione di materiale pornografico con minore, omicidio.

    L’ultimo prete finito agli arresti è il parroco di Montecalvello e Vallebona, don Dino. Lui per il sesso aveva una vera un ossessione, come risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. Non solo comprava per pochi spicci il sesso da ragazzini rom alla stazione Termini, ma scriveva romanzi pornografici e nella sua casa di Fiumicino nascondeva un mega archivio di foto porno con minori. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora. Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile.

    Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali.

    La maggior parte degli arrestati sembra essere ossessionata da minori e bambini. Sono uno di loro, padre Graziano, è in carcere  per l’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia.

    I reati parlano di molestie consumate negli oratori, posti dove le famiglie mandano i loro bambini a fare catechismo e a giocare.

    La lista dei sacerdoti con l’ossessione del sesso non fa differenza geografica. Si va da Nord a Sud senza tralasciare le isole.

    Il 2 gennaio finisce agli arresti Alessandro De Rossi, sacerdote di 46 anni, adesso parroco di una chiesa ai Parioli, a Roma. L’accusa è di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina.

    L’11 gennaio un sacerdote originario della provincia di Agrigento, Camillo Sessa, di 50 anni, è stato arrestato a Napoli dal nucleo tutela minori della polizia municipale per abuso sessuale su minore. Il prete sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, a Napoli.

    Il 23 aprile ad Arezzo padre Graziano viene arrestato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia.

    Il 24 aprile a Vercelli viene arrestato don Massimo Iuculano, sacerdote salesiano, accusato di violenza sessuale su minori.

    Sempre il 24 aprile a Foggia è finito in manette Giovanni Trotta. L‘ex sacerdote è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’uomo è anche accusato di produzione di materiale pornografico attraverso rappresentazioni di pornografia minorile e distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del ragazzino.

    Il 6 maggio don Pascal Manca, parroco di Villamar (Sassari), è arrestato dai carabinieri con l’accusa di abusi sessuali su minori. A Brindisi il 20 maggio finisce in manette con l’accusa di violenza sessuale don Giampiero Peschiulli.

    Il 22 maggio scorso a Roma don Dino , al secolo Placido Greco, di 68 anni, viene arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile nell’ambito indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”.  Nella stessa operazione è stato arrestato l’ex sacerdote, Luca Galleschi.

    Maria Letizia Riganelli

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

  • Foggia, ex prete violenta bimbo di 11 anni e pubblica foto sul web. Arrestato

    Foggia, ex prete violenta bimbo di 11 anni e pubblica foto sul web. Arrestato

    Giovanni Trotta, 55 anni, era stato ridotto allo stato laicale e gli era stato vietato dalla Chiesa di avvicinarsi ai bambini che frequentavano la parrocchia di un paesino del foggiano. Ma l’uomo è riuscito a diventare socio di una scuola calcio e ha attirato il piccolo con il pretesto che gli avrebbe fatto doposcuola. Comprando poi il suo silenzio con la promessa che lo avrebbe aiutato a diventare un bravo calciatore o un modello.

    Era stato ridotto allo stato laicale “con provvedimento adottato dal Consiglio Generale della Congregazione nella seduta del 21 e 23 febbraio 2012, con il quale era stato dispensato dallo stato del sacro celibato e dagli oneri sacerdotali”. Gli era stato vietato dalla Chiesa di avvicinarsi ai bambini che frequentavano la parrocchia di un paesino del foggiano e di prestare servizio nella catechesi. Ma al 55enne Giovanni Trotta, già indagato da diverse procure per diffusione di materiale pedopornografico, il riserbo imposto sulla triste fine della sua carriera sacerdotale non aveva impedito di diventare socio di una squadra di calcio poco distante dalla sua ex parrocchia e di avvicinare i bambini. Così, un anno dopo l’espulsione dalla Chiesa, l’uomo avrebbe adescato un bambino di11 anni e lo avrebbe violentato, pubblicando in rete scatti pornografici.

    Da oggi l’ex sacerdote è in carcere con le accuse di violenza sessuale commessa per induzione (e con l’aggravante di aver abusato delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima), e per produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono al 2013-2014.

    L’indagine della procura di Bari è stata avviata dopo la denuncia dei genitori della piccola vittima. Dal racconto del bimbo è subito emerso uno scenario inquietante, ma la svolta è arrivata il21 novembre 2014quando la polizia postale ha perquisito l’abitazione di Trotta. Il controllo – secondo i magistrati – ha consentito “di fare luce su uno scenario assolutamente raccapricciante e di accertare la commissione di gravi crimini contro l’infanzia”, in particolare ai danni del piccolo calciatore. Le indagini successive hanno consentito di accertare che la Chiesa aveva vietato a Trotta di “avvicinarsi ai bambini frequentanti la parrocchia” del foggiano e di “prestare, a qualunque titolo, servizio nella catechesi per bambini in fase prepuberale”.

    L’ex sacerdote – secondo la procura – ha però potuto avvicinare la vittima attraverso la scuola calcio della cittadina foggiana in cui operava, scuola della quale risulta essere stato socio fino al novembre 2014, quando è stato allontanato. Il bambino è stato adescato e portato da Trotta nella sua abitazione con il pretesto che gli avrebbe fatto doposcuola. Dalle indagini della Polizia postale – sostiene la procura – è stata acquisita “la prova della esistenza di realizzazioni pedopornografiche, prodotte all’interno dell’ abitazione” dell’ex sacerdote ai danni del minorenne. Il silenzio di quest’ultimo sarebbe stato comprato da Trotta con la promessache lo avrebbe aiutato a diventare un bravo calciatore oppure un modello. E neppure la perquisizione domiciliare ha fatto desistere l’uomo dal contattare il ragazzino. I contatti sono continuati fino al gennaio scorso. Ora le indagini continuano per accertare se l’ex prete abbia molestato altri bambini.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/23/foggia-ex-prete-violenta-bimbo-11-anni-pubblica-foto-web-arrestato/1618084/

  • Quel prete anziano, gobbo e pedofilo. Confermata condanna all’ex sacerdote del Sacro Cuore di Foggia

    Quel prete anziano, gobbo e pedofilo. Confermata condanna all’ex sacerdote del Sacro Cuore di Foggia

    Don Nicolangelo Rossi riconosciuto colpevole anche in appello. Il sacerdote salesiano, ex vice parroco della chiesa “Sacro Cuore” di Foggia nel rione Candelaro, fu protagonista di una brutta storia di molestie sessuali durante il 2006. La sua pena è stata ridotta a un anno e mezzo per il riconoscimento dell’attenuante del fatto di lieve entità. L’uomo fu condannato per le molestie ai danni di una bambina avvenute in confessionale nel luglio 2006, durante i giochi estivi.

    Oggi 83enne, don Nicola fu arrestato a maggio del 2007 e messo ai domiciliari per alcuni mesi. Ha sempre protestato la sua innocenza ma invano. In primo grado infatti, fu condannato a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni per una delle 4 imputazioni contestate dalla Procura. Sentenza del Gup del Tribunale di Foggia datata 13 maggio 2011. Invece fu assolto dall’accusa di aver molestato altre tre bambine sempre durante le confessioni. Le bambine ridimensionarono notevolmente le proprie accuse dopo iniziale denuncia.

    Michele Vaira, legale di parte civile per i genitori della bambina, ha commentato soddisfatto: “Interessa poco l’entità della pena, quello che premeva era la conferma della colpevolezza del sacerdote ribadita anche in appello. Ribadisco che ho avviato una causa civile per quanto successo, citando come responsabili civili l’istituto salesiano e la parrocchia del Sacro cuore”.

    Le dichiarazioni della ragazzina all’epoca 11enne (molestata la sera del 21 luglio 2006) sono definite “intrinsecamente credibili e attendibili e i suoi genitori non erano affatto alla testa di un complotto, né erano anticlericali, né volevano attaccare l’istituzione ecclesiastica, né pretendevano lauti risarcimenti per il danno subìto dalla loro figlia o per mettere a tacere quanto accaduto”.

    LE MOLESTIE

    Don Nicolangelo Rossi, Pesco Sannita (Bn), sacerdote salesiano nato il 9 ottobre 1931 residente a Vico Equense (Napoli). È lui il protagonista di una vicenda che tenne banco soprattutto tra il 2006 e il 2007.

    Dai ragazzini era definito come “quel prete anziano, un po’ gobbo e con pochi capelli”. Ma alcune delle bambine che all’epoca frequentavano la chiesa “Sacro Cuore”, lo ricordano per ben altri motivi. Una di loro raccontò di essere stata molestata durante una confessione. Don Nicola la faceva stare in piedi toccandola sul costato, sulla coscia e accarezzandola sulla guancia. La minore affermò di essere stata toccata in quell’occasione anche nell’interno. Spiegò che durante la confessione, svolta in occasione del ritiro spirituale, si inginocchiò poggiando la testa fra le gambe del sacerdote. Poi, una volta in piedi, mentre recitava l’atto di dolore, don Nicola con la stessa mano che poneva all’altezza dei suoi genitali, la toccò sul viso e nelle parti intime sulla tuta che indossava.

    Un’altra ragazzina invece, durante il ritiro spirituale, attendeva il suo turno per confessarsi nella stanza di don Nicola. La sua amica che l’aveva preceduta, appena uscita dalla camera del sacerdote, le sconsigliò di entrare, ma non riuscì a dirle altro.

    “Sono entrata e ho chiuso la porta come avevano fatto gli altri bambini prima di me – disse la ragazzina -; don Nicola prima mi ha fatta sedere di fronte a lui, poi mi ha fatta inginocchiare per terra, non c’era l’inginocchiatoio e nemmeno un cuscino e mi ha fatto mettere la testa sulla sedia e lui mi toccava la testa, poi mi ha fatta alzare e mi ha fatto recitare l’atto di dolore. Durante l’atto di dolore mi toccava le gambe, le cosce, la pancia e la farfallina sopra la tuta, mentre tremava e balbettava e teneva la sua mano così (all’altezza dei propri genitali). Nella confessione di prima (svoltasi davanti al confessionale) mi aveva toccato solo le mani e le guance. Dopo l’estate non l’ho più visto don Nicola, c’erano dei nuovi sacerdoti. Non sono andata più in chiesa subito dopo quello che è successo, anche perché era estate, ma non volevo cambiare chiesa, perché andavo con la mia amica, una bambina che non può fare la denuncia perché la nonna sta sempre in chiesa, organizza le attività della parrocchia e le gite e questi fatti non li sa. Un mio amico – raccontò la ragazzina -, mi ha detto che don Nicola anche con i maschi faceva così ed era capitato anche a lui, però i genitori non hanno fatto nessuna denuncia ma gli hanno fatto cambiare chiesa”.

    LA BATTAGLIA DI ALCUNI GENITORI

    Il 22 luglio, il giorno dopo la molestia ai danni della ragazzina di 11 anni, episodio per il quale don Nicola è stato condannato, i genitori si recarono da don Pino Ruppi, parroco del “Sacro Cuore”. Papà e mamma della bambina registrarono la conversazione che oggi è agli atti.

    “Intendo andare avanti nella cosa – disse il papà al parroco -. Io ho anche la grande (la figlia maggiore della coppia, ndr) che trova già difficoltà nel concetto di chiesa. Cioè le abbiamo fatto capire ma lei non crede più, non crede non in Cristo, non crede in chi opera in Cristo, cioè sotto l’abito che si porta si celano persone malvagie… Che cosa facciamo? Buttiamo a terra l’operato di don Bosco? Io che ero contento fino a ieri sera di sapere mia figlia in un ambiente come questo…”

    La mamma: “Io so di un’altra bambina che prima di ricevere la comunione è stata toccata, le bambine sia mia figlia che mia nipote sono rimaste tutte scandalizzate. Proprio a Laura (nome di fantasia) le ha toccato il seno, se l’è palpata per bene e Laura da allora non va più in chiesa”.

    LE PAROLE DI DON PINO

    Il parroco della chiesa ha sempre scelto la via diplomatica mostrando, però, massima vicinanza ai genitori delle bambine. In una registrazione, don Pino disse: “C’è nei confronti di don Nicola una stima anche per quello che lui ha fatto come sacerdote, sono dodici anni che è presente qui, quindi da molta gente io l’ho sentito sempre come una persona stimata. Ma quando ho saputo, l’ho subito sospeso dalle confessioni”. Poi don Nicola venne mandato a “fare gli esercizi”. Durante l’intercettazione, don Pino spiegò che si trattava di “esercizi spirituali, giorni di ritiro. Ora sta a Capognano in provincia di Napoli. Sta lì a fare gli esercizi… adesso ritornerà sabato perché deve seguire, ora l’ispettore (il padre provinciale chiamato così dai salesiani, ndr) passa di qui e domani va agli esercizi per dargli la decisione che ha preso. Ecco perché io ho pensato, è giusto che prima di… saluta anche voi”.

    POSSIBILI DANNI PSICOLOGICI

    Tra gli atti più importanti del processo c’è senza dubbio la consulenza psicologica. Dalle considerazioni dell’esperta, a seguito di precisi test, emerse che una delle bambine “prova senso di solitudine e di apprensione perché si sente poco apprezzata e valorizzata, teme di essere abbandonata e di soccombere, si sente minacciata, e spera di trovare rifugio e protezione in un luogo sicuro. Ha una bassa autostima, ha bisogno di aiuto, cerca appoggio e consolazione perché si sente sola ed è incapace di superare da sola una crisi. Emerge comunque tendenza a proiettarsi verso situazioni positive in cui può realizzare i bisogni di socialità”. Inoltre, sempre secondo la psicologa, “la bambina non si attiva per incontrare persone nuove ed è restia ad aprirsi a nuove esperienze relazionali. È timida e riservata, ha difficoltà di comunicazione sia con gli adulti che con i pari età. Va perciò molto sollecitata a partecipare alle discussioni libere e guidate. Mostra difficoltà ad esprimere il proprio pensiero e tende a conformarsi agli altri piuttosto che a far valere il proprio punto di vista”.

    LA DIFESA DI DON NICOLA

    Il 17 dicembre 2009 venne ascoltato don Nicola. In quel periodo il prete era già stato trasferito e risiedeva a Vico Equense. Nell’interrogatorio negò ogni coinvolgimento protestando la sua assoluta innocenza: “Non ricordo le bambine che mi hanno denunciato – affermò al Pubblico Ministero -. Ho confessato centinaia di ragazzini senza intrattenere rapporti particolari con alcuno. Sono stato operato di prostata nel dicembre 2004 e, da allora, ho accusato una disfunzione erettile ed è regredito il mio desiderio sessuale che è scomparso del tutto. Per altro soffro da anni di ipertensione arteriosa che, però, non ha inciso sul mio desiderio sessuale e sulla funzione erettile che sono state irrimediabilmente pregiudicate dall’intervento alla prostata nel dicembre 2004. Inoltre nel 2006 ho subìto un infarto e mi hanno sostituito 3 bypass”.

    In realtà, la consulenza medico legale espletata dal dottor Stefano D’Errico ha evidenziato, con argomentazioni di carattere medico, non solo che gli abusi denunciati dalle minori erano pienamente compatibili con lo stato di salute di don Nicola ma anche che proprio le modalità degli abusi denunciati erano riconducibili al desiderio sessuale che, non solo era indipendente dalla capacità sessuale dell’interessato, ma non era venuto affatto meno a causa delle operazioni chirurgiche subite dal prete.

    Confermata condanna a don Nicola Rossi, prete pedofilo del Sacro Cuore di Foggia. Ecco l’inchiesta

  • “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    Madame Anne Brasseur

    President of the Parliamentary Assembly

    of the Council of Europe

    Mr. Wojciech Sawicki

    Secretary General of PACE

    Members of PACE

    Palais de l’Europe

    67075       Strasbourg Cedex

    Report  Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

    ITALY, the 2nd of April 2014

    Preg.mi Signori,

    in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

    Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

    Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

    Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone e Gary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla  Human Subjects in Research Committee at California State University,  titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

    Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

    Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come  inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro,  “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”).  Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

    In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981,  ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

    A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità  da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

    Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale “

    Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

    Nel marzo 2006  veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse  presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del  Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa” (6)

    Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con  “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

    In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa  tra i 12 e 22 anni. (8)

    Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

    In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9),  purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato,  la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10),  aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

    Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate  nell’Atto di Sindacato Ispettivo  n. 4-08890  seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura),  presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

    Al momento  non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

    Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

    Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di  fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle  minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

    Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “L’Indagine in questo campo è stata talora sconvolgente. Gli abusi cui i bambini sono stati sottoposti possono essere orrendi … E la mancanza di preoccupazione e di azione rispetto a questo problema è vergognoso” (14)

    Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

    Con rispetto,

    FA.VI.S.  Associazione Familiari delle vittime delle sette, Onlus – Rimini

    Maurizio ALESSANDRINI, Presidente

    Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, Onlus – Noci (BA)

    D.ssa Lorita TINELLI, Presidente

    Osservatorio sui diritti dei Minori – Milano

    Dr. Antonio MARZIALE, Presidente

    O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – Firenze

    D.ssa Patrizia SANTOVECCHI, Presidente

    Associazione Prometeo Onlus,  Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata – Bergamo

    Massimiliano FRASSI, Presidente

    Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)

    Aldo VERDECCHIA , Presidente

    Associazione SOS Antiplagio Novara

    Giovanni RISTUCCIA, Presidente

    Associazione Tutor onlus – Potenza

    Dino POTENZA, Presidente

    Associazione Arciragazzi Bologna – Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minori -Prevenzione del disagio giovanile

    Serena FRASCAROLI, Presidente

    Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari

    Gianpaolo PETRUCCI, Presidente

    ANSFO Associazione Nazionale “Sostenitori delle Forze dell’Ordine”  – Roma

    Massimo MARTINI, Presidente

    Associazione Genitori Separati per la Tutela dei minori – Città di Castello (PG)

    Prof. Ugo VALENTINI,  Presidente

    Prof. Giovanni PANUNZIO, idr, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio – Cagliari

    Dr. Giampiero MARCATO, presidente Associazione Menti Libere di Nichelino (To)

    Prof.ssa  Anna Maria GIANNINI – Psicoterapeuta, ordinario al Dipartimento di Psicologia – Facoltà di Medicina e Psicologia –  Direttore dell’Osservatorio di Psicologa della Legalità e della Sicurezza  della Università  “La Sapienza” di  Roma.  Responsabile dei Corsi CEPOL (Accademia di Polizia Europea) per quanto riguarda i moduli Dealing with Victims of Crime.

    Prof.ssa Anna OLIVERIO FERRARIS, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo presso Università degli Studi La Sapienza di Roma – Psicologa, psicoterapeuta, scrittrice – Già membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica. Direttore della rivista degli psicologi italiani “Psicologia Contemporanea”

    Dr. Prof. Alessandro MELUZZI,  medico chirurgo, specialista in psichiatra. Psicologo, psicoterapeuta – Torino. Docente Incaricato di Psichiatria – Università Cattolica Sacro Cuore di Roma sede di Moncrivello (VC). Professore a Contratto in Genetica del Comportamento Umano Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Università di Siena

    Prof. Alberto FORTI, Specialista in Neuropsichiatria Infantile, Neurologia e Medicina Interna.

    Docente alla Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”

    Prof. Francesco BRUNO – Criminologo, docente di Pedagogia Speciale, Dipartimento di Lingue straniere e Scienza dell’Educazione – Università della Calabria

    Prof. Natale FUSARO – Specialista in Diritto Penale e Criminologia – esperto nella Formazione Post-Univeritaria presso l’Università degli Studi La Sapienza –  Roma

    Gen. B. dei Carabinieri  Avv. Ernesto DI SERIO, docente di “Criminologia” presso l’ Università Internazionale Scienze Sociali – Roma

    Prof. Vincenzo MASTRONARDI, psichiatra – Titolare della Cattedra di Psicopatologia forense e Direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza Facoltà di Medicina e Odontoiatria -Università La Sapienza di Roma

    Prof.ssa Simonetta Costanzo –  Criminologa, psicoanalista, psicologa. Ricercatore e Docente di Psicopedagogia all’Università degli Studi della Calabria (Unical)

    Prof. Nunzio di NUNNO, medico legale, docente di Criminologia presso l’Università del Salento

    Prof. Matteo VILLANOVA, titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia , Medicina preventiva e psicopatologia forense – Presidente di “OLTREE” Osservatorio Laboratorio Tutela e Rispetto Emozionale dell’Età Evolutiva dell’ Università ROMA 3 Roma – Didatta nazionale Centro Italiano Ipnosi Clinica sperimentale di Torino

    Dr. Luigi CORVAGLIA, dirigente psicologo presso il DDP ASL Bari, saggista, cultore d.m. di Criminologia e Psichiatria presso l’Università del Salento – Lecce

    Prof. Roberto MONGARDINI, docente di “Principi filosofici dei diritti umani” Facoltà di Giurisprudenza – Università telematica “Niccolò Cusano” di Roma;   Docente di “Diritti umani” in Master 2° liv

    Dr.ssa Beatrice UGOLINI, Criminologa – Bologna

    Dr. Giorgio GAGLIARDI, medico psicoterapeuta – Como

    Dr. Armando DE VINCENTIIS,  Psicologo e Psicoterapeuta –  consulente CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e coordinatore del Gruppo Cicap Puglia

    Dr.ssa Alessandra LUMACHELLI  Presidente di  ETTAsos,  collaboratrice della FONDAZIONE MOVIMENTO BAMBINO onlus

    U.P.R.C. Unità Prevenzione Rischio Criminologico – Roma

    Dott.ssa Imma GIULIANI, Responsabile Nazionale

    Sindacato Autonomo della Polizia di Stato SAP – Roma

    Gianni TONELLI, Presidente

    Dr.ssa Barbara DE SERIO co-responsabile Laboratorio di Studi e Ricerche per l’Infanzia

    presso l’Università di Foggia

    Dr.ssa Olimpia QUATTROMINI, psicologa clinica, dello sviluppo e delle relazioni, Human Resources, esperta in Criminologia generale, minorile e penitenziaria, presidente Associazione Malattie Rare Alta Murgia

    Dr. Sergio CARUSO, Psicopedagogista, Criminologo Clinico esperto in minori profiling e prevenzione – Cosenza

    Dr.ssa Sonia MELGIOVANNI, Psicologa, Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicoanalitica, PhD in Psicologia Clinica – Bari

    Dott. Paolo POZZETTI, Psicologo clinico, specialista in Disturbi della condotta e dell’umore – Ordine Lazio

    Dr.ssa Mary GROSSI, Psicologa e psicoterapeuta – Fermo (FM)

    Dr. Fabio NESTOLA, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), ricercatore, studioso di separazioni e minori contesi, curatore del Centro Studi per la Fe.N.Bi

    Dr.ssa Lillia D’OTTAVI, Farmacista, ex Consigliere Regione Lazio

    Sen. Avv. Antonino CARUSO, Presidente della Commissione Giustizia del Senato Italiano dal 2001 al 2006  nella XIV Legislatura

    Avv. Giselda CIANCIOLA,  dottore di ricerca in Criminologia devianza e mutamento sociale, autrice del libro  “I reati contro le donne e i minori” ( Giuffrè ed.)

    Avv. Vincenzo GALLO del Foro di Sala Consilina (SA)

    (legale della famiglia di Chiara Marino, la giovane assassinata dalle Bestie di Satana)

    Avv. Tania RIZZO penalista, Coordinatore A.I.G.A. Regione Puglia

    e Presidente di “La.P.E.C. e Giusto Processo” sezione territoriale di Lecce

    Avv. Nicola PILEGGI del Foro di Brindisi

    Avv. Carla RUFINI del Foro di Roma

    Avv. Eloisa MINOLFI del Foro di Milano

    Avv. Lia STAROPOLI del  Foro di Vibo Valentia

    Avv. Marco MARZARI del Foro di Milano

    Avv. Lorenzo IACOBBI del Foro di Taranto

    Dr.ssa Claudia VINCENZI – autrice del libro “Plagiata” (Mondadori  ed.)

    Dr.ssa Rossana PESSIONE, giornalista professionale, scrittrice, Direttore responsabile dell’agenzia stampa Omnia Group

    Ivano GAIONI, scrittore, autore del libro “Ladri di Anime” (abusi sui minori)

    —-

    POSTILLA del 3 Aprile 2014

    I promotori della lettera per la Presidente e il Segretario Generale dell’APCE, chiedono cortesemente di voler considerare  inseriti tra i firmatari del documento i seguenti nominativi:

    Associazione Nazionale  ConDivisa Sicurezza e Giustizia

    On. Tiziano ARLOTTI,  Deputato XVII Legislatura Camera dei Deputati

    —-

    References:

    1)                  The British Psycological Society http://www.bps.org.uk/news/children-cults-face-later-problems

    2)                  “Bouncing back: remission from depression in a 12-year panel study of a representative  Canadian community sample” Esme Fuller-Thomson, Marla Battiston, Tahany M. Gadalla, Sarah Brennenstuhl http://link.springer.com/article/10.1007/s00127-013-0814-8

    3)                  BESTIE DI SATANA. SENTENZA CORTE D’APPELLO

    http://www.scribd.com/doc/82108848/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-1

    http://www.scribd.com/doc/82109068/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-2

    http://www.scribd.com/doc/82109249/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-3

    4)                  RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA REGIONE TOSCANA SULL’AFFIDO MINORI ALLA LUCE DELLA VICENDA FORTETO. SECONDA PARTE DA PAG. 11

    http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

    5)                  9° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (Telefono  Azzurro ed EURISPES)http://www.osservatorionazionalefamiglie.it/osservatorioprova/images/altrepubb/rapporto_nazionale_infanzia_adolescenza.pdf

    6)                  RAPPORTO SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA

    7)                  Articolo giornalistico tratto dal quotidiano nazionale IL GIORNO

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/11/20/622927-allarme_satanismo.shtml

    8)                  Articolo giornalistico con intervista alla dott.ssa Maria Carla Bocchino 

    9)                  SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizioni in seno all’ INDAGINE CONOSCITIVA SUL FENOMENO DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE DEI SOGGETTI DEBOLI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL FENOMENO DELLE COSIDDETTE “SETTE”

    http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/284768.pdf

    10)               Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale 25701/12 Sentenza n. 631 Registro Generale n. 33260/ 2011  http://www.favis.org/favis2/images/valmaggi%20sentenza%20cassazione

    11)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08890

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

    12)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 17 Atto n. 4-01758 26 febbraio 2014 ;  SENATE OF THE  ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial Inspection Act n. 4-01758 published on 26th February 2014, assembly n.198 ;   SENAT DE LA REPUBLIQUE ITALIENNE Légisature 17me Acte de Sindacat Inspectif n . 4-01758   publiqué le 26 Février 2014 dans la  réunion n. 198

    https://favisonlus.wordpress.com/2014/03/09/fenomeno-settario-legislatura-17-atto-di-sindacato-ispettivo-n-4-01758/

    13)               SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-08835

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

    SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n.4-00374 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=70375

    14)              CHILDREN AND CULTS excerpt from Recovery From Cults Help for Victims of Psychological and    Spiritual Abuse. Edited by Michael D. Langone.  W. W. Norton, NY 

    NOTA (*)   Brano liberamente tratto da GNOSIS, rivista ufficiale dei Servizi di intelligence italiani

    NOTA (**) Relazione documentale di Antonio Pagliaro (Professore emerito di Diritto Penale dell’Università di  Palermo) depositata presso la 2a Commissione permanente  Giustizia del Senato,  in seno all’Indagine conoscitiva   sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette” (anni 2011-2012) http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/569%20professor%20Pagliaro.pdf

  • Il Duomo di Thiene, dove Rigoni era stato arciprete. ARCHIVIO

    Il Duomo di Thiene, dove Rigoni era stato arciprete. ARCHIVIO

    È morto mons. Angelo Rigoni L’arciprete che fondò il museo
    LUTTO. Ha guidato la parrocchia del duomo per 14 anni, prima dell’arrivo di don Livio Destro
    06/03/2012

    Il Duomo di Thiene, dove Rigoni era stato arciprete. ARCHIVIO

    «Sono un montanaro». Si definiva così, e con questa espressione spiegava il suo carattere sicuramente forte, ma anche sincero e trasparente. Con lo stesso rigore e la stessa compostezza mantenuti per tutta una vita, mons. Angelo Rigoni, già parroco del duomo, se n’è andato ieri mattina, all’età di 83 anni. Il sacerdote da qualche mese si trovava all’Opera Immacolata Concezione, ma si è spento all’ospedale di Thiene, dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute. Lascia le sorelle Lea, Maria, Franca e il fratello Leonardo, ma a piangerlo saranno anche le comunità che per anni lo hanno avuto come punto di riferimento. Sicuramente Asiago, suo paese natale, dov’era tornato nel 2006 dopo la pensione, ma anche Thiene, dove dal 1992 al 2006 è stato parroco del Duomo. Un ritratto della sua figura arriva proprio da mons. Livio Destro, vicario foraneo che ha raccolto il testimone in città. «Dai ricordi che ho raccolto dopo il suo operato – sono le sue parole – emerge l’immagine di una religioso che ha lavorato con intensità e grande impegno. Mons. Rigoni aveva sicuramente un carattere forte, ma era una persona sincera e trasparente, con un forte senso pastorale e una bella spiritualità». Oltre che per il suo rigore pastorale, mons. Rigoni sarà ricordato anche per il suo amore per l’arte. È nato proprio da una sua intuizione, infatti, il museo di arte sacra che si trova al terzo piano della canonica del duomo. Un lavoro di raccolta e catalogazione di oggetti sacri che il sacerdote aveva iniziato nei primi anni 2000, con grande dedizione. Mons. Rigoni era nato nel 1929 in contra’ Morar, ad Asiago. A sedici anni aveva però già chiara in mente la propria strada, tanto da iscriversi al seminario di Padova. Dal 1964 è stato prima parroco e poi rettore del Santuario della Madonna Pellegrina , incarico terminato con il trasferimento a Thiene. La notizia della sua scomparsa si è diffusa presto tra i fedeli e già ieri sera, ad Asiago, durante la messa delle 18, don Romeo ha ricordato il sacerdote. «Mons. Angelo Rigoni era uno dei tanti figli dell’Altopiano che in quegli anni avevano abbracciato la strada sacerdotale e con il suo impegno è stato motivo di orgoglio per la comunità». I funerali si svolgeranno giovedì, alle 10, al Duomo di Thiene e verranno celebrati dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo; alle 15 verrà celebrata una funzione ad Asiago, dove poi mons. Rigoni sarà sepolto. A.Z.

    La ricostruzione dell’inchiesta:

    www.scribd.com/doc/31610021/mani-dangelo

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    01 L’INIZIOSono le 19.20 del 30 Marzo 2004. Nelle case dei vicentiniirrompe una edizione shock del telegiornale di Canale 68Veneto condotto da Giancarlo Brunori: «Buona sera dallaredazione, apriamo con una vicenda di violenze fisiche esessuali… Bambini e ragazzi aggrediti e picchiati,altri toccati e palpeggiati nelle parti intime. Succedein una comunità parrocchiale ad opera di sacerdoti. Nelnostro servizio i fatti, poi alcune testimonianze». Lalinea va a Thiene.Pochi secondi dopo l’inviato Angelo Di Natale,giornalista d’assalto già conosciuto in Sicilia per averrivelato durante i primi anni Novanta l’esistenza di unatangentopoli nel Ragusano, comincia una cronaca fiume chedurerà per alcuni giorni e che lo renderà noto in tuttoil Vicentino: «Thiene, 23.000 abitanti, origini romane,una storia antica ed importante. Un’economia fiorentefondata su attività industriali e commerciali. Unacomunità animata da fervido sentimento religioso… dovela confessione cattolica imperversa. La diocesi è quelladi Padova che qui sette secoli fa istituì un vicariato.In una delle dieci parrocchie di Thiene vengono compiuteviolenze ed abusi. Anche sessuali. Le immagini che vedetein video sono casuali. Quello che stiamo per dire cirisulta per certo… Abbiamo raccolto numerosetestimonianze, ma poiché le indagini con tutte legaranzie di legge non competono a noi, in attesa chevengano esperite e producano i relativi accertamenti ciasteniamo dal fornire elementi utili ad identificareluoghi e responsabili dei fatti».Vicenza è incredula. A Thiene cala il gelo e nellacittadina la notizia è già sulla bocca di tutti nelvolgere di qualche istante. E Di Natale è un fiume inpiena: «Un parroco che pratica la violenza fisica subimbi e ragazzi per mero esercizio d’autorità, conesplosioni persino su giovani preti, colpevoli di noncondividere i suoi metodi. Giovani preti che non ci sonopiù; qualcuno ha lasciato del tutto l’abito talare. Manon c’è solo questo. Il parroco violento, se feceindignare il giovane prete che vedeva e sentiva tutto, hala benevole e complice comprensione di un altro giovaneprete arrivato al suo posto del quale diverse persone cihanno riferito morbosità e palpeggiamenti sui bambini.Accompagnati in bagno e toccati nelle parti intime.Portati in stanze chiuse e trattenuti per dubbie lezionidi catechismo. Molto dubbie a giudicare dagli imbarazzatiracconti resi da bambine e bambini in lacrime aigenitori. Solo alcuni hanno denunciato. Molti si sono

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    sentiti intimiditi e minacciati da un parroco che avrebbepotere e solidi agganci. Una lettera al vescovo di PadovaAntonio Mattiazzo è rimasta senza esito. E le violenzecontinuano».Il tg prosegue con un altro servizio. Angelo Di Nataleintervista una signora girata di spalle che si confida alcronista: «Sono dodici anni che sopporto tutte letorture, gli affronti i dispetti, i torti, le umiliazionidi quel prete…». Poi l’intervista sempre di spalle adun testimone chiave che per il momento chiamiamo Mike.Mike è ancora più preciso: «Sono stato aggredito siaverbalmente che fisicamente con calci e schiaffi dalparroco». Poi qualche accenno ad episodi precisi: «…Soprattutto un accanimento molto accentuato verso leragazze, questo avveniva d’estate, che per il caldovenivano con delle piccole scollature… e venivanooffese… altri ragazzini più piccoli sono statiscaraventati addosso alle reti dei campetti da calcio…palpeggiamenti da parte del cappellano».E Canale 68 Veneto non smette. Nel tg del giorno seguentecondotto da Alessandra Altomare la vicenda si delineamaggiormente: «È stato forte lo scalpore sucitato dallanostra denuncia – dice la speaker – denuncia che nellacomunità thienese ha toccato un nervo scoperto». Pochiistanti dopo la linea passa ad Angelo Di Natale il qualeracconta che i primi accertamenti da parte deicarabinieri di Thiene sono già cominciati. L’inviato peròprosegue: «Per dovere di cronaca ci tocca fare unrilievo. I nostri servizi hanno suscitato scalpore.Numerose sono state le reazioni a vario titolo».Il riferimento è a politici, notabili della zona, ma puregiornalisti di altre televisioni locali e della cartastampata: molti sembrano non aver gradito il pentolonescoperchiato da Canale 68. «Ci hanno sorpreso -sottolinea il reporter di Canale 68 – le critiche chepartivano da un assunto non vero. Quello che noi avessimorivelato i nomi dei sacerdoti presunti responsabili». Diseguito un’altra stilettata che descrive lucidamente ilquadro di quei giorni: «Sia innocentisti che colpevolistici hanno chiamato dando per scontato che noi quei nomi liavessimo fatti. Ciò significa una sola cosa. La nostradenuncia ha toccato un nervo scoperto. A Thiene c’era giàun disagio diffuso. Molti sanno qualcosa».In ultimo un auspicio che sembra contenere un timore delcronista: «A questo punto solo una rigorosa attività diindagine potrà fare chiarezza. Ci auguriamo senzasoggezioni né deferenze».

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    02 LA GUERRA DEI MEDIAFrattanto però si scatena una sorta di guerra mediatica.Tva Vicenza e soprattutto il Giornale di Vicenza assumonoun atteggiamento antitetico rispetto a quello di Canale68 Veneto. Le due testate anzitutto identificano uno deidestinatari della denuncia lanciata da Canale 68 e loidentificano in monsignor Angelo Rigoni, parroco delduomo nonché vicario foraneo della diocesi di Padova.Soprattutto il Giornale di Vicenza assume una posizioneassai netta. In primis con i servizi di Ivano Tolettini,punta di diamante della cronaca giudiziaria delquotidiano controllato dagli industriali vicentini. IlGdV (sigla con cui gli addetti ai lavori identificano IlGiornale di Vicenza) non lascia spazio adinterpretazioni: «”Veleno” sui sacerdoti del duomo…Vendetta contro la parrocchia?… Pesantissime accusecontro i sacerdoti del Duomo scuotono la città».Questi sono solo alcuni dei titoli ai quali si aggiungonoquelli in cui don Angelo Rigoni si esprime con le sueparole: «Sono solo calunnie di una mente malata», ma ilprelato non fa nomi e cognomi e a quanto ci risulta nonli fa in alcuna sede giudiziaria. Il Giornale di Vicenzanei suoi servizi poi fa riferimento ad una non benprecisata «polemica montata per altri fini» dietro laquale si nascondono non precisati «interessi economici».Però i nomi e cognomi dei presunti mandanti non vengonomai fatti né viene delineato un identikit credibile dichi possa aver tramato nell’ombra.03 IL CONTRATTACCOCanale 68, preso di mira dai media locali, in particolaredal GdV replica in modo molto circostanziato nel tg del 2aprile 2004. «I carabinieri continuano nella loro analisidelle testimonianze – annuncia lo speaker Andrea Ederosi- le attività investigative proseguiranno pure i prossimigiorni, poi sarà trasmesso un rapporto alla procura dellarepubblica di Vicenza. E intanto la vicenda, anzichésuscitare un bisogno di verità come ci si sarebbeaspettato, ovviamente col rigore e la prudenza del caso,ha provocato reazioni scomposte».Il servizio mandato in onda è curato sempre da Angelo DiNatale che in una ideale replica agli altri mezzi diinformazione, in pochi minuti, mette in crisi lo schemasostenuto sui quotidiani. Il servizio va in onda mentrein video vengono inquadrati i titoloni de il Giornale diVicenza del primo aprile. Subito dopo l’analisi di Di
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    mercato o qualcos’altro di inconfessato. Certo in questecondizioni diventa grottesco identificare ed assolvere ilmai imputato sacerdote e nel frattempo inviare unalettera di solidarietà a tutte le parrocchie».Di seguito un nuovo j’accuse: «Insomma una reazione daconfusione mentale, con qualche errore grave; quello didare in pasto al pubblico, con tutti i rischi del caso ilnome di un testimone che accusa, quasi a liquidare inquesta rivelazione una pretesa inattendibilità del tutto.Non è così perché sono molte le testimonianze che sarannoacquisite (Di Natale parlerà in futuro di una ventina dipersone, Ndr)».04 I POLITICI SI SCHIERANO COL DUOMOLo stesso giorno anche i papabili della politica localethienese scendono in campo. Il sindaco Attilio Schneck,il presidente del consiglio comunale nonché tutti icapigruppo consiliari diramano un dispaccio durissimo.Nella nota si parla di una «comunità cristiana e dellacittà offesa e vengono definiti i fatti poco verosimili».Lo stesso Schneck (Lega Nord, con simpatie passate perquel Psi in seguito devastato da tangentopoli) paventa lanecessità della convocazione di un consiglio comunalestraordinario.Sempre Schneck nelle stesse ore viene intervistato ancheda Tva Vicenza. In perfetto burocratese, in evidenteimbarazzo nel lessico e nelle argomentazioni, il sindaconon si domanda in primis se quanto riferito da Canale 68sia vero o falso, ma si preoccupa del buon nome diThiene: «Danno un quadro della città nettamente nonrispondente al reale». Poi in un guazzabuglio trasintassi stentata e ripetizioni varie, il primo cittadinoaggiunge: «Il quadro della città che ne esce è un quadrodi una moralità degradata e quindi su questo intendo dareil giusto segnale che questo non è Thiene quanto è statodiffuso con queste notizie che sono notizie cheinquadrano un reato particolarmente grave (perché ilsindaco ce l’ha con i quadri? Ndr)».Insomma quattro in Italiano al professor Schneck. Maperché tanto imbarazzo persino grammaticale? E come mainel comunicato dell’amministrazione comunale, alla facciadello stato laico, si parla prima di tutto di comunitàreligiosa offesa? Perché un consiglio comunalestraordinario per un fatto del genere, con le indaginientrate solo nella fase dei primi riscontri?

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    La vicenda però è destinata ad assumere contorni sempremeno chiari. Ai primi di aprile Angelo Di Natale realizzauna intervista a due ragazze minorenni. Queste accusanodi palpeggiamenti un sacerdote del duomo di Thiene, chenon è Don Angelo. L’inchiesta accelera. A Thiene, a mezzabocca, sulla scorta della denuncia di Canale 68 Veneto,si delinea una cornice precisa. Don Angelo sarebbe ilsacerdote dai modi maneschi, un suo stretto collaboratorequello che tocca.Gli eventi si susseguono. Da alcune testimonianzedirette, compresa quella di Di Natale, si apprende che icarabinieri di Thiene, sotto il comando del tenente(tenete all’epoca dei fatti: manterremo questo grado percomodità di esposizione, Ndr) Giovanni Scarpellinivengono a conoscenza della intervista resa dalle duegiovani a Canale 68. Secondo tali testimonianze sono glistessi carabinieri a suggerire ai genitori delle ragazzedi diffidare formalmente l’emittente dal mandare in ondail servizio, nel quale peraltro l’identità delle due nonera svelata.Gli accertamenti passano in mano al pubblico ministero,nella fattispecie il pm Giorgio Falcone presso la procuradella repubblica di Vicenza. Il magistrato, dopo averletto il rapporto relativo agli accertamenti preliminariredatti dai militari, prende una posizione precisa edecide che gli indizi raccolti non sono tali per aprireun procedimento penale (almeno ciò è quanto risulta dallenotizie pubblicate in quei giorni).Il Giornale di Vicenza e Tva danno ampio risalto a questasvolta. Nelle cronache locali si legge al limite «diqualche scappellotto», ma percosse e molestie non vengononemmeno menzionate. Angelo Di Natale conclude il suoperiodo di collaborazione con la tv di Cornedo Vicentinoe torna in Sicilia, dove ora collabora con la Rai.A questo punto occorre porsi alcuni interrogativi. Hannoragione coloro che sostengono la falsità delle accuse oha ragione il cronista che ha raccolto una ventina ditestimonianze? È vero che i carabinieri di Thiene hannocaldamente consigliato ai genitori di due ragazzeintervistate a diffidare Canale 68 Veneto dal mandare inonda l’intervista mai più trasmessa? Come mai la procurasi è limitata solo ai primi accertamenti? E se veramentesi trattasse di una montatura, come si spiega che ungiornalista serio come Di Natale (premio Nazionalecronista nel 1992) si sia inventato tutto? E se si trattaveramente di una invenzione colossale perché la procuranon ha indagato nessuno?

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    05 I RETROSCENAIl primo particolare che salta all’occhio riguarda ilcomportamento dei media. Il Giornale di Vicenza, comedenunciato da Di Natale, decide «di dare in pasto alpubblico il nome di uno dei testimoni, ovvero quello diLoris Bertezzolo». Sullo stesso giornale Don AngeloRigoni parlò di accuse infondate di «una mente malata».Lo schema che si può creare nella testa del lettore, cuinon viene data la possibilità di un confronto dialetticoè chiaro: l’accusatore è un pazzo, quindi le accuse sonofasulle. Ma se effettivamente si tratta di calunnieperché non è intervenuta la magistratura?La questione è semplice. O i venti testimoni dicono tuttiil falso e allora vanno perseguiti oppure dicono il veroe allora deve essere vagliato con attenzione ilcomportamento del tenente Scarpellini e quello del pmGiorgio Falcone. Queste ombre non sono mai state fugatedai diretti interessati, anche perché con la dipartita diDi Natale, nessun giornalista è più andato a sindacaresulla conclusione di una vicenda, che in altre procure oin altre province, sarebbe stata seguita probabilmentecon ben altro piglio.Va peraltro rilevato un secondo punto da chiarire. Essoriguarda il comportamento dei carabinieri. Come hannoregistrato le testimonianze delle venti persone? A qualetitolo il tenente Scarpellini avrebbe suggerito, se èvero, ai genitori di diffidare Canale 68 dal mandare inonda la famosa intervista di inizio aprile? È vero che ladiffida venne trasmessa via fax proprio dal comando diThiene? Il pm fu informato di questa circostanza?L’allora capo della procura era a conoscenza dei fatti?Ed un terzo punto sul quale fare luce riguarda i nomi deitestimoni. Perché il Giornale di Vicenza ne rivelasoltanto uno? Perché non rivela invece il nome deltestimone Mike, ripreso dalle telecamere di Canale 68? Atelecamere spente Bertezzolo era stato definito da DiNatale «una persona dal carattere fragile che sembravaassolutamente sincera e che aveva riferito riscontriprecisi i quali andavano nella medesima direzione diquelli forniti dagli altri testimoni». È possibile chedare in pasto ai lettori il solo nome di Bertezzoloservisse a depotenziare le indagini?

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    06 GLI STRASCHICHI E IL MISTERO DEL TESTIMONE MIKESe la partita sembrava chiusa con il rapporto (aventeesito negativo) dei carabinieri alla procura, rimaneaperto il capitolo delle voci e degli straschichi attornoad una vicenda che non è ancora stata chiarita. A questopunto però va svelato un mistero, quello della identitàdel testimone Mike. Quest’ultimo sugli schermi televisividi Canale 68 aveva parlato in modo inequivocabile: «Sonostato aggredito sia verbalmente che fisicamente con calcie schiaffi dal parroco… Soprattutto un accanimentomolto accentuato verso le ragazze, questo avvenivad’estate, che per il caldo venivano con delle piccolescollature… e venivano offese… altri ragazzini piùpiccoli sono stati scaraventati addosso alle reti deicampetti da calcio… palpeggiamenti da parte delcappellano». Queste affermazioni sono precise ecircostanziate. Identificano reati precisi (gli schiaffie i calci al testimone, i palpeggiamenti, i ragazziniscaraventati sulle reti). Che cosa hanno riscontrato icarabinieri e la magistratura? Mike dice la verità omente? E chi è il misterioso testimone? Tra i tanti aThiene, che hanno discettato attorno alla sua veraidentità, c’è Carlo Maino, consigliere comunale dellaMargherita e leader dell’opposizione in aula (vedicapitolo seguente). Maino parla della vera identità diMike riconoscendolo in Michele Bellossi, giovane sullaventina residente a Thiene e figlio di Flavio Bellossi,sovrintendente presso la questura di Vicenza.07 I BELLOSSIE allora come la mettiamo? Mente pure il figlio di unpoliziotto? Che cosa ha detto Bellossi junior aicarabinieri? I genitori sapevano delle percosse ricevutedal figlio, delle quali lo stesso giovane parla propriosugli schermi televisivi? I carabinieri hanno accertatola veridicità delle gravissime accuse lanciate dalgiovane testimone? Se queste sono vere, perché il pmFalcone non ha proceduto con le indagini? Se sonofasulle, come mai Bellossi junior, all’epoca dellatestimonianza già maggiorenne, non è stato incriminatoper aver pronunziato il falso a mezzo stampa?08 FLAVIO BELLOSSI ACCUSA IL TENENTE SCARPELLINIAlcuni mesi dopo il sovrintendente Bellossi sembrerebbefar capire ai suoi interlocutori durante alcuni colloquiriservati, che non c’è da fidarsi dei carabinieri diThiene. Come mai il sovrintendente Bellossi, riferendosial tenete, sostiene: «… secondo me è colluso…»?

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    Perché questa accusa gravissima e infamante? Perché ilsovrintendente Bellossi facendo riferimento al tenenteScalpellini afferma che «è troppo tempo che è qua (aThiene, Ndr) e che «ha troppo le mani in pasta con levarie associazioni locali?» Che cosa significa? Si fariferimento a categorie economiche o politiche? Aisindacati? Ad associazioni religiose o culturali? Setutto ciò è vero, la magistratura e le gerarchiedell’Arma sono al corrente? Hanno preso provvedimenti?Ricordiamo che Bellossi senior non è un disgraziatoqualunque, ma un poliziotto, con incarichi presso laquestura di Vicenza; il sovrintendente ha mai fattorapporto ai suoi superiori? E i presunti legami diScarpellini «con le varie associazioni locali» sono inqualche maniera da mettere in collegamento con l’esitodelle indagini per il caso duomo? Il sovrintendenteBellossi ha riferito questo quadro al pm Falcone?L’allora capo della procura nonché l’attuale capo dellaprocura sono stati informati? C’è veramente qualcosa disospetto nella condotta del tenente Scarpellini o ilBellossi è un mentitore? E c’è un’altra circostanza dachiarire. La legge obbliga i pubblici ufficiali (eBellossi padre lo è) ad informare le autorità qualora sivenga in possesso di notizie di reato. Non riferirequesti fatti costituisce a suo volta un reato, denominatoomissione di rapporto. Le circostanze descritte daBellossi junior costituiscono notizia di reato. Ma ilpadre ha mai informato la magistratura come era suodovere di ufficiale (e di padre)? Il comportamento delsovrintendente configura il reato di omissione dirapporto?09 CARLO MAINOUn altro protagonista della vicenda è il consiglieredella Margherita Carlo Maino che sembra essere moltoinformato su quanto accade tra le mura del duomo. ProprioMaino, dopo il caso sollevato da Canale 68 Veneto haavuto una serie di colloqui riservati. Come mai duranteuno di questi è proprio Maino a promettere di presentarsidal parroco del duomo per fargli presente: «Don Angelo,sa anche lei, certi atteggiamenti, lei come parroco, iocome maestro, non possiamo averli anche se davantiabbiamo ragazzi che meriterebbero di essere bastonati». Aquali comportamenti si riferisce uno dei leader dellaminoranza ulivista a Thiene? E a quali metodi diinsegnamento pensa quando parla di bastonate? È vero cheDon Angelo Rigoni avrebbe contattato il consigliere dellaMargherita perché facesse in qualche maniera pressioni suLoris Bertezzolo affinché quest’ultimo ritirasse unadenuncia per diffamazione (fatta poi effettivamente

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    decadere) redatta proprio nei confronti del sacerdote peralcune dichiarazioni rilasciate al Giornale di Vicenza? Èvero che la sede thienese del partito di Maino è diproprietà della parrocchia? Perché quando il sindacoAttilio Schneck chiede ai capigruppo della opposizione disottoscrivere il famoso documento a sostegno delleparrocchie thienesi, Maino ed il resto della minoranza,accettano di buon grado?Il capogruppo della Margherita però fa anche unaconsiderazione sugli aspetti etici della vicenda: «DonAngelo passa. Resta un anno, due anni. Poi tornasull’Altopiano dove ha la sua casa… Don Angelo non èeterno». Una frase che a giudizio di chi ha vissuto sullapropria pelle quei giorni «la dice lunga sulla moraleipocrita e finto perbenista di una città come Thiene,piccola provinciale e meschina fino al midollo. Come adire non importa se dentro le mura consacrate si consumiogni nefandezza. Basta che sia fatta salva l’istituzionereligiosa. Basta che sia fatto salvo il buon nome dellacittà… non importa ciò che succede fra quelle murabenedette. Non importa ciò che accade in una comunità incui il senso civico è andato a farsi fottere da tempo».Come giudica Maino questi rilievi che vengono mossi daragazzi che potrebbero avere l’età dei suoi alunni? Checosa ne pensa il sindaco, il leghista Schneck?10 GIOVANNI TESSARIUn altro consigliere comunale tienese abbastanzainformato sui fatti è Giovanni Tessari (AlternativaDemocratica). Questi, come Maino milita nellaopposizione. Qualche mese dopo i fatti denunciati da DiNatale, è proprio Tessari che in riferimento ad una seriedi presunte violenze da parte di religiosi, sostiene cheil problema «è che quelle cose lì, tutti sappiamo cheesistono»; sostiene poi che «tutti lo sanno, ma nessunosi fa avanti… si preferisce piuttosto prendere ilbambino e portarlo da un’altra parte… la gente amastare tranquilla, ama il quieto vivere». Perché Tessariassume questa posizione quando pochi mesi prima avevafirmato il famoso documento di sostegno alle parrocchiethienesi? E che opposizione è quella che cosìacriticamente ha sposato i proclami del primo cittadino,il leghista Schneck?11 APOLLONI, SCARPELLINI E FALCONE: UNA CENA PER TRE?Ma una delle vicende più oscure riguarda le manovre dicorridoio seguite alla denuncia di Canale 68. Il quadrodi riferimento è quello relativo ad una serie di incontri

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    riservati ai quali Daniele Apolloni ex deputato delCarroccio e dell’Udeur sembra fare allusione. In più diuna occasione infatti, poco dopo la deflagrazione delcaso Thiene, Apolloni avrebbe fatto intendere ad alcunisuoi interlocutori che egli stesso si sarebbe incontratoa cena col tenente Scarpellini (comandante dellacompagnia thienese dell’arma dei carabinieri) e col pmFalcone, titolare dell’inchiesta. Motivo dell’incontro?Mettere una pietra definitiva sopra l’inchiesta natadalle rivelazioni di Canale 68 («Bertezzolo è più cheaffidabile»… «i genitori si sono ritirati»). Se iltutto fosse vero, in base a quali prerogative un exparlamentare, un pm e un tenente dei carabinieri, nelcorso di una cena si sarebbero arrogati il diritto dimettere il coperchio ad una inchiesta scottante? È veroper di più che il vescovo di Padova Antonio Mattiazzoavrebbe chiesto ad Apolloni di intervenire su Bertezzoloaffinché quest’ultimo non attirasse su di sé i riflettorimediatici accesi poco prima sul caso?12 IL COMPORTAMENTO DEI CARABINIERIE così dalle pieghe della vicenda emergono altri aspetti.Aspetti riguardanti le modalità con cui sono stateeffettuate le indagini. Prima di tutto non si è maicapito se l’inchiesta sia effettivamente cominciata o sela magistratura berica si sia limitata ad aprire unfascicolo per fatti non contenenti notizia di reato. Ildubbio è grande. Se i venti testimoni hanno calunniatoqualcuno, hanno riferito il falso e hanno inutilmenteallertato le autorità, il pm Falcone doveva formalizzarele accuse nei confronti dei sospetti. Se le testimonianzeinvece sono circostanziate allora occorreva formalizzarele accuse nei confronti dei presunti responsabili. Sulpiano procedurale e formale invece, l’inchiesta non sicapisce che strada abbia seguito. Non si capisce seaddirittura sia mai iniziata.Ovviamente un ruolo chiave nell’inchiesta è quello deicarabinieri thienesi, comandati dal tenente GiovanniScarpellini. Proprio in base ai rapporti stilati daimilitari il pm ha preso le sue decisioni. E così c’è unadomanda che nasce spontanea. Se il procedimento èconcluso, che fine hanno fatto i verbali contenenti ledichiarazioni dei testimoni? Perché non sono stati resipubblici, se la vicenda fu veramente una montatura? Chetimori avevano le autorità?In quest’ottica diventano importantissime le rivelazionirese da una minorenne pochi giorni dopo gli scoop diCanale 68: «Era la prima settimana dell’aprile 2004 –

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    dice la giovane della quale per motivi di opportunità nonsi può rivelare il nome – il tenente Scarpellini mi hachiamato in caserma. Mi ha fatto fare un verbale doveraccontavo i fatti…». Nella fattispecie ai militari lagiovane riferisce del comportamento di don CristianoMarsotto, cappellano del duomo di Thiene; il raccontodella minorenne è preciso: «… Quando era davanti adaltra gente insultava… Quando eravamo sole io e lei (ilriferimento è ad una amica della ragazza, Ndr) era menosonei comportamenti… mi dava fastidio quando toccava…quando mi dava gli schiaffi sul culo… faceva finta diniente come se non fosse successo… per il futuro speroche vada via, non voglio più vederlo».Così la giovane viene convocata dai carabinieri. «Lorohanno chiamato me… mi dissero che dovevo recarmi incaserma poiché dovevano farmi delle domande… mi sonorecata in caserma un sabato mattina. Il tenenteScarpellini mi ha fatto fare un verbale dove raccontavo ifatti… dopo tre quattro giorni ho rilasciatoun’intervista anonima (per Canale 68 Veneto, Ndr). Ilgiorno dopo i carabinieri hanno chiamato i miei genitoriper dirmi che dovevo recarmi in caserma un’altra voltaper farmi altre domande. Una volta giunta in casermahanno consigliato ai miei genitori di fare una diffidaper fare in modo che l’intervista non fosse mandata inonda perché poteva succedere che i preti potevanodenunciarmi per diffamazione… e per aver detto ilfalso, quando il falso non era… i carabinieri dicevanoche per quell’intervista potevano essere messe in boccacose che non avevo detto… che l’intervista potevaessere manomessa o che venissero fuori frasi che nonerano vere… la diffida è stata fatta dai carabinieri emia madre l’ha firmata… la diffida è statamaterialmente scritta al computer dai carabinieri (ilriferimento è al tenente Scarpellini, Ndr) e mia madrel’ha firmata…». Poi una stilettata all’indirizzo dellabenemerita: «Loro mi facevano delle domande su com’erovestita e su cosa avevo fatto io affinché i preti miinsultassero… ma più di una volta don Cristiano mi hatoccato il sedere… io mi piegavo, lui era lì che mistava parlando e mi toccava… ti dà fastidio che unprete ti tocchi il culo…».13 I NODI IRRISOLTIInsomma con che criterio il comandante dei carabinieri diThiene si arroga, se quanto descritto dalla giovane èvero, il diritto di scrivere una diffida per conto dellamadre di un testimone (o vittima)? È per caso il suolegale? Come mai si sospetta che i media manomettano le

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    informazioni e le interviste? Si vuole coprire qualcuno?La magistratura è a conoscenza di tali episodi? Come maiil pm non ha proceduto personalmente a sentire testimonie potenziali accusati? Perché i carabinieri avrebberofatto domande sul modo di vestire delle ragazze come sela foggia di un abito giustificasse le pruderie diqualche presule di provincia? E se quanto descritto dairagazzi è vero, il parroco era a conoscenza deicomportamenti del suo cappellano? È vero che ilconsigliere Carlo Maino, ebbe a dire che l’intervento diDon Angelo sulla stampa fu anche concepito per attiraresul parroco le accuse di molestie che invece eranoriferite ad un prete con le spalle meno forti? Esoprattutto che fine hanno fatto le testimonianze deiragazzi nelle quali invece si accusava Don Angelo dicomportamenti violenti, come riferito peraltro daBellossi junior, figlio di un sovrintendente dellaquestura? Proprio Di Natale infatti nei giorni a seguiresi era spesso domandato: «Come mai il Giornale di Vicenzanon parla mai di queste evidenze? Come mai aperture dipagina del tipo “Contro il duomo solo falsità”, titolandoin modo non virgolettato e quindi rendendo oggettiva unarealtà come minimo ancora da dimostrare?».14 I MALTRATTAMENTILe informative avute dall’Arma riguardano anche un casograve di percosse. Un tredicenne residente nella zonadella stazione ferroviaria di Thiene (tredicenneall’epoca dei presunti maltrattamenti patiti), riferì diessere stato duramente picchiato il 25 aprile 2002 da unsacerdote, proprio all’interno della sede delle opereparrocchiali: «Ho avuto una contusione alla spina dorsalequando mi ha buttato addosso al muro… Quando mi hapreso e mi ha sbattuto addosso al muro sono andato asbattere addosso al pergolato di ferro». Questa scena èstata descritta per filo e per segno ai carabinierithienesi da un testimone maggiorenne che ha puresottoscritto quanto riferito. Che fine ha fatto quelrapporto? Le accuse erano vere o no? A quali conclusionisono arrivati gli inquirenti? Perché i media locali nonhanno puntato l’attenzione su questi fatti? È vero chetali accuse erano state rivolte a monsignor AngeloRigoni?15 ATTENZIONI MORBOSEC’è un altro elemento però che getta un’ombra ulteriore.Una anziana thienese ha lanciato una accusa pesantissimanei confronti della parrocchia. Gli accadimenti sonocircostanziati; il riferimento è ad una conversazione

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    avuta con la madre di un bimbo che all’epoca dei fattifrequentava la parrocchia. La madre (all’epoca dei fattiabitava in zona Cappuccini a Thiene) parla di attenzionimorbose avute nei confronti di suo figlio da parte di unsacerdote del duomo. Il racconto dell’anziana signoraresidente in zona Duomo è preciso. Quest’ultima loriferisce puntualmente. E viene pure fuori un nome:«…Don Cristiano insegna catechismo… Questo bambino hachiesto di andare in bagno… Don Cristiano è andato adaccompagnarlo… e quando è stato in bagno… gli hapreso in mano il pene e gli ha detto… questo ti serviràper quando sarai grande». Tale circostanza è statadescritta anche ai carabinieri; il tutto in un paio ditestimonianze rese per iscritto al comandante dellacompagnia thienese. Ma quale è stato il riscontro nelleindagini? Il tenente Scarpellini che cosa ha evidenziato?Si tratta di fatti veri o no? Se i fatti descritti sonoveri perché l’indagine si è sgonfiata? Se i fattidescritti sono falsi o artefatti perché non si èproceduto ad incriminare chi ha gettato fango sullaparrocchia thienese del duomo? Le due cose non possonoessere insieme vere e false. Quindi c’è una lacunagravissima, persino paradossale, nella condotta deicarabinieri e nella condotta di chi li ha coordinati,ovvero il pm Falcone.16 IL PARERE DI ANGELO DI NATALE: L’INTERVISTA
    Angelo, che cosa ti ha spinto ad indirizzare un espostoalla procura della repubblica?
    «Nei miei servizi avevo segnalato fatti gravi, sempre inmodo circostanziato. Ciononostante, a mio avviso inviolazione della legge, qualcuno ha deciso che tuttequelle testimonianze dovevano rimanere all’interno di unasemplice indagine esplorativa. Io non sono qui a dire chetizio è colpevole e caio è innocente. Ma di fronte anotizie di reato tanto gravi la procura aveva l’obbligodi aprire un procedimento formale, eventualmenteiscrivendo qualche nome nel registro degli indagati; sidovevano fare le valutazioni del caso in modo rigoroso elibero da posizioni precostituite. Poi, sulla base diquanto raccolto, si poteva benissimo chiederel’archiviazione, sulla quale però doveva decidere ungiudice terzo, ovvero il giudice per le indaginipreliminari (il Gip, Ndr)».
    Invece che cosa è successo?

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    «Di fatto l’indagine non è mai cominciata visto che si èfermata alla fase esplorativa».
    Nel tuo documento indirizzato a palazzo Negri muovi unaaccusa durissima. Specifichi che il tenente Scalpellinisi adoperò non già per accertare i fatti, bensì peraccreditare la tesi, falsa, che non fosse successo nulla.Al punto da avere egli stesso scritto la diffida firmatadai genitori affinché Canale 68 non trasmettesse alcuniservizi compromettenti. Confermi?
    «Assolutamente sì. Sono pronto a sfidare il tenenteGiovanni Scarpellini in un pubblico dibattito. Sonopronto anche per un faccia a faccia davanti alprocuratore Salvarani».
    E i media come si sono comportati?
    «Male, se si esclude Canale 68 Veneto. Si è fatto credereche l’inchiesta fosse conclusa sulla scorta di unrapporto inviato dai carabinieri thienesi al pm GiorgioFalcone. Ma in quale “provincia” della repubblicaitaliana i carabinieri, così come qualunque altro organodi polizia giudiziaria, giudicano se un procedimento deveandare o meno avanti? Ribadisco per di più tutte le mieriserve sul comportamento di alcuni colleghi della cartastampata, in primis de Il Giornale di Vicenza, i qualihanno preso per oro colato un rapporto dell’Arma sulquale aleggiano ombre mai fugate».
    Tu hai inviato un esposto al capo della procura IvanoNelson Salvarani. Quest’ultimo coordina la procura diVicenza dal 2005. Come mai non hai inoltrato talesegnalazione prima?
    «Diciamo che l’arrivo di Salvarani ha accresciuto il miotasso di fiducia nei magistrati di Santa Corona. Il nuovoprocuratore peraltro ha fama di persona integerrima, chenon perdona la minima distrazione ai servitori dellostato, proprio in virtù del servizio che questi sonochiamati ad espletare. Non a caso dopo il suo arrivo aVicenza si sono moltiplicati gli arresti ai danni diesponenti dei carabinieri, della polizia e della poliziaprovinciale. Sono finiti dentro anche politici. Nelcapoluogo poi è esploso il bubbone relativo alla gestionedell’urbanistica e uno sul trasporto illegale di rifiuti:quest’ultimo a sua volta, ha scatenato una bufera inprovincia come all’Arpav. Per quanto riguarda il casogravissimo delle violenze sessuali che sarebbero statecompiute negli uffici del comune di Vicenza, il capo

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    della procura ha deciso di impugnare la sentenza diassoluzione».
    Parli dell’accusa all’ex assessore Gilberto Baldinato, diForza Italia?
    «Proprio così».
    Tu fai il giornalista in Sicilia dove il crimineorganizzato ammanta il tessuto sociale da decenni. Chedifferenze hai trovato con il Vicentino?
    «Rispondo con le parole dell’ex capo della procura bericaGianfranco Candiani: a Vicenza impéra una omertà distampo mafioso».
    Che cosa vuoi dire?
    «In Campania, Calabria e Sicilia c’è la mafia. Di soventeil territorio non è sotto il controllo dello stato.Spesso però per farsi rispettare i malavitosi debbonosparare. A Vicenza non serve: i silenzi, le autocensuredella stampa, la ricerca ad ogni costo dell’interesse dibottega, persino il più misero, le pressioni dei grandigruppi economici e i rapporti tra politica e affariagiscono da soli, spesso nella quiete più completa. Nonc’è bisogno di sparare».
    Vuoi dire che nel Vicentino impéra una sorta di armoniamafiosa?
    «Sì. L’espressione può sembrare forte, ma a mio avvisopuò rispecchiare la realtà».
    Che impressione ti sei fatto nei due anni durante i qualihai lavorato a Vicenza? Chi comanda veramente da noi?
    «In realtà sono stati solo quindici mesi. Mi sono bastatiperò per capire molte cose. Il gruppo Valbruna, il gruppoIngui e il presidente della Popolare di Vicenza GianniZonin sono i pesi massimi locali. Ci sarebbe anche ilgruppo Fitt di Rinaldo Mezzalira, ma mi pare un po’ indisparte ultimamente. I quattro hanno un peso economicopiccolo, considerata la polverizzazione dell’economiavicentina, ma nel capoluogo spadroneggiano da quindicianni. Che governi il centrodestra o il centrosinistra nonfa molta differenza. Spesso e volentieri esponenti deidue schieramenti sono emanazione diretta di questo o diquell’interesse particolare; piccolo o grande che sia. Maqui la storia è la stessa che caratterizza tuttal’Italia».

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    Come si concretizza questo controllo sui media?
    «Indirettamente, soprattutto tramite Assindustria, iquattro menano le danze de Il Giornale di Vicenza, difatto l’unico quotidiano locale; lo stesso avviene ancheper il maggior network locale, Tva Vicenza. Quest’ultimostipula convenzioni con i maggiori enti locali, a partireda provincia e comune di Vicenza, ottenendo fior diquattrini. Ovviamente gli altri network non ricevono ilmedesimo trattamento. Vi sono giornalisti che sono staticontemporaneamente al soldo del comune e di Tva. Ilportavoce del sindaco di Vicenza viene da Tva; percontratto si mette in saccoccia 80.000 euro all’anno.Molti giornalisti che lavorano nelle testate locali fannogli addetti stampa negli enti controllati. Può questoessere giornalismo indipendente? Non sono ancora riuscitoa capire se ai vicentini la cosa interessi poco o sesiano all’oscuro di tutto. Forse tutte e due le cose. Poimi domando dove sia stata in tutti questi anni lamagistratura».
    E di Thiene che cosa pensi?
    «Thiene si inserisce perfettamente in questo quadro. Unamaggiore ricchezza rispetto al passato, ricchezza ora inribasso vista la congiuntura, diverse auto di lusso, unpo’ di patina e di scintillìo di vetrine: tutto ciò nonbasta a cancellare il peso di una cultura contadina, doveun certo tipo di cattolicesimo deteriore, anche se nonpiù praticato, è rimasto nella testa delle persone.Insomma, a Thiene, i ragazzi possono pure sentirsimeravigliosamente trendy, magari guardando il GrandeFratello sul videofonino, ma dentro qualche parrocchiaperò si sente ancora l’odore del periodo feudale. Sisente ancora il tanfo dell’ipocrisia, che in silenziogiustifica le angherie dei potenti e demonizza chi siazzarda a cantare fuori dal coro».
    Quale è il giudizio finale sulla vicenda?
    «Vorrei sapere una cosa. La gente è rimasta turbata daifatti descritti o si è semplicemente infastidita per lacattiva reputazione patita dalla città in cui vive?Concludo con una battuta. Ironia della sorte, se parli diThiene con un siciliano, lui sa solo che è la città delcrac della compagnia aerea Volare».
    In ultimo che interrogativi ti poni in merito allacornice giudiziaria e giornalistica?

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    «Mi pongo due domande semplici semplici. Don AngeloRigoni ha mai picchiato uno o più giovani di Thiene? Si ono? A Thiene don Cristiano Marsotto ha mai molestato unoo più ragazzi (maschi e femmine ovviamente)? Sì o no?Questi erano i quesiti fondamentali che magistrati estampa, Canale 68 escluso, dovevano porsi. In che modo lohanno fatto? E lo hanno fatto veramente? Credo che chileggerà queste righe se ne accorgerà facilmente. Cosìfaccio una provocazione. Che cosa sarebbe successo se afinire nell’occhio del ciclone non fossero stati duesacerdoti, ma due extracomunitari? La stampa localeavrebbe usato lo stesso dispiegamento di mezzi? Ilsindaco di Thiene sarebbe andato su tutte le furie? Sisarebbe chiesto un consiglio comunale straordinario?Quali soloni di campagna avrebbero parlato disciacallaggio dell’informazione etichettando il lavorosvolto da Canale 68?».

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    POSTFAZIONE, A CURA DI ANGELO DI NATALENei quindici mesi in cui ho avuto, per ragioni casuali e transitorienell’ambito del mio impegno professionale, il piacere e la fortuna dilavorare nel Vicentino, ho scoperto una realtà interessante, ricca di tanteluci e qualche ombra. Una di queste ombre però ha “illuminato” il miolavoro perché aveva a che fare – e credo abbia ancora a che fare, in quantodubito che le cose siano cambiate – con l’essenza stessa del giornalismo:raccontare i fatti di pubblico interesse così come accadono, con il sololimite segnato dal rispetto della verità, dall’osservanza delle norme poste atutela dei diritti della persona e, particolarmente, dei soggetti deboli,senza manipolazioni, omissioni, reticenze e deferenze verso alcuno, tantomeno verso chi detiene quote di potere, sia esso politico, burocratico,economico o di qualunque altro genere.Se questo è il diritto-dovere di un giornalista, devo confessare che aVicenza – ecco l’ombra cui accennavo – ho potuto condividere il piacere diesercitarlo con pochissimi altri colleghi, tra i tanti che pure lavorano e perquesto sono pagati dalle rispettive aziende editoriali e magari presi sul serioda migliaia di cittadini ai quali propinano come genuine, notizie einformazioni invece, regolarmente e dolosamente, contraffatte.Ciò – evidentemente non per mio merito – ha forse reso più visibile delgiusto e di quanto io stesso avessi preferito, il mio impegno che, per quantoprofuso con passione e senza risparmio di energie, a me sembra elementaree naturale, niente più che un atto dovuto da parte di chi, se ha sceltoquesto lavoro, dovrebbe anche avere consapevolezza del valore etico e delcomplesso di diritti-doveri-poteri-libertà che ne sono elementi costitutivi,nonché piena ed effettiva disponibilità ad esercitarli e ad adempierli.Tuttavia non voglio qui affrontare questo tema che pure è importante edinveste anche, e forse in primo luogo, la natura delle aziende editoriali cheoperano nel Vicentino, la commistione degli interessi, non sempre leciti,dei loro proprietari e gestori, la strumentalità anche sistematica delle loroimprese o di vasti aspetti della loro gestione rispetto ad un circuito d’affariche alimenta, lega e tiene insieme il potere politico, compresi i verticidelle aziende pubbliche che ne sono emanazione e ampi settori dellaburocrazia della pubblica amministrazione, quello economico, finanziario,mediatico e, nel periodo a me noto – fino a maggio 2004 – anche quellogiudiziario.Vengo subito alla vicenda alla quale è dedicata questa pubblicazione.Premetto che essa è solo una delle tante, tantissime di cui mi sia capitatodi potermi occupare. In quindici mesi infatti, grazie all’autonomia di cui ho

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    potuto fruire a Canale 68, ho realizzato e firmato circa 1700 servizi di cuioltre 600 riguardanti fatti e temi estranei alla cronaca di routine econtenenti inchieste, denunce e analisi scomode e controcorrente, quasisempre frutto della mia autonoma iniziativa di ricerca. I servizi sui fatti inquestione – le violenze fisiche e sessuali compiute su minori da parte disacerdoti in una parrocchia di Thiene – risalgono all’ultimo periodo del miolavoro a Canale 68. Avevo già maturato un’idea precisa della realtàvicentina. Perciò, come avevo fatto tante altre volte su svariate vicende,accertati i fatti, ho deciso di raccontarli in chiave giornalistica per fare inmodo che una semplice denuncia affidata, in silenzio, dalle vittime agliorgani competenti, non rimanesse senza esito.Ribadisco quanto ho avuto modo di dire nel corso di quei reportage. I fattisono veri, un’inchiesta seria non può che accertarlo. Su questo, ora comeallora, sono sempre pronto a confrontarmi con chiunque.Dopo i primi servizi fui interrogato dai carabinieri di Thiene ai qualiconfermai tutto, fornendo anche gli elementi utili per i riscontri. Inpochissimi giorni chiusero l’indagine in modo singolare: nessun riscontro, maanche nessuna obiezione al sottoscritto! Mi sarei aspettato una denunciaper calunnia, e magari una querela per diffamazione da parte di qualcunodei tanti soggetti che dopo il primo servizio trasmesso da Canale 68reagirono con un’azione di isteria collettiva di cui mi apparvero subito chiarigli obiettivi.Basta rileggere le cronache di quei giorni del quotidiano locale più diffuso,il Giornale di Vicenza.Ecco qualche esempio.Giovedì 1 aprile 2004:
    Mons. Rigoni si dice incredulo e sgomento: sono calunnie di una mentemalata.
    Da rilevare che nei servizi non solo non avevo fatto i nomi, ma non avevoreso in alcun modo identificabile neanche la parrocchia (a Thiene ce nesono almeno dieci) proprio perchè ben sapevo che sarebbe scattataun’inchiesta della magistratura alla quale, sola, sarebbe spettatodeterminare, anche dinanzi all’opinione pubblica, le responsabilitàpersonali. Incredibile, ma vero. Una parrocchia ed una sola (ripeto una sudieci, ciascuna – nel caso in cui i fatti fossero stati infondati – con le stesseprobabilità delle altre di risultare quella relativa alla vicenda denunciata),ed un prete sono stati immediatamente individuati come le parti offese ditanto “incauta” denuncia. E secondo quale criterio, quale elemento diconoscenza, quale meccanismo logico?

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    Ancora il Giornale di Vicenza, che semplicemente non aveva pubblicato unanotizia, vera o falsa che fosse, e semmai fosse stata falsa non avrebbeavuto alcun bisogno di smentirla semplicemente perché non l’aveva maipubblicata, già l’1 aprile scriveva (parole del cronista):
    Una polemica montata per altri fini dietro la quale si nascondono interessieconomici.
    E il giorno dopo, sempre il cronista:
    Pesanti accuse propagate via etere con apparente leggerezza e senzaadeguato riscontro critico. All’origine della denuncia c’è quasi sicuramenteun contenzioso civile.
    Sabato 3 aprile, ancora il cronista:
    Un contenzioso tra privati e i sacerdoti del duomo per l’acquisto di una casae la successiva sistemazione di una pista mobile da skateboard… poi lasuggestione e qualche imprudenza di troppo ha fatto il resto .. Accuseprive di fondamento che sono state propalate da chi dopo avere bussatoalla porta di tanti cronisti ha trovato megafono in un’emittente televisivalocale che in buona fede, ma con eccessiva fretta, non avrebbe vagliato asufficienza i termini della questione.
    Il 9 aprile, titolo:
    Contro il duomo solo falsità.
    Il cronista:
    Alla fine non è rimasto nemmeno il fumo
    Tutto ciò mentre i Carabinieri si affannavano a “chiudere” la pratica in tuttafretta, una fretta che a me sembrò subito funzionale più alle rispostepubbliche, ovviamente già scritte e decise prima di ogni riscontro, che adun’indagine appena degna di questo nome che ha i suoi tempi, il suo rigore,le sue procedure.E infatti pochi giorni dopo Il Giornale di Vicenza poteva annunciare:
    …Le indagini dei carabinieri hanno decisamente sgonfiato del loro sordidocontenuto le accuse mosse ai sacerdoti del duomo…
    E, tra virgolette, il presidente del consiglio comunale:
    «Un modo di fare giornalismo irresponsabile che offende la voglia di veritàche i cittadini si aspettano dagli organi d’informazione. Al di là di tutte leazioni legali che il sindaco sceglierà di avviare, ci attendiamo come minimodelle scuse».

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    Il sindaco:
    «Notizie denigratorie nei confronti della città e delle istituzioni che creanoi presupposti per un reato di non poco conto. Noi chiederemo i danniproprio per questa offesa arrecata alla città»
    Il parroco del duomo:
    «Non penso di querelare chi ha affermato quelle falsità, tanta la suapovertà morale e spirituale .. semmai potrei denunciare chi ha divulgato edato voce a notizie infondate»
    Ancora il cronista de Il Giornale di Vicenza:
    Al di là delle azioni legali, il sindaco rientrato ieri sera dalla sua vacanza inSardegna, si aspetta una presa di posizione anche da parte dell’Ordine deigiornalisti, un fermo atteggiamento di condanna per quello che ha definito”sciacallaggio dell’informazione”.
    Non mi pare che l’ordine dei giornalisti sia mai intervenuto sulla vicenda.Ringrazio poi i valorosi e generosi colleghi che hanno ipotizzato la miabuona fede dopo che molti cronisti più svegli di me non c’erano cascati(nella migliore delle ipotesi sarei un incapace e un cretino!) ed estendo lamia gratitudine a quanti, tra gli interessati, si sono detti disponibili alperdono anche nei miei confronti. Ringrazio, ma la mia fede è ripostaunicamente nei valori della libertà, dell’uguaglianza, dei diritti dellapersona, della tutela dei soggetti deboli, nonché dei doveri e delleresponsabilità che possano effettivamente garantirli. La mia unica preghieraè il loro esercizio, da cittadino e da giornalista.Perciò ho provato un senso di pena – ma era già successo numerose volte inrelazione ad altre vicende che il sistema di potere vicentino avrebbe volutotenere segrete peraltro riuscendovi benissimo, a parte me e pochissimi altricolleghi – nell’osservare la reazione collettiva che ha accomunato irappresentanti della parrocchia, l’amministrazione e il consiglio comunale, imezzi d’informazione (non solo stampa, ma anche altre tv) organiinquirenti, tutti interessati a liquidare subito la vicenda come totalmentefalsa, nonostante fosse vera come ad almeno una parte di questi soggetticertamente risultava già allora.Sarò cattivo, a fronte della bontà di giornalisti e sacerdoti, ma a tutti queisoggetti non riconosco alcuna buona fede. Diversamente non capirei perchéun organo di polizia giudiziaria, anziché avere fretta di esternarepubblicamente “il nulla”, non abbia impiegato tutto il tempo necessario perlavorare seriamente e in silenzio, per poi consegnare i risultati all’autorità

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    giudiziaria. E perché, se tutto era falso, io non sia stato incriminato percalunnia?Allo stesso modo non capirei perché nessuno mi abbia querelato perdiffamazione, né promosso azioni civili per danni, né perché sia la stampache s’è fatta strumento di questo blocco di interessi, che tutti gli altriattori-alleati in quest’opera di insabbiamento, non abbiamo avuto, pur nellecondizioni immaginabili di sorpresa, stupore, shock provocate dai servizi,l’unico atteggiamento credibile: bisogno di verità. La verità “vera” avrebberichiesto ricerca, rigore, compostezza, pazienza e silenzio. Perciò tuttisegnalo il comportamento di quei soggetti che hanno fatto tutt’altro. Anessuno di loro importava minimamente accertare i fatti, fermare leviolenze, tutelare le possibili vittime. Ciò che stava loro a cuore era soloassolvere se stessi per perpetuare un collaudato ed efficace sistema didifesa dei loro interessi.Angelo Di Natale

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    IPSE DIXIT: LE FRASI PIÙ SALIENTI
    In grassetto le citazioni. In corsivo gli autori. Poi qualche considerazione a briglia scioltadell’autore del libro (con la collaborazione di Enrico Rosa).
    «Una comunità cristiana e della città offesa…»
    Attilio Schneck
    , sindaco di Thiene con simpatie passate per quelPsi devastato in seguito da Tangentopoli. Un laico che antepone lacomunità cristiana a quella civica. Thiene è una teocrazia?
    «Sono stato aggredito sia verbalmente che fisicamente con calcie schiaffi dal parroco… altri ragazzini più piccoli sono statiscaraventati addosso alle reti dei campetti da calcio…palpeggiamenti da parte del cappellano»
    Michele Bellossi
    , uno dei principali testimoni del caso Thiene
    «Don Angelo, sa anche lei certi atteggiamenti, lei comeparroco, io come maestro, non possiamo averli anche sedavanti abbiamo ragazzi che meriterebbero di esserebastonati»
    Carlo Maino
    , capogruppo della Margherita in consiglio comunale aThiene. Un educatore moderno?
    «… Tutti lo sanno, ma nessuno si fa avanti… si preferiscepiuttosto prendere il bambino e portarlo da un’altra parte»
    Giovanni Tessari
    , consigliere comunale thienese di AlternativaDemocratica. Struzzo, Don Abbondio o entrambi?
    «…Don Cristiano insegna catechismo… Questo bambino hachiesto di andare in bagno… Don Cristiano è andato adaccompagnarlo… e quando è stato in bagno… gli ha preso inmano il pene e gli ha detto… questo ti servirà per quando saraigrande…»
    Una testimonianza indiretta sconvolgente da parte di
    una anziana thienese
    . Verità o menzogna? La magistratura ha accertato i fatti?Se il tutto è vero, sono stati individuati i responsabili? Se sitratta di calunnie, sono partite le denunzie del caso contro untestimone che avrebbe detto il falso?
    «Scarpellini è troppo tempo che è qua… ha troppo le mani inpasta con le varie associazioni locali… secondo me è colluso»
    Flavio Bellossi
    , sovrintendente di polizia in forza alla questuraberica e padre di Michele; ha mai pensato di riferire tutto ciò almagistrato? E come mai fa queste affermazioni? Sono vere o no?
    «Molti si sono sentiti intimiditi e minacciati da un parroco cheavrebbe potere e solidi agganci»
    Angelo Di Natale
    . Di quali agganci si deve poter disporre persuscitare un fuoco di fila così incessante da parte di alcuni

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    media locali? Quali nervi scoperti si sono toccati? Di Natale neisuoi reportage non fece mai nomi. Perché qualcuno si identificònella parrocchia del duomo cominciando poi una controffensivamediatica? Un modo di dire tipico della lingua latina medievale è:”excusatio non petita accusatio manifesta”… Già San Girolamo,uno dei primi a tradurre la bibbia dal Greco al Latino tra il 300e il 400 dopo Cristo, nelle sue lettere avvertiva: dum excusarecredis, accusas (mentre credi di scusarti, ti accusi). Al duomo diThiene leggono San Girolamo? In municipio? E nelle redazioni deiprincipali media locali?

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    Indice
    PREFAZIONE ………………………………………..101- L’INIZIO ………………………………………202- LA GUERRA DEI MEDIA …………………………….403- IL CONTRATTACCO ………………………………..404- I POLITICI SI SCHIERANO COL DUOMO ………………..605- I RETROSCENA …………………………………..806- GLI STRASCHICHI E IL MISTERO DEL TESTIMONE MIKE ……807- I BELLOSSI …………………………………….908- FLAVIO BELLOSSI ACCUSA IL TENENTE SCARPELLINI ……..909- CARLO MAINO …………………………………..1010- GIOVANNI TESSARI ………………………………1111- APOLLONI, SCARPELLINI E FALCONE: UNA CENA PER TRE? ..1112- IL COMPORTAMENTO DEI CARABINIERI ………………..1213- I NODI IRRISOLTI ………………………………1314- I MALTRATTAMENTI ………………………………1415- ATTENZIONI MORBOSE …………………………….1416- IL PARERE DI ANGELO DI NATALE: L’INTERVISTA ………15POSTFAZIONE ………………………………………20IPSE DIXIT: LE FRASI PIÙ SALIENTI …………………..25

    MANI D’ANGELOÈ un piccolo libro, un pamphlet, dedicato ad uno degliepisodi di cronaca vicentina più controversi degli ultimianni. Si tratta del famoso caso Thiene del 2004, quandonei servizi del reporter Angelo Di Natale per conto dellatv Canale 68 Veneto, si parlò apertamente di percosse emolestie sessuali perpetrate da due sacerdoti in unaparrocchia di Thiene. Nel libro non solo vengonoricostruiti i passaggi della vicenda, ma viene data unachiave di lettura particolare per quanto riguarda ilcomportamento degli inquirenti e della stampa. L’indaginevenne chiusa in fretta e furia ma gli interrogativirestano. Tant’è che l’autore descrive le novità emerse dauna successiva indagine giornalistica condotta sul campoMARCO MILIONI
    Marco Milioni, è nato a Roma nel 1973. Giornalistafreelance segue per conto de Il Gazzettino la cronacapolitica ed amministrativa del comune di Vicenza e dellaprovincia. È stato corrispondente da Vicenza per Rtl102.5 ed Rtl Venezia. Collabora con Canale 68. Hacollaborato con il periodico telematico Internest-on linee con il settimanale Vicenza ABC. Milioni ha sul web unsuo spazio di approfondimento, un blog. Si tratta de IlTracciante, reperibile su internet all’indirizzohttp://tracciante.blogspot.com
    STAMPATO NEL GENNAIO 2006 DA:Stamperia Di Esse; c. so Padova 1336100 VicenzaSTAFF:http://tracciante.blogspot.comINFO:tracciante@email.itPROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE:Marco Milioni & Stamperia Di Esse
    Prezzo EURO 4,00

    www.lasberla.net/wp-content/uploads…uncia-testo.pdf

    PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TRENTO
    ESPOSTO DENUNCIA
    Il sottoscritto Angelo Di Natale, nato a Modica (Rg) il 14-04-1959, residente
    a Ragusa, via Dante 103, giornalista in servizio nella redazione Rai di
    Catania, imputato nel procedimento n. 411/08 R.G. (n.1196/06 R.G.N.R. – n.
    2295/06 Gip) assolto con sentenza n. 765/08 – Rep. 2059/08 – emessa in data
    12-11-2008 dal Tribunale di Trento in composizione monocratica, deposita il
    presente esposto-denuncia, per i reati e le motivazioni di seguito riportati, nei
    confronti di:
    1) Giorgio Falcone, nato a Milano il 28-05-1965, magistrato sostituto
    procuratore presso il Tribunale di Vicenza;
    2) Ivano Nelson Salvarani, nato a Bondeno (Ferrara) il 30-06-1939,
    procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza;
    3) Giovanni Scarpellini, nato a Bagno di Romagna il 21-10-1966,
    residente a Thiene (Vi) in via Bacchiglione 35;
    4) Ivano Tolettini, giornalista de Il Giornale di Vicenza, residente a
    Schio (Vi) in via Maso Ciscato 2/B.
    5) Flavio Bellossi, nato a Thiene (Vi) il 25-06-1960, residente a Thiene
    (Vi) in via Dante 146;
    6) Antonella Trentin, nata a Carrè (Vi) il 23-03-1957, residente a Carrè
    (Vi) in via Fondovilla 37;
    7) Tricia Cimato, nata a Camposampiero (Pd) il 16-12-1988, residente a
    Thiene (Vi) in via Marconi 62;
    8) Giuseppa Bagnato, nata a San Ferdinando (Rc) il 27-09-1949,
    residente a Thiene in via Marconi 62.
    1
    Giorgio Falcone. Questi, pubblico ministero presso la Procura di Vicenza,
    alla fine di gennaio 2006 presentava una querela nei confronti miei e del
    giornalista Marco Milioni per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Per
    quanto riguarda la doglianza che una persona può esprimere nei confronti di
    un’altra è possibile nel singolo caso condividerla o non, ma se tale doglianza
    è portata avanti l’Autorità giudiziaria sostenendo essere la stessa relativa ad
    un fatto penalmente rilevante, sta al giudice esprimere un giudizio. Quello
    che non è consentito al querelante è redigere un racconto menzognero. A
    maggior ragione quando la menzogna riguarda l’essenza stessa della illiceità .
    Prendo atto che Falcone solo il 23-06-2008, nella relazione trasmessa al
    procuratore Salvarani nell’ambito dell’istruttoria scaturita dall’esposto
    presentato dal sottoscritto e dal collega Milioni, ha ritenuto di sostenere di
    avere appreso da suo padre (morto purtroppo l’8 luglio 2007) che uno dei due
    sacerdoti coinvolti nella vicenda era Angelo Rigoni, parroco della parrocchia
    da lui frequentata da bambino. E’ strano che nella querela presentata a
    gennaio 2006, Falcone, pur dichiarando che l’indagine era stata assegnata ad
    un altro collega avendo egli appreso che vi era coinvolto Rigoni, non ritenga
    di chiarire in che modo lo avrebbe appreso, mentre solo due anni e mezzo
    dopo – quando nel frattempo il genitore è morto – egli, chiamato a fornire
    non pochi chiarimenti sugli atti compiuti e su quelli non compiuti nell’ambito
    di quell’indagine anche in relazione all’asserita “fantomatica” astensione, si
    ricorda del papà deceduto.
    Il punto essenziale, che poi ha portato alla sentenza assolutoria pronunciata
    dal Tribunale di Trento in data 12/11/2008, è dato dal racconto relativo
    2

    all’«insabbiamento» del procedimento penale che avrebbe dovuto essere
    promosso nei confronti di don Angelo Rigoni e don Cristiano Marsotto.
    Si badi bene, a me non interessa che i due sacerdoti siano o no colpevoli. Io
    sono un giornalista e giudico non i reati ma il comportamento sociale.
    Ciò che alla fine del 2005 indusse il collega Marco Milioni a scrivere il libro
    fu proprio il fatto che, a distanza di ben venti mesi dalle indagini, egli avesse
    dovuto rilevare che non esisteva alcun procedimento. Che un processo si
    concluda con una assoluzione o una condanna è nella natura delle cose; che
    una sentenza comporti delle critiche è anche nella natura delle cose. Ma che
    un procedimento scompaia come nel Triangolo delle Bermuda non è nella
    natura delle cose.
    Afferma il Falcone (ed essendo un P.M. ancora più grave appare la
    menzogna) che si disinteressò del procedimento per la presenza di don
    Angelo Rigoni e che esso fu assegnato ad altra collega (d.ssa Mazza). Già
    nella querela appare la volontà ingannatoria del Falcone il quale, ben conscio
    della fine di quel «fascicolo» a mod. 45, se ne guarda bene dal dirlo.
    Responsabilizza integralmente altri che, logicamente, gli è succeduto (doc.
    1). E permane nella dolosa menzogna, del resto, quando deve relazionare
    l’Ispettorato del Ministero (doc. 2).
    Ma anche in quella relazione mente in modo, francamente, persino fastidioso.
    È il Salvarani, Procuratore Capo delle Repubblica di Vicenza, che all’udienza
    del 1/10/2008, citato come teste dalla difesa (teste ostile, per di più, come
    vedremo) è costretto a dire che la d.ssa Mazza aveva ricevuto il tutto già a
    mod. 45. Afferma in tale sede che nessuno aveva avuto quel fascicolo prima
    della Mazza se non il dott. Falcone (doc. 3).
    3

    Appare di clamorosa evidenza che fu Giorgio Falcone (per la conoscenza
    avuta con uno dei due sacerdoti?) ad «insabbiare» quel procedimento. A
    trasformarlo (ed usiamo le parole del Giudice del dibattimento) in un
    «sommergibile in immersione».
    Già il fatto in sé costituisce un comportamento penalmente illecito, ma di ciò
    si devono finalmente far carico la Procura di Trento assai distratta nel
    procedimento contro me e Milioni, nonché il Consiglio Superiore della
    Magistratura perché a nessuno, per quanto mi riguarda, è dato credere che la
    vicenda si sia conclusa con la sentenza assolutoria.
    Quello che appare di solare evidenza è il reato di calunnia nei miei confronti
    (in verità anche nei confronti di Milioni) da parte di Giorgio Falcone che
    nella querela ha omesso la parte relativa all’«insabbiamento» del
    procedimento, insabbiamento che – accertato processualmente – ha
    determinato la mia assoluzione e, in riferimento alle imputazioni scaturenti
    dall’azione di Falcone, anche quella di Milioni.
    Essa è essenziale come emerge dalla sentenza 12/11/2008 del Tribunale di
    Trento divenuta res iudicata formale.
    Io presento formale denuncia nei confronti di Giorgio Falcone per il reato di
    cui all’art. 368 c.p. nonché per quello determinato dalla omessa iscrizione
    del fascicolo relativo. Mi costituisco parte offesa con l’avv. Angelo Bruno di
    Ragusa e chiedo di essere tenuto informato ai sensi dell’art. 408 n. 2 c.p.p.
    Giovanni Scarpellini. La querela da questi proposta anche nei miei confronti
    contiene falsità palesi. Non mi soffermo su quella relativa al sovrintendente
    Flavio Bellossi che affronterò più avanti nella mia denuncia
    4

    Giovanni Scarpellini afferma, ed ha pure prestato giuramento, che mai ha
    indotto le famiglie di Gloria Pallado e Tricia Cimato a diffidare Canale 68
    dalla divulgazione delle interviste. Siamo finalmente riusciti, vincendo
    l’intollerabile resistenza di Ivano Nelson Salvarani, ad ottenere il fascicolo
    ormai famoso della vicenda relativa ai fatti di Thiene (proc. n.3881/06).
    Ebbene, ben si comprende l’ostruzionismo del Salvarani nella parte che lo
    riguarda.
    Tra le tante invenzioni contenute in querela e sulle quali lo Scarpellini ha
    pure giurato vi è quella relativa al fatto di non aver assolutamente spinto le
    madri di Gloria Pallado e Tricia Cimato a diffidare Canale 68 svolgendo così
    una attività non consona alla sua funzione e dimostrante la faziosità della sua
    condotta (doc. 4).
    Ebbene le testimonianze rese da Gloria Pallado e Tricia Cimato (doc. 5 e 6)
    dimostrano che Scarpellini, abusando della sua divisa, convocò assieme le
    due madri e le due ragazze e le indusse a diffidare Canale 68 con
    affermazioni menzognere (mai le affermazioni di Michele Bellossi
    nell’intervista all’emittente, così come quelle di chiunque altro, sono state
    manipolate o tagliate in modo da falsarne il senso, come del resto dimostra la
    sua deposizione proprio allo Scarpellini in data 16/06/2008).
    A questo riguardo si deve notare anche la falsa testimonianza resa nel
    procedimento di Trento da Antonella Trentin, Tricia Cimato e Giuseppa
    Bagnato, madre della Cimato.
    Riteniamo altresì che tale induzione alla falsa testimonianza veda proprio lo
    Scarpellini come attore perché nessun altro aveva avuto interesse ad indurre
    al falso le tre donne, falso realizzato integralmente per favorire lo
    5

    Scarpellini. Per quanto riguarda la Trentin, ella interrogata in aula nell’ultima
    udienza del 12 novembre 2008 (doc. 18) arriva a negare di avere mai saputo
    di un interrogatorio della figlia, ma risulta presente nel verbale di sommarie
    informazioni rese dalla stessa a Scarpellini in data 10-04-2004 (doc. 7).
    Presento pertanto formale esposto-denuncia nei confronti di Giovanni
    Scarpellini per i reati di cui agli artt. 368, 372, 377 bis.
    Mi costituisco parte offesa con l’avv. Angelo Bruno di Ragusa e chiedo di
    essere tenuto informato ai sensi dell’art. 408 n. 2 c.p.p.
    Flavio Bellossi. Io ero in possesso della registrazione del colloquio tra Flavio
    Bellossi e Loris Bertezzolo, nel corso del quale il Bellossi definisce lo
    Scarpellini colluso.
    Il Bellossi ha reso falsa testimonianza ai sensi dell’art. 372 c.p. ed allego la
    registrazione incredibilmente non prodotta ma trattenuta presso il suo ufficio
    dal pubblico ministero Di Benedetto (doc. 8 e 9).
    Mi costituisco parte offesa con l’avv. Angelo Bruno di Ragusa e chiedo di
    essere tenuto informato ai sensi dell’art. 408 n. 2 c.p.p.
    Ivano Nelson Salvarani. Procuratore presso il tribunale di Vicenza, quindi
    capo dell’ufficio di cui fa parte Falcone, ha violato ogni suo dovere quando,
    trasmessa la querela, sapeva dell’insabbiamento del procedimento.
    Trasmettere la querela del Falcone era un suo dovere, ma era anche suo
    dovere (per il quale viene ben retribuito) mettere a conoscenza della Procura
    e dei Giudici di Trento, nonché della difesa, dell’«insabbiamento» del
    procedimento da parte del Falcone.
    In questa vicenda che conduce ad un pesante giudizio critico sulla
    magistratura e sulla sua affidabilità, Ivano Nelson Salvarani, pur non essendo
    6

    colui che ha commesso i reati più gravi, è certo la figura che, per l’età e la
    funzione assegnatale dallo Stato, appare esposto al peggior giudizio di chi dai
    magistrati – soggetti solo alla legge – si attenda atti trasparenti e
    comportamenti che almeno alla legge siano conformi.
    Deliberatamente costui trasmette la querela del Falcone citando il numero del
    procedimento 387/04 senza specificare il modello e traendo così in inganno il
    P.M. prima, il GIP poi, perfino il Giudice del dibattimento almeno fino ad un
    certo momento del processo, nonché i due difensori (doc. 10 e 10 bis).
    Afferma Salvarani, interrogato, che scrisse il numero 387/04 senza indicare il
    mod. 45, non per far credere che fosse a mod. 21, bensì perché all’inizio non
    aveva posto attenzione. Ma come? Recupera il numero da dove, se non dal
    fascicolo dove fa bella mostra di sé il mod. 45? (doc. 3).
    Ivano Nelson Salvarani. a gennaio 2006 è venuto a conoscenza del fatto che
    il fascicolo era un «sommergibile in immersione».
    Questo perché a giugno il procedimento passa a mod. 21 e sarebbe stato suo
    dovere comunque informare la Procura di Trento. Appare già non credibile la
    giustificazione che adduce. Del resto, se mai dubbio potesse esservi, è lui
    stesso a chiarirlo quando afferma di aver da «subito» seguito il lavoro della
    d.ssa Mazza.
    Ma l’interrogatorio di Gloria Pallado e Tricia Cimato avviene il 25/01/2006 e
    quindi Salvarani sin da allora non può non conoscere l’«inghippo» del mod.
    45.
    Ma la prava voluntas del Salvarani emerge anche quando nel 2008 il
    difensore di Milioni gli chiede i fascicoli (e mai precisa il modello del
    387/04) ben cinque volte (doc. 11, 12, 13, 14, 15): Salvarani ripetutamente
    7

    promette a parole, ma omette nei fatti, di consegnarli rendendo ostacolo
    persino dopo la sentenza del 12/11/2008. E si capisce bene il perché. In data
    4/4/2008 egli pur sapendo che il 387/04 era a mod. 45, invia una
    comunicazione al dr. Vartan Giacomelli (P.M. vicentino titolare del proc.
    pen. 387/04 mod. 21) dicendogli di controllare se vi erano gli elementi di
    connessione al proc. di Trento per cui era richiesto (doc. 16).
    È fuori d’ogni tollerabilità che questi continui a violare la legge ed a ricoprire
    l’incarico di dirigente della Procura della Repubblica di Vicenza
    Denuncio pertanto Invano Nelson Salvarani per i reati di cui all’art. 476 c.p.
    per avere dichiarato il falso nella sua comunicazione ufficiale e all’art. 328
    c.p. per aver omesso di consegnare prima del processo e per lunghi mesi al
    difensore di Marco Milioni la documentazione relativa al procedimento n.
    387/04 mod. 45.
    Mi costituisco parte offesa con l’avv. Angelo Bruno di Ragusa e chiedo di
    essere tenuto informato ai sensi dell’art. 408 n. 2 c.p.p.
    Ivano Tolettini, giornalista de “Il Giornale di Vicenza”, in un articolo
    pubblicato in data 02-04-2004 – redatto quindi in data 01-04-2004 – ha
    riferito l’esito di tre interrogatori svolti dal ten. Scarpellini in data 03-04-
    2004 (!). Considerato che in quei giorni, ad avviso dello scrivente, sia
    Scarpellini che Tolettini erano impegnatissimi non già ad accertare (il primo)
    e a riferire (il secondo) i fatti senza posizioni precostituite, mossi solo da
    genuina ricerca e divulgazione della verità, ma dall’intento di determinare (il
    primo) e di rappresentare pubblicamente e in tutta fretta (il secondo)
    l’infondatezza – peraltro con accenti e intenti diffamatori oggetto di altro,
    8

    separato, giudizio – dei servizi trasmessi da Canale 68, la singolare
    circostanza, lungi dall’essere bizzarra, è grave ed inquietante.
    Che per avere le notizie attinenti la Procura sia necessario rivolgersi al
    Tolettini la dice lunga non solo sulla necessità che la Procura di Trento avvii
    un’indagine al riguardo ma che lo stesso Ministero che avrà copie di tutto
    apra un’inchiesta estremamente seria inviando gli ispettori che interroghino
    tutti, non soltanto coloro che alle segrete stanze hanno ricezione.
    Denuncio pertanto ai sensi dell’art. 326 c.p. Ivano Tolettini, in concorso col
    p.u. ignoto (ma non troppo) che gli ha fornito materiale non solo coperto,
    comunque, da segreto ma – avendolo fatto ben due giorni prima che tale
    materiale prendesse vita – chiaramente viziato nella sua veridicità, in quanto
    la strana anticipazione sembra riflettere l’esito sperato, voluto e forse
    determinato da una tendenziosa visione soggettiva e da una posizione
    faziosamente costruita e pregiudizialmente svincolata dai fatti, piuttosto che
    l’approdo naturale degli atti che avrebbero dovuto essere svolti con
    imparzialità, scrupolo, limpidezza e rigore (doc. 17).
    Mi costituisco parte offesa con l’avv. Angelo Bruno di Ragusa e chiedo di
    essere tenuto informato ai sensi dell’art. 408 n. 2 c.p.p..
    Antonella Trentin, Tricia Cimato e Giuseppa Bagnato (doc. 18, 19, 20)
    hanno reso falsa testimonianza nel processo di Trento. Hanno dichiarato di
    non avere mai subito pressioni per la diffida a Canale 68 da Giovanni
    Scarpellini e quasi di non essersi le due madri parlate tra loro. Ebbene dalle
    deposizioni rese avanti il P.M. d.ssa Mazza il 25/1/2006 emerge che la verità
    è completamente diversa e che tutta l’iniziativa fu dello Scarpellini (doc. 5 e
    6). Denuncio perciò Antonella Trentin, Tricia Cimato e Giuseppa Bagnato
    9

    per il reato di cui all’art. 372 c.p., mi costituisco parte offesa con l’avv.
    Angelo Bruno di Ragusa e chiedo di essere tenuto informato ai sensi dell’art.
    408 n. 2 c.p.p..
    Catania lì 9 marzo 2009
    In fede

    www.lasberla.net/wp-content/uploads…to-art-2004.pdf

    Da “Il Giornale di Vicenza”
    Data di pubblicazione 01-04-04
    Pag. 1
    Articolo richiamo di prima pagina dal titolo:
    Thiene, “veleno” sui sacerdoti del Duomo
    <<sono solo calunnie di una mente malata>>
    Senza firma – rinvio: Tolettini a pag. 22
    (1) Il mondo ecclesiastico di Thiene si ribella proclamando la sua
    innocenza di fronte alle accuse al veleno piovute sui sacerdoti del
    Duomo. A chiamarli in causa un servizio dell’emittente televisiva
    Canale 68 che ha dato spazio ad un paio di testimonianze adesso al
    vaglio dei Carabinieri. In esse si parlava di violenze sessuali in
    parrocchia, citando una serie di possibili parti offese. Un quadro
    torbido e insieme confuso. Incredulo e sgomento mons. Angelo
    Rigoni: <<sono solo calunnie di una mente malata>>.
    (1
    ) Fin dal richiamo in prima pagina, così come in tutti gli articoli
    che seguono, sono evidenti l’atteggiamento, gli interessi, gli
    obiettivi de Il Giornale di Vicenza: sostenere che la notizia è falsa,
    denigrare chi l’ha diffusa, fare da cassa di risonanza alle reazioni a
    volte schizofreniche che ne conseguono, offrire uno strumento
    concreto a chi – e sono in tanti, non solo i sacerdoti presunti
    responsabili – ha l’interesse a sostenere la falsità di quelle accuse,
    prima e a prescindere da ogni verifica.
    Pag. 22
    Articolo dal titolo:
    Vendetta contro la parrocchia?
    di Ivano Tolettini
    (2) Volgari calunnie contro i sacerdoti, come spiegano in
    parrocchia parlando apertamente di veleno o vendetta … ma anche
    una polemica montata per altri fini, dietro la quale si nascondono
    interessi economici, oppure c’è dell’altro finora inconfessato?
    ….E il primo cittadino …… ha parlato di volgari calunnie per
    screditare due fedeli ministri di Dio da parte di individui che non
    hanno calibrato le parole
    1
    …. I carabinieri … dopo avere … individuato i testimoni ….hanno
    fatto partire le prime convocazioni … nel pomeriggio il
    comandante Giovanni Scarpellini ha interrogato Loris Bertezzolo e
    una signora come persone informate sui fatti ….
    ….L’inchiesta farà rumore. Ai militari spetterà verificare se la
    denuncia pubblica ha le stigmate della calunnia e diffamazione
    oppure ha una parvenza di fondamento.
    (2
    ) Tolettini mi accusa in pratica di avere divulgato notizie false
    per interessi, economici e non solo.
    Articolo dal titolo:
    <<attacco infamante>>
    E Schneck convoca
    Il Consiglio comunale
    Firmato m.l.d. (Marialuisa Duso)
    (3) Attilio Schneck, sindaco di Thiene: << ….attacco gravissimo
    e ingiustificato …. Una notizia priva di qualsiasi fondamento.
    Questa non è informazione ma sciacallaggio dell’informazione. ….
    Notizie messe in giro ad arte da qualcuno ….. il frutto di una
    manovra orchestrata da qualcuno che spinge da dietro. Il mio
    obiettivo è trovare il soggetto che istiga anche se per quanto mi
    riguarda credo di sapere chi è. .. Queste accuse sono inaudite e
    diffamatorie>>.
    (3
    ) Sono ancora accusato di essere un diffamatore, uno sciacallo
    dell’informazione, strumento di una manovra orchestrata da
    qualcuno.
    Articolo dal titolo:
    <<sono solo calunnie
    di una mente malata>>
    di d.n. (Diego Neri)
    (4*) Mons. Angelo Rigoni: <<sono cose da matti .. accuse prive di
    fondamento .. è una rivalsa, una vendetta di persone che ce
    l’hanno con me per altri motivi. …. Contestazioni di una pesantezza
    inaudita … campate in aria. .. Sciocchezze che non stanno né in
    cielo né in terra … Solo un pazzo può avere affermato delle
    indecenze di questo livello. …. Persone che per vecchi contrasti,
    sfociati magari in cause civili, possono avere il dente avvelenato …
    .. Le accuse di violenze nei confronti di bambini e ragazzini non
    2
    hanno ragion d’essere ….. non c’è nulla di vero …. Pure invenzioni
    …… Temo si tratti della macchinazione di una persona non del

    tutto equilibrata … si tratta in ogni caso solo di calunnie… >>.
    (4) Il crescendo di denigrazioni pesanti continua.
    (5
    ) L’arciprete cade dalle nuvole … Non riesce a capire i motivi
    che …. Un’ipotesi che fa fatica anche ad immaginare …….
    L’arciprete .. più ci pensa e più è sconvolto …..Nonostante in tanti
    anni di servizio sia entrato a contatto con realtà difficili … il fatto
    che qualcuno ….. lo colpisce molto
    (5) Il testo, a firma d.n., anche nella parte non virgolettata, e
    quindi contenente affermazioni del giornalista, è tutt’altro che
    imparziale e corretto.
    Data di pubblicazione 02-04-04
    Articolo dal titolo
    <<la città offesa ed indignata>>
    Sotto accusa l’informazione
    Firmato m.l.d. (Marialuisa Duso)
    (6
    ) All’indomani delle sconcertanti accuse fatte ai sacerdoti del
    duomo, Thiene è più offesa che preoccupata …..l’Amministrazione
    comunale prende posizione … stigmatizzando l’atteggiamento
    dell’emittente Canale 68 che ha amplificato le <<notizie>>.
    Amministrazione comunale: <<si tratta di notizie gravissime che
    offendono la comunità cristiana di Thiene …. >> Gli
    amministratori di Thiene <<ritengono poco verosimili i fatti e le
    testimonianze riportate>> ma soprattutto condannano
    un’informazione <<che fa del mettere il mostro in prima pagina la
    ragione e lo strumento principale della comunicazione della
    notizia>> …
    <<la città di Thiene è offesa dal modo in cui è stato presentato il
    servizio e stigmatizza un’attività che, ricorrendo a testimonianze e
    fatti non ancora accertati, dimostra una scorretta gestione della
    notizia. Nell’auspicare un celere percorso della giustizia …. gli
    amministratori si riservano di verificare in ogni sede il grado di
    offesa che la città di Thiene abbia potuto subire>> … In chiusura
    gli amministratori esprimono <<un sincero e calorosissimo
    messaggio di solidarietà a tutte le comunità cristiane locali toccate
    in maniera forte da questo tipo di informazione che certamente
    3
    non contribuisce a fare chiarezza … sui fatti e non avvicina i
    cittadini alle istituzioni pubbliche e religiose>>.
    (6) Il Giornale di Vicenza prosegue nell’azione avviata l’1 aprile e
    continua a prospettare denunce o querele, da parte dei soggetti cui
    fa da megafono, che mai saranno presentate.
    Articolo dal titolo:
    Interrogati altre tre giovani
    Anche per oggi dai carabinieri nuovi testimoni
    di Ivano Tolettini
    (7
    ) Anche il secondo giorno di interrogatori …. non schioda
    l’impressione che sui sacerdoti del Duomo si sia voluto sollevare
    un gran polverone. Veleno forse in buona fede o forse perché
    manovrato da inconsci secondi fini. …. I carabinieri dopo avere
    informato il sostituto procuratore Giorgio Falcone hanno ascoltato
    tre di coloro che sono stati indicati come parti offese. Tuttavia non
    sarebbero emerse situazioni di rilievo. Tanti sentito dire … ma di
    concreto non sarebbe emerso niente. Gli investigatori quest’oggi
    proseguiranno nelle audizioni. Dovrebbe essere la giornata
    decisiva perché saranno ascoltati altri ragazzi indicati come coloro
    che avrebbero subito le attenzioni. Le pesanti accuse propagate
    via etere con apparente leggerezza e senza adeguato riscontro
    critico … col rischio di compromettere così la genuinità degli indizi
    …. sintetizza un caso che ….All’origine della “denuncia” contro i
    sacerdoti c’è quasi sicuramente un contenzioso civile riguardo la
    pista di skateboard … Da qui si sono sviluppate posizioni
    contrastanti tra più soggetti alcuni dei quali avrebbero manovrato
    nell’ombra sapendo di poter contare sulla fragilità psicologica di
    determinati individui che forse hanno agito in buona fede … Il caso
    … ha suscitato reazioni …. facendo scattare una solidarietà
    incondizionata nei confronti dei religiosi … tirati in ballo senza
    alcuna remora…. Sono state prese per buone in maniera apodittica
    e autoreferenziale affermazioni che dovevano ancora essere
    vagliate …. Il pm Falcone ha raccomandato ai carabinieri di agire
    con celerità …. Qualora illazioni calunniose prive di sostanza sono
    state spacciate come indizi di morbosità sessuale, si aprirebbero
    pesanti interrogativi sulle ragioni che hanno spinto taluni a
    cavalcare individui con problemi caratteriali, per non dire di
    scompensi della personalità.
    4

    (7) I <<tre di coloro che sono stati indicati come parti offese>> in
    effetti, come risulta agli atti, sono stati interrogati solo il 3 aprile,
    ma Tolettini lo “scopre” due giorni prima, comunicandone l’esito!
    Per il resto tutto come negli articoli precedenti.
    Data di pubblicazione 03-04-04
    Articolo dal titolo:
    Duomo, baruffa tra vicini
    Il caso forse originato da una questione immobiliare
    di Ivano Tolettini
    (8
    ) Il caso si sgonfia, com’era prevedibile. Molestie sessuali
    commesse in parrocchia contro minori? Nessuna traccia dopo il
    primo giro di interrogatori. Un contenzioso tra privati e i sacerdoti
    del Duomo per l’acquisto di una casa e la successiva sistemazione
    di una pista mobile da skateboard? Sarebbe questo lo sfondo delle
    accuse lanciate da alcune persone contro i religiosi. Poi la
    suggestione e qualche imprudenza di troppo ha fatto il resto.
    Quelle contro i sacerdoti sono accuse fino a prova contraria prive
    di fondamento che sono state propalate da chi, dopo avere bussato
    alla porta di tanti cronisti, ha trovato megafono in una emittente
    televisiva locale che in buona fede, ma con eccessiva fretta, non
    avrebbe vagliato a sufficienza. I carabinieri del tenente Giovanni
    Scarpellini hanno concluso il primo giro di interrogatori … e hanno
    informato il pm Giorgio Falcone. …. In realtà finora sono emersi
    tanti sentito dire ma nulla che lascia ipotizzare violenze e molestie
    sessuali contro bambini avvenute in parrocchia. Questo proprio no.
    Le indagini dureranno ancora qualche settimana ma la prima
    impressione è che un dissidio molto terreno di natura civilistica tra
    parrocchia e privati sia stato spacciato per quello che non è …..Il
    contenzioso non è stato indolore e non è escluso che in certi
    momenti della trattativa ci siano state pressioni …. Può essere
    accaduto che in certe occasioni qualche sacerdote abbia alzato la
    voce ed è stato frainteso. Un fraintendimento che alla luce del
    braccio di ferro immobiliare da parte di taluni è stato volutamente
    letto in chiave sessuale, quando in realtà il contenzioso era tutt’al
    più patrimoniale.
    (8) Tolettini insiste sugli interessi economici dei quali mi sarei
    fatto strumento e però, ad un certo punto, non esclude la mia
    buona fede: insomma mi dà, professionalmente, dello stupido,
    dell’incapace, dello sprovveduto.
    5
    Data di pubblicazione 09-04-04
    Pag. 1
    Richiamo di prima pagina dal titolo:
    I carabinieri sicuri,
    sui sacerdoti di Thiene
    un cumulo di falsità
    Senza firma – rinvio: Ivano Tolettini a pag. 22
    Pag. 22
    Articolo dal titolo:
    Contro il duomo solo falsità
    Il rapporto inviato in Procura scagiona i sacerdoti
    di Ivano Tolettini
    (9
    ) Alla fine non è rimasto nemmeno il fumo. Gli accertamenti,
    viste le premesse, sono finiti com’era inevitabile, data la
    genericità, infondatezza e avventatezza delle notizie fornite via
    etere su presunte violenze sessuali commesse ai danni di minori da
    religiosi nella parrocchia del Duomo. I carabinieri del tenente
    Giovanni Scarpellini questa mattina trasmetteranno al pm Giorgio
    Falcone il rapporto conclusivo, dopo peraltro che lo stesso
    magistrato è già stato informato qualche giorno fa sull’esito degli
    interrogatori. Ossia che dalle audizioni dei minori non è emerso
    nulla di rilevante nei confronti di religiosi. Come è stato possibile
    allora montare un caso che ha scosso la comunità thienese?
    Quando si diffondono avventatamente notizie false di questa
    portata ….. All’origine del caso come abbiamo documentato nei
    giorni scorsi c’è stata una polemica molto terrena ….. Non è
    escluso che in questo frangente qualcuno abbia creduto di
    comportarsi in buona fede atteggiandosi a presunto paladino, ma
    già un anno fa quando alcuni testimoni avevano riferito ad altri
    cronisti queste “rivelazioni” era stato agevole rendersi conto della
    insussistenza dei racconti perché frutto di ossessive esagerazioni
    la cui matrice era ben altra … Che mons. Rigoni, persona non più
    giovane, sia un sacerdote un po’ all’antica .. è risaputo .. Ma … la
    sua moralità di ministro di Dio non è mai stata minimamente in
    discussione. … Il resto in base alle verifiche appartiene all’albo
    delle falsità … Si trattava di equivoci verbali che sono stati
    elaborati in modo ossessivo da alcuni soggetti non credibili e che
    successivamente sono stati ripresi senza quel necessario vaglio
    critico che solo le verifiche investigative possono dare …. In una
    6

    Falcone è stato costantemente informato sugli sviluppi …. I
    presupposti sui quali poggiava la vicenda erano fin troppo friabili.
    Per questo motivo quando il fascicolo sarà affidato all’archivio le
    persone che si sono sentite tirate in ballo ingiustamente
    potrebbero replicare secondo gli strumenti dell’ordinamento
    giudiziario.
    (9) Tolettini insiste sulla sua tesi, sentenzia che io abbia diffuso
    avventatamente notizie false, accompagna già all’archivio il
    fascicolo e, tendenziosamente, prefigura le <<repliche secondo gli
    strumenti dell’ordinamento giudiziario>> delle persone tirate in
    ballo, utilizzando un condizionale potenziale (<<potrebbero>>)
    che presuppone l’accertata (da lui) esistenza dei presupposti.
    Articolo dal titolo:
    <<mi ha commosso
    l’affetto della gente>>
    di Diego Neri
    (10
    ) Dell’assurdità delle accuse mons. Angelo Rigoni, parroco del
    Duomo, si era detto convinto fin dal primo giorno. Accuse che lo
    avevano ferito nella sua dignità di uomo e di sacerdote. Ora che
    dagli accertamenti dei carabinieri non è emerso nulla a suo carico
    …. <<non ho risentimenti, né sono spinto dalla vendetta. Né
    penso di querelare chi ha affermato quelle falsità a suo carico,
    tanta la sua povertà morale e spirituale. Semmai …. potrei
    denunciare chi ha divulgato e dato voce a notizie infondate>>.
    (10) Delle accuse, comunque accertate come assurde, si parla già
    al passato. Nel presente tutto è già chiarito. Ma chi, quando, come,
    lo ha fatto? Basterebbe dare un’occhiata al fascicolo per toccare
    con mano la gravità di questo modo di informare. C’è poi il solito
    spazio militante dato solo ad una parte, con tanto di annuncio di
    azioni giudiziali mai esperite da parte di chi si è ritenuto, a torto,
    danneggiato dai miei servizi. Ma a “colmare” questa lacuna ci ha
    pensato Tolettini quattro anni dopo, facendo credere falsamente ai
    lettori che io fossi stato chiamato a rispondere in giudizio di quei
    servizi.
    Data di pubblicazione 10-04-04
    Articolo dal titolo:
    7
    <<i giorni più infernali della mia vita>>
    Il sollievo dell’arciprete dopo la conclusione delle indagini
    sulle terribili accuse
    di Marialuisa Duso
    (11
    ) Varie dichiarazioni. Francesco Menegardi, vice presidente
    del consiglio pastorale: << Siamo sorpresi e indignati per il modo
    in cui una rete televisiva ha deciso di divulgare notizie tanto gravi
    senza fare un minimo di approfondimento … Sarebbe interessante
    capire chi abbia manovrato tutto questo e, considerando il modo in
    cui sono state date le notizie, con incongruenze evidenti fra i titoli
    e i servizi, non posso pensare che non siano stati in malafede ….
    Un anno fa c’era stata una causa …. Questioni banalissime
    insomma che si sono poi ingigantite fino a creare questo pasticcio,
    talmente assurdo da apparire da subito inverosimile …>>.
    Sull’altro fronte c’è il Comune che … sta meditando di dichiararsi
    parte offesa per il modo in cui, al di là delle testimonianze, sono
    state presentate le notizie: <<notizie denigratorie nei confronti
    della città e delle istituzioni – afferma il sindaco Attilio Schneck –
    che creano i presupposti per un reato di non poco conto. Noi
    chiederemo i danni proprio per questa offesa arrecata alla città>>.
    (11) Valgono le stesse considerazioni di prima. Ai lettori si fa
    credere che tutto sia accertato, che una sentenza sia stata emessa!
    Il Giornale di Vicenza fa da megafono a chiunque voglia attaccare i
    miei servizi e denigrare il mio lavoro.
    Data di pubblicazione 14-04-04
    Articolo dal titolo:
    <<e’ stato offeso il Consiglio
    Ora ci aspettiamo le scuse>>
    senza firma
    (12
    ) Mentre le indagini hanno sgonfiato del loro sordido
    contenuto le accuse mosse ai sacerdoti del duomo …… Riccardo
    D’Angelo, presidente del consiglio comunale: <<non solo si sono
    dimostrati degli irresponsabili facendo denunce gravissime che poi
    si sono rivelate prive di qualsiasi fondamento …. Ma hanno anche
    perseverato nella loro irresponsabilità … hanno continuato ad
    accusare a destra e a manca … scegliendo un modo di fare
    giornalismo irresponsabile che offende la voglia di verità che i
    cittadini si aspettano dagli organi di informazione. Al di là di tutte
    8

    le azioni legali che il sindaco sceglierà di avviare, da questa
    emittente ci attendiamo come minimo delle scuse>>. E, al di là
    delle azioni legali, il sindaco … si aspetta una presa di posizione
    anche da parte dell’Ordine dei giornalisti: un fermo atteggiamento
    di condanna per quello che ha definito da subito <<sciacallaggio
    dell’informazione>>.
    (12*) L’autore, in questo caso anonimo, oltre a ripetere la stessa
    operazione compiuta innumerevoli volte dall’1 aprile 2004, rincara
    la dose, appesantendo il linguaggio anche nelle parti non
    virgolettate. All’intervistato di turno si consente inoltre di
    diffamarmi sempre più pesantemente.

  • Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    venerdì 13 maggio 2011 14:3:33

    FOGGIA – E’ stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale don Nicolangelo Rossi, il prete salesiano di 79 anni originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento). I fatti risalgono al 2006, quando quattro bambine raccontarono di essere state toccate nelle parti intime dal viceparroco della chiesa del Sacro Cuore Gesù di Foggia nel confessionale. Il giudice monocratico del tribunale di Foggia, Antonio Diella, ha accolto in parte le richieste del pm Vincenzo Bafundi che aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, così come gli avvocati delle famiglie delle bambine Michele Vaira, Michele Sodrio e Sergio Cangelli. (Fg/02)

    www.ilgrecale.it/news/2011/toccamen…esiano-3796.asp

  • La malattia dei Salesiani

    La malattia dei Salesiani

    Il caso di Riccardo Seppia e la divulgazione delle sue intercettazioni telefoniche ha aperto un quadro allucinante. Il salesiano è stato descritto come satanista, omosessuale dedito a droghe e festini, malato di sesso e pedofilo. Di fronte al pubblico ministero l’uomo ha confessato di essere un assassino, e di aver continuato a vivere una vita dissoluta stante la sua sieropositività e il rischio di contagio per tutti i partner sessuali.

    Cosa accade ai Salesiani? Seppia non è il solo caso. Il 14 maggio scorso il Corsera pubblicava la condanna di primo grado a Nicolangelo Rossi, salesiano di 79 anni, originario del beneventano. Il Rossi è stato dichiarato colpevole di reati pedofilia ai danni di alcune bambine presso una parrocchia di Foggia.

    In queste ore si indaga l’ordine dei Salesiani anche in Chile dove Audìn Araya, l’ex rettore del collegio salesiano di Conceptiòn, è denunciato per aver offerto copertura ad un suo prete,che ha fatto vittime tra i minori di una parrocchia in età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un caso gravissimo. Il salesiano Rimsky Rojas, suicidatosi nel marzo scorso, era accusato di circa 80 violenze. (articolo da La Nacion.cl). Anche il caso del prete Karadima continua a far discutere.

    Sono inoltre famosissimi i casi di pedofilia negli states, che hanno vista coinvolta la Società Salesiana. Nel 2008, infatti, l’arcidiocesi di Los Angeles spese 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 cause per molestie sessuali e “padre Jim” lo ricorderà per un pezzo. In Italia invece risalgono al 2007 le indagini che hanno coinvolto la comunità del liceo salesiano di Valsalice (Torino), seguite dalle più recenti indagini per abusi sulla Diocesi di Milano.

    Come sapete questo sito si interessa principalmente dei casi riguardanti i pedofili laici, perché i casi concernenti i religiosi sono alimentati da un mangiapretismo che sbuffa nuvole di fumo a copertura dell’intera legione dei pedofili planetari. La politica è inaffidabile, da Giovannardi a Vendola, passando per i trascorsi del radicale Pannella e l’ex deputato Grillini. Tutto ciò nonostante ho voluto questo articolo oggi per chiedere, da cattolica, che la Chiesa di Roma prenda una posizione sulle dichiarazioni inquietanti del salesiano capo per l’Olanda Herman Spronck.

    L’Olanda è il paese liberticida della permissività quindi, anche se i reati di pedofilia sono puniti, sono invece permesse tutte le attività connesse con la “cultura della pedofilia”. Il caso è quello del prete salesiano “padre Van B.”, già condannato per ben due volte per atti osceni e membro di una organizzazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia. Il superiore Spronck si è dichiarato di tutto informato e di non aver ritenuto necessario espellere il pedofilo militante dall’Ordine Salesiano. Nelle sue dichiarazioni Spronck è andato molto oltre.

    Copio e incollo le sue dichiarazioni dal blog “Messa in Latino”, che intitola “Pedofili salesiani, fieri di esserlo”:

    • Che cosa pensa delle relazioni sessuali tra adulti e bambini [sic: “kinderen”], andrebbero consentite?
      P. Spronck: Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente [sic: “formeel”] dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose.
    • Lei pensa che relazioni tra adulti e bambini non sono necessariamente dannose?
      P. Spronck: Le faccio un esempio di ciò. Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?
    • Dunque, queste relazioni tra adulti e bambini dovrebbero essere consentite?
      Personalmente, non condanno a priori [“per definitie”] le relazioni tra adulti e bambini. Conosce Foucault? E’ un filosofo. Conosce i suoi scritti? No? Forse dovrebbe leggerli, specialmente l’introduzione alla Parte Quarta. Dipende dal bambino. Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile.

    Sembra di leggere un testo del pedofilo ideologo Richard Gardner. Invece si tratta di un prete.

    Il salesiano Spronck è delegato per l’Olanda con incarico diretto dal superiore dal Belgio, luogo ameno in cui la magistratura chiese e ottenne l’arresto per un giorno dell’intera conferenza episcopale, profanando tombe e sequestrando pc e telefonini. Sulla questione belga, sempre dal blog Messa in Latino, si può leggere questo articolo.

    Nelle dichiarazioni di Spronck in Olanda, come nei suoi superiori in Belgio e tra gli autori dell’osceno “catechismo” del 1997, la Chiesa non è più la stessa. Nelle parole del superiore salesiano non c’è soltanto eresia, ma anche tutti i segni della corruzione dati con un falso pietismo verso le vittime. Il ragazzo del racconto è evidentemente oggetto di una coercizione psicologica, e la sola cosa da dirgli senza peli sulla lingua è: “Ora tu sei libero”.

    Spero sinceramente che queste ultime vicende convincano i timorosi nella Chiesa, della necessità di far vera pulizia in seno agli ordini del clero e dentro le parrocchie. Ad iniziare con i Salesiani in Italia e Olanda, ad esempio. Sono convinta che anche Don Bosco ne sarebbe soddisfatto…

    Loredana Morandi
    fonte articolo originale (completo di link) andare sul blog “giustiziaquotidiana”


    www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=4686
    il link va messo sempre, e va messo a cura di chi inserisce il post.

  • Mons. Angelo Mustazza patteggia

    Mons. Angelo Mustazza patteggia

    Mons. Angelo Mustazza, sacerdote trapanese accusato di atti di libidine e induzione alla prostituzione nei confronti di alcune minorenni, è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione con il patteggiamento.

    È stato lo stesso difensore dell’imputato a chiedere il patteggiamento davanti al Gup, con il consenso del Pm Giusi Mione. Mons. Mustazza, ex insegnante di religione e parroco delle Chiese di Sant’Andrea e Misericordia ad Erice, era stato arrestato sei mesi fa dai carabinieri sulla base delle testimonianze di alcune ragazzine.

    Il sacerdote avrebbe pagato cifre oscillanti intorno alle 50 mila lire per potere «toccare» le giovani.foggia

    http://edicola.unionesarda.it/Articolo.asp…Articolo=220768

    SICILIA – I TESORI DI MONSIGNORE
    di GIUSEPPE PIPITONE [ 18/01/2011]

    Ma al di la’ delle voci, che possono o meno trovare conferma, c’e’ un altro fatto che ancora oggi meriterebbe piu’ di un approfondimento. Padre Angelo Mustazza fino al 1998 era parroco a Valderice, la stessa cittadina che ospita l’Auxilium. Su Mustazza i fedeli erano sempre stati d’accordo, un prete per bene. Ma improvvisamente il presule si trovo’ al centro di voci su una brutta storia di pedofilia e sfruttamento della prostituzione. Alcune ragazzine, anche di dodici anni, appartenenti alle famiglie meno abbienti della zona, raccontarono come il prete le conducesse spesso in sacrestia abusando ripetutamente di loro. Poi, per lavarsi la coscienza, le pagava con poche lire.

    Mustazza dovette arrendersi di fronte all’evidenza dei fatti, patteggiando una condanna per violenza carnale su ultraminorenni e invito alla prostituzione. Secondo le norme del diritto canonico un sacerdote che arriva addirittura alla condanna per reati del genere dovrebbe essere allontanato dal suo territorio, e magari collocato a riposo.

    Per questo appare singolare il fatto che Mustazza, un tempo proprietario di diversi appartamenti a Trapani, oggi sia il parroco della Chiesa di Purgatorio. Per la cronaca, Purgatorio e’ il nome di una frazone che si trova a un tiro di schioppo da Valderice, la cittadina dove Mustazza ha consumato il grave reato pochi anni fa. Ma a Trapani nessuno sembra porsi domande. Da Canepa fino agli affari della Fondazione Auxilium, passando per il caso di padre Mustazza, sono tutte coincidenze. Fatti curiosi, utilizzati ad hoc da chi vuole attaccare la Chiesa trapanese e il suo pastore.

    www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=368

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    Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” e’ vittima di una vendetta ”
    ” Violentava minorenni ” , parroco in cella
    Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine

    —————————————————————– Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” + vittima di una vendetta” “Violentava minorenni”, parroco in cella Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine TRAPANI – Apriva la sacrestia per accogliere adolescenti di tredici, quattordici anni che una ma – itresse del quartiere reclutava tra le famiglie dei disperati. Poi, sprangata la porta, quella stanzetta tappezzata di immagini sacre diventava una alcova. L’alcova del parroco, monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, sacerdote popolarissimo nella comunita’ religiosa di Valderice. Sussurri e chiacchiere di paese hanno fatto presto ad alimentare la leggenda del prete pedofilo, schiavo del vizio, pronto a compensare con un paio di banconote le ragazzine trascinate sul divano. Sembrano solo pettegolezzi messi in giro dagli immancabili mangiapreti, capaci di ogni diavoleria pur di sporcare l’immagine del clero siciliano, gia’ squassato da vicende devastanti: l’incriminazione per mafia del sacerdote di Giardinello don Francesco Salvia, l’arresto del carmelitano don Mario Frittitta per favoreggiamento del boss Pietro Aglieri, la richiesta di rinvio a giudizio per stupro e usura del parroco di Mascalucia don Pasqualino Di Stefano. Ma, per i giudici, padre Mustazza aveva davvero un debole per le ragazzine, che riusciva a comprare a prezzi stracciati: bastava scucire da 30 a 50 mila lire e l’incontro era assicurato. Cosi’, almeno, assicurano i magistrati che hanno firmato un ordine di carcerazione per il monsignore, da ieri rinchiuso in una cella del “San Giuliano”. Un evento traumatico per la Chiesa di Trapani, anticipato lunedi’ dal vescovo Francesco Micciche’ durante un incontro con le maestranze della processione di misteri. “E’ accaduto un fatto gravissimo, che mi ha molto colpito”, ha mormorato il prelato che si e’ chiuso poi nel silenzio.

    Ma quando le agenzie hanno cominciato a battere i primi dispacci sull’arresto di don Mustazza, la notizia si e’ subito diffusa a Valderice creando sconcerto fra i parrocchiani, pronti a ricordare le buone abitudini del monsignore che da 35 anni vive nella canonica con la sorella Maria conducendo una vita discreta e irreprensibile, scandita da preghiere e opere di bene, sempre al servizio dei diseredati. Ogni mattina il Rosario, le Confessioni, la Messa. Quindi in sacrestia ad ascoltare le litanie degli sventurati, a dare una parola di speranza all’esercito dei questuanti. Un maledetto equivoco, giurano i fedeli ignorando, forse, il blitz dei carabinieri che hanno sequestrato materiale definito “interessante” in un paio dei 15 ruderi acquistati qualche tempo fa dal parrocco nella borgata di San Francesco. La svolta sarebbe arrivata all’inizio di aprile quando una sedicenne ha denunciato la madre per sfruttamento della prostituzione. A poco a poco, il giro delle testimonianze si e’ allargato, sono state sentite altre ragazze finche’ qualcuna non ha fatto il nome del monsignore. “State attenti a buttare fango sulle persone, sono tutte calunnie – grida Pietro Minaudo, uno dei piu’ strenui difensori di padre Mustazza -: e’ un angelo, gli affiderei anche mia figlia. Ma lui e’ troppo buono e forse per questo oggi si trova nei guai”. Spiega Minaudo, imprenditore: “Questo e’ un porto di mare, qui vengono spesso prostitute, donne bisognose d’aiuto che sono separate o hanno il marito in carcere. Qualche settimana fa s’e’ rifiutato di dare denaro a una ragazza e lei ha giurato di fargliela pagare”.

    Ma dal fronte investigativo non trapelano incertezze. Piuttosto, dicono i carabinieri, ci sono riscontri e testimonianze precise, alludendo forse ad alcune foto compromettenti, una delle quali ritrarrebbe il sacerdote con la mano tesa verso una ragazza seminuda. “E’ falso anche questo”, sbottano i parrocchiani in difesa del prete e spiattellando la loro verita’: “Sono venute in parrocchia due ragazze, a un certo punto una ha tirato dalla borsetta la macchina fotografica e mentre l’altra si spogliava ha fatto il clic. Era una trappola, ma don Angelo non c’e’ caduto”.

    —————————————————————– MONSIGNOR MAGGIOLINI “Piu’ attenzione quando si ammette al sacerdozio” MILANO – Che fra 64 mila tra preti e religiosi ci siano due o tre casi di deviazioni non deve stupire, ma non per questo giustificare quanto accaduto. “Ma in fase di ammissione al sacerdozio meglio un prete in meno in diocesi che un cuore sospeso”. A pronunciare il monito, commentando i fatti di Sicilia, e’ monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, che pur premettendo di parlare con “ritrosia” dell’argomento chiede anche una riflessione a Chiesa e societa’ laica. “Aspettiamo comunque a giudicare sin che non c’e’ condanna”, commenta sul caso. Poi la prima riflessione: “Ci sono 37 mila preti e 27 mila religiosi, non stupiamoci di tre casi, comunque gravi, ma non generalizziamo”. “Teniamo quindi conto – continua il prelato – che probabilmente si sono allentate le remore, le regole di prudenza che venivano insegnate ai maestri dello spirito, come quelle di non toccare mai i bambini”. E qui monsignor Maggiolini arriva a quello che lui definisce il quarto punto: “E’ vero che c’e’ crisi di vocazione ma non bisogna prendere chiunque per paura che la diocesi resti senza preti.

    Se ci si accorge di una tendenza e’ giusto allontanare senza remore”. La societa’ entra in gioco alla fine: “Chiederei che la macchina culturale, le agenzie del consenso non si stupiscano per questi episodi perche’ non puo’ non accadere quando si continua a mettere, vedi per esempio i film, la sessualita’ ovunque, come fosse un bicchier d’acqua. E le remore cadono anche la’ dove non dovrebbero cadere. Dunque la societa’ laica stia attenta e renda conto di queste scelte”.

    —————————————————————– I PRECEDENTI * SEMPRE IN SICILIA Sabato scorso, a Mascalucia, in provincia di Catania, scattano le manette per l’arciprete della parrocchia don Pasqualino Di Stefano, 62 anni: tra le accuse, abusi sessuali e usura * IN PUGLIA Tre settimane prima aveva celebrato i funerali di Nadia Roccia, la ragazza uccisa dalle sue due migliori amiche. Ma il 2 aprile, per don Giorgio Mazzoccato, 61 anni, sacerdote del piccolo Comune di Castelluccio dei Sauri, e’ arrivato l’ordine di arresto per violenza sessuale su dei bambini di Arpinova, dove don Giorgio era stato parroco sino al ’96 * NELLA BASSA MODENESE Nella bassa modenese un sacerdote, don G., venne bersagliato, nel settembre scorso da accuse e sospetti che lo collegavanao a un giro di pedofili. Il prete si difese pubblicamente durante l’omelia nella sua chiesa. * A MASSA Prima una serie di “voci”, poi l’allontanamento dalla parrocchia e infine gli arresti domiciliari e nell’agosto ’97 don Roberto Marianelli, 47 anni, viene confinato in canonica. Contro di lui l’accusa di atti di libidine su alcuni bambini della parrocchia di Capanne, del comune di Montignoso.

    Mignosi Enzo

    Pagina 17
    (29 aprile 1998) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804291522.shtml

    Arrestato a Trapani il prete pedofilo

    29 aprile 1998 — pagina 23 sezione: CRONACA
    TRAPANI – Monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, parroco a Valderice (Trapani) è stato arrestato con l’ accusa di pedofilia. Il prelato avrebbe avuto rapporti sessuali con bambine di 12 anni e con ragazze maggiorenni. Gli incontri a luci rosse sarebbero avvenuti nella sacrestia e nell’ abitazione di monsignor Mustazza, nel centro di Trapani. Per ogni rapporto sessuale il prete avrebbe pagato dalle 50 alle centomila lire. A reclutare le bambine sarebbe stata una donna.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…e-pedofilo.html

    monsignor Angelo Mustazza, parroco di Valderice, diocesi di Trapani, arrestato nel 1998 con l’accusa di violenza sessuale su minore e prostituzione minorile, per aver abusato in sagrestia di ragazzine dai 12 ai 16 anni. Al termine delle violenze pagava le ragazzine con pochi spiccioli. Ha patteggiato la condanna per violenza sessuale e induzione alla prostituzione minorile. Attualmente dice messa a Custonaci, località Purgatorio, nella parrocchia Maria Santissima del Suffragio, a poca distanza dalla sua ex parrocchia. [209] [210]

  • Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    FOGGIA – La Procura chiede la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento), l’ex vice parroco del «Sacro Cuore» accusato di atti sessuali su quattro bambine che sarebbero state molestate dall’anziano sacerdote, nell’estate 2006, mentre si confessavano nella chiesa al rione Candelaro.

    Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha parlato per oltre un’ora ieri mattina nella lunga udienza celebratasi a porte chiuse davanti al gup Antonio Diella, in quanto la difesa ha optato per il processo abbreviato condizionato alla trascrizione di un colloquio registrato tra i genitori di una delle presunte vittime ed un altro sacerdote, all’insaputa di quest’ultimo. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è proseguita sino alle 13.30 con requisitoria del pm e arringhe degli avvocati di parte civile Michele Sodrio, Michele Vaira, Sergio Cangelli, Antonio Bove e Antonio Leonardo, che tutelano gli interessi delle 4 minorenni e dei loro genitori e che hanno chiesto la condanna del prete e risarcimento per circa oltre 500mila euro complessivi (degli interventi delle parti civili riferiamo a parte, ndr).

    L’udienza è stata rinviata a marzo per dar spazio alla difesa, con gli avv. Franco e Donatella Ventarola che solleciteranno l’assoluzione del sacerdote: come si può credere – sarà uno degli argomenti difensivi – che quattro ragazzine siano state molestate durante la confessione in una chiesa molto affollata in quell’estate del 2006 perchè la Parrocchia aveva organizzato i giochi estivi, e nessuno se ne sia reso conto? Don Rossi, che da tempo non vive più a Foggia, anche ieri non era presente in aula.

    Il sacerdote si dice innocente: per questa vicenda fu arrestato nel maggio 2007 dagli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile, posto ai domiciliari dove rimase per quattro mesi quando il gip lo rimise in libertà. Il pm, considerata l’età e lo stato d’incensuratezza del sacerdote, ha chiesto al gup di concedere all’imputato le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver abusato della suo funzione di ministro del culto e del fatto che le minorenni gli erano state affidate.

    Parlando per oltre un’ora il pm Bafundi, che coordinò le indagini della polizia e nell’aprile di un anno fa chiese il rinvio a giudizio del sacerdote, ha ripercorso le tappe dell’inchiesta e si è soffermato sul racconto delle quattro vittime, ribadito nel giugno 2007 nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti a tutte le parti processuali interessate: in quella circostanza le minorenni ribadirono d’essere state toccate mentre si confessavano al «Sacro cuore» con don Nicolangelo. Dichiarazioni convergenti quelle delle vittime – ha ricordato il pm – e che escludono la possibilità che si siano accordate per calunniare il sacerdote, nei confronti del quale peraltro non avevano motivi di rancore. Bisogna credere alle bambine – ha detto il pm chiedendo la condanna del sacerdote – perchè i loro sono racconti spontanei, convergenti e riscontrati dalle indagini della squadra mobile. Quali riscontri? Le reazioni immediate delle ragazzine subito dopo essere state molestate nel confessionale, confermate da alcuni testi. E che le minorenni non abbiano inventato nulla, lo dimostra anche – nell’ottica accusatoria – la consulenza psicologica alla quale furono sottoposte durante le indagini preliminari proprio su ordine della Procura, con gli psicologi che hanno confermato l’attendibilità delle vittime.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…1&IDCategoria=1

    Durissimo attacco delle parte civili: «Don Nicola non merita attenuanti»
    Ha parlato anche di «congiura del silenzio» l’avv. Michele Sodrio, legale di parte civile per una delle quattro bambine che sarebbero state molestate da don Nicolangelo Rossi, nel chiedere ieri mattina la condanna del sacerdote e un risarcimento di 250mila euro: 200mila euro per la bambina, 50mila per i genitori. A dire del legale altri sapevano nella chiesa del «Sacro cuore» dei comportamenti dell’imputato, prim’ancora che le denunce delle bambine e l’indagine di Procura e squadra mobile portasse all’arresto del sacerdote. Per l’avv. Sodrio, contrariamente a quanto sostenuto dal pm, don Nicolangelo Rossi non merita la concessione delle attenuanti generiche «perchè i fatti sono gravissimi: parliamo di bambine molestate da un sacerdote al quale erano state affidate per confessarsi».

    La parte civile concorda invece col pm nel rimarcare l’attendibilità delle vittime: dichiarazioni convergenti, spontanee, ribadite nell’incidente probatorio. Nel motivare la richiesta di danni così alta, l’avv. Sodrio ha parlato dei danni psicologici subiti dalla bambina tuttora turbata, tanto da avere difficoltà a dormire. L’avv. Michele Vaira, il legale della bambina la cui denuncia diede il via all’inchiesta giudiziaria, ha anticipato che l’eventuale risarcimento (non ha quantificato i danni) verrà devoluto in beneficenza, come annunciato sin dal primo momento dai genitori della bambina che per primi presentarono denuncia in Procura. In arringa l’avv. Vaira, per chiedere la condanna di don Nicolangelo Rossi, si è soffermato a lungo su quanto dichiarato da un altro sacerdote della parrocchia del «Sacro cuore».

    A pubblico ministero e difensori che lo interrogarono nel corso delle indagini, il testimone escluse di aver mai sentito voci imbarazzanti sul conto del vice parroco; ma quando parlò con i genitori della bambina molestata (registrarono il colloquio all’insaputa del prete, registrazione entrata negli atti processuali) il testimone – ha rimarcato l’avv. Vaira – disse bel altro, confermò di aver sentito voci su don Nicolangelo; d’aver informato i superiori; e che li avrebbe subito avvertiti di quella denuncia. Per l’avv. Vaira il sacerdote («è il nostro miglior teste d’accusa») diceva la verità quando parlava con i genitori della vittima: se così non fosse, perchè mai avrebbe dovuto confermare ai genitori della bambina che circolavano voci imbarazzanti sul collega?

    Il legale nei prossimi giorni depositerà anche una memoria difensiva per ribadire la richiesta di condanna del prete e chiedere che non gli vengano concesse le attenuanti generiche: «ha negato l’evidenza delle prove, non ha mai chiesto scusa, non merita attenuanti» dice l’avv. Vaira alla «Gazzetta». Sia Sodrio che Vaira ribadiscono che, in caso di condanna del sacerdote, avvieranno subito una causa civile contro l’Opera don Bosco dei salesiani di Roma e la parrocchia Sacro Cuore per chiedere loro il risarcimento danni, quali «datori» di lavoro del prete.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404419

    Le tappe. Dalla denuncia al processo
    9 agosto 2006 I genitori di una bambina presentano un esposto in Procura, denunciando che la figlia è stata molestata da un prete mentre la confessava nella chiesa del «Sacro Cuore».

    11 maggio 2007 Don Nicolangelo Rossi, ex vice parroco della chiesa foggiana, arrestato a Taranto dalla squadra mobile foggiana su ordinanza del gip che lo manda ai domiciliari per atti sessuali su minorenni in un istituto salesiano della Campania: il prete respinge le accuse.

    17 giugno 2007 Incidente probatorio in Tribunale per interrogare le 4 presunte vittime: confermano d’essere state toccate dall’indagato.

    24 settembre 2007 Il gip rimette in libertà don Nicolangelo Rossi, imponendogli l’obbligo di dimora a Vico Equense.

    Giugno 2008 Revocato anche l’obbligo di dimora.

    6 aprile 2010 Dopo quasi quattro anni di indagini e una consulenza psicologica per verificare l’attendibilità delle presunte vittime, il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede il rinvio a giudizio di don Rossi per atti sessuali su 4 minorenni.

    19 maggio 2010 Inizia l’udienza preliminare davanti al gup Antonio Diella, subito rinviata. Si costituiscono parte civile contro il sacerdote le 4 bambine e i loro genitori.

    30 giugno 2010 La difesa di don Rossi annuncia che chiederà il processo abbreviato davanti allo stesso gup.

    21 luglio 2010 Le parti civili chiedono di poter citare nel giudizio in corso, ai solo fini della responsabilità civile, Opera don Bosco e parrocchia Sacro cuore quali «datori di lavoro» dell’imputato; la difesa si oppone.

    22 settembre 2010 Il gup accoglie la richiesta delle parti civili di citare salesiani e parrocchia.

    7 febbraio 2011 Opera don Bosco e Sacro Cuore estromesse dal processo su richiesta del loro legale: non poterono partecipare all’incidente probatorio quando si formò la prova. Per la parte civile è importante comunque la decisione del gip di poterle citarle in giudizio: preannunciano l’avvio di una causa civile contro Salesiani e sacro Cuore.

    14 febbario 2011 Il pm chiede 4 anni e 6 mesi per don Rossi; richiesta di condanna ribadita anche dai legali delle 4 bambine che sarebbero state molestate.
    15 Febbraio 2011

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404420

  • Scandalo pedofilia, il 2010 è stato  l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    Scandalo pedofilia, il 2010 è stato l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    I casi di abusi sessuali da parte dei preti hanno caratterizzato tutto il 2010. Tanto che i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto. Papa Benedetto XVI condanna le violenze. Ecco allora la cronaca, mese per mese, di uno degli anni più difficile per il Vaticano.

    Per la Chiesa cattolica il 2010 è stato un anno difficile. Soprattutto per lo scandalo degli abusi sessuali non più solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Dopo le migliaia di casi in Irlanda, denunciati nel 2009 dalle commissioni Ryan e Murphy, l’anno, appena passato, si è aperto con nuovi casi in Austria, in Belgio, in Olanda e in Germania.

    In Germania sono coinvolte soprattutto le scuole cattoliche: per decenni, alcuni dei più prestigiosi istituti cattolici tedeschi sono stati il luogo in cui si sono consumate violenze sessuali agghiaccianti. Accuse di abusi e maltrattamenti anche nel Coro di Ratisbona, diretto dal fratello del pontefice, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1993. Anche in Austria sono i collegi i luoghi in cui vengono maggiormente consumati gli abusi sessuali, ma anche le parrocchie e perfino le case. La drammaticità della situazione spinge il Vaticano ad istituire commissioni indipendenti d’inchiesta, ma non basta ad arginare la disaffezione dei fedeli. Nella sola Austria, il 42% dei cattolici abbandona la Chiesa.

    Incapaci di affrontare gli avvenimenti, i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra. Le dimissioni cominciano in Irlanda, dove tre vescovi lasciano l’incarico. Il vescovo belga, Roger Vangheluwe, si dimette confessando di aver abusato di un bambino. Anche il vescovo norvegese Georg Muller lascia dopo aver rivelato di aver violentato un chierichetto.

    E mentre il Papa, nel corso del viaggio a Malta, incontra le vittime dei preti pedofili e in diversi discorsi pubblici condanna senza riserve la pedofilia clericale, il New York Times pubblica una serie di dossier che rivelano come i vertici del Vaticano e lo stesso Ratzinger pur essendo a conoscenza di casi molto gravi abbiano adottato la politica del silenzio e della copertura. La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede: il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    Anche sul fronte italiano, sono oltre una decina i sacerdoti condannati per abusi sessuali. Lo stesso monsignor Crociata, segretario generale della CEI, per la prima volta ammette che il Vaticano ha ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. Ma è una stima per difetto. Infine, Wikileaks pubblica alcuni cablo che rivelano come, nel caso irlandese, il Vaticano, nonostante la sbandierata disponibilità a fare luce sullo scandalo dei preti pedofili e a collaborare con le autorità civili, non abbia permesso ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi commessi dai sacerdoti irlandesi.

    Si chiude così un anno drammatico, che ha portato migliaia di fedeli a lasciare la Chiesa. E la disaffezione non potrà che continuare, finché il problema della pedofilia clericale non sarà affrontato alla radice, riesaminando il pesantissimo ruolo dell’educazione sessuofobica impartita nei seminari nella genesi di quella che ormai è considerata una vera e propria piaga. Ecco, dunque, la cronaca di questo annus horribilis della Chiesa

    Gennaio

    Il Vaticano sancisce l’obbligo di denunciare i preti pedofili alle autorità civili. Tuttavia tale obbligo vale solo per i Paesi in cui la legge già lo impone. Benedetto XVI riduce allo stato laicale don Marco Dessì, missionario condannato per abusi sessuali su diversi bambini del Nicaragua.

    Febbraio

    Arrestato Angelo Balducci, gentiluomo di Sua Santità. Nell’inchiesta emerge anche uno scandalo che porta in Vaticano. Secondo l’accusa, un religioso nigeriano del coro di san Pietro si occupa di reperire, per gli appetiti dell’ingegnere, giovani e ragazzi presentati, talvolta, come seminaristi.

    Condannato in primo grado a 1 anno e 5 mesi don Paolo Biasi, per molestie ai danni di 4 bambine. Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis a Palermo, è rinviato a giudizio con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni.

    Marzo

    Mentre il Papa invia una lettera pastorale ai fedeli irlandesi, con una ferma condanna dei sacerdoti pedofili, il presidente della conferenza episcopale tedesca ammette che le diocesi hanno intenzionalmente taciuto per anni sui moltissimi casi di violenze commesse dai sacerdoti in Germania. Un giornale austriaco rivela una serie di abusi sessuali e fisici anche all’interno del rinomato coro dei Piccoli Cantori di Ratisbona. Negli Stati Uniti esplode il caso Murphy. I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, secondo il New York Times, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi in una scuola del Wisconsin.

    In Italia, è condannato in primo grado a 3 anni e 11 mesi don Pierpaolo Mologni, per aver abusato di un bambino disabile e per detenzione di materiale pedopornografico. Si prescrivono le accuse a don Giorgio Carli, ma la Cassazione lo condanna a un risarcimento di 750.000 euro. Rinviato a giudizio don Jesus Vasquez, sacerdote a San Nicola Manfredi (BN), per violenza sessuale su due bambini. Don Claudio Ballerini è condannato per la terza volta per atti osceni di fronte a minori.

    Aprile

    Georg Mueller, ex vescovo norvegese, confessa che è stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni. Si dimette anche il vescovo belga  Roger Vangheluwe, dopo aver rivelato di aver abusato sessualmente di un ragazzo. Anche il vescovo irlandeseJames Moriarty, accusato di aver coperto in passato abusi sessuali lascia l’incarico.

    Il Papa, incontrando alcune vittime dei sacerdoti maltesi, esprime la sua vergogna e il suo dolore per quello che le vittime e le loro famiglie hanno sofferto. Ma da oltreoceano arrivano nuovi scandali. Una lettera del 1985 firmata dal cardinale Joseph Ratzinger dimostra la resistenza opposta dal futuro Papa alla rimozione di padre Stephen Kiesle, che aveva molestato diversi bambini. Il cardinale Angelo Sodano bolla come “chiacchiericcio” le critiche a Chiesa e Pontefice per la gestione dello scandalo dei preti pedofili. Un sacerdote 40enne di origini indiane viene arrestato a Teramo per violenza sessuale su una bimba di 10 anni.

    Maggio

    La Chiesa italiana ammette di aver ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. La Cei, tuttavia, si rifiuta di far conoscere il numero dei preti successivamente sospesi secondo la legge canonica. Per la prima volta in Italia un vescovo è chiamato a testimoniare. Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, è chiamato in tribunale per chiarire come mai non abbia preso provvedimenti in merito alla vicenda processuale che vede imputato don Ruggero Conti, accusato di abusi sessuali.

    Giugno

    La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede, confermando la decisione della Corte d’Appello dell’Oregon di considerare il Vaticano come civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    In Italia, viene ridotto allo stato laicale don Andrea Agostini, condannato nella primavera 2008 in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali ai danni di dieci bambine (dai tre ai sei anni) che frequentavano l’asilo parrocchiale da lui diretto.

    Luglio

    Un ex sacerdote australiano John Sidney Denham, 67 anni, viene condannato a quasi 20 anni di carcere per aver abusato di almeno 25 ragazzi in diverse scuole, dove era responsabile delle punizioni disciplinari e nelle quali aveva creato un clima di terrore e depravazione.

    Il New York Times pubblica un reportage di documenti interni alla Chiesa che svelano come Joseph Ratzinger, quando dirigeva la Congregazione per la dottrina della fede, fosse “parte di una cultura di non-responsabilità, negazionismo, e ostruzionismo della giustizia” di fronte agli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Tra le rivelazioni spunta un vertice segreto avvenuto in Vaticano nel 2000 tra Ratzinger e i vescovi delle nazioni anglofone più colpite dagli scandali di pedofilia: Stati Uniti, Irlanda, Australia.

    Settembre

    La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma sono citati come responsabili civili nel processo che vede imputato un prete, un salesiano di 79 anni, vice parroco al Sacro Cuore di Foggia, che avrebbe molestato 4 ragazzine che si confessavano con lui.

    Scompare nel nulla don Matteo Diletti, prete bergamasco di 39 anni, a pochi giorni dall’udienza in Cassazione che lo vedeva imputato per abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni. La cassazione confermerà la condanna a 4 anni.

    Ottobre

    I quotidiani in lingua fiamminga riportano 103 nuove denunce contro i preti pedofili belgi. Tuttavia, la chiesa belga non istituirà una nuova commissione d’indagine. In Italia, don Secondo Bongiovanni, sacerdote 56enne, viene condannato a Sondrio per abusi sessuali ai danni di un bambino di 12 anni.

    Novembre

    Il Papa ammette ritardi e coperture nella gestione del caso diMarcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, pedofilo, tossicomane e padre di diversi figli illegittimi.

    Dicembre

    Pubblicati i cablo WikiLeaks sul Vaticano. Secondo le rivelazioni, il Vaticano ha rifiutato di permettere ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi dei sacerdoti su minori in Irlanda. Non solo: la richiesta di presentarsi di fronte alla commissione Murphy “ha offeso molte persone in Vaticano. Pensano che l’Irlanda non abbia protetto e rispettato la sovranità vaticana durante l’inchiesta”, dice un cablogramma. Una giuria nel Delaware stabilisce un risarcimento di 30 milioni di sterline per un uomo stuprato più di cento volte da un prete cattolico. E’ la somma più ingente che sia stata mai assegnata a una singola vittima. In Italia, don Domenico Pezzini è condannato a dieci anni di carcere per aver abusato sessualmente di un minorenne originario del Bangladesh.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/03/scandalo-pedofilia-il-2010-e-stato-lannus-horribilis-della-chiesa-cattolica/84609/